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'UATTATO TEORICO-PRATICI
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SULLE MALATTIE I'll COMUN1
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IIKl.l.l
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ANIMALI DOMESTIC]
DAL PÜNTO HI VISTA
AlilllCOIJ), COMMI5RCI/VLK Kl) IGIENICO
METOD1 Dl Cl'li.A
od AppandicG sni raigliori motodi di disinfezione doi vagoni
IT,!. DOTTOUK
E. PERRONCITO
Professoro di I'aloloifin ulln II. Scnola Vulorinavin Incaricttto delln Pnrassilolo^iii prosso la K. l'nun-ih, di Torino.
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slaquo;laquo;^rfgt;claquo;*J/
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TniiINO
LTNIONI'l 11 I'i M ; | ; \ |-i ( ;, i-|.; | M Tl ; I ( : !#9632;;
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I'ia/./.n Snn Silvcslm, 7.quot;., | i: AT \.M \ n |; |
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NAPOLI
iTriui.Li Mnggiore, 53, |i, I 71 A 111 I' A l.l'.i; .\ln
1886
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#9632; .
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TRATTATO TEORICO-PRATICO SDllB MIIATTIB PIL COMDNI
DEGLI
ANIMAL I DOMESTIGI
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iPrincipaii Fubblicazioni deWAutore.
Ion (uburcoloüi in mpporlo coll'efunoiniii xociitle e rurale (Aumili della Ä. Accatleuiiii d'Agi'looltura dt Torino, Vol. xvm, 1875).
Mulln lunnfitii lt;li vilii ilcl ollUceroo laquo;lella vollulomi e ill nUri elmiiili
(Id. 1876). i:*]ilt;-riiiilt;-iiti ttullraquo; prodiixiono o (cnucitik ill vita del ciHticerco nolle
onmi llaquo;i Tltellll #9632;iuogt;v prove raquo;ul rapide sTiluppo ilcllu tacniraquo;
iiiiMlio rniiollntraquo; iioll'nraquo;nio {Id, 1877).
liraquo; tricliinraquo; raquo;pirnlitt in llnliraquo;. Caso cli trichinosi nei muscoli ill UD cane i\n caooia dellu nostre razzo (hi, 1877).
Hplv.on/.in tifoiilc ni-i Kallininci o cholcrn laquo;lei polll [Id, 1878).
Cili eehinocorrlii e In ttuiin rchinococco (Id, 1879).
.Ilnnnnle ill HachicoUiiru (2quot; ediz., Roux e Pavale, 1880).
OiHervaxioni clmlnlologichc ralatiTe alia malattia HTlluppataoi en-flemlca fra gll operal laquo;lei Ciottardo (Atti dellraquo; Reale Accademia dci Lincel, seduia di'l S maggfio 1880).
l/aiieinia laquo;lei ronlntlini, fornai-lai e niinatori in rapporto colla altiuilc
epidemia negli operai del Qottardo. Profilassi b cura [Annall della U. Acoademia d'Ji/ricn/lnrii, vol. XVIU, 1S,S0-S1).
Der Vochmtus mul verwandte Helminthen in ihren Beziehungen claquo; der snijenaimlm Bergkachexie (Centralblatt /'. d. med. Wissenseh, 1S81).
II rarbouoliio e le raquo;aioinu/ioni rarbonrliloae. Gonferetiza tenuta al Comizio Agrarlo di Torino {Annali della It. Accademia d-'Agricoltura, 1S82).
Inbsp; nbsp;paramiili ilcll'iiomo e )le{;U unimali ulill. Libro di 500 pagine ricca-
mente illustrato (Milano, Gasa editrice dolt. Frangesgo Vallardi, 1882).
SKooteciiiraquo; e iiHiolo^iii. AeXVEnciclopedia Agraria diretta dal professore Gantoni. Un grosso volume con numerose incision! e tavole litogr, (Torinu, 1871-1875, Unione 'rip.-Editrice). #9632; L. ii.
Cili nmina'/.zntoi dal puntc di vista della pubblica islrnzione e deli'igiene (Eneielo-pedia delle Aiii e delle Industrie, diretta dagli Ingegneri R. Paheto e fi. Sacheri).
IInbsp; enrbonchio. .Me/zi preventivi e curativi. L 8.
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BIBUOTHEEK UNIVERSITEIT UTRECHT
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2912 958 6
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TRATTATO TEOIIICO-PIUTICO
SULLE MAIATTIE PIU COMUNI
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DEGLI
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?? e /sJ~cf.
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ANIMALI DÖMESTICl
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DAI. PÜNTO Dl VISTA
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AGRICOLO, COMMERCIALE ED Iamp;IENICO
METOD] DI CUM A
ed Appendico sui migliori metodi di disinfezione dei vagoni
PEL DOTTORE
E. PERRONCITO
Profossore di I'alologia alia U. Scuola Velerinai-ia Incarioato dolln Parassitologia presso la H, Universild laquo;li Toriuo.
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- #9632; #9632;' ;#9632; .
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TORINO
UNK raquo;X E Tl POG ilA I'ICt )-l ;i UTRK \\-88, Via Carlo AlbertOi 3;!
1886
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Di ritt i di traduziom e riprodtmone riservati.
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PREFAZ10NE DELL'EDITORE
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Mancava in Italia od ali'ostero tin libro informato ai piü recenti progrossi della scionza, die si fosse occupato specialmente dello malattio del nostro bestiame. (jnosta lacuna era senlita general' menic dai privati e dal Governo stesso, il (|iiale preoccupato raquo;lei danni incessant] ehe rldondano all' agricoltura ed all' igiene ha favorite non solamente le pubblicazioni crindole scientiflca, ma eziandio talune istruzioni popolari aventi rapporto diretto collä pratica comnne.
he nuove scoperte fatte nello studio delle malattie (llaquo;!gii aniraali domestici ed il nuovo indirizzo segulto nelle ricerche scienüßche richiedevano tin lavoro ehe luellesse specialmente il medico pratico, il veterinario e i'agricoltore istrutto in condizione da sapersi com-portare razionalmente nei diversi casi di malattie insorte nel bestiame, E questa favorevole condizione nessuno meglio dell'egregio Dott. Cav. E. Perroncito, specialista nella materia, poteva fornirla. Egli, ehe da molti anni coltiva con passione ed amore la palologia comparata, si e formate nn tale corredo di cognizioni pratiche sugli svariati argomenti svolti nella sua nuova opera, ehe non manchera di tornare proficua allo scienziato ed all' esercente la medicina dell'iiomo e degli animal! ed a^li stessi agricoltori.
II nuovo libro e illustrato da numerose Qgure disegnate dal vero, per varie monografle dettate dallu stesso Autore ed in parte nuove, incise ed intercalate nel testo , le quali serviranno cos) a dimostrare i piü importanti argomenti ehe vi sono trattati.
L'iniziativa di questo libro si deve in gran parte al Ministero del-rAgricoltura cho no ha sollecitato la compilazione, avendo damolto
tempo desiderato nn Manuale ehe rilovasse l'importanza di allovarc
#9632;
1 PntltONCITOi Malattie degli animali domestici.
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I'UKKA/.IONH HKM/KIiITOUE
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igionicamente gli animall per sohivare o soemare i danni di quell enzoozie laquo;m! dpizoozie ehe formano la calamita maggiore della nostra pastorizia e per trarre il piü grande profltto commeroiale degll animali mia volta die sono fatti cadaveri senza compromettere le norme d' igiftno. In una parola, nei libro ehe presentiamo al pubblico vi sono trattate le malattie particolarmente dal punto di vista della economia rurale, now trascurando ben inteso tuttoquanto si riferisce alia pulizia sanitaria.
Tor rendere poi piü pratico e meglio rispondente ai bisogni del-I'agricoltura il nuovo libro del Prof, Perroncito, abbiamo ottenuto cho I' Autore aggiungesse al trattamento di ogni malattia, alcune ira le ibrmole piü confacenti ad una razionale cura, non tlimenti-cando eziandio volta a volta quelle ehe costituiscono i migliori disinfettanti, per i clivers! morbi infettivi.
A complemento doll'opera 1'Autore aggiunse un'Appendice in cui sono ricordati i migliori metodi di disinfezione dei vagoni, e si oomprendono i precetti igienici per il trasporto degli animali col mezzo delle ferrovie, approflttando a quest'uopo degli stiuli speciali da lui fatti, In guisa ehe noi crediamo di avere cosi colmato una lacuna, ed abbiamo lidiicia ehe la nostra opera verrä accolta in modo pari al nome clell'Autore.
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PREFAZIONE DELL'AUTORE
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IiO malattie dol bestiarae vogliono essere studiate, non (anto dal punto di vista igienico generale, quanto in rapporto coH'industria zootecnica, ehe costituisce uno dei cespiti pii ragguardevoli dolla nostra produzione agricola. La ricchezza delle campagne forma leva potente di progresso anche nell'igiene; e certe norme di pulizia sanitaria, sebbene sancite dai regolamenti, non possorto trovare una estesa e favorevole accoglienza, perchö non sono di facile applicazione.
Lo studio dolio malattie raquo;lol bestiame vuole perciö essere il piü die sia completo e in guisa da offrire spontane! corollari per prcvo-nirlo, curarle od utilizzarne i resti cadaverici.
Lo malattie, ehe affliggono il nostro bestiame, sono prodotte da elementi particolari (cause speciflche), vegetal! od animal!, oppure sono il risultato di cause cornnni, non speciflche, accidental!. Le prime possono essere dovuie a parassiti vegetal! od animal! e costi-tuiscono il grande numero di malattie detle parassitario, trasmes-sibili tra le stesse specie animal!, dagli animal! all'uomo e da questo a qnelli. Ve nc sono delle particolari ad ogn! specie animale; altre, ehe si trasmettono fra animal! di specie diversa; altre inline, ehe, svilnppatesi primilivamente negli animal!, possono. in qnalche modo, trapassare airuomo; oppure, sorte prima nell'iiomo, si trasmettono agli animal!, sotto la stessa forma o con forme molto different!, Si comprende quind! tutta I'importanza di uno studio comparative delle malattie, die colpiscono riiomo e gli animal!, per tracciare conflni esatti tra i morhi particolari agli animal! domestic!, o comnni airuomo ed a specie animal!, sotto qualunque forma, onde stabillre norme pratiche per I'igiene deU'tiomo e degli animal!. Quest'igiene
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IVnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;i'KKl''AZ10NI''. DKM, AITOUK
applicata allo malattle trasmessibili vuol essere perö bene intesa, iion vcssatoria, basata sullo conoscenze esatte, ehe urn si hanno della plurnlita dei morbi, onde sfuggire alia pericolosa frode, tanto pii'i facile quanto plö importante e meno noioso diventa il trafugamonto.
Scopo di questo ralo lavoro si ö lo studio delle malattie piü co-muni, considerate, tanto dal punto di vista dell'igiene, quanto da quello del commercio del bestiame, nell'interesse deU'agricoltura e della sociotä.
Premesse quindi alcune generality, tratterö, in special! capitoli, delle malattie infettive piü propriamente dette, delle malattie pro-dotte da veri fanghi o parassiti vegetali piü elevatij di quelle ehe sono dovute a parassiti animali, di alcune fra 1c piü importanti malattie accidentali, per riservarmi da ultimo, una breve appen-dice sulla disinfezione dei carri ehe servono per il trasporto degli animali.
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INTRODUZIONE
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PARTE GENERALE
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Niun dubbio ehe lo malattie piü dannose o piü terribili sono le parassitarie, cioe quelle dovute a microorganlsmi, a specie di üinghi o di animali microscopic] lt;gt; macroscopici, i quali penetrati nell'ör-ganismo degli animali godono del triste privilegio di determinare forme raorbose piü o meno gravi, spesse volte tnortali,
Esse si possono dividere in malattie infettive, dovute a specie bacteriche diverse: in malattie dovute a parassiti vegetal! piü di-stinti, piü grandi, piü elevati; in malattie prodotte da protozoi, in malattie prodotte da vermi, in quelle prodotte da acari, da insotti e da crostaeei.
Queste diverse malattie si possono presentare sotto forma spo-radica, enzootica od epizootica.
Si dicono sporadiche le malattie ehe si sviluppano qua e colä in modo poro isolato, seuza diflfondersi ed infettare un numero no-tevole di animali; come per es., l'acetone (cosl detto carbonchio sintomatico) in certe stagioni deiranno ed in talune nostre regioni. Enzootiche souo dette quelle ehe colpiscono contemporaneamente, o quasi, im gruppo notevole di animali di una. stessa localitä, come e, per esempio, la pneumonite dei giovani vitelli, del carbonchio, della distomatosi, ecc. Episootiche le malattie ehe si manifestano ed invadono provincie intiere, come, ad es., I'afta epizootica: si di-cono inflne ancora panzootiche le malattie, ehe si diffondono piü o meno rapidamente tra provincie e nazioni diverse, come e il caso, per os della poste dei ruminantl.
Una stessa malattia puö manifestarsi sotto forma sporadica, enzootica ed epizootica a secouda delle condizioni diverse in cui si trovanogli animali sia per l'ubicazione, regime alimentare e lavoro, come per circostauze cosmo-telluriche non sempre ben note.
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Vtnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;INTltOIJUZIONE
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Malattie infettive.
Sotto il nome di maiattie infettive si indica un gruppo piuttosto nuraeroso di malattie ordinariaraente gravi ed esiziali per la vita degli animali. Esse sono dovute a Imateriali impuri {materia pec-cans) nel sense degli antichi, a microorganismi (bacleri) nol sense doi pii'i recent! studi, ehe penetrati neirorganismo ne infettano il sangue, i tessuti o sistemi organic! particolari producendo sintomi general! e sintomi special! alle diverse localizzazioni dellu malattia.
l material! impuri, o microorganismi inferior! formano i miasmi, virus o contag! e costituirebbero eziandio I'essenza di veleni animali, quali il veleno della vipera, del cobra-capello, ecc. Quindi, i miasmi ed i virus, ritenut! per molto tempo siccome dello entitä morbose mal definite, si presentano ora solid forme particolari di bacleri, ehe godono di una vita propria e perciö capaci di vivere, e proliferare in medii o substrati different!. Essi possono vivere indipendenti, fuor! dell'organismo degli animali per mesi ed anni, come eziandio possono moltiplicarsi allo stato d! libertä in menstrui e sostanze diverse, attendere cosl propizia occasione per penetrare nel corpo degli animali e produrre quel corteo di sintomi e di lesioni die valgono a caratterizzare la malattia infettiva (miasma-tica o contagiosa).
I germi morbosi si trovano quind! piü o meno spars! in natura. o date condizioni favorevol! si manifestano eon tutta la lore in-tensila e diffusione. Donde si ha la camparsa di malattie sotto forma sporadica, enzootica od epizootica,
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Dei bacteri
Si dicono bacleri le forme e specie pin elementar! di vegetal! inferior!. Essi sono tutt! microscopic!, format! di uno o piü element! o cellule minime, isolate o poste in serie, o raggruppate in modo diverse. Ogni eleraento rappresenta una cellula vegetale a proto-plasma azotalo, incoloro o bianco pallido, circondalo da una mem-brana di nalura della cellulosa vegetale, visibile neiraeqna semplice, o mediante colorazioni particolari insegnate speclalmente dalla tecnica microacopica (l).
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111 V. Priedlaender, La tecnica mforosoopioa. Trad, del dott. or.ivA. rivo-dutaedarrlcohitadi numerose ogglutite dal dott. 0. Martinotti. - Torino 1885.
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INTRODUZIONKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;VII
1 baoteri si ntttrono e si naoltiplioiano a speso dei liquid! e dei solidi ehe alterano a Lrasforraano, appropriaridosi quei material! clio sono loro piü utili o neoessari. Oosicohö, in oondizioni (avore-voli si sviluppano rapidamente e si moltiplioano all'inflnito in un tempo relativaraente breve,
La qualita dell'alimonto varia a seconda delle specie di baoteri e tonne loro con-ispondenti; cosi, vc ne haniio di quolii ehe ahbi-
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Fig. hi.
Piieumococco della scimmia con pneumonite fibrinosa, e micro-cocclii (slafüococchi) dclla sup-pmazione in una voniica dcllo stesso polmonc.
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I'lG. I.
Microrocco prodigioso.
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I'lG. II.
Saccliaromvces vini.
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sognano di ossigeno libero., altri invece ehe sono da questo gaz uccisi. Donde la divisione fatta dal Pasteur di baoteri aerobi e anaerobi. Tutti pero necessitano I'azoto ed il earbonio, clie traggono dai materiali albuniiiioicli, dalle zucchero, acidi organic!,dall'aria ecc, a seconda del sustrato o menstruo in cui vivono,
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Ö
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FlO. iv. Sporificaiionc del Criptococco guttalato,
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FlO. v. Sarcina violacea,
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La loro proliferazione si fa per segmentazione u per soissione, per spot-e e per gemmazione,
II prime modo e anche il piu semplice e piu anticamente noto: I'elemento primitivo s'allunga o ingrossa e si divide poscia com-pletamente od incempletamente. Queste forme bacillari sviluppano poi nel loro interuo le spore. Gosi, se si coltiva il virus del car-bonchio, o Bacillus anthraci.s, si vedono prima gli element! basten-ciniformi allungars! e dividers!) poscia a formare dei filament! hin-
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Viilnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; INTRODUZIONE
^iiissimi. nei quali come vcdromo meglio, si sviluppano le spore inolto rifrangenti laquot; luce, di una tenaoitä di vita grandissima, co-aUtuenti i germi o seminuli della malattin (V. pag. 112-127). Colti-vamlo il virus del cholera, od epizooaia lifoide del polli, si veriflca una segmentazlone corapleta od incompleta a formare i miciucucchi, i diplococcbi laquo;3 streptococchi (V. pag. 1-7).
Per lu studio dei baoteri sono necessarie materie coloranti divers*1, le quali servono a tingere le varie specie ed a dimostrarlo nei liquidi e solidi, in cui si osservano. Si lichiede la conoscen/.a pratica dei metodi per le culture onde mettere in chiaro la loro signiflcazione morbosa. Ma per questo io rimando anche ad aliri speciali lavori (1).
1 baoteri godono di propriety inolto diverse. Cosi, ve ne hanno ehe producono materie coloranti particolari nelle sostanze, in cui si trovano a vegetare e sono perciö detti hacteri cromogeni, come
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Fio. vii. Bacterl IC'lostridtum] del cusi detto Fio. vi, Preparuto di sangue carbonchioso,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; carbonchio sintomaiico od acetone.
Rilevati Jal vero dal dott. Vinoie Carita ,
ad esempio, il micrococco prodigioso , cho da macchie rosse-san-guigne sulle patate, sul pane, ecc, sulla polenta. Altri costituiscono i fattori della fermentazione e della putrefazione, come lt;' il case del Mycoderma, aceti, del Mycodernia vini, ccc. 0 sono detti hacteri zimogenL Una terza categoria indue e costituita dai bacterl pato-geni, cioödaquelli chepenetrati nell'organismo sviluppano malattie diverse, come e il Micrococco del cholera del polli, il fiaclllo della tübercolosi, ecc.
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(li BordokI'Uffrgduzzi, / mioroparassiti nelle malattie da infextone,
Torino 1885.
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INTKOIII.'ZIONE
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IX
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Una rlassificaziono, clio, per quanto iinporl'oUa, vieno ^onci'al-mente ailotiata, 6 c(uolla cho divide i baoteri in
SKKiioitACTKRi: composti di cellule globose o leggermente ovoidi, 11 lt;;iii tipa lt;'#9632; rappresentato dai Miorooooohi, anoora detti Sfero-COOOhi, ooccobaoteH, cocci, cocchi, covpuscoli fifjurati. Essi lianno il diainotro di 1[2 ad 1 duo a 2 millesimi di millimotro, o si pre-eentano ora isolati, ora disposti a due (diploooccbi), ora a tre e a oatenelle formate di nn numero vario di eleraenti (streptococcbi, catenelle micotrici), Taimii micrococchi vennero denominati anohe stafilooocohi (Stctphylococous), Es. lo st. o micr. pioggno aureo. Talvolta si trovano disposti ad angolo come nel fermento a coroti-cina di Pasteur, o costituiscono delle membranelle {petalococchi u
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Fig. vim. Spirocheti e globuli rossi del sanguc di malalo di fchbre remittente Dal Koch).
gliacocchi, zooglee) mediante la sostanza gelatinosa cbe separano, od ancora degli ammassi o cumuli.
1 micrococchi nuioiono alia temperatura di 50deg;-55quot; C. in pocbi minuti; non resistono ad un prolungato essiccamento e godono delle stosse propriety dei bacteri in genero, specialmente dei bacilli non sporiflcati. Resistono anatomicaniente alia polassa caustica e vivono alle pin basso temperature; si colorano d'ordinario facil-mente col diversi prodotti doH'anilina.
MfOROBAOTBRi; costituiti da cellule in forma di corti cilindri, isolate, a due, a tre o piu elementi, a movimento spontaneo, osciila-I* Pkrroncito, Maiatiie degtt anltnali doinestici.
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Snbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; [NTRODUZI0NJ3
torio. Es., il gen. Bacterium, In specie Bacterium iermo, cho 6 il t'ermento della putrdfazions, il Bactei'ium synoyünum o Vibrio cyanogenus, cho produce il lade azzurro, il BacteHum synxan-thutii o Vibrio ooanthogamp;niis, causa del latte giallo, ed il Bacterium aevuginosum ehe produce il pus azzurro o verde.
Dbsmobaotbri: a ßlamenti dritti, articolati, generalmente in modo poco disiintn: vi si comprendono i generi Bacillus, ohe ha gli articoli distinti, Clostridium, ehe comprende le forme a baston-cino, in cui predominano le cellule fusiformi sulle cilindriche, es., il Clost, butyricum, il Clost, doM'aceknw; il ^en. Leptotlirix a fllamenti per la maggior parte non distintamente articolati: il genere Beggiatoa, a fllamenti piCi grossi: Es., lamp;.Beggiatoa alba e nirea dello acque sulfuree.
Spirobaotbjri : costituiti da fllamenti ondulati o a spirale com-prendenti il yen. Vibrio, Spirillum e Spirochaete (1).
Saccharomiobti; format! da cellule tondeggiantiod ovall, nuceate ehe si moltiplicano per gemme. i'ls., il Saccharomyces vini o fer-Hienlo del vino, la Torula cerevisiae o fwmenlo della birra. Le cellule isolate del saccaromioeti vennero anche dette criptococchi,
Sarcinh : cellule riunite in famiglie di (piatt.ro o umltipli di quat-tro (V. la flg. v).
Queste differenti forme e specie lt;li microbi, microorganismi o microparassiti possono trovarsi uel terreno, sospesi nell'aria, ik'I-I'acqua e sn tutti gli oggetti ehe ci circondano non esclusi gli ali-ineiiti. Essi pero non sono sempre in tale quantity da potersi ve-dere facilmente. Per dimostrarli si e obbligati spesso a ricorrere alle colorazioni ed alle colture, allo isolamento delle singole specie per studiarne le differenti propriety.
Metodi piü comuni di ricerca
delle varie specie bacteriche nei liquidi e nei eolidi
deH'organismo animale.
1 liquidi del corpo (secreti ed escreti) si esaminano molto sem-plicemente t'acendo un preparato microscopico da sottoporsi all'in-grandimento di 500-800 diametri. Se il liquide e chiaro trasparente, se ne prende una goccia, con bacchettina rli vetro, o con una pi-petta hen netta, si pone sul vetro poHa-oggetti, vi si sovrappone 11 copri'Oggetto e si esamina.
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(P v. / parassiti dell'uotno e dnyii animali utili, Mllano 188?.
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1NTH01)Ü/,I0NUnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Xl
Se il liquido ö opaoo, oscuro, o troppo denso, si stenipra in una
(Jilnzioue di clormo sodico, 0,750|O, oppuro nell'aoqua distillatji o sterilizzata in precedonza, avvertondo poro cho quosLa discioglio la niatei'ia colorante dei globuli rossi del sanguö.
Se si tratta di sostanze solide o di tessuti, modiante le punte si dilacerano nella diliiziono di oloruro sodico, nelTacqua o in altri inenstnii a seconda dello scopo ehe si preügge lo stndioso.
In quesli modi i bacteri si osservano incolori, piii o iiieno pallidi, oude si ricorre alle materiß colorauli. Queste sono specialinente i prodotti dell'aiülina, come il violetto di genziana, il mietilviolet, il bruno di Bismark, la lucsina, eeo. Con essi si la ordinariamento una soluzione aoquosa all'] p. OjO, oppure una soluzione satura e si dltra ogni volta ehe si vuole adoperare,
Supponendo, ad es., ehe si volesse esaminare un po' di pus per vederne i microorganismi, si incomincia a scegliere un copri-oggetti ben netto e trasparentissimo. Con punta metallica di platino^ od anche di vetro, sterilizzata alia flamma, si passa toccando una su-perfleie del vetrino colla sostanza da esaminare, in modo da for-inariie uno strato sottilissimo e trasparentissimo. Dope si passa una, due o piü volle alia hamma , in alto, da prodni're ressiccamento rapido dello slratercdlino applieato al copri-oggetti; oppure si lascia essiccare liberamente all'aria ambienle, o meglio in stufa a 3ö-40-50quot; C. Intanlo, si prepara in vetro da orologio un po' di tintura colorante flltrata, Vri si capovolge sopra il vetrino copri-oggetti o vi si lascia per 15-20-3Ü', I'm procedere piu rapidamente, si la scaldare il vetro da orologio contenente la materia colorante ed il vetrino da colorare alia flamma ad alcool, od a gaz, flno alia com-parsa dei primi fumi, cioö, sino a 50-00g C. Dopo si toglie, si lascia raffreddare e si lava il vetrino copri-oggetti. Si asciuga dalla parte superiore e si applica ad un porta-oggetti per esatninarlo se il pre-parato e ben riuscito; allora siscaldaosi asciuga od essicoa com-pletamente, si aggiunge una gocciolina d'olio digarofani o di cedro, oppure si applica subito balsamo del Canada per conservaiio indc-linitamente.
In questo modo i micrococclii, bacteri, bacilli, ecc, si presentano colorati in bleu, in violetto od in rosso a seconda ddla materia colorante adoperata, e si distinguono per le loro forme regolari.
Mediante le colture e gli innesti so ne possono pol studiare lo differenti propriety.
L'esame del sangue si la a fresco, oppure a seeco. A fresco si stompra in po' di sangue nella diluzione di cloruro sodico indicata; a secco si procede come per la ricerca di microorganismi nel pus,
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XUnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; INTKOIiUZIOMO
iJn metodo prezioso di coloraziond (1lt;m baotsri in generamp;le 6 il mbtodo di Gram: Con punta di platino, ili vetro od'altro, steriliz-zaie si distende in strato soltilissimo ia Bostanza tluida lt;la esami-nare sopra vetro copri'Oggetti. Si passa questo a Du flamma per evaporarne completamente 11 liquido e (Issarne gli oleinnnti solidi. Dopo, si oapovolge sulla materia colorante (liquido ill Erlioh-Weigert, v. pag. 135) si scalda flno a vederne 1 primi fümi. Oppure sl la-soiano i vetrini per 3raquo;4 o piü minuti a colorare. Si tolgono, sl fa cadere la materia coloranto e vi si applica acqua di lodio, preparata con lodio gr, 1, iöduro potassioo gr, 2, acqua distlllata gr. ;5ü(), per flssare la colorazione dei baoteri: quindi si lavano neiralcool flno a scolorazione completa della superflcie del votrlno. Sl fa asciugare e si allestisce 11 preparato in olio di garofani e successivamente in balsamo o in daniar.
So i preparati da colorire sono in sezione, bisogna prima cho sleno moko soitili, pol ehe noii siano stati nell'acqua nö nell'alcool allungato. Lo sezioni si fanno passare nella sostanza colorante, e successivamente nella diluzione iodica, ecc, come 1 preparati a seeco.
Quando si vuol avere la doppia colorazione del preparato, in modo da far spiccare meglio 1 microbi, dopo lavato 11 vetrino neiralcool si motte a colorare ancora nella vesuvina (soluzione acquosa satura) per pol lavare in alcool assoluto.
Mbtodi di Hizzozkro. Per studiare 1 raicroflti della pelle, il prot'. Bizzozero ha raecomandato i Ire seguenti metodi (1):
Metodo A: con aeido acelico, ovvoro con potassa canslica. Su dl nn porta-oggetti si pone una goccia d'acido acetico, diluito a parti eguali con acqua; oppure una goccia di soluzione 10 0[0 di potassa canslica. Alia goccia si aggiunge uu po' di scaglie epidermoidali sgrassate, ehe vi sl lasciano gonflare per aleuni minuti; pol si copre col votrlno e si osainina. I funghi spiccano fra le collnle epidermoidali rigonfle ed impallidite. I preparati all'acldo acetico possono con (heilita essere conservati durevolmente : a ciö basta aggiungere ad uno dei lati del copri-oggetti una goccia dl glice-rina e lasciarl;i penelrare lentamcnte,
Metodo B: colorazione con azzurro di metilene e consorvazlone In glicerina. Si pone sul porta-oggetti una goccia di glicerina colaquo; lorata leggermente con azzurro di metilene; vi si immergono le
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(11 (i. liizznzuuo, Sui mioroftd dell'epidermide umaim novmnle (Atti della R. Aooademta di Medioina dl Torino, iö84, p;ig. 148-140}.
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INTltODUZIONKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;XIII
soaglio epidortuiche, lie si rimuovono tratto tratto colla |iimt;i di mi ago, perchä vengano beae in contatto colla soluzione oolorala. Dopo alouni minuti od un quarto d'ora s'applica il copri-oggetti e si esamina. Le lamelld epidermoldall sono incolori e leggerraente azzur-rognole; i flingbi inveoe spiccano iior la loro intensa colorazione.
Metodo C: si pone sopra di un copri-oggetti una piccola goocia di aoido aoetioo 50 p. 0(0, e vi si iromergono 1c scaglie epidormiohe sgrassate. Dopo circa un quarto d'ora o piii, quarido le scaglie si sono bon rigonflato, osso si distendono per mezzo degli aghi in modo ehe non rimangano ammucchiate le une sulle altre, a logger calore si fa evaporare tutto I' acldo acetlco , poi si fa passare il vetro tre o quattro volte lentamente su di una flainnia ad alcool in modo da aversi uno strato di epidermide disseccata. Su questo strato si depongono alcune goccie della soluzione colorante , pre-feribilmente dell'azzurro di metilene. Dopo un tempo ehe varia fra li)-;5() minuti si lava accuratamente con acqua, si essicca e si con-serva il preparato in damar o in balsamo. Mediante le colture e ^li innesti se ne possono poi studiare le loro differenti propriety.
Colture, 1'er le colture artiflciali dei microorganismi occorrono medii adatti, liqüidi o solid! a seconda degli scopi, ehe ci preflg-giamo.
1 medii liquid! sono molto vari: oltre quelli a composizione chi-micamente deflnita, come i liquidi di Pasteur, di Colin, di Mayer, di König e Perroncito ve ne sono altri piü co.nvenienti, pin comodi e adatti. Questi sono i comuni brodi, le soluzioni di peptoni. lo siero del sangue, 1'urina, il latte, ecc. 11 piü adoperato e il brodo di polio debitamente flltrato e sterilizzato.
1 medii solidi presentano il vantaggio sui liquidi di lasciar ve-dore ad ccchio nudo la forma di vegetazione dei microbi ehe visi coltivano o di poterneli caratterizzare. Essi sono costituiti da bianco d'uovo cotto, da patate colte, dalla gelatina detta del Koch, dal-I'agar-agar, dallo siero del sangue solidiflcato.
Ma lo studio diligente dei microbi in generalo, dei microparassiti vegetah ed animal! non si puö Tare senza il prezioso strumento, die cbiamasi microscopio.
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Del microscopio.
II microscopio, come indica lo stesso SUO nome, serve a far ve-dere gli oggetti molto piccoli, invisibil! a! nostri occh! nudi, od anclie armati di lonti ordinarie. Esso e costituito da un sistema di
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XIVnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;INTKOIJIZIONK
leiiti assieme oombinato, In oui Isggi mmo del doroinio della flsioa. Per noi (iiii l);isl,;i conosconio il inoccauisino e saporno lo SOOpo [tov adoperarlo nejla diagnosi delle (nalattie.
Dei [aioFoscopii se no lianno di niolie fabbriohd. Si acquistarono riaoraanza (|iielli di Seibert e Krafft, di Wetzlar, di llartnak ora Pratzmowsky, di Naohet e di Verick di Parigi, di Zeiss (Jena), di Merz (Monaco), di Reichert di Vienna, e di altri ancora. Da noi, il Ivoristka, seppe in poohi anni premier poslo tra i tnigliori costrnt
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Via. ix. Microscopio del Giacomini visto di fiauco, per vedeie graiidi raquo;ezioni.
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tori e produce piccoli, medii e grandi modelli die vogliono essere raccomandati pel perfezionamento cui e giunlo e per il prezzo rc-lativamente modesto cui li vende, come si puö rilevare dalle nozioni die accompagnano le ire iucisioni ehe qui si riproducono,
II microscopio consla innanzi tutto del lubo poriaiore delle lent! e del piedeslallo. II prime scorre nel tuba di sostegno e si puö to-gliere o riraeltere a voloutä.. Esso porta nelia sua parte superiore ['oculare, dolto cosl, peirhe vi si avvicina I'occliio per vedere al iiiicroscopio: lisulUi di uu cilindretto di ottone costituito da due
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lonti piano*convessej laquo;li cui llt;a superiore ö piö stretta. Alia superflcie piana di quest'ultinaa lente si applica I'occhio. Oil oculari si possono levare e mottere n piacimento; ve ne sono ordinariamente parecchi, sognati coi numeri ordinativi 1, 2, 3, 4, di varia Innghezza, o godono di mia potenza d'ingrandimento progressiva coi numeri stessi ehe servono a distinguerli,
Alia parte inferiore del tube portatore dello lenti si trova Yoh-biettivo, cho ö mi piccolo cono, pure d'ottone, portante un altro si-sterna ili lenti piö piccole, in rapporto coH'oggetto da esaminare. Anche gli obbioUivi, nei microscopii laquo;li certo vaiore, sono numerati o si distinguono in obbiettivi a secco e ad immersione, 1 primi liamu) portata minore, i secondi godono di una potenza forte di
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Fig. x. Microscopic n da dissczione gt;raquo; dei Reichert {i\2 della ^randezza'.
ingrandimento e possono esserc ad immersione ad acqua e acl im-mersione omogenea o ad olio. Cosi, sono a secco tutli gli obbiettivi dalio 0 a 8 nei microscopii di Hartnack e di Koristka: ;i secco o ad immersione il N. 9; a immersione ad acqua il It); a immersione ad olio Iil2, il Ijlö, lil8, il 1(20 di Zeiss e di Koristka.
L'obbiettivo a immersione ad acqua si adopera interponendo fra esso e il vetro copri-oggetti una goccia d'acqna di font.e pnr quanto si puo jtura; f|iiello ad immersione omogenea nocessita una goccia d'olio di cedro invece (lell'acqua.
Cogli oculari e gli obbiettivi si possono tare coiiibiiia/,ioni molto differenti ed ottenere ingrandimenti diversissimi Ira il 50 ed il 1500 c pin.
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#9632;H
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Flo, xi. Baso a fcrro dl
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Grande modello del KorUtka - Modello grande, N. Ill {11*2 Jet vero).
In olloue massiccio. Incliiui/iüiic del tavolino; movitncnlo rapido ad asta
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deniata 0 plgnone, Icnlo a vitc micromelrica. Specchio dopplo mobile latoralmeiitc 0 da'spostarsi in aite/za. Stativo iminilo stahilmenle col nnovo apparato d'ifluminaiionc N 53.
Ocular] 1, 2 (microm.), g, | 0 5. ohbiottivi 3. 4, (i, S a sccco; i|i| ad immorsione ad acqua, i|irgt; ad immorsione OlDOgcneä (ad olio); porta-obbletttvo triplo, camera Incida, apparato di polarizza-/ionc, CCCj L. 9.(S.
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INTUOIMJZIONKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;XVH
II tubo portatore dollo lenti, in molti naiorosoopii, Ö formato di due pezzi di cui I'uno soorre nell'altro come in una vagina. 11 su-periore si dice tubo cfallungamento, e si puö con esso aumentare c diminuire la forza d'ingfrwndimento ilolio diverse combinazioni di lenti, traendo fuori piü o meno il detto tubo.
II tubo di sostegno e Cuso con altro, ehe entra a formar parte del fusto del microscopioj raa e mobile e si puö sollovare ed ab-bassare mediante la vite miorometrica a passo cortissimo, die per
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Fio, xn. Modelto medlo a tavolino lisso, N. VII 114 del vcroi.
Stativo col tavolino fisso monlato su colonna cilindrica, Cfill'apparalo J'illiiniinazionc N. 54, cogll ocnlari 2 (col niicromelro), #9632;( e 1 e gli ohbiettivi 4, 6 c 8, IngrandimentO di 60 n -?laquo;, L. 5|s. L'apparato di illuminazlone non i; parö sempre necessarlo, c si puö molto utilmente sostituire con
una Itnle piano-convessa die si applica alia faccia inferiore del vetro porta-oggeltl 111 corrlspondenzu del diaframma.
lo pin orna la parte superiore del tiisto del microscopic. La vite micrometrlca potrebbe del resto trovarai benlssimo davanti al tubo
portatore dellc lenti, oppure nella parte inferiore-posteriore, poco sotto la piattaforma del microsoopio; e neoessario perö (;he sia mobilissima, non progredisca a salti acclö si possa con tntta facility porro I'oggetto da esarninare alia dislavza focale giusta. La piaila-forma del microscopio e il tavolo piatto, colorato oi'dinariamente
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INTRODUZIONE
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m nero, su oui si pongono i preparati da esaminare. Ne) suo centro si presenta un'apertura circolare, destinata ;i rioevere la luce
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Flo. Kill. Mndcllo medin, N, V [l[a del vcro). lt;( Stiitivo di media grandezza. liasc a fcrro di cavallo in otlonc massiccio. Tavolmo iisso. Movi-
mento rapldo del tubo a mano, lento a vile mlcrometrica. Munito stabilmenta del nuovo apparato d'illuminazlone N. y\ con dlaframml spoatabili a siltu e rotazlone. Tavolino mm. 75 x 80. Aitezza deilo strumento a lubo apcrto cm. 31.
Cogll oculari 2 (mlcrom.), #9632;lt; c | e i^li obbiettlvl 2, |, 6, 8 ed Hl6 ad immcrsione omogenca e camera lucida, I,. 585, Coll'obbiettivo 1113, invece chc del 1(16, coslerebbe L. ^05 raquo;.
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INTRODUZIONEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;XIX
da illuminare i preparati miorosoopioj e il tubo portatore delle lenti. AH'apftrtura circolare corrispondono dfti diaframmi, il oui uffloio e di aumentare o difliinuire la sua ciroonferenza, ed impedire cosi la soomposizione dei raggi luniiiiosi, ehe arriverebbero sulla cornice dolla inferiore lente dell'obblettivo, scomposizione di luce ehe nuo-cerebbe alia limpidity do! campo visuale e quindi alia riproduzione esatta delle forme da esaminarsi, Neimicroscopii piü perfezionati si trova applicato al contro dclla piattaforma, invece del dialVamma, I'appareccbio di illumlnazione Abb6. Questo consiste in un forte con-densatore di luce peril conoentramento massimo dei raggi luminosi a beneticio dolla maggiore chiarezza del preparato. L'apparecchio si fa funziunare senza diatramnia per avere mia luce intensa difl'usa, distruggere le forme e rendere piü evidenti i microbi (micrococchi, bacilli, spirilli, ecc.) colorati nei tessuti, o t'ra ^ii element! rimasti scolorati. Esso perö mom 6 indispensabile e per il prezzo relativalaquo; rnente notevole io consiglio di non adoperarlo, o di farlo sostituire con una semplice lente piano-convessa mobile, ehe ora ii Korislka unisce ai microscopii mediante la spesa di L. U.öo. Sotto il tavolato del microscopio, in corrispondenza del diaframma, si trova uno specchio, per lo piüconcavo, mobile in lulli i sousi, e lisso in modo diverso all'asta, o fusto, tra la piattaforma ed il piedestallo. Esso serve a raccogliere i raggi luminosi, die occorrono per rischiarare i preparati, die si pongono sulla piattaforma per I'osservazione microscopica.
II piedestallo poi, e o massiccio, oppure a fernraquo; di cavallo, iraquo; con altra forma pii'i o mono elegante, ma sempre pesante e solide da assicurare la stability del microscopio.
Per gli esami istologici, ehe possono occorrere negli usi ordinari, servono molto bene i microscopii del nostro Korislka, ed il medic modello a tavolino fisso N. VII del catalogo del fabbricatore, e il piü raccomandabile cogli oculari 2, 3 c 4 c gli obbiettivi I, (i e s, del prezzo totale di Igt;. 260.
Per chi poi si trovasse in migliori condizioni, o volesse spendere di piü per avere ingrandimenti superiori si raccomanda il modello N. V. od il modello N. 111.
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Avvertenze per luso del microscopio.
Importa moltissimo sapersi disporre il microscopio per le osser-vazioni. Per cio , fa d' uopo ricordarsi die una luce iroppo viva nuoce alia vista, come torna faticosissimo e pericoloso il lavoraro
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X\nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; INTKODUZIONE
con ima luce difettosa e insuffioiente. Quando si voglionp inini-prendere lavori di raioroscopia conviono scegliere una buona luce, ma non dci raggi diretti del sole. Si disponga il microscopio sopra un tavolo oomodo, in prossimitA lt;11 una flnestra a nord; so si lerne
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Fio. xv. llicchierc di vetro. Fig. xvi. Bicchieri a calice
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ancora una troppo intensa luce, bisogna col-locarsi di /ianco; poi, movendo in vario sense lo specchlo , si iliuniiucra hon lione il campo di osservazione.
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Fig. xiv. Pipette di vetro,
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Bisogna quindi preparare convenientemente
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Je sostanze da esaminare. Per questo, fa d'uopo ricordare ehe i corpi da sottoporre aU'esatne microscopico devono essere trasparenti, siano ossi sotto forma liquida o solida. Quindi e ehe si richiedono dei liquidi indiflferenti, del reattivi e certi strumenti. Occorre una pinzettina ed una plceola forbice, due punte od aghi so-stenuti da un manico per le dilacerazioni, un rasoio a superflcie inferiore piana, qualche jii-petta di vetro e bacchettine di vetro, alcuni bicchieri a calice, muniti di labbro (1). Sono sovratutto indispensabili i vetri porta-oggetti, sui
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Fio. xvii. Bacchettine
scmplicc di vetro.
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quali si (anno i preparati, ed i vetri copri-oggetti,
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quadrati o rettangolari, stretti e sottilissimi ehe servono a coprirli per evitare ehe la goccia di liquide o il corpo
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Porta-
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l-'to. Will.
etti con foro circolaro.
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Porta-oggetti a camera umida. del Ranvler.
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FlO, xx. Porla-oggetti a camera concava.
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(1) (i. HizzDZKRo, ManKalc di micruscopia clinica, Üquot; cdiz. Mllano 1882.
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INTllOHI.'/.KlNIOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;XXI
da ösamlnare Imbratti la lente inferiore dell'obbiettivo. Fra i li-quidi, l'acqua fresoa di tonte o l'acqna distillata (scloglie Tematina dei globuli russi del aangue, rigonfla gli altri elementi cellulari),
l'acqua in cni sia scioUo il cloniro di sodio ael rapporto di 1,60 su 200 (preziosissima por i preparati a (Vesco, perchö conserva il
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Fio xxi.
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Vetrini copri-ogjjctü-
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Fig. xxii. I.ampada a spirilo
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colore c la forma dei globuli rossi del sangue e mantiene inalterate le cellule bianche), una soluzlone di potassa caustica a vario grado di concentrazione, una diluzione di acido acetico 1 p. OjO, 1 p. 0(00 (preziosa per la preparazione del tessuto muscolare a fresco), ecc. Per coloro ehe volessero conservare i preparati, oecorrono an-
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l-'ir,. win. \'ciro daorologiö con piccolo piano sul tbndo c marginl arrotondoti.
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FlO. xkiv Uocipientc dl vetrocon fondo piano c coperchio di vetro.
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Fio. xxv. Cubo di vetro munilo di cavitii circolare c coperchio di vetro.
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cora la glicerina, l'alcool, le materie coloranti, ecc; la vernice damar, il balsamo del Canada, l'essenza di garofano, ecc, e tante altre sostanze ehe si trovano meglio descritte nei manuali di mi-croscopia.
Le lenti del microscopio (oculare od obbietüvo) per la loro fl-nezza e delicata costiluzione, conviene pre-
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servarle dalla polverc e dalla nmiditä. La loro pulizia devesi fare, non giä con ascin-
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A
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Fio xwi.
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I'V,. xxvii. - Campana di velro con bottone per tenere il microscopio od altri Mrnmemi al riparo dalla polverc.
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Scatola di vetro con coperchio.
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gamani ordinari, ma con pelle di camoscio u di guanto, od an-cora con pannolino non troppo grossolanc.
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INTUOIirZIONE
Le sostanze da esaminarsi al mlcroscopio sono liquide o solide. Le prime si diluisoono so troppo condensate od opaobe, mediante i liquid! d'aggiunta (soioglie ii tessuto connettivo e la sostanza intercellulare degli epitelii). Lo solide, se sono trasparenti, o si sotto-
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Fig. xxviii. Tubetti d'assaggio.
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pongono all'osservazione tali e quali, oppure si dilacerano, o so ne fanno delle Hue sezioni.
I metodi ill proparazione delle sostanze da esaminarsi al micro-scopio si possono quindi ridurre;
a) Alia dilacerazione modiante la qnalo si dividono sottilmente 1(gt; parti, i) le sostanze da osservarsi; come si fa per la ricerca della trichina nolle carni (v. pag. 309),
h) Alle line sezioni operate ordina-
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riamente col rasoio, collo scalpello e con microtomo;
c) Alia (liluzione , con cni si stetn-
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F(G. XXX.
Campanella di vetro con boltone per coprire i prcparati.
prano nei liquid! d'aggiunta le sostanze da sottoporre ad esame.
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Fio. xxix.
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Microtomo acilindro.
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Quando si fanno sezioni sni pezzi a
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fresco, i preparatl si esaminano in nn li-quido indifferente, come sono ladiluzione di cloruro sodico O,?.quot;) OiO, od il liquido ammoniaco iodato Se si praticano sn ])ezzi induriti, allora si ricorre alia glicerina; oppure si colorano, si disadratano coH'alcool assoluto e si montano in vernice damar o nei balsamo del Canada.
Supponendo lt;li dover esaminare im j)o' di sangue o del pus, si puo procedere nei seguente modo; aopra un vetro porta-oggetti si motto una goccia di diluzione di cloruro sodico; con una punta
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xxm
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INTRODUZIONE
un po' di pus si toooa il liquide In-
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altra punta laquo;i stempra. vi si sovraplaquo;
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baanata di sangue o portante
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differente, coiia s^laquo;s;l 0 cün
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Fin. xj
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xi. Mlcrotomo
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di Schanze (Dal Fot e FriedUinüerV
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--Är^rr^r ar;=-
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Fig. xxxii.
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CoU.no a due lame per le se.ioni microscopichlaquo;.
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* . .linn non occorre il liqnido d'aggiunta, basta in sottilissimo stralo, all. ra non occonbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; |)ene . cu.
questo case lo siero mterposto ai globuu , stitnenti anatornici. Se invece, si trattasse di esaminare pus concrete J-o giä in degenerazione, un Cram-
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I'lG. XXXIII.
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Scalpello.
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mento di muscolo o di altro teasuto aolido, bisogna adoperare il Uqmdo d'aggiunta.
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FlO, xxxiv. - Fasoio per 1c sczioni.
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xxivnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;INTRODUZIONB
Ncl sottoporre a) mioroscopio i preparati bisogna avere la mas-sima oura di non guastare le lenti; perciö quando si ha da lavo-rare, si solleva sempre il tubo portatoro dollo lenti in mo'lo oho non si urti nell'obblettivo, collocando il preparato nel giusto punto per Ilaquo; indagini. si deve anohe badare di non far discendere (roppo rapidamente detto tubo, per non urtare violentomente colla lento inferiore deU'obbiettivo sul vetro copri-oggetti, con perioolo graride di rompere la lento ed essero poi obbligati a rinnovare Tobbiettivo o mandarla a riparare con danno sempre notevolo.
Appena adoperato il mioroscopio e bone ooprirlo con campana di vetro (fig. xxvn), di cartone, di oarta ordinaria o d'altro, per preservarlo dalla polvere.
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Avvertenze per chi non avesse ancora il mioroscopio.
K una nobile gara ehe si va estendendo lt;la parecchi anni fra i Comuni italiani nel provvedere di buon tnicroscopio gii ospedali, gli ammazzatoi ed i medici veterinari. Tuttavia sono ancora in numero notevole i sanitari privi del prezioso strumento. A costoro nei casi dubbi o interessant! lo studio, si raccomanda lt;li mettere i pezzi da inviarsi ad mi laboratorio, nell' alcool a so0 o meglio in alcool assoluto; di faressiccare lo siero, il sangue, la polpa splenica, ii pus, ecc. da sottoporsi ad esame supra vetrini copri-oggetti o portalaquo; oggetti in sottilissimo stratoper potera poi essero convenientemente preparati, coloriti ed allestiti per le indagini ehe si richiedessero. Ai pezzi conservati in alcool ed in vetrini portanti materiali essiccati debbesi unire una particolareggiata relazione sulla forma clinica e sul risultato delle autopsie, ehe si fossero giä praticate, onde meglio illnminare la mente dollo studioso nell'interesse seientiflco e pratieo delle varie questioni ancora rla risolversi.
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MALATT1E DEGLI AN1MALI DOMESTICI
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PARTE SPECIALE
laquo;*.
OAPITOLO 1.
MAL ATT IE INFETTIVB
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1. Epizoozia tifoide o cholera dei gallinacei.
K una malattia eminentemente contagiosa tra il pollarae, inoculablle al coniglio od al porcellino d'lndia, caratterizzata da tuioiici conserva-zione delle carni, colorate come normali, ehe mangiate crude dai lt;quot;viii non comunicano la malattia, ehe mangiate cotte non pregludicano la salute delle persone ch(! se ne eibano, Essa ö essenzialmente parassitaria, dovuta ad un naicrobo particolare, o raicrococco ovoide o sferico, indi-geno, del diametro di nun. 0,0005 - 0,001, Isolate, a due, oioö a forma di diplococchi, a tre, a quattro, o di catenelle micotrlci nol sangue e nopli organi tutti del corpo, in nuraero per lo piii grandissimo.
Per 1'andamento e raplda difFusione ehe assume e per i sintorai ehe la dlstinguono, venue generalraente denominata cholera dei polli, anche perche Cu vista doininare col cholera dell' uomo, col quale si credeva identico ; piii tardi fii ohiaraata da me epizoozia tifoide dei gallinacei'. E stata anche denominata tifoacutissimo, carbonohio e septicemia, Toussaint la ritenne per una septicemia acutissima.
Questa malattia ha dominate in varie epoche sotto forma epizootica da produrre danni grandissirai. Cosi, ii celebre Baronio fu col Majocehi e col Brugnatelli testiraonio dei danni grandissimi da essa recati alia pollicoitnra dal 178!) al 1798. Allonv si diffuse in Lombardia ed in Pie-monte, ove la descrissero eziandio Brugnone e Toggia.
in seguito venne osservata in liitt(^ le regioni dell'Europa, dell'Asia e dell*America: specialmente In Europa ha fatto ripetute e insistenti com parse.
Nell'autunno del 1877 e nell'inverno del 1877-78 io ebbi occasione di studiarla epizootica mentre infleriva nel pollame della pianura e ilelle colline piemontesl, Essa sorse e si mantenne mite in taluni villaggl; In
\ PbRRONGITO, SLiLUiic dcfili Auimali aomostlct,
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urn
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2nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; EI'IZOOZIA TIFOIDE 0 CIIOI.KKA DKI (1.\I,I,1NA0KI
altri invoco produsse perdlte gravisslrae, spopolando u molti agricoltorl i loro pollai. Compai'vo rani dapprima, ppscla si loco frequente; Invase suooesslvamente pasolari e villaggi, e per alcuni mesi seminö in molti luoghJ vera sjragö, Öltre aiio razzo comuni o stranlere dl galline, si mostrarono Infetti i polli d'India, le anitre o le ooho, coslochd in molti luogbi lt;lel vocchli) Pleraonte, pressochö tutto il pollame subi i trlsti ef-fetti dell'epizoozia. Si fu In quell' epoca chquot; io |)ol prlmo osservai e di-segnai i micrococchi del cholera del polli (1). Memorabile 6 il fatto accaduto In Torino, nell'epoca dell'Esposizione ile^ii animali grassi (1880), al Facchini di Modena, ehe in mono di Una soUiiuauri perdette oltro un migliaio di capi, e ad un altro pollioultore del dintorni ili Torino, cho sopra 1500 capi, ne perdette oltro lOOO in pochi giorni!!
Dope di mo la studiarono il Rivolta in Toscana, Senimer a Dorpat, Tonssaint e Pasteur in Prancia, ove pure ha domlnato moltissimo negli anni 1878 e 79, i professor! Marchiafava o Coin cli Roma (2), il dottor Kitt (3) di Monaco.
La malattia ii pin delle volte si manifesta colla raoria inaspettata lt;li uno o piü polli, in questo o quel pollaio del villaggio Infetto, senza cho si siano in precedenza osservati sintomi morbosi di sorta. Quando domina meno vlolenta, i polli ordinariamente corainciano colla tristezza, lo ali cadenti, perdita deirappetito; si aggiungono poscia diarrea, spossatezza, barcollamento, e inline oianosi della cresta. Succede perö spesso ehe lo galline mangiano sino al raoraento in cui muoiono; altro volte si nota una leggiera diminuzione deli'appetito, La sete ö stata notata da taluni piuttoato intensa. La diarrea si manifesta poco prima della morte colle dejozioni ordinariamente di un color bianco-glalliccio-sporco a forma di calcinaccio, oppure verdognolo, od anche siero-mucoso come albume di uovo mescolato con sostanze di color bianco-gialliocio.
Le galline rimangono accovacciate col ventre appoggiato al suolo, come intirizzite dal 1'reddo, e cercano luoghi freddi, II piumagglo e dritte, e si presenta di rado abbassato o liscio. Lo malate .si alzano, ma non si possono reggere in piedl, o sono come stupide od ubbriache. Ad ogni tratto vengono colte da tremori, .si alzano e poi si accovacciano, si mostrano sonnolenti colle palpebre chiuse, e taluno con respire convulse mandano un lamento od un grido raueo detto dal volpo singhiozzo; attorno al becce e nella bocca si raccoglie saliva schlumosa bianca, mista a sostanze alimentari. Aprono spesso leggermente la bocca e battono insleme delle mandibole come se debolmente e rapldamente raasticassero, La temperatura rettale, quando sono manifest! questi sintomi, e di 4:5quot; sine a 43quot;, 5 C, Approssimandosi la morte, la cresta ed i bargigli pigliano una coiorazione violacea azzurrognola-nerastra; vengono
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(1)nbsp; E. I'ekroncitii, Kjiizoosia Hfnidc nei gallinaoei, Annali della K. Ac-oademia dl Agriooltura ill Torino, vol. XXI. Adunanza del t fobbraio 1878.
(2)nbsp; nbsp;Vna epizoozid di colrru dei polli nella cniiipoyna di Roma. S/ndiu spcrimcnlnlc del prof. E. Marchiafava q dott. A. Celli.
(3)nbsp; Tu. Kitt, Milthcilioif/cn über dir Typhoidsouohe des Qoflügels, (AUye-meine deutsche Geflügel Zeitung 15 febbralo 1886).
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QPIZOOZIA riPOIDB 'i CIHM.KltA 1)101 OAM.INACEInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .1
ordinariarnente colpitl da convulslofti, plegano la testa contro il petto e muoiono. In quasi tutti i oasi la malattia non dura ehe poohisslmo, tutto al piü due o tre giorni, ma spessisslrao meno di un giorno, qualche orn, oppure 30-36 ore, L'andaraento della malattia ö qualche volta cosi rapide, ehe in pochi iniimti i volatlll SOCCOraboQO; altro volte, si rac-couta ehe vengono colpitl mentre corrono e cadono come fulmlnatl; altrl, poco dope aver manglato o cantato. Qualche rara volta fu penraquo; visto assumere un audarneiito lentlssimo, e coudun'e a inerte i galll-nacel per marasmo in segulto a lunga malattia.
I damii oaglonatl variano moltisslnao a seoonda delle condizloni diverse In cui Incoglie il pollarae. Se, per esemplo, si svlluppa In un pollaio, e si prendono Immedlataraente ie necessarle disposizioni per Impedlrne la propagazlone e la oomparsa ill sucoesslvl focolai di infezlone, tutto (iuisce nelle prime penlite; se invece la malattia e favorlta ilalle cattlve condizloni iglenlche In cul si mantlene il pollarae, la mortality puö assumere spaventevoll proporzlonl.
Essa e contagiosissima tra il pollame, il quale si infetta speclalmente per mezzo dell'alimento, o per Ie vie aeree. II sue virus sotto la forma di micrococohi, di diplococchl o ili catenelle micotricl rislede partl-colarmente nel saugue, nei tessuti ed organ! dove ha sede princlpale la malattia. Slt;^ per esemplo, si inocula sotto un'ala o alia coscia ili un polio, o nel connettivo sottocutaneo di un porcollino d'India, un mille-sinio di goccia di sangue proveuienle da polio morlo di cholera, dope 12-14-20 e pii'i ore, a seconda dell'lntonsita del virus, comincia a pre-sentarsi nel punto d'inneslio una macchia gialliccia ehe rapidamente si estende colla turaefazione della parte. L'ala o la coscia innestati ingrossano, dlventano dolentl; 1'animale perö contlnua a mangiare (inche, uol polio, si fa una locallzzazlone all'ansa duodenale dellquot; intestine, ehe e causa per lo piü di essudato empale emorragico e di morto dope 15-20-30-40-50 e piü ore dalla eseguita operazione. Se dope si fa spennare il cadavere e si passa ad un esame diligente, si trova ehe la tumefazione glalla della parte Innestata e dovuta ad essudato flbrinoso interstlziale, Intermuscolare e sottocutaneo ricco di elementi cellularl (cellule blanche), eflfetto di intensa Inflamraazlone determinata prlma dai pochi micrococchi innestati, poscia dal raolti ehe vi si sono meltiplicati i)el sustrato lavorevolissimo in cui vennero collocati. Hsami-nato il sangue si osserva inqulnato da un numero vario di micrococchi; cosi pure i visceri ehe no sono impregnatl.
Se invece di innestare la malattia in punto estenie del corpo si inietta il virus noi polmoni, oppure nell'apparato digerente, ed i micrococchi trovano favorevole terreno vi si raoltiplicano detorminando nell'intestino o nel polmoni inCiamma/ione crupale ed emorragica Intensisslma per Infettare dope il sangue, r,a. Infezlone generale del sangue In segulto all'Innesto sembraavverarsi piü tanli. Col doll. Rattoneabbiamo teutato inutllraente di trovare nel sangue del polll iunestali da 24 ore i micrococchi della malattia.
Le lesionl qulndl della malattia variano moltissimo a seconda del modo
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KI'IZiio/.lA TIFOIüE 0 OHOLERA DEI HALUNAOB]
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cou oul sl iiitottaiio gl] anlmali. OoSl, aella eplzoozia lt;M isn e 78, lo la vidi frequentemente oaratterlzzata da pneumonlte orupale semplice od emorragioa ad un lobo, da Iperemla ed edema all'altro lobo polmo-nare, con essudazlone sierosa e flbrinosa piii o meno abbondante sulla sierosa dei sacchi aerel viscerali, estesa al fegato, al raesenterlo, omentl e sierosa dell'intestino; da cardite Interstiziale e perlcardlte Qbrinosa secoa, oppure accorapagnata da essudato sieroso ed emorraglco; da essudazloae flbrinosa e purulenta al baoino, o in alt re parti del cavo addominale. In luiti i casi perö la raalattla e caratterizzata da buona conservazione deile carni ohe si presentano colorate come aormali; si rlscontra Iperemla iiit(gt;iisji, con minute punteggiature od ecchimosi o con essudato empale ed emori'ajiico piii o ineno atibondanie deiransa dno-denale; e quando non vi ha cardite e perlcardlte, in corrlspondenza del solco interventrlcolaro e (Va k^ orecchlette si osservano, pin o meno nuraerose deile ecchimosi, o punteggiature rosse o rosso-brune da emor-ragie caplllari sotto I'epicardio o nella sua grossezza. 11 contenuto del-l'lntestino ö mollicclo, giallo, oppure molle, semifluido, bianchlccio, mu-coso, gelatinoso e sanguinolento nei casi di emorragia intestinale,
11 sangue, esaminato appena morto I'animale, sl presenta di color rosso-bruniccio feccioso, ma coagulandosi si rapprende sotto la forma di un coagulo rosso-bruno, duro ehe riempie le cavitA del cuore. A.ll'esame microscopico presenta raolte volte un nuraero notevole di globoli rossi tondeggianti, circolari od in segmentazione di varin forma e grandezza in mezzo ai globuli normal! elittici ed ai globuli bianchi (flg, 1), Questi sono
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quasi sempre semlnati di minulissiraegranulazioni a-dipose a bordi spiccati e di verl micrococchi, I raicro-cocchi poi delta malattia sparsi in numero vario, sono ordinariamente raolto abbondantl net plasma san-gulgno. M'e accaduto di notare eziandio forme pro-toplasraatiche mobili, on-deggianti, bacillari o fog-giate a spirilli con o senza spore, come si veggono nella Qg. -2,
Press's poeo p^ medesi-
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me lesioni si riscontrano
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Flo. I Prcparalo di snngne del cuorc con iiumerosi mi-crncocclii. I corpuscoll llncatl sono global! del sangue; iinclli rappresenutl da un semptlce contorno, rotondl od ovali, sono
i micrococclii.
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nei porcellini d'lndla e nei conigli morti in seguito al-1'innesto di virus pure o
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di sangue di poll] cholerosi. La raancanza quindl in lutii i casi del bacillus antfiracis amp; Vimmunitk pressochö completa ehe presentano i polli per I'infezione di questo bacillo,
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BPIZOOZIA Tll'OlUE lt;gt; CMOMOUA DEI liAM.INACIOInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Ti
fa (!sclu(l(U'(! ussoliilaiiiciilc ehe si iralti dj oarbonchlo. II obolera del poll] uoii pun poi ossore coosiderato corao Identlco al cholera umano, perohö no manoano le lesioni caratterlsticho, e per ili piu non si trasraette al-I'uorno: '' Indlgeuo e non ha aloun rapporto colla salute del grosso be-stiaino. Oostltulrebbe una forma speciale lt;li septicenvla acutissitna ehe il Toussaint avrebbe prodotto speriraentalmente, araralnistrando ai poll! sostanze organlohe in putrlda decomposizlone, sebbene del dubbi seril abbiano elevato In proposito Marchiaßava e ('lt;Hli.
Oomunque, il cholera del poll! Ö malattla ora completamente nota nella sua essenza, eraiuentemente parassitaria, dovuta al micrococco gria de-scritto e ehe si trova rappresentato nelle flguro 1 e ;!.
1 micrococchl del cholera si trovano, adunquo, piu o niono abboudanti nel plasma sanguigno e neglJ essudati dei punli, in cui si iocalizza la malattla. Essi hanno tnovirnento browniano, ondulatorio, saltellante pro-niiucialissiino, forma ovoide o sfbrica, il diaraetro di mm 0,0005 o 0,001, isolati o llberl, o riuniti a due (dlplococchi), a tre, a quattro, cinque, otto, dodlci, costituenti cosi talvolta serie o catenelle micotricl con moto saltellante.
Ohe questi inicroorganisrai costituiscano la causa essenziali.ssima della malattla, io ha dimostrato pel prime Toussaint mediante cul
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ture adatte nel brodo neutro di polio debltamente sterilizzato. Se ad es. si coltivano i micrococchl in im pailoncino o tubetto, poi successivamente coi prodottl del-la 1deg;, 2quot;, 3quot;, 4quot;, 8quot;, 10', 12quot; 6 20' coltura si innestano dei polll, essi rauolono pressochö tuttl di cho
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lera, come se Cossero stall ino-
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cnlati col sangue di jxtlli cho-lerosi.
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I'm. #9632;-' I'ilnmcnti plasiici ,1 forme bacillnrl sem-plici, o slmalanti spore osservotl nel sangne I'roschis-*\mo Ji mi polio append mono di cholera.
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Pasteur oltre all'avcr conlei-mato la natura parassitaria della
malattla. ha insegnato il modo dl attenuarne le proprietä micidlali del virus. Ooslcchö, se i micrococchl coltivati a 42-43deg; costitulscono perun po' di tempo uu virus del piu maligni, piu tardi diventano non solamente compatiblll colla vita dei polli iunestati, ma acquistano la proprietä di premunire il pollame da ulteriori accessi mortali della malattla. lulatli, preparata una abbondante coltura nel brodo neutro di polio o nella ge-latiua del Koch e conservata nella stufa, si veriflca ehe nei prime mese i polli Innestati collo stesso virus muoiono tuttl; nei mesi susseguenti invece si osserva giä una laquo;raduale attenuazione; nei secondo mese, per esempio, sopra 10 polli innestati soitanto 7 ad 8 muoiono in uu tempo non pin di 24-36 ore, ma bensl di 3-4 giorni. Al terzo mese il fenoraeno deli'attenuazione dei virus si la piu palese, e supra 10 polli innestati non ne raorranno piii ehe 2-;}; inline, dopo l-:) mesi dei polli Innestati
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6
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Kl'l/.iinziA TIFOIDE 0 OHOIiBRA UK] OALLINAOEl
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lion
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inuore plu uessuno
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essi iion si Infettano della tnalattla ehe assai
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piü leggermente
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lt;( in breve si rlraettono in salute, [ntanto, tutti quest!
poili chlt;^ ebbero la tnalattla sotto Cormu bo-
nigaa aon la oontraggono plü mortale per
quantl innestl lore si pratlchlno con virus
. ,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;fortissimo, o con sangue dl poll! morti di olioraquo;
lt;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; [era cos'i dolto spontaneo, per contaglo cioe
jwmnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; preso in natura: tutt'al pin si presentano
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J
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leggermente malatl. Quest! i)olli sono oosi
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viccinuti, come dlsse Pasteur, pel cholera
del poili, nello stesso modo ehe 1'uomo si
vacclna contro il vaiuolo medlante rinocu-
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t,
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'#9632;)
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v .
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lazione del virus Jenneriano.
Una particolarita degna di nota e ehe ine-
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rita studio o quella ehe si rlferlsce alia pos-siblle atleuna/ioiHi del virus medlante col-
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Micrococchi isohiti dtl-
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tura a SS-SSquot;. A.vendo fatto pareochl di
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i'cpizoozia tlfolde Jci galltnacei, Da una collura.
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quest! tentatlv! ottenni sempre colture ehe
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innestate nei poili non producevano aloun fenomeno morboso. Sgrazlataraente questo virus non sporlflca, perciö non posslede carat-teri di fissita o dopo ehe si o attenuate da poter essere effleaeemente Innestato perde sempre pin della sua azlone virulenta (inebö si spegne afifatto. Perciö, la vaccinazlone contro il cholera del poili non ha potuto diffondersi e diventare pratiea. Debbesi quindi cercare di prevenlrlo medlante I'applicazione lt;li quelle norme ehe scaturiseono dalla eonosconza plena ehe ora abbiamo delle proprietä del sue virus.
(iia Pasteur aveva dimostrato ehe l'acido solforico diluito nell'acqua, nel rapporto di quot;gt; gr. sopra un litro d'acqua, cioe ai 1/2 p. ()/(), gode di un'azione mortale sopra i micrococchi del cholera del poili, ed lo bo potuto in reconti esporienze stabilire ehe una dlluizione di acido solforico nell'acqua 1 p, 500 ucclde giä gli stessi micrococchi in mono di 16' ed in pin di 9'.
Salmon nel 1882 aveva ossorvato ehe tale virus non e distrutto da una soluzlone alcoolica al 'io 0/0, da un'altra al 2 0/0 di acido borlco e sol-fato di potassa, 1 p. 0/0 di acido borico, 1 0/0 di canfora carbolala, da 1/10 p. 0/0 dl lodina, nö da 130quot; F. di calore o mono p, 15'. Oho invoce lo uccidono ; una soluzlone di
1 0[0 di acido salicllieo, di acido benzolco o carbolico, da 1/2 p. 0/0 di acido solforico, un calore non inferiore ai ISOquot; P. per lo e piii. lo poi ho potuto mettere in sodo ehe :
a]nbsp;Una soluzlone di acido solforico all'l p. 500 ucclde il virus in plü di 10' e in mono di l.V ; una soluzione all'l p. 300 lo uccido in meno di 10'.
b)nbsp; Una soluzlone di acido cloridrico 1 p. 500 lo ucclde In menu di 15' e in piii di 10'.
O) Una soluzlone di solfato ferroso all'l, 2, 4, (i, S, 10, p. 0/0 non lo uccide nenumco In 4-5 ore.
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Kl'l/ooZIA TIF01DB lt;gt; CHor.KllA DBI OAr.r.INACKInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;7
d)nbsp; Una soluziono dl scoria dl ferro (cosi detto fnucchifcr) nou uccide il virus noppure in 15 ore.
e)nbsp; II sangue del polll oholerosl e lo stesso virus fatti essiccaro per-doiio presto della loro propi'ieta contagiosa; K't'i dopo 4-5 glomi flu tnnestl rimangono ineffloaol.
f)nbsp; Un polio sozlonato c lasoiato Intlero al freddo dello scorso in-verno, pol al oaldo, dalla fine ili dicembre 1H84 alia fine di maggio 1885, presento assolutainonte spento il virus ehe l'aveva ucciso.
Ne viene per oonseguenza ehe i pollai dovrebbero essere tenuti beu puliti e in luoghl asciutti; di tratto in tratto aprirli perche possauo essiccare le deiezioni ehe rimangono al suolo, attaceate ai bastoni, grati-cole, eee. Le fiannnate, se fossero sempre possibili, ben praticate, diven-terebboro ellieaeissime anche per uecidore i f'requenti acari e pidocchi ehe inlestano i pollai.
Le lavature del pollai eon diluzioni dl acido soli'orico, di acido clori-drico 1 p. 200-500 sono le megllo raccomandate, sia pel loro massimo buon merealo, come anche per la loro indiscutibile effloaoia dislruttiva snl virus della malattia.
Quando Insorgesse la malattia si dovrebbero tosto far uscire tutti i polll dal locale infetto, accamparli per es, in un prato o nel eortile, e procedere alia disinfezione delle stie, del pollai, eec, colle norme e colle sostanze suindlcate,
Inbsp; poll! morti possono, senza Inconvenlenti, utilizzarsl per I'alimenta-zione, non essendo la malattia trasmissibilo aU'iioino. I can! ed i gatti li tnangiano crudi Impunenaente; e perö bene fornirli cotti, acciö non av-venga una disseminazione del virus.
IInbsp; commereio del pollame infetto e la mancanza di conoscenze esatte ehe si ebboro fino a quest! iiltimi anni sulla malattia, e poreio il difetto di applioazlone delle norme dl pullzla sanitaria, servirono meglio d'ognl altra causa a diffondere il cholera.
La pulizia, il rinnovamento dell'acqua, I'alimento sano, i ricoveri ven-tilati, asciutti e sullleienteinento grandi, costituiscono anche pei polll i fattori principali di una buona igiene.
I vagoni ferroviari, le gabble ehe servirono al trasporto di polli in-letti o sospotti, possono molto eonvenientemente essere dlsinfottali colle lavature raccomandate per la disinfezione dei pollai.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i'l'. Acido oloi'idi'ico..........gr.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 3
Diluisci in un litre d'acqua per dar da bore o per propararo I'alimento ai polli in pericolo di Infezione.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido solforieo..........gr. A
Diluisol in un iltro d'acqua por bovanda o per proparare I'alimento sospetto.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido tbuico, solforieo o oloridrico . . . gr, 100
Diluisol in 15-ao iitrl d'acqua por lavature del poilalo e oggetti die vi sono
coutcmiti.
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l'IäBTK uia UAIAliI
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MAI, ROSSO () MAI, KOSSINO DKI iMAIAI,l
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2. Feste dei maiali Mal rosso o mal rossino dei maiali.
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Ohiamasi ancora pwrpura, risipola contagiosa, catiffrenosa o maM-gna, pnamp;umoenterite, Ufo petecohiale, ecc.
K uua raalattia molto analoga^ per la sua aatura, al cholera del poll! öd ö 11 prodotto della penetraziono ael sangue e moltlplioazlone raquo;li im ralcrobo particolare, chlaquo; conduce h raorte plü o mono raplda i maiali. Sl trattadi un morbo ehe ha domlnato molto e domina tuttora in numerose region! d'Italia, della Francla, Oormauia, [nghilterra, America, ecc, per cui sarebbe diffusissimo. in Italia, questa malattia corre ordina-riamente sotto la denominazione dl tiib. di febbre tifoide, dl oarbonchlo, od antrace ; e il morbo generalmente piti diffuse, causa di gravissirae perdite in tutti i villaggi dove si attends alia produzione, all'allevftmento eil airingrassamento dei maiali. Neu passa anno ehe non faccia la sua comparsa in qualche luogo, e sarebbe a meravigliarsi ehe non fosse stato flnora bene studiato, se non si conoscessero le viele consuetudini di con-sumare generalmente le carni ed i lardi delle vittime da esse latte; ond'e ehe rarameule si rioorre alia persona dell'arte perchö le studii o le fticcia studiare da specialisti nell'interesse tanto della pubblica Igiene, quanto dell'lndustria di uno del rami piü cospicui dl ricchezza in talune provincio d'Italia. Le perdite lalle subire dal mal rossino sono, come si disse, gravissime, e in talune annato la mortality ascende a migliaia e migliaia dl capi. Basta ricordare come nella sola valle del Rodano, abbla ucciso nell'anno l8S-2 piü di 20 mila maiali. si sviluppa sporadico, enzootico od epizootico. Ordinariamente perö si diffonde, e quando pe-netra in un villaggio ueeide gran parte dei maiali, ostendendosl parti-eolarmente per mezzo del commercio. Ricordo in proposito um paesello nel quäle si attendeva airallevamento ed alle irapinguamento dei suini, dove, dopo l'introduzione ili uno ehe mori del mal rossino, la malattia si diffuse rapidaraente e, sopra un centinaio, oltre a 40 vi soecorabettero, I maiali colpiti, come nel cholera dei polli, d'ordinario non presentano sintomi precursor! della malattia; ad un tratto si ih notare tristezza, stanchezza e Inappetenza; gl! animali si allungano al suolo osullo strame, la pelle diventa rossa, rosso violacea, o d'una tinta rossigna, la tempe-ratura si eleva a 40-41 flno a 43deg; C, Ig pulsazloni varlano ira 100-180, la resplrazione si fa diflicile, rantolosa e rauoiono in brevlsslmo tempo, Durano maiali qualche ora, un giorno o due, raramente ili piü. Quando oltrepassano i 2 a .'J giorni ordinariamente si ha speranza lt;ii salvarll. Ma in generale anche la cura riesco poco profleua, a raeno ehe la malattia non compaia sotto forma mite.
All'autopsla si trova la pelle rossa, rosso-violacea o livida a larghe chiazze, o sopra gran pane del corpo; talvolta si notano iuflltrazioni edematose nel connettivo sottocutaneo; la tnllza 6 come normale o lie-vemente lumefaüa; si osservauo ipm'emie ed eraorragie nel pareuchima di taluni organi, delle ghiandole linfatlohe, nel counottivo sottosieroso delle
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I'KHTK Igt;K1 MAIAI.I MAI, linssi) n MAI, ROHSINO OKI MAIAI.I
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pleuro o laquo;Id peritoweo, fiel sotlomucoso dello stomaoo ed intestino tenue; il s;iiih:u(* si presenta talvolta con ditninulta coagulability., piii sourolaquo; So-venti perö iion si trovano ehe jfli arrossameati alia pelle, eoohimos] sotto lonua di punteggiature nell'epioardio, diffuse oolorazioni sanguigne sotto I'endooardio, rossore al teuno.
II mal rosslno venue studiato bone dal Klein e Detmers (nol IHll e 78), inu la sooperta della vera causa raorbosa si dove al Pasteur ed al Thuiller (1) i quail non solamenle niisero in i'ilievo il micrococco o di-plocooco costitueate I'essenza della tnalattia, raa lo coltivarono e seppero trasConnarlo in vaccine ehe era eslosamente s'inecula in Krancia nolle regioni laquo;love domiua la peste del tnaiali. Ancirio (2) loci nel 1H82 ana-loghe osservazioai, ed ho conferrnato in Italia I'identica natura del mal rosslno con quello ehe oltr'Alpi produce gravissime perdite.
II micrococco del mal rosslno e globulare, per lo iiiü a forma di di-plococco, del diametro di mm. 0,008-0,009, abbondantissimo nel liquide trasudato del pericardio e del peritoneo, in quantitä variabile nel san-Rue, nella niilza ed in lutii gll organ! parencliimatosi. Quindi, si tras-metto ordinariamente la malattia inoculando il sangue, e pin particolar-mente il llquldo perioardlco e peritoneale, sostanza muscolare, paretl Intestinali, milza, schiuma della trachea e dei bronchi. Le loci godono di una virulenza grandissima, le urine invece non trasraettono la malattia (3).
Ooltivato il virus nel brodo neutro di polio si moltiplica artiflcialmente ed il nuovo virus, cosl ottenuto füori lt;lel corpo, inoculate a maiali riproduce lanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; % ,
malattia ehe li la morire in 3-6 aiorninbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; . ' ,
con tutti i sintonii e lesion! del mal rosso ,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;,.*raquo; * *
snontaneo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ' . * deg; *nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;
Analogamente al virus del cholera deinbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; * laquo; *
poll! si puo anche attenuare nolle suenbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; s f ? ?
proprietÄ virulent!, in guisa da traslbr-
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marlo in una sostanza, ehe inoculata nei suini vi sviluppa una forma leggera di
malattia, ehe vale a preservarli dal morbo
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Flo. 'i. -- Microcncclii isoiuti e 1:) forma di diplococchi del mal rossino dei maiali, 1 due corpi piii grandi rapprceentano globull di sangue,
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quasi sempre mortale quando e, come si
suol dire, spontaneo. Piisteur ha inoltro osservato ehe innestando quest! raicrococchi a! conigii, e thcendoll passare dall'uno all'altro successiva-mente, si aumenta in modo progressive la lore virulenza per lt;i'li stessi animal!, mentre eln^ diminuisce nella stessa proporzione verso i maiali; in guisa ehe si arriva ad una attenuazione progressivlaquo; del potere Infet-tante del virus pei maiali, i quail innestat! non contraggono piü la malattia ehe sotto una forma molio leggera, mentre rimane cosi ad essa
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(1) Seduta del -I dicembro 1882, della H. Accadomia dollo Scienze dl Parigl. (8) 1'). Perhonoito, 1/ um/, rosso o mal rossino del maiali, (Annall della 11, Accadomia di Agrlcolturo dl Torino, vol. XXVI, 1882.)
(3) Mi Chi CuuNKViN, I'retnierc elude sur la rouyel du pure. Paris 1885.
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10nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'HSTK DEI M.UAM MAI, ROSSO o MAT. KOSSINO HKl MAIAI.l
conferlta l'lraraunltä dalle forme piü gravl. In una parola, i raalall cos'i operatl riescono vaoolnati nel senso dl Pasteur e preservati dalla malattia oontratta naturalmente, spontanea o per oontaglone, \m vacolnazlonl contro il mal rossino si praticano estesamente in Franoia raquo;lal flnire del 1882, oil attualmeate si in oi,;i in grado dl valutarae tutta I'lmportanza, in modo ehe, audio in Bvkzera ed in Germania si tentarono analoghi innesti. E glacohö oitr'Alpl hanno dato e danno tanto effloaci rlsultati sarebbe a deslderarsl ehe anohe da nol si tentassero analoghe prove nell'interesse della pastorlzia nazionale.
Quanto alia oura, venne irovato utile il blsolMo dl ohinlno Inlettato sotto la peile, l'aoldo saliölllco, 1'aoldo fenico, eoc; ma generalmente la malattia ha andamento cos) rapide ehe dlfflcllmente si arriva a guarlrla. Perciö (iebbesi provonire. Si previone colla pulizia accurata e le vacolnazlonl nel luoghl dov' e, per cosl dire, stazlonaria lt;^ aon possono ap-plioarsl le altre misure Iglenlche.
Si prevlene nolle localltä sane impedendo 1' importazione lt;li malall nialati o tenondo conto delle propriety diverse del virus per dlstruggerlo. Risulta dalle esperlenze di Salmon, negll Statl Uniti, ehe il cloruro dl zinco sciolto nell'acqua nel rapporto dl 1 . 500 non lo uccide; lo dl-strugge iuveee interamente una soluzlone piü concentrata (1 p. 200) delta stessa sostanza. Secondo mie rieorche, una dlluzione di acido sol-forico o clorldrlco (1 p. 200-300) lo uccide pure1 in mono di 10', e Salmon ha dimostrato cho In stessa putrefazlone awenuta in sei glornl alia ordi-naria teraperatura di prlraavera lo annienta nolle sue proprietä virulente.
Una lunga serle di sperimenti fattl sull'essiccazione ha dimostrato cho il virus completamonto ossiccato, e conservato in quosta condlzlone perde in pochi giornl la propria attivita. II prof. Axe perö ha pubblicato delle esperlenze ehe provano potere il virus essiccato rimanere attivo durante 26 giornl ;ed il prof. Law produsse la malattia con virus da sei giornl essiccato. Ma Salmon osserva in proposlto cho e cosa possibile cho nel clima umido dell' Inghilterra il virus possa conservare la sua attivitä per un tempo piü lungo ehe non in America. Negll esperimonti da lui eseguitl la malattia I'u in un case generata con virus essiccato da novo glorni, ma non ebbe effettoin due casi sopra un anhnale due giornl dope 1'essiccamento, sopra duo dope dioci giornl, e su cinque dopo centoven-ticinque giornl di essiccamento.
Ootesti latti ci daimo a credere ehe i ben noli odbtti disinfettanti di una libera ventilazione sonlaquo; dovutl all'esslccamento complete del virus, e rendono evidente ehe un tal mezzo di disinfezione, fra tutti il mono costoso, neu dovrebbe mal essere trascurato sempre quando si trattl dl queste class] di malattie (1), Ad ogni modo e savio conslglio associare all'esslccamento anche I'azione di soluzioni acide o delle altre sostanze antlparassltlche suramenzionate,
(1) Uicerche mlla peste dei maiali, per D. E. Salmon d. \'. M. Annual Report of (he Commissioner of agrJßulture for Ihe year Itwo. Wasbliigton issi. E, Ki.kin, D/e Bakterien der Sohweineseuche. Virohote's Archin. /'. path. Anat. u. Phi/. Vol. 95, Berlin 1884, pag. 408.
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HOHMIA liIOl VITKI.LI NBONAT1 INI'IAMMAZIONK DKr.l.'oMIIKI.ICC) HOC. 11
II miorobo del mal rosso riou attocchisce nell'uomo, per cui le carnl si possono utillzzare. Solo ehe blsogna avere i raquo;lovutl rlguardl nel macel-liiineuto accio uon avveu^a la (lissemina/iono del germl inorbosl. Si rag-giunge questo scopo isionico procedondo alia preparazlone g cottura dei salumi in luogo appartato, ove si disinletterä colTacqua bollenle 11 SUOlo e tulli gli oggetti ehe fossero stati loceati dal sangue 0 dal visceri degli animali. Ciö ehe non si utilizza dovrebbesi bruciaro, oeuoeoro per qualche ora, oil interraiio prolondamoiitc oospargendolo di calce viva.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Polvore di rudloe di elleboro bianco . . gv, o,lt
Pi. di Ipeoaouanu.......raquo; lt;gt;,lt;()
Aoqua di fonto..........raquo; 30,00
Da iliirsl in una volta al tnalale.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Hebtwio).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Tartaro emetloo.......^iquot;. 0,06-1,85
Aoqua dlstlllata.......nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 60 a 120
Sologll ed agglungi:
Polvere di radloe di elleboro bianconbsp; nbsp; raquo; 0,05-0,75
Da dorsene a seoonda della grandezzn del tnalali,nbsp; uno o duo ouoohiai da ta-volu, ilnclii; si presenta II vomito.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Spinoia).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'i'. Corteocla di china.........gr. 100
Qenziana............raquo; 800
Aociua un lltro e mezzo, SI (anoiii bolllre flno a ridurre il liquldo ad un iltro e si dla alia dose ili 30-BO grammi tre, quattro a sei volto al giorno.
3. Pioemia dei vitelli neonati. Inßammazione dell'ombelico evasi ombelicali (daiconiadinieimbuvik},
Oolpisce i piccoll vitelli, generalmente nel priml otto giornl dope la nasclta, mal dopo awenuto il dissecoamento del cordone onibelicale; e caratterizzata anzltutto da fenomeni locali, come tumefazione piii o meno voluminosa, calda e dolente; iiifiaimna/ioiie e raccolta di pus nella vena eon notevole inspessiraento dcille sue pareti e formazione di un trombo al punto d'lrabocco nella vena-porta. In uno stadio piü avanzato, il trombo si rammollisce e si disfa in parti, le quail, penetrando nel rami della vena porta stessa, producono embolie ed ascessl metastatici, dapjirima nel fegato, poi nel polmoni, uelle articolazioni e nello grandl cavita sio-rose, producendone i'lnflammazione, L'anlmale si fa agitato, eon leggero battlmento dei Qanchl, tntristiace, con poco appetite, svogllatezza, febbre, eessa di poppare, dlraagrisce progressivamente (inehe muore.
In vari casi poro il virus penetra, per mezzo del Lucius renosm Au-mniii, nella eava posteriore dirnttamonte nel sangue e produce, In brevo tempo, la morte per septicemia.
Una terza forma, abbastanza frequente della malaltia, uon presenta piü segno alcuno di reazlone floglstlca all'ombelico, ma si trovano Invece ascessl metastatici Incapsulatl sulk! grandl cavita sierose, con o senza infianunazione subacuta delle articolazioni. Cosicche si possono distin-
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18 IMDKMfA DEil VITEIiLl NE0NAT1 INI'IAMMAZIONU liKI,l.quot;().M liUl.ICo KcC.
guere iluo forme do] male, ohe souo la piü oomunii una, ohe potrebbe ohlamp;maval prooesso pioemico oouio, VeAtrsi, pioemia mbaouta o oro-nioa,
Questa malattla si asorlve generalmente a tnaltrattamentl meooanioi del oordone, oppure a introduzlone aei vasi, ancora beanti, iii sostanze estranee, oapaol dl produrne I'lnflamraazlone e qulndl la slndrome carat-terlstica della malattla. Frank peri ha amraesso, pH prirao, quale causa preoipua del male, I'eslstenza lt;li uu contaglo da parte della madre am-malata, per infezlone puerperale o per inflainmazloae delle mammelle, oppure il contatto con materiali irapuri, come fleno e paglia inisti a loci ed urlna in fermentazione,
Nessuno perö aveva ancora accennato alia pi'esenza di microorganismi nel sangue o negll ascessi, quali fattori essenziali dlaquo;1! morbo, e I'onore della scoperta spetta al dott. Bordoni-Uffreduzzi (1), il quale, trovandosi I'anno scorso, nel laboratorio auatomo-patologico dlretto dal Bollinger, a Monaco, per opera del raodestoed altrettanto valente dott. Probenlus, ha fatto diligentl studi sull1 argomento e dimoströ, mediante colture ed innesti negli animali, I'esistenza lt;ii speciali ralcrococchi septici.
Tratterebbesi adunque di una particolare septicemla, ehe Incoglierebbe i vltellini noi prlmi giorni della nascita.
Si comprende quindi tutta l' importanza di una perfetta pulizia della regione ombelicale dei vltellini neonati e l'utilitä delle lavature acldule della parte, ogni qualvolta si teme lo sviluppo della malattla. Perclö, riusciranno certo efflcacissirae le diluzioni lt;li acido solforico o cloridrico nel rapporto di 1 per 200, o di acido fenico, ili acido salicilico, 1 p. 0|0 a 1 p. 200, o dello stosso aceto forte, quale si ha comunemente nelle catapagne, fabbricato naturalmente col vino, cln^ contenga oltre il 10 per 100 di alcool.
Nell'esordire della malattla vennero trovate eflicaci le lozioni preparate coU'estratto di saturno neli'acqua;
Stabilitasi la suppurazlone, debbesi ricorrere agli antisettici, come se si dovesse prevenire la malattia.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto di saturno........gr. '.in
Acqua eomune lltri tre. Da bng'narsi la parte ogni 2-3 oro per 48 ore di segulto.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Qrikpa).
-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido (ciiipi), cloridrico o sdllbricd . . . gr. jo
Acqua un lii po. Per lozioni sulla parte du ripetorsi piü volte uolla giornata.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Mori di camomilla.........gr. 50
Fa infuso con acqua un litre. Da amminlstrorsi a bicchiori nella giornata (in 10 a klt; volte).
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(1) Qüido Bordoni-Upfheduzzi, Sulla pioemia dei vitelli neonati. Studio spe-rimmtale, Arohlvlo pur te scieuze medlolie, vol. VIII, a. Ilaquo;, 1884.
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SKl'TKJKMIA IINKKZIONK I'UTIUIJAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 13
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4. - Septicemia - Infezione putrida.
Ohlaraasi septicemia, od Infezione putrida, una malattla multlforrae do-vuta alia penetrazione nlaquo;1! sangue iii speolö partlcolarl laquo;li baoterl, i quail naoltlpllcandosi determlnano alterazionl tall lt;la produrre la morto, o con-dizioiii morbose plti quot; mono gravi dell'organlsmo.
Nellä septicemia si hanno due fiatti concoraitantl i 1deg; la presenza laquo;li mlcroorganisml nol sangue lt;^ nei tessutl ehe privano il corpo di material! nutrltlzl, nel mentre ehe aglscono Qslcamente; 2quot; veleni partlcolarl ehe possono essere considerati come un prodotto del bacterl, lo ptomaine.
La septicemia non 6 sempre dovuta alia stessa specie dl ralcroorga-nisino; vai'ia generalmente a seconda deile specie animall. Oosi, nel-I'uomo vi ö il Micrococcus septious descrltto e scoperto dal Klebs, a cellule tondeggiantl del diametro dl mezzo milleslmo dl mllllmetro, riunlte a oatenelle, a cumuli o in zooglee. Esso si sviluppa uelle ferite e nelle piaghe suppuranti, penetra nel sangue ove si moltiplloa; i cumuli e zooglee del parasslta arrestandosi nei capillarl dei vari organi, producono la septicemia ehe ha latto tante vittime iielt;rli ospedali prima chfs venisse introdotta e generallzzata la medicazlone antlsettica del ce-lebre Lister (I).
Nel cavallo, hue, pecora e capra, la septicemia e prodotta dal oibrione septiCO di Pasteur, ehe si presenta sotto la forma di (ilameuli simiosi, dotati dl movimentl assal rapidl e spontanei, Questo vibridne si sviluppa ezlandio nelle ferite e uelle piaghe, invade il sangue dell' animale, e produce malattla gravissima, spesso mortale nelle varie specie animall. I sue] germl si trovano abbondanti nellquot; Intestine degll stessl animal! sani; penetrano nel sangue e vi si sviluppano nelle condizionl or-dlnarie dope 12, lö, 20, 30 ore ehe 1'animale (gt; morto, e non venne sezionato. II sangue ehe no e Infetto acquista propriety contagiose. La septicemia e Infattl trasmessibile, come lo hanno dimostrato particolar-mente Davalne, Coze e Feltz ed altrl molti.
II vibrio septico non si sviluppa a contatto dellquot; aria, ma bensi nel vuoto e nell'acido carbonico. Ooltivato in un'atmosfera dl anidride car-bonica, o nel vuoto, a convenlente temperatura. In 24 ore il liquide si Intorbida per lo straordinario numero dl vibrionl ehe vi si producono rapldamente. Le colture successive sono egualmente patogene, e ripro-ducono la malattla con tutte le sue caratterlstiche lesloni, eioe lieve tumefazione di milza, fegato poco Iperemico, il tenue con sfumatura rossa pin o meno estesa, il sangue col globuli ehe piii raramente si dispongono come i rololi di monete.
Nel sangue perö non si trova mal ehe uno scarsisslmo numero di
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(1) ija modicazioni' del liistor, dettn perciö Llsteriana odancora antlsettica, oonsiste nol ftiro largo uso dl dlluzioni di acldo fenico sin durunte, come dope lo operazionl oruonte nella cum delle ferite o dolle piaghe,
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11nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;SKI'TICKMIA INl'KZIONK PUTKIDA
vlbrlonl pel ftitto dell'ossigeno; ess] si moltlplioano speoialmente nei tessutl, e si rlsoontrauo anohe a milionl nella slerosltA ehe si raccoglie attorno all'lntestlno,
E oelebre I'esperlmento del Slgnol, il quale
ha dimostrato cho i'atto nxorire dl asflssia un
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aniinale, come nn cavallo, eoo. 15 a 20 orlaquo; dopo
il sangue del cuore e delle vene profonde di-
veuta sil'attainente virulentu, die iuiiostato a
pecore e oonigli, questl soccombono in 24 a
36 ore. La causa della vindenza consiste uel
Mi : ^ i , , , vlbrione septico.oome ha dimostrato Pasteur.
Nel coniglio si ha un micrococco partlcolare
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[Miorococcus cunicu/i, Koch), piccolo, un po'
alluugato, leggermente strangolato nel suo mezzo, in gulsa da rlcordare
la clfra 8. 1 conlgll Infettatl muoiono in 48 ore. .....si trova spesso nel
sangue in putrefazlone, nelle acque di fogna ed in altre materle In de-
composlzlone, E Importante il fatto notato dallo Sternberg, il quale
avrebbe osservato lo stesso micrococco mortale
pel conlgll nella sua proprla saliva, micrococco
W quot;#9632; #9632;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;isolate e studiato meglio nelle sue proprieta pa-
U' 'nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;togene dal dottori Bordonl e Di Mattel.
snbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Nelle cavle si trova ezinndio un micrococco par-
i, ^ | fnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ticolare piccolisslmo, causa di septiceraia enzoo-
tica. Per le cavie e puce septico un bacterio
Fio. Bacteri mobiii sp(iciale ehe si sviluppa neirinfuse di lioi'iime di
della sepliccmia del porccllinn flonn (]\ d'lndia.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;'nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I /
VI ha inoltre il micrococco tetragono (Micro-coccus teiragonus) trovato la prima volta dal Koch nelle pareti dl vo-miche polraonari dell'uomo, stato coltivato in seguito nei topi bianohl e da me osservato accidentale in porccllini d'lndia, i quail morlvano dl una partlcolare forma dl septicemia In seguito ad Innestl dl varia natura (2).
Nella septicemia si hanno sintomi varii. l/animale si mostrada prima con sovraeccitazione, poscia sofiferente, abbattuto, inappetente con febbre piii o nieno inlensa, mnittente, temperatura irregolarmente distrlbuita alia periferia del corpo, polso piccolo, frequente, battltl del euere fortl.
La malattia dura ordinariaraente pochi giorni; se ^li animal! guari-scono fanno lunga convalescenza.
La septicemia deve prevenirsi colla medicazione antisettica delle fe-rite e delle piaghe, evitando possibilmente in ognl case la cangrena delle parti. La medicazione antisettica od alia Lister, si pratica lavando ferite e piaghe con dllulzlonl dl acido fenico 1 5 0/0, e mantenendo-vele medicate con (ilaccie iinhevute delle stesse soluzioni acidule. Si potrebbero eziandio adoperare altre soluzioni acide, come quelle dl acido
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(1)nbsp; Davidk Oiordano, Ln septicemia o gli antisettioi, Torino IHHii.
(2)nbsp; Pbrbonoito, 11 miorocoooo Iclrauono aceidcnlale nelle cavie. 1885,
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PEBBRB VITBLLABH PBBBRB PlJKlUMCIiAI.Unbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 15
l.imico, ili acido sollbrico, ncolico, nitrloo, 600. Quests dilni/ioJii UOOldono, o per lo ineuo liupediscono lo sviluppo d^i baoterl.
Invoco dalle dilulzloni acidule, sono pure Indicatlssime le medlcazloni col sublimato oorrosivo I per 1000,
Quando si fosse svlluppata la rnalattla, si oerca lt;ii oombatterla col-I'uso il(!i tonicl, degli alcoollci, ed altri ecoltanti dlffusivi; fregazlonl esterne con lana o tartaro dl paglia, coadluvate con ecoltanti esternl, quail I'essenza lt;li trementlna, raloool, l'ammoniftca, in modo da attlvare la olrcolazlone cutanea,
Se la septiciTiiia ö dovuta a cangrena laquo;lo! polnione, del fegato e ill altri iruportantl visceri dell'economla animale, si oomprende come ionii il piii (Idle volle illusoria ogni oura,
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Vino generoso nn litre.
Qenziana.............gr. 50
si lasoi macerare 24 ova alia temperatura ordlnorla, si oomprlina dope o si dla a cucehiai ed a niezzi bloohieri nei pioooli animali, In una sol volta nei bovini o oavalli. In (iiicisto grosso spceiu si puo rlpetere la dose nella stossa giornata.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; l'i'. Cloruro di calce.........gr. 12-45
Acqua dl fönte.........raquo; 360-720
Da soniniinistrarsi al cavallo e al l)uo due a tre di tall dosi nei corso della glornata.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forster).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; |Pr. Catrame............gr. 10
Cloruro di oalce.........^gt; 15
Soluzlone di acido fenlco......raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;4
Sciroppo (; polv. di altea q. b. per fame elettuario.
(Veterinäri Francesi).
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5. Febbre vitellare Febbre puerperale.
Si chlama febbre vitellare o puerperale quella maiattia, ehe avviene nelle femmine degli animali domestlcl, dope il parto o dope i'aborto.
In seguito all'arresto delle secondlne nell'utero, queste si putrefanno e talvolta, per la presenza di tnicrococchi e bacteri, cho penetranomei sangue attraverso al vasi, si detertnina una forma di septicemia, la quale si manlfesta con malessere generale c; flsionomia abbattuta; 1quot; animale viene colto da lorti brividi di 1'reddo, tiene la testa bassa, ha aspetto malinconico, poco o nulla appetlto, polso piccolisslmo, intermittente; non da latte, sta piuttosto corlcato, debole, non puö regsersi in piodi; la respirazione e iiccompaynaia da IjaUimento del lianco; la lemperatura alle estremltA e era fredda, era calda, ora regolarmente distrlbuita nei resto del corpo; tumefazione del venire per sviluppo di gas negll sto-maci ed intestina, bocca bavoaa e fredda, defecazlone rltardata, sguardo languido.
Questi sintomi possono anclie manil'estarsi in seguito ad assorbimento dello stesso liquame puti'ido deH'iilero, ehe si raocoglle, lank) per Tar-
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('nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;KKHHUK VITKI,I,AUK PHBBRH PUBRPBRAIiH
resto doiie .socondiiio, quanto per la putreftizlone awenuta nel sangue stravasato e contenuto nel oavo uterino.
AnaloghJ fenoraenl morbosi si possono osservare nel casi dl morte dol feto entro I'utero g penetrazione d'arlo per I'inizlaraento della putrefa-zione; neJ casi dl inflamraazione accompagnata lt;ia essudatl, ehe si putrefenno nell'utero (raetrlte septica),
La febbre vltellare sarebbe, nella plurality del casi, una septlcemla, cho ö caratterizzata all'autopsia da Uquldo putrido e fetido oell'utero, muoosa uterina tumida, rammollita, con focolal Iperemlol e oangrenosl, talvolta colic tracciedi dlffilt;slone del prooesso Inflammatorlo al perltoneo; iperemla del fegato e del polmoni, railza tumefatta, sangue poco coagulate o sciolto. Accade pure, qualche volta, ehe, oltre ai materlall septloi liquidl, penetrlno nel sangue anche particelle solide, come pezzettinl di trombl o di coagull sanguignl putrefattl, o di detrlti eangrenosi, per cui si formano emboll Infettanti, ehe dänno luogoad ascessl embollei putrldl, In diverse parti del eorpo, Ond'ö cho i sintomi e le lesionl della febbre vltellare variaiio moltissimo, potendo raanifestarsl con tutta I'apparenza di una semplice ostruzlone del millefoglio, dl una eongestlone cerebrale e spinale, o puramente spinale, di una inflaramazione uterina, di una paraplegia, di eollasso del parto o di vera infozione putrlda, di septieemla,
Sovratutto bisogna evitare la putrefazlone dl feti, delle seoondine, dl essudatl e dl sangue neirutero, Durante il parto, il mandriano deve man-tenersi ben pulite le mani, lavandosele con dilnzioni acetiche o di altrl acidi. come 1'aeldo fenico (1 a :i p. 0/0), I'acido salicilleo (] p. 350), I'acido solforico (1-.'} p. 0/0), ecc.
Quando il contenuto uterino fosse in putrefazlone o putrido, si fanno siringazioni abbondanti, a scope di lavature, con decotto dl foglie di noce, dl quercia, salvia e menta, nella quantity di 1/2 litre ad 1-2 litri; o meglio si adopera unadiluzione di acido fenico, l-'S per 0/0, per abbondanti lavature e siringazioni. La stessa soluzione fenlca potrebbe utilmente essere araministrata internamente. Vengono indicati pure clisterl oleosi, o lassa-tivi nel retto, coperture efrizioni eccitanti estimolanti alia regione dorso-lombare ed alle estremltä, con aloool canforato, ammoniaca, essenza di terebentina,
[ftternaraente, nei casi piu leggier!, glovano le decozioni di genziana con seorza dl salice e camomllla, oppure di una soltanto di queste sostanze. Meglio ancora, se col decotto si amminlstra sal pastorlzlo o sal di cuelna. Se si lerne la gravitä dei sintomi, allora la soinministrazione dell' acido fenico, 1 per 0/0; di china-china alia dose di gr. 80, fatti bollire in 2 litri d'acqua, per un bovine adulto; il sollhtodi chlnlno, la sallcina eosti-tuiscono altrettanti larmaci prezioslssiml.
f/acetalo di aimnoniaca, alia dose di 30-40 gr., il solfato di soda, il solfato dl niauni'sia, alia dose di 60-70 gr., tornano pure proflttevolisslml,
tdi animali morti septicemici sono pericolosl per le antopsie. Quando si aprono debbesl avere In niente ehe basta una scalflttura, una depite-lizzazlone, ecc, per innestarsi la malattla e correre cos3 perlcolo dolla vita. I latli narrati di veterlnarl, ehe, nelle manovre del parto, contras-
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II, VAIUOLO NKOI.I ANIMAI-I DOMKSTICInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;17
scrlaquo; carhonchio al bracoio, grave od aucho mortale, debbono, a mio orodero, riferlrsi alia septicemla, come parml ddbbano attrlbuirsl alia stessa malattia i casi ili avveleiiamento avveiiuti in persona ehe si Ölbarone ili carni bovine sospette. Per le autopsle bisofniera qulndi compor-tarsi analogamente a quanto verrä presorltto per il oarbonohio.
Le carni (lofrli animali septiooemloi possono sria contenere ptomaine lt;gt; sostanze velenose, per cul debbonsl esoludere dall'aliraentazlone umana, sebbene una perfetta cottura uoclda slcuramente i microorganism) della malattia.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Assafetida............gr. 30
Valerlana............raquo; 40
Canfora............raquo; 1quot;
Diluisci queste sostanze in q, b, ili conserva ili ginopro o fanne fcre boll, ilasom-niinistmrsi ili .'i In ;! ore, susseguiti sompre dall'lngostiono di .'i lltrl d'aoqua blanoa.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(GaAssi).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Tartaro stibiato.........gr. 15-30
Canfora tritata..........sgt; 8-15
Polvere radice d'altea.......raquo; 120
Aoqua q. b. per fame nn elet. raolle. Da aomministrarsi alia vaoca Tottava.
parto ofiiii ora.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Spinola).
:!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Etere solforlco o meglio ellslr Hoffmann . gr. 4
Vino bianco...........raquo; 180
[nfuso di assafetida froddo.....raquo; 300
Per bevanda da somialnistrarsi ogni ora lino al complete riprlstinamento.
(Adam).
6. II vaiuolo negli animali domestici.
II vaiuolo e una malattia eruiliva, contagiosa, per lo piii febbrile, caratterlzzata dalla comparsa sulla pelle di pustole, aventi in tuttl gli animali la stessa forma e striittiira, sebbene non sempre identica sia la malattia. Esso colpisce una volta soltanto jiii animali durante la lore vita, e si svlluppa spontaneo o per contagio.
La letteratura del vaiuolo e raolto ricca, ma si difetta di una stia storia procisa. Anche come malattia epizootiea, le notizie si limitano al vaiuolo delle pecore, e si banne le prime esatte nozlonl ik'1 laquo; Listige ndvncnl raquo;, in cui si parla del vaiuolo delle pecore slccome sia conosciuto in Franda fin dal 14ß0. Janbort nella metÄ del secolo XVI tratto meglio della malattia, e si ebbero scrltti intorno allo stesso argomento nel loTS per opera di Babelais, e piü tardi ili Stegmann ael 1()!)8. Da Jenner a noi si moltlpllcarono i lavorl intorno al vaiuolo di tntti jrli animali, e si lo-cero anche studi molto accurati per arrlvare alia conoscenza esatta della natura della malattia. 016 non pertanto, si richiedono ancora nuovi esperimenti e meglio ponderate osservazloni per giungere alia meta cho e nel desiderio ili tntti i cultori della medicina.
Alcnni ammettono nn solo nd identico vaiuolo in tutti gli animali do-
9 PinROiicrro, MatMtte digit animali ietMlttCt,
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]Hnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; II, VAIUOLO NEGLI ANI.MAI,! DOMESTIC]
mcslici; poro i rlpetuti tout.-iUvi d'innesto del valuolo naturalo dell'uomo sugll aniinali liaimo dato risultati aegatlvl, e stando alle ultimo osser-va/ioni, pare ehe vl sla bensi analogia dolla malattla nelle diverse specie zoologlche, ma mm identita: e si vorrebbe ehe it GoW'pooo o vacclno spontuneo (alle mammelle lt;loi bovini), Inoculabile all'uomo, oreduto ca-pace di preservarlo dal valuolo uraano, arm conservi pit tale proprletä ehe per au tempo mm tnolto lungo,
Gosl Importante questione venne appunto agitata, e si mantiene anoora viva omrnliraquo; ehe si aramette quale causa del vaiuolo il Micrococous rnccmnc di Cohii, a cellule tondeggianti od ovalari, del dlametro di Il2-3i4di rnillesimo di raillimetro, isolate od a catenelle, a cumuli ed a zooglee, ehe si naoltlplica per scisslone, e si conserva vivo nella Unfa vaccinica.
Tentativi di coltura ucl brodo di polio, di vitello ed in gelatine mi diedero per risultato la moltlplicazlone del micrococco puro, Ma Inoculate uen mi riprodusse la pustola. Dal vacclno ordinario ed effloace ven-aeroisolati flno a quattrospecie diverse di raicrococchi, sullecuiproprieta patogene mm si ö ancora sicuri.
AI valuolo vanno soggetti pressochö tutti gli animali domestici, come i bovini, i cavalli, le pecore, le capre, i cani, i maiali;si araraise anche nei galllnacei, nolle o(;h(^ e nei colorabl, ma in quosti volatlli ö era se-riaraente contestato.
Vaiuolo vaccino (Cow-Pox). ..... NascGp spontaneo sui capezzoli delle
mammolle, e sembra proprio specialmente delle regioni nordiche, Da noi iion .si osserva quasi mai. Le vacche presentano lieve inquietudlne, un po' di disturbo generale; di rado insorge la febbre; le mammelle sono perö dolenli. La secrezione lattea si la scarsa. Sui capezzoli compaiono delle macchie rosso, quindi specie di bottoni rotondi , vere pustole, ehe si sviluppano fiuo al quarto o quinto giorno; allora le sollevazioni di-ventano plane e leggermente depresse al centro, ombillcate. Se si esa-minano s(-zioiii verticali di tali pustole lasciate prirna convenienteraente indurlre nei liquido di Müller e nell'alcool, si trova la cavitä della jm-stola dlvisa In tante loggie da aumero vario di sepimenti format! dallo schiacciamento delle cellule epidermiche del reticolo Malpighiano, poi cellule di questo stesso strato eon inQltrazione sierosa, cellule purulente nei contenuto linfoide della pustola. Cosi formate le pustole acquistano color bianco glallognolo, e si scorge attraverso lo strato corneo epi-dermico assottigliato, I'esistenza di un liquido o linfa torbidiccla. Tra-scorsi alcuni giorni la pustola si deprirae in tnodo signiQcante, la Unfa si rlassorbe, ed al 13deg; o 14quot; giorno dell'eruzlone le pustole del cow-pox comineiano ad esaiccarsi: ne succede la desquamazione, e quasi sempre la forraazlone di una cicatrice uel mezzo, ehe si presenta completaraente formata al 20deg; giorno circa.
S(! si raccoglle la Unfa dalle pustole del vaccino e si inocula ai bimbi si ottlone ordinariamente lo svlluppo di altrettante pustole, quante sono le [millnre pratieate; si provocherebbe cos'i un'eruzione artilieiab', ehe
godrebbe della benefloa proprietä di preservare gl'lndlvidui operatl dal
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IF, VAMJOU) NEdU AN'l.MAI.I DOMKSTICInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 19
vaiuolo umano. Jenner, cho vedeva, nella oontea dJ Glonoester, andare
esentl dal vaiuolo quegll allevatorl, custodl e mandrianl, ohe, collo vacche,
yi inoculavaiio acoidentalmente il vaccino,
.si feoe caldo propugnatore della vaoolna-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 8nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;t
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zlone, cho fmo a quest! uliimi tempi, venne
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#9632;# '
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comraendata e preferta alia Inooulazlone del
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vaccino uinani/.zato, per non inoorrere nci
funesti casi ili trasmlssione della slfllide. Si
elevarono perö recentemente lt;Jci dubbi sulla
sua ollicacia; ma non no rnancano i soste-
nitori, quantunque sia dimostrato possibile
11 trapasso dellu sifilide dall'uomo ai bovini
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col mezzo doirinnesto.
Ordinariamente il vaiuolo oelle vacche
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Fig. 7. Micrococclii del vaccino.
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trascorre favorevolmente i suoi stadll in 15 a 16 glornl, senza il blsogno di una oura
speciale. Basta mantenere ben pullte le tnararaellee mugnerle con rlguardo perchö si evitl qualunque complicazlone. So lo pustole fossero troppo do-lenti si potrebbe ugnerne la polio olrcostante con unguento refrlgerante, con olio d'ollvo o di lino solo, oppure mescolato con tuorlo d'uovo,
Piirstemberg ha raccomandato un linimento a base di carbonate di potassa.
Causa del cow-pox In ritenuto clagli [nglesi l'acqua alle gambe del cavallo, da loro chiamato grease od horse-pox, vaiuolo del cavallo.
Vaiuolo nbi Oavalli fhorac-imxj. 11 vaiuolo nei cavalll pare si manifest! sotto due forme (listinto, od associate, sopra laquo;jh ^tessi individui.
Jenner aveva giÄ osservato cho la grease o acqua alle gmnhe, fbnn-lotii del sollpedi, ora Vhorse-pox, era cagione del vaiuolo vaccino. in Francia venne studiata analoga tnalattla e I'u vista a coraparire epizoo-tica a Rieumos. Audio in Italia fu osservata domlnare sporadlca, enzo-otica ed epizootica, specialmonte nei cavalli d'armata. Pecero partlcolar! osservazlon! al rlguardo i prlmari clinici Veterinär! delle nostre Scuole. I solipedi sono colti da tristezza, malessere generale e poscia da febbre di reazlone; avvlene turaefazlone apli art! posteriori, da! garettl ai piedi; dopo Ire o quattro glomi si osservano pustole alia laccia posteriore degll stinchi e del pasturali; le medesime crescono e pigliano i caratter! delle vaiuolose. Per s'li sfregament! e pel sudlclume talvolta perö si rompono, lostato inliannnatorio contlnua localmento cronico od oltre all'ispesslmento della polio, si ottiene lo svlluppo di escrescenzo fuugose, i)iii o meno grandl. [noculando la Unfa delle pustole accennate all'uomo ed alle vacche, si ottiene lo svlluppo di altrettante pustole vaiuolose.
Altro volte si manifosta uno statodi malessere, specialmente nei puledri; compare; un'oru/.iono pustolosa alle labbra, alle nari ed anche alia faccia, da simulare quasi il farclno. si nota un catarro nasale liitenso, Ingros-samento delle ghiandole linffttlche Interraascellari, cho lalora suppurano. Le pustole, in cinque o sei glornl, sono hollo con tntti i caratlori del vaiuolo. La linfa di esse, inoculnla ad nlli'i solipodi, all'uomo ed alle
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80nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;IL VAIUOLO NUdl.l AN'IMAI.I DOMIBTIOJ
glovenobo, coinunloa a tutti la stessa forma laquo;li valuolo. Questa forma iii vainolo 1'u vista domlnare epizootlcamente nei regglmentl fornltl di pu-ledrl e di cavalli giovanl, specialraonte quando arano attacoatlda oimorro. II prof, Bouley, oho lo desorisso per la prima volta, lo oredettö xin erprfe, ehe quallficö per erpete fliilenoide.
Qualche volta ancora all'eruzione sugli art! posteriori si assooia, seb-beoe in grade minore, quella delle labbra o del aaso,
in tutti questi casi, se v'hanno slntomi febbrili, debbonsi oalmare c;()i riulVescanti, sail diluenti, coperture. So corapaiono ulcorl, In segulto a rottura delle pustole, si lavarto eon acqua ed aceto, Noi casi di draorro, se araquo;; favorisce, como si suol dire, l)oiio il protto, non curandosi quasi del vaiuolo, poiclio in 15 a 20 giorni si corapleta la guarigione colla spon-tanea essiccazione delle pustole.
Quando ail'acquaalle gambe conseguono escrescenze fungose, si ricorre ai bagni cateretici e cauatlci ili solfato di rarae ed alia esportazlone delle neoformazioni piü voluminöse, ehe altrimonti, nun si risolverebbero.
Trattaudosi di tnalattia contagiosa fra gli animali della stessa specie, comunicabile a quelli di aitra specie ed all'uomo stesso, la d'uopo, per quanto si puo, eonservare I'isolamento deisolipedi affetti da horse-poos.
Vaiuolo Pbcorino o Schiavina. k il piü terribile; domina sempre enzooticftmente od epizooticamonte; relemento contagioso si difibnde piuttosto rapidamento. Ksso compare ogni tre o quattro aimi. e special-mente in Piemonte, quando, durante lo pioggie autunnali, i pastori di-scendono in pianura a svernare.
Sviluppata la malattia in uno o piü greggi, se non si ricorre a mezzi di polizia sanitaria per minorarne i danni, la mortalitä sale al 25, 50, lt;i0 e flno al 90 per 100, a seconda oho la sua malignitä e raaggiore o minore. Avnlo riguardo all'anrtamento ed alle perdite ehe produce maggiori o tninori, il vainolo pecorino viene appunto diviso in regolare ed irregolarc, beniprtio e inalijxiio, in discreto e confluente.
Dicesi regolare, benigno e discreto quella forma di vaiuolo, ehe si presenta con pustole separat,laquo;?, sparse sulla superficie del corpo, e ehe non arreca tnai gravi perdite; inveco, chiamasi irregolare, maligno, confluente, quello ehe fa perire gran parte degli animali colpiti: sili ovini sono assalili da una febbre intensa, la eruzione si presenta eon pustole vicine le une alle altre, o confluenti, oppure in seguito a sop-pressione lt;li traspirazione cutanea . avviene la retrosessione e lo svi-luppo di nodi corrispondenti a pustole neH'intestino, nei polmoni e nel cervello medesirao, Aequista raaggiore naalignitä, quando \ i si assoclano febbri tifoidee o carbonchiose, come non di rado aeoade.
Sorto spontaneo o sviluppatosi per eontagio il vaiuolo in una pecora, esso si diffonde in modo progressive e rapide per la esilitö e quantitä di virus ehe vi si produce nelle pustole ehe lo caratterizzano, Quasi sempre la oomparsa del vaiuolo onzootico dipendo dall'acquistolaquo;e dalla introdlizione nel gregge di una peeora affetta gi^l dalla tnalattia, 0 edie tiene latente il morbo.
Per tarsi niTidea doH'osilUa del virus del vaiuolo pecorino hasta esa-
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II, VAIÜOIiO NH(il,l ANIMAI.I DOMKSTIOI
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ininai'e il oontenuto d'una pustola. Per i;ii modo sl troveranno tnlgliaia g mlgllala iü oorpuscolJ flguratl (Ohauveau), o tnlorocooohj sferici od ovoldl, de] dlametro cU 0,5-0,8, rappresentanti appunto il virus dB] va-luolo. Secondo flalller, quosti tnlorooooohl sarebbero stall mia forma di vegetazione della Pleospora fframinis e del Rhyzopus nigrioct/ns. Porö lo spore d) queste due specie dl inlcrofltl. Inlettate dallo Zürn sotto la oute e nelle giugolari ill pecors, 11011 produssero mal nulla.
II vims del vaiuolo pecorlno, rappresentato lt;lal raicrococchl. sotto fbrma ill miniine granulazloai, sospese nella liui'a delle pustole oome altri anulo^hl virus, puo e.ssoi'o traspoiiato a distanze notevoll dal venti: sl tratta quindl dl un contagio flsso e volatile, cho ordinariamente prima Infetta le pecore del gregge, In cul sl trova la tnalata, pol quelle altre cIk^ vamioa pascolarvi viciao, o ehe passano nella stessa strada battuta dalle Infette.
In tall casl succede un'infezlone speciale vaiuolosa, ehe puö riiuanere inolti gloral latente senza sintoml morbosi. Questo periodo, detto dVncw-bazione, puö durare flno a (gt; ol giornl d'estate, e nell'lnverno anche 20 n 'icS giornl (D'Arboval); suocede dopo Vinvasione o la manifestazione della inalaitla. con sintomi in parte general] ed in parte speciali. L'ani-male prova prima segni di malessere, pol sl sviluppa la febbre dl rea-zione piti grave nol vaiuolo raaliguo, piu leggera nel benigno, (üi ovlni perdono l'appetito, diventano tristi, sentono freddo alle estremitä ed alle orecchie e mal si reggono in piedi ; dopo quot;24 ore circa di febbre contlnua, oomincia a mostrarsi prossima reruzione. Compaiono sulle regionl sprovviste di lana. come al naso, al musello, sotto 11 centre, alle mammelle e tnolte vrolte anche nelle altre parti del corpo macohie rosse, piü o meuü vicine, od avvicinate i'ra loro, y;ia confluent] nel vaiuolo tnaliguo, distant] l'una daU'altra nella forma benigna. Ad ognl niacchia rossa corrlsponde tosto un'elevazioncella, ehe va via via au-mentando in grossezza, linche. in capo ad 1 o '2 jclorni, le pustole si presentano completamente formate. Esse hanno qulndj per base un'au-reola rossa e nel mezzo della loro superfleie si la. in breve, una depres-sione della pustola caratteristica del vaiuolo: le pustole del vaiuolo sono ombilicate, piü o meno profonde; o intaccano solamente yii strati au-perflciall del reticolo malplghiano, oppure traggono la loro origine anche dal derma, sl manlfestano pustole al naso, nelle narici, al musello, tal-volla ajiii occhi ehe acciecano. alle mammelle: molte volte anche nelle altre region! del corpo,
Le pustole, dapprima rossiccie, diventano trasparenti; la liut'a , ehe contengono, sl la sempre piü ohiara, ed e allora appunto ehe conviene raccoglierne per praticare Inoculazioni, A.nzi, togliendo dallo pustole la linla, se ne antlclpa la gunrigione, inentre si ottiene tanto liquido da inoculare miglialn di pecore. Se nun sl pratica una tale operazlone, la parte llnida del coiitenuto della pustola vione assorbita e con essa anche una parti! degll element] Unfoldi, ehe hanno subito la degenerazione adiposa. II oontenuto della pnslola si t'a piu dense, diniinuisce 11 calore. si calma e scompare del tutto la febbre, Fiuisce pol il corso della ma-
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22nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ll, VAll'or.o NICdI.I ANlMAl.l DOMDSTI01
lattla lt;;i)iia esslocozlone o desquaraazione doJ vari puntl oorrlspondentJ alle pustole, ciö ohe ordinariamonto si compie al 15deg; o quot;20quot; giorno dal-I'lniziarsi del vaiuolo, Per tal modo la durata intlera dollii malattia oscilla IVa i 20 ed i 30 glornl.
L'eplzoozia lilt;!iio per lo piü un corso di :i o4 mesi, rarameute oltre-passa questo tempo; il srolgo dice ehe dura tre lunate. Nel primomese sono solamente intaccati alouni auimall, nel secondo il raorbo 1U ordi-aarlamente strage, enel terzo mese vengono infettate la massima parte delle rlmanenti pecore, Sfuggono solo alia malattia gM ovini, ehe godono dollquot; immunita pel contagio, 6 meglio quegli individui, nell'oi'ganlsmo dei quali pans ohe il virus uon imvi terreuo adatto per moltiplioarsi o provocare la malattia.
La terapeutica poco giova oontro ii vaiuolo, r igiene iuvece ci ö di sommo vantaggio. 1 provvedimenti Igienici sono raezzi certi i)er ftenare od Impedlre la diffusione della malattia. 1 propi'ietarj ed i vetorinari, cho s'aocorgessero della sua comparsa, lianno I'obbligo di riferirne al Sindaco, ed i veterinari debbono inolti'o prescrivere ii sequestro di rlgore, od almeno I'accantonamento dell' intiero gregge infetto e sug-gerire la vaiuolizzazione, vale a dire, I'innesto del vaiuolo a tutte lo pecore, agnelli e montoni dell'armento cho ebbe casi ill malattia,
II sequestro potrebbe molto utilmente venire modiflcato, assegnando un comparto di prato o di pascolo vicino all'ovile, o lo stesso cortile in cui vi e il gregge infetto, L'essenziale si e di impedire le abituali co-municazioni I'm i greggi sani e gli Infetti, aon mandare al pascolo ar-nieiiti sani dove ve ae furono dei sospetti od Infetti.
Quanto alia vaiuolizzazione, si attende ehe una pecora affetta da vaiuolo benigno present] le pustole con un bei contenuto limpido e ix'm\-lognolo, e con esso si inoculano tutli gli altri ovini, sebbene uia sottoposti a contagione. 1/ innesto cos) praticato (per lo piü con 4 a 6 punture sotto la coda), ha il vantaggio di far sviluppare sotto forma benigna il vaiuolo, anche in quegli ovini giä infetti, e ehe potrebbero essere colpiti da vaiuolo maligne.
Siccome pero non sempre si ha subito un vaiuolo benigno per poter praticare lo necessarie inoculazioni, si ö proposto di coltivare, mediante successlvi innesti, il virus ilel vaiuolo confluente. i'ercio si fa passare dall'una all'altra pecora fine a tanto ehe si ottiene lo sviluppo di poche e hello pustole. Oppure si scelgono, quando so ne presenta il case, alouni individui rohusti affetti da vaiuolo benigno; entro gli ordinari tubicini oapillari di votro, si raccoglie la linfa nel prime stadio della cos) detta suppurazione delle pustole, cior quando la linfa e chiara (^ scolorita. In tal guisa si conserva attiva per molti anni la materia d'innesto,
In Germania, il prof. Müller ha proposto di praticare I'inoculazione del vaiuolo a tutti ix\i agnelli pochi giorni dopo la nasclta; ma si ö visto ch(; molti muoiono; b quindi miglior partito non procodore all' innesto del vaiuolo, ehe nel caso in cui iloiniiia euzootico oil cpizoolicaniente.
Nella cura si debbono aiutare, per quanto e in nostro potere, le forze di cui dispone I'organlamo Infetto; potranno raccomandarsi ad es. mezza
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II, VAIUOLO NKCI.I ANIMA.M DOMKSTIGlnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 2S
ilifia, bevande rinfroscanti, solfato ili soda, sale pastorlzloi ma non tnai i salassi. Oofninolata I'sruzlono, si dove faoilitare lo sviluppo delle pustols, tenondo l'ovile caldo ii temperatura regolare!' il the di (iono aniniiiii-strato Internatnente 6 stato rlconoscluto molto giovevole, anzi il miglior sussldio terapeutico; il sale pastorlzio, per ligt; geaziana laquo;ho contlene, riosce utlllsslmo, poichr durante la fobbre si producono gravi perdite, I'animale resta In breve colto da debolezza, e so non si aiuta coi toniol, socoombe; anche la decozione ili sallce vorrebbe essere adoperata per ie sue vii'tü euorasiche.
Talora le pustole valuolose si svlluppano nelle narici minacoiando di asflssia I'animale; In tali casi vuolsl praticare la tracheotomla, Sequalche pustola esordiente la zoppicare vivamente le malate, si tastano i pieili, e dove piu forte si fa sentire il dolore, si assottlglia 1'unghia i^or togliere la pressione sulla pustola; sovra tutto blsogna favorire Iquot; s^luppo delle pustole, non esporre n\\ ovini ad una corrente d'arla fredda, ehe po-trebbe essen; causa di impedita eruziouo alia polle, e quiiuli di una con-dizione favorevole allo sviluppo delle pustole iu!jiii organi Internl.
La laiia, sovratulto le oroste, pezzi di carne o di pelle di ovini malati di vaiuolo, le stesse vestimenta del pecorai, i pannolini stall a contatto dei malati servono funestamente a dlffondere la malattla. Per tal modo non rlesce dlfflclle il farsi un giusto criterlo della potenza contaglosa del vaiuolo pecorino, premunirne i greggl sani, e diminuire i danni in quelli uoi quali la malattla si fosse gift sviluppata,
II vaiuolo costitulsce vizio redibitorio, ed il venditore di animal! infetti, o cho si trovano col contagio in inoubazione, ö tenuto al risarcimento dei danni ehe ne possono conseguire.
Vaiuolo dbi Maiali. Anche i maiali vanno soggetti al vaiuolo trasmessibile tra aniraali della stessa specie. Alcuni, come Vibourg, hanno volulo trovarvi identity col vaiuolo deiruomo. ma cift non pare conforraato dagli esperirnenti. Attacca specialmente i porcellini da latte sotto forma beniffna e maliffna: percorre i suoi poriödi in 20 ffiorni circa, e se una soppressione di traspirazione cutanea non si oppone alia sua completa evoluzlono, d'ordinario hanno febbre e .uii altrl fenomeni morbosi senza molto soffrire; del resto muolono.
I maiali non rlchledono alcuna cura speciale; si dovra solo collocarli in un porcile pulito e caldo. si proscrivera parca diela, e I'ammini-strazione di latte con un po' di farina di meliga o di segala. Quando le congiuritive sono pallide, I'animale e colto da spossatezza ed ha polso debole, diventa necessario il toniflcare; si ammlnistreranno allora la radice d'angelica, 1'assafetida, la decozione di genziana, di corteccia di salice, ecc.
Essendo malattla contaglosa, si dovranno separare i sani dai malati, specialmente poi so si tratta di lattonzi, 1/ Inoculazione pare non sia ancora stata tentata; forse gioverii pure n rendere il vaiuolo pid be-nigno,
Vaiuolo dei ('am. - Non e ammesso da tutti, ma vi hanno nella scienza esperlmentl e casi cliuici ehe ne dhuostrano I'eslstanza, Qualche
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24nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; IL VAIUOI.O NlKJl.C AN'IMAM DOMKSTICI
volta s| ö visto porsiiio (lomiiiiii'c* opizooticanioute cümuüloandosi dal-l'uno all'altro oaae. i)iili(,.iliii(!ii(.(! perö i colpiti tnuoiono, si tnanlfesta da prim.'i lebhiM!, poi coiupaiono macohlo rossG, gt;.'. iiifinc le pustole sotto il veatre, alle ascelle od alia facoia intarna dolle cosclo; in lö o 20 jjiorni I'essiccamento dollo pustole ö cooipleto.
E da racootnaudaräi la soparazloue dei tnalatl dai sani; i malati si debbono collooare In amblente piuttosto oaldo a teraporatura regolare, Torna poi giovevole la sommiuistx'azlone ili latte o slero ili latte, brodo e zuppa,
Vajuolo dellb Soimmie. 11 vaiuolo delle scimmie amp; stato creduto identlco a quello dell'aomo, poichö l'inoculazione il(^l vaiuolo umaiio ad una scimiaia diede luogo ad un'eruzione perfettaraente identlca; la scimmia I'u colta da diarrea colliquativa e mori. Tre fanclulli vennero inuostati colla Unfa presa dalle pustole della scimmia, ma 11011 no (u-i'oao altaccati. Sono quindi ancora necessari iiuo\i espei'imenti per ri-solvere iutieramente la questione importautissima dell' ideutitä o non del vaiuolo uniano con quello delle scimmie;.
Vaiuolo nei Gallinacei. Nel poll! d'India e uegli altri gallinacei, nei palmiped] (oche ed anitre), e uei colorabi venue da varii descritto il vaiuolo sotto forma euzootlca ed epizootica.
Sembra perö, ehe uella plurality dei oasi si trattasse anzichö di vaiuolo della gregarinosi degli uccelli domestic! accorapaguata dal croup o difte-rite. Oiujili ehe descrissero il vaiuolo ne aotarono Its pustole; alle coscie, alle palpebre, sotto le all, sulla cresta e bargigli, laquo;; ai lati del collo. I malati si moetravano melanconici, colle ali abbassate, e d'ordinario mo-rivano in gran numero. La malattia sarebbe molto contagiosa.
Alcuui avrebbero provato eon giovamento il vino caldo e 1'infuso di flori di sambuco. La temperatura bassa g umida si riconobbe fatale; debbono mantenersi in luoghi aerati e caldi onde ftivorirae I'eruzione. Le stesse osservazioni valgono per il vaiuolo delle oche e dei colombi.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Carbonate ili potassa........gr, 4
Suio^ii in acqun dlstillata......nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 30
Aggiungi:
Olio ili ravizzone.........nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 120
Fa linimento, da appllcarsi due volte al giorao sullenbsp; nbsp;parti Inflammate delle
maramelle delle vacche.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Pukstemberq),
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Unguento di mercurlo.......gr, 30
lodio..............raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;2
Olio di ravizzone.........raquo; 12lt;)
M. c fa linimento da adoperarsi come rlsolvonte sulle tnammelle dollo vacche
noi casi di escoriuzioni e iudurimonti dolla ghiandola.
(FURSTEMBERO).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Nitrato ili potassa.........gr. 720
Sol I'm to ili soda..........raquo; 1440
M. c r. polv. per loo pecore. si ainministru nnx avoau contusa.
(Förster).
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PBSTH O TIKO DKl ItUMINANTInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;25
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Peste o tifo dei ruminanti.
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Malattla epizootica, sominatnente coutagiosa, febbrile, maligna, origi-iiiiiiu delle steppe dtil sud-est d' Europa, del monti del Oaucaso e delle regionl limiti'ote dell'Asia. (,'()iisist(i in una speciale alterazioue del sangue, dovuta alia penetrazione ed alia moltiplicazioue in esso di ini-niini germi, lt;gt; raiorocooolii costituenti 11 virus della malattla, vhn spesso si localizza alia tnucosa dell'apparato dlgerente del ruminanti, produ* cendo lesionl pin lt; meno gravl. La peste dei ruminanti yiene considerata, con ragione, quale flagello della specie bovina. Per molto tempo si ö creduto esclusiva ;ii iHi\-iiii. Ma pur troppo si raccolsero esempi da ognl parte di pecore e oapre, ehe morivano ili tifo conumic.ito dai bovini, e si o persino visto ohe le gazzelle, 1 cervi wl 1 jacks uon vi sono rispaiv miati; si convenne qulndi nel denominarlo con maggiore precisione iifo o pesfe dei ruminanti. Colpisce una volta sola nel corso della vita gli stessi animali, lasciando loro 11 carattere dell'immunitä al contagio, L'essenza ill questa malattla ha formato oggetto ilei pin accurati studi. Cos! Semmer nel 1871 e Klebs nel 1X72, dimostrarono I'esistenza di mi-crococchi speoiali nel saugue e negli organ! ghiandolari rlegli animali affotti da peste bovina, Nel 1882 poi, Semmer con Arckangelski, coltlva-rono 1 micrococchi del tifo del ruminanti alia temperatura di 37-38deg; C, servendosi del brodo ordinario e di altri menstrui. Per tal modo otten-nero grande quantitä ili micrococchi isolati o a coroncina, caratteristici della peste, ehe, inoculati, producevano la malattia. Sommer ha potuto stabilire nettamente ehe tali micrococchi costituiscono 1! virus della malattla, ehe possono essere atteuuati nella loro azione virulenta per mezzo delle colture a col riscaldamento da 4(i a 47deg; C; ehe un freddo a lquot;) o 20quot; C. 11 uccide, come eziandio una temperatura ill quot;).quot;gt;quot; o, ne distrugge la proprietä contagiosa (1), Plot annunciö \)mv, recentemente di essere riuscito a coltivare ed anche ad ottenere 11 microbo della peste bovina, in modo ehe pote essere impunemente inoculato ad altri bovini, 1 quail parvero in segulto relVattari alia peste bovina.
Sarebbe quindi gran fortuna per Teconomia del bestiamese, mediante colture razionali del virus della peste del ruminante, si pervenisse ad attenuarlo In modo da ottenere costanteraente un tifo inoculabile, be-nigno. Tentativi su questo indirizzo non possono a mono ehe incorag-giarsi; gioverä perö notare come gli innestl fatti per cura del Qoverno ruaso, nello scope puramente sperimentale, mediante virus preso in natura dal inalati, ma non attenuato, dledero perdite notevolissime, ehe salirono fin oltre 1'80 per op). L'unica risorsa, ehe Qnora si abbia per opporsi alia diifusione grandissima del morbo, sta ancora aeU'applica-zione delle norme di pullzia sanitaria.
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(1) E. Sbmmeh ii. A. AnoHANaisi.sKt. Uaber das Rinderpeslcontagium und Jessen Mittgation, (Cenlralb, /'. d, Med. Wissensohaf'lm iö83, n. lö).
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2()nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'KSTH I) TIFO DEI HUMINANT1
L'Guropa I'u gld varlo volto posta alia dura provadella peste bovina, 0 basta rlcordare, come ael 1711 passasse in Italia dalla Dalmazia e ae invadesse le sulaquo;! varle provinole, per coraparire dopo In Pranoia od in altre nazioni. Durö allora sette anui, e al dire del Paulet, uccise 1,500,000 cap] bovini; dal 1739 e 1740 lino al 17.')!) perirono, In tutta Europa, secondo lo stesso Paulet, 3,000,000 di bovini!
Varie altre epizoozie di questo genere si ebbero in differentl epoohe, e non ö molto ehe la Siciila perdeva quasi totalraente il suo bestiame bovino |iol dominante tifo. Oueste spaventose oifre e dati statlstici sono piü ehe sufBcienti per dimostrare quanto grave tnalattia sia il tifo dei ruminanti e come non si debba lasoiare niilla di intentato per impedlre la sua entrata in paese, e ehe si diffonda quando malauguratamente e comparso in qualche provincia.
La peste bovina e proteiforme al massimo grade, non ha slntomi co-stanti e particolari, ehe valgano per so a caratterizzarla sempre con sicurezza, se non si tiene conto del sue andamento e della sua inocu-labilita a grade molto intense. So pero si osserva al modo di svolgersi* alia diffusione ehe prende rapidamente, alle circostanze di tempo ehe ne furono causa, assieme ai slntomi e all'andamento della malattia, Ca-cilmente si puö pronunciare un gludizio certo sulla sua vera natura, anche indipendentemente dall'esperimento diretto e dalle colture, ehe si possono fruttuosamente praticare.
Oli animali ehe si amraalano di peste sono ordlnarlamente colti da trlstezza e da irrequietudlne; rocchiosi fa sclntillante, cessano di man-glare, muggiscono, scuotono la testa, si muovono continuamente, si co-ricano e poi si rialzano (sintorao codesto di dolori intestinal!). Aumenta in (issi la sete, le lore narici diventano asciutte e rosse, gli animali sbuffano, soventi ftmno sentire colpi lt;li tosse secca, asciutta; per cui i contadini delle lande e delle steppe della Russia teraono grandemente tale forma di tosse nei bovini, poiehö la credono sintomo certo e pre-cursore del tifo. Le congiuntive degli occhi diventano rosse con rondo citrine; avvengono orripilazioni, la pelle si fa arida, asciutta; pigiati lungo la colonna dorsale, gemono, diventano molte volte sensibilissimi alia regione lombare e si manifesta qüivi anche sovente un'enflsema (inflltrazione di gas) sottocutaneo. II polso e frequente, celere e piccolo
da (ino 80-90 pulsazioni ogni minute....... i battiti del euere sono pin
rumorosi e si sentone meglio applicando una mano alia parte inferiore del costato sinlstro. Le feci divontano dure e lucent!, leorine fcorbide o rossigne; si fanno notare tremori yeuerali, freddo alle estremitä, alle orecchie ed alle corna - vero state febbrile intense con sovraec-citazlone del sisteraa nervoso. Oompaiono intanto nodulini, od eleva-zioncelle, alia bocca, sulle iabbra, nelle nari, e talvolta anche su varie parti del corpo, ciö ehe fece chiamare da taluni questa malattia febbre vaiuolosa maliffna,
Tale periodo, ehe diremo irritativo, dura un tempo piii o mono lungo; 4-5-12 ore. liiio a '24 ore, a seconda dello state di uutrizione e di robu-stezza deH'anlmale; pel avviene la prostrazione di furze; la febbre pure
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PESTB 0 TIFO DEI ki'Minantinbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;27
continua con sintomi sompro plii i?nvvl. Molte voile pern i bovlnl In brovo tnuoloiiü. Animali, con iniia I'apparGiiza di salute, colplti dalla malattia, mosiiaiio uii'insoliiii gaiou^a; so libarl ed al pascolo, corrono per i prati, per i cam])!, soiuca saper dove; ad un (ratio si formauo, cadono, pie-gano il oollo e la testa sopra il oostato ed in questa posizione soooombono.
Sopragglunta Vadinamia, cioö la prostrazlone laquo;lolle forze, i sintoml della sovraeooitazione aervosa oessano, I'anlmale tiene la testa bassa, le congluntive diventano livlde, giallastre, f^li occhi socchiusi lasoianoco-lare un umore irritante, ehe soloa la polie o ne fa cadere i peli; la nuieosa del naso si mostra di un rosso livido, con ecchlmosj e nodull od elevazlonl, cola dalle aarl un muco siero-lcoroso, corrodente. La bocca arida e asciutta, diventa spesso sede di uoduli migliari al palato, ai lati della lingua ed allafarlnge. Questi nodull si esulcerano per necrobiosi, come so fossero mocciosl, e dAnno uscita a pus misto audio a saugue, olio cola rlalla bocca assierae alia saliva. La localizzazione della malattia si 1'a specialmente all'apparato digestive. Egli e qui speclalmente cho il virus della peste si raoltlplica rapldamente e si rlproduce in enorme quantity.
So nel periodo di irrltazione tutto 1'apparato digestive diventa sede di una iperemla intensa, ne! secondo periodo continua il processo inlziato in modo pin o mono rapide. 1 nodull, ehe abblamo vlsto forniarsi nella bocca, compalono anohe nol quaglio e nell'lntestino sottile. Nel panzone e nella cuffla si trovano specie di arborlzzazloni formate dai vasl iniet-tati; nel centopelle le materle alimentari sono esslccate e Pepitelio dlstac-cato; nel quaglio poi e nolle intestina si osserva quasi sompre un colore rosso-bruno, con ecchimosl, nodull ed ulcerazioni, plü o mono vicine le une alle altro. Non mancano perö casi, in cui il processo raorboso spe-oiale, aotato sulla superflcie interna del tube iniostinalo si faccia osser-vare nolle cavita nasali e negli organi genltali delle femmine, come aveva jiia osservato Rueff, commissario wui'tembc^i^hose, fin dal 1874. Ancho quivi ha luogo un processo neoCormativo, ehe si sviluppa dalla soslanza citogena intervlllosa, e dal sottomucoso. Le gMandole ilel Poyer e del Brunner si esulcerano, ed esamlnato il prodotto delle different! ulceri, si trovano mimerosi microeocchi, isolati e a colonie, libori o nelle cellule purulente. Quoste si presentano quindi come piene di sostanza molecolare, cho, spriglonata dalle raedesime, gode di un movimento molecolarepro-prio. Virehow rlteuevft queste minute granulazloni per un prodotto di necrobiosi della sostanza normale. Ormai perö, ö posto fuori dubbio cho sono del veri microeocchi costituenti il virus della malattia, analoge a quello del vaiuolo, dell'eplzoozla tifoide del polli, del mal rosso del maiali, oec. 10 evidente ehe, stabilondosi presto un tale processo nel quaglio e nell'lntestino, le feel dure e lucenti, indicanti stltlchezza, si camhieraiino tosto in molli e serailiquide. AwerrA, cioo. la diarroa. la dissentoria q la lenteria, per cui il tifo bovino venne anche detto dis-sentefia conlagiosa. A questo punto gll animali non prasentano plö spe-ranza di guariglone, s'avviclnano maggiormente al termlne della vita, la prostrazlone giungendo al colmo; la resplrazlone si fa corta. Irreguläre a frequents; soprawlsne 11 battlmonto del flanchl, le funzionl sen-
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sorlall si assoplscouü, g]\ auimali raquo;on possoao piii tnuoversi v muoiono in prsda a oonvulsloni, se essl spno ancora robustl; lt;loi vamp;sto, soooom-ixiiKi esaustl, allungando la testa e tutto ii loro corpo suila lettlera.
Alia sezione del cadaveri si trovano, oltre all(^ lesioni degll oi'gani della digestioiie uotate, un sangue sciolto, o iacompletamente coagulato, iu!-rastro, rammollimeuto delle pai'eti iM enow con ecchlmosi o potecchio, (gt; larghe maochie brune sotto la sierosa costituente l'esooardo e I'endo-canlo: si hanno ranunolliti oil Ingorgati ili sangue la milza od il fegato. Oli lavogll del cervello e mi lollo spinales! mostrano pure inlettati, rosso-bruni.
Analoghe lesioni e per conseguenza pressochö gli stessi slntomi si verl-(icano negli ovini, ai quail si 6 comunlcato il tifo contagioso, E per non perdere tempo, riferiremo mi solo esperimento, praticato dal professore Rossnow. Questi adunquQ Inoculava ilu(gt; peoore con materia tolta laquo;Ii fresco da nn bovino moi-to dl tifo, sviluppatosi, come si suo] dire, in modo spon-taneo. Trascorsi cinque glorni si osservarono in una i prlmi segni della malattia, cloö: scolo purlforme dal nasoedagli occhi, tosse grave, cupa e frequente, grande prostrazione, li glorno dopo, rifluto degll aliraenti, sospensione della ruminazione, uotevoie copla di bitorzolettl e di super-(iciali erosloni sulla mucosa delle labbra e delle gengive, temperatura del corpo aumentata, accresciuto lo scolo dal naso e dagli ooclü, abbat-timento grande, deiezioni coplose, frequente tosse, accelerazione del respiro conglunto a gemiti, Dopo sei giorni si moströ raalata anche I'altra pecora con scolo dal naso e dagli occhi di un liquido spesso, tosse, evidente prostrazione; passati alcuni giorni, risanö corapleta-mente, La priraa Invece, trascorsi due giorni di malattia, morl, presen-tando lo stesse lesioni, ehe notamrao giä nei bovini.
La durata della malattia e raolto diflferente, Per lo piu avviene la moi'to fra il 4quot; ed il 7quot; giorno; puö perö avvonire piu presto o piu tardi. In alcuni souyelli i lonomoni morbosi si succcdono con tanla Curia e vio-lenza cho soccombono in poche ore od in mono di 2 a :{ giorni; altri invece resistono lino al 14quot; o 17quot; giorno.
Quando insorgel'epizoozia rapidamente siestende producendo una mortality, cho arriva lino all'SO, 90, üö per 100. Nell' ultimo perlodo della epizoozla pare cho la malattia perda della sua malignity, gli animali col-piti muoiono in minoii proporzioni, cd ö allora ehe si vanlano delle guarigioni, ad onta ehe pur troppo queste siano rare.
II contagio, o virus della peste del ruminanti, essendo costituito da micrococchi, grossi meno di 0,8 di -a si comprende come, date le opportune condizloni, possa venire trasportato dai veuti e goda cosl di una volatility, straordlnaria e di una intensitä grandissiraa; nessun contagio lo eguaglla, Animali, in apparenza ancora sanl, sono g\k in grado ili propagare la malattia. Oolle foci se tie disseminano grandemente gli element! contagiosi. Tutti gli oggetti e strument!, stati a contatto degli animali Infettl, possono portare Con so i germi della. malattia: debbono percio considerarsl quail veicoli del contagio. Si propaga coll'acqua cor-rente, cogli abboveratoi, coi foraggi, per mezzo dei pascoli, dei rivi e
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PE8TE 'i TIPO DEI IM.'MINANTInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 80
sorgenti, cui arrlvarono bovlni mortl della malattla, o negiunsero pezzl infbUi. \a) persohe e glj anlmall ehe furono a oontatto di bovlni ma-latl, i vagonl lerroviari 11011 dlsintettati possono sorviro ;i diffondere il oontaglo.
Ndii si sa bene per quanto tempo il vims (l(*lla peste lt;loi ruminanti oonsery] la sua efflcacla, o forza Infettiva e riproduttlva, Secoado Jessen, in Russia scoppiö ili nuovo la peste in stalle non dislnfettate, slate mote pel corso di un anno. Parimentl, cadaveri, scoperti dopo li) anni ili interramento, determinarono lo sviluppo del tifoje la materla d'innesto si mostro attlva dopo 'i anni. Nessun dubbio qulndi clus conservi per lun^'f) tempo la sua attlvltä. Esso fa sentlre i suoi tristi effetti senza riguardo a stagloni; si propaga, tanto nei pin rlgido inyerno, quanto nel piii caldo estate, da nn luogo all'altro, in paesi intlerl, se non ne viene arrestata la sua diffusione con provvedlmenti igienici. II periodo ili in-cubazione della peste venue, dal Congresso lt;li Vienna, limitato a soli 9 giornl, Secondo Spinola, perö, si protrarrebbe al 16deg; o 17quot; glorno, e, stände aucora alle osservaxioni di altri, il periodo di incubazione del virus della peste si estenderebbe ad oltre 30 giorni, Si comprende, del resto, come i micrococchi ehe ne formano I'essenza possano rimanere mescolati cogll alirnenti per un periodo vario di tempo, nello stesso ap-parato della digestlone.
La cura costitulsce ancora un problema da risolvere. Possono perö Ionianraquo; efflcaci i medicamenti ehe si usano nolle febbri tifoidee; cosl, nel periodo irritativo, I'emetico, il nitro, il calomelano; quando e rnolto spiegato il carattere tifoideo, convengono ^\\ eccitanti piii energici, i tonici, gli amari, la valeriana, 1'olio empireumatico, megllo ancora la corteccia peruviana, il ohinino e suoi preparati, o per ultimo la saliclna, Presentandosi la diarrea, devonsi somministrare anche sostanze tannanti, decozioni lt;li noce vomica, decozionl di corteccia di quercia, medicamenti aromatici. Vogliono essere praticate frequenti fümigazioni eccitanti di cloro, di glnepro, ecc. nella stalla,
La stalla dove essere teuuta colla massima pulizia: procurare un'aria asciutta e secca, anziehe caldo-uniida. Si forniranno alt;ili animali alirnenti di facile digestlone, regime verde, bevande acidule; stroflnazioni frequenti alia cute; lettiera sotllce e pulita.
Ma piii della cura, quasi sempre infruttuosa, giova I'applicazione delle piii severe norme di pulizia sanitaria.
Si dovra impedire 1'entrata della peste in paese, o, se si e di p-ia intro-dotta, opporsi alia sua diffusione, Per impedire ehe il tifo compaia in un paese, bisognerebbe impedire1 1'importazione di ruminanti dalle loca-lita infette e sottoporre a visita quelli (die provengono dalle limitrofe. Occorre percio un ben ordinato servizio veterinario alle frontiere. II divieto di ognl sorta di oommercio coi paesi Urnitrofl, in cui la malattla e comparsa o fa strage, sebbene appaia consigliabile merco cordoni sanitär!, non e pralico. e non puö condurre ehe a dispendil grandissimi senza reale compenso, Informino i risultati dejjli stessi cordoni sanitari nella recente epidemia colerosal Una buona visita alia frontlera, ponendo gli
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l'KSTK 11 TIPO HEI RUMINANT!
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anlnmll iu osservazlone quando vi ha ii sospetto della malattla, glovano a preraunire rtnlla peste del puminanti.
Oomparso ii tifo in nn paese qualunque, onde arrestarlo, generalmente si raccomanda di procedercopy; all'uocislone imraedlata di tuttii bovini ma-lati, sospetti, o ehe furono a contatto di questi, obbllgandone il sotter-rameato profondo e completo, lt;; non perinettendo ehe qualsiasi parte del cadavere venga utilizzata. So (bsse di pratica e facile attuazione I'ince-nerimento dei cadaveri degli animali morti od ucclsl per tifo, sarebbe il piü raccoraandabile, A.d o^ni modo, fondandosl sul grado di reslstenza del virus della peste bovina, cl sembra ehe si poirobho me^lio tutelare pH interessi dell'agricoltura e dell'igiene, consigllando la semplice cottura delle carni e la dlsinfezione delle pelli nelle looalltö, infette, In tal modo il danno prodotto dal macellamento degli animali si ridurrebbe di molto, mentre cho le pelli potrebbero venire, senza inconvenientl, conciate per urli usi industriali,
Le carni cotte sono per nulla nocive, ed il virus si distrugge ad una temperatura inferiore ai 60deg; 0. No vione per conseguenza ehe anche il luiie del bovini infetti quot; sospetti potrebbesi, sen/a alcun danno, utiliz-zarsi, previa cottura. Spinola ed altri, ehe ebbero ripetute volte occasione di studiare epizoozie di peste dei ruminanti, non osservarono mai disturbi di sorta nei tnolti individui della nostra specie, ehe fecero servire per ^rli usi domestici ie earn) lt;mI il latte dei bovini affetti da tifo. r,a quantity del latte viene pern rapidamente di rnolto scemata. lt;,'io ehe devesi as-solutamente proibire si !#9632; lo smercio delle carni crude, potendo queste servire come mezzo efflcacissirao di diffusione del virus e quindi della malattia, a meno ehe non si trattasse di una locality, dove dominassfl gik intensamente la malattia.
Con tali raisure si allontana ogni pericolo di una maggiore diffusione della malattia, ehe anzi servirebbero a spegnere i focolari di infezione esistenti. Applicato rigorosamente sui primi animali infetti, eon quasi assoluta sicurezza si arriverebbe a distruggere il contagio fin dalla sua origine.
In questo modo il danno vorrebbe di molto scemato ed il Governo, le Provincie, i Comuni e le Societa d'assicurazione contro la mortalita del bestiame, potrebbero imlennizzare pii'i faeilmente i proprietari, pagando loro g\\ animali per inlero.
La saggia misura della uccisione dei bovini malati o sospetti, proposta per la prima volta dal Lancisi, messa in pratica. eon ottirao successo dal-l'Inghilterra e dalla Francia, venne accettata pure dalla. Germania, dalla Svlzzera, dall'Auatria e dal nostro st(gt;sso Governo, il quale, nel-I'ultima epizoozia di peste dei ruminanti, autorizzava i prefetti di pa-jiai'o i bovini , ehe soeeombessero o si uceidessero per la malattia.
1,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'r. Cloruro di calce.........kil. '!
Acido cloridrlco.........raquo; 1,50
Acqua.............raquo; 1,60
si mettfl it cloruro In nn piatto grando. A parto si aggiunga I'aoqua aU'ooldo olorldrico (; si vorsi dope .sul cloruro, rtmoscolando ben liunc la sostan/.n.
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PBBBBE AFTOSA NUl BOVINI, TAQLIONB, ZOPPINA LOMBARDAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 31
Quosta proporzlone cimane stabllita per ognl 100 M. o, ill ambiente. Lu stalle si dislnfettano colla stessa formola, regolataln proporzlone dell'aijiblente. Prima perö vi si introduoono tuttl gll oggettl sospettl, oontamlnatl o Infettl. Si liiviiiio lu paroti, il pavlmento e tuttl gli oggettl; si Pa la reazlone e si fugge lufretta ilalla stalla avendo avutoouraprlma ili ohluderne tutte leaperture. si lascla cos'i ciiiusa 84 ore. Dopo, si aprono le (Inestre e la porta, perohö l'arla pura prenda il posto dell'arla Impregnata ili gas oloro. In segulto la stalla diventa abltabile.
#9632;gt;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Subllmato corroslvo.........gr. 10
Aoqua 10 litrl per lavarsi io manl contaminate o dlslnfettare le polli Infetto o sospette. Le pelli si losoino nolla soluzlono Vi a 15 ore.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Aoldo fenico '.........gr. 10-30-100
Acqua l-.'MO litri. Si adopera como la preoedente,
L'lndole lt;lol lavoro non mi permettedl riprodurre qui i numerosl prov-vedimenti dellberati dalla conferenza Internazionale di Vienna ael 1872. Le conosconzo piü precise per6 ehe ora si hanno sul virus della malattia, ci consiglierebbero a sempllflcarle di molto orl a renderle mono difflcili ed onerose sla da parte del öoverno, come per i propriotari.
Una nuova conferenza internazionale al rignardo si renderebbe gran-deraente utile. Intanto, quando il nostro paese fosse minacclato da una simile epizoozla, siamo certi ehe il Ministero di Agricoltura provoche-robbe disposizioni valevoli ad impedirne I'invasione, e nel case di svi-luppo in qualche localitä del Regno, ad arrestarlaed a diminuirne gran-demente i danni.
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8. Febbre aftosa nei bovini, taglione, zoppina lombarda.
Non vi ha forse morbo ehe abbia visitato tante regioni, ed abbia reso cosi popolare la sua conoscenza qnanto la febhre af'lom, altrimenti detta afla epizooiica, fonzetio, o morbo aftungolare. Oodesta malattia venne osservata in tutti sli animal! domestici, non esclusi jdi uccelli, il camello e il dromedario. Essa e caratterizzata dalla comparsa di ve-scicole e pustole sulla raucosa della bocca, snlle genglve, sul palato, ai lati e base della lingua, snlle labbra e sulla pelle, ehe in breve si esul-cerano, e dopo alcnni giorni d'oi'dinario cicatrizzano.
11 nome di nfln epizooiica Implica jj;iä il carattere della sua conta-giositA dimostrata per la prima volta lt;lal celebre Buniva (INUi), pni da Brauell, da Reuner (1817), e poscia da Wirth, da Rodinger e dallo Spi-nola. II virus di questa malattia consiste In naicrococchi particolarl, gross! poco meno di nn millesimo di tnllliraetro, tend! o leggermente OVOidal! ehe si risconlrano piii o meno nnmerosi nel contennto delle afte. Quando Infatt! s! esamina il contenuto di una vescicola, d! nn ani-male affetto da afte alia bocca, alle tnammelle ecc, si trovano numerosl raicrococch! tondegglanti e pallidl, della grossezza d! nn millesimo di mllllmotro In media, Isolati, oppure rlunitl a due, a fcre, a quattro,
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3'inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;KKIiHKK AFTOSA N'Kl IIOVINI, TAOI.IONK, ZOPPINA LOUBAROA
posti in serio .'i oostltulro ([(raquo;lie ooroncine plii o tnono regolar] assieme a cellule linfoldi seminate ili granulazionl, qualche cellula Bplteliale, occ.
Talunl avevano supposto chi* fossero le spure dell' Oidiwm albicans (Robin), die costitulssero il virus delln malattia. Gil studi pid recent! fanno perö escludere completamonte questa orlglne e natura del virus aftoso. Invece, h posto In sodo la possibility di ana artifloiale coltura dl esso in liquidi iialui-;iii cd ;ir(i(iciali: pei'cio, si spielt;j;a il come possa la malattia diffondersi grandemente quando il suo virus, e in altri termini, i suiii micrococchi, trovano condizioni di nutrizlone i; di proliferazlone favorevoli per diffondersi col mezzo specialmente del comraercio Ira il bestiame. i-'lssi possono propagarsi in mode straordinario, e con rapiditä talvolta grandissima si estendouo da un paese ad un altro, infestando cosi provincie e regni Intieri. Prova ne siano le epizoozie degli anui 1833-34, 1835-39, 1841-42, ecc, ehe dal mar Oaspio arrivarono all'Oceano Atlanticoj quella del 1869-70 ehe in breve ha invaso la Germania, la Svizzera, I'ltalia e la Prancia, (! la attuale ehe dalla Lombardia e dal Piemonte si estese (in nelle pin elevate e saluborrime \aliate alpine Infettando indifferentemente bovini, pecore e capre, e in lahnu luoghi anche i raaiali,
il \iriis dell'afta epizootica si puö avere flsso nol contenuto delle ve-scicole o pustole, e volatile nell'aria atmosferica, date particolari circo-stanze durante I'opizoozia, od anche semplicemento dopo la comparsa di nn focolaio di infezione.
L'animale sottoposto all'azione del contagio per Infezione, comincia a raanifestare un certo malessere generale, si fa triste, perde i'appetito, la bocca diventa calda, arida e rossa, piu tardi si fa bavosa; la sole aumenta, I'alvo difflcile, g le deiezioni mneose, liquide, copiose e fetenti, oppure fiirnrate, asciutte ; mia leggera febbre accorapagna per lo pin codes! i sintomi. Non sono pern rari i casi in cui airinlezione o penetra-zione del virus nel sangue, succeda febbre intensa, ehe dura da 24-48 ore; gli animali tremano da capo a piedi, eon sussulti rauscolari nelle varie regioni del corpo. Compaiono intanto le vescicole o pustole sui margini verso la base della lingua, al palato, sulle gengive, in maggiore o minor nuinero, e ritnangono sostituite dopo 36-48 ore da altrettahte ulcerette o da superflciali depitelizzazioni. Accade pure, ehe per I'ab-bondanza delle vescicole e pustole, le ulceri diventino confluenti, ed esarainata la bocca del bovine o di altro animale Infetto, si trovino esulcerazioni estese come escoriazioni; s'aggiunge inoltre la difflcoltA di pi'endere pli alimenti: uii animali prel'eriscono di teuere il musello nol-I'acqua fresca peril grande bruciore ehe risentono alia bocca. Vescicole. ulceri o superflciali depitelizzazioni, si presentano talvolta anche nella faringe, lungo I'esofago ed il rimanente tube digestive; gli animali pro-vano ditlleoitä a deglutire e la stitiehezza viene susseKiiita presto da diarrea.
Ordinariainente si Osserva pure eatarro nasale e della congluntlva detrli ocelli, specialmente quando (ahme ulcerette si sviluppano all qneste parti.
Le al't.e, come lt;ria dicemmo, si lanno talvolta anche osservare sulla pelle
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FKllliRK AKTOSA NEI HOVIM, TAOUONE, ZOPPINA LOMBARDAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 'V.i
dl aicuno altre reglonl, e partloolarmento suiie maramelle ed ai plodl, Quando si svlluppano numorose alle mammelle, consegue anohe äfflusso maggiore di sangue a queste parti od un'alterazione del latto, 11 qualo aumenta nei suol prlnoipli albuminoldi, dlventa giallognolo e rlcco in corpuscoli analoghl a quolli del oolostro, per cui acquista proprietA pur-ganti e diarrolohe. La eeorezlone lattoa perö e ordinariameate scemata, e puö anche ossere soppressa.
Alcuiii animal! sono a preferenza colpiti alia bocca, allri ai piedi, mentre altri sono contemporaneamente prosi alia bocca. ai piedi, allo mammelie o fin anche al rausello. L'afta epizootica si manifeste ai piedi (alia cutidura, nello spazlo interdigitato), tanto nei maiall e pecore quanto nei bovini e capre. Si denoraina allora plü propriamento morljo aflun-fiolure. Anzi, in Lombardia o nella Lomellina serpeggia pii'i o meno intensamente in talune annate, sporadicamente quasi serapre la Uinaz-zv.oin, o zoppina lorabarda, con vescicola o pustola nello spazio interdigitato, ehe si vorrebbe affatto dlstinta dall'afta epizootica. Un la vom recente del dottor Mazzini (1) tenderebbe appunto a dimostrare I'assoluta differenza esistente fra 1'una o I'altra specie di morbo aftoso.
I vecchi in genere non vanno soggettialla malattia, o so qualcuno, non perö troppo avanzato in ota, ne viene colpito, ciö non ö ehe in grade raolto leggero.
Nolle pecore e nello capre l'afta si chiama in modo speciale zoppina [piciin dai Frances!), paronichia ovina contagiosa, podoparenchi-dcrmilc.
Nei cavallo succede pii'i di rado la formazione di vescicole od al'te sulla peile; ordinariamente si limitano alia bocca; vennero perö eziandio osservate ai glomi e dietro i pastoral!,
Nol maiale sono anche gli spazi interdigiteli dei piedi ehe vengono di preferenza colpiti, e la malattia e di identica natura di quella dei bovini, passando indlfferentemente dagll uni agli altri colia semplice coa-bitazione.
Gil animal! colpiti dal morbo aftungolare raanifestano anzitutto sintomi febbrill, pin o mono intensi, per uno o due giorni; in segulto i movi-raenti degl! art! si fanno rigid!, dolorosie difflcili: tie consegue zoppi-catura; i malati preferiscono dl stare tranquilli e coricati, coi piedi ordinariamente edematosi, tumelatti, caldi e dolenti. Tiene dietro la coraparsa di macchie rosso equindidi altrettante vescicole o afte nello diverse part! in cui sogliono svilupparsi.
Quando il male tiene l'andamento normale, qualunque s!a la sua niaiii-fostazione, avrlene sempre la guarlglone in 10 a 12 giorni,
L'afta epizootica non e ma! per se una malattia tanto grave da pro-durre la morte degl! animal!, prova ne sia la facility, con cui tutte le specie dei domestici bruti la sopportano. (,'iö ehe vi ha a deplorare si
(1) o. Mazzini, Sulla podoparenchidermite acula dello oacche, volgarmonta delta Zoppina lombarda. Torino 1884.
3 PCRRONCITO, Malattia Jepli iinimali Jomevtici.
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31nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;PEBBHE APTOSA NBI BOVINI, T.VGl.lo.VK, ZOPPINA i.igt;.miiaui)A
i' mi dimagrimeuto laquo;legii anlmali, un afflevollmento doiio loro forzo, dimlnuzlone nella produzione lattea, perdita dl lavoro od una precUspolaquo;
siziouo u contrarro altrl morbi, I danni qulndl cho produce questa raftraquo; lattia possono essere notevolissimi per una provlnoia, allorquando essa si svlluppa in modo genorale. Valga ad es; In valle d'A-osta, ove, col dottor Faletti od altrl pratici distlntl, si ö oalcolato ehe nella recente eplzoozla ehe ha colplto tutto il bestlame bovino, ovino, caprlno e sulno dl quella valle, si ebbe un daimo complessivo neu inferiore a ;i mllionl dl lire. Ora, so considerlamo cho quosta malattia ha domlnato intensamente In pressochö tutte le provincie del Regno, si comprende a quale cifra spa-ventevole arrivl la somma del dannl soffertl dalla pastorlzia nazlonale!
Tor di pin, sg 6 benlgno, il plii delle volte, il raodo di comportarsi dl questo morbo, non dobbiamo perö nascondere die suole pure qualche volta coraplicarsl eon affozioni carbuncolarl o tlflohe, e allora purtroppo gli aniniali colpitl no rlmangono vlttiraa. In tali casl, ai sintoml locali delle alto si assoclano quelli genei'ali e plü insidiosi della malattia a pro-cesso dissolutivo del saugue. Uno state di prostrazione deiranimale cd i battiti violent! del cuore rendono avvortiti della funesta coraplicazlone. Egll e in quesli soli casl cho dobbiamo temere della vita degli aniniali, giaccliö ben sovente anche la cura piu appropriata non basta a preve-nirne le li'isti conseguenze. Fortunatamente perö tali accldenti sorgono assai di rado, rlsultando da daii approssimativi cho (Vordinario non si ha piu d'una morto su cento capi di bestlame colpito dall'afta epizootica.
1 viielii lattonzi perö muoiono quasi tutti, quando non si ha subito iavvertenza di allontanarli per irapedinie I'allattamento naturale davac-che affette da alia. 11 perlcolo sembra maggiore specialmente quando le vacche sono febbricitanti. Pare ehe il latte stesso acquisti proprietä irri-tantl tall da produrre una gastro-enterite mortale nel vltelllni. Forse il virus contenuto nel latte non ö indifferente sulla mucosa dell'apparato della digestione.
Quando la malattia si diffonde lentaniento in una her^amina o in un gregge, cagiona notevoli danni econoraici, sotto il rapporto della produzione del grasso, del latte e del lavoro. Si dovrä quindi aiutare la guarigione naturale deU'aftacoi piu utili mezzl igienicl e raedicamentosi, ehe nello stesso tempo slano di poco costo.
La stalla vuol essere tenuta asclutta, pulita e boa ventllata, con una temperatura mite dell'ambionte, Rlmedio sovrano in quosta malattia e la pulizla. Allorquando quesla vione I'atta a dovere o rara eccezione die si manifest! qualche complicazione fatale. Nei bovini adult! specialmente, colle seraplici cure igieniche puossi dire ehe pressochö tutti guariscono.
lu principio della malattia, vale a dire nel periodo febbrile, sono stati trovati giovevoli gll antifebbrlli, tra i quali meritano preferenza Pacldo .-alicilico ed il salldlato laquo;li soda. Come coadiuvanti durante questo periodo giovano le cos: dette bevando rinfroscanti in genere, Comparso le alle si curano localinente nella bocca, sullo nianiindle, ecc, medianto lavature, rlpetute due o tre volte nolla glornata, con decoziouo d'orzo o
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I'JiDlilU'; AlTOSA. NEI DOVINI, TAOLIONE, ZOPPINA LOHBARDAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;35
laquo;oll'aggiunta lt;li un po' d'aoeto e di mlelGj si raedloano pure con ossi-oniele sempllce, o cho contenga sololtl 2 ;i 8 gr, per ()|0 di olorato po-tassico, nello scopo lt;li lenlre il dolore prodotto dalle af'te.
Quando estese uloerazlonl nella boooa e nella faringe rendono difiicili o quasi impossibili la masücazione c la deglutizlone ilelllaquo; sostanze forag-glere, tornano molto profittevoll le pappe, i beveroni nutrltivi, fattl con abbondante farina di frumento lt;gt; laquo;li segala. So la staglone fosse propizla, #9632;al fieno converrebbe sostituire Perba vonlo appena tagllata.
All'esordire dolla malattia ai piedi, sono raccomandati i bagni amniol-lionti di malva o di farina di segala g latte. In estate, in primavera ed autunno ö bene mandare txli animali, per parecchie ore do! jrioriio, ai bagni nell'acqua corrente ohiarae fresca. Lo ulcori interdigitali si medl-cheranno oon soluzioni debolmente astringenti, come sono acqua e aceto, siero di latte inacidito, diluzione di acido fenico 1 p, 200; ed un altro rimedio ancora, alia portata di tutti, consiste in una soluzione un po' carica di sal di cucina. So sono fungose, giovano i bagni di una soluzione di solfato di rame un poquot; concentrata e raeglio ancora una soluzione di acido fenico 4-6 p, 0[0.
Quando inline, per imprevisione del propriotario, per trascnranza o per la violenza stessa del male, si sono format! ascessi sottocorneall, in-tiltrazioni di pus sotto la muraglla degll unghioni e degli zoccoli, ecc. ö necessario svellere l*^ parti distaccate o mortiflcate e seguire quelle aiormo, cho sono indicate nei trattati di patologia chirurgica veterinaria.
Se si tratta di lattonzl, fa d'uopo allontanarli dal seno raaterno, am-ministrare lore delle pappe; acqua die contenga, sciolti, da 16 a 20 grammi di solfato di soda; beveroni fatti con latte bollito ed allungato con molfacqua, in cui sia stemprata anche un poquot; di farina di segala.
Inutile e dire ehe se vi hanno coinplicazioni tifiche o carbonchiose, la cura dove essore rlvolta specialmente a guarire queste ultimo infer-mita, di ben piii grave considerazione.
Insorta I'afta in una stalla, il proprietario ha I'obbligo di lame la denuncia al Sindaco, ed i votorinari sono tenuti a redigerne x\n rap-porto partlcolareggiato, indicando i mezzi riconosciuti piii efflcaci per opporsi alia propagazione del morbo, sebbene per la natura esilissima del virus tornino il pin delle voile ine/Ilcaci le piii accurate misureigle-niche ; cosi il sequestro e i'interdizione delle Here e doi niorcati, cho diedero luogo talvolta a popolari somraosse, non riuscirono nella plura-lita del casi a limitare e circoscrivere la malattia. I/isolamento jterö degli animali inietti, o delle bergamine, fine a totale scomparsa della malattia ha prodotto spesso ottlmi risultatl. Questo isolamento si poträ ottenere meglio efflcace disponendo in modo ehe, !e peraone le quail accu-disconoi malati non vadano a visitare od a mettcrsi in rapporto coi sani.
Nello scopo di abbreviare il corso delle enzoozio ed epizoozio al'tose, venne consigliato i'lnnesto, e da talun! la trasmissione artiflciale della malattia mediante la stessa saliva inlVtta. Con questa si imbralta la Sbocca e si Prega il tnusello del bovinl sani nello scopo di ftir sviluppare
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.!(!nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;FEBBRE AFTOSA NEI DOVINI, TAcr.IOMO, aoPPINA r.oMliAKHA
I'afta. Ma In tal modo ö la vera m'la ohe si trasmette senza alouna at* tenuazlone nol suo grado di ordibarla vlrulenza. 11 Comlzio agrarlo di Pavla prese, al riguardo, una traportante lolziativa e, mediante l'attivitÄ (i(gt;i doll. Nosotti, una Comtnlsslone, appositaniente nornlnata, lece prati-caro osperiraenti d'innesto assal cstßsaiiioiito. Cos! si vide ehe il virus aftoso, o contenuto (i^lllt;* vesclcole, allungato nell'uraor aoqueo, nella proporzione ill 1 a !) od inoculato nei bovinl, produce una legglera febbre di reazlone, dopo 36 ore dall'lnnesto, lo svlluppo di lt;luo o tre vesclcole sulla mucosa tlella i)occa, un legglero bruclore d'unghle di prontaguari-gione, cd una turaefazione al punto operate (parte Inferiore della glogaia), dellagrandezza di un uovo di polio; mentre ehe negli anlmall non ino-culati, la malattia svlluppo i plii funesti effettl alia booca, ai piedl ed alle mammelle. Si ö provato anche I'innesto con virus aftoso, di reoente tolto dalle vesclcole, allungato nell'acqua distillata, in proporzione di 1 a 4, ed i rlsultati, secondo la detta Commlssione, rluscirono ancora piü manifestamente favorevoll alia pratlca dell'innesto profllattico (1). So non ehe, estese Inoculazieni, praticate dallo stesso Iraquo;r Nosotti, in Lombardia, sembrano aver dimostrato come lo medesime possano essere causa del taglione o alia, lalvolta anche grave, di zoppina, mortality, nei vltelli, con aborti, ecc. (2); in guisachö questo Innesto non ha acquistato quel favore ehe sembrava ripromettersl.
La questione quindl merltadl essere meglio studlata, poiehö so si tro-vasso modo di attenuare il virus per avere lo sviluppo della malattia coslautonieuto honijjrna, specialinonte in tempi di epizoozie aftose , si potrebbe per lo meno abbreviarne il corse e la durata, ad onta ehe possa la malattia recldlvare dopo I'innesto.
II lalle in natura delle vacche affette dall'afta epizootica, venue ripe-tute volte trovato nocivo. Hertwig, per es., Ohabert lt;^d altri lo vldero coraunicare 1'aftaalla bocca delle persone ehe ne fecero uso. Ed il dottor Falettl, in Valle d'Aosta, ebbe pin voile occasione di vedere il trapasso della malattia nei bambini non solo, ma ben anche negli adulti. Se in-vece il latte e cotto, perde le sue propriety nocive. Devesi quindl farlo prima bollire per utllizzarlo in seguito nell'alimentazione del bestiarne. Una volla bolllto non vl sarebbe nessun Inconveniente ehe venisse consu-mato ne^li stessi usi domestici.
Gli anlmall destinatl al macello, si debbono prima guarire, non essendo ancora con certezza e rigorosamente constatata la InnoouitA delle carni del malati dell'afta epizootica, Tuttavia, non devo tacere il fatto ehe Imoi in pieno svlluppo della malattia macellali, non presoutarouo alcuna approzzabile lesione interna; le carni erano invece bellissime e, man-giate, non dledero luogo ad alcun disturbo. Quando penquot;) lo lesion! I'os-sero limitate ai piedl enon esistesse febbre, allora si potrobbero, senza
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(1)nbsp; Bolletlino del Comizio Agrario lt;u Paoia, IfW.
(2)nbsp; Bolletlino dell'Ayricollnnt. Mllano, gonnaio 1885,
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DIARRGA E DISSENTEBIA DEI NKONATI VITBLUNInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 'M
lt;laiui(), con.sumai'o, avendo soltanto la procauzioiu; dl elimiiiure 1c parti morbosamouto altorato.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;1'r. Aoeto.
Mlele.............iina gr, 180
Farina ili sogala..........raquo; 60
Ac(|iia di route..........raquo; I OSO
si laiino con circospozionu dolic ponnollato nolla bocea 4-8 volte al giorno, a soconda ilelle oiroostanze.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Haubner).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido cloridrlco (acido solforico o fenico) . ^r. 10
Ac(|ua un litro. Da usiu'.si sotto Ibrnui dl lavature alia boooa, alle mamiuelle cd ai piedi.
;i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Solfato di protossido dl rame.
Acetate di plombo........ana gr, 8
Aceto..............raquo; 90
Par medicare le piaghe interdigitali dei piedi.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Förster),
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9. Diarrea e dissenteria dei neonati vitellini.
La diarrea bianca doi vitellini (Die weisse Rulir der Kälber) ö una malattia infettiva ehe colpisce i vitolli 2-:M-8-10 giorni dopo la nascita e oho spesso 11 uccide in brevlssimo tempo. Ne parlarono Roloff, Franck, Obich, Oreste, öuttman. Domina ordinariamente enzootica ed epizootica producendo dann! notevolisslml. In talune cascine e locality si e osser-vata perdurare enzootica parecchi anni consecutivi: in esse pressochö tutti 1 vitellini muoiono della malattia poclii giorni dopo la nascita.
Ordinariamente i vitellini, dopo aver preso con avidita 1'allattamento e coll'apparonza della migliore salute istantaneamente accusano tenesrao con espulsione di foci indurite ; subito dopo sopravviene diarrea di liquide giallastro, quasi oleoso, ietentissimo, febbre intensa, rabbuffamento del pelo, battimento del lianchi. I vitellini colti da grande prostraziono stanno sdraiati a terra, emettono talvolta le fed involontariamente, gli occhi si infossano nello orbite, presentano salivazione abbondante e per
10nbsp; piii la morte non si lUdi niolto aspettare-. soccombono qualche vulta in 0-8 ore, 12-24 ore, al piii in 3-4 giorni.
AU'autopsia si trovano tutti i visceri sani se si eccettua una ipereinia piü o mono intensa e marcata al duodenö, digiuno ed ileon, come eziandio nol cieco e colon, ed una iperomia piii notevole alia inucosa del rotlo.
11nbsp; contenuto intestinale, oltro a rari globettini rossi, presenta gran nu-mero di cellule cpiteliali distaccato, e riunite in modo da ripetere spesso la forma dei villi, ed un gran numero di micrococchi sotto la forma di niembranelle comprendenti le cellule cpiteliali, piccoli bacteri, ma pre-dominanti sopratntti i micrococchi a colonie numerosissime e grandis-sime. Anche uel sangue del cuore si osservano analoghi micrococchi isolati, a due, od a calenolle i)iü o mono lunghe, costituite da un nu-moro vario dl elementi.
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38nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; MAUHKA K DISSENTERIA Igt;EI NKONATI VITELLIKI
Ooltivati quest! mioroorganismi nel brodo ili polio, nel brodo dl vitello1 e nello gelatino del Koch, ottenni colture pure fli naioroooochl idontici a quelli cho si ebbero da onaloghe colture latto col sangue del ouore.
Questi micrococchl sono grossl in media mm. 0,0008-0,001 e formano ordlnariamente del grandl petalococchi. lt;^iialo caratteiristioa miorosco-])ica delle colture latto in gelatina, si notavano g-rauula/.ioni bianchlccie lungo 11 percorso della punta Inooulatrice latte dl mlorococohi a colonie numerossime, In alto disposte a forma semllunare, lt;li coloro bianco-glal-liccio. Inoculate delle colture pure nel cavo toraclco del porcellino d'liulia, si ottenne la morte in 16 a 18 ore per pleuropneumonite essu-dativa flbrinosa, talvolta con iperemia dell' intestine, diarrea od anche con vera dissenteria.
Nei couij?li lo stesse colture noii produssero raal nulla; inveco noi vitellini da latte, medianto innesti sottocutanei, ho potuto riprodurre due volte e in duo distlnti animali la diarrea piuttosto intensa, la quale scomparve dope alcuni giorni. Stande quindi a queste mie esperienze, la diarrea bianca dei neonati vitellini sarebbe una malattia infettiva do-vuta ad uno speciale micrococco inoculablle ai vitelli e porcellini d'ln-dia. Ne viono per conseguenza ehe la cura vuol essere assolutamente preventiva, dislnfettante, trattandosi di malattia ehe colpisce giovani animali, i quali sono da essa condotti a rapida morte.
La cura, infatti, generalraente non riesce. Tuttavla venne raccoman-data dal Teljackowzky la seguenle pozione;
Pr. Greta in polvore.........gr. 1^
Allume e rabarbaro........raquo; 0,24
da amtninistrarsi duo volte ai giorno.
Lo stosso pratico consiglia le frizioni laquo;li essenza ili terebentina sul ventre, come eziandio 1'uso di altri eccitanti alia pelle. K state trovato utilo il iaudano liquido ed il decotto dl altea; ma ordinariamente la cura non giova e si previene la malattia medianto un'accuratissima pulizia della stalla, coadiuvata da lavature abbondanti praticate con acqua bol-lente, o diluzioni di acido clorldrico o solforico 1 p. 0/0.
Possono pero ancora essere sperimentato utilmarito le seguenti ricette, anche nei puledri e agiielii quando presentassoro analoga malattia:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Carbonato di magnesia.......gr. 1,25
Polvere di radlco dl rabarbaro .... raquo; 4 Mescl o fa polvore. Da darsl ad un vitello o ad un puledro in una solavolta nel the di camomllla.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Haubnbr).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Radice di altea...........gr. 15
Acqua gr. 540 per faro decotto.
Oppio in polvore...........nbsp; nbsp; raquo; ~
Polvore di radice dl zonzero.......nbsp; nbsp;raquo;8
raquo; ill catechu..........nbsp; nbsp;raquo;15
raquo; di creta bianca.........nbsp; nbsp;raquo;30
Da darsl ben mescolato il mattlno e la sera alia dose dl uno a duo cucohlai' da tavola per un agncllo, ed il dopplo per un vitello.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Youatt).
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MASTOITE CONTAOIOSA DELLE VACCIIE LATT1KERKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;30
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10. Mastoite contagiosa delle vacche lattifere.
Questa forma morbosa venne descritta da Nocard e Mollereau in una bergamlna dl 25 vacche, dove da sei annl produceva gravissimi dannl. 24 vacche v'erano glk .slato oolplte e all'epoca d(!lla visita del cltati Veterinär! 10 no erano anoora piü o mono gravemente infotlo.
La malattia comincia con indurimento sotto la forma di un nodo ghian-dolare ad un quartiere delle mammelle, cho si estende e invade succos-sivamente gli altri quartier!. Quando la malattia si trova limltata ad un quartiere, ii latte sembra conservare ancora i caratterl normali; ö perö leggermente acido, in poche ore si coagula: non 6 quindi piu comraer-ciabile; invasi due o tre quartleri, le vacche non producono piü ehe una piccola quantita di latto vischioso, giallastro, clie si coagula appena uscito dal cape/zolo o presenta reazione distintamente acida. Sottomesso questo latto ail'anaiisi chimica, diode i seguenti risultati:
Estratto secco......nbsp; nbsp; 10,62
Burro........nbsp; nbsp; nbsp;2,025
Oaselna e albumina. . . .nbsp; nbsp; nbsp;3,2:5
Lattosio........nbsp; nbsp; nbsp;:},;{05
Cenere........nbsp; nbsp; nbsp;0,61
Acido fosforico.....nbsp; nbsp; nbsp;0,17
La malattia era contagiosa, o lo vacche sane di mano in mauo ehe vo-nivano introdotte nella stalla si ammalavano.
Da sei annl piü della meta deilo vacche importate in quella stalla si erano ammalate dalla stessa mastoite; cosicciie dopo 15, 20, 30 glorni dalla compera, un quartiere della mammella cominciava ad ammalarsi o presentava ii caratteristico indurimento ehe si estendeva; dapprima la quantita socreta del latte era ancora laquo;^rande, ma subito dopo diiuiuiuva. si faceva sioroso, gruraoso, di colore giallastro, alcune volte con odore i'etido da doversi rlgettare. Questo latte, mescolaio con altro di buoua quality, ne coagulava la massa intera.
Quando erano Intaccati due quartier!, ii proprietario vendeva le vacche al macollo per non espors! ad una sicura perdita; ma esse impinguavano piü difflcilmente, in gulsa clie ii proprietario si trovava in procinto di cessare dalla sua industria, quando rlchiese appunto Mollereau e Nocard.
Ali'esamo diligente dci latte, si osservavano delle specie di coroncine lunghe ed irregolari formate da mlcrococch! ovoid!, gross! 1 millesimo di millimetro, lunshi 1 Ii4, cho si coloravano coi diversi derlvati dell'ani-lina. Queste cateiielle micotric! si moltipllcavano tanto coltivate nel latte, quanto nel brodo di polio, di maiale o di vitelio: nel latte no producovano costantemente la reazione acida. Lo stosso micrococco sotto forma di catenelle irregolari venne trovato neilo mammelle malate in quantita prodigiosa, specialmente nel latte corrlspondente alia parte indurita da
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^^^^^^^#9632;H
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40nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Agt;cii;TT.vui;r.i..v, A(i.vi..v.ssi.v OONTAOIOSA raquo;kij.k PEOOBE ecc.
sclei'osi per iperplasia del connottlvo iutoraolnoso, da prollferaziono delle cellule opitellali del condotti galattofori e degll acini ghiandolari.
Esperiraonti d'Innesto tentatl, colle colture del mlcrooooco a corouolna descrltto, nolle mammelle dl una vacca e di nun capra .sane, hanno megllo dlmostrato come tale rnlcroorganismo costikiisse la causa essenzlallssima della malattla,
Nocard o Mollereau prescrissero in seguito ehe: a ' La persona incaricata della raugnitura dovesse prima senipre la-varsi le man! e lavare la mamkella della vacca con una soluzione fenica al 3 per 0(0;
b. Questa doppia lavatura fosse rlpetuta ognl qualvolta I'lncarioato della mugnltura cominciasse unanuova vacca;
cj Lo vacche ammalate fossero munte le ultime; il loro latte rao-colto a parte ed utlllzzato soltanto per I'alimentazione del malall.
Bastarono queste semplici norme Igieniche perchö piu nessuna vacca fosse colpita dalla malattla; fatto codesto ehe dlmostra mo^lio conic la raedesima venisse trasmessa per mezzo delle man! dell'indlvlduo incarl-cato della mugnitura.
Quanto alia cura delle vacche malate, essendosi osservato ehe racido borico gode della proprietä di uccidere quot;i microorganism!, causa della mastoiie, consigliarono 1'iniezlone di 100 gr. di una soluzione al 4 per 0|0 di acido borico da praticarsl a sera, dope la mugnitura, per mezzo del capezzolo. L'inlezione veniva rinnovata duo o trc volte, ad intervalli di otto giornl.
Cosi il latte riprendeva progressivamente i suoi caratteri normali, e gl indurimonti ghiandolari andavano man mane scomparendo.
Credo ehe in casi analoghi si potrebbero tentare con successo 1c so-guenti formole:
!nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Aclclo solforico.........gr. 100-200
Acqua ili fonte Utrl 5 a 10. Por lavare lo mammelle una volta al giorno a soopo profllattico.
-'.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr'. Acido salicilico...........gr. 3
Acqua lt;li Conto un litre. D.i adoporarsl come la precedente ricotta.
;!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Acido clorldrico..........gr. 10
Acqua di (onto un litre. Da adoporarsi come sopra.
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11. Asciuttarella Agalassia contagiosa delle pecore e delle capre lattifere.
Con queste varle denominazioni, ed ancora coi nomi di mai dcllo aschitto, dl asciuttarella, mal sec, silo, o mal del silo, slornarclla, si indica una particolare malattla delle pecore e delle capro lattifere, carat-terizzata dalla diminuzione, poi dalla cessazione della produziono lattoa.
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A.SCH.TT.VU1CI.I.A, AflALASSIA CONTAGIOSA DELLE PECOBB i'.CC.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;41
Essa era lt;/\h stata osservata e menzlonata dal Metaxä, dal Fauvet e da allri; vomio poscla descritta dai votcriiiari Dinolla e Provinzano della Basllloata e qulnd] studlata In Plomonto dal Brusasco o dal Rivolta
nol 1871.
L'asciuttarella si ö vista sviluppare sotto forma sporadica ed eplzootlca. Svolta, per (js., in una pecoraocapra lattaia, perraozzo della mugnitura, operata dallo stesso incllvlduo sopra la raalata, poi sulle altre, senza alcuna noniia i^ionica si diHondo a greggi intieri.
II latte esaminato dal prof. Nalllno neil'lnvasione della malattia si ö notato con diminuzlone della sostanza grassa; scaldato a (iO0 si rappren-deva in una massa gelatinosa; a 100deg; uon rlduceva il tartrato cupro amraoniacale, od era piu sottile, acquoso, di color bianco sudicio o di reazione acida,
Col progredlre della malattia il latte diminulsce in quantity e si fa sem-pre piü sieroso; aumentano in esso i globuli bianchl e diminulscono lo sferule grasse; in seguito, diventa bianco-sudiclo sfumato giallo, piü o mono grumoso, glutinöse; cessa cosi la sua secrezione e lo mamraelle rimangono awizzite (1).
La cessazlone della secrezione lattea ö ordinariamente completa dal 18-30 giorno daH'avvonuta invasione del morbo. 11 periodo di incuba-zione venne osservato di 6-10 o di 15-30 giorni (2).
Nol latte di pecore malate Rivolta ha osservato cellule semoventi e piut-tosto numerosi granull, o micrococchi dotati di vivaoissimi movimenti, senza perö precisare la natura del virus. Ma 1'andaraento del morbo lascia supporre ehe si abbia a fare con una malattia virulonta trasmes-sibile da un animale all'altro, specialmente colla mugnitura, come del resto la pratica ce lo insegna, La malattia ora colpisce una sola glandula, era I'intiera mammella in grade vario. Solo quando compare in grado leggero si ripristina lentamente la secrezione lattea dopo il 40quot; giorno.
Talvolta la malattia si complica con inflammazione vora dolle raam-melle (mastoite), oppure con artrite dolle ginocchia o dei garrotti, e da cateratta. In questi casi si ha ordinariamente ancora Ibbbro, immagri-mento progressivo, tristezza, occ.
Quando si svlluppasse l'asciuttarella in un gregge blsognerebbe pro-cedere toslo all'lsolamento dolle pecore malate, o sospette, dalle sane. Sovratutto impedire cho vengano munte indifferentemente dallo stesso individuo, a mono ehe il mandriano nou avesse la precauziouo di lavarsi sempre ben bene lo man! con una soluzione antisettica ogni qualvolta dove passare dalle pecore malate alle sane.
Relativamente alia cura sarebbero da consigliarsi anohe per l'asciuttarella le stesse misure igleniche o la medesiraa cura ehe si sono sugge-rite per i bovlni affetti da mastoite contagiosa. Metaxä trovo giovamento dall'uso del semi aromatici, carminativi, dal cimino, oitoso, e dalle infu-
(1)nbsp; Rivolta, DeiparassiU vegetali, pag. 406. 1873.
(2)nbsp; nbsp;Bkusasco, II Medico Yetcrinario, IH71.
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42nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; CIMORIlO EQUIKO
sioui di menta, Brusasco rlconobbe utlli i semi di ßnocohio, di anice, dl fellandrlo e la poivore dl cantarella.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Lavanda.............gr- 150
Dividl in tre dosl da ammlnistrarsl nella giornata.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; it. Mentü..............gr. 200
Acqua lt;li fonte un litro. Fa Infuso da darsi in duo giorni \\4 per volta.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;i'r. Fiori dl comomllla.........gr- 1^
Salvla offlcinalls..........raquo; 150
Dlvidi in otto cartoccl eguall o fa ogni giorno un infuso con mezzo litro dl acqua, da atmninistrarsi a ruezzl biccbieri nello 21 ore.
12. Cimorro equino.
II Cimorro equino, detto dai Napoletani itfcc^onafc?, hnrhonr, dar Roman! comunemente ancora sirangolione, adenite equina del glovani puledrl, iion vuol essere confusa col moccio o morva. Corrisponde alia Oourme del Frances! ed alia Gutartige Drüse doi Tedeschi. E ma-lattia conoscluta fin dai primord! della veterlnaria. Gil ipplatrl grecl e dopo dl loro tuttl i cultori delle malattie del bestiame, avevano osser-vato cIk^ un puledro il quale non jretti bone 11 cimorro va sofr^otto a contrarre piü facilmente altri raorbi, perclö lo conslderayano come una raalattla depuratorla del sangue. Per essa dovevano eliralnars! gli umorl acri od alterati dell'organlsmo, ehe altrimenti no avrebbero compromesso la salute, piü tardi, i seguaci della dottrlna dl Broussals, la considera-rono come un'lnflamraazlone catarrale semplice; altri la ritennero como nna inflammazlone con secrezlone abbondante di mucosltäpumlenta com-plicala spesso da larlngite e faringite. Bouley 1'ha caratterizzata quale nna malattia inCetliva ehe intacca tutto I'organlsmo.
Le osservazioni fatte flnora non permettono piü di riguardare 11 cimorro equino siccome prodotto de^li utnori acri nell'organlsmo; ma e un fatto constatato die I'abbondante scolo nasalo e la suppurazlone grancle delle ghlandole sotto mascellarl sono molto salubri per 1'animale, come I'arresto loro venne nella maggloranza doi casi rlconosciuto fatale: il cimorro mal gettato, so cosi e permesso di esprimersl, viene ordlna-riamente segulto da malessere generallaquo; ehe si rende palese con I'reqiienti malattie ostati morbosi dlversi, talora tanto gravi da condurre a morte gli animal!; per lo meno rimane quasi sempre uno state molto cagio-nevole nella salute del solipedi, per cui passano gran parte della loro vita denigrati nella loro robusta costituzione, ed incapaci di prestare quei servlg! die altrimenU renderebbero.
Come lo indica il signiflcato della parola, il cimorro e una inflamma-zione catarrale localizzata alle vie aereo con tumel'azioiio e suppurazione delle ghlandole linfatiche sotto mascellarl accompagnate da scolo nasale abbondante. Esso e Croquente nei cavalli, rare noi mull, e compare jier eccezione nell'asino.
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CIMOURO EyUINOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 43
Charlior e Lafbsse vorrebbero cho fosse anche frequente nei glovani bovini; le loro ossorvazioni penquot;) non sono fmora state confermato.
II cimorro svlluppasl frequentemente uoi puledri dl 2 a 5 anni, piü di rado In quelli da6 a 12 mesi, eneicavalli superiore ai .quot;) o (gt; anni; in quest! ultiini e quasi sompre la contaglone ehe promuove la malattia.
L'andamonto dt'l cimorro ed il SUO modo di didbndersi non lascia dubbiö ehe si Iratti di una malattia prodotta da un virus, o contaglo conslstente nolle minute e auraerose granulazioni ehe si riscontrano negli scoii (y negll altri prodottl morbosi. Ma uno studio accurato di qnesio virus non venue ancora f'atto sebbene lo sue proprieta, note spe-clalmente dal punto di vista elinico, lo lacciano credere analogo a quelli cho risultano di qualche specie particolaro di baotero patogene.
La contagione nella pluralita del easi e quella ehe spiega lo svilupiraquo;) e la diffuslone del cimorro. Si ammettono poi come cause predisponenti quelle ehe lanuo sviluppare le malattie catarrali in genere! cosi, Fumi-ditä, le ploggio, il freddo Intense, I'esposizione degli animal! ai vent! freddi, il passagglo nell'acqua, fill uragani e partlcolarmente lo varia-zion! atmosl'eriche repentlne. Ma pid di tutto pare Influisca sullo sYiluppo del cimorro, 1'emigrazione, gli strapazz! nei viagg!, il canglamento di clima e di regime alimentare. Diflatti, noi veggiamo i puledri d'intere mandre essere colplti dalla malattia nell'epoca delle flere, quando cioö si fanno einigrare; e ne abbiamo un esempio bellissirao nei puledri com-prat! ofrni anno da! nostrl negozlanti oltr'Alpi,
Generalmente sono amraesse due forme di gourme o di cimorro, il hcnvjno ed il maliijno.
Cimorro sotto FORMA BENIGNA. All'esordire del cimorro il puledro otl il cavallo si mostra melanconico, tiene la testa bassa, la pelle si fa arida, il pelo rabbuffato, fiii occhi un poquot; iniettati, mostra inappetenza, o mangia poco, preferisce here; le laud sono asciutte e rosse da ipe-remia, di tratto in tratto il solipede fa sentire colpi di tosse secca, asciutta; trovasi in predaa febbre leggiera, Dope un giorno o due dalle nari comincia a mostrarsi uno scolo ehe da sieroso si e latto piii spesso, mucoso: diventa bianco, vischioso, ed aumenta sempre in quantitä ; al tosse da secca si fa umida e ad ogni colpo vieno emesso un abbondante escreato. Praticata I'ascoltazione al davanti del petto si sente un rantolo umido, mucoso. Ordinariamente il processo catarrale delle vie respira-torle e accompagnato da tumefazione de! ganglii, o ghiandole linfatichcopy; intermascellari : queste diventano calde, raramente aderenti alFosso mascellare, ma doleuti al tatto: sono cosi in preda ad un lavorio formative pel quale si raccoglie del pus in piccoli ascessi nei reticolo linfatico (^ nelle trabeccole ghiandolari; piü tardi, per la confluenza de! piccoli ascessi, so ne forma uno piü grando cho aumenta in volume, (inche, so non vieii(gt; operato, si apre sjxmtaneamente una via allo esterno.
Intanto, lo scolo nasale, abbondantissimo dope cinque 0 sei giomi, diventa bianco-giallognolo, e talora anche verdastro; non mai perö si appiccica alle frog! del naso, Continua la tosse ma non piü dolovosa; no!
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44nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;OIJIOIiRO EQUINO
casl put ftivoreA'oli, comlnciato lo scolo e la suppurazione, lo stato feblaquo; brilo ('cssa quasi aii'atto, ranimalo si pono a mangiaro con appotito, noil da sofruo dl soilVii'o meiioiiiamouto no] suo stato lt;li nutrJzioue. L'asoosso ehe si ('gt; formato nolle ghiandole intermascellari diventa fluttuante alia pressiono clolle dita, e Qnisco, come giä si ö laquo;lotto, per aprirsi spontaraquo; neamente, se la pei'sona dell'arte nou no iucide la polle corrispondente nollo scopo di facilitare la suppurazione olt;l evitare il dolore ehe produce la raccolta grande ili pus, o I'lnflltrazioue di esso sotto la polio e at-(ra\ci'S(i i tessuti.
Qualche volta nou si tnanifesta ehe una leggeratumefazione lt;loi ganglil nol canal delle ganasee; essi suppurano, e lo scolo abboudante ehe si v stabilito dal naso supplisce a tale difetto.
11 getto nasale e la suppurazione intermascellare eontinuano per pa-rocclu giorni, e quauto piii si effettuano abbondanti, d'aitrettanto sono ritoimti come segni ili felice pronostico,
L'aniraale si pone a consumare la razione con molto appotito, anzi con maggior appetite ili prima, le perdite colla nutrizione si bilanciano, e I'organisrao nou rimane depauperate monomamente. Dopo 10 a 12 giorni cessa lo scolo, si cieatrizzano le aperture degli ascessi e ranimalo si presenta perfettaraente guarito,
Oimorro maligno, Non cosl presto porcorco i suoi irregolari period) il cimorro maligno. Esso invece o caratterizzato da sintomi spesso gravissimi. Talvolta compare il cimorro sotto forma benigna; si stabi-lisco lo scolo o la suppurazione, tutto pare vada per il suo meglio, Ail mi tratto si manifestano sintomi ili soffocazione, I'angina dapprima leggera (larixigite o faringite, o tutte e due le inflaramazioni combinate) si fa piu intensa; gli animal! nou possono pin deglutire, e le bevande rieadono per le narici ; allungano il collo ed il capo, la respirazione di-venta sempre piü difficile, sopravviene battimento dei flanchi grande, la febbre auraonta in gravitä, si fa osservare talvolta ladispneael'ortopnea e se nou si ricorre tosto alia tcachootoiuia, ranimalo cade o muorc di soffbeazione.
Qualche volta il cimorro si complica con catarro o con inflammazione suppurativa delle saccoecie guttural!; in quest! casl avviene una tume-fazione grande alia regione della gola e parotidea, dopo aleuni giorni compaiouo punti piu salient!, la polio si assottiglia, e so nou si ricorre alia puntura, si effettua di per so stessa I'uscita del pus raccolto.
Non di railo il cimorro esordisce con llominono o inflammazione vio-lentasotto la gola e nol canale delle ganasee: queste regioni diventano calde oil anche dolenti, e la suppurazione non si fa osservare ehe molto tardi ed in parecchi punti. Rimane talvolta un infarcimento delle ghiandole sotto-mascellari per la peri-adenite destatas! e la neoformazione di tessuto eonnettivo, invece ehe di pus, awenuta. Qualche volta I'inflam-mazione della mucosa nasale si Qfcompagna con tumofaziono grande, scolo scarso, febbre intensa o minaccia di soffocazione. Nou e pur rare 11 caso cho 1' inflammazione invece di limitarsi alia mucosa nasale, la-
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CI.MORUO EQIHNOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;45
rlngea, trachoale o bronohlale, si estönda iisii alveoli polmonarl, dando luogo ad una pneuraonlte catarrale; in questo oaso ö molto facile ehe il processo inflamraatorlo si propaghi al tessuto interstizlale e ne succeda una pneuraonlte gi'aA'issima, imposslblle ad essere (Venata. Succedono Infattl oasl di suppurazione e getto abbondanti ehe per una soppresslone di trasplrazlone cutanea s'arrestano, lt;; sono seguiti da metastasi od om-bollsmo al cervello, ai polmonl, al fegato, alia milza, reni, ecc, dando luogo per conseguenza a sintoml di encefalite, ili pneuraonlte, epatite, ecc., seguite dalla moiHe dell'anlraale.
Giacchö abbiamo accennato ii molteplici complicazioni del cimorro maligno, non dobbiamo passare sotto silenzio ehe esso pun assoclarsi a malattie tiflche. Ben Lnteso ehe in questl casi la malattia aumenta di molto l;i su;i jn'.'ivitü; la terapeutica pol ne riesce assai piii difficile, dovendosi curare con essa malattie giA abbastanza serie per se stesse, Delresto, in tutti i casi di cimorro irregolare uel suo corso, e ehe per conseguenza non puö aver luogo un getto abbondante eil una suppurazione copiosa, si ottengono individui quasi sempre raalaticci e predisposti a contrarre altri morbi.
Da quanto abbiarao esposto emerge gift chiaramente quale debba essere la cura nei singoli casi di cimorro. Si ö detto ehe ii getto abbondante e la ricca suppuraziono sono yii oiuuiitorii naturali, clio valgono a debel-lare 1'organismo dai materiali infettivi e di metamorfosi regresslva, ehe lo inquinano; per conseguenza le cure debbono essere rivolte special-mente a favorire quei duo processi. L'anlmale dovra anzitutto porsi in condizioni igieniche opportune; la temperatura deirambiente vorrä essere dolce, piuttosto calda; le coperture non dovranno dimenticarsi, tanto nella scuderia, quanto su^li animali fuori di essa. Appena si manifestano i primi sintomi del cimorro, si abbia cura di aggiustare sotto la gola e lungo il canale delle ganasce, una pelle di montone, raunita della sua lana, oppure lana raccolta in un grembiale, per tnantenere una temperatura costante e favorire la suppuraziono; tornano anche giovevoli le fomentazioni mollitive tlepide. I salassi vogliono essere proscritti, a mono cho non si tratti di una complicazione inflammatoria grave, come sarebbe la pneuraonlte, la pleurlte, 1'encefalite, con febbre di reazioue intensa,
Torna molto proflttevole un regime cos'i detto rinlVescante, ma non dieta severa, Segala cotta, orzo cotto, miele, carote associate con semi di lino, buon governo della mano, ecc; bevande, fatte blanche con farina di segala e rose leggermente purgative, o dluretiche col cremortartaro, nitrate di potassa, solfato di soda, di magnesia, ecc.
Reynal conslglia, dopo lo sviluppo della uourme, di applicare duo se-toni al petto, avendone egll sperlmentato la loro giovevole azione.
Sui gangli intermascellari tumefattl o con centri di suppurazione, rio-sconoutili le unzionl di unguento populeon, 1'applicazlone di cataplasm^ fattl con pane, latte a cipolle ed i cataplasm! di farina di lino, Se non suppurano si rlcorre al fondenti: frizloni di unguento mercurlale, di io-
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durodi raerourlo, pomatadl bioi'omatodl potassa. Sesl presentano ascossl, in qualunquo purlc si troviuo, dobbousi aprlre.
Le complioazioni si curano seoondo la varia loro aatura. Interaamente, so v'ha adlnamia, si dänno i toniol e gli araarl.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Unguento grigio di naercurio......gr. 15
Por frlzioni sullo ghlandole llnfatioho sotto raascollarl quando sono Indurlteo höh suppurano,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Förster).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Unguonto griglo d1 raerourio......gr. 80
loduro potossloo..........raquo; 3
Incorpora o fa unguento da adoporarsi como 11 precedonto.
ü.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Polvere floi'i ill oamomllla.....gr. 8
Sale dl Glauboro.........raquo; 180
Polvore tll digitale........raquo; 1,85
Far. od acq. q. b. per f. olettuario. Date duo di queste dosi; uua dose al mattlno, l'altra alia sera quando vi ha uotevole dillleolta dl resplro e si teme lo sviluppo d'una pnoumonlte,
(Forster).
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13. Barbone dei bufali.
Malattia frequonte, grave, spesso esiziale, ehe produce annualmente niollo perdite, Ne parlarono Metaxä, Gaetani, Tamberlicchi, De Nanzio, Tombari, Rlvolta e Oreste. Questl ha potuto farlo oggetto di studi special!. Gos'i, ue riconobbe rinoculabilitä negli equini, nei hovini etl ovini, conigli e cavio; ma non potö stabilire la natura dol virus ch(^ si tro-verebbe nei sangue, negli essudati, in tutti i secreti ed escreli. Tombari avrebbe trovalo dei micrococchi, cho Oreste dichiara assolutamente non eslstenti. Si tratta quiudi di una malattia ancora ignota nella sua essenza, sebbene i sintomi prevalent i l'abbiano falta ritenore talvolta per an angina analoga al eimorro dei puledri, tal altra per una forma di carbon-chio o di vaiuolo. Sembra perö indubitato ehe ö una infezione parago-nablle alle febbri dette tiflehe.
U barbone dei bufali e contagiosissimo l'ra gli animali della stessa specie; ha durata breve e si presenta ordinariamente enzootico. A'el primo periodo ha caratteri maggiori di raalignitä, e le perdite. si ele-vano, secondo Tombari, (Ino al :)() e 4(i per 0[0. L'epizoozia od enzoozla, in uua niaudra, dura in media da 10 a 20 giomi.
Compare talvolta in brevissimo tempo sopra molti individui provocan-done rapida tnorte, come ö accaduto nei 1882 a Maccarese, ove in 2ii'.i giornl soecombettero per la malattia oltre 500 bufali.
Questa forma morbosa, spesso grave ed esiziale, si manifesta con febbre alia, scolo giallognolo e denso dalle narici, tumeihzioni edematose nei connettivo sottocutanoo e nei muscoli della testa, del collo, delle spalle, coscie e ventre corrispondenti, eil inflltrazioni gelatinöse, iperemie piu o meno estese del sottomueoso del rumine e del tenue, talvolta con tu-
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C1M0RR0 DEI CAN!nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 47
mefazlone deiie paroti Intestlnall, puntegglature rosse la corrlspondenza doi .solchi longitudiiiali e trasvei'sali del cuore , ipercmia corebralo. I bul'ali SOUO tristi, abhattuti, tengono la testa bassa, gli occhi fissi o spor-jrenti, rldutano ralinifinto. Awengono cos'i diverse localizzazioni della maiattia. Se, per es., si (a grave congestione all'encefalo, Rli animall inuoiono in poche ore; se si manifesta sotto forma di angina si nota tuuielazione della gola, e quindi rospirazioue (lillicile e rantolosa; (piando compaiono tumefkzioni al collo, alle spalle, al ventre, ai lombi ed alle coscio, allora si ha una maiattia ehe si avvicina per la forma al car-bouchio sintomatico, senza perö esserlo.
Geiioralinente se no pratica la vacciaazioiio dagli stcssi proprietari o mandriaui e in questo modo si evitano le dlsastrose perdite prodotto dalFespaudersi del morbo ogni quäl volla ehe fa la sua comparsa. Ma le morli per barbone sono sempre relativameiite grandi. Tonibari ottenuo ottimi risultati mediante la vaccinazione dei bufalini col vaiuolo vae-ciuo originarlo ed umanizzato,
I mezzi terapeutici mm hanuo mai fatto buona prova.
Le carni si possono utilizzare senza inconvenienti. Sarebbo perö beue sottoporle colle pelli alle stesso norme ehe indicheremo a proposito del carbonchio.
Si potrebbero tentare le seguentl formule, spccialiiicnto come preven-tivi in easi di epizoozie:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Aoido fonico cristallizzato......gr. W
Alcool.............raquo; 30 a 40
Acqua un litro.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Bisolfato di chinino........gr. 6 a 12
Mlele c polv, ill laquo;'laquo;quot;iz. q. b. per fare un bold, du ripetersi all'occorronza.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido salicilico..........gr,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 5
Alcool.............raquo; 100
Acqua.............raquo; 1000
Da omministrarsi In una volia o da rlpotorsi ogui giorno.
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14. Cimorro dei cani.
Inbsp;cani, dope un certo tempo di vita estrauterina, vanno ordinariaraente eolpiti da uno state morboso particolare, talvolta grave, allre volte tanto leggero, ehe passa inosservato. Questo morbo, per la sum, fre-quenza e per essere comunissimo nolle varie razze di cani, ha dcevuto il nome di maiattia dei cani; veime ancora chiamato cimorro, por-che si mostra il piii delle volte sol to forma di catarro nasale, niOCCiO canino, per l'analogia ehe taluno ha voluto trovarvi col moccio equine, bronohite, catarro nasale, bronchite mucosa, bronco-rinite, febbre catarrate, a soconda dei sintomi predominant] e sede della maiattia.
IInbsp; cimorro canino e infalti ogglglorno ritenuto per una maiattia della specie del genere Canis (venne osservata pure nello volpl, nei iii|)i o
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negll sclacalli) o, secondo qualohe autore, audio di alcune specie del ge-nere FeHs (sono narrati casl dl clmorro aol gatto), II vims di questo morbo non cl lt;quot; ancora ben noto, per altro sappiarao chlaquo; esso si trova attivo iicl muco-pus ehe cola dal naso, negll escrementi e probabilmente audio nd sangue,
Sono ammosso da tutti quali cause predisponenti I'appartenere a certe vazzo; cos) i cani di appartamonto allevatl con molta cura, tra le mollezze signorlli, ne vanno piti frequentemente soggetti: i cani grifoni, i plns-dior, i terrier e diverse altro razze inglesi, ^ii spagnuoli, ecc, sono, pel loro temperamento, per I'alimentazione troppo lauta ed Intensiva, (^cc, a preferenza colpiti dalla raalattia. Audio la deflcenza di cibo viene rite-nuta come condizione predisponente al cimorro.
Hanno poi nolovolo inipoi'lanza, socoiulo taluni, la perfrigerazione cu-tanea, l'esposizione alle varlazioni repentine deiratmosfera ed il freddo umido, E im fatto perö chei cani dn guardia delle nostro campagne pas-sano generalmente la malattia inosservata,
Essa viene considerata da molti conic depuratoria dell' organismo a somiglianza lt;ld cimorro dei cavalli. In ogni case perö si ha da fan! con una infezione miasmatica particolare, o coll'efFetto dl un vims speciale, die, Introdotto nel corpo, si inoitiplica grandemente, desta moto feb-brile con localizzazione in organi od apparatl diversi; d'onde si avrebbe la stessa malattia sotto forme differenti, Cos! si spiega innanzi tutto la contagione e quindi la comparsa della malattia sotto forma enzootica vd epizootica, come venne di giä osservato da molti distinti prat id.
Secondo taluni, il cimorro nei cani iraprimerebbe il carattere dell'im-munita al contagio, come il vaiuolo, e non si osserverebbe ehe ima volta soltanto nello stesso individuo, Secondo altri invece potrebbe Infettarlo piii \'oll(\
Si ammettono in generale quattro forme ili cimorro, cioö: la cutar-rale, la gastrica, la forma nervosa, e la esaniernatica.
II cimorro sotto forma catarralo sarebbo piü frequente, anzi, rappre-senterebbe la regoiai'e manifestaziono della malattia; se per soppressione di li'asiiiraziono cutanoa od altra causa, il cimorro viene arrestato nel sue corso, sopraggiungono le complicazioni ritenute da molti siccome costituenti altro forme della stessa malattia. Ad ogni modo, noi descri-voromo il cimorro sotto la forma catarrale, sotto forma gastrica, nervosa ed esantemaiioa.
Cimorro sotto forma catarralr. i cani si mostrano tristi, per-dono I'appetito, il polo si scolora, gli occhi diventano inlettati, il naso ascivitto; sbuffano o starnutano sovente; si fanno sentire colpi di tosse asclutta, rauca ed accompagnata da febbre. Dopo tino o duo giomi co-niincia a stabilirsi lo scolo nasale ehe diventa spesso fllamentoso, sporco, talvolta striato di sangue. La tosse aumenta; se I'inflammazione non si estende al tessuto polmonare, e si llrnlta alia mucosa del naso, trachea a bronchi, la tosse diventa grassa con escreato abbondante; i cani mi-gllorano, ritorna loro I'appetito, ed in pochl giorni guariscono.
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CI.MOKUO DKI OANInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 4!)
Perö lo stato Inflfumnatorio puö pitonunoiarsi magglorraente In alcuni punti dell'albero rosplratorlo, Talvolta 1'lpereriiia della mucosa del naso (quot;' tanto grave cho si formano oentri cangrenosl, i quali flniscono collo sfacolo, lebbi'o intonsa e slntoml so[)tici. Altro volte ö la pneuraonlte cho domlna; in questl oasi i siutomi si famio piü gravl, la tosse fre-quente, doloi'osa, stentata; il battimento tiei Qanchl, la prostrazlone grando o I'adlnainla flniscono il pazlente,
All'autopsia si trovano le le.sioiü di una bronchite e pneuraonlte ca-tarrale : epatlzzazlone rossa, grlgia o gialla a seconda dello studio a ciil ö pen'enuta la malattia. Si nota eziandlo talvolta edema del polmone,
Ci.mokro sotto PORMA OASTRIOA. Avvieno talvolta clic coi segui dell'lrritazione all'albero resplratorio compaiano quelll di inflammazione del ventricolo, o piuttosto una iperemla della raucosa, ed uno stato irrl-tatlvo ehe si traduce per orgasrao particolare tli quest! visceri. L'anl-male perde 1'appetlto, dlventa Irascibile, si lamenta e sta era coricato, ora in piedi; le pareti addomlnali sono oontratte, ed alia pressione esor-citata sulla regione epigastrlca da segno di soffrire grande dolore, Si notano voralti frequentl coir emißsione di materle gialle miste a muco ricco d'albumina, o di raaterie analoghe quasi al bianco d'uoA'o. Da Driraa si osserva stitichezza, e dope tre o quattro giorni, per I'abbondanzn del-l'essudato cho va formandosi anche nel tube enterico, succede la diarrea. La febbre e contlnua e dura cinque o sei giorni, liiidie cioö i siutomi noii esprimono un periodo di decllnazione della malattia, Conseguita spesso la debolezza ed anche, sebbene di rado, la morte. In questo case si rlscontra Iperemla dello storaacoe dell'intestlno specialmente localiz-zata alia mucosa, con depitelizzazloni e catarro.
Tanto la forma catarrale quanto la forma gastrica possono associarsi fin da principio colla febbre tiflca, ed allora la gravity della malattia aumenta.
OlMORRO SOTTO FORMA NERVOSA. Succede con qualche I'rerpienza ehe, incomlnciato lo scolo nasale per una causa reumatlzzante qualslasl, o in seguito a perfrigerazione cutanea, si arresti, diminuisca, oppure continui lo stesso scolo gruraoso, con tosse e prostrazlone deiranimale. Si manifestano perö sintomi nervosl, convulsionl piü o meno fort! ed estese a questa od a quell'altra regione rauscolare. si inizia cioö I'epi-lessia, oppure il hallo di S. Vito.
Nel prime case, gll access! epilettici e le convulsionl loro caratterl-stiche si succedono ad intervalll piü o meno lunghl, od anche brevlssimi, e sovente con tanta veemenza ehe l'animale se ne muore in modo rapide. In epiesti casi si rlscontra iperemla delle meningi e spesso edema cere-hrale. Invece, il ballo di S. Vito, caratterizzato da convulsionl cloniche di qualche gruppo muscolare, e sempre meno grave, e si nota la guarigione completa della malattia, oppure Inoompleta collapermanenza del sintom! nervosl, non ostante una riabilitazione nelle forze dell' organlsmo, Av-viene perö non di rado una tale prostrazlone nell'lndivldno, un'ipoemla, cui lien dietro la morte pin o meno solleeila. In tali casi sfavorevoll si, 4 - PgRRONCiTo, Malaiite degli anlmall doniMilet,
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50nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ClMoiiUraquo; DEI cani
trova ordlnarlamente anemia del corvollo, polpa oerebrale-soolorata, abbastaaza con.sistente.
OlMORRO ksantomatico. Coi sintomi catarrali, colla tosse, compare pure qualohe volta un'eruzione vesolcolosa nei puntl, dove Ä piu sotlile la pello. Oosi agll Ingulai, sulle mammolle, alia faccia interna lt;lolle coscie laquo; do^li avambi'acci, alle ascelle si fa osservare un rossore od un inlumi-dimento della cute, e dopo un glorno o duo, l'elevazione dl taute vesci-chette e pustole, ehe taluni hanno voluto conslderare siccome rappresen-tantl ii valuolo canlno. L'anlmale e febbrlcltante e ordlnariamente maai-festa ancora tutti i sintomi ehe caratterizzano le altre forme dl cimorro.
Accade anche die I'esantema compare senza ehe si mostrino i segnl di catarro nasale o bronohlte catarrale; allora la malattla guarlsce piü sollecitamente, e le perdite fatte dall'organismo, lo preclpitano piü diffl-oilmente nella ipoomia. In qnesto caso pare ehe 11 virus od elemento, causa del cimorro, si localiz/.i a quel puntl notati della pello e coll'es-sicoamento delle vesclcole o pustole avvenga I'elimlnazlone del princlpil morbosi. Sara questo un vero vaiuolo del cane? Alcuni crodono cho cosi sia veramente, ma non lo si puö affermare, poicho agli esperlmentl ed osservazioni favorevoll del Lagenbaker si oppongono quelli dell'Hertwig. II Lagenbakör, ad es., credo aver vlsto oomunlcarsl, da cani affetti da cimorro esantematlco, all'uomo un prurito alle mani ed un sense di brucioro. Inveco Hertwig afferma cho neppure 1quot; Inoculazlone vale a propagare la malattla dall'uno all'altro cane, e cho la sola forma nervosa 6 contagiosa. Probabilmente i duo dlstlnti sperimentatorl i'ecoro lo lore osservazioni sopra morbi di dift'erente natura.
K un fatto pero ehe, posti cani sani in un ricovoro, dove hanno abitato malatl di cimorro catarrale o sotto forma nervosa, specialmento opilct-tica, si vedono spessissimo contrarre 11 cimorro con Tuna o I'altra forma. L'lsolamento quindi del sani daglJ infetti dovra costitulre non soltanto una misura prudenziale, ma un mezzo di pullzla sanitaria, ehe, nei casi di cimorro, non vuol essere mal dimenticato,
1! corso della malattla varia a seconda della sua forma, gravltamp;ecom-plicazlone. Cosi la catarrale sempllce, la gastrica e la esantematica gua* riscono in died a dodici giorni. L'opilessia ed 11 hallo dl S. Yito, consc-jiiiiti a cimorro, durano qualche volta pochi giorni, altre volte invoce perdurano molto a lungo. Se gli accessl epilettlci si rlpetono sovente, con brovissimi intervalli, l'anlmale muore d'ordlnario in duo o treglornl; so invece si ripetono solo di rado, si puö nutrire qualche speranza di guarigione, L'epilessia ed il hallo di S. Vito passano talvolta allo state cronico e possono in tal modo conservarsi per mesi od anni sugii stossi individui. Se il cane supera radinamia, consocutiva ai primi poriodi della malattla, puo rimanere come guarito, manglare o bore, come so fosse sano, e nello stcsso tempo prosentare le couvulsioni caratteristiche del ballo di S. Yito.
La cura dove variarc a seconda del dlagnostloo, Cosi, la forma catarrale guarlsce collo sempllol norme iglenlche, mantonendo doe i cani in
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CIMOHUO DEI CAMnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 51
anibienti a toinporatura pluttosto caldu, chlaquo; non vadano sojr^etti ad ulteriori perfrlgerazlonl,
Lo coperturo, raniininistraziono dello zolfo o degll autimoniali i,'io-vano moltissimo. Socondo Hertwlg, lacura abortiva, fiatta coH'ometico e 1'ipecaouana ha prodotto molto favorevoll rlsultatJ (1 gramma di ipeca-cuaua in polvore o 10 centigramm) di eraetico). So non si stabllisce lo .scolo, 11 sale annnoniaco, alia dose di 2 gr., vale a provocaiio. Quando la tosse ed 11 catarro perdurano giä da alcuni giorni, 11 chermos mine-rale alia dose di 10-50 centigramm], nel burro o uella decoziouo di dulcamara, riesce indicatissimo.
Inbsp; rivulslvi diedero pure sovonto buoui risultati; una mosca di Milano, od un setone, applicali al collo, sono da raccomandarsi tutte le volte ehe si teme la comparsa di sintomi nervosi e I'edema cerebrale; le IVi-zioni rubefaoenti d'essenza di trementlna, di alcool, ecc. \ralgono a com-pletare la cura.
Nella forma gastrica 11 sottonitrato di bismuto, 1 bagni caldi ripetuti costituiscono un utilissimo portento. Quando compare la diarrea, 1'am-miiiistrazione di astrlngenti, quale la decozione di scorza di quorcia, 11 lt;lecott() di rise, lo siero di latto, ecc. sono da conslgliarsi. 1 tonici, la carno cruda, ecc. valgono a trarro i cani dallquot; adinamia e macilcnza , in cui cadono.
Nella forma nervosa : la valeriana , il sciroppo di valeriana, solo od unite all'assafetida; il cloralio, 11 cade e di rivulslvi vennero qualche volta tentali con successo, sebbene la malattia termini quasi serapre fatalraente.
IInbsp; cimorro esantematico debbesi curare con mc^zzi igienici; riparare i cani dal freddo, accio non suocedano compllcazlonl gravi.
Quando si associa lo state tiflco, allora non v'ha altro ehe la cortoccia peruviana in decozione, 11 solfato di chiniuo, la salicina, gli amari, gli stomachici in generate, i tonici e buon regime alimentare. Strasbot con-siglia in tutti 1 casi il calle dato ;} volte al glorno da 5 centilit. ad un decilitro per volta a seconda della grandezza deiranimalo.
Ilt;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Polvero di radioo d'ipeöacuana.
Zuochero bianco.......ana gr, 0,0-1,25
M. o fa polv. da darsi in una volta quando lo fuci sono molli. (Förster).
ü.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Tartaro emet.........gr. 0.12-0,25
Acqua dlstlllata........raquo; ;laquo;)
Scioffli od alaquo;g.: I'olvcre di rad. d'ipocacnana ... raquo; 1,25 M. bone o somminlstra la motii In una volta, o quando dopo un quarto d'oiu
non avviene il vomito, dato l'altra motii. Si da noi casi in cui lo fool sono dure o v'ha stltlchezza,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(HEBTWIO).
3,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; l'r. Lioheno Islandloo..........gr. 12
Cuocl per lj2 ora In acqua di fonto q. 1).
Agglungl a 121raquo; gr. di colatura
Sale annnoniaco.......... raquo; S
Da darsi tro volto al giorno mozzo oucohlaio ad un ouoohlalo da tavola.
(Weiss).
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52nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;MOUIiO COITAI.E, SIKIMDK EQUINA, MMATTIA UI ANNOVER
15. Morbo coitale, Sifilide eqaina, Malattia di Annover,
Tabe dorsale,
Con quest! diversi muni vengono indicate spociali malattie degll organi genitali degli equini, ehe si presentano sotto duo I'onno allatto distiiite: 1' una a tlpo sempre benigao o si chiama piü proprlamente esantema coitale; I'altra, con andamento maligno, viene conosciuta sotto la deno-minazione di morbo coitale vero, o maligno,
Dell' Esantema o Morbo Coitale beniqno. Questa malattia ö cai-atterizzata dalla comparsa di vescicole alia vulva ed alia mucosa della vagina delle cavalle, ai ghlande e corpi cavornosl del pene negll stalloni. K frequente nelle raandrle e in quelle provlncle nelle quail 1'al-levamento equlno si fa su vasta scala. Doraina talvolta in modo sporadico, l)iii Crequentemente pom sotto forma enzootica ed epizootlca, Non e aii-cora ben nota la natura di questo state morboso; I'osservazlone clinlca perö dimostra I'esistenza di un virus flsso e volatile, associate ad una costituzione atmosferlca particolare, 1 fatti di trasmlsslone della malattia lt;'(d mezzo del colto, e la sua comparsa in breve tempo su molti equini destinati alia riproduzione, sono in appoggio del nostro asserto.
Le vie, per le quali I'eleraento speciflco va a spiegare la sua influenza sull'organismo dogli equini, possono essere le digestive, le aeree, e piü frequentemente gli organi genitali stessi. In tutti i casi si hanno ordl-nariamente sintomi generali e sintomi local!.
Come in quasi tulle le malattie di infezlone, comlnciano i prodromi colla tristezza degli animali, rabbuffamento del pelo, pelle arida ed una temperatura pin elevata della normale. Gil infetti si attegglano soventi come per mingere e qualche volta si presentano con marcata inquietu-iline. 11 polso lt;'#9632; frequente, le mucose apparenti sono iniettate. Gli animali non mangiano piü la lore razlone, la sete auraenta, conglunta ordl-nariamente a stitichezza; le urine sono dapprima rare, piü tardl si fanfio abbondanti, torbide, rieche d'urea, d'acido Ippurico e di altri prin-cipii di metamorfosi regressive; la respirazione e anche piü frequente con pronunciato battimonto dei flanchi.
I sintomi generali, dope due o tre giorni, sono seguiti dalla manifc-staziono dolla malattia nei punti, in cui si localizza; cosl nella cavalla si nota aumentato caloro della vagina e della vulva, iperemia e tume-fazloni di queste parti, scolo mucoso, dapprima ricco di cellule epiteliall; compaiono quindi delle macule rosse, alle quali, in breve, corrispon-dono altrettante vesclcole, ehe, rompendosi, vengono sostituite da ulcc-rette superflciali, producenti bruclore grande e scolo sieroso glallognolo della vulva.
Del pari ehe nella cavalla, anctie nello Stallone si manlfeatano sintomi locali all'organo di rapporto per 1'accoppiamento, II ghiande, tutto il pene ed il prepuzlo si fanno Iniettati, si tumefanno, e dope due giorni
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MOKHO COIT.U.K, SIPILIOG KtJI.'INA, MAJ.ATTIA raquo;I ANNOVKRnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;63
circa alle macchiotUi posse, disseminate sulle parti tnentovate, succede la formazlone di vesolcole o quindl ulcerette, cho fanno, pel dolore, assal soffrlre rauimale.
Ordiiiarianioiitc, tanto hello Stallone, quanto nella cavalla, dope 8 a 10 glorai, si mltigano i slntoral, la febbre dlminulsce d'lntensltA o quasi scompare aflfatto, fill anlmall riacqulstano, poco per volta, l'appotlto e la gaiezza o in 12 a 15 giornl succede la guarigione completa della malattla.
La dlagnosi quindi deU'esantenia coilalo si londa sui sintomi general! di lebbro leggera, e sui looali poco pronunciati.
II pronostico vuol essere perclö sempre favorevole, tutte le volte ehe non insorgono coraplicazloni oapacl di deviare 1'andamento regolare o benigno del morbo.
lia cura da praticarsi e i^ienica e terapeutica; la prima consisterä nell'isolamento degli anlmall malati dal sanl, nella pulizia del ricoverl, e nell'amministrazione di sostanze alimentari di facile digestione (beveroni preparati con farina di segala, crusca ed im po' dl sah!].
La cura terapeutica vuol essere distinta in generale e locale.
La cura terapeutica generale cousistora nella somministrazione di sail neutri diluenti e diuretic!, quail il solfato di soda o di magnesia (gr. 30-100 a seconda della grandezzadeU'animale), ilsal nitro (gr. 10-30), entro beveroni di decozione di malva, ai quail si possono molto ulil-inente aggiungere farinacei. La cura locale dovra consistere in iniezioni ammolienti (acqua di malva), edin iniezioni astringent! (solfato d! zinco 1-2 gr. in 100 gr. d'acqua di fonte), quando non seguisse a tempo la ci-catrizzazlone delle singole vescicole.
Nel caso die si sviluppassero noofonnazioni suppuranti od escrescenzo di varia natura, allora si poträ anche ricorrere alle iniezioni cateretiche o caustlche (allume usto gr, 10 in 1(2 litre d'acqua; oppure nitrato d'ar-gento gr. 2 in 100 gr. d'acqua).
Sulle parti esterne tornano elflcacissime le polveri assorbentl, come quella di carbone, ecc; in tutti 1 casi perö, ciö die importa maggior-mente e un'accurata pulizia degli organ! genitali, die sono diventati sede del morbo.
Morbo coitale maliono. Oravlssima malattla e cotesta, il pift delle volte mortale per gli animal! die ne sono colpiti. Essa e pun* caratterizzata da spcciali lesion! degli organ! genitali de! cavalli desti-nati per la riproduzione.
11 morbo coitale viene appunto qualificato per maligno in virtü dello sue funeste conseguenze. Esso e contagioso e fu visto doniinare in modo sporadico, enzootico ed epizootico. I prim! ad accennare a questa malattla furono Ammon e poi Dickhauser, i quali la descrissero nel 1796 siccome dominante in Russia.
Ne parlarono piu tardi Hering, Panizza, I'ilwax, Maresch, Dayot, Trdut, Perosino, Oreste, Rivolta ed altri distlnti cultor! della scienza veterinaria.
11 morbo coitale maligno venue osservato doniinare sotto forma enzo-
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5tnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;MDUDO C()IT\LK, BIPILIDE EQU1NA, MAI.ATTIA DI ANNOVKU
otioa ed eplzootica nelle varle region! ilelln Germania, In raoltl paesi-della Russia, in Svizzora, In Fraucia e neiritalia sottentrioualo.
Venne pure frequentemente descrltto sopra i oavalli nell'Algeria, e si rltiene generalmente come malattia esotlca, orlglnarla dell'Africa e del-l'Asia. Essendo essa malattia contaglosa, rlpete necessarlamente la sua causa da im virus, 11 quäle c flsso nelle vescicolo, ma di natura finora Ignota. Si sa |)er(') cho ö capaco di produrre 1 suoi l'unesti effettl sufjli aniraali rlproduttorl, opal quäl volta puö effettuarsl la oontaglone ed insorgono condizloni favorevoli allo svlluppo e propagazione del morbo,
II virus si trova concentrate nol contenuto dollo vescicolo, delle pustole e delle ulceri, le quali hanno sode ordinariamente sulla mueosa dofdi organi genltali; raolte volte perö e diflicile stabilire la vera sede del virus, quantunque sla tnolto probablle ehe esse si locallzzl nelle parti In cui si (brinaiio piü Intense le lesioni.
So si fa astrazione del pochi casi In cui 11 morbo coitale si svlluppa spontaneo, ö quasi serapre l' aecoppiamento de^li anlmall malati, o ehe presentano la malattia allo state di ineubazione, col sani la causa della trasmissione e diffusione del morbo coitale mallgno,
11 periodo di ineubazione e perö molto incerto, e fü osservato esten-dersi da 2, 5, 10, 60, 70 giorni, e, secondo Trelut, sarebbe state constatato di un periodo di tempo aueora molto maggiore (da :30() a 040 giorni).
II morbo si svlluppa spontaneamente o per contaglone.
Lo svlluppo spontaneo della malattia sarebbe dimoatrato dalle osserva-zioui fatte da Warneke, da Strauss e da Busse.
Warueke e Strauss raccoiitano iuCatti di cavalli e cavalle cho caddoro malati senza essero mal stall aecoppiati con iinlividiii iuletti; Busse dice di aver visto uno Stallone ammalaro di morbo coitale e morirne, senza aver coperto cavalle Inlette.
La coabitazione di animali infetti con altri sani venne pure osservata quäle causa di cantaglone, e Weber e Maresch narrano l'atti in appoggio di questo modo di trasmissione del morbo.
Si puö quindi avere lo svlluppo del morbo coitale mallgno spontaneo I)er condizloni particolari non ancora ben note, o per contaglone; queata si effettua comuneraente coll'aecoppiamento, e qualche rara volta anche colla coabitazione dei malati col sani.
Pare ehe la razza abbia anche una speciale iniportanza nolle svlluppo della malattia, e si e quasi aempre viato ehe i cavalli di razze nobill aono a preferenza colplti; coal, le enzoozie ed epizoozie del morbo coitale maligne vennero particolarmente descritte sugli stalloni e cavalle inglesi, arabi, prussianl, russl, ecc. Queata malattia non guarda all'etä, e no furono osservatl colplti indill'ereutemente giovani, adulti c vecchi, o Busse narra del trapasao del morbo In questione anche sui castrati.
Naturalmente, come per tütte le altre malattie contagiose, 1 cavalli non presentano aempre la stessa prodisposizione a contrarrc 11 morbo coitale mallgno, o si e osservato ehe eziandio oolPaccopplamento di infetti, con individui sani, non sempre si trasmette la malattia.
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Mouno corr.vr.E, SIFIUQB kquina, malattia m annoybbnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;60
Pattl ehe (limostrano rimmunilü di cui godono corti cavalli o oavalle Temioro raccolti da Haubner, da Wamake, da Jossen, e lt;la allri. Vi haiiiui poi anlmali nei quail, auclie ooll'accopplamento con iadividui infettl, si trasmetto beasl la malattia, ma questa assume forma leggera, e hU In-lonni guarlsoono con molta f'acllita in un tempo piü o meuo lungo. Debraquo; besi pero avvertiro die qualche volta cavalie e stalloui si presentano apparentemente guarltl, mentre In realtä nol sono; Imperocchö, mess] In rapporto con altri sanl, ne oomunloano la malattia, quasi sempre gravls-slina. I latti clinici hanno diinostrato die tali soggetti possono consorvare attivissimo e latente 11 virus per amii iuteri, e diventave pel ess! stessi vittima del naorbo piü malignamente recidivo,
Inbsp; sintoml vogllono essere distinti in generall e locall, I prlmi si con-fondono spesso con quelli di altri raorbl infettivi. Quando perö la malattia Insorge per contaglone, prima della comparsa del sintoral general! si verlflca un sense di prurito e di bruciore agli organ! genitali, senza die percio Tosservatore possa Tare su di essi grande assegnamento. Gli anlmali Infettl presentano ordinariaraente appetite variabile e capriccioso, si lanno melanconici, pei'dono la consuela sivacitä, e si manil'esta lore una debolezza nolle forze muscolari; qualche volta si osservano tuniela-zionl Indolent! all'lpocondro, chlazze al perineo (Perosino); nella maggio-ranza del casi perö sono presto colpiti da eruzioni passeggiere sulla, raucosa degli organ! genitali e da tumefazloni limltate al derma, circolari, a bordl ben distinti, di varia grantlozza, specialmente sulla cute della groppa; altre volte compare molto presto la tuinelazione odematosa del prepuzio (Fischer).
Generalmente dopo 10 a 12 giorni dalPavrenuta invaslone gl! animali, oltro aU'essere tristi, presentano edemi in varie region! del corpo, ov-vero paralisi o centemporanoaniente lesion! agli organ! genitali.
IInbsp; virus del morbo coitale esercita uu'azione speciale sul sistema nervöse ceutralo, per cni neu tardano a inanil'estarsi i sintoml di un affle-volimento nolle forze muscolari, ed anche di estese paralisi: non sono laute rar! i casi in cui il morbo si manifesta d'un tratto con paralisi , senza die si facciano osservare sintoml local!.
I sintoml local! vogllono naturalmento essere distinti in quelli die ap-partengono agli stalloui, e negli altri die sono proprl delle cavalie. Sembra perö ehe nei due sessi si Inlzil un vero processo neol'ormativo particolare, 11 quale dapprima si rende manifesto con rossere e tumefa-zione delle parti.
Nolle slallone allquot; iperemia succede la comparsa di macchiette rosso alle quail poco dope tengon dietro sollevazione deirepidennide ed opitelio. Si formano per tal mode al ghiando ed al pene delle vescicele o del no-dulin! die presto si esulcerauo e producono ulcer! piü 0 mono prolonde. Intanto anche le parti eircostanti ed attinent! possono diventar sede di lesion! le piü diverse; cosi il prepuzio si presouta tumefatto ed edematoso, caldo e dolente; il piü delle volte questa tumefazlone si estende lino ai testiceli, qualche volta invoco e soltanto edematoso le scrote.
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50nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;MOUliO COITAI.K, SIFIIilOB EQUINA) M.U.ATTI.V 1)1 ANNOVEl;
Purono osservate abbastanza diffuse sulla polio dl quosto parti dollo vosolcole o ilelle uloeri talvolta oonfluenti In modo lt;la peggiörare la gravity ilolla malattia, L'uretra dlyonta per lo jüü sode di un prooesso caraquo; tarrale; ma non sono rarl gli copy;sempi di uloeri nol canal uretrale stesso. I sintomi di turaefazione al prepuzlo, al gbiande, ai oorpl cavernosl ed allo scroto possono scomparlre o rlcomparlre In breve tempo.
Quando gli stallonl prosentano gia bon marcati i sintomi locali del morbo, dlfllcilmente si trovano In grado di coprlre con frutto lo cavalle. Ail ogni modo, merlta di essere rlcordato 11 caso rlferito lt;la Strauss, di uno Stallone oho cadde malato di morbo coitale, o mori dopo aver co-pen a una cavalla infetta senza presentare fenomenl dl qualche impor-tanza agli oi'gani genltali.
Nelle cavalle si nota ordinarlamonte iperemia della mucosa vaginale, la quale ora aumenta soltanto la produzione dello scolo, altre volte in-vece e seguita da edema della mucosa, die si presenta tumel'alta e do-lenle con diffusione dollo stesso processo morboso alle labbra della vulva.
Sussegue ordlnarlamente la formazlone di vescicole e di ulceri in numero vario snlla mucosa indioata. Dapprima lo cavalle si mostrano sovraeccitate e qualche volta serabrano andare in caloro. Pustole, vescicole. erosloni e specie di chiazze si osservano non solamente sulla mucosa, ma ben anco sulle labbra della vulva e del perineo.
Oltre i sintomi imlicati e particolari del sessi, vo no hanno ancora altri di grande valore pel diagnostico del morbo coitale in discorso. Tra essi merltano speciale menzione o sono quasi sempre caratteristici la sensibilita grandisslma della spina dorsale, esercitando pressione colla mano sulla regione lombare o sacro lombare, e sacro coccigea, fxli ani-mali soffrono straordinariamente e s'accosciano flno a terra. Non man-cam) quasi mai la debolezza del treno posteriore, la rigidity ed il bar-collamonto deiranimale quando si la cainminaro. Sono pure di particolare Interesse le tumefazioni ehe vagamente si osservano nelle diverse re-gloni del corpo; cosl alle ghiandole linfatiche inguinali, alle articola-zioni, ad una parte limitata del dorso, alia groppa o a tutto un arto. L'appotito diminnisce, il p(do si scolora e lt;x\i aniniali diventano sempre pin magri, finche arrivano ad un vero state di marasmo.
A questo punto, t! talvolta assai prima, i cavalli assumöno una fisio-nomia triste, languente, e sono colti da paralisi del treno posteriore oppure anche di un solo arto. Talvolta si verificano paralisi di altre parti del corpo, e la clinica ha reglstrato casi molteplici con lesioni le piii disparate, ehe si manifestano con disturb! funzionali del sistema nervoso.
11 morbo coitale maligne, ha quasi sempre corso molto lungo e dura flno a 3, 5, H mesi, e talora anche anni; tormina ordinariamento colla morte, e le perdite si caloolano fine al 70 0|0. Le gnarlgloni succedono piu facilmente nolle cavalle ehe non negll stallonl. Laurin cita il caso di 131 cavalle colpile dalla malattia, delle quali öt; morirono e 47 do-vet tero uecidersi come incurabili. Tuttavia si danno casi di guarigione, e .lessen su 24 puledri malati ne vide morire 5, gli altri guarlrono tutti;
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I
In.-
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MMRlio OOITALE, 8IFLLIDB EQÜINA, MAr.ATTIA IJI ANNOVHRnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;57
sopra 174 Infettl, 95 socoombettero, 71 dovettero essere venduti, lö fu-rono ucoisi laquo; 13 soprawlssoro iacoluml.
Talvolta la malattla assumo \m andamsnto subdolo o, come si suol dire, larvato, per cui si posspno giudloare guariii del cavalli ohe in vorita nol sono, d'ondG ima causa di ditfusione dolla malattia.
La oura riesce il piü delle volte Infruttuosa; ma perohö ossa possa pro-durro tutli i vantaggi deslderabill, fa d'uopo applloarla generale o locale.
La oura generale vuol essere ancora distinta in profilatticä e tera-pentica. La prima ha per iscopo dquot; irapedire Iquot; sviiuppo della malattla in paese, di irapedirne la dlffiisione una volta ohe si sia sviluppata, e di evitare Inflne con una convoniente alimentazione e governo le ma?-giori perdite.
Alia prima Indicazione si soddisfa procedendo ad una rigorosa visita dogli stalloni e cavalle ehe si vogliono acquistare all'estero. Sc si tratta di evitare l*importazione delia malattia in una mandria, la visita vuol essere egualmente rigorosa per gli stalloni e per le oavalle di nuovo acqnislo. ll semplice sospetto ehe gli oquini da comperarsl o da impor-tarsi abbiano sofferto la malattia, deve assolutamente farii rospingero, essende dimostrato ehe, dope un anno e piii dell' avvenuta guarigione dolla malattia, possono talvolta ancora trasmetterla per mezzo dell'ac-coppiamento,
I proprietari sono tenuti ad avvertire Ig autoritä ogniqualvolta si svi-luppano casi della malattia; il medico veterinario 6 in obbligo di riferire sui casi awenuti e di proporre le mlsure di pulizia sanitaria richleste. Quindi gli asini stalloni, le somare fattricl, le cavalle ed i cavalli stalloni inlbtti vogliono essere sequestrati ed isolati completamente dai sani, Questi debbonsi collocare in stalle igienicho, ovo saranno per un certo tempo sorvegliati, acciocche non abbiano a manifestarsi altri casi senza ehe le autoritä non ne siano prontamente avvisate, trattandosi di una malattia contagiosissima, per la quale la legge prussiana prescrive, per es., ehe gli stalloni non possano piü serviro alia riproduzione se non dope tre anni dall'awenuta guarigione. Si rende percio necessario un marchio speoiale daapplicarsi sui cavalli malati, sui sospetti esui guariti.
I malati si sottopongono a cura in luogo appartato, ovo non possano infettarno altri, sotto la continua sorveglianza del medico-veterlnario coadiuvato dall'autoritä. Questa poi 6 in obbligo di avvisare gli alle-vatori della comparsa del morbo e di far eseguire tutte le altre misure igieniohe suggerite dalla circostanza.
Quauto alia cura generale interna essa vuol ossero sovratutto ricosti-tuente. Vengouo per ciö raccomandati i ferruginosi, i tonlci e gli amari, come il lerro rldotto COll'ldrogeno, il perossido ed il solfato di ferro, il decotto di genziana, Vartcmisia vulgaris, la decozione di scorza di quer-cia, di salice, di china-china, ecc, massimc quando comincia il dima-gramento, 0 si e giä iniziato il marasmo.
Per combattere i slntoml nervoal sono raccomandati la valeriana, la canfora, rarnica montana, ecc.
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58nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; PNEUMONITE DEI OIOVANI VITELU E MAIAI.ETTI ECC.
II Trelut ebbe ottimi risultati dairamministraziono dell'acldo arsenloso nelle sollte ilosi.
La oura locale si i'iduco a lozioni e ad iniezioni niolliiive, alia com-parsa della raalattia; all'appUOazione di astrlngentl e catoretlol, come la döoozlone di querola, di china, soluzlonl allungate di aoldo tannico, di solfato di zinco, di nitrato d'ai^ento, eco. Llaquo; ulceri estorne si cauteriz-zano col nitrato d'argento o col solfato di rame.
Inbsp; cavalli od aslnl guarltl non dovrebboro essere riammessi all'ufflolo di rlproduttori so non o trascorso priina un anno alincno dalla consta-tata guarlglone completa della malattia.
Nel caso die si verificassoro dello morti, i cadaver! infettl dovrebbero essero sepoltl Intieri colla pello taglluzzata, alia profonditA di 2 metri, avvertendo di versarvi sopra calce viva o meglio ancora del cloruro di calce. Quando si volessero utilizzarne le pelli, queste dovrebbero disin-fettarsi lasciandole 12-24 ore in una soluzione di acido lenico 1 p. 0|0 oppure in una soluzione di sublimato corrosivo 1 p. 0[00. Le carni cotte diventano innocue; perciö possono nlilmente adoperarsi quail materie di concimazione.
Le stalle inl'ette e tutti gli oggetti ehe furono a contatto dei solipndi nialati vogliono essere disinlbltati accurataniente inedianie acqua bol-lenle, liscivia pure calda da 70-80quot; c. almeno, acido solforico, cloridrlco o fenico nol rapporto deii'l p. 0[0.
IInbsp; medico-votorinario, i proprietarl ed i custodi degli aniinali debbono aver cura di lavarsi bene le niani nelle menzionato diluzioni autiseUiche prima di recarsi a toccare altri cavalli od asini sani.
La malattia non e trasmessibilo all'uomo.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Tlntura dl mlrra.........gr.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;15
Acqua di calce.........raquo; 00-120
Per Inlozloni.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Aubner).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Salvia.............gr. 00
Acqua ^r. 1080 e fa inl'nso.
Allume crudo........... raquo; 15
Per Iniezioni.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Förster).
.'!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Plori dl sale ammon. marz.....gr. 4 a 8
Polv. dl rad. dl oltea.......raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 30
Ac(|. q, b. per f. elettuarlo.
Da somminlstrarsi li a 4 dl tall dosi. Ognl 4 ore una dose.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Jessen).
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16. Pneumonite dei giovani vitelli e maialetti (1). Pneumonite dei neonati bovini e malalini.
A Castel Apertole, sulle fini dl Livorno Vercelleso , nella tenuta del. Imca di Geneva, condotta in afflttanza dall'ing. Candido Poggio, ha do-minato per oltre 20 anni, una forma particolare di pneumonite, ehe fece
(1) E. Peruoncito, Sulla pneumonite dei neonati borini c suini, maialetti e mlellinipoppanli. Torino, 25 noveinbru 1884.
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PNEUMONITE DEI GIOVANI VITRI.M E MAIAI-KTTI ECC.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;5amp;
stragö noi vltellini e malalettl appena natl c poppanti, nei prlmi ire mesi della loro vita.
Questa raalattla si ö svlluppata In modo \mio dapprlma, con poche pordite, da non destare apprensionl e passare quasi inosservata. Ma la
sua iutensitä cr(gt;bl)c in seguito rapidanionto, al punto da produrro una mortalita del 10, 15, 20, 30 per 0(0 ; dal 1881 al 1884 la malaltia assunse tale propoi'zione da allarmare granderaente, essendochö nell'anno 1883 sopra 86 vltelli, soltanto 2G si poterono allövare e portare fuori perl-colo del gravoslsslmo morbo. 'J'utti i aeonati bovlnl si infettavano della raalattla e si trovavano cosl minaoolatl nei primi tre mesi della loro vita, durante cioö tutto il periodo dell'allattaraento.
La malaltia era essenzialraente locali/.zata alia tenuta di niille ettari circa; in nossuna delle circostanli, pur esse molto ricclio di bestiame, venue flno allora mal osservata. Si mantenne enzootlca e si ritenne dovuta a cause diverse , specialmonte alle qualita del foraggi cho si irovauo nei pascoli. La stessa raalattla ebbi occasione di constatarla (juindi in diverse locality, del Piemonte e partlcolarraente nol Saviglia-nese. Essa ö di natura infettiva, ed essenzialraente dovuta ad un mi-crococco particolare grosso poco meno di un millesimo di millimetro , isolato, a duo (diplococchi), a tre, piü di rado a forma di catenelle, ehe coltivato nella gelatlna del Koch le vegetazioni assumono colorazione giallo ambrato e la forma di chiodetti a grandi masse; esso si puo col-tivare eziandio nell'agar agar, nei brodo di polio e nell'urina neutra. Tale raicrococco, dai polmoni dei malati, viene eliminato col prodotto di espettorazione medianto la tosse o lo scolo bianchiecio nasale e si dlffonde sulla greppia, sui muri delle stalle, sul foraggi, e sulle mam-melle stesse delle vacche. Questi micrococchi e diplococchi, si riscontrano identici nei muco pus nasahs e nei polmoni dei malati, con quelli die si ossorvano nei sudieiume della greppia e nella furfura delle mammelle delle vacche. Che siauo questi micrococchi causa della malattia lo dimo-strano in modo evidente le prove da me fatte coll'effloace concorso del Miihstero di Agricoltura. In 4 diversi vltellini, avendo innestato i pro-dotti delle colturo purissime del micrococco ambrato, ottennl in tutti lo sviluppo della piü caratteristica pneumonite dei giovani vitelli. Che poi non siano causa diretta i pascoli, lo dimostra meglio il fatto, ehe i raaia-letti si infettano della stessa malattia, solo perche si alimentano cogli avanzi del latte delle vacche.
I vitellini ed i malalettl, appena natl 0 pochi gioml dope la loro na-scita, sono colti da tosse secca, profonda e stentata, cho va aumentando di intensity e i'requenza, sebbene il vitellino conservi ancora I'appetito, la vivacitä e tutta 1'apparenza di un animale sano. Ala dope 8-10-15 glornl la tosse diventa molto frequente, il pelo dritte e scolorato, rani-male rifluta I'alimento, dimagra, si la triste, eon frequenza di reäplro, orripilazioni e lebbre. Cosi, la malattia, va graduatamente aumentando,. la bocca si fa bavosa, dalle narici cola inuco-pus notevole, I'occhlo si presenta infossato, 11 dimajrramento jraggiunge lo stato di marasmo od
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60nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; PNEUMONITB DEI QIOVANI VITKI.Ll V. UAIALGTTI KCC.
i viidliiii soccombono, tnalgrado ilt;! plfi pazlentl eure, Se vlene ritarlaquo; data la loro morto, il corteo del sintomi accennatl si fa vedere anche |)iii tardi: all'eta di 1. 2 o ;i mesi i vitellini diventano tristi, mara-smatici, con tosse sempre plü frequente, secca o dolorosa, respirazione breve, ranlmale tiene ordlnariamente la bocca aperta, il collo alluagato, la lingua sporgente, il labbro inferiore bagnato ili hava visolda, rifluta l'allmento o coi siulomi dl una grave dispnea nuiore,
Noi casi piü favorevoli Invece, la malattia compare lieve lt;; percori'e piii omenorapidi i suni period) per tenderea guarigione; oppure, dopo im pegffioramento notevole, uii aalmali miiiliorano, diminuisce loro la tosse, aumonta I appetite e guariscono. Se pol i vitellini arrivano ad oltrepassare i tre mesi d'etä e quindi anche il periodo dell'allattamento, ordlnariamente guariscono, sohbeue la tosse conlinui ancorapervari iiK^si; essi migliorano in modo progressive, aumentano l'appetlto, diminuisce la tosse, lostato di nutrizione sl fa sempre migliore e sl ristabiliscono com-pletamente coi soli mezzi, di cui dlspone il gioviue organismo.
I vitellini riacquistano presto belle forme, uno sviluppo promettentis-simo, diventano molto robusti, e tanto i maschi quanto le feminine corri-spondono generosamente alle eslgenzedel proprietario, costituendo i primi ottimi buoi da lavoro od eccellenti tori, le seconde buone e rimuneratrici vacche da razza. Ond'e ehe i vitellini superstiti vengono conslderati siecome resistentissimi,
I vitellini, ehe soecombono per la malattia hanno ordlnariamente un'etä compresa fra un mese e due mesi e mezzo, e le lesioni ehe presentano sono sempre le medesime. Esse sl limitano al polmone, malgradoche delle it)e-remie secondarie, dovute agil aecumuli di essudati, si veriflehino in punti diversl della mueosa respiratoria. Muco-pus colante dalle nariol, rieco dl micrococchl, iperemia intensa in taluni punti della mueosa nasale, la trachea ed i bronchi ripieni lt;li un muco-pus spnmoso, bianchiccio, con str'ie sanguigne; epatizzazione di ambedue i lobi anteriori del polmone e porzione del lobi posteriori; porzioue epatizzatadi grossezzae volume naturalcopy;, frialiile, dura, di color giallo carnicino o roseo-griglastro 0 rosso, col connettivo interlobulare non aumentato, e con tutta l'apparenza d'una pneumonlte atelectasica; sovente ancora focolai inflammatorll sparsi par-ticolarmente alia faccia inferiore o laterale dei lobi polraonari, donde si ostende il lavoro formativo. La superflcle del taglio della parte malata j'osso-scura, bianco-rosea o rosso-giallicela , od ancora grigiastro-bian-chiccia, a seconda dei vari punti per l'essudato costitulto di cellule purulonte o di fibrina, di ctdlule epiteliali e cellule linfoidi, solo o me-scolate coll'essudato flbrinoso, negll Infundlblll e quindi anche con ca-ratteri della pneumonlte grigia. La porzione del polmone ancora appa-rentemente sana, spesso con enflsema Interlobulare, piii o mono esteso, talvolta grandissimo. Le ghlandole llnfatiche bronchlali molto Ingrossate, tumido o rieche di linfa. Pericardio, pleure e cuore sonza traccia di prolaquo; cesso inflammatorlo, so si eccettuano le pleure costali, cho talora si presentano torbidiccie, appannate, bianchiccio, per la raecolta sierosa
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I'NKU.MOMTE DKl (1IOVANI VITKI.I.l K M.UAI-KTTI KCC,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 01
poco notovolo (lella cavilä toracica. Spesso nell'esooardo 6 sottosieroso oorrlspondeate traspalöno minute puntegglature, rosso come ecchimosi. L'ondocanlo scolorato, senza macchie o peiecchie. II fegato, la milza , ii pancreas, i renl, ii perltoneo, gli omentl norraall; stomaol ed intestlna llevemente pallldl, con trattl del tenue Iperemlcl e le ghlandole cor-rlspondenti turaeMte, grosse, bianchiccie o rossastre per Iperemla. Le ghlandole raesaraiche ingrossate, turalde, bianchiccie, costituentl una si)eci(! di cordone, lungo tutto I'intestino tenue e parte del grosso. Patti del preparati a fresco sopra quests ghlandole, rasohlandone la superflcie del tagllo, trovai In certo numero del mlorococchl e specialmente dlplo-cocchi, molto analog! a quell! del polmone malato e del muco-pus nasale. Per cui, giä dalle osservazlonl Istologiche si poteva stabilire ehe causa della malattia fosse xm micro-
cocco, ehe si localizza dapprimanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;^nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;2nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i
nel polmone e no promuove pro-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ^ ^ *nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 8 laquo; jnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i raquo;
eesso inflammatorlo, variamente intense, a seconda del punt!, enbsp; nbsp; nbsp; nbsp; %o laquo; ^
die, passato nel sangue, s'ar-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;....,.-.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ?£ 4-
resta nelle ghlandole llnfatiohe, w^''nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ^AJ'-'^it .
determlnandone 1'lngrossaraentonbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; K**^quot;***^.'.
e la tumefazlone.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;. . raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; '**lt;raquo; l*:u.V*''
Tale micrococco neu e pato-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;* . . nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;quot;^ OV1'quot;^
geno ehe pel vitelllnle, coltivato laquo;raquo; '''.#9632;quot;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;H.^raquo;'.^.,#9632;
nolla gelatina del Koch, come giä si e detto, produce una vegeta- Fw. 8. - 1.2.3. Mlorococchl trattl dal muco-pus
, #9632; 1 ji- r ,,., ,;.,ii,,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; di vitello nncunionico. 1. Micrococchi ambrati da
zlone a chiodett di un f:iallo-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;,. *
0nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;una coltura.
ambrato elegantlsslrao. Sono del
micrococchi plccoll, sferici, disposti a due, a ire e piü, sotto la forma talvolta di catenello. Inoculati nel polmone di vltellini da latte svilup-pano la pneumonite studiata eon tutti i suoi caratterl tlplcl, tanto con-siderata dal punto lt;li vista ciinico quanto dal lato anatomo-patologico. Questa forma di pneumonite none perö Tunica ehe alFetti i vitelllnl. Anzl, sembra ehe parecchie (brine possano dorainare, piü o mono intensa-raente, con grave danno dell'industrla del bestiame. Cosi GrlfiFa di Cari-gnano, nel 1868, aveva giamp; offerto occaslone ai dottori Gastagna e Rodlna di fare qualche osservazlone sopra una pleuro-pneumonltlde sempllce, quasi sempre mortale, nei neonati bovlni, ehe si complicava eziandio con peri-cardite della stessa natura (1). Nel 1880, lo stesso Grifla mi portava polinoni di vilelli, morti di una forma di pneumonite nodulare, ehe rico-nobbi dovuta ad una speciale forma di bacilli immobili, di varia lun-ghezza, talunl lunghisslrni, artlcolatl, ch'io rltenni causa della malattia, denominata perdö pneumonite nodulare bacteriosa nei vitellini (2).
(1) Roixn-v fiAsi'AiiK (j Castaona Benedktto, Delia pneumonite nei neonati e della pneumonite cssKdaiirti. oonlaffiosa, ll Med. Vet,, Torino isfis. (8) E. Perronoito, tparassilidell'uoino e doffli an/'in-iii utili. Milano, iss^.
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02nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;PNEUMOMTE DEI UIOVANI VITEIJ.I E MAIALETTI ECO.
Una analoga osservazlone ho potato ripetorla quest'anno sopra un polmone portatomi dallo stesso slgnor Grifla. Nella trachoa e bronchi vi si riscontrarono numerosissimi i (ilamenti bacillari niolto lunghi o rigidi, como del pari si osservavano gli stessi elementi noi noduii polmonari.
Nel settembre 1884 i dottori Morano cd iiRoletti, ehe vennero a tro-yarmi in laboratorio, ini parlarono dl una pneuinonite dominante nei glovanl vitclli, ehe, in lahme annato, conduce a morte pressoche tutti i neonati nei primi mesi delia loro vita e del loro allattamcnto. DalTanda-mento e lesioni ossorvato dal predetti distinli pratici mi c sembrato trat-tarsi delia pneumonlte studiata a Oastel Apertole. Spetta perö ad ulteriori osservazioni lo stabilire i rapportl fra riuesto diverse forme pnoumonicho dei neonati bovini.
Quanto alia cura, a Oastel Aportole, dopo aver provato di tutto cd inu-tilmento per la cura doi vitelliui poppanti, sl e fatto ricorso, con successo, ad im setoncino alia giogaia, applicato poohi giorni dopo la nasolta, o megllo, appena comparivano i primi sintomi delia malattia. Questo setoncino, ehe il 1)' Ohlaria chiama preventivo, si animacon unguento basilico, polvero di cantaridi ed elleboro nero polverlzzato, e lo si mantiene per molto tempo (dal 3deg; o 4deg; glorno dalla nascita flno al 3'quot; meso di eta), rinnovandolo e rianimandolo, so oecorre. l^ovcsi poi badare di mante-nerlo sompre beu pulito dalle possibill infiltrazioni e raccolte di pus, ehe potrebbero diventare focolaio di septicemia, o pioomia mortali.
La cura vuol essere iglenica ed appoggiata sulle propriety differentl dei microorganismi ehe ne sono causa. Kssi godono press'a poco delle stesse proprietä del micrococchi del cholera dei polli e nmoiono presto In diluizlonl di acldo solforico, di acldo clorldrico o di aeido fenico 1 p. 200. Per cio, la pulizia aecurata delia stalla e le lavature delia greppia e delle pareti in rapporto coi vitelliui, delle mammolle delle vacche colle dilui-zioni aeide indicate valgono a preservaro i neonati vitelliui dalla malattia. Tratlaudosi dl malattia contagiosa bisogna ovitaro rintroduziono di vitelli malati in stalle sane, ove si trovano glä altri vitolli.
1 malati debbono essere tenuti in luogo appartato, govornati da indi-vidui ehe uon abbiano rapportl coi vitelliui sani.
Siccome per la cura diretta sembra ehe a nulla servano le sostanze medicameutose, cosl bisogna limltarsi a sostenere le forzo deH'organismo. A questquot;uojio Ting. Rodolfo Sella ha sporimeutato utilmente l'urlna umana t'resca 2-3 volte al glorno, alia dose di li2-l bicchiere. lo credo ehe con-verrebbero 11 sal dl eucina aggiunto al latte bollito alia dose dl 20 gr. per ogni litro, e le amministrazioni a 1[2 bicchieri dl deeozioni di gen-zlana, dl tanaceto, di assenzlo, dl angelica, di salvia, ecc. coll'agglunta dl sal comune. E necossario poi sostenero per quanto ö possiblle le forzo deU'organismo.
Nei maialetti flnora uon si e riuscito ad ottenore nulla di notevole. Perclö i casari, fiu dal 1805, niandano le scrofe a sgravarsi in altro tenute e non ritirauo i maialetti so non dopo rallattameulo, epoca, in cui non si ammalano niü.
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PNBUMONtTB DÜSL OAVALLOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 03
Lo carni possono venire sonza incoavenionti utillzzato o le pelli, disin-fotlato colla stessa concia, costituiscono im materialo non disprezzabile.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Sale del Glaubero..........gr. 50
Nitrato di potossa.........raquo; 30
Scio^fli in aoqua di tonte . ,.....raquo; 500
Da Bommlnlstrarsi un ouoohlaio ognl tre ore.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, I'olvero di fieri di oamorailla.....gr. 30
Acido lonico...........raquo; 2
Farina cd aoqua q. b. por f, olot.tuario.
Da sonmiinistrarsi in tro volte nella glomata.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Tartaro stiblato..........gr. 2
Nitrato di potassa.........raquo; 10
Aoqua di tonte 1 litro. Da somministrarsl a ouoohiai.
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17. Pneumonite del cavallo.
Nel cavallo, aslno o mulo e piuttosto frequente una pneumonite crupale a nodi o focolai di varia grandezza, sparsl oppure confluent! e molto #9632;estesi ehe sposso terminano colla oangrena dol polmone. Questa malattia produce perdite notevolissime; si sviluppa talvolta sporadica, si fa spesso enzootica e non sono rare le anuate in cui si verilica epizootica. Si tratta di malattia inlcttiva contaglosa dovuta ad un micrococco particolare, niolto grosso, sferlco od ovoidalo, isolate o a due (di[)lococco), a tre, raramente rlunlti In catenelle maggiori, clrcondatl spesso da un alone gelatinoso ehe ripete la forma della capsula del pneumococco dell'uomo. Talvolta due, tre, quattro cocchi si trovano fusi assiemo a costituire un bactero, csso pure circondato da un alone chiaro, molto analoge a quelle forme osservate dal Friedländer e ehe autorlzzarono lo Zopf a denomlnare il pneumococco dell'uomo Bacterium pneumoniae crouposae. lo ho dc-nominato quelle del cavallo BaGteriv/m pneumoniae crouposae cqwi. Questo si motte in evidenza nei tossuti modiante la colorazlone col me-todo di Gram, eioe si fanno i proparati por essiccamento, o in fine sezioni, a seconda ehe si csaminano le sostanze fresche o indurite nell'alcool, o si colorano col liquido dell'Herllch ; si lavano dope coll'acqua, so no flssa il colore colla soluzione iodica iodurata, poi si lavano in alcool assoluto por montarne i proparati col balsamo del Canada, o colla vernico di Arnar.
II pneumococco del cavallo si moltiplica in gelatina di Koch a forma di ehiodotto, eon caseinotto o eapocchia suporiore od altra forma a seconda della compattezza della gelatina, di color bianco debolmentc gial-liccio opaco, quasi eeroo. Esso o inoculabilo nel eoniglio e nolla eavia; e nei solipedi, in innesti ripotuti, ho osservato ehe produce costantemente noduli di pneumonite empale nel punto d'innosto. Nei conigli o eavio ehe morirono in seguito a plcurite, pleuro-pneumonite o peritonite da innesto dol bactcrio della pneumonite del cavallo, si e riscontrato sempro
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C-lnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;PNBUMONITE dkl cavallo
ancora il mioroorganismö speolflco ael sangue, per cui sarobbe dlrao-strata la natura infettlva della malattla (l).
La pneumonite empale si manifesta noi sollpedl con brividi fobbrili, svogliatezza, difflcoltA di resplro, polso accelerato, da prima duro e pieno, pin tardi piccolo e frequente, 60-90 pulsazionj al mlnuto; temperatura rapidaraonte alta ehe si mautiene con lievi osolllazioni [dl qualche de-cimo di grade) a 40quot; 1(2 a 41deg; \\2 centigradl flao a 42quot; per discendore rapldaraento alia temperatura normale o anclnraquo; al disotto della temperatura normale dopo 8-l()-]2 giorni, quando cioe si verlflca la guariglone della malattla. La respiraziono e frequente, coda, addominale ed acce-lerata: 70-80 lino a 120 respirazioni al minute; le narici allargate, la testa distesa .sul colle. La tosse dapprlma secea, profenda, stentata, si fa piü tardi uniida. Colla percussione si sente la inatita del polmone nei punti in cui si e iiia maniiestata la epatizzazione. Coll'ascoltazione si neta un rumore cricchiante, e la maucanzadel raormorio respiratorlo. II polso e ordinariamente piccolo e frequente,
Le porzioni antero-inferlori del polmoni sono le piü frequentemente malalo e si nota dapprima tumefazione del polmone da epatizzazione rossa, alia quale sussegue la grigia dovuta all'essudato flbrinoso ehe si raecoglle specialmente negli alveoli polmonari,
Quando la malattla volge ad esito infausto, cioe succede la cangrena del polmone, si sente alito fetente, qualche volta scolo di odore ribut-tante dalle narici, I'animale si presenta spossato con battiti del euere piü forti del normale, polso piccolo, respirazione sempre pill accelerata e eorta; tiene le gambe davanti divarieate, il cello allungato, la tos.se si fa piii frequente, 1'inappetenza maggiore, linche cade e muore.
La morte avviene |)iü frequentemente dal 3deg;, 4quot;, 5deg;, 1quot; ed 8deg; giorno.
AH'autopsia si trova il polmone iperemico, in/.uppato di sangue, con punti di epatizzazione piü o mono estesi cangrenati, ne^li alveoli polmonari essudato flbrinoso, seventi emorragico, nei piccoli bronchi essu-dato della stessa natura.
La polmonite, particolarmente nei muli , 6 sempre grave. L'animale dovra mantenersi in scuderia asoiutta, ventilata, tranquilla e fresca.
Nei lu periedo della malattla giovano eziandio i salassi, il tartaro stibiato, i sail diluenti, il carbonate di potassa, il sale ammoniaco, il solfo dorato d'antlmonio.
Quando si tome o si o gia iniziata la cangrena, si raccomandano 1'acldo fenlco in boll, :] a 4-6-6-8 gr, al giorno, o 1'essenza di terebentlna pure in boli (50 a 60-70 grammi al giorno).
l. I'r. Carbonato dl potassa........nbsp; nbsp;gr, 2-B-8
Polv, di baoohe dl ginepro.....nbsp; nbsp; raquo; 30
Far. ud aoq. q, b. per f, eiettuario.
Da darsi ad tm cavallo una motiv il mattlno c i'altranbsp; la sera. (Förster)
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(1) v.. Perroncito, Ti pneumooocco del cavallo o meglto il Bacierinm pneu-moniae crouposae equi. 'i~ febbraio ISSS^
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POLMONEA o POLMONGRA, PERI 0 PLEURO-PNEUMONIA ESSUDATIVA E00. 65
^.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Sale ammoniaoo..........gv,nbsp; nbsp; 15
I'nlv. di pad, ili altoii........#9632;gt;nbsp; nbsp; nbsp;30
EsWatto ill ilinif;ile.........raquo; l
Fai'ina ed ai'qua q, b. per ftirne elettuario.
Do ilarsi una moiii al oavallo il mattino e I'altra la sera.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Foerster).
'.'i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Solfo dorato di antlmonlo.
Calomelano...........ana gv, 8
I'olv. di 1'oglie di glusquiatno
raquo; ili radico ill liqulr....... gt;gt; 00
raquo; di radico di altca...... raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; l!ii
Acqua q. b. per I', elettuario. Da ilarsi ogui duo ore al cavallo od al buo la quarto pane. (Hertwio).
-l. Pr, Tartaro stlblato...........nbsp; nbsp; gv. I
Rstratto gommoso d'oppio.......nbsp; nbsp; nbsp;raquo; (i
Polv. di liquir. o di gsnziana q. b. per Caronbsp; un bolo.
Da ripetersi, pel cavallo, 4-5 giorni.
18. Polmonea o Polmonera. Peri o pleuro-pneumonia essudativa contagiosa.
{Lungenseuche dei Tedeschl, Pdri2Jneumonie dei Prancesi).
Conosciuta In Italia (in dal secoloxvi, la polmonera 6 tnalattia propria dei bovini, clw. frequentemente si osserva in Piemonte, in Lombardla e Loraellina, come pure nel Belgio, Olanda, e Svizzera, in talune localitä della Prancia e della Germania, Essadomina in modo enzootico ed epi-zootlco: si diffonde talvolta grandemente, facendo subire gravlssime perdue al bestlame bovino, liii polmonera ö una Inflammazlone speciale del polmone caratterlzzata da notevole auraento di volume del viscere dovuta a neoforraazlone cellulare ed alia presenza di essudato flbrlnoso o a cellule bianche negii alveoli polraonari, nel tessuto intorlobülare e partlcolar-mente sulle pleure. Essa si accompagna ancora, negli ultimi period! della malattia, colla coagulazione del sangue nei vasi oho si distribuiscono ai polmoni, L'osservazione clinica ha perö diraostrato due forme di questo gravissimo morbo, rappresentato dalle stesse ed identiche lesioni.
Si sono visli talora insorgere casi isolati di peripneumonia essudativa senza ehe la malattia si comunlcasse agli altri bovini della stessa stalla; per I'opposto, si sono osservati bovini colpiti da polmonera ehe la dlffu-sero in breve ad altri della raedesima stalla. poi a quelli di stalle coi quali si avevano rapporti di governo, pascoli o mangime, e cosl dall'uno all'altro la malattia estendersl raalauguratamente a tut tele stalle di un villaggio e di un dlstretto, D'onde la distinzione di due forme di peri-pnemnonia, diverse ossen/ialmente nella lore natura, caratterlzzata dalle stesse lesioni polmonarl, colla differenza ehe Tuna e contagiosa, I'altra no: la prima sarebbe la vera polmonera opolmonera contagiosa, la seconda la polmonera semplice nan contagiosa.
La polmonera contagiosa e adunque una malattia speclflctt, la cui causa 'j Pehkosctio, Malattle degli antntati Jomestici.
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lt;)(! I'DLMUNKA 0 I'oI.MDMatA, PEUl Ü I'l.KIUO-PNia.MOMA BSSUDATtVA ECO,
essönziallsslma si ö voluto rlporla da Pools e Nolon In un virus o conraquo; taglo costitulto tlu mlprocoochi molto imalogiii a quolli (lella pneumouite crupale dell'uomo. Questi tnlcrococcbi Lisloderebboro noll'opitelio o nolle parti malate del polmonl, si moltlpllcherobbero anche nolle oolture aiii-flciali riproducendo cosl il virus plouro-pnoumonioo, oho ö slourarasnto
lisso e volatile.
Lustig ha notato quattro specie diverse ili mlcrococchi o hacilii dlsllntl cdu iiomi corrispondenti ai oarattorl macroscopici dollo colturo; cosi ha notato uua coltura fluldiflcante (di bacilli), una coltura blanca (di mlcrococchi), un' altra glallo d'oro (pure di mlcrococchi), ed una -1' coltura color aranclo (di mlcrococchi e bacilli!). Soltanto con quest/ultima coltura sarebbo rlusclto a svlluppare turaori in bovlni glovani, ehe guarlrono in uua qulndlcina di k'1quot;'quot;' (!)
Col Holt. Bordoni-Uffreduzzi, nel mio laboratorlo, si sono fatte dello colture col succo poltnouare e si ottennero vogetazlonl purissime di mi-crococchl, clio coloravano in blanco-opaco la gelatlna. L'lnnesto pom dlretto lt;li queste colturo nel polmone ili due vltelll deU'eta di 8 raesi circa, noii ci diode alcini risultato positive. Ad ogni modo, non puossi escludere la presenza lt;ii un virus, clio spero non si ritarderä a dlmo-strarlo nella sua natura o costituzlone,
Porcho la malattia si svlluppi, c perö sempre necessarla la predlsposi-ziono; la d'uopo cioe ehe il contaglo penetri in organisml proparati a ri-sentirne plii o meuo Intensaraente I'azlone: si rlchlede cioö la presenza del vims col concorso ili cause predlsponentl, Fra queste si annoverano generalmente un regime troppo abbondante in amblento con aria rare-Catta, calda lt;'il umlda, i pascoli uniiili ehe si oppongono ad una regolaro trasplrazione della pelle. II Lecoturler, ad es., dice di aver rlconoscluto ehe nei paesi del Belgio ed Olanda vanno frequentemente soggettl alia po-ripneumonla ([iiei bovlni ehe si pascolano lu pratl umldi, ehe siallmentano eojili avanzi della fabbricazlone della birra, oppure ehe si nutrono di t'o-raggi inolli, come si sogllon dire grassi, quail le erbe tratte dalle marcite.
Da uoi si vede pure domlnare la polmonera in Lombardia, Lomellina cd In Plemonte, specialmente dove si fa largo consume di erbe, o di foraggi verdi, molll, ecc, quail appunto sono i|uolli delle marcite.
Non si sa ancora so il virus penetri prlma nel sangue od aglsca priraiti-vamente sugll alveoli polmonarl, infettando pit tardl la massa sanguigna. in vitello fatto uccidero nel secondo stadio della malattia presentava i purl tnicrococohi bianchi nel sangue del cuore, in modo ehe si poterono moltiplicare in speciali colturo tanto nella gelatlna, quanto neU'agar-agar. in ogni case perö gli alveoli polmonarl di uno o piü lobullnl, di uno solo o del due lobi del polmone dlventano sede di un processo Inflammatorlo intonso, ma ad andamento lento, accorapagnato da un progressive au-meuto di touqioratura dell'organlsmo, da febbre continua.
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(1) A. Lustio Fur Kenntniss rles Conlctffiums der l/ungenseuohe des Hindrichs Centralblal f. d. Med. Wissens. 1885, pag. 103,
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POLMONEA lt;gt; POl.JIUNKHA,, l'ßllt 0 PLBURO-PNGUMOMIA ESSÜDATIVA KCC. 07
Dale qulndi COrtO cause pi-odispononli G la presonza del COntaglO nel-rorganismo, mpw alvooli polraonarl dai bovini destasi un lavorio morboso ehe non tardä a promuiciarsi con slntonal della tnalattia.
II perlodo di incubazione si rltieno rnolto vario. Hering, ad esetnplo, I'ha osservato estendersi da li) a (gt;;) jj'i(quot;'iii, Mazzinl An oltre a 80 giorni o cl.ta casi in cui non sarebbe stato inferiore ai 120 glorni (1).
Coniincia a raanlfestarsi qualche colpo di tosse seoca, rauca, stentata ; per continuitä e contlguitA. di tessuti il jgt;r()CGsso morboso si diffonde da mi alvcolo all'altro, da un infnndibolo airaltro, e dall'uao all'altro io-blcino del polntione; ia tosse si fa semprepiii frequente, dinnlnuisce la secrezione lattea, malgrado ehe i bovini contlnuino a mangiare per molti giorni e compiano regolarraente ia ruminazione, senza darsegai apparent! di malattia; solo qualche colpo di tosse annunciache il polnione 6 intac-cato, So perö vlene praticata i'ascoltazione, si riscontrano gik punti iiiii o iiiciio estesi, ill uno e qualche rara voita di tutti e due i lobi polmonarl, induriti, epatizzati, impermeabili all'arla. I contadini di rado se ue accor-gouo, a nieuo ehe non sia venuto prima in ioro il sospetto ill contagione; bnsti rlcordare come Del wart, raandatoa studiare la malaUia nella locality in cui dominava epizootica, ebbe a far uccidere molti animali da tutti cre-(liiti sani e ehe presentavano j.'iä pronunciate le lesioni della pleuro-pneu-monia essudativa. Questo esempio del modo di procedure occullo della malattia ha spesso riscontro nella pratlca comune e forse non vi ha vete-rinario osercente al quale non siano capltati casi consiraili. La tempe-raiura superiore alia normale rilevata al retto costltuisce un slntomo moito iraportante, quasi sicuro.
Trascorsl quindici a vonti giorni, le lesioni polmonari si sono g\k latte estese, la tosse aumenta e si rende manifesta la febbre di reazione. I bovini non mangiano pin, non ruminano, sopravviene ripienezza di ventra, la bocca diventa calda ed umida, le materie fecali asciujte, laseteaccre-sciuta, le urine rosse; ia temperatura della pelle elevata, irregolarraente distribuita sulla superflcie del corpo, oppure mutabile; la tosse si fa seu-tire per lo piii a scosse, debole, stentata, e, trascorsl tre o quattro giorni, se la malattia non guarlsce aaturalmente o non e corabattuta con una cura razionale (ciö ehe accade ben di rado), ia respirazione diventa acce-lerata, laboriosa (si compiono da 40 a 50 insplrazloni per minnto), fre-quentemente accorapagnata da gemito continuo, oppure ad intervalli. Sonvi animali ehe staiino ore intiere calini e tranqnilli, ma la febbre va progress!vamento ainnoniando, e se dapprima lo state febbrile si puo solo constatare coH'appllcazlone del termometro nel retto, piü tardl soprav-vengono degli assalti violenti, delle esasperazioni fobbrili, die condncono presto i pazienti alia prostrazione delle forze ed all' immagrimento pro-nnnziato.
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(1) Promedimcnli igienici e sanllari da ndniiavsi per soffbeare la perimeu-nwnite essudativa roiiiai/itim (polmonen) al sun primo soiluppavsi Bola-zimir del Dolt. Cav. O, B. Mazzini di Mortara; Mllano, 1882,
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08 POLMONEA 0 I'cU.MdNKKA. PERI 0 PLKURO-PNEUMONIA ESSUDAT1VA ECO.
La percussione delle pareti toraciche ö un mezzo lt;li gran valore per riconoscere so il polmone sia permeablle all'arla ed in ^uale estenslone. La mancanza clella sonoritö costltuisce mi slntomo importante di losioni esistenti nei |inlmniii e aelle caviiu del petto.
L'nscoltaElone fornisce un altro mezzo dl raaggior valore per farsi un giusto criterio sull'oslstenza dell'lndurlmento polmonare, La mancanza del mormorio respiratorio assicura il veterinario deiravvenuta epatizza-zione al polmone.
Nella polmonoi'a rindurimonto [uilmonare v. perlo piu unilaterale; le lesion! si compiono lentamente e per via lt;ii continuity e contiguitÄ si propagano per tutto un intero lobo, oppure anche a tutti o due.
Quando un intiero lobo polmonare, od anche parto dell'altro sono di-ventati voluminosi, con essudato flbrinoso misti) ad elementl di nuova formazione negli alveoli e negli spazi interalveolari od interlobularl, in modo ehe l'aria non possa piü compiere la sua missione, Panimale cade in grande prostrazione. In pochi giorni si osserva il marasmo, gli occhi s'approfondano nolle orblte, il rausello si screpola, cola dalle narici sio-idsiia gialliccia, muco verdognolo misto a ims, ed elementi epiteliali e librina, ehe nei forti colpi di tosse passa dalle vescichette polmonari nei bronchi. A questo punto si osserva dlspnea, gli animali allargano le gambe anteriori, allungano il collo e la testa, e con gemito continuo stentatamente respirano per quel po'di polmone sane ehe lore rimane. Talvolta allungano la lingua fuori della bocca nelloseopodi aumentare la capacity, dell'apparato respiratorio, vela tengono pendente; inarcano la spina dorsale, e, compressi colle man! alia regione del garrese, accu-säno gravi clolori,
Fin dalla manifestazione dei primi sintomi, talvolta i malati fanno sen-tire scrosci dei denti; piii tardi invece questo rumore si rlpete sovente, e neirultimo peripdo della malattia si fa udire ad ogni tratto; le deie-zioni aliora diventano liquide ed acquistano odore fetente; sorgono tume-fazioni edematose alle estremitA ed in altre regioni del corpo; la pelle diventa arida, seeca e sudicia, ^li insetti e le varie specie dl mbsche vi si posano sopra a stormi, eostituendo per tal modo un segno cho la morte si avvicina,
I bovini finchö possono rimangono in piedi; ma, eolti da adinamia, e da debolezza grande, cadono e muoiono dope un tempo vario. Negli ultimi momenti il cuore hatte eon maggiore lentezza e forza minorej il sangue ehe circola nolle arterie da un polso piccolo, flliforme; comincia la coa-gulaziono del sangue nei grossi tronchl arteriosl e venosl polmonari, oil alia defleiente ematosi o sanguiflcazione (conseguenza giÄ delle alterazioni locali dei polmoni) si associa come fenomeno secondario la coagulazione del sangue nei vasi.
Dai sintomi narrati si scorge come \ i abbia poco di caratteristico per far diagnosi sicura di polmonera. Tutt'al piti I'andamento lento e pro-Liressivo ehe liene nei sue esordii'e, o I'aggravarsl dei lenomeni morbosi dope ehe e invasa gran parte dell'orgftno polmonare, la lasclano sospetlaquo;
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I'or.MDNKA 0 POLMONEKA, PERI 0 PLEUHO-PNEUMONIA ESSUDATIVA E00. 09
tare. Ma, como abbiatno detto, iluo forma lt;li plouro-pnoumonia ossudativa tengono lo stesso cörso e sono rappresentate da Ideatlohe leslonl; quludi, per poter arrlvare ad un diagnostloo pi'eclso, e aocossario tener oonto di tutte le oiroostanze ehe hanno Influlto sullo svlluppo della tnalattia. Oosi, nella tnaggloranza dei casi, la polraonora contagiosa compare in una stalla e si diflfonde agli altri bovini in seguito all1 importazione di una vacca o ill un buo proveniente da region! infetto. Questa 6 la cagione piü frequente, sulla quale il veterinario di-vc ben ponderare, onde non cadere in orrore, e la d'uopo ehe i proprietari, conscii dei pericoli cui vanno Inconti'o, stiano ben guardinghi nell'acquisto dei bovini, acciö non accadaloro di introdurre nolle stalle saue animali coigermi della malattia,
AU'autopsla, gli animali morli per polmonera, presentano lesioni tali ehe valgono, anohe grossolanamente osservate, a farle distinguere da quelle della pneumonite semplice e bronco-pneumonite.
In queste ultlme, i polmonl, comunque alterati, eon induriraento od iinpernieabilita air aria atmosferica, non lasciano scorgere auraento di volume nella loro massa e conservano pressochö la loro grossezza.
Nella polmonera invece, sia semplice o contagiosa, i polmoni malati acquistano un volume doppio, triple e piü ancora del normale; raggiun-sono un peso enorme; sono tesi e riempiono quasi completamente la ca-x'lih toracica.
La loro superflcie e per lo piü coperta di ossudato librinoso eoncrelo lt;li un colore glallognolo; e, praticate sezionl nei punti alterati, la superflcie del tagllo raostra una marmoregglatura caratteristica rassomi-gllante quasi al salame di testa, prodotta dalla colorazione chiara ed oscura dei singoli lobuli polmonari o dalle striscie bianco gialliccie del tessuto connettivo interlobulare inflltrato di essudato linfoide, cheperciö acquistano perflno la larghezza di 12 a 15 millim. La cavitä delle pleure si trova ordinariamente riemplta di una grande quantitä di essudato librinoso di color giallo sotto forma di masse irregolari, aderenti al due fbfilletti delle pleure costale e polmonale. Con questo essudato librinoso a diverso grado di degeuerazione caseosa e granulo-grassa si trova qualche VOlta una quantitä notevole di liquido di color giallo pagliorino llmpido o torbidiccio, bianco-lattiginoso o tendente al giallastro. Le pleure sono notevolmente ipei'emiclio, ispessite e coporte da false membrane o da masse ossudative fibrinose.
La polmonera e malattia gravissima e laquo; tcrribile come pcxleraquo;. Contro di ossa a poco valgono le cure; di tutte le prove tentate nessuna e riuscita, #9632;ed uno scarso mimero di bovini colpiti dalla malattia scampa dalla morte. Hering perö assioura d'avör ottenuto buoni rlsultatl dalla somministra-zione ripetuta di 10 a 16 grammi di solt'ato di 1'erro , con altrettante bacche di glneproeaeme di fellandrlo, due o tre volte al glorno. 11 carbonate di potassa (alia dose di 6 a 25 nell'acqua di camomilla) viene pure raecomandato contemporaneamente ad una cura rlvulslva applicata sdla pelle, consistente in frizioni di essenza di tromentina, con ammoniaca ed alcool, oppure mediaiitn 1'appllcazlone di setoni alia giogaia.
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70 POIiMONEA o POLMONBRA, PERI 0 PLEORO-PNEUMONIA ESSUDATIVA KCC.
Lafosse, Weiss, Haubner ed altrl vantano grandernente I'eraetico, mas-simo so ooadluvato coi setonl alia glogala o col vescicantl al oostato,
Malgrado perö le piü accredltate euro, i pratiol piü dlstinti sono d'accordo neiraramettere ch(gt; ben di rado si glunge a salvare i bovini colpiti (liilhi malattia. si ö dovuto qulndi pensare a prevenlrla; A tale scopo il dott. Willems di Hiiss(^lt, nel Belgio, propose fin dal IHöl l'ino-culazione, Questa consiste nell'introdurre sotto la pelle della fticcia supe-rlore e piü sovente dell'inferiore, verso l'Gstreraltä ilbera della coda, oppure alia giogaia, i'ossudato sief'oso, oho cola diii pölmoni di bovini malati, uccisi appositamente, mentre si trovano nel pritno periodo, op-pure a cominciare dal secondo periodo della malattia, prima cioö ehe si siano manifestati i fenomenl di febbre intensa e prostrazione ili forze. A tal uopo si isola la parte il(gt;l polmone epatizzato, si taglia in tantl pez-zetti o so no raccoglle il liquido in un bicchiere ben netto. Poscia, con iancetta scanalata, col bisturi acuto, o meglio ancora coll'ago di Sticker, Intrlso prima nel liquido raocolto, si pratica rinoculazione con una pun-tura, ehe arrivi nel connettivo sottocutaneo della regione prescelta per i'innesto. Ordinariamente alia coda si praticano due punture collostru-mento, prima intriso nella sostanza contagiosa. AH'innesto, il piü delle volte, succede una inliarninaziono locale con tumefazlone ed essudato sieroso o flbrinoso, ehe inflltra i tessuti della parto operata, in modo da avere la rlproduzione di un essudato interstiziale, molto analogo a qnollo, ehe si osserva noi polmoni, in seguito alio sviluppo spontaneo della malattia, come ha dimostrato, prima d'ogni altro, Ercolani, nel 1853. II piü delle volte, la tumefazione si ostende tra la radice della coda e la punta delle natiche, talvolta lino alia groppa, eon dolore, pin o mono grave, e febbre di reazione, piii o mono intensa.
So ((iiale materia d'innesto si sceglie il liquido sloro sanguinolento, ehe cola dai polmoni di animali, morti od uccisi a malattia molto avanzata, si produce una tumelazione graildlssima, ehe si pno estendero lino alia groppa o lacilmento cangrenizza, per cui si ha una febbre infoUiva gra-vlssima, accompagnata qualche volta dalla caduta della coda.
Thiernesse e Degive di Bruxelles, per rendere immunl i bovini dalla contagione naturale della pleuropneumonia, proposero Yiniczionc inlva-venosa del virus peripneumonico. Questo metodo pom, sebbene procacci rimmunila, senza ehe si manifostino sintomi locali o talvolta anehe gene-rali rilevanti, riosco di dillicile applicazione. L'antico metodo, qulndi, ö ancora quelle ehe merita la preferenza.
L'efflcacla degll innestl preventlvi venue ripetutamente contestata, Cio-nonpertanto ossi vengouo genoralmente praiicati in (formania, in Francia, nel Belgio, nell'Olanda ed in Italia. Trattandosi di malattia piuttosto fre-quente e dannosissima gli esperimenti fatti in proposito furono molto numerosi. Si ebboro, come e naturale, a lamentare seri inconvenient!, come quolli dovuti alia cattiva scelta del liquidi per 1' innesto ed alia inosservanza delle norme ehe valgono a prevenire le posslbili compli-cazioni della malattia.
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POI.MONK.V 0 rol.MONEK.V, PEW lt;gt; I'UCCIKH'NICUMOXIA ISSSUOATIVA BOO. 71
Da nol, dove la malattia tlomina ed ha dominato spdcialmente, si ö iiciia Lomelllna od In Lombardla, ove i medlcl veterlnari adottarono ge-noralmciito l'innesto proventivo, con vantaggi Indlscatlblll, II dlstlnto Doll. Mazzini, per (limosti'ai'irii, In ua suo recente scrltto, I'efflcacia lt;li questa inoculaziono, mi narrava come la malattia si manUostasso, alcuni unni fa, nella proporzione del 25 al 50 per 0[0, In una stessa stalla, Essa cominciava in una bovina, per svlhipparsl, poco tempo dopo, in un'altra o propagarsl cosl lentamente nolla proporzione suindlcata, in un tempo varlabile, ma ehe poteva estendersl a pin mesi, Invece, adottando imme-dlatamente l'innesto, quando la malattia si sviluppa in una stalla, due o tre capi di bestlame, tutt'al piu il (i per 0|(i, si ammalano ancora, quelli c!o6, cho avevano subito in precedenza I'azione del contagio. in generale, so dopraquo; l'innesto si rlpetono ancora casi di malattia, essi si mantengono isolati e difflcllmente, dopo 25glorni dall'operazione, se ne osservano del nuovl. Intanto, lo sviluppo della polmonera si c rldotta attualmente di molto, si ('#9632; fatta mono micidiale, od anche volendo essere larghi, stände al Mazzini, lo perdite non si possono ritenere superiori all'H jier (gt;[0; quindi la mortalitä per essa o quasi nulla.
Secondo il Mazzini, in seguito all'innesto, si avrebbe un'immunltA laquo;'d una refrattarletä spiccatlssiraa per la malattia, e da osservazioni piuttosto numeroso, da hu fatte, risulterebbe ehe bovini innestati resistettero inco-lumi alia malattia, in stalle ripetute volte infettate sino per oltre 4 anni.
Le raigllorate condizioni igieniche delle stalle, i piu diligenti o perfezlo-natl metodi di allevamento e governo adottati, hanno perö reso meno frequenti quelle jiravosissime perdite, ehe un tempo conducevano a ro-vina ricchl conduttori di iatifondi,
1,0 migllori epoche per gl'lnnesti sono la primavera, l'inverno e I'au-luiino. Nell'estate si sono osservati talvolta degli inconvenient! gravis-simi, per la laciliD't con cui le tumefazloni prodotte dall'innesto passano a cangrena.
II proprietarlo, ehe s'accorge dell'insorgenza della polmonera, ö obbli-gato a donuneiarlo al Sindaco; il voterinario, in simili casi, ö tonuto a fare la diehiarazione, la visita, il rapporto e la proposta di sequestro di tutti i bovini malati o ehe si trovano sotto rindnonza del contagio. Si ordina generalmente il sequestro di rigore o i'accantonamento limitato a prato o pascolo in rapporto unieainente colla cascina infetta.
Siccome perö questo mezzo non potrebbe continuarsi per molto tempo senza grave danno del proprietarl, sarebbe conveniento la pratica dell'in-nesto preventivo, nello scope di abbreviare il corso dell'enzoozia. Questa misura profilattica vione ora eonsiderata come la iiiü sioura e la piii proflcua per soffocare la malattia al suo nascere (1).
Oerto ehe nei casi d'lnsorgenza di polmonera in una stalla per essere piii sicuri dell'arresto della malattia, sarebbe mlglior consiglio, special-mente quando si tratti di pochi animali, di sacrilicarli (nella cascina
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(\) Mazzini, Loc. cit.
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mm t
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/:' (wUlx/A CANORENOSA, FKIUlUK CATAURAI.E UALIOKA DEI BOVINI EOC.
stessa), inCi'tli o sospotti della maluUiii, utilizzaudouo lo carni pritna ehe sia Insorta ujia febbre d'lnfezione grave g nientro gli animali si trovano ancora in buone condizioni ili nutrlzione. J.raquo;! carni vongoao ammesse iicj tnacello soriano e possono ossere utilizzate seuza tlmoro dl sorta, 11 sangue, la ventraglie ed i cadaveri del bovinl, cho, per il periodo avan-zato (ii'lla inalatiia. 11011 sono piii aiii uii'aiimouiazioiio, vogliono essero profondamente iuterrati, se fosse possibile, incenoriti o fatti cuocere. Le pelli potrobbero utilizzarsi, previa un'accurata disinfezlone, raediante una diluzioiiQ ili acido fönico o soiforico 1 per 0[0.
La polmonGra costituisco un vizio roilihitorio, pel quaio, socondo Toggia, non vi dovrobbero ossei'e piii dl quot;21) giorni dl ffi''fm'd''i; ma, stando alle vigenti leggi, serapre quando si possa dimostrare cho I'aniraale provieno da regione infotta e lo sviluppo della malattia si devo al venditore, sono amniessi i suliii 40 giorni.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Tr. Tai'taro ometico....... gr. 'i a \i
Sal ili Glaubero........nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 90 a ISO
Polvore Hi foglio di digitale purpuroanbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 8
Polvero ill baccho ill ginopro . . .nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l^o
Mosci o fa con acqua olottuario
Da tlarsi in 3-4 volto nel corso del glorno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Haubner),
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Tartaro emetico........vrr. t a 8
Adipo suino.........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 30
Incorpora o fa unguonto por frizloni ai lati itnl torace.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forster).
.'i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Acido fonico.........gr. 2 a 10
Polvero ili genziana q. b. por fame due boli da somminiatrarsi nolla giornata.
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19. Corizza cangrenosa, febbre catarrale maligna dei bovini, catarro maligne, cangrenoso, anasarca dei bovini. [BÖHarligcn
KopfliranMieii, del Tedeschi).
Malattia propria dei bovini, grave, infettiva, febbrlle, caratterlzzata da inflammazionG acuta della sclenderiana nasale, dei seni zlgomatici, frontal! e mascellari, con passaggio rapide alia cangrena, accompagnata anche frequentemonte da oftalmia.
Essa si sviluppa ordinariamente enzootica nolle stalle caldo-utnide, poco ventilate, con pavimento mal costrutto impermeablle ai liquid! escrGinentizi, Compare dapprima negli animali giovani e ben nutriti, successivaineuie si dlffondG agli altrl.
Non si conoscG ancora bone la causa, sebbene colla jiiii grande probability si debba a microparasslt! flnora Ignoti, Ercolani la riteneva do-viita ad un'alterazione del sangue; Bruckmäller la considerava come una rlnite crupale; May, comG una intensa inliammazione empale g difterica ileii(gt; vie rospiratoriG g cavjta sussidiarie, accompagnata talvolta da cangrena dolla pelle e da edema cerebrale.
Lg si noga generalniente il triste priviiogio di essere contagiosa; ma
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OOIUZZA CANQIIGNOSA, l''i:i;];UK CATAUKAI.K MAI.n.NA DEI BOV1NI EOC, 71!
quando una stalla ö Infetta non riosce facile l'arreslarla e premunirno i bovlnJ uon ancora malatl, Ond'ö ehe, anoho sotto quosto aspetto, parrai si (i()\roiii)(gt; consideraro come tutte le altre malattie infettive, contaglosa in qualclic raodo,
Quando si sviluppa irrorape con brividl febbrlli od una teraporatura ehe sale tosto a 11 o 42quot; C; l'animalö tiene la testa bassa per pesau-tezza, la mucosa nasale si presenta inlettata rossa o rossa-violacea-azzurrognola; gli occhi tnmidi, colla congiuntiva molto ipereraica, talvolta con cheratite ed irite; la bocca 6 calda urente, la mucosa turaida con dopitellzzazioni, ecchimosi e petecchie; la temperatura della testa, au-raentata specialmente in corrispondenza deila fronte e delle corna; feci laquo;lure, flgurate, iucenti, asciutte; raramente diarrea; inappetenza o poco appetite, sete generalraente aumontata. Dope 24-36 ore scolo nasale dapprima acquoso, piü tardi dense, inucoso, giallastro, verdognolo ne-rastro, sanguinolento con odore talvolta Petente ; mucosa nasale tume-fatta, respirazione difflcile, rantolosa, sibilante, occhi Inniefaiti con abbondante lacrimazione ed intorbidamento dell'umor acqueo. La ma-lattia s'aggrava maggiormente, ranlmale diventa stupldo, debole, bar-collante del treno posteriore, e rimane quasi sempre iungo disteso sulla lettiera, colla testa era adagiata in mi sense ora in un altro; lo scolo nasale si la maggiormente fotido; si screpola l'epitelio c I'epidermide del musello, si staccano talvolta perflno le corna e gli unghioni. Soprav-viene la diarrea e la morte ordinariamente succede dope il 5deg; o60 giorno, fine al l-2n e 14quot; giorno.
Quando la malattia non migliora nei primi piorni, difflcilraente guai'isce in seguito per la gravitÄ delle lesioni ehe vi si formano.
All'autopsia si riscontrano false membrane flbrinose sulla mucosa nasale, del seni, della laringe e trachea, tratti di mucosa cangrenata, eraorragie, escare, ulcerazioni; iperemia delle stomaco o dell'intestino, tumefazione delle ghiandole del Peyer e delle gjiiandole mesaraiche ; euere con punteggiature ecchimotiche sotto l'esocardo e I'endocardo. Punti emorragici sotto le pleure, nei mesenterio e nell'epiploon, cer-vello molto iperemico; lieve tumefazione di milza. 11 sangue non presenta apprezzablli alterazioni.
I colpiti ordinariamente muolono; percio convlene ucciderll, appena e fatta la diagnosi della malattia, per non aspettare 1'immagrimento eccesslvo ed il carattere tifoso generale.
Haubner e Siedamgrot/.ky notarono ehe appena \\:i od il Ipl del malatl si riesce a salvare, malgrado le plü diligent! cure.
I malatl devono essere tenuti in stalle hen aerate, pullte, ma non sottopostla correnti d'arla diretta.* Sono consigilatl gli allmenti di facile dlgestlone e L'acqua fresca.
Looalraente sulla testa, (nuca e corna) cataplasm! freddl, terra bolaro bagnata con acqua o aceto, ghiacclo pesto o bagni oontlnui freddi sul capo. Inalazioni di acldo fenico, di aceto o di acqua seraplice. Fregagioni jsulle diverse parti del corpo mediante gli eccitanti dlffusivl, come I'eslaquo;
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71nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; INFLUENZA 0 KKHHUK TIFOIDB DEL CAVAI.I.o
senza ili terobentlna, l'alcool, e I'animoniacQ; le coperture calcle dopo le iVizinui sccchf 0 iiiodicatc.
1 salass] rlpetuti in pi'lncipio dledero ottimi rlsultatl; tnternamento venna trovato efllcace il salnitro solo od associate colln oanfora ; il tiirtaro stibiato, il solfato di soda, ooadiuvati ooi olisterl eocltanti si osservarono giovevol] nei casi di ostruzioni del millofoglio e stitichezza.
Quando si ! sviluppata I'infezlone, lo stato tifoso o septicemlco gio-vano i tonicl, gli amari, il chinino, la valerlana, la genzlana, il oa-lamo, ecc, I'acido fenico, I'essenza dl terebentina, 1'acido solfoiico, I'acido cloridrico.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. N'itrato di potassa........gr. 15 a 30
Solfato di soda ........raquo; (lquot; a 00
M. o I', polvera da ammiuistrarsi In docotta mucllaglnoso (di malva o di send ill lino, ecc). SI dpeterä la dose :iil Intorvalll ili 8 ü l ore. (HaubnerS
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i'r. Solfato di soda..........gv, 300
Nitre dopurato..........raquo; 00
[)\\. in tro ilosi oguali da constimarsi nolle 24 ore.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Foustek).
:;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Solfato dl magnesia........gv. 300
Nitrate ill potassa.........raquo; 180
Div. in4 dosieguali da amministrarsene unaogni 8 ore in decezlone di malva. (Nclla evacuazlono ritardata ili escrementi molto secchl).nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Ankek).
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20. Influenza o febbre tifoide del cavallo.
II vocabolo influenza venne adoperato, con vario senso dai medic! e dai veterinari; con esso perö si vollero sempre intondere malattie iufet-tive dominanti, ehe si presentavano caratterizzate dai slntomi general! febbrili dell'organismo.
Ma in quest! ultlrai anni so no voile precisare meglio il slgniflcato, cd oggidl, col nomo di influenza, si suol intendere una malattia parti-colare de! cavalli, ehe ha molta analogia colle febbrl tifoidee, quantunque fondamentalmente, secondo taluni, no differisca. Essa venne studiata da molt! autori, e vario furono le opinion! manifestate sulla sua natura. Cosl, alcune volte,essendosi osservataconcomitante col croup dell'uomo, si voile con questo identiflcare; altro volte si voliero per essa riconoscere canst; le pii'i diverse.
laquo; Xon e raro, dice Roll, di vodoro nei cavalli dominare, in certoepoche, sotto forma epizootlca, delle bronchili catarrali, delle gastro-enteriti, delle pneumoniti o delle pleurisie acute, come e/iandio delle risipOtC; ((iioste malattie. different! in se stesse, hanno pertanto, come carattero comune, un abbattimento ed un assopimento, ehe non sono in rapporto coll'affezlone locale e ehe glungono talvolta flno al coma. Si ha 1'abi-tudine di denominare queste malattie epizootiche col nomedi influenza gt;gt;. In un altro passo, comprendo sotto lo steaso nomo ili influenza dello
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INFLUENZA 0 FEUERE TIFOIDE DEL OAVALLOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 75
'/meutnonifi epizootiche, ohe si manlfostano oontemporaneamente sopra tnoltl cavalli.
ii'infliK.'iizii I'u vista domlnare sotto forma sporacllca, enzootloa m\ epi-zootica ; ma, quasi somprc, svolta In mi sollpode, compare poco dopo in altri lt;! si dlffonde a moltl cavalli della stessa o di diverse scudarls.
Lo sviluppo della malattla In una stalla, in seguito all' IntroduzionG di im cavallo provönlente dall'estero, colla malattia in istato dMncuba-zione o j^ia coi sintomi dell'Influenza, convalida la contaglone, appog-giata dalle osservazioni dello Spinola, del Falke ed amraessa ora general-iiifiitc. Dieckerhoffha dimostrato lasua trasmlssibilitacolla inoculnzlone, colla coabitaziohe e col contatto Immedlato. II periodo lt;li incubazlone, a iiariin; dal memento dell'avvenuta infezione, 6 ili ö a 'i giorni ed anche mono (1). Nessuna posltlva notlzia si ha perö flnora sul virus n miasma ehe ne costituisce l'essenza e Köll i*attribuisce ad influenze atmosferiche e telluriche di natura ignota.
L'influonza fu vista dominare In modo epizootico nel Belglo, in Prancia, in Germania, in Italia e partioolarmente in America, dove, nel solo mese di ottobre del \#Ti, aveva colplto 42,.quot;')11 cavalli dni dintorni di New-York.
Essa riveste forma acuta e conserva un tipo suo particolare, colpisce di preferenza gli anlmali giovani e gli adulti, piti di rado i vecchi, quan-tunque anche questi 11011 ne vadano immuni. I cavalli di razza comune ed i nostri maremmani sonomeno soggetti all'influenza di quelli di razza nobile ; i cavalli in^iesi ed i prodotti d'lncrociamento con questi lianno una disposizione particolare allo sviluppo spontaneo della malattia. Le stalle rieche di cavalli distinti sono quelle ehe forniscono 1111 maggiore contingente per la malattia, e ne segue quasi sempre la comparsa al-1quot; inti'odiizioue od all'acquisto di cavalli nuovi di razza nobile, massime se proveiilenti dall'Inghilterra 0 dalla Germania.
Xon in tutti i casi i'influenza si manitbsta colla stessa laquo;rravita ; In al-enni anni si presenta come una malattia di carattere benigno e nessuno dei cavalli aflelti soccombe ; in altrl anni si mostra come un morbo abba-stanza grave, ehe caglona molte vittime. Oosi Spinola, Delwart, Hering, Perosino e molti altri veterinari, in numerose sezionl cadaveriche, fanno la descrizione di gravissime iesioni #9632;li visceri del petto e dell'addome,
Essa colpisce i cavalli, piii particolarmente nella primavera e nell'au-tunno, mono frequentemente nella state. Spesso si osserva ehe la malattia, per qualche tempo, conserva un certo carattere, il quale, a poco a poco, si cambia; a raglone qulndi sostiene Haubner ehe questa malattia ri-chiede di essere studiata da capo tutte le volte ehe si presenta.
L'influenza e morbo, ehe riveste or I'una or i'altra forma; all'infezione generale succedono ora fenomeni di locallzzazione al cervello, ora sintomi di affezione pettorale, talvolta predominano i sintomi di altera-zione di qualche viscere addominale, ecc. D'onde ne vennero i diversi nomi adoperatl per indicare la stessa malattia; essa fu perclö chiamata
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(1) DiECKERHopp, D/e Pfarcieslaupe, ecc; 1881.
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70nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;INFLUENZA 0 FKiiliU-: TIFOIÜlä Uüh OAVALLO
ciila/'rn cjjhU'/jüco, f'c/i/nv cithirrnlc cji'idnti.icti, caiarro spßOiflCO mid-stnalioo, febbre cata/rrale nervosa, febbre tnucosa, (/astro enieritöbi-Itosa, tifosi, pneumonia tifosa, oatarro fulminante.
Dal lato ollnlco couvione dividere l'lnfliiQnza, a sooonda della sede (idle! lesionl e a seconda laquo;lei slntomi predominanti. Per tale modo noi studieremo Vinfluenza, sotto forma nervosa, ehe, a sua volta, puö os-sere cerebrate e spinule igt; cerebro-spinale nello stesso tempo; l'iafluonza sotto forma caiarrale, reumalioa, gastro-epatica, o gasirico-iniestinale colle pin comuni lore complieazioni,
Per lo piii Pinfluonza si manifesta senza prodromi ed assale improATi-samente i cavalli come ladro di notte (Falko); quando s] troA'ano cavalli rimiiti in una stalla, uo colpisce ordinariamente molti assleme, o rapi-damente l'uno dopo l'altro. Hertwig dice di aver trovato cavalli malatl dopo mezzogiorno, ehe al mattino offrivano il miglioro stato di salute.
L'animale in apparente buona salute, dopo avere avidamente consu-mato la sua razione, o anche mentre mangia, si allontana improvvisa-mento dalla raanglatola; viene colto da inappetenza . da debolezza, per modo ehe, fatto camminare, vacllla ed a stento Incede; vi si manifestano brividi febbrili e treraori, ai quali succedono maggiore elevazione della temperatura cutanea, polso quasi sempre moderatamente accelerate, piccolo, talora duro e teso, per lo piii inolle; i battiti del cuore sono ordinariamente piü sonsibili, il respire corto, accelerate, affannoso come oppresso. (ill animali provano im sense di peso al capo, e l'aggravamento puö crescere al punto ehe, dopo due ore circa, 1' animale s'appoggia sulla mangiatola splngendo in avanti; qualche volta diventa furioso come nei casi di vertigine, urta centre il mure e si abbaudoua a moti vio-lonti. Le mueose si vedono iniettate, rosse, con sfumatura giallognola, cd anche pallide sopra un fondo giallognolo o giallo icterico; la con-giuntiva, la mueosa nasale e boccale talvolta sono tumefatte, lo pal-pebre e specialmente lo superior) gonfle, chiuse o semichiuse, lagrlma-ziiino signifleante, lo pupille dilatate. 11 polso si present a frequente, vibrato, e da fine 70-80 pulsazioni ogni minute, La respirazione diventa celere, si manifesta vere battimento dei Qanchi e si contano 20 a 30 respirazionl per tnlnuto.
L'Inappetenza lt;gt; la debolezza d'ordinario perdurano, la sole e aumeri-tata; i cavalli talora si coricano, maper lo piii rimangono in pietll;le loci mal digerite sono coperte di mucesita fetenti; provano dlfflceltül a raingere e le urine scarse si presentano cariche e non sedimentose,
La temperatura interna deiranimale si eleva a 39, .'59,5-40, 40,0 flno a 41quot; e 41,5 C; Schmitt e Adam la videro ascendere lino a 4-2quot; centigradi, öl notano reniitlonzo frequeuti della- febbre. La temperatura ehe al mattino segna 40 c 41quot; O. si puö ridurre alia sera a 38,5-39, per risallre poco dope a ;Ji),5, 40, 41,5. A questi sintomi generall si associano pol (im^lli appartenenti alle diverse localizzazioni della malatlia. Oosl, nel-l'influenza ii ferma ccivhrale. si manifestano piii gravi i sintomi nervosi; l'animale si mostra stupide, tiene la testa bassa, di tratte in tratto sop-
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].nki,ii;n/,a ci fkühkh TIFOIDE lgt;i:r, CAVAU.0nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 77
ravvengono aocessi dl furoi'e, urta contro llmuro, si abbandona a motj violentl, soalpita coi pled], eco., come ael öaäl laquo;li vertiglne, Altfe volte appare piü evidente un afflevollmento grancle del raldollo spinale, e Iji malattin si ö locallzzata pai^icolarmente a questa parte importantissima del sistoma nervoso; i cavalli non possono pin reggersi sulle gambe, uii arti anterior! g posteriori si piegano e non hanno piü forza dl sostenere il peso del corpo; rimangono cos) distesl sulla lettiera.
Nelia forma caiarrale sono pai'ticolarmente le mucose delle vie aeree ehe si presentano seile clolla malattia, Esordisce per lo piii colla tosse secca, stentata e rlpetuta; la mucosa nasale e la congiuntiva si mostrano grandemente iperemiche, dapprima asciutte, poi lasciano colare un liquido sleroso; dopo2 lt;gt; ;i giorni la tosse si fa umida, grassa, per I'aumentata produzione del muco; si tnanifesta un vero catarro delle vie aeree e particolarmente del brondil; praticata 1'ascoltazione, si scale alterato il mormorio respiratorio, die diventa ruvldo; nei grand! bronchi e nella trachea si ode il rantolo mucoso a grandi bolle per I'accumulo del muco net lore lunie. La respirazione diventa accelerata ed il imit.i-mento del flanchi maggiore, L'inflamnmzione del bronchi s! propaga molto facilmente agli alveoli polmonarl, ne sorge pneumonite caiarrale ed anche interstiziale, per cui la vita dell'animale viene graA'emente compvoniessa.
Prequentomente I'influenza si manifesta sotto forma reumaiica; gli animal! sono colt! da febbre, presentano le mucose iniettate, gli occhi semichiusi, la testa pesante, dolori alle articolazioni, ed evitano perciö ogn! movimento; se si fanno camminare s! osservano rigid!, e talvolta zoppicano. La temperatura del corpo ö irrogolarmente distribuita alia periferia, le orecchie e le estremitd sono ora calde ora fredde piu del normale; la mucosa della bocca ö rossa, asciutta, la respirazione accelerata, tosse1 secca, dolorosa. Succeile spesso c,li(gt; si complichi 0 ehe si risoha in una pneumonite, pleurite od in una pleuro-pneumonite, ed allora pin difllcilraente ne succede la guarigione avverandos! tutte le locali altoraziou! ehe earatterizzano queste diverse inflammazioni, Per lo piii l'irregolaritä del respiro, la dilataziono spasmodiea delle all del naso, una tosse profonda, secca, stentata e pleuritica, Indicano grav! complicazion! e localizzazioni della forma reumatlea deirinfluenza.
Alia reumatlea molte volte si associa la forma iiaxiro-cnioicn o ga-sirico-reumaiica, ancord detta Mliosa reumaiica; oppure la malattia compare subito con siniomi gastrlci, In qnesti casi, oltre i sintoml ge-nerali indicati , si notano irrequietudine, spossatezza, Inflacchimento di forze. i malaii piegano lo estremitA, si appoggiano sulle ginocchia, si lasciano cadeiv sulla lettiera; poi si rialznno, s! guardano i flanchi, ed accusano dolori eolici. I'iii tardi i flanchi diventano test, 1'addome re-tratto, le mucose apparent! di color rosso-raattone, la lingua secca e coperta da una patina glalla; le feci sono macehiate, fetenti e coperte di muco, oppure sono molli: il poiso e irregolare, piccolo.
Quando il fegato 6 pure interessato, tumido, diventa notevole la co-
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7Snbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; :.stm i;.nza 0 fUGUUIi TIKOIliK DKL CAVAI.LO
lorazione giallo ehe assume sopra i'lulezlono sangulgna ilclllaquo;; mucose apparenti, spoclalmente della oongiuntiva (; della bocca, II fogato acquista mi volume maggioi^e e \i si Inizia uegll element] la Inflltrazione e de-gonerazlone adiposa. II suo peso ö ancbe superlore lt;li ciualche chllo-grainmo, glallo-rossigno, rlcco lt;li sangue e Impregnate) laquo;li sucobl oolle cellule infiltrate Hi tnateria gialla blllare. A queste diverse forme si associano generalmente tumefazloni calde (edemi) lt;illigt; palpebre, allo scroto, alle estremitA, alia reglone inferiore del ventre o su altre parti del corpo; qualohe volta si notano anche maoohie ecchimotiche alia congiuntiva ed alia pituitaria, e spesso ancora i'ematuria. Ma questi slntomi ili localizzazioni diverse (l(jlla malattia, non sono mai costanti q vagaraente si osservano nelle varie manifestazioni tipiche dell'influenza.
11 sangue raccolto suU'aniraalo in vita coagula benissimo e si separa rapidaraente in coagulo bruno inferiore e coagulo j,'ialli) superiore. Anche la separazione dello siero succede regolarmente. AU'esame microscopico ho trovato dei micrococchi piccolissimi, gross! 0,5-0,8 ili tnillesimo ili miliimetro, isolati, a due, a tie, e acatenelle raaggiori, odanche a iiic-coli petalococchi (zooglee). La milza presenta turaefazione grande, ooloro azzurrognolo alia superflcie, nero lucente al taglio della polpa, ehe arrossa lentamente a contatto dell'aria, del peso 3-4-5 volte il normale. In un cavallo dei cavalleggieri di Saluzzo, dal Dott. Delia Noce, venne trovata di kiiogr, 4,8. I reni si presentano pun' tumefatti eon color giallo.
Se i'influenza nun e accompagnata da flogosi del cervello, del midollo spinales oppure dei polmoni, delle pleure, ecc., e si iimita ad essere rap-presentata da semplici iperemie con leggiere essudazionl sierose, per lo piii in H a 10 giorni ^ii animali guariscono. In questi casi la tumefazione delle ghiandole llnfatiche scompare giö ordinariamente dopo il quarto giorno; jiii edemi si risolvono, la secrezione urinaria va progressiva-inento aumentando, i'urina acquista per lo piü colorazione giallo-bruna, si presenta carica di mueositä ehe producono sedimento di odore spiace-volo. Verso il quinto, sesto e settirao giorno, tutti i slntomi vanno de-crescendo, il polso e la respirazionesi fanno pin regolari, i cavalli elevano la testa, si mostrano piu vlvaci, allegri, e dopo otto giorni ha luogo, come dice Falke, nna sicura o completa convalescenza. (Hi animali ri-maugono.perö magri o marasmatici e deboli, perciö la convalescenza si proirae piuttosto a lungo, e la debolezza generate si vince gradataraente con regime ricostitueute. So al contrario si svlluppa flogosi di un qualcho viscere importante deli'organismo, 1'esito della malattia segue la sorte delle sle.sse complicazioni, e si puö avere la risoluzione in un tempo piii o meno lungo, oppure si producono essudazioni estese, suppurazioni . successioni raorbose varie, dipendentl dalla predomlnanza di questo piuttosto ehe di queU'altro memento esaenziale della flogosi. Ne puö anche succedere la cangrena delle parti malate e la morte dei pazienti.
Le manifestazioni perniclose dell'influenza vogliono essore considerate piuttosto rare; secondo Falke ed Hertwig, le epizoozie ed enzoozie tli questa malattia non I'lirono mai lutali, per cul essi cousiderano Tin-
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1NF1,; i:.\/,.\ (i 1lt;quot;KUBHE TIFOIDB DEL tAVAI.l.onbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 70
(luenza slccome una malattia bönlgna ed affatto dlstlnta dal tlfoj la una recente enzoozia, ohe ebbl oooasioae dl studiare col capitano votsrinarto Pedofici e col sottotenente Delia Noes, avvsanoro sol niorti sopra una qiiarantina iii oasl,
La cura vuol esserö Iglenloa gt; proülattioa q terapeutlca,
Trattandosi di malattia sporadica, enzootlca lt;!il opizootlca, bisogna, per quanto si puö, evltare s'' soambi e le ordiuarie comunanze iVa i custodl delle stalle infetto con quell! delle altro, in cui il morbo uon si v ancora svlluppato; denunziare al Sindaoo i cusi di malattia; impediro
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I)
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ni eccesso nel lavoro, oel regime alimentare, eco.; non esporre kü auimali alle correnti d'aria fredda ed umida, e non sommlnlstrar loro alimenti ili diffloile digestione; ovitare i rlcoveri umldi, i raffreddamontl cutanei, il soverchio numero di animal! raccolti neila stessa stalla, Con-sci'vurc, per quanto ö posslbile la piu perfetta igleue nelle scuderie.
I inozzi terapeutlci riconosciutl piü giovevoli sono ; il salnilro (alle (losi di 10 a 15 grammi), il tartaro stibiato, il oremortartaro, il calo-inelano, lacanfora, la valeriana. Nella forma reumatica catarrale, quando la tosse c stentata, dolorosa, spasmodica torna efficacissima i'ammini-strazione del carbonato d'ammoniaca e particolarmente I'estratto gom-moso d'oppio e laquo;li giusquiamo, nelio scopo di calraare il dolore locale troppo risentito. Nella forma reumatica semplice, reumatica catarrale, e nella gastrica, 11 tartaro stibiato associato al uitro od al oremortartaro costituisce uno illt;'i migliori farmaci,
Quando durante la febbre gli animali s;i mostrano inolto deboli con spossamento grande lt;li forzo, ie decozioni di genziaim o. di cortcccia di china, owero la corteccia peruviana in polvere ed 11 solfato di chinino tornano giovevolissimi,
Nci cast di localiz/azionc al ccrvollo, oltro airemetico, al oremortartaro, ecc, sono indicate le applioazioni fredde sul capo.
In genere il salasso non riesce mile o, vorrebbe essere proscritto; solo quando vi hanuo slntomi ili iocalizzazioni flogistiche venne trovato qual-che volta buon depletlvo. In questi cast perö non bisogna abusarne, e tiitfal piu si dovrebbe arrivare a due piccole sottrazioni di sangue (di 1|2-1 chilogr. I'una circa). Nella ricordata enzoozia osservata col capitano veterlnarlo Federici e col Dottraquo; Delia Noce, essendosi volute esa-minare il sangue si e praticato, ad un cavallo nei primordii della malattia, tin salasso esplo'rativo di 800 gri circa. L'anlmale migliorö tosto g guarl in ])()clu giornl.
In tutte le forme di influenza la cura interna vuol essere aocompn-gnata da una cura esterna il piii die si puö attiva ed approprinta; cosl, le frizloni secche alia pelle fatte col tortoro di paglia ordinario, oppure con pannolino, riescono efflcaoissime; ma piü attlve e seguite da migllore risultato si sono vlste le frizloni pratloate lungo il dorso e i lonibi coll'alcool, coll'ammoniaca e coll'essenza dl trementina, soli o iu-sienio ed in varia proporzione associati a seconda del grade di flnezza e di eccitabilita dell'animale. Queste frizloni rubefaclenti furono molto
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80nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KMATINL'IUA OD KMATllUA NEI BOVINI
volte trovato ill una efHcacla veramonte prodlgiosa. Cos) pxxve i sena-pismi e gli stessl vescloatoril applicatl alle pareti toraclche.
I.a cura vuol essere completata coll'appllcazlone dl cllstorl derivativl, ehe il medlco-veterlnario sa ben dosare ed indicarne I'opportunM.
Durante hi convalescenza i cavalli abbisognano dl raolti rlguardl, spe-clalmente pel governo della mano e per l'alimentazione. Gil anlmali debbono trovavsi su abbondante e sofflce lettiera, In stalla ad amblente secco, sufflclentemente calda d'inverno e fresca d'estate. Sono rlchlestl alimenti di facile dlgestlono, pochl per volta, e sommlnlstratl rlpetuta-raente, Le carote mescolate con paglla trita, la paglla d'orzo, l'orzo e la sogala cotti riescono convenientlsslml. II fleno raaggengo hen conser-vato, e se si puö I'erba verde di fresco tagllata, sono pure da racco-mandarsl a preferenza degli altri roraggi.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Tiviurniina ven...........gr. 60
Sale ammoniac............ raquo; 30
Bacche ill ginopro q. b. per fame n, I boll. Se nc amministrano 3-4 a) giorno nel secondo stadlo deH'influenza.
(Hering).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Fogiie di digitale secclio.......gr. 6
Tartaro emetico.......... gt; 3
Miele lt; polvere di llquorizia q. b, per farno mi bolo. Si ripete al bisogno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(L. Brl'sas o).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Tartaro stibial............gr. 10
Niti'n dep.............#9632;gt; 50
Dividere in '#9632;'lt; cartocci ogtiali da amministrarsi in li2 litre ili acquo ili ea-niipiiiilla nel casi ili localizzazlono ai polmoni.
21. Ematinuria od Ematuria nei bovini.
I bovini di taliino rouioni vanno soggettl ad una malattla partlcolare di natura tlflca, caratterizzata da spossamento generale, da fobbre ft da urine Unto In color rosso-caffö o rosso di sangue pin o meno pronun-clato. Compare sotto forma sporadica, enzootica (ematinuria enzootlca) oil eplzootlca (ematinuria eplzootlca), e non si conosce ancora berio nella sum essenza. Essa, per as., ö frequente in talune localltä del Biellese (a Oavagliä), nel Bresclano, nel Perrarese e nel Veneto, ove 6 nota piii partlcolarraente sotto i nomi dl piscia sangue, piscia brutto, tribbiü, oaligine, ecc, Non ö perö vero sangue cho vlene elimlnato collo urine, ma bens) la materia colorante dl esso o relativl derivati, ilomlo la sua piü proprla denomlnazione di cmatimiiia,.
Nella provincia dl Brescia, secondo particolari studi del dottor Giovanni Rossi, veterlnario consorziale a Gavardo, ö contaminata dalla ematinuria gran parte della. rlvlera occldentale del Garda, Valtenesl e Valsabbia, una parte dl Valtrompla ft Valcamonlca, ft sarebbe dovuta ad agente Infettivo cho rlsiede nei pascoli montani, i cui foraggl avrebbero
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KMATIIS'UIUA 01) UMATUHIA NKI HOVINInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 81
spesso portato I'einatlnurla uclla bassa bresciana, por se stessa immune. Mentrc la ematlnuria ö da tempo tmmemorablle nolle valli hresciane, taluni paesi souo da brevo tempo ooiitaininati.
II dot tore Cavaliazzi 1'ha osservata In vaste praterie del Ferrarese nei bovini ed in un cavallo, e la vide dominare enzootica in tutto le stagioni dell'anno nel inandamento di Laiisana (1).
Le vere cause non ci sono ancora note, e dal volgo vengono Incolpate talune erbe dei pascoli [Vavena villom, ad es,), i germogli del rovere e del frasslno ehe i bovini bruoano in montagna; ii lavoro esagerato, la stabula/ione prolungata, ecc. Queste pero, so possono costituire delle cause disponenti, non vogllono essore in nessun modo ritenute siccomo cause effloientJ della malattla. II dottor Rossi, rltiene sola causa deter-minante dell'ematinuria enzootioa, il virus cho si conserva nel terreno e ehe entra nel corpo dei bovini, probabllmente depositato sull'erba del pascoli.
Ne andrebboro pressoc.hö immuni, od almono presenterebbero una maggiore resistenza, i bovini delle locality inlbtto ehe da alcune genera-zioni vi si allevano.
Lquot;emaliiinria enzootica non recidiva cho eccezlonalmonte e gli animali ehe i'hanno subita, secondo il dott. Rossi citato, godono della Immunity come se fbssero stati vaccinati.
lo ebbi ripotute volte .sangue e milze di bovini morti per ematlnuria tanto dal Rossi quanto dal signor Fiorio, esercente la velerinaria a Cavaglia. Quasi sempre ho constatato la presenza di micrococchi e di bacilli particolari. I primi piuttosto abbondanti, a due, a coroncine, a petalococchi, gross! 1 mllleslmo dl mlllimetro circa. I bacilli piuttosto scarsi, pin sottili, ma molto analoghl a quelli del carbonchio, trasmes-sibili forse gli uni e gli altri ai porcellini d'lndla, ma raramente mortall, Non ho potuto ancora stabilire in quail di questi microorganismi ri-sieda il virus, poiche per risolvoro la quistione bisognerebbe prOcedere ad esperlmenti sopra gli stessi bovini, essende i conlgli ed i porcellini nella plnralita dei casi rol'rattarii agll innestl, tanto colla sostanza della milza quanto col sangue e coi tessuti apparoniemente piii lesi.
Olinicamente considerata la malattla si presenta con slntoml molto varii, talvolta poco caratteristici. Veste forma benir/na o maligna v tende la prima a spontanea guarigiono, la soconda tormina ordinaria-mente colla morte, se ima cura razionale e attiva non riesce a frenarla e domarla. Qualche volta si tratta di vero carbonchio.
Si manifesla ordinaiiamente con trislezza, i'igidita, pelle asciutta e äderente alle parti sottostanti, polso alquanlo frequente, occbio lagri-moso, congiuntiva lievemente iperemica, musello il piii delle volte umido, qualche volta asciutto, cavita boccale piii calda dell'ordinario, sguardo mesto, battlti del cuore piii fortl del normale; sensibilitA del dorso, or-dinariamonte aumentata: le 1'eci per lo piii asciutte e I-orina sovente
(1) La pastorizia nel Veneto, 18H;{.
ti - Pkhhoncito, MakUtie äefli animali etomestid.
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82nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;EMATINURIA. OD EMATL'RIA NEI BOVINI
in principio limpida. Quasi costanti sono colpi di tosse, incortezza o lieve barcollainento del treno postorioro nel camminaro, o vora zoppi-calura da uu arto, quasi sempi'e diiiondento da doloro neirarticolaziono coxofemorale. In tuttl i casi vi ha i'ebbro oaratterlzzata da una tem-peratura al retto di 40deg;; 41 1|2; 42 o 42quot; Ii2 nei casi piü gravi. In so-guito, i slntoml notati si aocentuano maggiortnentG, lo urine assunaono qualclio volta color rosso di sangus, dal rosso ohiaro al rosso scuro, flno a color caü'ö, ordiiiariamonto limpide o di color vordastro se vo-dute in massa, color caffö so vlsto colare dalla vulva a filo. L'appelito e la ruminazlone si sospendono, le foci eliminate dietro ramministra-zione di pur^anti souo letenti, la tomporatura si olova al SUO massimo fino a 41,8; 42,11; 42,4; 42,5, poi ridiscendo al disotto dol normale. I/animale stenta a reggersi in piedi, divonta geraebondo, sta a profe-renza coricato t'acendo cosi sentire uu lamento piü o meuo accoutuato.
All'autopsla si riscontrano molte lesioni del oarbonchio, e la milza si presonta enorraemente fcumefatta con rari bacilli descritti e micrococchi in magglore o rainore numero, I reni sono tnolto iperemlöi o si notano auche iperemie diffuse airintestino tonne.
La prognosi vuol essere sempre riservata; se perö 11 veterinario viene chiamato nell'esordire della malattia e vi pratica subito una cura razio-uale, ancho quando la temperatura e tra 41 e 42quot; c, si puo sperare la guariglone, massime se si mitigano presto i sintomi.
La cura trovata piü proflttevole consiste nella sollecita amministra-zione di mi pnrgante salino per elimiaare l'aliraento indigesto, ehe so-vracarica I'intestino ritennto anche come laquo;sorgente di infezione raquo;; nella somministrazione successiva di tonici in generale, amari ed eccitanti. Cosi, il solfato ill chinino o meglio ancora il bisolfato di chinino alia dose di 1-8 üt., la saliciliua alia stossa od a dos #9632; doppla ; la decozione di china-china, di genziana, il vino, ecc. tornano giovevollssiml,
11 dotier Rossi ancora raccomanda ninlto \i'. iniezioni sottocutanee di soluzioiii di bisolfato lt;li chinino e 1'uso dei diuretici.
Auche per questa malattia giovano le norme i^ieuiclie raccomaudate per In altre raalattie infettive e contagiose in generale. Qniudi lapulizia e le lavature con liquidi aciduli sono da raccomandarsi per prevenire e per impodirno la diffiisione. Nei mesi caldi la malattia produce lo mag-giori perdito; le carni e le pelli degli aniraali possono ricevere, senza danno, le comuni ed ordinarie destlnazioni.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Essenza dl trementlna l
Alcool......gt; ana.....gr. 100
Anniiüinaca.....)
Per frizloni sul dorso e sullo ostrümitä.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Bisolfato di chinino.........gr. 1-8
Infuso di camomilla 1 litro. Da aniniinistrarsi In una volta.
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2-20 800-1000
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Pr,
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Salioina.......
Docotto di scorsii di salico Da aimninistrat'si in nna volta.
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RABBIA 0 I.YSSA, IDROFOBJAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 83
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22. Rabbia o Lyssa, idrofobia.
Malattia nota a tutti por le sue funeste oonseguenze. La sua cono-scenza rimonta ai tempi piti antichi. Si trovava ^ia citata iiella Blbbla, in Oraero, Senofonte e negll scrittl dl Ippoorate, senza alouua partlco-lare de.scriziono. Tali opore lasciaiio perö congetturare ehe si oonoscesse la rabbia nol cane o nell'uomo. Arlstotlle, scrlvendo della rabbia. disse ehe si comunica a iutti gli aniiuali, l'uorchö airuomo. Oomelio Oelso fu il primo, ehe diode il uomo d'idrofoMa alia rabbia nell'uomo, pro-dotta dalla morsicatura del cane affetto da questa terribile infermitä, Galeno comiucio a de.seriverla piii propriameiiio nel cane; ma i tnedici d'allora, por la tendenza ehe avevano alia riceroa dl speoiflci dotati del privilegio di prevenire tutti i raali, non vi diedero ascolto, e Plinio stesso scrisse popolarizzando assurditä d'ogui genere, ehe furono, per tradizloni, rlmandate fine ai nostri glorni. Golumella pure suggeriva varl mezzi por provenirla e cnrarla; per es., ogli insegnava a pestarc la coda ai cani di 40 giorni d'olä per prevenire in essi lo svlluppo della rabbia!
Col riflorire dolle scieuzo, nel XVI seeolo, si ebbero anehe piü precisi ragguagli intorno a questa malattia nogli animali. Bauhin osservava il trapasso della rabbia nell'uomo e negli animali da una In pa rabbiosa nella contea di Monpelgard, Andry parlö lt;li una epizoozia di rabbia uei cani a Parigi; in Italia, Bagllo la osservö sovente sul fiaire del xvn seeolo. Nel xvin seeolo si aumentarono i tiotati easi di epizoozie rabide, tanto in Europa quanto in America, e si comiucio a descrivere la malattia nol suo quadro sintoraatologlco. Frattanto venne il seeolo presente, seeolo delle piü severe indagini e dello piü scrupolose osservazioni. Da ogni parte sorsero monografle a corapletare lo studio della rabbia in Europa; epizoozie frequent! s'ebbero a manifestare nolle varie provincie; la patologla sperimentale e 1'anatomia patologica vennero applicate rigo-rosamente allo studio delle malattie, e le piu recenti conoscenze ehe si hanno intorno alia natura del virus furono eziandio utilizzate per spie^aro questa gravissima malattia, la quale sorgo spontanea nel genere Cam's (volpo, lupo, eano), in qualehe specie del genere Felis, Metis o Mustela, e ehe da essi, colla morsicatura, si comunica agli altri animali ed al-I'uomo stesso.
Essendosl riscontrato spesso tumoßtzione di milza, sangue soiolto e frequonti bacterli nel sangue, si ö ponsato ehe fosse una malattia afflne al carbonchio; e questa opinione trovava appoggio nella trasnüssibilitö della malattia col mezzo del sangue inoculato. Che si tratti di uu morbo infettivo analoge all'antrace g ad altri congeneri tiossuno piu lo mette in dnbbio; ma la sua causa essenziallssiraa ö speciflca, differente da quella della tubereolosi, del moccio, del carbonchio, oce.
In ehe eosa consiste il contagio rabldo? Seeondo Ilallier, esisterebbe pure in questa malattia un mieroeoceo speciale, ehe si moltipliea nel
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sangue e vlene ellminato come da emuntorlo col mezzo della saliva. Tali minimi gerui si troverebbero nel sangiie, ora Isolatl e molto rari, ora in colonie ed abbondantlssimi. Halller, ehe feoe tiumerose queste osservazlonl, ne tentö, come per altri contagl, la coltlvazione, ed ottenne lo sviluppo dl morfe diverse di un mioromloete, a seoonda ehe speri-mentava nell'alburae d'uovo, In decottl vari di frutta, all'umido er] al-l'asclutto, e concluse ehe, sebbene aon fosse riuscito ad ottenere la specie perfetta, luttavia questa si sarohhe trovata tra i microfiti pill elevati e la denominö, a priori, LiwnpJit/fon mspecium,
Rivolta aveva pure notato i inierococchi nel sangue di un cane, dl una bovlna ed in due porcellini di piccolezza slngolare; ed lo oredettl aver osservato il virus rabido nei inierococchi e plccoli vibrioni godenti di un movimento spiccatissirao nella saliva di anlmali aflfetti dalla ma-lattia. Ma nulla era fine a questi Ultimi anni di diinostrato.
Pasteur preclsö megllo la forma del virus rabido, consistente in cor-puscoli particolari, ehe si troverebbero neile ghiandole salivari (parotid!, sotto-mascellari e sublinguali), nella saliva, nel sistema nervoso cen-trale (encefalo e midollo spinale) e periferico (pneumogastrlco), e nel liquido celalo-rachideo: ma questi corpuscoli non si sanno ancora distin-guere beno da altri microbi e granulazloni indiffGrenti. Nel 1881, Pasteur, mediante la trapanazione del cranio e il taglio delle meningi, inoculava, con rapidita e slcurezza, il virus rabido alia superfloie del cervello dei cani e di altri animali. Nel 1882 trovava un nuovo metodo d'in-nesto piii facile, consistente nolle iuiezioui intravenöse del virus.
Negll esperimenti fatti in collaborazlone dei suoi assistenti, Chamber-land, Roux e Thuillier riconobbe ehe lo stesso \\rn* puö deterrainare forme gravi o leggiere di rabbia, a seconda del punto nel centre nervoso. In cui il virus a prel'erenza si localizza. La inoculazione inlraveuosa produce generalmente rabbia inuta, solle forma paralitica, con raancanza di furore e abbaiamento rabido. L'innesto della malattia nel cervello produce rabbia furiesa. La rabbia inoculata puö guarire spontaneamente; come pure venue osservato il falte ehe, guariti i sintomi les^ieri della malattia, si ebbero, pin tardi, negli stessi animali, fenomeni gravissimi, anche raortali. Un cane, dope aver presentato fenomeni leggierl, resistette ad altre successive inoculazioni; altri cani si mostrarono completamente refrattari a ripetuti tenlativi d'innesto della malattia in modi iliversi.
Questi fatti, dedotti dalle esperienze del Pasteur, hanno giä avuto uu perfetto riscontro nella prat lea. Cosi e note come vi siano dei cani, ehe resistettcro incolumi a gravi morsicature di altri cani rabbiosi; dei cani afl'etti da lissa in forma lieve e guarita spontaneamente; dei cani affetti dalla malattia in grade tanto lieve da passare completamente inavvertita dai padroni; cani, ehe, eolpiti da rabbia furiosa, niorsicarono altri animali od anche uoniini, conumicando la malattia, mentre subito dope rientrarono in un periodo di calma perfetta, come so non avessero avuto nulla. Una di queste osservazioni mi venue eomunicata reecutemente dal dott, Picena di Canelli.
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KAIIHIA () LYSSA, IDROFOBIAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;o5
Sebbeae talual ruUi, ossei'vatJ dal Pasteur e dal buo! oollaboratorl, avessero in lorn scemata la speranza lt;li ottenere 1' Immunity nei cuui, mediante 1quot; limesto, tuttavia essl lavorano sopra questo indlrkzo, per vedere cioö sq vi slano canl refrattari alia rabbia, in qualunque modo si cerchl ili comunicarla, e so lo possano diveotare in soguito allo in-iiesto preventlvo cou virus attenuate, come ^ia si fece plt;!l cholera dei polli (gt; pel carbonohio. In una seduta deirAccaderaia delllaquo; Scienze lt;ii Parigi (26 febbralo ultimo) Pasteur comunicava nuove esperienze sulla rabbia, dalle quail rlsultava ehe lt;vli ö riuscito ad ottenere la refratta-rieta, per mezzo dl uu sistema d'inoculazlone di virus ili diversi ordini, e ehe 2.quot;) cani subivano ancora, senza risultati, inoculazioni virulente.
laquo; Poter rendere refrattari i canl alia rabbia costituirebbe una solu-zione alia questlone della profllassi di questa raalattia, non solamente ])el cane, ma anche per l'uomo, poiehö l'uomo non contrae mai la rabbia ehe la seguito a raorsicatura o ad innesto accidentale, ili cui il virus provlene direttamente o indirettamente dal cane raquo; (1).
Avrenio adunque nel cane e in tutti gli animal! ili questo genere, e torse anche nel gatto, la rabbia spontanea (come ae fanno feile le varie epi/.oozie ed i casi sporadici, ehe si fecero sempre mai osservare) e la rabbia iraumatica, o trasmessa per morsicatura di altri caai arrab-biati. Negli animal! di altri generi e specie, come nel caval/o, bue, pe-cora, porco, si e Qnora solamente bone constatata quest' ultima forma della malattla, la quale del resto e identica, quanto alle lesioni ed effetti funesti, alia rabbia spontanea. Si potrebbe perö concepire una rabbia indipendente da morsicatura ili cane rabldo, quando si trovasse saliva di auimali iul'etii o virus disseminate sugli aliment! e nolle bevande, e ehe per mezzo ili accidentali ferite venisse assorbito dal cavallo ad es., dai bovlni, ecc.
RABBIA NEL Oane. La rabbia nel cane, a seconda del modo di ma-nifestarsl, si distingue in furiosa e muta; la prlma 6 la pifi terribile, perclie ji'li auimali possono moniere; uella rabbia muta iuvece havvi paralisi della mandibola inferiore, e per quanto i cani si sentano spinti ad afferrare e ad offendere col dent!, non si trovano uella possibilitä di farlo.
I cani colplti ilalla malattia, sia essa spontanea, in seguito all'in-fezione e penetrazione del virus neil'organismo naturalmente, oppure comunicata da altri cani per morsicatura, presentano modiflcazioni nelle lore abitudini; era sono piü tnelanconici, era palono i)iii allegri, insolitameute amichevoli, s'lrrltano lacilinente, iliveiitano f'astidiosi, pigri e disobbedionti; qualche volta si raostrano bisbetici ed irre-(juieli; cambiano sovente ill posto. Si altera onlinariameale il lore appetite, talvolta prendono ancora cibo, lo masticano e lo lasciano cadere, o lo odorano solamente. Sinlonio di grandissima importanza e caratte-ristico si e il leccare le urine e le fed, I'ingoiare lo stereo, e la ton-
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(1) Pastbuh, Revue Soieniiflque, Iquot; mars 1884.
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DUnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;KAIIH1A () r.YSSA, IDUOl.'OHIA
denzii ehe hanno d'Introdurre ael loro corpo sostanze indigeste, oome legno, paglia, plume, ere. La loro ßsionomia si alters colla voce ehe dlventfi rauca; l'occhio si la scintlllante; fuggono di oasa, vanno in cex'ca ili altri cani, ai quali Incutono grande paura. Talvolta i'ltoraano a casa come avvilitl, ma aon maagiano, l'lrrequietudlne aumenta; dopo un giorno, al piü due, fuggono lt;ii nuovo la casa del padrone, e divem-tano vagabondi; acquistano an aspetto spaventoso, cola dalla loro booea saliva schiumosa e sono colü ad intervalli da attacchi di vera rabbla, con tendenza grande a mordere, Se sono legati, cercano di ridursi a libertä, mordono le catene e le corde, i tavolatl, le spranghe dl ferro, c se hihi riescono a svincolarsi, dlveutano pin iracondi. Per le vie e per ii1 campagne si rendono pericolosissimlquot;, e durante il parosslsmo o voglla di mordere, mordono di preferenza i loro compagni o ^rii altri cani, ma non risparmiano l'uomo stesso e gli altri anlmali; aleuni Ce-rlscono leggermente, altri profondamente, e, non trovando anlmali, si sono visu mordere rabblosamente pozzi di legno, spranghe di ferro da rompersi i denti ed insangulnarsi la bocca. Si disse ehe i cani rabblosi sono idrofobi, maquestonon 6 serapre vero; furono osservati cani affetti da rabbia gettarsi nell'acqua e here: un vitello rabbioso fu visto da me lion1 colla niassinia indifferenza; qualche volta perö diventano idrofobi e fotofobi,
Dimagrano in brovissimo tempo. La bocca si fa rossa, arida o secea, screpolata, con piü o mono abbondante collo dl saliva fllamentosa (mu-cosa); talvolta vi cola una grande quantitä di saliva schiumosa. Dopo uno o due glorni i parossismi di rabbia si fanno piu deboli, con minori intervalli; soprawiene l'abbattimento, la respirazione frequente e celere, pelle secca e attaccata alle costole, allungano la lingua e la tengono pendente; aumenta la debolezza del treno posteriore, subentra la paraplegia, l'andatura si fa vacillante, trascinano i piedi di dietro; se assa-liii da parossismo furiose, mordono ancora e tentano di mordere cio ehe sta loro d'intorno; si manlfestano convulsioni per lo piü limitate ad aleune regloni del corpo, oppure generali, vi s'aggiugne il sopore, e nei 5deg; o (in giorno di malattia muoiono.
II cane colpito da rabble muta, fa di rado sentire la voce: l'irrequietu-dine e la tendenza a fliggire e a mordere sono minori; i malati si raostrano piü tranquilli e tristi; si trova jjjia una temporaria paralisl dolla man-dibola inferioiv, la quäle si fa pendente, ed i cani non possono quindi mordere, ne prendere eibo o bevanda. Solainonte quando vengono Krandomente irritati, si trovano in grado dl chiudere le mandibole e mordere; perclö anche questa forma di rabbia riesce pericolosa per chi incautaraente avvicina i cani. Essende la bocca sempre aperta, esce ordinariamente sclaliva o schiuma. Si osserva per lo piü la lingua pendente , tumefazlone del collo alia regione della gola per la infiamma-zione della faringe e larlngG; si alterano i sensi, Pappetito e abolito, in breve si nota dimagramento e paraplegia verso il tormine della vita. Cos! si succedono In breve temiio i periodi dolla malattia, come nella
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UAI1HIA 0 LYSSA, IDROFOBIAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 87
rabbia furiosa, orl i cani muoiono, in genere, f'ra il qulnto od il sesto giorno; in rarissimi casi la durata della luainttia si ostende al di la del dieci glorai.
Alia sezlone del oadavere si potranno trovare lesionl, ohe oonferme-ranno I'eslsteaza della rabbia. Perö, so non si conoscono i slntoml pre-seutati in vita, ö molto dilllcile, dal sempllce esame del oadavere, poter travre un gludlzlo franco e slouro sull'esistenza della malattla, Si rlscon-trano le lesloni appartenenti alle diverse malattie; cos'i venne osservato il rossore della farlnge, della mucosa gastrica e delle Intestina, eoc, ca-fcarro nasale, bronchiale, congestlone od iaieziono grande delle menlngl e della polpa cerebrale non di r.ido complicala con edema del cervello, ecc; talvolta non si incontivino rilevanti lesloni; ma un carattere di grande valore e ehe non mauca mal nei casi di rabbia, si 6 la presenza nel veu-tricolo di ))ozzi di legno, ili luscelli di paglia, dl (ieno, erba, peli, terra, stereo, ecc, e tanli altri corpi estrauei assieme alia mancanza o quasi di sostanze allraentarl. Si e ammesso dal Marocohetti I'eslstenza dl due vesclcole al lati della lingua, contenenti virus rabido; secondo Prinz, si troverebbero anche nei cani sanl; secondo Splnola, sarebbero invece sintomo di carbonchio, [ntanto, flnora tale questione non e ancora stata risolta, e la presenza delle dette vesclcole 0 lisse potrobbesi anche spiegare ammettendo quale causa una lesione nervosa, od una local izza-zione incostante del morbo, a somiglianza delle altre malattie contagiose. Trattandosi perö di una malattia gravlssima e fatale, o^'iii qualvolta si troveranno lesloni di enterite o di gastro-enterite con corpi estranei nel ventricolo, si dovra sempre propendere per I'eslstenza della rabbia,
Rabbia nel Oavallo. II cavallo, colpito da rabbia, diventa irre-quicto, si dibatte, I'occhio si fa scintillante, pare affetto da colica, diventa iracondo, incute terrorc al solo vederlo. Lo Stallone e la cavalla mostrano forti desiderii venerei; cos) il prirao, alia vista della giumenta, nitrisce con voce altorata e rauca; la cavalla, invece, allarga le gambe di dietro, come se fosse in frega, e lascia colare dalla vagina mucosita. L'animale jiiplia un aspetto Hero, diventa furioso, si dibatte, spranga calci, il respire si fa accelerate, Ooll'avanzarsi della malattia, si svilup-pano spasmi, sudori profusi, quindl parallsi, fotolbbia, dilllcolta ad in-ghiottlre. Nell'accesso della rabbia, percuotono e battono coi pledl, mordono cavalli, altri animal! e i'uomo stesso, le barre o gli arnesi, cosicche talvolta si rompono i denti ed anche la mascella inferiore; saliva schiumosa cola di continue dalla bocca, la voce diventa fioca e sempre piü stentata e piii rauca. Inline, sopravvengono vere parallsi, speclalmente del treno posteriore, glaclono al suolo e muoiono in preda a convulsioni talvolta glä al 2quot; glomo, ordinariamente fra il 5deg; e 6deg; giomo, Nel dubbio se si tratti di vera rabbia o non, debbesi presentare al cavallo sospfltto un lume acceso, oppure un truogolo d'acqua; si pro-ducono ruinoi'i per vedere se no e vivamonte impressionato; il megllo pero si e di fai'uli passaro davanti un cane: se il cavallo e rabbioso, tenta avventarglisi contro ed ofl'endorlo,
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HHnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;UAHHIA lt;l I.YSSA, IDUOKoltlA
Rahhia NBI Bovini. Noi bovini, como nel cavallo, si prcsenta con slntorai spavantosi; grando Irrequletudlns, si occltano fticllmente, si osserrano spasmi, schiuma blanca colante dalla bocca, i desidoril ve-nereisi fanno esagerati; 11 lavoro diventa penoso. puraute il parosslsrao gli ocelli diventano sclntlllantl, rossi, lissi, spalancati, la pupilla dilatata, mugglscono ili contlnuo,soalpitaiio ooi piedl, si procipitano sulla lettiera, e si rawoltolano Iraoondl, furiosl, cercapo Uberarsi, rompono talvolta le oatene e le corde, Se si avvlolna qualcheduno, cercano d'ottenderlo, urtanocolle coma ecolla frontecontrp gli ostacoll con tanta for/ache le prime non di rado si spezzano e I'ultiraa si Insanguina; cessa 1quot; ap-petito o la rundnazione, Manca affatto In quest] animali la voglia di mordere. oil escrenaenti, da prima asciutti, si (anno piü tardi diarrploi, talvolta esoono Involoatariamente, cos) pure io urine, Avvengono le cou-vulsioni, paralisi del treno posteriore, giaclono senza potersi piü rial-zare. Talvolta stanno coricatl, non mugglscono, rifiutano soventlaquo; le bevande, non sono idrofobi, no fotofobi, ma so si awicina un cane, balzano in piedi e tentano furiosi d'offendeiio, Dopo ;5 a 4 o al pin 7 glorni di malattla muoiono. 11 sangue o nerastro, ma si coagula ancora. L'esamo di esso non rivela, como negli altri animali, ehe l'esistenza di granuli a bordo scui'o, con moto molecolare spiccato. Nessun bacterlo o bacteridi, a meno (;ho non sia ^ia cominciata la putrefezione.
Rabbia nki.i.k Pecore e nelle Capre. Comincia colla diminu-zionc deirappefcito, sospensione della rurainazione, tristezza, alterazione della voce, dilatazione della pupilla, un poquot; di catarro nasale, eccitamento venerco. Talvolta spiccano salti, tentano gettarsi sulle loro vlcine, scric-chiolano col denti, sono furiose, mordono anclie gli utensili di legno, difflcilmente perö assalgono altri animali. Pin tardi diventano deboli: avviene la paralisi delle estreraitö posteriori e cadono. Giaciono a terra con abbondante saliva schiumosa alia bocca, e muoiono in preda a convulsioni. AJtre volte non danno segni di e.-altazioni nervöse o soc-combono senza belare, nö mostrarsi furiose.
Nolle capre perö la voglia di mordere e raagglore.
PORCO. Comincia ordinariamente con prurito e sensibilitä grande della cicatrice forraatasi nel punto morsicato; anzi, il pin delle volte, la ferita si riapre; i maiali sono irrequieti, hanno sguardo feroce, cercano luoghi osciiri. grugniscono spaventevolmente, schiuma bavosa esce loro dalla bocca, hanno tendenza a mordere i compagni, i piccoli e I'uomo stesso. Ai parossismi di rabbia succedono, a interraittenze, calmaetran-([iiillila: la trola ]n\o ullattare ancora per un gioruo o due i suoi pic-cini, ma il piü delle volte li uccide. Gli accessi aumentano sempre in nuniero, avviene dimagi'amento rapide, e gli animali muoiono conmne-raente I'ra il 2deg; ed 11 4quot; glorno della malattla,
Gatto. Nel gatto 6 difflclle constatarla subito con.precisione; I'a-niinale diventa ir'requioto e tondo alia IVga; insolitaraonto spicca salti e si nasconde, diventa furloso, si getta d'un colpo sull'uomo, poi si alien-tana dalla casa, seminando lutto e terroro. Sopravvieue paraplegia, al-
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liAUlUA t) r.YSSA, IDROPOBIAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;M
temzione della voce o segue ordinariameuto la morte dal 2quot; al 4quot; glorno della malattla. Pare ehe la morsicatura del gatto sia piü pericolosa ehe quella ilel cane.
Polu E Piccioni. A,nohe In quosti uooelli si pviö tnnestare con successlaquo; la rabbia, Ma no guaplscono spoataneamenle, sebbeue il loro cervello, come quello del cane e degll altri auimali, acquistl la propriety di trasmettei'e coirinnesto la malattla. Cos! Pasteur, Houley e Gibier, con questo mezzo, svilupparouo sperimentalmente la rabbia nei polii e piccioni, e da quest! la trasmisero a topi ed a porcellini d'India.
Bouley e Gibier hanno rlconosciuto ehe in capo a 30 giorni il cei'vello (Fun piccione non trasmctteva pii'i la lebbre (1).
II periodo dquot;incubazione della rabbia venue osservato molto variabile. Fu visto di 7 a 8 giorni, di 15, 20, 30, 40 giorni, di 2 a 8 mesi; si rac-colsero esempi di animali, nei quali la malattla si e svlluppata dopo 12 a 15 settimane, ed anche dopo piu d'un anno dairavvenuta morsicatura: e riportato perfino il caso di una bovina, in cui la rabbia si svolse dopo 95 settimane. Ne risulta quimli quanto imprudente ed enonea fosse la misura, geiKM'almente adottata, di sequestrare cioö, per soli 40 giorni, gli animali morsicati da cani rabbiosi. Essi debbono tenersi in osserva-zione per un assai tnaggiore tempo, ed asslcurati toste cIhs presentano alterazioni nolle loro abiliuiini.
La rabbia e una malattla (inora incurabilo, ad onta di tutte le prove tentate e del prodigi vantati di varie sostanze medicanmntose. In quest! ultimi mesi, il Bouley consiglio 1'agllo come mezzo preventive e curative della rabbia, ma non si sa ancora qua) valore pratico possa avero questo prodotto del nostrl orti.
La cura prolilattica si rlduce ad uccidere gli animali arrabbiati ed a sequestrare i sospetti lino a tanto die non sia scomparso ogni peri-colo d'inl'ezione.
Un animale qualunque e I'uomo stesso, morsicati da un cane rabido, debbono curarsi sollecitamente mediante 1'applicazlone del cauterio in-candescente o di acidi minerall I'ortissimi sopra la parte Terita. II I'erro rovente e pret'eribile pero a tutti i caustic! potenziali.
La cura interna riesce molto incerta. I narcotic! e gli alterant!, som-ministrati internamente ed applicati esternamente sulla lerita, furono trovati giovevoli.
L' idea ehe il virus rabido fosse un veleno ha suggorito ad ingegni eminent! e, tra gli allri, al Riberi, di tentare F antagonismo di talun! altri veleni. Cos! nei letto d'infelicl malat! furono messe delle vipere, ehe, morsicando le povere creature, ne afTrottavano la morte.
Sono ritonute come cause predisponenti delle rabble il troppo caldo e I'eccessivo freddo, sebbene i rari casi della malattla nei climi cald! e freddi dimostrino il contrario. Secondo Hertwig, precedenti malattle, particolaritä di nutrizione, teuere di vita, cattivi trattamenti, colpi, por-
(\) Comunieazionö fatta alFIstitutO di Pranda uclla seduta del 25 lebbraio 1884.
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90nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KKU.MATIS.MO
cosso, ecc, costltuirebbero altrettante cause della rabbia. Seoondo altri,
i piaccri vi'iicrci non soddlsfattl, la tome, la sete, la museruola obbli-gatoria pol canl nella cittä teri'ebbero il primo posto tra 1laquo; cause della rabbia, si attribu) pure graude Importanza a condlzlonl atraosferlohe particolari, ai ventl del uord, ecc; ma, essendo la malattia dl natura virulenta, si capisce come tutte queste cau.se neu possano, per se stesse, proilurre la rabbia, senza la presenza dell'elementospeolflco, causa essen-ziallssima ili essa. Ad ogni modo, non si puö a mono ehe raccomandare di tenere i can! secondo i deltami di uua buona igiene. Kssi non si do-vrebbero tnai irritare, no punlre Ingiustamento. Sara beno ehe si lasoino soddisiare i bisogni venerei, fornire loro a suffloienza da here e non maltrattarli. Sarebbe pure prudenzache venissero acoalappiati ed uccisi tutti i cani vagabond!; e quelli troppo irritabili, naalevoll e ferocl si obbli-gassero alia museruola, quamlo si trovano liberi.
I cani affettl da rabbia debbono essere uceisi; i morslcati ed i sospetti sarebbe prudenza sequestrarli, tenerli chiusi, od almeno in osservazione vigile, lluche non siano scomparsi i dubbi della malattia. 11 sequestro dovrebbo eslondorsi almeno a tre tnesi. (ili animali niorti od uccisi per rabbia, od ancbe semplicemente sospetti, dovrebbero essere sepolti pro-fondaraente, e tneglio ancora bruciati completamente.
Fa d' uopo, in segulto, disinfettare accuratanaente o distruggefe tutti gli oggetti, ehe p()ss(jno essere stall contaminali con virus rabido.
I proprietär!, i sanitari e tutti quelli, ai quali stanno a cuore sli in-teressi igienici della umanita, sono tenuti a denunciare alPautorita gli animali affetti o serapllceraente sospettati rabbiosi, acciocchö si pren-dano Ig aecessarie misure di pulizia, ehe la gravity della malattia richiede,
1. Pr, Unguento corato..........nbsp; nbsp; fir.nbsp; nbsp;15
Olio laurino............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 8
Polvere di cantaridi.........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;
Olio di terebontlna........ana raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 2
M. o fu unguonto per ungore la ferita.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Hertwig).
z. Pr. Potassa caustlca..........nbsp; nbsp; gr.nbsp; nbsp; nbsp;1
Sciogli In acqua dlstillata.......nbsp; nbsp; nbsp;sgt;nbsp; nbsp; nbsp;30
Per bagnaro la ferita.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forstku).
.'i. Pr. Polvere ili cantaridi.........nbsp; nbsp; gr.nbsp; nbsp; nbsp;(i
Aclipe suino............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 20
Polvere di sabina..........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;15
M. e f. unguento per medicare la ferita.
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23. Reumatismo.
Sotto la denominazione di reuina, o di reumi, s'intendono dei dolori vaghi, o vaganti, locallzzati a diverse region! del corpo, muscolarl, ten-dinee, nervöse, alle articolazioni, oppure anche ai visceri dell'animale
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UKUMATISMOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 91
In vita. Quest] dolori pltl o mono intensi, brucianti, lancinanti od ancho miti, talvolta iiiutaiio tacilnu'iite di sedc e passano da una regione al-1'altra del oorpo; oppure si flssano ad una o plü artlcolazlonl, lt;raquo; ad una massa o regione musoolare e si aocorapagnano con fenomeni iniiamma-torii piü o meuo gravl, talvolta gravlsslmi,
In ehe eosa conslsta la causa del reuma non e ancora ben note. Si oredeva una volta ehe fossero dei material] irapurl circolant] nol sangue, i quali deponendosi nei tessuti, o nelt;iii organ], irrltassero i filament] nerves] e producessero il dolore; oppure Irrltassero gU element] anatomic] ed i tessuti d'onde i sintomi e le lesion] ehe caratterlzzano I'lnflamma-zlone. Questa materlapeccoMSdegl] antlchl umorlstlera ancora quella ehe producova la pneumonite, la pleurite, repalite, la inetrito, eec. Cosicche, mediante una sostanza Immaglnarla, colla dottrlna umorale, si splegavano le varie forme di reumatismo o si dava una plauslblle splegazlone alia loro scomparsa ed alle successkmi morbose piü frequent] della multi-forme malattia.
La materia pecoans venae rlposta piü tardl In un principle disorasico e quindi si credette, come si credo ancora da molti, ehe fossero, per es., gli acetoni raccolti nell' organlsmo in troppa grande quantitä, oppure in modo piü complesso, i material! di metaraorfosi regresslva, i quali invece di essere eliminati dal oorpo vi s'arrestavano nei tc^ssuti o ne^li organ] producendo dolori vaghl, o persistent] e forme inflammatorle le piü diverse a seconda dei luoghl (tessuti, organi ed apparatl organic]) a cui giungevano e si deposltavano i material] di regressione suindlcati. Cos!, si spiegava lo sviluppo delle piü diverse forme del reumatismo ehe suceedono ad una soppressione di trasplrazlone cutanea. Se, per es., un animale in sudore si esponeva alia pioggia, ai venti freddi, ecc, in modo ehe il sudore non potesse venire eliminato e rimanesse cosi nella pelle e penetrasse per la flltrazione nei sangue si avevano i material] di metamorfos] regresslva ehe fungevano dasostanze plrogene nei sangue e quindi producevano una reazione ehe si esplicava eon aumento di temperatura, ed una febbre efflmera o reumaiica ordlnariamento di breve corso, poco intensa, e in cui la temperatura non oltrepassava generalmente i 39deg; centigradl, Se quest] material! penetrati nei sangue si deposltavano, per es., nei capillarl dei fllamenti nervosi e quindi nei tubi nervosi, si avevano doi (atti di iperestesia o di dolori reumatici lungo i nervi piü o meno inteasi. So gli stessl material] di escrezlone si flssavano nolle placche nervöse dei muscoli, oppure nella sostanza contrattile delle fibre muscolari si avevano i dolori piü o mono estesi nelle masse muscolari di una o di parecchio region! e quindi il reumatismo muscolare. Se, sempre gli stessl material] impuri, o di metamorfos] regresslva, si deposltavano attorno alle artlcolazioni, nei tessuti flbrosi, 0 nelle capsule siaoviali, 0 su tutta la superflcle di una o piü artlcolazlonl si avova il reumatismo articolare sempliee quando era 11-mitato ad una sola articolazione, poliarticolare quando si trovava esteso a parecchie artlcolazioni.
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9önbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; RBUMATISMO
Se, Inflne, glJ stessi tnateriali lt;ii metaraorfos] regressive si rlversavano o flssavano sui polraoni si aveva la pneumonlte reumatioa, o nello stesso modo si poteva avero i;i pleurlte reumatloa , la perlcardite e cardite reumatiche, l'epatite, la peritonite, la aefrlte, ovc, reumatlohe. Questo perö era un concetto piii toorico ehe pratico per spiegare forme raorbose, io quall noii .si conoscevano nella loro ossenzu, e se era facile l'accon-tentarsenequandonon sl poteva trovar di megllo, recenti rlcercbe hanno messe sulla via gll studiosi per la scoperta delle cause vere dl taute disparate malattle ehe sembrano rispondei'e ad una stessa ed identlca causa.
(Jia Rokitanski aveva sospettato e creduta prodotta da microorganlsmi una eudocardite ulcerosa deU'uorao, ehe slsviluppaln seguito alt;l artrite reumatlca, Vlrcbow ne confermava le osservazlonl e piü tardl Eberth, Maler, Klebs, Epplnger, Birch-Hlsohfeld, Weigert trovarono costante la presenza di microorganlsmi nelle valvole affette dei cuore. Marchlafava inflne, pose fuorl dubblo la natura micotlca di queste forme dl endo-carditi e dlraoströ, mediante raolte osservazloni e colorazionl ottlraa-mente riuscite, su flnl sezioni di cuori tnalati di endocardlti ulcerose, ehe i microorganlsmi notati erano costantemente del mlcrococohl, i quall si trovavano nol tessuto ulcerato e nel connettivo Intermuscolare del cuore eircostaiilc l'ulcera sotto ia forma d'aramassl, di zooglee, in serie llnearl o a lonau di diplococchl, od Isolati a modo di inflltrazione tra i tessuti alteratl e normal! del cuore. In gulsa die, appoggiatl a queste osserva-zioni, si tenderebbe ora ad ammettere ehe l'essenza dei reumi oonsista in mlcrococchi partlcolarl ehe in seguito ad una causa occasionale, come sarebbe la soppressione della traspirazione cutanea, od un'altra qual-siasi. penetrerebbero nel sangue e produrrebbero la febbre reumatlca, flssatisi nel tessuti e negli organi svilupperebbero i semplici dolori reu-matici, o le vere inflamraazionl pure reumatiche.
II reuma In generale si divide in acuto e cronico. In febbrile e afeb-brile, in semplice e complicato, In (Isso e vagante, caldo e freddo, In muscolare ed articolare; quest'ultitno in monoarticolare e poliarticolare.
U reuma o reumatismo acuto Insorge per lo piü violenlo, con dolori intonsi e spesso aecompagnati da febbre; il cronico sl accende, sembra quindl spegnersi per ricomparire e durare a lungo con alternative di dolori, talvolta febbre, sintomi Infiaramatoril, pol apparente guarigione, per riaccendersi la raalattia e cos'i produrre alternative di rnigliora-mento e di peggloramento per mesi ed annl.
II reuma e febbrile quando oltre al dolore si ha elövazlone della tem-peratura del corpo. La febbre reumatlca rappresenterebbe una forma di reuma febbrile nel suo stato piii semplice. Quando, p. es., si ha il rm-fondimento mmlu reuraatlco, cioe dolore ai piedl dei cavalll per in-flammazione reumatlca, ordlnarlamente si nota anche febbre, Si ha pol febbre frequentemente tiel reumatismo articolare acuto aecompagnato da fenomenl inflammatorii, nella pleurlte acula, perlcardite, peritonite acute reumatiche ehe potrebbero considerarsi siecome allrettante loca-lizza/ioni del reuma acuto febbrilo.
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RB0MATI8M0nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;93
n reuma si dico semplioe quando non 6 accompagnato da fenomeni Inflaramatorll, oomplioato noi casj laquo;li Inflammazlone e prodottl Inflara-matorll, o coeslstente con altrJ fattJ morbosi.
II reuma ('#9632; dotto ^sso quando 11 dolorlaquo; od i fenomenl consecutlvl si Umitano ad una parte del corpo e non passano .'id altrl organi audio dopo rnolto tempo. Com ö, p. es., dl talunl reuml alle artloolazloni od al muscoli. Un reuma flsso ai muscoli delln spalla, p. es., puö produrre dopo mi certo tempo atrofla delle masse muscolarl lose, o quindi essere se-gulto da assottigllamento della spalla malata, rlgidltä o zoppioatura permanente dell'arto ehe vi corrisponde.
Vaganie invece, si dice il reuma ehe si manifesta con dolori piü o meno Intensl, p, es., ad una spalla, poi quest! dolori passano al costato, all'altra spalla, al collo, ai lombi, ecc, e si trasportano cosl da una regione all'altra del corpo.
Ii reuma caldo 6 caratterlzzato da dolore od aumento di temperatura della parte; si ha in questo Iperemla attiva, quindi magglor rlcamblo, talvolta tumefazione, edema caldo, Freddo, invece, si chiama il reuma ehe si presenta con diminuita temperatura della parte tulfal piii la temperatura o normale ordinarianiente e al disotto della norma fisio-logica. Cos'i o, p. es., del reuma eronico di spalla nei cavalli di razza flna, accompagnato glä da atrofla del muscoli corrispondenti. il dolore alia parte e causa di inerzia, mancanza di esercizio, di assottigllamento, di emacerazione delle masse muscolarl.
II reiunatismo muscolare, cioe limitato a masse e region! piü o meno esteso di muscoli, puö essere anche acuto e eronico. Oosl pure il reu-matismo articolaro limitato ad una sola articolazione (monoarticolare), o diffuse a pin articolazioni (pollarticolare).
11 reuraatismo vuol essere curato eoi diaforeticl, col sali diluenti e coi dluretici, Le fiizionl secche, oppure irritantl medicate con alcool, am-moniaca od essenza di trementina tomano glovevolissime. Le coperture, 1'esercizio moderate ed un ambiente asciutto e temperatura uniforme costitulscono degli uiili coadiuvanti la cura del reumatlsmo.
II reumatlsmo eronico, sia muscolare ehe tendineo, o nervoso, si cura coi rubefacienti, cogll irritant! e coi vescicatorii; in ultimo colla cau-terlzzazlone trascbrreute (fuoco a linee od a punte), opimre anche col fuoco coperto, o di Denanzio.
II reiunatismo articolaro acuto, quando e accompagnato da Cehbre in-tensa, oltre al soll'alo di soda o di magnesia giova moltlsslmo il salicilato di soda od il soll'ato di chinino. Come calnianti, per sedare il dolore, glovano i preparatl d'opplo, il cloralio idrato ed i preparati del colchico autiuiuale.
Sulle artlcolazion! dolentl, servono molto bene le unzlonl di olio di glusquiamo 0 d! holla donna, la veratrina, le appllcazionl di etöre e olorofonnlo. Sono pure raccomandate le appllcazionl local! di erbe arc-matiche 0 t'oimmtazioni di camomilla, di lavanda, di timo. di menta, di melissa, di anfrelica, di (inocchio, il! rosniarino, di salvia, ecc.
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91nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ARTIUTE DEI OIOVANI ANIMAM
Naturalmente ehe noi casi di complicazioni, o di localizzazione ai vlscerl iiilorni, il trattamonto curativo vuol essere corrispondente alle diverse forme di inliammazione.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Olio di giiisqiiiiuno........gr. 15,00
Acetato di moi'flna........raquo; 0,25
Mo.sci e la liniinonto per ugnore le parti doleuti dol cano.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Foerster),
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Tlntura d'arnica..........gr. 120
Ammoniaca oaustloa llq........raquo;30
Per frizionl sulla parto,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Weiss).
8.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Semi q bulb! polv. di colchico ant. . . gr, 4- 8
M. Salnitro...........raquo; 10-15
Dividi in due dosi oguali, da ammlnistrarsi al cavalli e bovini aella giornata.
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24. Artrite del giovani animaii {Got/a (let giovnni nnimali).
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I puledri, i vitelli, i maiali, i cani e glj agnelli vanno soggetti qualche volta ad un'artrite nolle prime settimane della lore vita, o subito dope il parto. Essa e carattorizzata dalla rigidezza e dalla tumefazione delle articolazioni, e spesso da imperfetto sviluppo dello scheletro.
Spinola, avendo osservato frequentl tumefazlonl delle ghlandole mo-senteriche e delle ghiandole linfatlche in generale nei giovani animaii afl'etti da artrite, credelte questa malattia di natura scrof'olosa. RolofF, londandosi speoialinente sull'incurvamento ehe si vede spesso nolle ossa, la ritenne per una forma di rachitismo, e cerco per conseguenza di dimostrare non essere altro se non oho una espressione del rachitismo. Bellinger inveco, la credette come una conseguenza di una onfaiofleblte, o meglio un' artrite metastica, ehe si svilupporebbe In segulto alia pioemia o piosepticoerala. Questa ultima opinione e spesse volte ben fondata, in quanto ehe la malattia comincia ordinariamente coll'inflam-mazione del cordone ombelicale.
I sintomi variano spesso; i caratteristici pero sono sempre la tumefazione di una o pin articolazioni.
Spinola aveva distinto una forma di artrite reumatica, una forma di artrite spasmodica nervosa o tetanica, od una forma di artrite gastrica,
Nella forma reumatica, la tumefazione delle articolazioni e poco pro-nuneiata; la febbre poco intensa; i dolori sono specialmente localizzati ai tendlni od ai muscoli e probabllmente anche alia ossa. Essa si la notare partlcolarmente nei vitellini e maialetti.
La forma spasmodica o tetanica e caratterizzata specialmente da ri-gidita e da trisnio; gli animaii vacillano nei camminare, sono deboli, dimagriscono, hanno febbre , dolori generali, leggera tumefazione alle articolazioni. Ordinariamente vi si associano sintomi gastric!; la diarrea e la dissentoria, secondo Spinola, non mancano mal e raccorciano la durata della malattia. Quando la diarrea (; la dissentoria predominano
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ARTRITE DEI ftlOVANI ANIMAI-Inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;05
sulla tumefaziono delle articolazioiii, si ha la forma gastrloa. Ten^ono dletro ai fenomeni gastro-lntestinall ed alia turaefazloae delle artlcola-zioni, .sintomi dl localizzaziono al polinono (ombolismo polinonare) cho ne afl'rettano la tei'ininaziono mortale.
No! puledri si manifesta spesso turaefazlone dalle ghiandole Interma-scollari ed angina; nci vitoili o. puledri, come pure neglJ altrl animali sono frequonti le oftalmie con opacamonto della cornea (choratite),
La forma reumatioa ha un corso piü lungo dolla totanica ; o la gra-vitä varia audio a seconda cho sono una o piu le articolazioiii malate. Quando si associano i sintomi gastro-ontorici o di ombolia polmonaro, l'esito e piü rapidamente mortale, Se ö una sola rarticolazione colpita ordinariamente i dolori sono mono gravl, il corso ö raolto piu lungo, jxli animali diventano deboll, ma qualclio rarissima volta si salvano.
Quando coll'artrlte vi ha inflammazione del cordone ombellcale, blsogna cercare di combattere qunsf ultimo (vedi pag. 11 o 12). So perö si osserva 1' aggravamento della malattia il meglio ö di ucoidere gli animali per trar partito delle pelli e dolle carni.
Nei casi in cui si vedesso predomlnare il rachitismo, e necessario pro-veniro la malattia cercando di migliorare lo condizioni delle lattrici, mediante sostanze eccltantl, dl facile digestlone ed aromatlche.
Debbesi tentare, in ogni case, il modo di nutrire i malati con buon lalte, farli poppare frequentemente e poco per volta, aiutandone la digestlone con infusi aromatici (infuse di camomilla), col sale, col the di fieno, a cui sia mescolato un po' di carbonate di calce o farina d'ossa.
Vi sono dei villaggi e particolarmente delle tenute in cui Tartrite e frequente e come stazionaria. Per queste locality si potrebbe forse util-mente tentare 1'agglunta dl farina di ossa al foraggio destinato per le madi'i, ed amminislrare anche nel latte un po' della stessa farina ai neonati. Per i vilelli ed i puledri se ne potrebboro dare da5 a20 grammi; agli agnelli da 2 a 8 grammi ed ai maialetti lino a 10 grammi.
Per le madri, blsognerebbe valutarne la dose dal difetto dei sali cal-carei riscontrato nei foraggi, ehe servono per la lore nutriziono.
In breve, tutto si riassume in una cura dietetica corroborante e pre-servativa.
Krekeler, per la cura dell'artrite nei puledri, prescrive le frizioni, con l'unguento mercuriale sulle articolazioiii malate, due volte al giorno e la somministrazione interna di ioduro potassico coll'olio di legato di merluzzo.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Ioduro potass...........gr. 8
Olio legato di morluzzo.......raquo; 360
Da darsi giornalmente col the di camomilla alia doso di 3-4 oncohlai picni da tavola per un pulodro.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Kuiokkuck).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Assenzio.............gr. 100
Rad. dl oalom. arom.........raquo;nbsp; nbsp; nbsp;120
Fosfato trioaloloo.........raquo; 50
M. e f. polv. da ainministrarsi nolla profeuda alle femininenbsp; gestallt! (bovine od equine) nolle 24 ore.
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CA.0HB88IA 0S8IFRAOA OD OSTKOMAI.ACIA
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Pr. rolv. d'asssnzlo
Haccho di glnepro........ana gr. 80
Posßito trioaloioo . . . .....raquo; 8
M. e r. polv, iia ammlnlstrarsi a ouoohlai noll'alimento alle pecore o trole irestanti,
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25. Cachessia ossifraga od ostoomalacia.
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K malattia dol sistema osseo dovuta a sproporzlonl fra la sostanza organica e I'lnorganica, per cui le ossa dello scheletro si fratturano al minimraquo; sfbrzo, taivolta nell'alzarsi e coricarsi ehe (anno gli stessi ani-mali nolla stalla.
Paul Bouley ha [lerö con ragione osservato oho fra l'osteoolastla e I'osteomalacia esiste differenza, inquantoche nella prlmasl ha predomi-nanza, nell'ultlma insufflcienza dl sali oalcari nel tessuto osseo (1).
Nota giamp; a Vegezlo Renato venne osservata e descrltta nel secolo scorso nel Brandeburgo, nel Baden, In Isvizzera, nell'Asla c nolla Savoia In princlplo tli questo secolo, dal Pallavicinl in Brianza nel 1854, datlo Splnola, da Von Bibra e da molti altrl in segulto.
K stata osservata sporadica ed enzootica uei bovini, nei maiali, nelle capre e cavalli. Nel nostro museo si conserva un baolno di una vacoa nccisa per la malattia con innnerosi osteomi o deviazioni delle ossa ehe lo formano.
Le cause non ci sono ancora note. Si e accusato I'ambiente freddo-umido della stalla, come pure I'uso di taluni foraggl; ma molto proba-bilmente la causa rlslede in raicroorganlsral partlcolari non ancora tro-vati, paragonabill a quelli deU'osteomlelite dell'uomo.
La malattia comincia taivolta con ooriaggine, cioe con polle dura e secca, aderente, polo ruvido, dimagramento con diminuzione della se-crezione lattea. Altre volte comincia colla pica o malacia (perverti-mento dell'appetite). Questa puö porö mancare. Altre volte, comincia coi sintomi di reumatismo muscolare. in questo case generalmente si notano tre period! o stadi, cloe: 1deg; stadio del reumatismo muscolare; 2* stadio dell'osteoporosi o reumatismo nodoso (o di Markflüssigkeit dello Spi-nola); Hquot; stadio, dell'atrofia eccentrica delle ossa caratterizzata da frattura delle ossa.
1deg; Ktadio: si manifesta In fine dell'autunno 0 in principio della pri-mavera; gli animali zoppicano era dall'uno ora dall'altro piede; taivolta la zopp'ia e maggiore dagli arti anterior!, altre volte dai posteriori. Taivolta comincia con rigidimento cs zoppicatura da tutti e quattro i piedi. i muscoli si presentano tesi, e si notano leggori fenomeni febbrili. II' decorso o perö lento; avvlene spessp miglioraraento dell'andatura ehe
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(1) Dott. Paul BouIiBY, De l'ostdonialaoie fhez I'komme el chez lea ani-maux donwstiques (Aoad, de Mödic-ine de l'arä. 16 apr. 1879).
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0A0HE8SU OSSIPUAOA ED OBTBOMAtAOIAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;07
porö si iimutionc! sompro rlgida. In auluiuio, col freddo umido, ricom-palono le zopploaturo.
2quot; stadio: gll animali stamio in piedl con dlfflcoltä,; zopploano gran-(lomouto, non possono reggersi in piedi, stanno coricati, presentano sposso tremor! rauscolari, polso celere, battiti del ouore pin fort! q pin frequentl, svogliatezza nel manglare, disturbo nella rumlnazione | tumo-ftizione al trocantere del femoro o trochintere dell'omeroed allo costole (Anaoker), Dimagrimento, appetito conservato, Feci moIH , poltacoe, di odore acido. 11 sanguo di color rosso-ciliegia o rosso-bruno, si rap-pronde in coagulo sodo, ehe separa poco siero: v'ha iperinosi.
2,quot; stadio: .u'li animali stanno di continuo coricati, non possono reggersi in piedi; la respirazlone 6 sempre piii corta ed accelerata; si nota dimagrimento progressive, atrofia delie ossa. Si fratturano leossaal me-nomo sforzo clio fa I'anlmale nel semplice corlcarsi od alzarsi; pin spesso si fratturano le ossa del baoino, poi le scapole vicino all'artlcolazione scapolo-omerale, le costole. In ultimo il femore. La frattura ö sposso uc-compagnata da sensibility e tumefazione dei muscoli circostantl, le ossa non temlono a saldarsi. E diminuita grandemente o soppressa la soere-ziono lattea.
Manca d'ordinario la febbre e solo si presenta quando le tumefazloni artlcolari hanno raggiunto un certo grade di intensity (1).
La malattia ha sempre corso lento, dura incsi od audio |)iii di un anno, con dimagrimento progressive fino al raarasmo od alia morte.
All'autopsia si osserva: dimagrimento generale; dapprima i muscoli soiio rossi, piii tardlpallidi, atroflzzati emoili; i fasci primitivi dei muscoli sono Inflltrati di siero e slero-gelatinoso; le membrane sinoviali si presentano ispessite con puntegglature sanguigne, la slnovia ö aumentata ed h tenace. II periostro si osserva iperemico con ecchimosl; si notano tumori ossei sulle costole e sulle epiflsi spugnose rieche di sangue, delle ossa lunghe; il midollo delle ossa ö del pari riceo di sangue; si nota nelle ossa atrofia occeutrica, progressiva dilatazlone delle cavita midol-lari, assottlgliamento degli strati cortical! della diaflsi, trasformazione del tessuto osseo in osteoide o poi in tessuto midollare, per cui i'osso e molle, poroso, leggero. Lo ossa lunghe fratturato per lo piii senza scheggie (Diell); lo superflcie fratturato sono sompro liscio e quasi piano; si nota una role a larghe maglie riplene lt;ii sangue stravasato senza traccia di formazione di callo. Nella cavita. toracica, nel perlcardio, nella cavita addominale e pelvlca per lo piü effuso una certa quantitä di siero giallo rossiccio. Nelle ossa corte dello scheletro nulla di morboso, 11 cervollo, il midollo spinale sani. I canali aversiani dilatati, gli osteoplasti in Istato di proliferazione si trasformano in cellule midollari e goecio gras-soso; lo parti torroso vengono assorbilo o nascono cos) i grandi spazi midollari. Un tale proeiesso progredisce dal centre alia periferia. Tanto piü si va In dentro nell'osso d'altrettanto si trovano maggiori lo altera*
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(1) Orestk. Nulla trocluziono dol Riceltario dol Poester, pag. 16 quot; Pirroncito, Malattle degli animali domesttci.
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98nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;CACHESSIA. OSSIKUAGA Kl) OSTBOMALAOIA
zioni. igt;laquo; grandl laoune rouo pione dl una massa gelatlnosai grassosa, riooa laquo;li siero, I oanall avorslani ehe tagllatl trasvörsaliaönto debbono essere tondi (noH'osso normale) si rinvengono soltanto u forma dl fessure con i corpuscoli (raquo;sei dogoneratl, q l'alterazlono ö sempro piü notovolo verso l'interno ehe verso I'esterno. In iilcimi puntl la sostanza intercel-lulare si rammollisce e si trasforma in una massa gelatinosa, rauoosao si forma il tessuto midollare. I oanali aversiani sono dilatati, in alcuni puntl 1(! cellule ossee scompaiono e rimangono lacune o spazi vuoti. Sovente avviene atrofla senza ehe si trovl difetto dl fosfato e carbonate calcico, Noi casi dl osteomalacia perö Keuscher ha trovato dlmlnuzlone di sali inorganici nolle ossa; cosi, mentre nolle ossa nonnali si trova dal 58-00 p. ()/() di sali, nelle ossa raalate ha trovato il 26 13-32 50 p. 0/0.
Appena si manifestano i prirai sintomi bisogna subito curare la ma-lattla; so si ritarda piu difflciimente si ottiene la guarlgione. El incura-bilc quando si sono lt;/ih manifestate fratture. In questo case, o raegllo non porre tempo in mezzo e so si tratta di bovlni macellarli per utiliz-zarne le carni o le polii,
Quale cura, vioiio consigliata Innanzi tutto reraigrazione degli aniinali in stalle asciutte, in ricoveri sani. Aria libera e pura. 11 veterinario Maris racconta di una vacca colta dalla malattia, ehe fatta porfcare in stalla sana guarl in breve tempo, sottoponendola solamente ad un buon rop;iiiie alimentaro. Portata di nuovo nella prima stalla ricadde malata. Frayer ha potato Tare analoghe osservazioni.
Vennero trovatl utilissimi i tonici, come la decozione di genziana e gli stiraoianti, i diuretici e diaforetici, come 1'infuso di (lori di camo-milla, di sambuco, di colchico, lebacche diginepro, il tartaro emetico, il nltro, il calomelano e I'olio di trementina. In ultimo anche le llmo-nate con acldo solforico, oil acido idroclorico.
Esternamente, lo frizioni irritanti (d'olio di trementina), e vesoicatorie sullc tumefazioni, i setoni e le cauterizzazioni.
Quando pmlomina la malacia, il carbonate di calco od il t'osfato di calco tornano giovevolissimi.
II salasso vouiie trovato utile da Anaekoi' quando vi era febbre. In tutti i casi glovano le coperture.
II carbonato di calco o creta bianca si da nei
Solipedi c bovini alia doso di .... gr. 15-00 Malaii, capre o pocoro alia dose dl . . raquo; 6-10 Cani alia doso di.........raquo; 1-^
Si riputo due o tro volte al glorno con q, b. di acqua u polvore di gonziana por farno del bob o dollo pillole, od un elettuario, Si omministra associata alle sostanzo amaro, cd alle oromatiche.
II p;iiscio delle nova costituisce un succedaneo delta creta bianca.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Und. di calam. avom.........gr, ISO
raquo; di genziana...........raquo; ISO
Crota in polvere..........raquo; 00
M. e r. polv. Si da In forma dl elettuario o umottata noll'allmonto, parecchie volto al glorno, alia doso noi bovini dl 30-60 gr,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Haubner),
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PEDBIU INrERMITTBNTInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;00
2. iv. polv, di ti'ir. lib..........nbsp; nbsp; gr.nbsp; nbsp; mo
raquo; ili rod. lt;li oalam. ar.......nbsp; nbsp; nbsp;raquo; IRQ
raquo; di baooho cli glnopro......nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 180
Creta bianca...........nbsp; nbsp; nbsp; gt;gt;nbsp; nbsp; nbsp; 360
Sal dl ouoina...........nbsp; nbsp; nbsp; sgt;nbsp; nbsp; nbsp; 360
M. o I', polv, da sommimslrai'si como la proocdüuto.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Pokustkr).
I).nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, I'olv. di ossa ust..........nbsp; nbsp; gr,nbsp; nbsp; 840
raquo; di rail, dl gonziana.......nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 120
raquo; di calom. iii'Diu.........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 120
M. u f. polv. Da darsi un cucohialo plono da tavola, 3nbsp; nbsp;volto al giorno, por
uiui bovina.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Dietehiohs).
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26. Fobbri intermittenti.
Si dioono fchhri intermit I enii, febtri di malaria e fehhri perniciose forme morbose particolari ehe ordinariamente si manifestano con rialzo di temperatura, brividi, freddo e sudori, sintomi codesti ehe scompaiono per un tempo vario o periodo di intermittenza, susseguiti di nnoVo da aumento di temperatura, da brividi e da sudori. La vera eausa di questo malattie non ei ö ancora ben nota, si sa perö ehe si sviluppano parti-colarmente nei luoghi paludosi, dove abbondano le acque, o in vicinanza di questo locality. Ma in cho cosa consista l*elemento speclflco del miasma paludoso c riservato ad ulterior] studi lo stabilirlo. Si ammette gene-ralmente, appo^giati allquot;osservaziono pratiea, cho il miasma dcllo palndi consista in seminuli vegetali, elm si moltiplicano sopra sostanze organiche in decomposlzione, e die per la lore sottlgliezza si elevano nellquot; atino-sfera, donde I'lnfezione dell'uomo e di talune specie di animali cho si trovano a respirarla.
Salisbury ha creduto di poter flssare meglio la natura del miasma palustre. Egli con osservazioni cd esperimenti ripetuti mella valle del-rohio presse Lancaster, concluso cho la causa effleiente delle fobbri intermittenti crano dollo cellule minimo, oblunghe, isolate o conglomerate con nucleo distlnto, analoghe alle piü piccolo forme di alghe unicel-lulari, cho ha denominato geomiasmi. Lo osservazioni del Salisbury ven-nero confermato da quelle del firatiolet in Francia o del Balostra nel-1'Agro Romano. So non cho, i piii dlligentl studi fattl in segulto dimo-strarono invoce ehe i geomiasmi, o miasma febbrigeno, non erano un fatto spocialo por le i'ebbri intermittenti o perniciose, ma bonsi dollo al^ho delgenere palmella, cho si riscontravano anche negli individui sani. Klobs o Tommasi-Orudeli rovosciarono completamente questa dottrina o spocialmenie Tommasi diede principio ad unasorie di studi sperimeatali molto Important!. In questi Ultimi anni poi si riscontrarono particolari alterazloni nei globuli rossi dei raalaricl e per opera di Marchiafava e Celli vennero segnalatl in essi dei corpl ameboidl parassltarl ehe flsirebbero
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ICK)nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KKIiniu INTERMITTENT!
ravvlclnare il virus malarioo, pluttosto ai protlsti q plastnodi (1), cho Invadono i globull ross] e ne promuovono la dlstruzione,
In attosa quindi della risoluzione complota dol grave probleraa, ci li-miterorao ;i notare cho il mlastna paludoso, o la parte essenzialo deH'of-fluvio, penetrata colle bevande, coirordinario alimento, oppure anche colla respirazionenell'organlsmo dell'uomo lt;#9632; ill certe specie di anlraali, li preoipita in stall raoi'bosi particolari, ehe pel loro audamento ed il loro diverso grade di malignity vengono conosciutl sotto i nom! dl febbri poiodichc od intermittenti, e ill febbri perniciose.
La febbre intermittente, da raolti negata negli animali domestiel, viono, come nell'uomo, cai'attorizzata da access! o parossisml febbrill separat! da intervalli dl apparonte salute. Essa venno osservata e descritta da vai'i distintlssiml veteriiyiri, cko ebbero occasione di studlarla nello rogionl rieche dl paludl. 1 parossisml febbrill non sempre succedono colla stessa frequenza e colla medesima inteusitA. Analogamento a quanto si ö stabillto per lo febbri intermittenti nell'uomo, anche nelle varie specie animali si rlferiscono a tipl speciali, ehe si distinguono a seconda dello manifestazioni febbrill. Cosi, si ha la febbre quotidiana, o col tipo quo-tidiaiio, alloraquando l'accesso febbrile si ripete ognl giorno; si ha la febbre terzana, o febbre intermittente col tipo terzanario, quando il parossismo febbrile compare ognl due glorni; la febbre quartana o col tipo quartanario, so il parossismo compare ognl tre giorni.
Gli accessi febbrill indicati non tengono sempre lo stesso ordine : fu-rono osservati comparire alia medesima ora o ad ore diverse, liO varie forme di febbre intermittente indicate vennero perö tutte osservate nelle specie domestiche ; cosi fra gli altri Hering, Clichy, Delwart osservarono la febbre quotidiana nol cavallo; Lessona Giuseppe ed altri la videro nolle bovine, Jeninschi ebbe occasione di studlarla sul maiale. Roystan, Lerol o Demoiseau la osservarono col tipo terzano nol cavallo, ed Hertwig pure nol cane. Ruini, Demoiseau o Bertacchi la osservarono col tipo quartanario.
II parossismo febbrile si manifesta ordinariamente col brivido o tre-mori, specialmonto alle estremila ed al costato ; 11 periodo detto algido e succeduto piü o mono presto dal caldo e da profusi sudori nolle diverse parti del corpo. Quasi sempre aU'eliminazione del sudore tien dietro la scomparsadei fenomeni febbrili e ne succede l'intermittenza. in questo periodo gli animali acquistano l'appetito normale, lavorano anche volentieri, solo ehe lo perdite falte durante il parossismo febbrile, massimo so questo e giä varie; volte ripeluto, induce afflevolimento lt;gt; debolezza nol corpo degll animali, cho percio diventaiio mono resistentl alia fatica,
La diagnosl riesce quindi facile neüa maggioranza del oasl, l ö difficile cho conseguano successioni morbose o gravi.
Solo In qualche raro case venno osservata la febbre intermittente
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(1) E. Marohiapava ed A. Cnua, Nuove rioerche sulla infezione malarioa {Arohivio per ic scienze medlohe, vol. ix, N. irgt;, Issö).
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I'EDDIVE PERNIOIOSA OD [NTBRMITTENTB I'EHXICIOPAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;101
complicarsi, od essore suocGduta iIji plQuropnoumonito con Idrotoraco nol cavallo (Llegard, ii(3i'iiiji', Flotmann), e coll'ipertrofla della niiizn nolle pecore (Olegorch) (1).
La cura da praticarsi dovo conslstore nell'amministrazionQ degli ccci-üiuLi, tonici g rlcostituenti, Sono i preparati ili china ehe meglio servono iillo scopo, g trattandosi di grandi anlmall, sura convQniGnte adoporare il solMo di cliinjno, o mGglio il bisolfato di chiniuo, il decotto di cor-tecoia pGruviana o la polvorG stessa di china-china. Per non esuberax'e iicllo spese sarä beno consigliare il decotto di corteccia poruvlana misto con quello di gonziaua. Nelle locaiitä.in cui per Ig condizioni del suolo o del cilma gli animali si trovano continuamente esposti all'azione degli effluvi miasmaticl, ö buona rGgola soniministrarG cüino mezzo preven-tivo ed igienico tutti 1 giorni, od almeno una o duo volte per settimana, decotto di scorza di salice bianco e di genziana, nella proporzlone di un litro per ogni capo di grosso bestiame. la questo region!, il salepa-storlzio torna pur sempro efflcacissimo, sla ehe si oonsideri qnale attivo eccitante delle funzioni secretorie di tutto I'organisrao, come so si vo-losso adoporaro qualo seraplice antiparassitario per uccidoro, almono in parto, le numerose cercarie ehe si trovano nolle acquo stagnanti delle locality dovo abbondano le paludi.
1- Pr. Flori di camomilla.........nbsp; nbsp;gv, 30
Acqua gr. 720 per farno iid'nsn.
Sale amaru............nbsp; nbsp; .gt; QO
Por bevanda.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Foerster).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Gonziana............gv. 300
Cortoccia di china.........raquo; 200
Pa docotto con fcre litri d'acqua da amininisfcrarsi nelhi giornata o da ripotorsi lino alia scomparsa della raalattia.
.'!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Bisolfato di chinlna........gr, 2-10
Polv. di gonz. is miolo q. b. per larno bolo. Da ripotorsi noi giorni susseguentl.
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27. Fobbre perniciosa od intormittcnto pcrniciosa.
E malattla ritonuta abbastanza frequente nolle locality in cni abbondano le risaic e Ig paludi. Essa verrobbG spesso confusa con altre raalattie ehe hanno in comuno molti sintorai. Nel Vercellese e Novarese vonno awer-tita da diversi distinti veterinari, i quali videro (;lt;iii quanta facility essa possa confondersi col carbonchio vom. In molti casi, in cui io fui richlesto por I'esamG dol sanguo e di mllzo di bovini raorti di supposta pcrniciosa, riconobbi sempro trattarsi di carbonchio, OornparG ordinariaraento con sintomi della fobbre intermittente vera, e non 6 ehe pin tardi die spic-cano i caratterl della sua malicnltä.
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(1) Kivor.TA, Delparassiti vegetali, eoc. Torino ls7:i.
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IT.UIIUK PEUNICIOSA OD [NTERMITTENTE PBRNI0IOSA
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F-ii ('('iraquo;i)r(gt; porniolosa vcnno osservata nol bovlni, nel oavalli o nel maiall,
Como lo febbri Intermittent!, anche lo pox'nloioso non si manlfostano a tipo continuo, e solo ad access! colplscono gli an!mali. Per lo plü da prima tengono un andaraento larvato, ed i proprietär! difflcllmente s'accorgono de! prim! sintom! della malattla, In molt! casi perö i sln-louii si presentano d'nn colpo pluttosto gravl, e non passano Inawertlt! ai custodi. Trascorsi alcun! glorn! compare im parossismo vlolento ehe puö talvolta uccldere l'animale; so questa letale tormlnazlone non s! veriflca, in qualche ora della gioruata avvengono remission! fatte manifeste da semplice tnltlgazione del fenoraeni tnorbosl.
I sintom! col quali s! presenta la febbre pernlclosa variano moltlssimo u seconda delle condlzioni di nutrlzlone degl! animal!, della quantitä dl virus ehe ha esercitato la sua maleflca azione, e della predlsposlzlone degl! animal! a contrarre questa piuttosto ehe un'altra forma morbosa. Nella febbre pernlciosa s! avrebbe una malattia molto vicina alle febbri tifoidee, o megllo al carbonchlo, col quäle spesso si confonde; ond'6 cho anche In essa si manifestano localizzazlon! diverse caratterlzzate da iperemia, spesso aecompagnata da tumefazione della milza, lt;llt;.'l fegato, del ventrlcolo, intestine, ren!, mesenterio, vescica, occ.
In questa forma morbosa, come ha notato Rivolta, il sangue si presenta alterato nella sua chiraica costituzione, e analogamente a quanto si osserva in talune forme di carbonchlo, vi ha diminuita coagulablütä del sangue. La ßbrinoplastica e la sostanza flbrlnogena in presenza del fermento non costituiscono plü la normale quantitä di flbrina, ehe se-condo Clement si trova in modo notevole diminuita. Da cio risulta an-cora evidente la ragione del sangue sciolto ehe si riscontra all'autopsia degli animali, ehe soecombettero per questo morbo; i cadaver! riman-gono flaeid! o semiflaeidi, ed ö hen difficile ehe si veriflchi l'ordinarla rigiditä cho suolo aecompagnare la morte per altre malattie.
Nei cavalli la febbre perniciosa venne osservata di rado; vi sono perö riferlti i casi descritt! dall'Andreis e dal Vimercati. Noi avemmo occa-sione di osservarla nel marzo ltS71 sopra un cavallo di razza dalmata appartenente ad un pastore ehe svernava col gregge nelle vicinanze di Torino. L'animale venne colto da tremor! alle estrcmiü\ ed al tronco, il pelo si fece rabbuffato, la bocca calda, rlllutava l'allmento, le eslremitä o le orecchie con alternative di caldo e di freddo, il polso frequente, piccolo ed interniittonte, i battitl del euere plü fort! e Ininultuosi; il parossismo febbrlle durö 12 ore, e nel perlodo d! calma l'animale presen-tava trlstezza, gli occh! seraichiusi, le congiuntive pallide con (bndo itterico ; teneva la testa bassa, i battiti de! euere erano piuttosto forti o sensibillssirai; raangiava con poco appetite, le fee! erano aselutte e flgu-rate. OoH'amministrazlone de! decotto di corteccla peruviana miste con quelle di genziana l'animale migllorö sensibüraente, tantoehe parve al proprietario completamente guarito. II terzo giorno si manifesto un se-condo parossismo violentissimo ehe in poche ore condusse a morto l'animale, Si trattava, in questo case, di febbre intermittüiito perniciosa
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FumiUP, PERNIOIOSA OD INTBRMITTDNTE PERNIOIOSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;103
col tlpo quartaiiiirio. So si fosse coniiiuiuta la sommiiiistrazioiio dol far-maco prescrltto anoora nol secondo laquo; terzo giorno dalla data dvl prlmo accesso febbrlle, l'anlraale mollo probabllraente sarebbe guarito,
Noi bovlni venne paiHicolarmente descritta da Sabarthes sotto 1] nome di febbre carbonohlosa; daLessona Giuseppe ehe la ossorvö estesamento in Sardegna; da Rlvolta, da Hella Revere e daQoffl, ehe la descrissero nol giornale Tl Medico-Veterinario della Scuola dl Torino. I sintomi, como ji'la si o notato, variano assai; ordinarlamente perö sono tremorl generall o llmitati a qualche regione del corpo oho dappiMma si mani-festano. öli occhJ si fauno lacrimosi, e si pronuncia la sensibilM alia splna dorsale, si sospende la rurninazione, la respirazione direnta diiii-cilo, il ventre tumido. II primo accesso, cos) caratterizzato, dura da 3 a 7 rainutl, o dope questo tempo le funzioni rltornano alle stato normale. Dopo 12-l()-'24 ore compare un secondo accesso ancora enunciate dai sintomi indicatl, ma pifi gravl; il polso o debole, irregolare, inesplora-bilo; talvolta invece ii polso ö piccolisslmo, intermittente e frequente; le congiuntive sono iniettate con fondo giallognolo; i malati fanno son-tire spesso lo scroscio dei denti, tengono il dorso inarcato, hanno freddo lo estremitä e le orecchie. Succede quindi febbre ardente, le orecchia diventano calde, aumenta la solo, lo feci sono liquide o nerastre, lo orine chiare, scarse o sanguinolente. Qualche voltasi presentano ancho dolorl coliel, gli animali sono coltl da irrequietudine, si coricano epoi si rialzano. Verso sera il Lessona ha spesso notato lieve remlssione del sintomi, i malati ruminavano a piecoli intervalli; invece Sabarthes ha verifleato ehe il secondo accesso dura non mono di due ore e non piü di cinque, e oho ordinarlamente ö nella terza ora dell'accesso in cui soecombe il malato senza aecusaro gravi dolori. Rlvolta ha osservato come (ino dai prlmi accessi si manifestassero spesso l'eraaturia e l'ostru-zione del ralllefogllo. Della Rovere ha notato conseguire l'amaurosi e la paraplegia, Gtoffl emorragie nel connettivo sottocutaneo e qualche volta anche il ptiallsmo.
La cura vuole essere praticata colle decozionl di corteccla di salice bianco, di genziana e di corteccia peruviana. Quando i sintomi vestono una corta gravltä, allora fa d'uopo ricorrero al solfato di chinino, od almeno alia corteccia peruviana somminlstrata in polvere e a larga dose in boli, oppure col grani cotti e coi farinacei, Sono pure indicati la canfora, l'assafetlda, ecc, e sovratutto le frizioni irritantl , praticate lungo la splna dorsale od alle estromitä.
Tiitti i pratlci trovarono noeivi esoventi anche letali i mucllaglnosl e lt;jii emollionti, i purganti od i salassi. . Per hovini e cavalli:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Solfato di chinina.........gr. -gt;-\-i
Polv. di goiiz. o oequa q. b, per farno un bolo. Da rlpetersl 11 giorno dopo.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Polvere di rad. di genziana......gr. 60
Salo di oucina...........raquo; 60
Acqua q. b. pur f. elott. Da darsi la metä al oavallo mattlna o sera.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Poerster).
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104nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;i'KHHKI TIFOIDEE riFO INDIOBNO
u.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Cortoooia poruviann.........fltr. 100
Qenzlana.............raquo; 800
Fa docotto con S 111 ri d'acqua,
|);i anuniiiistrarsi nolla giornata al cavallo o buo. si fipoto per ß-s glorni.
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28. Febbri tifoideo Tifo indigeno.
II vocabolo Tifo, Thyphos Tu^olaquo;, vuol dire stupidity, stuporo, iiison-sibilila. k www malattia in cui v'ha diralnuita o tolta la coagubilltä del sangue, dovuta alia peiiotrazione nel sangue della parto attiva del miasma della stalla, quando I'orgauismo degli auimali si trova disposto ;i cadere malato.
Si ammette generalmente cho la causa delle febbri tifoidee o tifo indigeno sin il miasma detto üclle stalle, 11 quale sarobbe il prodotto della decomposizione dei materiali secreti t'd escreti dagli aniraali sani o am-malati. Esso si svilupperebbe particolarniGiite nelle stalle basso e streite, poco ventilate, oscure ed umlde, od in quelle nelle quali si raccoglie un soverchio nurnero di animali. Per tal modo si accumulerebbero nell'aria della stalla gaz nieliliei (anidride carbonica, aininoniaca, solfuro d'am-raonio, ecc.) cho sono il prodotto di inelainort'osi regressive, gaz putridl (idrogeno solforato e fosforato, ecc.), ehe si formano coila decomposizione dello sostanze escrementizie, ecc., agenti tutti i quali possono modiflcare profondamente 1'organismo degli auimali, e disporlo a contrarre i)iii facilmente qualche forma raorbosa.
(Hi esperimenti fatti per ricercare qual#fosse 1'elemento piu nocivo nell'azione delle arie conflnate sugli organismi animali, dimostrarono ehe la maggiore aiiivita maleflca era rappresentata dalla sostanza oi'ganica esistente nelle arie stesse, giacche gli animali in esperimento morivano piü sollecitamente allorche non veniva eon mezzi acconcl sottratta dal-1'aria conflnata la sostanza organica (agente miasmatico), e vivevano piu a lungo quando sottratta questa, si lasciavano Invece sotto I'ln-fluenza doll'acido carbonico aumentato o doll'umiditA pure accresciuta (Polli).
II miasma delle stalle predispone gli animali a contrarre il carbonchio e vieno quasi generalmente ritenuto siccome causa essenzialissima dollo febbri tiflche e del tifo Indigeno, Ma In ehe cosa esso consista vera-mente non e aneora state dimostrato.Nella produzione delle febbri tiflche sono perö tenute come cause importanti, oltre al miasma delta stalla, l'allmento, le bevande alterate, e sovratutto il lavoro eccessivo.
11 tifo e morbo proteiformo al massimo grade, febbrile, a corse vario, era rapido, era lento, caratterizzato per lo piü da aflievolimento, pro-strazione o pervertimento delle azioni nerveo-muscolari, Esso si inizia con uaa alterazione nella crasi del sangue; neu ö contagioso, ma si ma-nifesta sotto forma sporadica, en^potica ed epizootica, del pari ehe Tan-trace, col quale conserva molli punti di contatto. Auzl, molte volte si
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KEIiBRI TIFOIOKE TIPO INDIOKN^nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 105
provnno sorlo dlfBcoltft a distlnguero l'uno dall'altro morbo, ossöndo spösso identlohe lo leslonl macrosoopiche ehe li oaratterlzzano. Fa d*uopo procedere all'esame microsoopioo del sangue e della milza per differen-ziarli. Nel carbonohlo vi ha serapre 11 B, anthracis, oho ae ö l'elemento contagloso, Audio nel tifo vennoro da talunl notati bacilli imraobill molto analoghi al -/gt;'. anihraois; ma so iuj distlnguerebbero pel modo differente con cui vegetano, sporlflcano e si coraportano coll'innesto. II carbonohlo ö inoculablie, il tifo invece, anohe quando trovasl accora-pagnato dalla presenza dei bacilli nol sanguo, non ö contagloso e lt;liili-cilmoulo Inoculabilo, La inoculabilitä formerebbe quindi attualraonte i'unico mezzo efflcace per differenzlare, senza il sussidio lt;lol microscoplo e dello colturo, l'antrace laquo;lal tifo, Spesso perö si confondono assieme e i'argomento iraportantissimo raerita cli essere beu studiato.
A questa malattla pare vadano soggetti tutti gll animali domestici; cosi venue descritta negli equini, boviui, cani, pecore, suinl, occ. Noimaiali perö sovonte si considora come tifo il mal rossino,
Dal lato clinico o anatomo-patologico convione anzitutto distinguere il tifo a seconda ehe tiene tin andamonto acutissimo, acuto o lento, poi a seconda delle diverse localizzazioni.
Lo forme acutissime od a breve corso sono spesso letali, e diflicilraente si arriva in tempo a salvare gli animali; lo acuto sono giä suscettive di una cura; lo forme a corso lungo hanno (juasi sempre carattere mite; in esse non si manifestano violent! i sintomi, come al contrario succede nello precedenti forme, ll tifo ad andamento lento colpisce piü special-mente gli animali denutriti, o ehe si fanno ili soverchio lavorare. In pratica si preferisce piii goneralmente chiamarlo col nomi ill febbre adi-namica, febbre aiassica, putrida o febbre iifoidea adinamica confon-dendola bene sposso col \'oro carbouchio.
Fondaraentalmente perö si ha sempre lo stesso morbo, il quale varia moltissirao nella gravity dei sintomi ehe lo earatterizzano o a seconda della intensitä maggiore o minore della causa ehe lo produce.
Qualche volta all'apertura del cadaveri tifosl non si incontrano altro losioni all'infuori di quölle ehe rappresontano una profonda alterazione sanguigna: in questo caso si dice tifo ematico senzti localizzazioni. JN'ol maggior nuraero dei casl perö il tifo si presenta presto o tardi con sintomi di localizzaziono speciale a qualche viscere o a qualche parte del corpo precisamente come il carbouchio.
Cosl si pud avere la localizzaziono al cervollo [Tifo ccrebrale), op-pure al raidollo spinale [T. spinale), alle pleure [T. pleuritico), al polmonl [T. polmonarc), o a qualche viscere addominale (?'. gastHco, intestinale, splenico, epaiico, uierino, nefritico, ovarico, occ).
Venne descritta audio una forma di tifo ehe si manifesterebbe sotto forma di localizzazioni alia cute o specialmente nol tessuto eonnettivo sottocutaneo: sono turaefazioni ehe in breve si estendono su larga superfleie in diverse region! della periferia del corpo, die ordinaria-mente compaiono prima del sintomi dell'awonuta infezione, e ehe
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ionnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;pnrinRi tifoidkr TIFO iNPWBNO
oonduoono a morto gli anlraall In 8-10-12, o tutt'al piü In 30 ore. i,a turaefazlono ö edematosa e passa rapidaraente allo stato oangrenoso; vi tien dlotro naturalmente la septlcoemia e la morte del pazlentl. De-scrlssero quosta I'orina dl tlfo Tombarl e Matolicanl, ehe la osservarono prontamonte lelalo In talune locality dell'Agro romano e delle Marche. Essl notarono la coinparsa dl tumofazloni allo coscio, alle spalle, al potto, alia gola, elm si sviluppavano rapidaraente e pe.'flno dopo morto, ri-suonando alia percussione (I). Le leslonl cIk; s' incontrano nolle tnmo-fazionl sono Identiohe a quelle ehe si osservano nol carbonchio cutaneo o nol carboachio sintoraatico. Analogo sarebbe pure 11 modo ill compor-tarsi. Per cni sembrerebbe ehe i prefati autori aveSsero descritto sotto la denorainazione di tlfo aei bovini ora il carbonchio voi'o, era ii carbonchio sintomatico I
Un'altra forma di tlfo ö il petecohiale, caratterizzato no! cavallo da slntomi general!, come nolle forme di tlfo omatico, fflä enunciate lt;la sin-tomi particolari ehe valgono a far diagnosticare concertezza la tnalattia. L'animale preciplta presto in uno stato di vera prostrazione, lo congiun-tive assumono color giallastro, e (in da principio diventano sedo, como pure la mucosa nasale, ill numerosissime macchie rosso, petecchle olt;l ecchimosi cho inducono turaefazione degli occhi e delle narici, scolo nasale sanguinolento clu; puö in alcuni casi, lino ad un certo panto, simulare 11 moccio acute. Accompagnano frequenteraente questa forma di tlfo tumefazioni edematose, e punti eraorragici cho si fanno ostosi ncl connettivo sottocutaneo do^li arti, della faccia inferiore dell'addo-mo, della testa, della gola, del potto, ecc, in modo cho gran parte dolla superflcie del corpo si presenta edematosa [nnnmrca idiopaiica del Bouley) ed 11 capo deforme vieno in pochi giorni ad ostacolare la libora respirazione. Se si incidono queste parti, no colasiero sanguinolento, e si osservano sulla superflcie del taglio punti emorragici, macchie rosso fatte ordinariamente da piccoli centri di stravaso, circondati da inflltrazione di siero giallastro nol connettivo sottocutaneo o intermu-scolaro. Quasi sempre porö alle inoisioni praticate per qualsivoglia scope succede la cangrena.
Nolle diverse forme di tlfo si hanno slntomi genorali e slntomi spo-ciali die variano a seconda delle localizzazioni della malattia. l^ssi perö si confondono il iiiu delle volte con quelli del carbonchio : soltanto 11 lii'o a corso lento presenterobbe caratteri piü distintl dall'antrace,
il tifo a corso lento puö durare 14-16 e piü giorni, ed c guaribile sempre quando si cura razionalmente da principio e non sopraggiungono compllcazioni gravl dolla malattia. So non o curate tormina anch'esso colla morto; ma nolla maggloranza del casi, tanto il tifo cho ha una durata da 8 a 10 giorni, quanto quollo a corso piü lungo sono suscettivi di cura terapeutica edlcace.
La cura del tifo vuoi essero goneralo, Iglenica o terapeutica. La prima consistora nolla port'otta pullzla doi ricoveri, nolla sommiaistraziono dcgli aliment! ben conservatl, non muffoti e polvorulentl. La bevande
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TRTANO MAL DEI, OBRVO INCOUDATt'RAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;107
(llt;!l pari si rlohiodono salubrl, oil essenzlalmöntö cho non sleno tetto con aoqua contenente sostanzo organiche in putreftizione.
Intoriiamonto sono incllcate lo deoozlonl di gönziana, di oortecola po-ruvlana, o meglio la ohlna-china sotto forma polverulenta, il solfato lt;U chinino o la sallclna. Quest'ultima vonne trovata molto giovevolQ in tutto lo forme di tilb o presenta 11 vantaggio di oostare assal mono del solfato di chinino. Tanto la salicina quanto il chinino forraano vorl speoiflci per combattere lo forme morbose indicate, masslme so sono coadiuvati da una cura attiva o rivollcnio applicata alia periferla del corpo degli animali. Come efflcaci rivellenti furono sperimentate le frizioni di essenza di trementlna, ill alcool ordinario, o di amraoniaca, applicati soli, oppure mescolati assieme in oguali proporzioni. Quando poro si ha da ftire con animali a polio flna, non bisogna mai dimonticaro cho tali frizionl, troppo irritanti, possono produrre la caduta del polo, o cho perciö bisogna appllcarle con molta cantela ed a dosi plürefratte.
Noi casi di comparsa del tlfo sn qualohe aniraale di una stalla samp;vh bene procedero ad una cura preventiva estesa a tutti gll altri delio stesso ambiente. Lo decozioni amare od 11 buon governo sono sovonte sufflcienti a scongiurare ulteriori dannl.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Essonza dl tromentina.......gr. 10-70
Polvoro ili genziana q. b. por larno da 3-4 boll. Da soinminlstrarsi nolla glornata. Por parocchl giorni dl seguito al cavallo o bovini.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Salicina.............gr. 100
Miole o polv. di liq. q. b. dn faruo 10 boll. Da somminlstrarsi al cavallo In duo giorni.
'.i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Salico bianco taglluzzato........kil. 1
Genziana............gr. 500
Sal di cucina...........raquo; 100
Acqna 3 litri,
Pa docotto da sotnmlnistraro in un giorno.
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29. Tetano. Mai del cervo. Incordatura.
Si dico tetano [Starrhratnpf, dei Tedeschi) una malattla gravlssima, quasi sempre letale, piuttosto froquente negli animali domesticl, cho si svlluppa in seguito a ferite o piaghe, contuslonl, ecc, Essa ö caratte-rizzata da contraziohi permanent! (convulsioni tonlche e perraanenti) dei muscoll dolla vita anitnalo, o volontari, accompagnate da dolorosa immobilita o rigiditä dell'intiero corpo, o di alcuno region! s[)0cial-mente.
Quando la immobility lt;gt; riglditä si ostendono a tutto il corpo, si chiama anohe telano genemic od universale; so Invece c limitato ad una o ad alcuno regioni soltanto, si donomiaa tetano parzialc.
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TETANO MAT, DKL OERVO
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INOORDATURA
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Si ilico trismo quando la contraziono porrnanento, lt;gt; lo spasmo, ö lo-oalizzato ai muscoli del collo c dol capo, segnatamente al muscoli dolla masticazloae, in modo ehe la bocca timane fortGinente chiusa.
11 trisino, o ietano Hmiiato speclalmGnto alia rogione del collraquo; e della testa, prende la qualißca laquo;li opisiotono quando sono contrattl spe-clalmente i muscoll della regione cervicalo e la tosta viene per conse-guenza tenuta alia: dl trismo u ietano emprosioiono quando sono spasmodicamente contratti i muscoli della regione inferiore del collo, o tracbeale, e la testa e perciö mantenuta bassa; ill trismo lalcmle o pleurostotono quando le convulsion) toniche e permanent! sono piu forti da un [ato del collo e del corpo, in modo ehe questo si piega dalla parte in cni sono contratte le masse muscolari.
Ordlnariamente perö queste varie forme di trismo indicano solo il principio o la terminazione del tetano, ehe si fa progressivamente c^ spesso rapidamente generale.
II tetano venue distinto ancora, a seconda delle varie cause, in rcuma-tico, traumatico, iiflco, in. ietano per avvelenamento, pev ffalvanismo, per specie bacteriche diverse contenute nel ierreno e sperimentale.
II tetano rcumutlco sarebbe quello oho si sviluppa in seguito alia soppressione della traspirazione cutanea, e quindi creduto prodotto da material] di metaraorfosi regrossiva ehe penetrano nei tessuti e vi ri-mangono. Questi material] di metamorfosl regressiva ehe si sono rite-imli pet' molto tempo siccome la causa anche del reuma, e reumatismo semplice, corrisponderebbero o sarebbero rappresentati da microorga-nismi e specialmeiite da micrococchi, ehe Introdotti in date condizioni neH'organismo lo infettano e ne producono la malattia.
11 ieiano traumatico e quello ehe si sviluppa in seguito a ferite, contusion!, a piaghe suppuranti, ascessi, ecc. E quosta la forma di tetano la piü frequente, Cos! no! cavalli dope la castrazione, dal 15'al 18deg; giorno piu frequentemente, talvolta anche al 21quot; glorno, quando cioe lo piaghe volgono alia guarigione, s! sviluppa il tetano.
Si e ammesso un lelano iiflco ordinariamente caratterizzato da trismo emprosioiono e qvAnA\ infettivo dovuto a bacteri particolari; cd invero, anche I'dla astrazione dal tetano, nel tifo si presentano talvolta feno-meni tetanici. Cos) ö pure di talune forme di carbonehlo.
si dice lelano per avvelenamento quello ehe si produce mediante i veleni cosi detti tetanici, eccitatori del tetano. Cosi e, per es., dei fenomeni tetanici ehe si sviluppano coll'amministrazione della noce vo-niica o doquot; suoi alcaloidi (in particolar modo colla strichina), eolla fava dl S. Ignazio, colla scorsa di falsa angustura, col legno colubrino, ecc.
II lelano per galvanismo u tetano galvanico si produce artiflcial-mente mediant;; la corrente elettrica, come ha praticato il Leyden nel suoi numerosi esperimenti fatti su cani e conigli mediante il galvanismo.
Carle e Rattone descrisaero un particolare bacillo nel tetano dell'uomo e coll'innosto di sostanza nervosa di tnorti per tetano riprodussero co-
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TKTANO MAL Igt;Kr, OBRVO INCORDATUUAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;100
stantementG ml oonlgll forme di tetano perfettamonte paragonabill a quelle ohe si svlluppano nell'uomo (1).
Nloolaler (2) ha osservato ehe Iniettando terra delle strade ai sorci, ui conlgll od alle cavio si produoono del slntorai paragonabill al tetano trauraatico. Questa terra dollo strade contiene sovente audio delle spore, o del bacilli dell'edema maligno e .uü aniraall muoiono in questi cnsi doll'ultima malattia ehe ö püi rapidamente mortale del tetano. So, per es., si introduce sotto la polle di uno del detti animali, in corrispondenza della radice della anhi, mi frammento di terra grosso come un piccolo pisello, gli animali si ammalano dai secondo al quarto giorno dope la operazlone; una dollo ostremitä posteriori si irrigidisce e rimane para-lizzata, 1'altra estremita corrlspondente divonta essa pure rigida e pa-ralizzata e in 10 ore circa le estromitö posteriori sono solidamente contratte e immobllizzate in guisa ehe l'animale nou puö piii muoversl cho lentamonte col mezzo dollo sue zampe antoriori e trascinando il treno posteriore del corpo. Alcune oro piii tardi le zampe anterior! e la mica si irrigidiscono esse pure alia loro volta, e tutto il corpo divonta arcato in modo raolto analoge a cio ehe si passa nel tetano del-Puomo. 11 coniglio presenta audio i sintomi di un trismo ben pronun-ciato. La temperatura ö poco olovala durante il tempo della malattia. AU'autopsia si osservano pochissime lesioni negli organi. La saccoccia sottocutanea, nolla quale si c introdotta la terra, si presenta riempita di pus talvolta decomposto, putrido, contenente diverse specie di microorganism i. Si puö facilmente riprodurre, coll'innesto di quosto pus, la stossa malattia in altri animali cho muoiono piii rapidamente ehe so si inoculassero colla terra. Lo colture perfettamonte pure di questi raicroorganismi non si sono ancora potute ottenere, ma si ebbero giä in uno state di purezza rolativa sullo siero gelatinöse. Alia temperatura del corpo lo siero s'intorbida per lo sviluppu di fini hasloncolli o bacteri, un poquot; piii lunghi di quelli della septicemia del sorcio.
Quosti esperimentl verrebbero a dare appoggio alle osservazloni od esperienze fatte da Carlo o Rattone, ed alle osservazioni raccolte sugli animali, della comparsa cioo, spesso della malattia, in animali operati o messi nella stossa scuderia o nolla raedesima posta di altri glä morti per tetano. Per di piü, si ö notato talvolta la coincidenza della comparsa del tetano coi cambiamenti atmosferici, come aria fredda umida, ecc, o quindi con condizioni piti o mono favorevoll allo sviluppo di partlcolari mlcroorganisrai inlottivi.
11 tetano comincla ora dalle parti posteriori. ora dalle antoriori del corpo. Negli animali colpiti si manifesta difflcoltA a muoversl, tristezza, rigidity di gruppi muscolarl, e partlcolarmente dei muscoli della masti-flcazlone (trismo), impossibility a mangiare, orecchie dritte e rigide,
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(1)nbsp; Studio espcriiHoilnh; hhWeliuUnjia del tetano (Qioi'iuilo dollu K. Acca-dcinia di Torino, n. .'{, 1884).
(2)nbsp; Deutsche med, Wochonsch,, 25 dicombi'o 1884.
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TKTANO MAT. HEI, OERVO INCOUnATCUA
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collo rlgldo, ocohio lisso ed immobile, la mombraiia detorsorla sollovata in modo da copriro Tocchio; narici largha o distoso, torace como com-presso, addome incordato, teso, L'andatura diventa difllcilo, il rlgidl-mento si osicnde ed Invade sli arti; la coda sta drltta, oppure viono portata da un lato e I'animale rlmane eosi come inohlodato su quattro colonne. Se si cerca di Carlo muovsre, mlnaccla di oadero, il polso ö pleno g toso, lo conjiiunlive sono luieUalo; si nota stltiohezza, impossi-bilita a mlngere; la respirazione si fa sempre piu corta e aooelerata.
Talvolta il tetano comincia dalla parte posterlore del corpo o la ri-giditä si estonde progressivarnente alle anterior!, como ordinarlamente succede nei casi ili tetano trauraatico consecutlvo alia castrazlone ; I'ultirao a corapariro ö il trlsmo; gli animali continuano a manglare o bere fincho non possono piu aprire la bocca. 1 imiscoli divoiitano im-potenti a oontrarsi od a rilassarsi, la sensibilltä si la esagerata; al mi-nimo rumore, od appena toccatl si risentono grandemente, soprawieno angoscia e irriquietudine, da ultimo sudorl parziali o generall, profusi; pli animali cadono e muoiono, ordinarlamente al torzo o quarto giorno di malattia.
Nel tetano per avvolonainonto si nota irrequietudine, grande eccita-zlone , osasperata la sensibility generale e speciale, sussulti muscolari corti e bruschi, convulsioni I'orti, rigiditä pronunciata e morte. So i'av-velenamento non ö mortale gli access! tetanici, dope una durata piii o mono lunga, scompaiono. Del resto, lo contrazioni spasmodiche diven-tano permanenti o si notano rigide !e membra, la oolonna vertebrate, la coda, il collo, le orecchie, ecc, como nel tetano,
La morte avvieno per asflssia, ed ö notevole il fatto ehe la tempo-ratura del corpo aumenta notevolmente coll'agonia e continua a cro-scere per parecchie ore dopo avvenuta la morte. La temperatura, ehe nell'agonia e a 42-42quot; 1|2, duo ore dopo morte puo trovarsi, nel visceri ricchi di sangue, fmo di 44deg; a 45deg;. Questo fatto tenderebbe a far credere cho il raicroorganismo, causa del tetano, trovi nei muscoli un materialo di eccitazione cho si continua ancora maggiore dopo la morte dell'anl-male, d'onde 1'aumento grande della temperatura notata, come 1'ebbe a constataro in particolari osservazioni il prof. Rivolta,
Negll animali morti per tetano si ossorvano ordinarlamente i muscoli come cotti, iporomici, le intestlna pure iporemiche, il cervello con qualche stravaso siero-sanguinolento nei ventricoli cerebrali, grandemente iperemico ed emorragico il mldollo spinale in corrlspondenza della regione cervicale; il sangue nero, piceo e sclolto, o sciropposo.
U tetano ö nolla pluralita del casi malattia incurabile, e in generale si e visto ehe cercando di collocaro in luogo tranquillo, ben acrato ed oscuro gli animali, lontano piu ehe ö possibile dai rumori,senza am-ministrazione di alcun rimedio, si puö qualche volta ottenere delle gua-rigioni. Queste perö sono in ogni case molto rare, al punto ehe Roll ritiene ehe al massimo, degli ammalati, non ne guarisce i)iii del 10 per cento; ed Bering ha adbrmato ehe la prognosi in poche malattio c cosi
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infausta coma nel tetano. Tuttavla, sono raccoraandati ^li abboudantJ salassi, lo doccio fredde, i cataplasm] ill ghlaccio sulla colonna verte-brale, In prlnoiplo della malaltla (1). Sono purestatl sperlmentati qualoho rara yolta con suooesso il tarturo stlbiato, il nitro, la canfora, I'opplo, 1'assafetlda, il calomelano, 1'acido prusslco, Felero, il oloroforinio, il oloralio idrato, il ouraro, I'ollo fosforato, 11 chinino, i haKiii a vaporo o molti altri raedicamenti e rlmedi ehe credo inutile onumoraro.
11 oianuro potasslco venne porö segnalato o trovato efflcace dal Laforö, Coulonil) e tla altri nel cavallo, dal Wanesson In mi cano affetto da tetano traumatico colla seguente formola:
Pr. Clanuro tli potasslo.......l contigr.
Acqua distillata.........50 gr,
Solroppo di ribos q. b. So no dii on oaoohiaio o^'iii dna oro.
Laforö l'applicava sulla mucosa della bocca alia dose di 20 a 50 centigr. due a ire volte nolle 24 ore; Tadoperava in pomata nel rapporto di gr. 1,20 su 20 grammi d'adlpe, solle forma di frizioni specialmente sui muscoli molto tesl, come sui masseteri nel case di trismo, al collo, alia faccia interna delle cosce alia dose di 5 a 8 gr. per ogni frizione ehe puö osser replicata o^-ui 24 ore. 11 Brusasco dope aver sperimentato la canfora, i'oppio, il nitro. il chinino, ricorse al metodo Laforö e alle frizioni di pomata di clanuro potasslco, ottenendo cosi la guarlgione di un cavallo da quasi un ineso annnalato di tetano. Come coadiuvanti facova pratlcaro frizioni rubefacienti gonerali eon essonza di tremen-tina ed alcool eanforato, ed amministraro bevande nitrate, ecc.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Canfora trit............gr. 24
Nitro depur............raquo; 'JO
Far. di somi di lino od acqua i(. b. iior sei pillolo.
Da darsi al cavallo ontro le 24 oro.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Valdinoeb)
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Clanuro potasslco..........gr. 6
Adipo sulno............raquo; 45
M. o f. unguento. Da stroflnarsi .sui massetori o sid collo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Brusasco)
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Tartaro stlbiato.........gr. 1-25
Sulo ammoniaeo......... raquo; 30
Sal di (ilauboro.........raquo; 60
Fieri di sambueo......... raquo; 90
Acqua gv. lioo per f. inf. Da darsi ad un agnello giornalmente, un oucohialo da the, o un ouoohiaio pieno
da tavola.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Spinoi.a).
Nel tetano per avveloiiainouto di noco vomica o suoi dorlvatl 6 sovratutto da oonsigliarsi il oafTö, da darsi ad alto o rlpetuto dosi, od altro sostanzo tan-nanti.
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(1) Ricellario del FoRSTBK c Oukstk, \ya£. 1307.
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OAUBONOIUO
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ANTll.VCIO BMATIOO
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30. Carbonchio. Antrace.
Carbonchio od antrace vero od ematico.
(Sanguo di milza, mal del sangue, ccc, mal sanguigno).
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Collo varlo denotnlnazioni surriferlte si indica una malattla Infattivn, dovuta alia penetrazione nel sanguo, o noi tossuti vivi, ed alia vegeta-ziono in essi d'un microbo specialo, detto bacillus anihrctats, Questo ba-cillo, tipo dei microorganismi patogeni, ha I'ormadl bastoacöllo,a plasmi pallido, lungo mm, 0,003-0,012-0,020 o piü, grosso mm, 0,001 circa, a cellulo isolate, ordinarlamento aduedisposto ad augolo, a tre o piü, sotto la forma di Qlamenti piü o meno lunghi, talvolta lungliissimi dritti lt;gt; tor-tuosi, dotti ßlamenti sporigcni, i quail appuuto formano le spore o pin ininuti germi, seminuli del /gt;. anthracis. Quaiido qualcuna di queste forme vive, rappresentanti il virus, penetra nel sangue o nel tessuti del corpo di qualche animale, setrova condizioni favorevoli svlluppail carbonchio. Sotto il nome di carbonchio [Charbon dei Francesl, Milzbrand dei Tedeschi), si comprendevano perö nel passato malattie di natura e sede molLo divorsa. Non ö ehe dopo la scoperta del bacillus anthracis o dullo relative fasi ili vita e ili sviluppo ehe si e potuto stabillre nottamento clu3 cosa debbasi intendere per vem carbonchio od antrace, da non confondorsi col cosl detto carbonchio slntomatico od acetone, il qualo e dovuto ad altra specie di microbo, affatto ili versa Aamp;\ bacillus anthraQis, eleraento codesto caratteristico o diagnostico della malattla,
II carbonchio e morbo protel-
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forme al massimo grado, fre-quenle nolle pecore, capre o bovini, piü raro nel cavallo, comunicabile alle cavie, al coni-glio, ai bisolci in generallaquo; cd all'uomostesso; sovente trasraes-sibile dalla madre al fete. I ma-lali ed i polli no sono pressoche refrattari.
II carbonchio produce spesso danni grandissimi. Si calcolano milioni e milioni di perdite an-nne solo per questa malattla, Esso trascorre talvolta i suoi
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poriodi senza mauilbsti sintomi.
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Fio. 9. Prepantto di bacilli (dnl vcro). SI veg-gonu pure tre spore ovoiduli. (Jli atlri eleincnli sono bacilli lormati di una, due o piü cellule bastoncinl-lormi.
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Leelovazioni di toniperalura cho caratterizzano la febbre carbon-chiosa, non sono in alcnn modo
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rose palesi, per cui gii animal! cadono o in breve, fra convulsloui di 8-10 minuti, muolono, Puronovistl
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OARÜONOHIO ANTRAGE KMATICOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 113
vitolli o glovonche, peoore e oapre, poco prima allegrl, ehe mangiavano e bevevano tranqulllamonte in mezzo al compagni, ehe, dopo 15 o 20 miniili, vennoro trovatl cadaverJ al pascolo, oppuro dentro le stalle, nollo rlspettlve loro poste,
Si sono osservati anlmali, particolarmente bovlnl ed ovini, piü vlspi eil allegr] del sollte, ehe rauggivano e belavano, ehe correvano era di qua, era di la senza mal fermarsi, come sovraeccitati, ehe dopo un quarto (Tora a mezz'era cadevano, e in preda a brevi convulsion!, rao-rivano. Alti'i, ehe, dopo febbre Intensa, si presentavano, nel 2deg; o 3deg; glorno come guaritij nel perlodo di intermittenza Invece, ad un tratto cadevano e morivano e si poteva cosl rlmanere sorpresi di trovarli poco dopo stosi morti sulla lettiei'a.
Qualche volta gli animal! sono colti da brividi, da sovraeccitazlone della flsionomia, da freddo alle estremiti, da alterazioni passeggiere delle fun-zloni digestive e della circelazione; ma questi sintoml non hanno nulla di oaratteristico e passauo ordinariamente inosservati. Sarebbe segno dlagnostico piii costante l'aumente della temperatura, riconosciuto coila introduzione del termometro nel retto. La temperatura, ehe, nello stato normale e di 37quot; a 38deg; 0., quando si e manifestata la febbre carbonchiosa, sale a 40quot; e talora fine a 42deg; e 1/2 0.
Ordinariamente perö la febbre carbonchiosa compare coila flsonomla triste, abbattuta, pelo dritto e scolorato, estremitä e orecchie fredde, poi freddissime, tivmori parzlali al muscoli, sonsibilita allaspina, spocial-mente ai lombi. Se la tnalattla e dovuta alia penetrazione del virus at-traverso la pelle, per lo piü non tarda a tnanifestarsi nella regione corrispondente, una tumefazione molle, edematosa o dura, caida o dolente di forma couica a larga base ed invadente; di rado crepitante. in prin-cipio della maladia dopo i brividi del freddo, la pelle diveuta calda e bruciaute; in seguito si notauo tremori ed agitazione convulsiva ai muscoli, sudori freddi o freddo glaciale alle estremita. Gli occhi si presen-tano talora foschi o splendentl c salienti, piü tardi scolorati c sprofondati nelle orbite. La congluntiva ö pallida ed iniettata con sfumatura gialla, talora rosso-nerastra. La bocca asciutta, calda o bavosa, la Vrngim pon-dente.
II polso e piccolo, celere, talora insenslbile, intermlttente; i battiti del euere forti, tumultuesi, violenti, celeri, irregolari, ed anche intermittent!. K oaratteristico 11 polso aortico udito in corrispendenza del (lanco. La respirazione si fa agitata, sospirosa, accelerata, sofflante, rantolosa, gerflebonda. La sete ö ardente di acqua fresca e pura, Se gli anlmali non soecombono in seguito alia violenza dell'infezione, (in dal suo ma-nifestarsi, cd i priml aecossi febbrili sono sopportati, gli animali contl* nuano a consumare la loro razione. Talvolta si voggono con febbi'e a 41-42deg; 0, ehe mangiano come se non aveasero nulla; altre volte presen-tano una respirazione frequento, difficile, con e senza tosse. La febbre non ö sempre continua e nel periodi d'intermittenza gli animali si pre-sentano come sani. In seguito ai rlpetuti accessi febbrili sopravviene
': Psrroncito, Maliittii.' Jeiilt Animali domesttei.
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114nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;CAUUONCHIO ANTKACE EMATICO
debolezza grande, prostrazlone dl forze, vaolllamento dol treno poste-rioro; piü tarfli, deoubito, Insensibility e morte degll anlmall.
Lo foci sono soventl (lure o flgurato, in ultimo furono ancho ossorvato molli o sangulnolentl.
Le ghlandole llnfatlohe corrispondentl al punto di entrata d^\ virus si tumofaimo, dlventano dure, calde, dolentl, meno moblll, aderentl al tes-suti clrcostantl. So 1'anlmale non muoro nei prlml giornl, la tumoßizlone conispondente al punto d' Innesto si estende e sussegue edema san-gulgno caldo e dolonto, sotto il petto e 1'addorae, sotto forma di iuta-volatura. La tumefazlone edematosa emorragloa si estende talvolta successlvamente audio ad una o a tutte due le estretnM, in modo laquo;la dotbrmarle. Questo succede specialmente quando la malattia assume un andamento lento.
II quadro fenomenologioo, chv puö assuraere il carbonchio, varla adunque moltissimo. Talvolta si fanno delle localizzazioni cerebrali, gll animali, in preda a fui'ia, si dibattouo c splngono in avanti; oppure, come affettl da rabble, mandano spaventevoli muggiti, poi cadono e muoiono.
So la localizzione si fa al midollo spinale, avvlene (In da prinoipio la paraplegia, e gli animali sono colti subito dall'impossihilita di man-tonersi in piedi.
Talvolta il virus della malattia vione assorblto per mezzo della lingua o attraverso la nuicosa faringea ; In questo case si ha la tumefazlone della parlo, o difllcoltii grando di respire, ehe si fa rantoloso o sihilanle. I/ani-male diventa sensibilissimo nella regione della gola, la raucosa nasale e della bocca si fa molto Iniettata, bruna o nerastra con scolo sangulno-lento e bava mista a sangue.
Molte volte nel carbonchio , per la congestione intonsa ehe avvieue ai reni, si nota einatiuuria, confusa spesso coU'ematuria: le urine sono brune o color cafle, rossastro ü addirittura nere, quando si trovano condensate in piccolo quantita.
II carbonchio spontaneo o ordinariaraente intestlnale ed avvieue ogni qual voltail virus carbonchioso trova feriteodepltelizzazioni nella mucosa. In quosti casi si puo avero tumefazlone dell'intestine ed ancho entero-ragia per un tratto piii o mono lungo del tubo intestlnale. Altro volte Invece, il virus vione prontamente assorblto e nolle pareti intestinal] neu si incontrano tracco di localizzazioni.
II cadavere si presenta ordinariamente a vontro turaido con notevolo meteorismo, vera timpanitide; e sovente semiflacido o eon flacldltä cora-])leta; ma puo cssoro ancho rigide. Spesso dalle narici, dalia bocca, dairano esco sangue, il rette si presenta rovesciato. Pa d'uopo esami-nare il cadavere esternamente, per vedere se si presentlno tumeßizioni sottocutanee per I'introduzione del virus in tali parti. Quando esistono, sono ordinariamente molli, dovute ad essudato gelatinoso, giallastro ol emorragico piü o meno estesamente.
I vasi si osservano iniettati di sauguo, le carni generalmente sfumate rosso-inattoue, come concotfc, ma dquot;appareiiza sudlcientomente bclla.
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OARBOMOaiO ANTRAOB K.MATIConbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;115
Tagliatl i grossl vasl cola sanguo noro, picoo o nerastro, semlcoagulato o sciolto, cho arrossa a contatto dell'arla. I polmoni sono iporomici, talvolta con sohluma sangulgna nei bronchi, (al ultra odomatosi, tumidl speoialmente nella porzione Inferiore del lobl ((rondo la tosso, la dlspnea, 1'ortopnea in vita). Nei pericardio il liquido sleroso ä spesso oolorato in rossiccio; sotto I'eplcardlo, speoialmente verso i solch! trasversale e vortloale cho divldono le oreochlette dal ventrlcoli e rispettivamente 11 ouore dosti'o dal sinlstro, ecchlmosi o punteggiature o macchie rosso piii o mono nuraerose o grandl. Lo cavita del cuore sono piene di sangue sciolto, nero-piceo o semi-coagulato, öd ancora coagulato, noro lucente, L' endooardo con maccble ed ecchlmosi rosse, talvolta sotto forma di Una coloraziono diflusa ad una o piii cavita dol cuoro.
Lo stomaco, o lo dllatazioni gastriche, ordinariamonto contengono molte sostanze allmentari, sovente coi vasi piii grossl iniettati; se il virus ö penetrate attraverso al rumine, alia cuffla, a] mlllefogllo od al quaglio si riscontra spesso la parte corrispondente tumeMta, depitelizzata, con infiltrazione sangulgna nerastra o colore della fcccia del vino, ll mlllefogllo ö frequentemente pieno di sostanze dure e asciutte; 1quot; intestino iperomlco sfumato-rossiccio, oppure rosso per una forte iniezlone od iporomia intensa in un tratto piii o mono osteso del tenue Intestino, qualche volta trasformato in un pezzo di sanguinaccio, tumefatto, rosso-bruno ed anche verdastro por lo stravaso sanguigno avvenuto nei punto in cui il virus ha attraversato le pareti intestinall o giunse nol tessuto connettivo o nei sangue. 11 sangue raccolto nell' intestino 6 ordinaria-mente coagulato, per cui contribuisoe a rendere piü grosso.e tumefatto il pezzo d'intestino corrispondente; puo porö anche essere fluido, sciolto o mescolato colle sostanze allmentari, Qualche volta i'intestino tenue si presenta con sfumatura gialllccia, tumefiitto per Inflltrazione sierosa o siero-gelatlnosa nolle sue parti.
L'innesto della malattia pel tubo digerente potendo avvenire in tutta la sua estensione, possono notarsi le traccie della penetrazione del virus in un tratto qualunque del tubo gastro-enterico. Quindi potranno osser-varsi lo lesloni delle tumefazloni oarbonchiose alia lingua, speoialmente vorso la base dove frequentemente vi hanno le ulceri prodotte da plante foraggiere; alia faringe, nell'esofago, nol rumine, cuffla, miilefoglio, e quaglio, come eziandio nell'intestino. Le ghiarulolo llnfatlche e quindi audio lo mosenteriche corrispoudenti si prosentano tumefatto , rosso-bruno con punti ecchimotici o con tracce di maggiorl e piii intense omorragio parcnchimatoso.
II fogato o ordinariamonto molto iperomico, con tinta gialllccia per la prossione esorcitata daU'lntestino c dal vontricolo sovra i'organo e per I'ostacolo meccanlco alia iibera usclta della bile.
La milza ö il piü delle volto ingrossata 2-.rl-4-() e piii del normale, di color rosso-bruuo violaceo, o rosso-bruno azzurrognolo. Presenta dimi-nuita la consistenza e si spapula colla piii grando lacilita. La suporficio del taglio ö nera lucente o no! casi di forte tninofazione la polpa sple-
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1 1Cgt;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; OARBONOHIO ANTliACK EMATIOO
niax mescolata al sanguo dlventa fluida. La tunaefaziono dolla milza non ö perö costante, sebbeno costltuisca una delle piii frequentl e caratte-rlstlche lesloni, Quaudo, per es.i il oarbonchlo s'lnnesta dallo esteruo o si produce grande tumefazioae nel connottivo sottocutaneo, qualohe rara volta la milza si presenta como normale o leggerraento tumefatta, II pancreas o ancho oniinariaiuonlo iperemico, con sfumatura rossiccia, mai notevolmente alterato,
1 reni sono ordinarlamente rosso-bruni molto iperemioi, tnasslme noi casi ili enialinuria. Froiiuentemente aella vescica si dscontrano scarse urine normali, o rosso-brune, caffö, uerastre, od audio aero lucenti per enialinuria.
Nei luaschi si vede talvolta accompagnare la morte una eiaculaziono di liquido sominalc colorato in rosso, per lo stesso ratio ehe Fematina abbandonando i globuli rossi si discioglie nel plasma sanguigno, Ultra attraverso i capillarl per colorare i secret! delle ghlandole, i quali perö non presentano, per questo, i bacilli del carboncbio a mono obe non avvengano delle vere eraorragie.
Oi troveremrao adunque beno spesso imbarazzati a diagnosticare la malattia, so la scienza non ci avesso segnalato nn elemento costante o caratteristico nel bacillus anthracis, cbe si trova uoi sangueenei tes-suti in nuraero vario,
I bacilli caratteristlci dellama-
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lattia frequentemento si trovano abbondanti nol sanguo, in modo ehe basta esaminarno al raicro-scopio una goccia tolta da nn punto qualunque del eorpo per poterne stabilire con sicurezza la diagnosi. Si danno perö casi in cui i bacilli si trovano rarisssimi non solaraente nei piccoli vasi periferici, ma ancho nei grossi vasi Intern!, come sarebbero lo giugolari ed 11 sanguedello stesso cuore. Qualche volta si trovano in grandlssimo mnnoro nolle tu-
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mefazioni, in numero vario nella
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Fig. '.'. 1'icparato di polpa splcnica di un por-ccllino d'India mono di Ciirboiichio (Disegno fallo dal vero dal dott. Carltäl.
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milza c rarissimi nel sangue, Ond'öche un esame superflciale
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potrebbe condurre atl errorl dl diagnosi gravissimi. f-a milza perö h l'organo ehe piii frequentemente e piii nbbondantemente presenta i bacilli del carbonchio.
Ess! non resistono alia putrefazione o si dlsfanno presto a mono ehe uon si trovino a contatto dell'aria. Ordinariamente nella calda staglone dope 40 ore i bacilli sono giä disfatti; trascorse 12-15-20 oredalia morte dell'animale ponotrano nel sangue o si moltlplicano i bacteri della septl-
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CARBONCIIIO VNTRACE EMA.TIOOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;117
comia, a dopo ;{ oro cliQ mi manzo era morio di carbonchio spontanoo ho osservato ncl sangue del ouore i bacteri della putrefazione, L'esarae qulndi del sangue o del parenchlma degli organi, in [special modo della mllza, nello scopo di rlntracclarvi i bacilli vuol essere fatto subito, o poche ore dopo I'avvennta morte deiranimale, Piii tardl possono succo-dere facllraente errori di diagnosi, specialniente per chi non ha rabitu-(lino di lavorare al mlcroscoplo. A questi possibill errori si puö ovviare mediante le colturo e gli innesti,
Chi non avesse I'occorrente per procedere ad una rigorosa diagnosi della raalattia, stompri sopra uu vetro un po' di poipa splenica, ed un po' di sangue del cuore deiranimale appena tnorto, in strato sottilo, faccla esslccare ed invii il tutto ad un laboratorlo di patologia in qualche Scuola od a Votorlnario provveduto di rnicroscoplo, Oon tale sostanzasl potranno vedere i bacilli, so vi sono, ed anche innestare anitnali di prova. Quando si osamina una goccia di sangue, o megllo la poipa splenica di un animale morto di carbonchio [Vedi Fig. 9 nella vag- preo.) e si fa 11 preparato in un liquido indifFerento, come sarebbe la diluzione di cloruro di sodio nel rapporto di igt;,1~gt; per 0|(), si vedono tra i globuli rossi od i globuli blanchi, in numero maggiore o minore, i bacilli caratteristici sotto la forma di bastoncini cilindrici, retti, immobili, costituiti di un plasma omogeneo, leggarmente opalino. Kssi risultano di uno, due, fcre, o piü nodi egualmente larghi in tuttn la lore lunghezza, cogli articoli poco distinti, costituenti fliamenti
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talvolta molti lunghi, Gonside-rato un articolo sole, od un ba-
cillo semplicn ed isolato si os-
servadellalunghozzadi ram. 0,002
lino a 012, grosso poco meno di
un miliesimo di raillimetro; riu-
niti a duo si vedono ordinaria-
mente disposti ad angolo, e nei
casi in cui fbrmano del (ilamenti
piü ImiH'lii, presentano un numero vario di articoli; per cui si
possono piegaroad angolo in uno
o piii punti della loro esteusione,
costituendo talvolta dei (llamontl
lunghi mm. 0,100 a 1 e pin mm.,
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como si possono ottojioro nelle
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artiflciaii coltivazioni, Appenasviluppati i bacilli sono
omogenei; ma invecchiando, cioö
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FlO. I #9632; Itacilli c lilamcmi di varia forma o Inn-gliczza del IS. anlhracis. II filamcuto die allravcrsa lutto il preparato In senso Icggcrmcntc obiiquo do destru a sinisiiM prescntn i6spore In via Ji aviluppo c formazionc (da una mla coUivazloncl.
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al pifi, al secondo giorno quando
non possono sporilicaiv comia-
ciano a diventare grauulosi come rormati da una serle di cocchilrotondi,
pallidi, costituenti il bacillo nel sense del Boiiinger. Trascorso un numero
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OAUBONOHIO
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ANTRAGE BMATIOO
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magglore Hi ore jior lo piu si disftrano corapletamonto o si convertono In miii inassa di granuli cbo formano raicrococchl tli brövlssima vita. Trattatl colla glicerina mescolata coll'acldo acetico si possono conservare morti degll ;iiiiii in preparatl microscopici. Essl si colorano bono colla fucsina, vloletto di gonziana, mitilviolet, bruno ili Blsmark, eoc; sono suscettivl di coltivazione artiflciale nel brodo ili polio, nel brodo dl vitello, di co-nlgllo, nella gelatina, nelia golatina peptonizzata, nello siero del sangue, nell'uinor acqueo, nell'estratto dl carim, sulie palate, occ. purchö vi h'ui la presonza dell'osslgono deH'aria, I plii adoperatl sono il brodo dl polio e lo siero del sangue. In questo presentano del rigonflamenti particolari o qualcho volta si voggono a guisa ili coroncine,
Kocli(l)rii il prlraoad osservare ic; diverse f.asi di vita del It. anihracis mediante uu metodo razionale di coltura, Egli diluiva una plccolissima quanlita di sangue carbonchioso in una goccia di siero sanguigno o di umor acqueo, metteva il lutto sopra una lamina di vetro conservandola ad una corta temperatura od in condizioni tali da perinettere un'osserva-zione facile e prolungata, Si potrebbe sostituire all'umor acqueo ed allo siero del sangue un altro liquido di coltura. Per tal modo si ossorva clio i bacilli, dopo essersi leggermento ingrossati, si allungano o formano del nuovi nodi, i quali alia lor volta si distaccano o si sviluppano altri (iia-menti della stessa natura, raggiungendo anche da 10 a 20 volte la lun-ghezza primitiva; indi si piegano e seguitando a crescere si dividono e si moltiplicano sotto i'aspetto di (iiamonti piü o mono lunghi per un certo nuniero di generazioni, flno a ehe, compiuto il ciclo di vegeta-zione, organizzano nel lore interno dei corpuscoli splendent! ovali, o quasi sforici del diametro di 1-2 rallies, ili millim., rifrangenti una luce
giallognoia, ordinariamente posti,
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due adue, vicini gli uni agli altri, ehe formano le spore. La sostanza interjosta ai punti ovali, brillanti, 0 spore, si scioglie o questo, sic-como piü pesanti, precipitano in fondo al liquido. Tall corpuscoli oscillanti seminati nello sostanzo menzionate, a contatto dell'arla, riproducono perfettaraente il ba-ci\\o primitivo: rappresentanoessi i seminuli o meglio le spore del Jlnci/lns nnlhrncis. Le stosse prove ripetute dal Toussaint, o da altri, lacendo uso della camera
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Fig. II. Spore del BadUut anlhracis.
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utnlda e calda di Ranvier, hanno
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perraesso di seguire, colla piü
(1) Kocu, üntersuohungen über Baqterien. Die Aetiologie der Milzbraml-Kranhheit, begründet mf die Enttotoaelunffegesehiohle des Bacillus Anthraols Beträge zur Biologie der Pflanzen, von Duct. Ferdinand Cohn, Iö70, p. 277,
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OARBONOHIO ANTR.\f:K TMxncnnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;110
grando sorupolosltö, tuttl gll stadli lt;ii sviluppo del parasslta. In 17 oro,
per es., a 36-^7deg; G. si oltiouo la sporiflcazione In modo analogo a quello
osservato dal Kooh (l). Per dl piii, coltlvando lo spore del bacillo nel
slero del sangue del cane, Toussaint vide prodursi sporangl polispore;
i fllanionti assumevano un diaraetro trasversale (piasi doppio, il prolo-
plasma del ßlamento si addensava in corti puntl e svlluppava cosi degli
organettl ovoidl piü o meno al-
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lungati e ben rigonfli, ayenti la
forma di veri sporangl. Nell'ln-
terno dl quest! sporangl si svi-
luppavano inliuo da 3 a lt;), a 8
spore ben dist.iiitoo molto rifran-
genti la luce, lo quali piii tardi,
pel disfacimento della capsula
madre (clello sporangio), si ren-
devano libere.
Le spore rapprosentano i se-minuli o germi ehe sparsi nel suolo, mescolati col terreno, resi-stoao a prolungato essiccamento, ad alte teraperalure, alia putre-
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lazione, a sostanze chimiche e
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medicamentose diverse reputate per i migllori antlsettici.
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l-'io. IJ. Filamentl numerosl di un ricco mlcollo proveniente dalla coltiv:izilt;jno del /?. anthracis (ri-Iralti dal dott. Carita da un mio prcparato).
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Lo spore resistouo a secco fino
108 a 110deg; 0., alia glicorina pura per oltre duo anni o mezzo; per oltre
26 mesi all'azione dell'alcool assoluto; per oltre fi giorni in una soluziono
concentratissima di cloruro di zinco (Ipi virus liquido e 1[2 soluziono
satura di cloruro di ziuco); per oltre 300 giorni ad una soluziono satura
acquosa di acido salicilico; per 2 anni e piii all'acido acetico glacialo;
per oltre 200 giorni in una soluziono di acido fenico ipi per 100; per
oltre 20-40 giorni ad una soluziono di acido fenico ö per 100; per oltre
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124 giorni all'alcoolito di timolo !) per
100; per oltre 2 anni in una soluziono
satura acquosa di timolo; per oltro 40
giorni in una soluziono di acido sollb-
rico nell'acqua nel rapporto del 5 per
100; 28 oro in una soluziono 5 per 100
di acido cloridico; 17-20 giorni nella
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diluzlone ]i2 per 100; per oltro 13 mesi
allquot; aziono di una soluziono satura di Fio, -i Bacilli irattati con una so-
cloruro dl sodlo; per oltre !) fflorni alia !quot;zioquot;c lquot;'2quot; quot;'quot; dl cloruro di sod'10- l ,. in- -,,,,.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; quattro dl forma normale vennero trattatl
potassa caustica al 25 p. 100; per un ora coi|a soma diiwiono 0,7;, 010.
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(1) H. Toussaint, Rcchcrchcs mpdrimentales sur la maladia oharbonneuse, Paris 1879,
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120nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;CARSOKCUIO antkacI': BMATIOO
all'azlono do] subllinato corrosivo soiolto nell'acqua nella pvoporzione dell' l per 1000; per ;i giorni o 18 ore (virus secco) all'azlone del su-blimato corrosivo sololto nell'acqua nella proporzlone doll'l per ;}0()(); per oltre 15, 28, 49 giorni alia stessa soluzione niescolata in parti uguali cum virus liquido; per oltre :i8() giorni alia soluzione dl subllmato corrosivo 1 per 10000; per 4, 5, 10, 16, 28 ore ad una soluzione satura acquosa ili permanganato di potassa; per 20, 30, 40, 50, 60 ore all'azione dell'anldrlde solforosa tanto sotto la forma dl virus liquido quanto In quolla di virus essiccato; per 20 e piü giorni all'azione dell'olio puro dl garofani; per oltre 4 giorni ad una soluzione satura ili acido picrlco; per oltre ö giorni all' azlone del liquido del Kocher (sottonitrato di blsrauto 10 per 100 nell'acqua); per 49 giorni all'azione del solfUro di carbonchio; per oltre 120 giorni ad una soluzione di solfofenato dl zinco al 5 per 100; un terzo ili virus liquido trattato con duo terzi ili acqua bollente si mantenne attivissimo; virus essiccato sopra un vetro da oro-loglo, versatovi sopra acqua bollente non moströ altorazioni nolle sue propriety virulente; virus liquido (spore), mescolato in parti eguall con una soluzione satura acquosa ili acido fenico q ili acido salicilico a caldo, raantenuto il miscuglio viruieuto per 2 giorni da 30 a 40deg; O., poi alia temperatura ambiento del laboratorio, si raoströ ancora attivissimo dope 2, 4, 5, 7 e i) giorni.
Le spore del Bacillus anthracis si mostrarono invece inattive all'ln-nesto:
Dope ^O rainutl ehe furono nel sublimate corrosivo sciolto nell'acqua nella proporzlone ili I su 200; dopo 35 minuti ehe furono in analoga diluzione 1 per 400; dopo due ore ehe furono in una soluzione 1 per L000; dopo is? giorni die furono nol sublitnato I per 6000 (virus liquido e sublimate sciolto nella proporzlone ili I per 3000, in parti eguali); dope essere state per 2 giorni e .'{.quot;gt; minuti nella soluzione satura dl permanganato di potassa ; dopo 88 giorni die flirono nella potassa cau-stica al 20 eplü per 100; dopo essere stale 8 giorni nella diluzione di acido solforico 15 per 100; dopo II giorni ehe furono in una diluzione 1 per 100 di acido cloridrico; dopo aver subito la temperatura a secco
di 108deg; C........per 10 minuti
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di 110-115deg; C. ili 110-120deg; ('
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per ö minuti nor 4 minuti.
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Dopo essere state 69 minuti alia temperatura di 90-91deg; O. nol lore comune menstruo liquido in tube di vetro chiuso alia lampada; dopo essere state 12 minuti da 80 a 90 gradi, poscia 11 minuti ancora da W) a (,)(i; dopo essere state per 5 minuti da 81 a !raquo;;! e progressivaraente altri (gt; minuti da 9] a 94; dopo essere state da 85 a 93 per .quot;5 minuti e qulndl evaporate il liquido versatovi sopra acqua bollente.
Virus in due terzl lt;li glicerina portato chiuso in un tubo alia lampada da r)-2-();Ju O. in 10 minuti e mezzo; stato cioe 10 minuti da 52-92deg; li2, o mezzo minuto da 91 l[2-!laquo;u C.;
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OARDONCHIO
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ANTRACK EMATIOO
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L*Julozlono di vaporc! aoquoso in mi vagone ferroviarlo ohiuso, pel trasporto tlol besüame, mediante caldaia a 9 atmosfere, produs$e la naorte in 20 mlnuti laquo;U'l virus, costituito Intleramente da spore esslocato, sopra laquo;Itre 25 votri da orologio e c;x2)siiliiie, poste nei dlversi punti, supposti piü freddl, dell'interno del vagone.
II bromo, allo state gasoso,
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fatto aglre sotto una campana ili votr'o sul virus (spore) prevla-mente essiccato a W 0., cd allo stato llquldo nei coniuni men-strui di coltura, diede i seguentl rlsultati:
laquo;) Sul virus soeco fu inefli-caco dopo 17-30-40 min., un'ora o :50 minutl, e perflno dopo 16 ore e mezza. Riescl inveco effl-caco dopo 45 mlnuti, dopo un'ora e dopo 2 ore o 7 minutl. Questo fatto dlmostra ehe so il virus essiccato si trova in sottilissimo
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strato, puö essere ucclso dal
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bromo gasoso in mono di -lö mi-
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Kilaquo;. It. Spore c bacilli disegnati da una coltura sponta del IS. anlliracit.
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nuti; so invece si trova adden-sato a grumi, il bromo non puö avoro azlone sulle spOre profondamente situate.
h) Lo stesso bromo gasoso fatto agire sul virus liquide in sottile strato di 1 mill, o 1|2, uccise tutte le spore in mono di 2 ore. L'acqua di bromo uccide in breve le spore. Come dislnfettante qulndi debbesi profbrire il bromo sciolto nell'acqua.
II cloro allo stato gasoso, ßitto sviluppare sotto una campana di vetro, col hiossido di manganese e aeido cloridrico, non uccise il virus seeco in 40 minutl e neppure in 2 ore; lo uccise invece in 2 ore , ed in im tempo maggiore allo stale liquide in strato sottilissimo.
L'acqua di cloro ben preparata uccide le spore del Bacillus iinlhracis in poco mono di un'ora (1).
U virus rappresentato dal bacilli, sopravvlve ad una teraperatura di 20, 30, 110, 130deg; 0.; ma muore in 25-30 rainuti a 48-50deg; 0.; in piü di 4 ore e in meno di 7 l|2 da 31-38deg; 0. dl essiccaraento.
Nell'acqua ingrossano d'un buon terzo e cl vivono per alcunl giorni. La putrefazlone perö, come glä si disse, 11 distrugge.
iV.uoiono ezlandlo: aj In mono dl 7' in una soluziöne di aeido feuico all' 1 per 100 ed In meno di im mlnuto nella soluziono al 5 per 100;
(1) 10. Perroncito, AnnotazUme relaliva al oarbonchio, - Sulla tenaoüä di vita delle spore del Bacillus anthracls. Coraunloazlono fatta alia R. Aoca-Jcmia Ji Rfedlolna In Torino, nella seduta dd 10 fobbrala 1laquo;laquo;3.
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122nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; OARBONOHIO ANTRAGE KMATICO
Igt;J In mono di 10' nella soluzlone 3-5 per 100 dl fonato di soda noll'acqua;
cj Trattatl con una diliiiziono di addo timico 1 per :J0() per 6-10 niiiuiti;
t/j Nella soluzlone acquosa satura di addo .salicilico, in uno spazio di 15 minuti;
/ #9632; Prontamente in una soluzlone di bioloridrato di chinino;
i'J in 2 ]i2-^ giorni nella glicerina pura;
grj in mono di .#9632;quot;)' in una soluzlone di solfato ferroso nella propor-zione di 1 a 10;
// ' L'acqua di cloro li uccide e li altera nella forma in mono di 5 minuti; l'alterazlone ehe subiscono ö analoga a quella cui da luogo in ossi I'acido salicilico;
ij liacilli stati per 11 minuti nella potassa caustica, sciolta nell'ac-qua nel rapporto del 3-5 per 100, uon produssero piü alcun sintomo di malattia;
jy Dopo cho furono nella diluizione di acido solforlco o di acido clo-ridico 1 per 0/0 5-15 minuti, e 30 minuti nella diluizione 1 per 300;
hj Nell'aceto comune, ma buono, morirono in mono di 14 minuti;
/J L'alcool assoluto li uccide rapldamente;
mj L'alcool ordinario in qualche minuto;
'jiJ L'acquavite li uccide in meno di .quot;gt; minuti;
o li rlniiii pure in meno di 5 minuti;
j/y II cuiacao in mono di 12 minuti ;
i/J II vino Marsala in meno di 22 minuti ;
/ II vino Barbera in mono di 30 minuti;
v' II vino Aleatico in meno di ;)o minuti;
/ ' II vino comune d'Asti, di un anno, li uccide in 22 minuti e sem-pre in meno di 50, Invece i bacilli del sangue resistettero e furono ancora mortal!:
Dopo essere stati per 10 minuti nella soluzlone acquosa .satura di acido salicilico; li giorni in una soluzlone satura di cloruro sodico; dopo essere stati nella soluzlone satura di solflto di soda per 12 minuti; per 15 minuti nella soluzlone satura di solflto di magnesia; per 38 minuti nel liquide di Müller: 8 minuti nel curacao; 15 minuti nel vino di Marsala; 15 minuti nel vino Lipari; 1(3-24 minuti nol vino Barbera astlgiano di un anno; 18 minuti nel vino Aleatico, pure dell'Astigiano; 22 ore mono 12 minuti alia temperatura di U()-.'J8quot; C. a socco, in una milza di porcellino d'India carbonchioso; per 5-20-30 minuti nel liquido del Kocher (Perroncito, Giordano o Busacchi),
Lo spore o germi del carbonchlo godono adunque dl una tenacitä di vita incomparabilmente superiore ai corrispondenti bacilli, Sebbene non sia ancora determinata precisamente la durata della facolt;\ germinativa delle spore, tuttavia ci ö giä note come Koch le abbla trovate vivo dopo quattro mini di conservazlona allo state socco, o cho con esperienze di-rette, ha dlmostrato cho i resti carboncbiosl freschl o vecchi, socchi e
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CABONCIIIO
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ANTRÄGE EMATICO
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putridi, rlproducono ugualraente il oarbonohlo. n prof. Rlvolta raise In evidenza quanto facilinonto si formlno lo spore ihm varii tessutl del ca-daveri carbonohlosl, ognl qualvolta si trovano a oontatto dell'arla; ed io dlmostral come si tnantenga molto a lungo la vlrulenza nel sangue esslcoato (1).
II carbonchio (! malattia pressochö Incurabile, Si ö dovuto qulndi pen-sare a prevenirlo. Per ein si ricorse alle proprietä diverse del suo vims.
Inbsp; bacilli o le spore del carbonchio sono suscettlvi dl unagradualo at-tenuazlone nella loro vlrulenza; donde i metodl dl attenuazionodl Tous-salnt, Pasteur, Ohauveau o dl altri (1). Sui bacilli si aglsceplüattlvaraento od efläcacemente medlante la teraperatura e razlone doirossigono, Se, per es., si semlna con una goccia dl sangue carbonchioso brodo di pollo in im matraccio e si sottopone al rlscaldamento fra 4S e 43deg; 0., 1 bacilli si moltlpllcano ogualmente, manon sporlflcano: si attenuano Invece nella loro virulen/a. In guisa ehe, all' otlavo giorno si ha giä una sensibile diminuzione nella vlrulenza, la quäle va progressivamente aflievolenclo ancora flno al 20deg;, 30deg; e 40quot; giorno, AI 20quot; giorno si ha la trasforma-zione completa del virus in vaccine innoeuo. Questo metodo immaginato dal celebre Pasteur lo condusse alia preparazlone de' suol vaccinl car-bonchiosi (1quot; e 2quot; vacclno), i quali godono della propriety di rendere refrattarl gli a.iimali, ehe no sono convenionte-nicnte innestati. Lo stesso metodo valse al Koch la preparazione di un gran numero di colturesulle patate, con una scala di vlrulenza graduatoria
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dal Iquot; flno al 40quot; giorno rappresentate eiaseuna dai bacilli e dalle relative spore.
Arloing ha recentissimamente osservato ehe lo spore del Ji. anihracis esposto in un liquldo dl coltura al solo di luglio, anche fra üö e 39deg; 0., in 2 ore perdono il potere vegetativo e sono di-strutte (2). Da cio ne risulta quanta iraportanza abbia il sole diretto come mezzo disinl'ettanle, per es., delle stalle.
IInbsp; 1deg; vaccino gode di azione vlrulenta debolis-sima o serve a preparare gli animali per la 2' vac-cinazione , con virus piü forte, ch(i si pratica 12-15 glorni dalla prima. Trascorsi altri 12-15 giorni, se i vaccinl sono stati ben preparati, gli animali diventano immuni per la malattia e si possono innestare col virus piü virulente senza oho ne soffrano, Noi bovini si e constatata una consecutlva immunitä di 2-.'i annl.
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Fw. laquo;6
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Filaquo;. lt;.-.
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Tubi di vaccino.
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(1)nbsp; V. a questo riguardo il mio lavoro Intltolato laquo; Il oarbonohio #9632; Mozsi prorcnUvi e curalici raquo; Unlone Tipograflco-Editrico. Via Carlo Alberto, I!,'i. Torino 1885.
(2)nbsp; Academic des Sciences da Paris, soduta dol 24 ag'osto 1885.
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124nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;OARDONCIIIO AM'HAi E EMATIOO
Nogll ovini invoce sembra mlnore, e quando la Infozione si tonta per le vie digorenti, con forte oil abbondante vims, secondo Koch 1'8 ml il 10 imioic ancora ill carbonchlo.
10nbsp; ho tentato nei bovlni ill sostituire, alle vacoinazlonl del Pasteur, un unico innesto medlantG N'irus plü forte. Ho ossorvato ehe i boviui tollerano un vims die ucoide le cavio in piu di 40-48 ore, e ehe, per lal modo Innestati, hanno febbre gagliarda, ehe dura 2-4 glorni e soventl tu-raefazione alia parte ehe scompare in pochi glorni. In soguito guarlscono e rosistono all'innosto di un vims fortissimo, si propara un tale liquido mantenendo lo colture a :!7ü C. per 5 glorni e sottoponondole dope alia tempera-tura ordinaria,
Le vaccinazioni si pratlcano con una siringa Pravaz d'argento della capacitä di un grammo ill llquldo, la cui asta porta otto dlvisioni. Ad ogni pecora so no inocula una, ad ogni bovine 2 divisioni uel connettivo sottocuta-neo. Le pecore e le capre si inoculano alia faccia interna della coscia, i bovini dietro la spalla.
11nbsp; vaccine si manda in tiil)i chlusi con turaccioli lt;li ffomma (Fig. 161 o saldati alia Qamma fFig, 15), Anorti,
Flo, 17nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;v o / r j
sirinaad'ara nto quot;1S0Sna esaunrne il liquide, o prima di adoperarlo e neces-
rcricvaccinazioni. sai'io riincscolai'lo hon l)ono imprimendo al tubo bruschi
m(i\ imonli.
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Pio, 18. lioviuo per for vedcrc il punio .1 in cui si deve pratlcare la vacclnazione curbonchlosa.
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OARBONOHIO ANTRAGE EMATIOO
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liii slrlnga vuol essore serapre ben lavata con aoqua preylamente bol-litu g poi disinfettata, facendola nu/.l pritna bolllre scomposta in un re-cipionto pieno d'acqua, LMnverno e la primavera sono le staglonl i)iü adatte per una eflicace vaccinazlone. Questa vorrebbe essere rlpetuta ognl anno, s'lntende nelle localitä Infotto,
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#9632;#9632;#9632;,:y.
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FiOi U, Per fur vcdoro la praiica della vaccinazlone negll ovlnl.
Qiiamlo insorge il carbonchio in una stalla, 6 intanto prudenza di far uscii'o ^'li animall sani e qulndi procedere al rinnovamento della lettiera togllendovl aiich(! il piii superflciale strato di lorra, ed a diligente pulizia della greppla e delle pareti in rapporto coll'animale infetto. La lavatura della greppia e delle pareti si potrebbe convenientemonte prat!care con acqua bollento, o con diluzione di acldo fenlco (I per 100), di acido saiicilico (I per 300), ili acido cloridrlco o solforico (1 per 100), di clo-ruro di calco (1 per 100), eco.
Intornanicnilaquo; si annninislriiio iimonato solforlclie conic segue :
I'r. Acido solforico.........gv, 20-30-40
Acqua............lit. 10
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120nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; CAUIiONCllIO ANTUACE EMATICO
oppuro
Pr. Aoldo Conieo............gr. 10
Acqua..............lit. 1
Da amministrarsi per parocohl glornl di soguito a soopo profllattioQ.
Como mezzo proventivo glova punraquo; il vino e gll alooolioi in generale. Oome mezzo di earn serrono in taluni casl lo stesso sostanze, cioö l'aoido fenico aramlnistrato alia dose di 1 per ognl 100 gr. d'acqua, duo a tro lltri al giomo.
Miglioranza racoomanda I'acido fenico a dosi elevatissime. Lo ammi-nistra in ))i)ii proparati con
Ac'nlo fenico............gr. 100
Olio d'ollvo............raquo; 100
Acqua..............raquo; 100
Per mi bovine grosso.
Lo adopera inoltre .solto forma di Iniezioni ipodermiche nolla propor-zione di O-l'i gr. dllulto in 12-34 gr, d'acqua.
Servo pure il decotto di china, di scorza di salice, il solfato cd il bi-solfato, od il bicloridrato di chinino alia dose di 2-4-8-10-12 gr. al giomo.
11 vino generoso somministrato alia dose di 2-.'i-4 bottlglle pure al giomo si e visto produrre insperate guarlgionl. Invece del vino si po-trebbe anche adoperare 1'acquavite dilulta in -iii di acqua ^1).
Sovratutto giovano i decotti atnari,ed occltanti,e lo stroflnazioni esterne.
Sono da proscrivcrsi in modo assoluto i salassl, 1 setoni, tanto quali mezzi igienici, quanio a scopo curative.
Gli aniinali morti di carbonchio, secondcopy; lo disposizioni vigonti, do-vrebbero ossoro distrutti col fuoco o col lore sepelllmento profondo, La pratica perö insegna como nclla plurality dci luoghi essi vengano con-sumati con grave poricolo dclla pubblica salute. Egli ö pel carbonchio sovratutto ehe l'opera del veterlnario pu6 diventare grandemento im-portante, utile consigllera degli interessl igienici ed economlcl della classc agrlcola. lo credo die in molti casi potrebbero risparmlarsi vit-time umane od ovviare alia pericolosa dissemlnazione del germi carbon-chlosi, adottando Ig seguenti norme giä da mo reccomandate nello spc-ciale mlo lavoro sul carbonchio citato, cioö:
1deg; Appena morto un anlmale di carbonchio no venga pormesso lo souoiamento solto la sorveglianza sanitaria, e la polio sia mossa subito in ima dolle tanto soluzioni antisotlicho ehe uccidono sicuramonte i bacilli; 2'' Lo carni vengano fatte cuocere nol luogo stesso dove ö morto I'animale e quindl venduto o distribuite , nol caso ehe non si vogliano destinare ad altri usi industrial! j
3deg; 11 sangue sia pure col cuore, polmoni , fogato, milza, pancreas o roni fatto cuocere;
4deg; 11 tnacellaio o scorticatore abbia a so vicinoun mastollo, in cui Ti sia una dilnziono di acido sollbrico, di acido cloridrico, fenico o sali-
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(l) v. al riguordo il mlo citato lavoro, paglt; 258-259.
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ACETONE O CARBONCHIO SINTOMATICOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;127
cilico 1/2-1 0[0, in cui possa continuamenlo lavarsi lo maui c Lo parti del oorpo ohe venlssero imbrattate lt;li sangus, Oppure abbla a sua dispo-siziono iloll'acqua a 50 o GOquot; C. da polorsi hon lavaro. Quosfacrjua sia poi fatta scaldaro, o moglio, portata alia loniporatura döll'ebollizione per ossero dopo versata sul lotaino o in qualuuquo altro luogo ;
5deg; Nel luoghi dove si sono praticate queslo operazionl .si train subito la terra mescolata, o bagnata di sanguo con acqua bollonte , o moglio si metta 11 tutto in un caldaio o si faocia bolllrö per 10 inimitl;
6deg; Gil struinonti, gli asciugamanl, ecc. ehe liaimo servito i)or I'au-topsia siano ben lavuti in una diluzlone di acido fenico 1 0|0, o sali-cillco (soluziono acquosa satura), o raeglio o plii öconomlcamente siano mossi nell'acqua e manlonulivi per 10' alia temperatura di 93-95deg; C. so non si yogliono pin spedltanaente mottero nolFacqua in ebollizlone per lo stesso spazio di tempo ;
7deg; 11 contenuto del tube dirigente sia accumulato in un punto solo, poi fatto bolllre, bruolato od anche semplicemoate lion mescolato con una dilulzione di acido solforioo 1 0[0;
8deg; Le ventraglle si possono pulire o quindi far cuocoro per chl lo volesse In qualche modo utilizzare. AU'acqua adoperata sia aggiunto I'l 0(0 di acido soUbrico , poi mescolata so si credo, al concime onli-nario ; oppure sia fatta bolllre.
Questo norme igieniche, quando trovassero la sauziono del legislatcre varrebbero a prevenire die gll agricoltori nascondessoro i cusi di carbon-chio ehe loro accadoao, o lapulizia sanitaria sarebbe raeglio lutelata (1).
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31. Acetone o carbonchio sintomatico, carbonchio essenziale di Chabert Coscia nora e quarto nero Enfisema carbon-chioso, forbicione.
I bovini, raramonto gli ovini ed 11 cavallo, vanno soggetti al cosl dotto carbonchio sintomatico od acetone {Rauchsbrand dci Todoschi, Clinr-bon symptomaQue del Francesi), caratterizzato da una tumefazione enflsematosa ehe compare in qualche regione del corpo, senza sintomi precursori, oppure preceduta da febbre piu o mono intonsa ad anda-mento rapide. Quosta malattia ö froquento in molte provincio dell'Eu-ropa; in Francia, in Isvizzera, Germania ed Austria produce perdite notevolissime. In Italia vieno sposso condisa col vero carbonchio e do-mina in tutta la pianura Plemontese, nel Veneto, nelPEmilla, Romagne, Agro Romano e nolle provincie Moridionali causando danni niolto rile-vanti; non ö rare oho le perdite arrivino al 3-4-5-10-15 per 0l0, In una tenuta del Marohese Sordi, nel Mantovano, aveva prodotto recentemente in un branco di vitelli una mortalita del 15 al 20 0[0. La tumefazione appena sviluppata sotfco forma di node, si estendo, si fa enflsematosa, 1
(I) Lavoro citato, pag. 270.
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ACBTONH 0 OAUBONOHIO SINTOMATIOD
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tessutJ ehe vl sono oompresl oangrenano, la parto diventa insenslblle al tagllo od a! fuooo, I vitolli no sono a preferenza colpiti o nauolouo in 13-15-20oro. II slntomopld frequeuteö la zoppia döU'arto malato, od osa-
ininatoiic il liquanio, si trova
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contenere un iiumero vario di baotorl pai'ticolari, Isolati, brevi, lunghl mm.0,00:w),004, grossi mm. 0,001, con movi-monto oscillatorioo saltollaulo per lo piti con una sporn ad un polod'onlinarioim poquot; ingros-sato, moito rifrangente la luce giallognolasplendente. Per oui sono aflatto different! da quolli dol carbonchio {Jt. anthvacis) e godono di una reslstenza anche maggiore, Essi non si sviluppano a contatto dell'a-rla, sono anaerobl o non si sa
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ancora so possano produrro
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I'm. 'i . Polvero dl tumcl'azicnc del cosi Jetio C'trhoiic'iio stntomalico.
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una specie di pustela inallgno
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nell'uorao. Si o peröcertl clu! lo carni degli aiiimali affetti, manglate cotte, non pregiudicanola salutedeiruorao. Tall baoteri osser-vati o desciittl per la prinia volta da rae (1), furono bene studiati da
Arloing, Cornevin c; Thomas (2), i
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quali dlmostrarono chei bacteri dol carbonchio sintomatico sono rosi-stentissimi: un Creddo di 10u pro-lungato [)er parecchl glorni di se-guito non vi eserclta nessuna in-lluon/a apprezzabile; dopoesslocati ö necessario di sottometterll per 10 ore di seguito ad un calore di 110quot; per distruggerll,
Lo polpe preparate coi tessuti della tumefazione del carbonchio sintomatico, ossiccato rapidainonto
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a 35deg;, in vasi plattl, ehe pormettano
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Via. !!. llactori isolali
del cosi dctto earbonclito stniotntitlco,
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una evaporazione (acile, producono un residuo, In cui il mlcrobo spelaquo;
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Basta diluirno un
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ciflco conserva tutta la sua attivita. )(gt;#9632; in qualcho contlraetro cube d'acqua per ottenere
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(1)nbsp; nbsp;Econotnia rurals, WTJ.
(2)nbsp; Arloing, Cornevin et Thomas, Du Charbon Oac/erien, Paris lööli.
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ACETONE 0 OARBONOHIO PINTOMATIOO
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uu liquido, i cui pflbtti 11011 (lifToriscono puato da quolli prodottl dal virus fresco. In quoslo oondizloni, la oonservazione integi'alo delle suo pro-priolu dura alinono duo anni.
La rosistenza del virus esslooato 6 piü notovolo di quoila do! contaglo fresco; tutto lo sostanze capaci di distruggere l'attivitä del prime, au-nichiliscono pure quella del socondo.
Arloing, Oornevln e Thomas feoero una lunga serio di osporionze, nello quaii Ig diverse sostanze adoporate vonivano lasciate per quarantotto ore a contatto del vims, in condlzloni lo piu favorevoli sopra cinque goccie di virus, ehe vonivano inoculate, coll'Inlezione Ipoderraica, ad aiumali suscettibillsslrai di contrarro la malattia.
Eccono i risultati;
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Azione di sostanze liquide o in soluzione sid virus fresco.
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Sonaiiic flie Don rie Jijlniggono l.i viiulnua.
Mcooi a 90 gradl.
raquo; canforato (saturo).
raquo; fenioato raquo; Glicerina.
Acotato d'ammoniaca. Solfatonbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;
Solfldrato raquo; Carbonate raquo; Benzina.
Oloruro sodloo (sol. satura). Calco viva o aoqua di calco. Pollsolfuro di caloü. Oloruro ill manganese (l]5). Solfato di Ibrro. Solfato di ohinlno (sol. MIO), liorato di soda (IjS). IposoKito di soda (1[2). Acido tannico (lio), Essenza di terebentina. Canlbra monoclorata Cazonouvc (so-luziono alooolioa saturata).
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Mislaiiic ehe la ditlriiggciio.
Aoldo fonieo (soluzione 8(100).
raquo; salicilico (soluz. 1|1()00).
raquo; borlco (li5).
raquo; azotico (dil. 1(20;.
raquo; solforloo (dilulto).
raquo; clorldrico (li2).
raquo; ossalico (a saturaziono). Alcool saliciliconbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;
Soda (soluzione l|5). Potassa lodio.
Sallollato di soda (soluzione l|5). Pormanganato di potassa (li20). Solfato di potassa (Ijo). Nitrate d'argento (soluz. 1(1000). Subllmato (sol. 1(5000). Caafora blclorata Cazeneuvo (soluzione alcoollca satura).
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Azione delle sostanze adoperalo allo stato di vajiore sul virus fresco.
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Sostimic rhe non m liislrn^'ono la vinilcnu.
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SnsUiiif rlii; la ilitlnigguno.
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AmmAcidoOloroIdrogOzon
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Hromo. Cloi'o.
Solfuro ili oarbonlo. Vapor! d'essenza lt;li tlmo. raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo; A* eucalyptus,
i Pehroncito, Malaltte tlirll anlmtUi etomestlci.
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130nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; AOBTONB ii OARBONOHO sintomatiico
Azione dcllo so.slnnzc liquide a gazose ml virus disscccalo.
Soilanie elm non nc disl'iifRnno In virnlciun.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;SoiUme die la dlllruggOMi
UqMt o solutfonl,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Li.pddi o solutfoni,
Aciilo ossalico.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Aoldo fealoo (81IOO).
Permanganato di potassa.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo; saliolllco (IjlOOO).
Soda.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Nltrato d'argento (liiooo).
Solfato di rame (115). Acido olorldrioo (l\2). Alcool salioilioo (a saturazlone). Sublimato (I{5000).
CAis 0 vapori.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Gas 0 vapori.
Cloro.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Brorao,
Solfuro di oarbonio. Vapori d'essonza di timo.
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; d'cucali/jitus.
Ancho questo virus, una volta ehe ha agito sopra un animale dollo grosso specie gli conferisce rimiminitü contro la malattia, cioö contro il cosi detto carbonchio sintomatico, 0, secondo le espoiienze di Arloing, Comovin o Thomas, si puo ottouero l'immunitä contro questa forma morbosa:
1quot; Inoculando il virus naturale tal quale si estrae da una tumefa-zione fresca, a piccolo dosl nol connettivo di qualunque siasi parte dell'organismo, 0 a dosi piii notevoli nol tessuto connettivo sottocutaneo d'una regione determinata, nolle vene e nelle vie respiratorie;
2deg; Inoculando il virus attenuate trasforraato in virus vaccino:
a)nbsp; per mezzo dell'azione di sostanzo antlsettiche;
b)nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;della coltura successiva;
0)nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;del caloro sul virus fresco;
(Cj raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo; secco.
A)nbsp; La glicerina fenlcata, il timolo, il sublimato corrosive sclolto nell'acqua uol rapporto di 1 p, 5000 sorvono bensi ad attenuare 1'azione del virus, ma dal punte di vista pratico ö ancora tutto da Tarsi al ri-guardo.
B)nbsp; II bacillo deiracetone, od occellato, copy;ssendo anaerobe, si coltlva fuori del contatto dell'aria in presenza dell'anidride carbonica, nelvuoto, come ezlandio in un miscugllo di brodo di came, glicerina 0 solfato di fcrro.
C)nbsp; Gli innesti preventivi si pratlcano con virus fresco o secco sotto-posto a conveniente temperatura. Si raccoglie il virus fresco raschiando i tessutl della tumofazinne dell'anlmale appena morto, Si pone in piatti ehe si portano a 70-80deg; 0., quindi a 100deg; per un periodo di tempo vario a seconda cho si vuol preparare un prime 0 secondo vaccine.
Le prime esperionze di vaccinazione preventiva si fecero iniottamlo uol sangue 11 liquido virulente iniezione intravenosa, Nella pratlca deH'operazlone blsognava ben guardarsl dal cacciaro nol connettivo in-
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ACKTONR O 0ARBON0HIO SINTOMATICOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;131
tenuuscolare, sottooutaneo, occ un po' ill virus, il qualo avrebbe prodotto lesionl gvnvi, spossissimo moi'tali. L' iniezlone Intravenosa si iVicova moUomlo priraa allo scoperto la vena da operarsl, per cui I'operazlone riusoiva pluttosto dolicala e perloolosa, Essa pen') dlede buoni risultatl iigIIo maul degli Inventorl. Sono celebri lo esperlenze di Ohaumont (Haute-Marne), esegulte il 26 settembre 1S81. Venticlnque glovanl bo-vini erano stall scolti per la prova. Igt;i questl, 13 rurono precedenteraente vacdnati (nol fobbi'aio) coll'inoculazlone intravenosa, e 12 non erano stati vaccinati o servivano perciö come animali di controllo. Perchö le condizloni fossero rlgorosamente eguali si appaiarono duo a due i vaccinati (! non vaccinati e I'operazlone venne pratioata In lulti colla mo-deslma slringa; il contenuto di questa serviva ad inocularne sempre un paio, in guisachö ad ogni bovino si iniettaya, piantando abbastanza pro-fondamcnto uei muscoli della faccia interna di una coscia la cannula, mezza siringa di llquido vlrulento, Q-li animali furono quindi separat! in duo stalle distinte. All'indoinani la differenza tra i due gruppl era straordlnariamente grande, meravigllosa. I vaccinati avevano tutta 1'ap-parenza della mi£liore salute: avidi di alinienti, maii?iavauo, niniina-vano, allegri manifestavano la lore energia con said. I non vaccinati, condottl all'abbeveratoio, uno solo eccettuato, si presentavano tristi, .abbattuti, ricusavano quasi tutti di mangiare, erano lenti nei lore rao-vimonti, zoppi dall'arto Inoculate, Sopra undid malati la tumefazione si era sia mauileslata piü o ineno grande nol pimto d'innesto, e la tempe-ratura del corpo si notava da 40-41deg; C. e in qualcuno anclie superiore. 11 secondo giorno 4 mortil II terzo glorno 3 mortl! II quarto giorno 2 inorti! Novc morti sopra 11 malati, od 11 m ilati sopra 12 animali di prova! I due superstiti erano ancora malati graveraente 11 quinto giorno dell'operazlone; sopra uno si manlfestarono al sesto giorno sintorai di mi-glloramento e in seguito anebe sopra l'altro, in guisachö sopra 13 animali vaccinati, I'inuosto del tirus forte nei tossuti coimettivo e muscolare non produsse eflfetto di sorta ne locale ne genorale, so si eccettua una glo-venca nella qualo si e preseutata una plccola tumefazione, rapidamente scomparsa, nei punto d'innesto; tutti sortlrono incolumi dalla prova.
Sopra 12 bovini non vaccinati uno solo si moströ refrattario; 11 am-malarono gravemente, e di cssi 9 colpiti a morte successivamente per gruppi di 4, 3 e 2 nei Ire giorni consocutivi all'operazlone; 2 soprav-vissero il quarto o quinto giorno e guarlrono piü tardl.
Tali furono i risultatl degli osperimenti di Ohaumont, rlsultati molto concludonti, come si vede, in Pavore dell'efflcacla preventlva dell'lnoou-lazione col processo d'lnlezlone intravenosa.
In seguito ai successi di Ohaumont si pratlcarono in diverse localita della Pranola Innesti preventlvl; ma la difflcoltä dell'operazlone ha im-pedito ehe la pratica si dlffondesse, Intanto, Arloing, Cornevln e Thomas non abbandonarono 1' iraportante argomento ed apportarono migliora-menti e sempiificazioni nella preparazione del materlale d'innesto e nella manualita operatoria. Cosi essi sono pervenuti a conferire l'immunltä
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132nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ACETONE 0 CAU1S0NCIII0 SINTOMATICO
contro il carbonchio slntomatioo non solamento coll' inoculazinno dol vims aaturale nelle vene, ma anoora coll'Inlezloae dello stesso virus nolle vlo tracheo-bronchiall, ed Inlettando sotto la polio vims la oul attivita sia atteimata.
II processo di attenuazlone ö stato loro lasplrato tlai lavori di Tous-saint sui bacilli del vero carbonchio. Esso oonsiste nel far aglre il caldo sulla sierosltä vlrulenta estratta dai tumorl corbonohiosl; solamente quesla sierosltä vione previamente essicoata alia temperatura di 38deg; in una corrente d'aria, ehe perraetta di ottenere 1'essiccamento prima cho sopraggiunga la putrefazloue.
Una lunga serie tli esperienze hn-o ha dimostrato ehe trlturaado una certa quantitä di questo virus ossiccato con duo volte il proprio peso di acqua, por idralarno ugualmento tutte le parti, e portando quoslo miscugllo in una stufa scaldata da 85-100quot; 0. por (i ore, si ottiene una serio di attenuazioni differenti dello stesso virus priraa fortissimo. Giova ricordare la grande resistenza del bacillo del carbonchio slntomatioo al calore, dopo una prima essiccazione gradaale a 33deg;, come pure all'azione deH'li antisettici, Le sierositä virulent] contengono sovratutto dei baston-cini a spore od il nuraero di questi aumeuta di molto durante la prima operazione, in guisa cho il caldo agisce sopra un virus ricchisslmo di spore (1).
Altri miglioramentl pratici vennero anoora portati sia nella prepara-zione del vaccino, come anche nella manualM operatoria. Oosi, per ovi-tare 1'azione troppo forte del virus poco attenuate suggerirouo duo vaccinazioni a soraiglianza di quanto si pratica contro il vero carbonchio. La prima vaccinazione si fa con virus piü attenuate, la socoiula con virus mono attenuate. II virus pin attenuate o prime vaccino si ottione sottoponende il virus essiccato, mescolato e rose ben omogeneo in un mortaio precedenteraente con duo parti d'acqua ordinarla in una stufa Qay-Lussao a 85deg; 0., per 7 ore di seguito. II secohdo vaccino si prepara nello stesso modo, ma mantenendolo 7 ore a 100deg; 0.
La seconda vaccinazione si fa da 5-8-10 giorni di distanza dalla prima.
L'operazione si pratica mediante una siringa graduata contenente 5 centimetri cubici di sostanza, provveduta di una o due cannule forti e smuzzate o di uno o duo fusti d'acoiaio, di 5-6 tnilliraetri di circon-ferenza, tagliati come lo punte dol tre quarti,
II virus secco si adopera nella quantity di 1 centigr. stemprato ben bene in un mortaio con 100 centigr. d'acqua previamente bolllta e raf-freddata per ogni capo di bestlarae. La sostanza perö vuol essere ancora prima liltrata sulla tola di battista per oliminai'C le particelle sfllgglte alia piii minuta trlturazione.
L'operazione si pratica alia faccia inferioreraquo; dell a coda verso la sua porziono lorminalo. Si allerra la coda colla mano sinistra e mediante
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(1) Comunioazlone fatta all' Aooademia dello Scienze di Parlgi doi signorl Arloing, Oonicviu c Thomas uolla seduta dol 'M lugilo 1882.
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/VCETONH i) OARDONOHIO SINT0MATI0Onbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 133
le oesoie si togllouo i ciinl por l'estenslone dl 7-8 oentlm. quadrati. Si pianta quindi ii trequartl sucoesso alia siringa sulla Unea medlana scavanclo dal basso in alto mia galleria, cho si allarga nol suo fondo iraprlmendo al fusto pungente raovlmeati di lateralitä In vario senao, Si rltrae poscia lo strumento e si inflette I'estremiW caudale in modo da dlsporro In alto I'oriflclo della galleria sottocutanea; allora vi si introduce la cannula della siringa e vi si inietta un centim. cublco di Uquido vaccinale se si tratta dl un animale superiore ai 18 mesi, o solamente 10-12-15 goccie so da 6-18 mesi, a seconda ckil volume o peso.
Si regola la quantitä dl liquido da Innestarsi mediante il cursorlaquo; della siringa. Si ritira in seguito la cannula e si esercita una leggera pros-siono sull'orlflclo della galleria per prevonire 1'uscita d'una parte del Uquido Introdotto.
L'innesto del secondo vaccine si fa 10-12 giorni piu tardl in una galleria scavata un po' all'lndietro od a lato della prima, osservando le stosso regele.
Le vaccinazioni contro il carbonchio slntomatlco si ostosero spocial-cialmente nel 1883-84 e 85.
II Governo Svizzero ha fatto procedere ad esperienze, dalle quail 6 risultato, die in locality dove dominava intense I'acetone, supra i)()8 bo-vini innestati soltanto due si amraalarono ancora di carbonchio slntomatlco, mentre ehe sopra 1650 non innestati o di controllo, mantenutl nolle medesime condizioni del primi, diedero nello stesso periodo di tempo 101 malati dl acetone (1). (K)iies(o risultato ha incoraggiato il Governo a diffondero le vaccinazioni, per le quail i proprietarl ricovono adeguato indennizzo, nel case ehe avvengano perdlte consecutive all'epo-razione,
Anche in Prancia gli stessl innesti preventivi si fanno ora su vasta scala e Cornevin ml scriveva, nel maggio ultimo scorso, ehe da Lione si e mandate In Svlzzera, Austria e Prancia, per oltre 20 mila cap! bovini dl virus. Per cui, noi non sapremmo come non raccomandare gli stcssi innesti anche in Italia e in quelle localita, dove domina enzootica cd epizootica la stessa forma morbosa.
E inutile parlare di cura dell'acetone, poichc gli animali ehe ne vanno colpiti ordlnariaraente muoiono presto e qualunque farmaco non rlesco a salvarli. Rarisslmi sono i casi di guarlglone, sebbene per lo piü slano spontanei.
I germi di questa malattia eslstono nel suolo e mescolati colle bevande o coi foraggi vengono Introdottl neU'erganismo (2). In questo case so tro-yano condizioni lavorevoli jionetrano nel sangue , squot;arrestano nel con-nottivo di una qualclie regione del corpo, vi si moltipllcano producendo aviluppo dl gas, tumefazione e cangrena caratteristici della malattia. Le
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(1)nbsp; Stribel ill Prlburgo, Xur Rauschbrand - Sohutzimpfknff. 18S5.
(2)nbsp; Vcilasi in proposlto il lavoro del profi A. (lorn : Meuno riccrelw sul cost detto Carbonchio sinlovuitico nei boiUni. Bologna 1885.
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13-1nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TUBBROOLOSI NEHM ANIMAr.l DOMESTIC!
parti dol corpo piü froquentemento colpite sono l-una o I'altra spalla, I'una (i I'altra anca o ooscla, 11 costato, i lombi, il collo, 11 potto, occ.
Sono state raccoraandätö le profonde ed estese scarlflcazioni colla cau-terlzzazione a fuoco fin sul vivo, le ararainistrazioni di solMo dl chinino, di acidi divers], occ. Ma clö ehe potrebbe tentarsi utilmente sarebbero le bevande preparato coU'acido sallcilico, coll'acido cloridrico, coH'acIdo solfbrico, occ, uello scope di evitare lo sviluppo delle spore del baclllo speciflco, denominato dal Rivolta bacterium cmwnlum ed uccellato.
Una misura profllattlca riconosciuta utile consiste nell'eralgrazlone degli animali dalla localitä infetta,
(Hi animali infetti, non suscettivi di una cura dlicaco, sarebbe meglio ucciderli per seppellirli profondamente, o per utilizzarne carni e pelli nolla stessa locality, in cui si sviluppa la malattla, sotto la salvaguardia del Veterinario. Le pelli dovrebboro essero disinfottate col sublimate corrosive 1 p. 1000, lasciandovele immerse 20-24 ore.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;pr. Acido solfodco . ........gr- 1(,0
Acqua..............lltri H)
Da amministi'arsi in tre volte nolla glornata.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido fenico...........Sv- w
Polv. di gonz. q. b, per farno un bolo da amministrarsi ogni glorno.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido cloridrico..........b'1'- ^{)
Acqua litri 25. Da spargorsi sui foraggi sospottati contonere i germi morbosi.
32. Tuberoolosi negli animali domestici.
La tuberoolosi ö malattia centagiosa, dovuta ad una specialo forma di bacillo, caratterizzata sempre dalle stesse lesieni, frequente nell'uorae, nolla scimmia, e particelarmente nei bovini, pin rara nol raaiale e nei conigli; rarissima nei gatto e nei cane, piü rara ancora od eccezionale nei cavallo, nolle pecere, capro e polli. Essa ö sempre rappresentatada tuborcoli e noduli tubercolari, dovuti allo sviluppo ed alia proliferazlone nei tessuti delle diverse parti del corpo, del bacillus iuberculosus di Koch, il quäle perö non ö idontico in tutte le specie animali. Cosi o idontica la tuberoolosi dell'uomo con quella dei bovini; o una variotä qnolla delle scimmie e dei percellini d'India.
Antlcamente non si aveva concetto precise Intorno alia parola tuber-cole ed al morbo tubercelosi, e le conescenze pin esatte dl queata malattia cominciano solo da Virchow. I'iii tardi, gli stud! latoleglci ci pe-sere In grade di diagnosticare con magglore esattezza il tubercolo o perciö la tubercelosi. Langhans, pel prime, ha Indicate, con molta cura, p,ii elementi costitutlvi del tubercolo umano; Rivolta e Perroncito, nell'anne 1868, dimostravano la trasmissfbilita coll'lnneste della tuberoolosi dai bovini al conlgllo ed al porchottiui d'India, trevavano la perfetta identic istolegica e virulonta fra il tubercolo umano ed ii tubercolo be-
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tuhercolosi NEaM animali domestioi
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vino (1), fatto quosto, cho, quattro anni piü tardl, nol 1872, voniva confenaato dallo Schüppol (2).
Finn alia scoperta clel Koch, cioö (Ino al maggio IHH2, per tuberoolo si ritenova una noofonnazione costituita da una cellula giganto, a pro-toplasma (inaniontc granuläre e numerosi
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nuolel alia pareto, con attorno collulo epitelioidi; la cellula gigante manda tantl prolungamentl protoplasmatic!, tra i quail slaano ie collulo epitelioidi, clrcondate alia perlferla da elementi linfoidi e tes-suto connettlvo, piü o mono abbondante. Ora perö, il concetto scientiflco sul tuberoolo c sulla tubercolosi si sono modi-ficati. Non ö piü necessaria la struttura indicata per caratterizzare il tuberoolo; mae indispensabile la presenza del bacillo detto della tubercolosi, scoperto o roso pubbllco dal Koch, nella seduta del 24 maggio dell'anno 1882, alia Socicta mo-
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Bacilli tubercolari sporilicali.
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dica di iieiiino. Esso ö l'eleraento carat-
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terlstico, patognomonico della malattia, e
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FlO. ii. Celluln gij;;iiitc con bacilli.
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si riscontra negli .sputi o nogli altrl escreti
coiitonenti tuberooli in dlsfaoimento o ramiuolliti e in tutti i noduli tubercolari, tanto deH'uomo, quanto delle scimmie, bovinl, conigli, cavie, maiali, cavallo, cane e gatto.
Per rlntracciarli bisogna sorvirsi dello malorio coloranti coi metodi, cho la tecnica microscopica insegna. Questi metodi sono parecohi; cosi vi ha il metodo di Koch, di Baumgarten, di Krlicli, di Weigert, di Negri, ecc, cho si trovano descritti uoi lavori spociali di bacteriologia. 11 metodo di Weigert e quollo piü goiioralmcnte seguito o da risultati ecccllGiili. Per esso, si prepara:
aj prima la materia colorante, come segue:
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Violette di genzianä .... part
Olio di anilina...... raquo;
Alcool assoluto...... raquo;
Acqua distillata ...... raquo;
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1,50
3,00
15,00
100.00
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In quösta soluzione si mettono Ie sezioni del pozzi induriti nell'alcool per 2 ore almeno. So si volesse faro un esame a fresco di sostanze tubercolari , di sputi o di altro materialo sospetto, so no la essiccaro un sottillssirao strato sopra vetrini oopri-oggettl. Si pongono questi a galleg-giare sulla soluzione colorante per 10-15 ore colla superlicie portanto lo strato essiccato rlvolta verso il liquido.
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(1)nbsp; S. Rivolta cd ]:. Perronoito, Sulla struttura e oontagkme delta tuber-cviuni negli animaU (Qiornalo ll Medico veterinario, 1868).
(2)nbsp; Sciiüi'PEL, Ueber die Identität der Tuber/mlosis mit der Porlmoht (Archiv f. Palli. Amt,, 1872).
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136nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TUBERcoiiOsi mau ANIMAL! domestioj
//' in mi vetro da orologlo, accanto, si px^epara
Acido nltrico........iiurti 50
Acqua (listillata....... raquo; 100
Tanto lo sezioni, quanto i vetrlnl, collo strato dl materia essiooata mediante le plnzette si raottono in questa diluzione di acido nitrlco por pochl second! sraovendoli,
cj Tolti colle plnzetto dall'acido nitrioo, si lavauo nell'aloool ordl-nario lino a scoloraziono;
(U si laiiiio qulndi passare nella vesuvina (In soluzione concentrata o flltrata ili tanto in tanto] per 2 a .quot;! secondl.
ej Si lavano inflne neiralcool assoluto, si fanno asclugare beno o si passano
/y noil' olio tli garofani o di cedro pol rischiaramento e conserva-ziono allestendone preparati nel balsamo lt;gt; nella vernice d'araar.
Rindfleisch ha proposto unquot; utile modlflcazione a questo metodo Weigert, Egli adopera egualraente 11 liquido dell'Erlich; ma i vetrlni preparati con materia essiccata si sovrappongono al liquido colorante, cho si fa scaldare, e vi si lasciano per una ventina di minuti per passarli in segulto nell'acido nitrico, nell'aicool, in vesuvina, occ, come col metodo Weigert. Rindfleisch avrebbe cos! abbreviato il tempo por renders visibili i bacilli nei liqnidi o noi tessuti infetti.
Esaminati cosl i preparati nell'ollo di garofani, di cedro, o nol balsamo del Canada, si veggono i bacilli soltili, lunghi mm. 0,002-0,005, raramente 0,008, collo estremM arrotondate, isolati, o rlunlti a gruppi nell'lnterno delle cellule, o nella sostanza caseosa di degenerazione del tubercolo e contengono talvolta anche nell'lnterno dell'organismo ani-male 2-4 spore ovali raolto splendentl, Le spore godono lt;li una reslstenza raagglore ; ma muoiono anch'esse in sei mesi circa di essiccamento ed in una soluzione concentrata di acido fenico al 15 0i0. 1 liacilli della tuborcolosi sporillcano a contatto dell'aria ne^li oscreati c tessuti ehe li contengono. Speolalmente negli sputi l^^. ^-fe,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;essiccati, le snore si sollevano colle polveri delle ca-
r ^f-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;mere o costiluiscono il materials infottivo piii toini-
^2?^; *£??/£ bile, porche arrivano coll'aria negli alveoli polmonarl
quot;^i'j?// y ^* 0 v' :slt;1quot;0 ''ac''inon^ trattenute.
SNnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Ogni tubercolo rappresenta un nodulino microsco-
pico, o migliaro; i noduli piii grand! sono conglo-Fig. #9632;.gt;'. Bacilli tuber- morali di un uumoro vario di tubercoll.
Gli elenienti costitulivi del tubercolo godono vita breve e vanno soggetti a vario degenerazioni. Tra questo predomlnano la caseosa, la grassosa e la calcarea. I tnborcoli si sviluppano indifTo-rentemente in diversi punti dell'organismo; dappertutto, dove vi ha tessuto connettivo, furono osservati del tubercoli, nei vari lore stadi di svlluppo o di degenerazione. Ma sono particolarmente i polmoni, le pleure, il pericardio, il cuore, il legato, la niilza, il pancreas, il peri-toneo, lo ghlandole Unfaticho bronchial! e mosaralohe, i reni, I'utero,
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TUBEROOIiOSl NDQU ANIMAU DOMESTIOInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'!7
in mciiingi, occ, ch(! ftiroao osservatl sedo dl neoformozloni tuber-coluri.
Premesse quosto brovi nozionl, studiorerao la tubercolosi, prlraa noi bovini e successivamente negli ultri anlmali.
Nella seduta clol 5 iiovoinbi'o \HS'A, MulassiT o Vlgnal prosontarono una nota, all'Aocadomia clolle Solenze dl Parlgi, sopra la tubercolosi zoogleioa, da eui rlsultorebbe ohe, Innestando i bacilli dolla tubercolosi, si ottlone talvolta lo sviluppo ili ammassi Koologloicl ili ruicrococchi o tli gllococciij; vicevorsa, ooll'lnoculazlonQ di questi, si produoono spesso le formo tuborcolari coi bacilli caratteristlol del Koch.
Quosti mlcrocoooUlj gliococchl e zooglee aon sarebbero quindl clic un modo divorso di vegetaziono dol baoillus tubsroulosus.
TüBBUCOLOSI BOVINA 0 TlSI PBRLAOBA, dotta dai Prancosi Pommelmv c Perlsuchi dai Tedeschi. ED malattla frequentisslma, specialmento nei dlntorni dolllaquo; greindl cittä, ed Incoglie 1 bovini specialrftente fra i 'i-'.\ c 4 anni d' otü. Non risparmla perö i giovaul e gll adulti, lo raccolsi un esömpio di menlnglte tubercolare estesa dagll invogli cerebrali .i^-li spinal! flno alia caada equlna in un vitellino di 3-4 mesi. 1 bovini adulti poi die .si mandano a! macello frequentemente sono tubercolosi.
Dal lato clinico e anatomo-patologico converrä dividere la tubercolosi bovina, a seconda delle suevarle localizzazloni; cosi si avi'u una tubercolosi laringea, tracheale, polmonare, pleuritica, cardiaca, peritoneale, mesaraica, epatica, ecc, prirnitivo, clu^ successivamente si difTondono a gran parte del vlsceri e flnlscono per dlventare generall, A seconda cho si manifesta prlmitiva alia iaringe, nei vlsceri pettorall e addorainali, si ha la tubercolosi laringea, toracica e addominale. L'elemento conta-gioso o virus (spore o bacilli), causa essenziallssima della tnalattia, piio trovarsi sparse sui foraggi, massimaraente dove vi furono giA anlmall afl'otti dalla stessa malattla. I fatti narratl dal Oruzel e da altri, ill bovini caduti malati ill tubercolosi, porche vonnoro collocati in poste occupate prima da bovini morti od ucclsi, afl'otti giä dalla malattla, con-fermano maggiormente quanto si asserisce.
II virus tubercolare, penetrate per le vie aeree o digestive, ed arri-vato in qualche modo nei tessuti vivi, o nolle ghiandole linfatiohe dolla gola, determlna prlraa lo sviluppo di tubercoli mlcroscopici piii o mono rapldamente In numoro vario, flno ad originäre tumori cho possono giungero ad un volume anche straordlnarlo. Si ha la neofbrmazione dl tubercoli, i quail ordinariameiito sono presto invasi da metamorfosi ca-seosa e calcare, ond'e ehe 11 pin dollo volte no consegue la cos) detta petriflcazione del tumori caratterlstlcl della tubercolosi. Senza voler pe-notrare nella descriziono delle neoformazioni ehe caratterizzano la malattla nei vari organi In cui si presentano, diremo solamente ehe esso sono neoformazioni maligne, ehe godono del triste privllegio di diflbn-dersi a inolte parti del corpo, promovomlone la piü o mono solleclta consunzione.
Formalisi i priini tubercoli o nodi tubercolari alia gola, per la via del vati linfatici o per mezzo dei vasi saaguigni, sostanza infettanto speci-
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138nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TUBBROOLOSI NROLI /VNIM.VI.I DOMKSTICl
floa, dlsoende alle ghlandole linfatlche bronchial] ed ai polmonl, destando tanto nei prlml, quanto noi secondl lo sviluppo lt;li neoplasral del tutto analoghi a quelli giamp; descrlttl alia gola. Le ghlandole bronchial! aumen-tano di volume, acquistano struttura tubercolare, e sono presto oolplte da metamorfosi caseosa o calcare; per cui, ora si riducono In masse molli poltacee di color giallo, od ora purr in masse n-iallc, ma durissime per lu petrlflcazione avvenuta nei diversi nodulini tubercolari; sulla super-flcie ilc'i polmoni, nei loro paroiichiina, si (rovano pure noduli dl varla grandezza, fatti dann numero yario di tubercoli, dapprima grlgi, plii tardl giallognoli, molli, oppure durlssimi. lu questo caso la tubercolosi polmonare sarobbesecondai'ia, I bovini tossiscono spesso, ditninuiscono la qiiantiia del latte, mangiano o i-uminano, ma in essi si nota un continuo depei'imento. Qualche volta insorgono access! di febbre, ma con inter-mittenze pin o meno lungho. La pelle diventa asciutta, attaccata alle co-stole ; i muscoli si atroflzzano, e il complesso dell'animule piglia un ablto veramente tisico, come con ragione si suol ordinarlamente chiamare.
11 pin delle volle perö la tubercolosi toracica insorge prlmltlva: ora coraincia alle ghlandole bronchlali ed ai polmoni, ora invece alle pleure costaii e polmonari. Col progredire perö della malattia, si complicano Tuna coll'altra forma, e I'anlmale termina piü presto per marasmo e febbre di consunzione. Tanto alle pleure toracicho ehe polmonari, si formano dapprima specie divillositä polipose, le quail crescono ingros-sezza e flniscono per dar luogo ad un tumore piü o meno grande, pe-duncolato o non attaccato alia superflcie pleuritica. A misura ehe au-mentano tali tumori, si diffonde sempre piü il virus, die si trova in terreno adatlo al sue sviluppo; ond'ö ehe in uno spazlo di tempo poco considerevole, tutte le pleure si mostrano coperte di noduli o piastre, o vere masse di varia grossezza e grandezza, lo quali giungono talvolta ad acquistare mole notevole. Abbiamo visto molti casi in cui, a guisa di largo tumore o piastrone, neoformazioni tubercolari coprivano quasi intera la superflcie seriosa dl un polmone; altre volte, sotto la forma di larghissime neoformazioni bernoccolute, ineguali, di consistenza sar-comatosa o calcare, griglastro carnicine o gialle, si estendevano sopra vasta superflcie di una o di tutte e due le pleure, diminuendo cosi no-tevolmente I'ampiezza del cavo toracico. Qualche volta pare ehe l'ele-mento contagioso, pervenuto a contatto dell'epltelio degli alveoli polmonari, vi rimanga quasi sequestrato, e dia luogo alia formazione di un nodulo carcinomatoso (cancro epiteUale), ad (dementi di vita piü du-ratura (1). Allora la diffusione succede meno rapida e la vita deU'animale slprotrae maggiormente. In quosti casi si ha la tubercolosi concomitante con forme di cancro.
in questa forma di tubercolosi, ai sintoml glamp; notati s'agglungono quelli d'una pleurlte cronlca. I bovini tengono la splna inarcata; se
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(1) V. Lu tubercolosi neffli unimali ilomuslici, mlo artlcolo noil' Enoiclop. Affr,, dirotta dal Vvol, Q. Cantoui.
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TUDRUCOLOSI NF.OI.I ANIMALI DOMESTICInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; If?!)
comprossi alia rogiono del garrese, gemono grandemente o pt'omendoll nogU .spazi iutnrcostali, raostrano di softriro; il polo 6 costantoinento rabbuffato, la polio arida e secca, attaccata allo costole; fanno sentire frequent! colpi dl tosse asolutta, oppure accompagnata da oatarro quando s'assoola rinCiaiiiinaziono del bronchi, 0 si aprono noi modesimi noduli formantl specie di vomichopol rammolllraento awenuto nella lore sostanza. Quando loplouro sono loso, si svihippauo quasi sompro tubercoll sulla slerosa del pericardio ed esocardo, in modo ehe succede la fiisione I'ra i due foglietti sierosi perioardici, Non infrequenti sono pure i (quot;isi di nuraerosl noduli tubercolarl di varia grandezza e per lo piii con co-lorazlone gialla, variamente degenerati nella sostanza del cuore stesso; allora la morte o si manifesta d'un colpo, come se 1'animale fosse col-pito da sincopo, oppure la morte viene preparata lentamente, e I'ani-male, prima di soccombere, diventa marasmatlco,
La tubercolosi toracica puö essere primitiva, oppure secondaria alia addominale. T^a comparsa dollo lesioni della tubercolosi nei visceri ad-dominali, quando non sono una conseguenza dl quelle giamp; formate nel potto, pare ehe abbiano luogo per la ingestione di sostanze contenenti 11 virus tubercolotico, Spiegano questo modo di vedere gli esperimenti concludentissimi del dotto professore Chauveau, il quale, facendo Ingoiare a varie Kiovonche sostanza tubercolare tolta da bovini macellati, ö riu-scito a produrre in tutto la vcra tubercolosi addominale,
La tubercolosi addominale ora compare al fegato, era alia milza, ora al mesenterio, agli omenti, su vari punt! del peritoneo, ai reni, ecc; qualche volta si manifesta pure air utero, alle ovaie e specialmente allo trombo falloppiane. 11 piii delle volte perö cominciano a mostrarsl i tubercoli ele villosita polipose in vari punti del peritoneo e specialmente agli omenti e mesenterio, costituendo cosi quella forma di tisi, descritta da molti siceome speciale malattla, detta Uibe mesenierica. Si formano i noduli poliposi sul peritoneo come li abbiamo visti sulle pleure. Al fegato ed alia milza, ora ne compalono sull'invoglio esterno sieroso, ora pare ehe piglino punto di partenza dalla flbrosa del fegato, o dal con-nettivo ehe si trova negli isolotti epatici del diversi punti del viscere e particolarmente da quell! piii periferici. In tutti questi casi i tubercoli ed i noduli tubercolarl si addentrano nella sostanza del legato e ne atroflzzano la parte funzionale o attiva. Lo stesso fatto succede alia milza ed ai reni, in cui vonnero gia osservati noduli della tubercolosi, ehe no avevano alterata 1'intima stuttura. Quando la tubercolosi ha in-vaso le ghiandole linfatiche del mesenterio, il fegato o la milza, la dige-stiono degli alimonti viene grandemente afllovolita, e non si puö piü compiere con quella regolarita neeessaria pel mantenimento in vita delle forze organiche. La nutrizione generale ne soflfre, la rnmlnazione si fa stentatamente, gli animali non possono piu lavorare, si fanno deboli, dimagrano progressivamente. Quando nel legate i tubercoli si svilup-pano in prossimitä del condotto coledoco, possono ostacolare 1'usoita della bile c provocaro Filterizia sintomatica. So analoghe lesioni si sta-
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140nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TUBRROOtOSt NROI.I ANnr.VI.I dombstici
bilirono ai roni, possono succedero ii rammollimento e P esulceraziotie del tubercoll, e cogll altrl slntomi manlfestarsl ancora qxiolli del pisolalaquo; sangue o plscia-brutto, detto piii proprlaraente ematurla.
La tubercolosl deirutoro ö il piü dolle volte secondarla ; In tuttl i oasl perö le vacche sono colte da soyraoccltazione del s(gt;iis() vonereo; slt;gt; si trovano ancora in forza, saltano le lore compagne, pisciano sovente e mostransi al sommo grado ninfomane,
Per In piii i bovini. quando si vedono dimagriro ad onta di una cura razionale associata ad un buon regirae allmentare, si vendono al macello ed6 raro ehe gli allevatori si lascino morire gli aniraall per febbre etica. Questa, dopo un corso dl quiudici a venti giorni della malattla, comlncla a coraparire ad access!, ehe si ripetono sempre piü sovente, finche la febbre diventa continua, La tubercolosi primitivamente locallzzata alia gola, ai visceri contenutl nella cavitA del petto, oppure all'addorae, or-dinariamonte non tarda raolto a farsi generale. Col mezzo del vasi san-guigni e linfatici, per continuity e contiguitä lt;ii tessuto, le spore od i bacilli, passano in circolo e vanno a costituire centri o focolai di tu-bercoli di migrazione in divers! puntl dell'organismo, (rondo si ha I'asso-ciazione delle varie forme di tubercolosi o la generallzzazione della malattia. L'ablto generale degl! animali diventa sempre piii ^ravo, ma-cilento, il bovino barcolla nel camminare, la riga di miseria alle natiche si la profonda, la polle asciutta e secca, aderente alle parti sottostanti, I'animale tossisce, mangla eon poco appetite, sta coricato per riposarsi od a stento si rialza. II polso si fa piccolo, flliformo, le eon^iuntivo degli occhi pallide, le corna ed estremiti freddo; sopraggiunge la diarrea, oppure una grande stitichezza e I'animale muore,
La tubercolosi b malattia eroditaria come 1'ebbe a dimostrare in un I'eto bovino, doll'etA di 8 mesi, Johne di Dresda (1).
Pur troppo la cura di questa malattia e ancora un sogno derate della scienza.
Ordinariamente quando si puö diagnosticare la tubercolosi, le lesion! sono liia atal punto da non lasciaro piii nulla a speraro dall'appltcazlone di qualsiasi farmaco. Tuttavia anche su questo indirizzo parecchi scien-ziati fecero del lodevoli tentativi; cosl, Fischer e Schill, Coze e Simon, od in particular modo Sormani v. Brugnatelli da nol trovarono giä parec-chic! sostanze ehe godono di azione neutrallzzante sul virus tubercolaro, come I'acldo fenico, 1'acido canforico, I'acido lattice, il creosoto, 11 clo-ruro di palladio , il sublimato corrosive (2), ed io mi auguro ehe tali ricerche guidino al piii presto alia scelta laquo; di pin razionali e cli pin efllcaci mczzi ierapamp;uiioi nella cura della fatale tubercolosi raquo;.
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(1)nbsp; Joiing, Ein zweifelloser Fall mn oongenüaler Tuöeroulose (Fortschritte der Medioin 1885),
(2)nbsp; G. Sormani od E. Bruonatblu Ineutralisszcmti del virus tubercolare Nota proventiva, Rend, del R. istiiuto Lombarde dl Soienze c Lettsro Vol. XVII, Paso. XVIII, 188-1, pog. 773.
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TtTHKRCOI,OSI NEGU ANIMAI.I DOMESTIOInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;141
So si trattasse di creature umane, allora non v'ha spesa, no saorlfloio ehe possano essere guardatl, pur di protrarne la vita quanto piü a lungo 6 possil)ii(gt;; ma per lt;,rli aniinali, (hlt;3 si tengono finchö rioscono di quulcho uliliia, fatta diagnosi dl tubercolosi, non sempre v'ha tor-naoonto a ourarll. Ad ogni modo, egü 6 suglJ animal! cho converrebbe tentarne la guarlgione colle sostanze ora menzlonate, sla procedendo per lo vie dlgerentl o sottocutanee, come audio con Inlezlonl tracheall titolato In liquidi acconcl. Cosl I'acido fenlco od 11 sublimate neiracqua, pel lore costo molto liraltato, potrebbonsi (orso utllmente sperlmentare, suffragati da mezzl palllativl. Quando, ad esempio, si hanno forti baltili del cuore la digitale in polvere vale a calmarli; quando la tosse e socca, oppure umida, (Vequente e dolorosa, ii cherraes mlnerale o 1'emetico, per la lore azlone elettiva sull'organo polmonare, possono renderla mono frequente, ma non guarlrla, perchö le lesioni della tubercolosi sono lanto gravl da formare 1' Incubo ancora della terapeutica sperimentale. I salassi debbono assolutamente essere proscritti. La cura igienlca ö la sola cho potrebbe venire tentata con qualohe probabilltä di succosso. Si sono ossorvati casi di tubercolosi cheguarirono (e almeno si arrestarono i [irocossi morbosl nefiii organ! colplll) dope I'emigrozione degll animali malati in altri luoghi piii salubri. I tubei'coloticl richledono alimentl ricchi in prlnclpll nutritivi e di lacilo digestlone, buoni Cora!, molti {?nmi o larinacoi.
Vogllono essere mantenutl in rlcoveri a temperatura dolco, fresca, bono aeratl, asciutti, in cui sia fatta una rlgorosa pulizia, Sovratutto evitare 11 caldo umido della stalla, polchö i'aria cosi rarefatta contiene pochis-simo ossigeno, ed i vapori acquosl, abbondantl, favoriscono lo sviluppo della malattia. La decozlone di genzlana, lt;li assenzio, di florume di fleno, ecc, o tanti altri amarl ed eccitanti di poco costo ed alia portata di tuttl, torneranno sempre giovevoli per favorlre i processi nutritivi dell'organismo.
Essendo malattia contapiosa, nolla posta in cui ha vissuto un bovine affetto da tubercolosi dovranno praticarsi le dlsinfezioni accurate e sarä meglio ancora estendoro queste ultimo a tutta la stalla.
Cosi, si faranno raschiare il pavimento (so consiste del puro suolo), o le paroti, si lavano bon beno la greppia, la rastrelliera e tutti quegli arnosi ehe i'urono a contatto del bovino malato, col ranno caldisslmo, a 90-100deg; C, o solo con acqua bollente,
La tubercolosi bovina e ora rlconosciuta idontica a quella dell'uomo: sono gli stessi bacilli cho la producone nei bovini o nell'uemo. Si puö quindi ritenere la vendita od il consume delle carni del bovini tuber-colotici corao una delle sorgentl maggiori del numerosi casi di tisi umana (1). Qerlach, diffatti, in seguito a molti studi od esperlmenti, ammiso puro la possibilitä della trasmissiono della tubercolosi all'uomo
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(1) Rivui/rA o Pbrronoito, Lavoro oltato, IHtiH.
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142nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TUBHROOIOSI NECiM ANIMAU DOMBSTIOl
coiruso dello oarnl e del lalte appartenentl ad anlmall infotti dolla stessa malattia (l). Klebs svolse la tuborcoiosi addomlaale noi oonigli e In an cane, nutrendoli col latte orudo o oottodi vaccho tubercolose (2). Günther o Harms oUeimoro lo svihippo dolla tubercolosl in una capra lacou-dolo mangiare 1500 grarami di noduli dolla tlsi perlacea doi bovini (3). Scholz, avendo dato a mangiare ad un vecohlo cane i polmoni di un vitello iularciti di tubercoli, dope fcre settimane ha osservato cho 11 cane dlmagriva e si raostrava sofferente, cho gli si era sviluppata la diarrea o cho a fstonto resplrava; ali'autopsia vennero trovati nei polmoni e nolle gliiaiulolo mesenteriche numerosi tubercoli migliari (4)..Anohe lo Ziirn ammettovala possibiie trasraissione della tisi perlacea del boviai all'uomo, appoggiato suH'esito di numerosi innesti efflcaci, praticati col tubercoio dolla tisi perlacea, sotto la polio o not cavo addominale doi maiali, doi coniglie delle pecore; e piü cho tutto sul fatto cho, innestando il tu-borcolo uraano nel cavo addominale doi vltolli, si SYiluppa la tisi perlacea (5); o Chauvoau, cho ha fatto moiti studi su quest'argoraento, (in dal 1874, dinanzi alia Society Lionese pel progresso dolle scionze, sostenne la tesi, cho di 100 viielli floridi o vigorosi, nati da genitori sani, nessuno presenta 1 germi dolla tubercolosl, mentre di 100 vitelli, ehe abbiano ingoiato anche una piccola quantita di prodotti dolla tisi perlacea, nep-pure uno rimane scevro doi germi di questa malattia, quando pure non la present! giä completamente sviluppata (6). Perciö, sarobbo necessario ehe ovunque si estendesse la visita degli animall da macello, prima o dopo ii macollamento (7), [)or l'applicazione di norme igieniche appropriate.
Dappriraa la malattia si presenta localizzata ad un organo, od a parti ancora limitate; so i bovini infetti si uccidessero in questo frattempo e si avosso cura di eliminare ben bone tutto quanto v'lia di morboso e lo carni cho stanno attorno o in prossimitä doi tubercoli, potrebbero forse, senza pericolo, venire consumate lo altre carni nel macello soriano, E sempre perö un grave rischio cho si corre, poiclio collo carni si diffon-dono i germi dolla malattia particolarmente nolle case. Per cui credo sarobbo desiderabile cho, eziandio noi casi di tubercolosl limitata a quai-cho organo o parte del corpo, le carni od 11 sangue venissoro cotti negli
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(1)nbsp; Jahresbericht der Königlichen Thierarzneisohule zu Hannover, 1B73.
(2)nbsp; Die kunstliche Erzeugung der Tuberoulose (Archiv fur eoopamp;rim. l'alhol. und Pharmacie, 187.'!).
(3)nbsp; Versuche über Tuberkulose mit Abbildungen (Vedi Jaresberißht der Kö-nigliohen Thierarzneischule zu Hannover, 1873).
(1) Miltheilungen aas thierarzliohen Praxis im Preussisohen Staate. Borlin 1874.
(5)nbsp; Zoopathologische und zoophysiologisohe Untersuchungen für die land-wirthschaftliche VersuohMaüon z'n Jena, in dein Jahre i868, Stuttgart 1872.
(6)nbsp; Räeueil de Mddeeine Velerinaire. Parigl, ottobro 1870.
(7)nbsp;B, PerroNOITO. La tuOerculusi in rapportu cuU'ecoiiutnia sociale e ruralc. Torino 1875.
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stossi ammazzatoi prima ill perraetterne la veadlta. So pol la tubercolaquo; losi ha Invaso molti organ! e ne ha git, risentlto gll effettl rorganismo intiom, allora, per la disorasia generale, per essere lo earn] Impregnate di succhi, ehe portano i germi della tnalattia, gll Miiiniiili dovrebbero voniro sequestrati, cottl od abbmclaU prima di abbandonarll al com-mercio. Cosi, ognl elemento capace laquo;ii trasmettere la terribile malattla 6 dlstrutto e non si corre pericolo di compromettere r i^iono put)t)lica. II hitto delle vacohe tlsiohe, como abblamo notato, venne giu dimo-strato nocivo e oapaoe dl trasmettere la malattla ai oonlgli e ad altrl anlmali. Bolllnger, nel 1883, metteva In evidenza il bacillo tubercolare appunto nol latto di vacclio con tubercolosi dclio mammelle; ed al Gon-grosso dl Copenhagen, Bang csonfermava 1'osservazione del Bolllnger non solo, ma dlmostrava Inoltre cho il latto delle vaccho tubercolose tras-motto la malattla sotto forma intestinale, mesenterlca, peritoneale, opa-tica, splonica o polmouaro. II latto delle vaccho tubercolose dovrebbe porcio essere proscrltto dall'alimentazlone umana. Nolle cittä poi, dove piii facilmente si corre il pericolo d'avere dal margari latto di vaccho tubercolose, ö prudenza di non adoperarlo so prima non si e fatto bol-llre. Cos'i, so vi hanno spore lt;gt; bacilli muolono e si rondo innocuo un latto perlcoloso. Siccome la tubercolosi bovlna ö malattla frequente in modo particolare nel dlntorni delle ciita ove si tende alia produzione del latto, cosi sarebbe disposlzione saviisslma ehe i Municipii, a somi-gllanza di quanto gih pratica la solerte Direzione deiristituto Bonafous, facessero eseguire d'ufflclo visite sanitarie menslli a tutte Ig stalle per segnalare lo vaccho cho fossero per avventura affette da tubercolosi cd escluderle dal servlzio a cui sono destinate. Lo pelli del bovini morti per tubercolosi, od uccisi al macello o trovati infetti dalla malattla dovrebbero essere disinfettate analogamente a quanto si pratica per le pelli dogli anlmali carbonchiosi.
La Tubercolosi nri solipbdi, La tubercolosi nei solipedi ö ra-rissima, sebbene I'abblano descritta molti autorl, cho pretesero averla osservata. L'innesto ilirotto del tubercolo umano, deilo scimmie, del bovini, occ, nei cavalli riusci quasi sempre Infruttuoso. Falke, Bruck-müller, Leblanc, Kolb ed altrl doscrissero, sotto il nome di tubercolo e di tubercolosi nei solipedi, era noduli mocciosi, ora noduli embollci di varia natura. Gotti (1) diode una nhmita storia clinica e anatomo-pato-logica di casi bellissimi dl diffuslone del cancro a epitello pavlmentoso in duo cavalli descrivencloli per tubercolosi. Hilll e Verga, coll'intezlone nolle vene del cavallo di liquide tubercolare umano, produssero una forma di tubercolosi migliaro nel polmone, cho si sarebbe sviluppata in meno di (Ivk; mesh
Nel 1875, in un mio vlaggio fatto in Germania, ebbi, a Monaco, dalla gentilozza del professor Bolllnger, pezzi di pleura e perltoneo di un ca-
(I) Oiornale di anatomia, ftsioloffia $ patoloffia degli animali. I'isa 1872.
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144nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TÜBBHOOLOSI NEGI.l ANIMALl DOMBSTI01
vallo oon molto losioni mlorosoopiohe della vera tuberoolosl, AU'esame microscoploo, Ig neoplosle varle, polipose, risultarono essere invoco doi flbrorai poliposi o, vlllositä dello sierose delle cavila splanclcho citato. Koch perö ha descritto la vera tuberoolosl anohe uol oavallo, prodotta dal bacillo della tuberoolosl dell'uomo e de! bovlnl.
La Tubercolosi ndi Cani. il dott. Malin vide due cam', possedutl da ima slgnora affetta da tuberoolosl, soocombere, l'uno dopo l'altro, per tuberoolosl, perohö avevano leocato ed inghlottito gli sputi della padrona.
Klebs sostiene d'aver svolta la tubercolosi addominale in im cano, nutrendolo con lalle crudo e ootto di vaccho tuberoolose.
Bollinger ottenne lo svlluppo della tuberculosl in un cano, innestando nei suol polmonl sputi tubercolari dell'uorao,
Brusasoo trasmlse ai cani la tubercolosi collMnoculazlone e coll'inge-stione di materla tubercolare di sclmmia.
Gunter e Harms, amministrando ad un cano latto crudo o cotto, no-duli tubercolosi e mueo bronchiale di vacche affette da tlsi perlacea, ottonnoi'o in esso losioni della scrofolosi o della tubercolosi addominale.
Nel museo anatomo-patologioo della Scuola superiore veterlnaria di Torino si consevano i polmonl di un cano affetto da tubercolosi mlgliare, ottenuta coll'lnnesto del tnborcolo bovlno. E Scholz provoeö artiflolal-mente la tubercolosi mlgliare ai polmonl e nolle ghiandole mesenteriche di un cano, facendogli manglare i polmonl di un vitello inlarciti di tubercoll.
Per altro Verga o Eiffl trovarono cho il cano od il gatto sono refrat-tari alle oonseguenzo funeste dell' inoculazione sottocutanea del tnborcolo grigio umano ; e ehe; nel cane riesce innocua anche Piniezione del liquido tubercolare nolle vono.
lo non sono mal riescito a trasmettere la tubercolosi ai cani sia ali-mentandoli con prodotti della tubercolosi bovina, conio anche inocu-lando la tisi perlacea.
Tubercolosi nbllh Pbcore b nbllh Oaprb. BrcolanI, pel primo ha dimostrato come nel polmone dello pecore cerli pretesi tubercoll fossero prodotti dallo strongilo lilaria; la vera tubercolosi pare non sia ancora stata osservata nolle pecore. Tuttavia Günther ed Harms ac-cennano alia trasmisslone della tubercolosi alle capre, facendo lore manglare nodnli della tisi polmonaro di un coniglio, oppure ancho 11 sueco tubercolare di polmonl di una sclmmia, Zürn, dietro una lunga serie di esperimentl, venne alia conoluslone cho la tisi perlacea dei bovini e inoculabile alle pecore, quantunquo Biffl o Verga non abbiano ottenuto lo svlluppo della tubercolosi nei bovini o nolle pecore coll'i-noculazione sottocutanea del liquido tubercolare umano.
Tubercolosi nel Maiäle. -- Günther lt;'d Manns accennano alia tubercolosi addominale ed alia scrofolosi comunicata a duo giovani maiali,
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TUBERCOLOSI NECiM ANIMAr.I DOMMTIOInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;145
facomlo loro manglaro came oruda e noduli tubercolarl (Voschi della tisi perlaoea dei bovlnl. E Zürn ha ottenuto lo sviluppo dolla tubercolosl mlgliare nei malall, Innestando loro sotto la pelle o nel oayo addoral-nale il tubercolo della tisi perlacea del bovini.
Varl patologi veterlnaiquot;! descrissero nei maiali la scrofola, la qiiamp;la non ö ultro so non cho una manlfestazlone della tubercolosl, Sono Ilaquo; ghlan-dolo linfaticho sottomascellarl, ehe si alterano gravomonte per la for-mazlone in esse lt;li noduli tubercolari.
Hurtrel d'Arboval, Pradai, Frank ed altri descrissero una speciale malattia, sotto il nome dl reniflement, ehe Ercolani e Vallada riferlrono ad una forma di tubercolosi, da essi perciö chiamata iubet'colosi naudc dei maiali. Essa venne descritta (in dai 1832 slccome una dello piu per-nicioso malattle die possano colpire i maiali. Essa, come narra Frank, Invade inosservata una mandrae puö distruggerla per intero; 6 malattia ereditaria e si comunica pt'l fatto del verro come dolla troia. Pporci non sono alii ad impinguare. Appena cho la malattia si ö manifestata, non vi ha piu cura, nö nutrimento, cho possano salvare gll aniinall clu^ no sono affetti; o quando ö giunta ad un certo grado i porci progresslva-monto dimagrano e Qniscono per raorlrne. I^a malattia non si sviluppa repentlnamente; percorre il suo andamento a gradiecomein prlncipio ö lievissima, riesce assai diilicilc il conoscerla.
La sua sede ö nel naso ecomincia con una inflammazione dolla mem-brana pituitaria, Dopo qualche tempo questa membrana si ingrossa come lo ossa spugnose del naso; i'etmoide e lo sfenoide .si spostano; il naso ö completamente sformato per notevolegonflezzaorain alto, orain basso, per cui il grugno volgesi era dall'uno, ora dall'altro lato. Durante il corso della malattia, la respiraziono dell'animale e diflloile, interrotta da una specie di rantolo nasale, d'onde si 6 rlcavato il nome dolla malattia. Questo sintomo verrebbe notato piii speoialmente allorquando si porge da bare all'animale.
Allorchö la malattia e giunta ad un certo periodo, esco sovonte sanguo dalle narici, speoialmente se i porci son hon nudriti; da questo no venne anche il nome della malattia di lilul-nasc dei Tedoschi, o sangue dal naso (1).
Ercolani e Vallada 1'avrebbero notata sporadica particolamento nel circondario di Plnerolo, e in diversi casi da loro osservati, vi riscon-trarono molta analogia col moccio. Ma so nell'andamento e sede pre-sentava molti punti di contatto col vero moccio, no diflbriva sostan-zialmente per le fondamentali iesioni, per cni gli autorl vollere afiatto distinte lo due malattie, Nolla tubercolosi nasale del maialecssi ossorva-rono anche zoppicatura svoltasi ad un'estremitA anteriore per profonde Iesioni avvonuto attorno e nel cavo dell' articolaziono omero-cubitale. Descrissero deposizioni ample di malerie tubercolari, Ira, le parti molli e noilquot; artlcolazione stessa, oltre a gravissime Iesioni riscontrate nolle
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(1) Oiomale di Medioina velerinarla, anno V, 1856, pag. 07 o soguentii
III PlERRONGlTO. Mihxltit.' degti animali äofHcstici,
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M6nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TUBEIICOLOSI NEULI ANIMALI DOMESTIC!
cavitii nasali. I ganjilii linfatici del canal dello ganasoe, dftl COllo c ad-dominale vennero trovatl Ipertrofloi, turaldl, contenentl una sostanza cal-care dl color gialln, formata princlpalincnte di carbonato o fosfato dl calco con tracoie di magnesia,
Post! a coabitare con una troia gravemente ammalata dun maialetti di razza anglo-clnese, non si ottenne la trasraissiono dolla malattia. A duo altri della stessa razza, si introducovano con una spugna nolle narici lo materie ehe colavano dalle nari dolla troia malata; sei mesi dopo, non omhra di similo malallia orasi svolta .sugli aniinali cho fonimvano oggetto di esperlmento.
T.a malattia parrebbe quindi non ossere trasraissibile agli altri individui dolla stessa specie, torso neppure coirinoculazione, T\la questo mezzo non venne ancora tentato, e sarebbe raolto ulilo cho d'or innanzi venisse descritta lastruttura dello neo-formazioni cho caratterizzano la malattia, accio si v'egga so realmente si abbia a fare col tubercolo e col morbo tubercolosi.
Ercolani e Vallada nella stessa memoria citano pure 1'esempio di un maialotto di razza anglo-cinese, raorto neirinfermeria della nostra Scuola affetto da tubercolosi polmonare (1).
La forma di tubercolosi nasale descritta venne dagli autori ritenuta dl natura ereditaria.
Nel 1875 ebbi dalla gentilezza del prof. Bollinger vari nodi grossi como una nocella della vora tubercolosi spontanea delmaialo, sviluppatasi nolle ghiandole raesenteriche.
Ancho i Dottori Vetorinari doll'ammazzatoio di Torino mi focero vodero pozzi dolla tubercolosi polmonare, epatica e splenica di maiali stati ma-collati in quel grandiose stabilimento.
Tubercolosi nella Scimmia. Nolle scimmio la tubercolosi ö co-munissima, poiehö da noi quasi tutte muoiono affette da questa malattia sotto forma migliare,
I tubercoli, como nolle altre specie domestiche, si presentano ai pol-moni, alle plouro, al pericardio, al cuoro, alle ghiandole linfaticho sotio-mascellari e bronchial!, all'intestino, peritoneo, fegato, roni, milza, pancrer.s, ecc, al cervello, midollo spinale e meningi. Le scimmio tu-bercolotiche, honcho giovani, soccombono marasmatiche g in preda alia febbre et lea. II clima, la schiavitu, ed il regime alimentare no sono la causa predisponente importantissima. Talvolta la tubercolosi polmonare si complica con pnoumonito crnpalo per una inlbziono, succossiva di pnomnococchi, o bactori dolla pnoumonito crupalo, come ebbi rocente-mente ad osservare in un Papio mormon. Quando si forraano vomiche polmonari, questo sono dovuto a special! micrococchi.
Tubercolosi nei CoNinu e nki Porcellini d'India. Noi conigli
(1) Ihiclcni, pag. 103.
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TI.'liKUCOI.osi NKOM ANIMAU DOMESTIOInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 1-17
la tubercolosl Ö spontanea, o trasmessa coll'lnnosto o raodlanto coabi-tazione cou anlmall affettJ dalla malattla. Esordlsce ordinariamGnte ai polmonl oil al fegato; coir Innestonoi rabbiamo ottenuta priraitivamonte ullii pello am (iiduMono consecutiva al connettlvo sottooutaneo, al {)ol-nioni, fegato, milza, reni, ghiandole raesenteriohe, occ. i\'ol punto d'ino-culazlone, quot;20 glornl dopo 1'operazione, coraparve un ascosso sottooutaneo ehe spontaneamente si aperse o lasclö il posto ad un' ulcera rodente a bordi irregolari e mlnati, profondaed a fondo apparentomente lardaoeo costitulto da pus cromoso blanco-glallastro, sopra nodull tubercolari esulcerati,
La tubercolosi doll'uorao, del bovini e degli altri animali ehe ne pos-sono andare colpiti ö inoculabile ai conigli, come pure ai porcelliui d'Indla. Lo attestano i numerosi espeiimonti tentati da Villemin, da Man-tegazza, da BilU e Verga, da Bizzozero, da mo, ecc, col tuborcolo umano; da Colla, oce., col tuborcolo ill scimmia; da Rivolta o da Per-ronclto col tuborcolo bovlno.
I porcollini d'India vanno perö soggetli ad una particolaro forma di tubercolosi dlfferente lt;la quella dell'uomo e del bovini.
Auehe noi PoLLl puö trasmettersi od osservarsi la tubercolosi, conic lo dimostrarono gli studi del Koch ed unquot; osservazione di Nocard (1), ehe la vide in polli, i quail avovano mangiato sputi di un operaio tubercoloso.
Per le varie specie animali dobbono essoro ricordate lo stesse misure di pulizia sanitaria cho abbiamo indicato pel bovini. Sovratutto bisogna escludere dalla riproduzione i maschi e le femmine tubercolose,
Quando si manifestassero sintomi gravi di pneumonite potrebbonsi consigliaro lo seguenti formole:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Acotato di piombo..........gr. 8
Fo^liü ili digitale..........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 8
Polvere radice ili liquir........raquo;nbsp; nbsp; 60
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo; ill altea........raquo;nbsp; nbsp; 30
Acqua q. b. per faro elettuarlo.
Da ilarsi al cavallo v, al buo, ogni tro ore, la quarta parto. (Hbrtwio).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Nltrato di potassa.........gr. 50
Solfato ili soda...........raquo; 500
Polvere di radice d'altoa o di angelica . . raquo; 100
Aoqua q, b. per faro un elettuarlo.
Da darsi a vaoca o buo la qulnta parto ognl 0 ore,
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Tartaro stiblato........centigr. (i
Acqua dlstlllata...........gr. .'!()
Tiutura di digitale........goccie 10
Ua darsono tre o quattro volte al giorno, ad un cano mezzo cucchiaio da. cafTe.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (FoKSTER).
Questa formola sarebbo adatta anche per la scimmia.
(I) Diilieiin et Mämoires de la Sool'ld Cenlrale de Mddenim Vdtdrinaire, Aunöc 1885 - Paris 1885, pag. 9Z-'Xl
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MOCOIO K FAUOINO
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33. Moccio c Farcino.
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Moccio ö farcino [Roiz dei Tedeschi, Morve del Francosi) sono una stessa malattla cho si prosenta sotto forma clinica diversa, propria delle spccio del geu. Equus (cavallo, asino e loro bastardi), infettlva, conta-giosa, trasmissibile fcra \x\\ oquini, (-()imiiiic,;il)il(gt; al cane ed ullo specie del genere felis (gatto, leone, ecc), al coniglio, alia cavia ed audio al-i'uomo. 11 moccio ha manifestazione specialmente Interna; il farcino si presouta sotto forma estorna o cutanoa, carattorizzato da bottoni, nodi, cho si esulcerano, ecc.
11 virus moccioso consiste in un bacillo o bactero sottile e breve, inolto aualogo a quello della tubercolosi, cho si colora col metil violetto e si coltiva nello siero del sangue, Si diraostra colorando sezloni di uoduli mocclosi con una soluzione acquosa concentrata di azzurro di metilene, trattandolo poscia con acido acetico raolto diluito, passandole in alcool assoluto o chiudendole inline in olio di cedro (1). Le colture si fanno nello siero del sangue del cavallo, substrate codesto il piii conveniente per lo sviiuppo e moltiplicazione del virus. Lo Schütz e Loffler ricorsero a questo mezzo di coltura, perchö i! cavallo o l'aniraale il piü frequen-temente colpito dal la malattla.
Si fu il 1-1 settembre 1882 ehe lt;loi palloncini pieni di siero sterilizzato servirono per le prime colture e vennero seminati con sostanza di uoduli mocciosi dol polmone e della tnilza di mi cavallo ucciso per la malattla. Al terzo giorno la superflcie del liquide di coltura presentava dei piccoli flocchi costituiti da una quantitä innunierevole lt;li bacilli identic! a quelli osservati nei uoduli speciflci. Coi prodotti delle stesse colture si semi-narono altre boccette e si ottennero cosi successive colture Quo alia 3quot;, alia 4', all'Squot;, e 12quot; coltivazione tulle rieche degli stessi bacilli, ehe ino-culati a cavalli, a conigli ed a cavie svilupparono sempre il moccio in lutte le sue forme piü e meno gravi. Si e notato ancora die mentre il sorcio bianco resisteva agli innesti, il grigio in 8 a 10 giorni s'infettava di uoduli mocciosi, nd quali si riscontravano faciimente i bacilli carat-teristici. Questi percorrono, come il Bacillus anihracis, un ciclo di sviiuppo per sporiflcare, come l'hanno dimostrato lo Schütz e Löffler sul Qnire delle scorso ISf-^.
Per lo sviiuppo del moccio e del (arcino o necessario quindi sempre il virus, die trovasi sotto forma di micrococchi (2) o spore, come line granulazioni (corpuscoli ßgurati dal Ohauveau), o di bacilli abbondan-tissimi ud secreto delle ulceri mocciose, negli ascessl o nolle ghiandole linfatiche alterate profondamente per moccio. Sono infattl questi ele-
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(1)nbsp; Deutsch, medix, Woclienschrift, 1882, N0 52. Wiener Mediz, Wochen' sohrift, 1883, N0 1.
(2)nbsp; Rivolta pone il virus In cocco'baolerini detail di movlmento rapidis-simo cho si trovorobboro in cellule purulonto nollo scolo nasale \U virus moccioso puro e la sua importanza dtapnostioa, 1885).
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MOOC'IO K FArtCIN'Onbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;140
menii ßgurati, cho Chauveau, con rlpetute lavature, rluscl ad tsolaro complGtamento, od i bacilli dollo Schütz e Lftffler, cho si trovono nei uoduli mocciosi, ctio costituiscono il virus della tiialattia.
si comprende quindi la contagiosltö grandc di cui gode il moccio. Esso clociraavu i cavalli ed i mull del reggimenti dl cavallorla 9 ili avtlgllGria, o se ora si 6 ill tnolto ridotto il tribute cha 1'armata paga per quosta malattia, si deve all'appllcazlono sevora dello inisure di pullzia sanitaria.
11 moccio oil ii fercino ei^ano glö notl ai piii antlchl studios!. Apslrto, VegGzio, A.ristotalG g tantl altrl no parlarono riportando gludizl cora-patiblll ooIIg GpochQ in cul vissero, Plii tardl, ad ancora oggigiorno, il moccio vionc consldGrato da taluni coraG una spccialG tubGrcolosl. Sg pGrö si ossGrva cho coir InnGsto o contagionG ImmGdiata si ottlGno somprc lo sviluppo ili una malattia cho diffGriscG, sla pGr Ig losioni come por I'andamGnto, dalla vera tubGrcolosi, non si poträ accöttare una talo (lonominaziouo sonza compromotterG il signlflcato rigoroso cho si vuol aunottoro ai vocaboll inbercolo e morbo tubercolosi. 11 moccio g la tubGrcolosl sono duo morbi perfottaraGiitG dlstlntl, spocifici tanto I'uno quanto I'altro, con una gravid loro particolaro, g montro il prirao o malattia cho insorgG, conio si suol ilirlaquo;1, spontaiioa, la soconda nolla plurality doi casi, non attecchisco nei cavalli, ancho coirinoculaziono. 11 moccio c malattia spociflca, contaglosa al raasslmo grado Ira i sollpodi, o cho puo anciio trasmettei'sl por via mGdiata ml [mmediata agll altri animall od all'uomo stosso.
Quanto alle cause, stando al piü antichi, c ancora quostionQ di una disposiziouG Grcditaria, ma non \i si da Importanza. AI contrario, la quo-stiono della ^(üicsi spontanea ha molto occupato .irli osservatori, So-condo alcuni, certe affezioni catarrall sompllci della mucosa resplratoria ifffourme, laringiie, eccj possono trasformarsl in morva (!); si o visto quosta malattia svilupparsi negli animall mal nutriti o divGuutl ca-chottici in seguito ad altro malattie. Si o voluto Incolparo ancho la insufllclonza della razlono allmentare, Pessero moltl cavalli rlnchiusi nella stcssa scuderia, g tante altre condlzlonl di valoro ancora minoro!
Sonza perlaquo; volor nogavo la spontanoitä di quosta malattia, dobblamo ammettoro cho il pin delle volte o la contagione modiata o ImmGdiata cho pel suo sviluppo si dove incolparo. E sg nol moccio non solo lo scolo nasale, ma ancho il sanguo o tuttl gll altrl liquidi, secretl od escreti, acquistano propriotA contaglosG, non possiamo nogaro la presenza di un virus rappresentato da qualche forma bactorlca in tuttQ qiioste parti. como vonne del resto dimostrato dagli studi sperimentall piii coraploti
dollo Schütz G del I.oilier.
II moccio poro, sGbbonG sia sompro rappresontato da losioni Condalaquo; mentalraente analogho, si presenta con diverse apparato fenomenologico o con corso pure difforente. r,a sede piii abituale e primitiva dell'affe-zione mocciosa nei cavallo, asino e mulo ö specialmento la mucosa nasale; Insegultosi manlfesta I'afFeziono Aelleghiandole sotiomascellari, poi quella degll organi pid lontanl: dei polmoni, delle ariicolazioni,
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(id iesticoli, occ La raalattia compare ora con andaraento rapldo (raocoio acuto), ora porcorre i suol periodi lentaraente (mooclo o larciao cronloo). Nell'asino e nel ixmlo si ha ordlnarlamento la forma acuta, con abbon-dante scolo e noduli, aodi, ulcer] o tumofazioue delle narlol, del rauso e della sclenderiana nasale, e morte dopo 6-8-12-15-20 giornl. Ma segulamo il virus suiio sue varic localizzazioni, quando infetta e produce ii moccio.
II virus moccioso giunto a contatto della merabrana mucosa nasale determina una Irritazione speciale, seguUa tosto da Iperemia, caratte-rizzata dalla forraazione ili macchie rosso; alia Iperemia consegue eml-grazione di cellule blanche attraverao i vasi o moltipllcazlone del virus, (rondo il sollevamento di nodulini mocciosi; cade 1'opitelio corrispon-dente e no risultano lo ulcerl moccioso n bordi tagllati a piece, frasta-gliatj, piii o meno grundi ed a fondo colorato in rosso mattone o lardaceo; trovandosi vicine diverse uiceri no succede la cangrena e la perdita della sostanza interposta, d'onde si ha lo scolo moccioso prodotto dal-rinflamtnazione catarrale seraplice (muco) e dalle uiceri (pus o materia purulenta). La membrana mucosa del naso divenuta tumefatta, puö anche impedire la respirazione da una o da tutte e duo le narlci. l^o slesso lesioni possono presentai'si anche nel seni frontali, mascellari e zigoma-lici. intanlo, il vims moccioso per mezzo del linfatici arriva alle ghian-dole linfatiche interraascellari, ove solitamente destanei loro elementl un lavoro formativo seguito da doiore, neoformazione cellulare, iperplasia del connetllvo e aderenza laquo;lollo ghiandole all'osso mascellare inferiore, formazione di noduli nel loro interne ehe piü tardi ordinariamente si calciflcano, d'onde i'indurimento grande. Dalle ghiandole intermascellarl il virus moccioso si porta ai polmoni e vi determina una vera pneumo-nilo mocciosa avente qualche analogia colla pneumonite catarrale, quanto ai sintomi, ma a nodi ed a nodulini della grossezza di un grano di miglio lino di una noco avellana o di una nocella spurs!, chiari, i)iü o mono linainonto, bianchicci sulla superflcie del taglio, rossi talvolta alia periferia, piu spesso semitrasparenti da prima, poi giallicci e f,rialli per culcilicai'o in seguito,
Ai noduli tengono dietro spesso bronchite oil alveolite diflfuse, poi ascessi sparsi nel parenchima e sulla superflcie dei polmoni. Si ha allora tosse umida coiremissione dalle narici di muco-pus bianco verdognolo misto talora a sangue-e di odore ributtante, quando la pneumonite si fa cangrenosa. In queste case si nota spossatezza, battimento grande dei flanchi, febbre, battiti del euere tumultuosl. L'animale non puö man-glare, non beve, cade e muore.
Egli ö specialmente nell'asino, nol mulo e noi cavalli a temperamento sanguigno nervöse, ehe ii moccio percorre rapidamente i suoi period! o si manifesta quasi sempre sotto forma acuta, II moccio acuto ha un pe-riodo di incubazlone ordinariamente raolto breve, di 4-5 giorni; e la morte avvione in 8-10-15-20 giorni, II perlodo di incubazlone puö an-ch'essoro molto maggiore, di 10-15 giorni, di 5-6 settlmane ed anche di mesi, quando il virus non trovu terrene adalto per svolgerai attiva-
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monto. Noi cuvalli ;i lemponimonto Unfatlco lanto il moccio, quanto il farcino, possouo tlurare molto a lungo senza ehe slano oagloue dl un notevole dlraagramento negli animall, ivssi continuano a consuraare la loro razionn alimentare, e si troverebbero in grado di poter rendero ancora servigi, so la natura della malatiia, per scongiurame i danni, non rlohiedesse il sequestro rigorose degli individul infetti.
Nol moccio acuto si ha lo scolo da una o da tutt'e due le naji bianco sporco glutinöse, sovente striato ili sangue; per la tumefazione della mucosa nasale, della lariuge o della trachea, si associa da prima una dif-(icolta di respiro ehe aumenta serapre flno a soffocazioiie dell'aninaale. 1 frequentl colpl di tosse sono seguiti dall' eraissione di abbondante escreato misto a pus, talora fetente ; la faccia ed il muse particolarmente si fanno anche ordinariamente ederaatosi e viene eosi favorito 1'osito fatale della malattia.
Esaminato col microscopio lo scolo del cavalli mocciosi si trova costi-tuito da cellule purulente o contenenti coccobacterini mobilissimi, goccie grassose, cellule epiteliali, detriti di element! diversi, micrococchi e bacilli della malattia. INolla stagione estiva specialmente vi si rinven-gono micrococchi, bacteri, bacilli e vibrioni differentissimi ed accidentali, spore di funghi, di odium, occ, sovente ancora il QUciphagusplumiger ed altri animaletti microscopic!. I bacteri, i bacilli ed i vibrioni pro-muovono la sollecita scomposizioue degli element! dello scolo, (rondo si ha l'odore ributtante ehe d'ordinario tramanda un cavallo moccioso.
Moccio ckonico. Questa forma di moccio compare con diverse appa-rato sintomatico da simulare malattie di differente natura. Egl! e specialmente nelle varie manlere di manifestarsi del moccio cronico die per la diagnosi vale pin il sense pratico, ehe non 1 sintomi considerati nel loro valoro assoluto. Oonsidereremo qui anche il farcino, ehe altro non puö essere ehe moccio sotlo forma cutanea.
II moccio cronico si presenta d'ordinario con scolo unilaterale, chiaro, mucoso, spesso biancaslro; le ali d(d naso si mostrano asclutto, oppure sudico, come imbrattate di terra mescolata a! muco; il setto nasale ha soventi aspetto plumbeo ; era si osservano ulcer!, ed erosion! sulla mucosa nasale, ora no. Si vodono talvolta conseguire alle ulceri cieatrici stellate, gialliccio-biancastre, segno della guarigione avvenuta natnral-mente delle ulceri. Pare ehe il virus moccioso in corli individul, dopo aver prodotto le prime lesion! della malattia non trovi phi terrene adatto per gli ulterior! process! morbosi, venga tutto od in gran parte elimi-nato, o no consegulti la guarigione. La percussione dei seni frontali (! mascellai'i indica se pur essi sono malati, o so invece lo scolo proviene solamente dallo state catarrale della lore mucosa. Questa membrana sot-tilissima nelle condizion! normal!, si inspessisce ne! casi patologlc! e lt;li-venta anche sede di una nuova forinazione, delta epiielioma, ritenuta da celebri Veterinär! francosi come slntorao certo del moccio, sebbene paia ehe possa eslsterv! indipendento.
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Si ha anche indurimento od aderonza al tavolato osseo dolle ghiandole ilnfatlchG intormascellari (ghiandole di uno o ili tutti e duo i latl); dolenti oppure non, a seconda cho ö pin o mono rigoglioso ii lavorio inllaiiniia-torlo. Quando v'ha scolo unilaternlmente, cho porsiste da tin certo tempo, con infarcimento delle ghiandole liufaticho sottoraascGilari dallo stesso lato, ancorchä non si osservlno ulceri nasali sj dovrä ritenereil sollpede come affetto da catarro nasale cronico fortemente sospetto ill moccio. Alle forme ed ai sintomi del moccio cronico enunciati possono asso-ciarsi anche quelli del moccio polmonare; oppure, la malattla comincia con nodull mocciosl al polmone per essere seguita dalle altre lesionl,
La pneuraonite mocciosa prlmitiva o secondaria esordisce in punti
diversi con andamento lento e flnisce colla formazione di noduli separatl,
oppure riuniti in gruppi, i quali rammollendosi, o complicandosi con
processo di suppurazione vi si sostituiscono vere caverne, L'animale
quindl manifesta da prima tosse asciutta, stentata, poi catarrale, e
qualche volta ad ogni colpo viene emesso un escreato bianco-sporco
giallognolo dovuto al rompersi di ascessl (o vomlche)
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ed al lore svuotamento per la via del bronchi, Tal-
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v.
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raquo;.v'.n
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*' volta si ha complicazione del moccio polmonare con
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pneumonite empale, in questo case si trovano, oltre
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_gt; i bacilli del moccio anche i pneumococchi {Fig. 24),
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Negll stalloni non 6 rare cho alia prosenza delle
${' 'I**nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ulceri nel naso (moccio nasale), airindurlmento delle
ghiandole intermascellari ed al sintomi di lesloni
Fio.si.Micrococehi mocciose ai polinoni, non si assocl la formazione di
dclla pneumonite empale , .nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; , ,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; n i u -j ! nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; n #9632;
dcl cava|i0nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ulcen, analogne a quölle della pitiutana, sullasierosa
dei testicoli (orchite mocciosa). In questi casi si forma un! inliilrazione siero-albuminosa ed anche gelatlnosa tra i tessuti delle varie tonache costituenti lo scroto; palpata la parte l'animale risente dolore; non puo camminare, e so vi e costretto, zoppica o cammlna ;i stento colle gambo allargate,
Talvolta il moccio cronico ed il farcino esordiscono con stato di malessere generale, dolori reumatici alle varie articolazioni. Oil animali zoppicano ora da uno ora da un altro arto, compaiono quindi tumefazioni (edemi) sulle articolazioni sofferenti. Ad un tratto scompare I'inllltraziono essuda-tiva ed edematosa dall'articolazione malata per ripresentarsi in un'altra ; il polo si la rabbuffato, Pappetito diminuisce e pare ehe il virus moccioso penetrate nel sangue, o nei linfatici, non trovi un posto dove (Issarsi, e, vagante nel torrente circolatorio sanguilt;riio o linfatico, non si palosa cho dope alcuni giorni. Trascorso un tempo piii o mono lungo, osi mostrano i sintomi del moccio nasale, oppure quelli del moccio polmonare; talvolta compaiono bottoni farcinosi lungo un arto, al cello, snl tronco, occ, seguitando il corse dei vasi linfatici. Si ha in quest'ultimo case il farcino donominato ancora tnal del venae, da non confondersi col (also farcino, dovuto ad un criptococco scoperto dal Rivolta, Esso e piii fre-quento llmitato ad una o ad un'altra esiremita, o prolorlbilmuuto del
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MOCCIO K PAROINOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 183
trono postorloro, 11 virus moccloso ontvo un tratto di vaso llnfatloo no detormlna Inflaramazlone o la fovmazlone ili un essudato golatinoso glallo-gnoln; nolllt;gt; ghiaudolo liiilatiche dosta uu laA'orio di neoformazlono oellulare, si formano ascessi ehe sollevano la pelle a guisa ili bottont, flnchi'raquo; per la necrobiosi si rompe ii derma g ne risultano ulcori profondo, grandi, corrlspondontl ad ogni ghiandola do] Unfatlco ammalato. Oosl si foi'inaiio h) corde ftircinose.
Altro voile sono i linfatici ili una rogiono circoscritta cho rimangono colpiti, succode suppurazlone g cangrena di una porziono ili pelle, la quale viene rlmpiazzata da una piaga bavosa, delta anche pigra, piu o tneno larga, non tendente a cicatrizzazlone,
Nci cavalli stati in rapporto (a contatto, o viclno) con altri affetti lt;la moccio, o da favcino, compare qualche volta alia rogione del petto, del costato, ecc, un bottone sottocutaneo ehe aumenta sempre in volume od in estonsione fine a diventare grandissimo ed a larga base, A.pGrto, lascia vedero nel punto d'origine uno o piii noduli mocciosi, o del pus concreto ehe ha giä subito ]o. comuni degenerazioni, e nel rosto della nuova formazione, tessuto connettivo evasi, si tratterebbe di un (Ibroma sviluppatosi attorno a nodi o ad ascessi mocciosi sottocutanei, 'Mi ani-mali tuttavia consumano la loco razione e conservano tutta I'appa-renza di salute per un tempo pin o mono lungo. Inlanlo, le ghiandolo linfatiche del canale delle ganasce, flniscono per esser'ne pur esse colpite o pVi animali muoiono chachetticl, o pec lo sviluppo finale di un vero moccio, cioe di un'affezione polmonare q nasale, nodulare e ulcorosa, con Inlti i sintomi die son propel della raalattia.
Tale c i'andamento di questa affeziono nel cavallo , nell'asino q nel nmlo. (vgt;iies(i animali la trasmollono qualche rara volta all'iiomo , sia per lo scolo nasale, come per il prodotto dellc ulceri mocc'ioso o farci-iioso. I.'uomo puö ammalare di moccio anche per una vera infezione, dormendo, p, es., nolle scuderie del cavalli mocciosi, Per infezione con-traggono pure molto facilmente il moccio i conigli ehe coabitano con animali affetti dalla malattia.
Qli animali del genere felis, come i gaili ed i leoni, furono .u'ia visli contrarre il moccio per essersi cibati di carni di cavalli morti od uccisi per la malattia. Anche alle pecoro, alle capre, ai maiali ed al caul puö trasmettersi il moccio, sebbene con molte e serie dilllcolta.
A corainciare da Apsirto flno a noi si e fatto ogni sforzo ed ogni ton-tativo per trovare un rimedio chevalesse a combattere il moccio od ii farcino. Si puö dire ehe la farmacopea intern venne sperimentata senza ehe si sin pervenuti ad mm conclusione un po* lusinghiera. Del moccio acute e imitilo parlarno; e meglio uccidere tosto gli animali affetti anziehe curarli, poiche a nulla giova qualuuquG siasi trattamento; riesco anzi poricoloso per I'uomo stesso, mentre colla vita dell'animalo si man-tiono un centro d' Infezione grandissima, Trattandosi perö di moccio cronico si puö, senza grandi speranze di riuscita, provarne la cura. Sono per cio ruccomaiuluto lo iniezioni caustlche o calorcticliu nelle
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154nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; MOCCIO E FARCINO
narlcl iafette (tannlno 1-4 gramrai In loo gramml di acqua, Infuso di noco di galla, tli foglie dl aoce, dl nitrato ili argento un gramma su 100 gramml di acqua distillata, solfato ili rarae 1-4 per conto, ecc); trapanazlone dei seni ehe si suppongono malati o medicazione locale coi liquldi accennati. Fun mo pure speriraentate con successo le frizionl ripetute di pomata mercurialo sulle ghiandole iatermascellarl, quelle coiiii pomata di bicromato di potassa(l:4 ili adipe) praticate perö una volta soltanto, le frizioni ili blister ingleso, ili blister (lorhich e le IVi-zioni rubefacienti asciutte o spiritose sopra tutto il corpo.
So esistono corde farcinose, si raccoraandano le gauterizzazionl dei bottoni col ferro rovente, oppure I'applicazione del topico Terral, fon-dente prezioso assai sovente usato tanto sui bottoni quanto sulle corde farcinose, 11 topico Terrat 6 ratio ili
Bicloruro di tnercurio polvorizzato ... 2 parti.
Solfuro giallo d'arsonioo raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;. . . 2 raquo;
Aoido arsonioso polvorizzato .....I parts.
Euforbio . .nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;.....1 raquo;
Incorporati a froddo in parti otto d'olio di lauro,
So vi hanno tumor! farcinosi, si esportano o so ne cautarizza poscia la suporflcie di base.
La cura interna non vuol essere dimenticata ; si deve curare 1quot; info-zione coll'acldo fenico (1 p. ()[()), coll'acldo tiralco (1 pur 300), nello scope ili prevenire una generale infezione, ehe condurrebbe presto alia ca-chessia, al marasmo; si devono combattere le lesioni nel diversi organ! in cui si h flssato il virus, oil in ultimo correggere la crasi sanguigna. (iiiivauo quindi i touici in genero; I'ossido di ferro, I'assafetida, ecc, coadiuvati da buon regime aliraentare e governo della mano bene appropriate.
Venno commendato i'uso del biarsenito di stricnina, dell'acido arsenioso, della trementina, della colofonia, solfato di rame, del sublimate corrosive, ecc; questi ed altri farmaci diedero buoni risultati, ma nessuno raerita di essere considerate come medicamento sicuro per guarire le affezioni mocciose e farcinose. 11 dottor Levi ha suggerito iiiii recente-inente lo iniezioni nella trachea ili soluzioni iodate all'1-1,5 0|(). si fecero esperimenti in proposito alia Scuola Veterinaria di Pisa (1) con risultati contraddittorii,
Le fonnolo piii raccomanilabili sono quelle adoperate largamente nella Clinica medica della nostra scuola, come segue :
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido fenlco...........gr. 8-10
Polv, ili genz. q. b, per faro tre boll. Da anuninlstrarsone uno al giorno.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Essenza di trementina.......gr. 70-80
Polv. ili genz. e farina q. l). per fare tro boll. Da somministrarsl all'oquino nella giornata. Da ripetorsl lino a guariglonoi
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(1) Relazione degli esperiiiicnli sulla curabililä della inorva cfonioa nel oavallo. llollellinn del Ministem deWAyricoltura. Roma 1H85.
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MOÖOIO 0 MORVA HELLE PECOnRnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;155
3. i'r. Tlmolo.............nbsp; nbsp;gr. 0,00
Aoqua.............nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 80,00
Aloool.............nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 70,00
Per polv. nollu narioi lt;la rlpetorsl ognl gioruo.
Meglio ehe nlla cura conYlene perö badaro all'iglene, alia pulizla sanitaria, Questa sola puö promunirci da una maggiore dlffuslone della gravissima raalattia. Ed !' la sua appllcazlono ein; valse a dlminulro grandemente i dannl ehe 25-40 anni fa il tnoecto ed il farclno arreeavano ai roggliuGnti ili cavalloria. Alloia non si voleva ancora credere alia contaglositä del moccio od i cavalli venlvano annualraente deoimati.
TrattandosJ qulndi dl una malattia contaglosaal masslmo grade, i pos-sessori dl animali affettl lt;la moccio o farclno dovranno tosto farne la de-nuncla o dlchiarazione al Sindaco, Dovri\ essere mantenuto un rigorose sequestro, e 1quot; Isolamento completo raquo;Uü mocclosi, Kon potranno esporsi sulle vie pubbliche animali ancho con semplice sospetto ili moccio, e ,i!;li albergatorl non dovranno dar loro ricovero : sono anzi tenuti a denun-ciarii alle corapelenti autoritä.
(Ui animali raorti od uccisi per moccio non devouo essere seuoiati; richiedono 11 sotterramento profondo da rendere iinpossiblle lo scoprl-monlo del cadaveii, e lallo ad una certa distanza doll'abitato. Si dovrd praticare una rigorosa dlsinfezione della stalla o seuderia, imbianchi-inetito del muro con latte dl calce, piallamento della greppia, raschiatura del suolo, ecc, fumlgazloni col cloruro di calce. Mantenere so si puö una temperatura caldo-socca nel ricovero.
[i'uorao devo andare guardingo quando ha da fare con animali nioc-ciosi, per non inocularsi la l'iinosla malattia, la qualo terminerobbo fatal-mente colla morte doll'iudividuo. Fortunatamonto quosto caso di trasmis-siono all'uomo sono pluttosto rari, anzi rarissimi.
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34. Moccio o morva delle pocore.
Lo pecore sono quasi refrattario al moccio vero del solipedl, lo ho fatto inutilraente coabitare con solipedl affettl da morva acuta o cronica, per mesl ovini glovani e adulti senza ehe mal si sia avuta la trasmis-slone del moccio. Si d(momimi ((iiindi cosl imi)roprlamonto un catai'ro acuto o cronlco delle vie aeree degli ovini, ehe domina talvolta enzoo-tico o ehe ö caratterizzato da abbondante scolo nasale griglastro ordina-riameute dl odore della putrefazione.
Il catarro ö ordlnariamente diflhso dalle narici ai seni, alia larlnge, trachea, Uno ai bronchi, per cni le pocore affotte haimo tosse da prima asciutta poi grassa aecompagnata da espettorazione, dillicolta di resplro, turaefazlone dovuta ad edema del canal delle ganasce o delle labbra , occhi cisposi con mucosilä raceolte nell'angolo interne, dimlnuzlone e quindi soppreasione dell'appetite, debolezza generale, dimagramento prolaquo; grcf-slvo e morte.
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150nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;liUnxcniTE OA. VIDRIONI NEOLI ovini
Airautopsla si Incontrano lo leslonl ill un'lperoraia goneralo, iporemia (gt; disquamazloni epitellali lungo 1q vie aeree, con accumuli *\i muco e mwco-pus in diversi punti del bronchi, trachea, laringo , seni e narici.
Sovento questa malattia si confonde col catavro dei seni e dolle narici prodotto dall'estro della pecora [Ceplialemya ovis V. Estro ovino), o non si conosco ancora nella sua ossenza. Si ö perö notato ehe talvolta si diffondo piuttosto rapldaraonte nei greggi.
11 May raccomanda di schlA'are qualsiasi rafl'reddore, di somministrare aliment! di facile digestione, docotti di serai di lino e acqua tiopida per bevanda, Consiglia inoltre frizionl di una poniata occitante sedativa nella regione edematosa della testa (regiono del ('anal delle ganasce e snlla faccia).
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Olio di lauro...........gr. 00
Ammonlaco............ss 30
Adipo porcino...........raquo; 00
Por frizioni como sopra.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (.May).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Solfato ill zinco..........gr. 1-2
Aequa clistlllata..........raquo;120
Por inlozloni nollo narici.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Foerster).
,'{.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Catranio ilel coinniorcio.......Kilog, 1
Acqua............. raquo; 'I
Si versi I'acquabollonto sul catramo in vaso chiuso u si propari cosl In modo
rapido I'acqua di catramo dn sorvlro per inalazlonl o bovanda. Qucstn doso sorvo por 30 pocoro in mi giorno.
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35. Bronchito da vibrioni ncgll ovini.
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Schmidt ha osservato nol 1869 in nn groggo di 400 pecoro dell'etä di l--2 anni, Una forma di bronchito prodotta da vibrioni,
I malati rifinlavanii in modi) islanlaneo I'alimento, avovano respira-zione fi'equeutissima, gemebonda, con movimenti agltati del flanchi; scolo nasale in laluni, e doloro alia percussione toracica. La morte av-veniva dal ;lt;quot; al lOquot; giorno ; so si raitigavano i sintomi la guarigiono succedeva presto,
Negli animal! uccisi in principio della malattia non si rlnvenno altro ehe iniezione e tumefaziono della mucosa bronchiale; nei morti od uccisi a corso inoltrato si trovava tumefaziono, edema, notevole iniezione della mucosa bronchiale e muco spumoso dense nei piccol! bronchi; nei pol-moni si ossenavano eziandio centri di epatizzazione per cui non era una semplice bronchito, ma una bronco-pneuraonite ehe conduceva a morte i giovani ovini.
Nol muco bronchiale si osservavano numerosissimi vibrioni. La pulizia laquo; la dlsinfezione dell'ovilo, Paria libera, e le inalazlonl di acido fenlco dlleguarono la malattia.
In analoga circostanza converrobbe far uscire le pocoro, gll agnelli,ecc.
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PNEUMONITE nACII.I.AUK ECO. STOMATITB CJIiOEUOSA E00.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 157
daH'ovile g rlooverarli In liilt;),i,rlt;gt; asolutto. Qulndl dar di mano alia pulizia del ricovöro, all'esportazione del letame, a lavature general! oon aoqua acidulata con acldo sojforlco, o con acido cloridrico 1 p, 200, od ancora (#9632;(in acido fenico 1 iraquo;. '200, od acido sallcilioo 1 p. 350. Delle nebulizza-zlonl o vaporlzzazloni di acido tiraico sarebbero pure opportunisslme, conic rlescirebbero eziandio molto igienlcho fvimigazioni di gaz cloro per riporre nell'ovlle gli animall, dopo il rinnovaraento dell'aria. For ogni 100 M. 0.:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Diossldo di manganoso.......gr. 100
Acqua bollonto..........' raquo; 800
Api.ilii cloridrico..........raquo; 500
Moscolato quoste sostanzo in un vase di voti'o o ili malollca.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Acldo fonlco del coinmerci........gr. 500
Dllnisci in 40 lilri d'acqua da ospandersl noll'ovilo.
,'gt;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i'r. Chormos tnlneralc gr. I per pocora.
Da aiuroiulstrarsi in polvero nell'acqua o aolla profouda.
36. Pneumonite bacillaro nei vitellini da latte.
Ebbi soccaslone di osservare ripetute volle quosta fbrma raorbosa in esemplari inviatirai dal distinto veterinario Giuseppe Qriffadi Oarlgnano, Domina talvolta sporadica, altre \rolte enzootica ed epizootica e colpisce i vitelli poco tempo dopo la loro nascita.
Inbsp; sintomi si confondono con quelll della pneumonite dei giovani vitelli (v. pag. öS a (i:)), o conduce audio spesso a morte gll aniniali.
Anatomicamente ö carattorizzata da noduli sparai alia periferia e nel parenchiraa polmonare, della grandezza di una noce avellana o di mi cece. Sezlonati questi noduli vi si incontrano nutnerosissimi bacilli im-mobili, lunghi, sottiii e rigidi. 'ill stessi element! si incontrano eziandio abbondantisslmi nel muco-pus schiuraoso dei bronchi, della trachea o dello scolo nasale.
Non si conosce ancora labiologia del menzionato bacillo ritenuto causa di pneumonite (; della bronchite ehe l'accorapagna.
Per questa forma di pneumonite si raccomandano per era le stesse misure Igieniche e la medesima cura indicate per la pneumonite dei giovani vitelli (v. pag. 62).
37. Stomatifce ulcerosa ed cpatite nodulare bacterica
negli agnelli,
IInbsp; prof, Rivolta ha descrltto una particolai^e malattia bacterica degll agnelli, ehe si presenta solid la forma di ulceri alle labbra od alia bocca, o di noduliiii al fegato (epatito nodulosa) di pnouraonite, di congiuntivito e di catarro entorico, dovuta al virus rapprosentato da un bacillo lungo
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158 STOMATITE ULCEUOSA ED Ki'ATITK NODULAlUä BAOTEHIOA NEOU AONKI.I.I
o corto, raolto sottlle dotto dall'autoro baoleriutn subtile agnovum, I bacilli raaggiorl misurano da ram, 0,028 a 0,043, lt;* i pin corti 0,003 circa.
Si tratta ili malattia contagiosa cho produce talvoita notevoli perdito noi groggi, carattorlzzata da febbro, tromorl muscolari e tristozza.
Quando si presenta sotto la forma di storaatite si osservano piastre cirupoBC bianchiccio ed ulcorose mi po' elevate e spiccanti snila tnucosa boccale, della grandezza d'una veccia, ili un liii)iiilt;), (run centesimo od anche del diaraetro di un cinque contesiml. In agnelli da esperiniento si lt;'#9632; osservato Inoltre congiuntivite, ehe diventava negli ultiiui periodi cisposa,
Queste ulcori corrispondono allegengive dei denti incisivl inferiori o sUperiori, ai bordi della lingua, sulla faccia superiore ed inferiore della lingua, alia mucosa dello gote e del palate. 1 bordi delle ulc(!ri sono ine-pnaii e sporgenti, o la poltiglia ehe lo licopre si distacca con difflcoltä,
Gil agnelli inl'etti diventano deboli, tristi eon assoplmento particolare, rimangono sdraiati; riflutano cibo e bevanda, talvoita presentano lo narlcl ctm scolo moccioso e diarrea fetente per morire dope alcuni giornl.
Sembra ehe prli agnelli poppando possano comunicare la malattia alle madrl, nolle quail si sviluppa una peri-mastoite ehe poi guarlsce, Noi neonati la malattia ö costantemente letale, negli agnelli ehe si arama-lano nella prima settlmana di vita succede facilmente 1'infezione del Pegato e rauoiono fra i quindici ai venti giorni, Se I'infozione succede nella terza e quarta settlmana d'eta, la malattia si sviluppa sotto forma di stomatite ad andamento rapide uei piü giovani, lento noi piii attem-pati, in mode da polor guai'iro se enrati.
Negli agnelli di ;i a 4 mesi so si sviluppa la malattia si presenta sempro sotto forma di stomatite ulcerosa ehe puö guarire.
Sviluppatasi la malattia in un ovile gli agnelli ordinariamente so no infettano di mano in mano ehe nascono, e dato un agneilo infetto esso diffonde il contagio agli altri agnelli sani.
Sembra ehe il virus venga eonservato negli ovili di anno In anno por maneanza di pulizia o dell'applicazlono di quei raezzi, ehe varrobboro a distruggerlo,
La enra consiste nella medicaziono delle ulcori boccali modianto I'ap-plicazione dell'acido fenico ö p. 0|0. Nei casi di locallzzazione della malattia nel fegato, al polmone ed alle pleure e meglio uccldere al piü presto gli animali per non correre il perlcolo di perdere tutto. Data la com-parsa della malattia, sotto qualche forma In un ovile, fa d'uopo ricoi-rere all'applicazione delle piuenergiche misure di pulizia sanitaria, consistenti nell'uccidere i primi agnelli riconosciuti malati, porre in luogo sano gli altri di mano in mano ehe nascono cello rispettivo lore madrl; isolare e separate in ovile a parte sano le femmino cho si trovano nell'ultimo poriodo lt;li gestazlone (1).
(I) S. Kivdi.TA, Epatile haalcrica negli agnelli. Qiomale di And/omia e Fistoloffia, Pisa 1881. Forma di stoinatile ulcerosa (difleritef) negli agnelli. Ibid.; Pisa 1883.
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KAXSO PAROINO ii KARCINo ORTPTOOOOOHICOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;169
38. - Falso Farcino o Farcino criptococchico.
Dal mooclo outaneo o farcino vero, si dlstinse dal prof. Rivolta e dal ca-pitano veterinarlo Micellone una forma di falso farcino [farcin d'Afrique o farcin dot riricrcs del Prancesi), doterminato dalla penotraziono o svlluppo noll'organisrao del sollpodl ill un elemento partlcolaro, chlaraato dallo scoprltoro (Rivolta) criptococGus faroiminosus, Questo parassita c costituito da cellule tondeggianti od ovoidall*a parete sottile, con uu nucleo od a contonuto granulöse molto dollcato, del dlametro di 2-1 inil-lesimi di millimetro, con qualohe analogia colic cellule del saccharo-myces congloinerato. l'-ssi si moltiplicano per gemmazione analogaraento ai saccaromiceti, Si coloranocol carminio ed anche col prodottl dell'ani-lina, Si trovano ordlnariamente contenuti nelle cellule purulente talvolta in mnnero grandlsslmo. For vederli bene basta fare un preparato di pus infetto nella dlluzione di potassa caustioa al S p. 0[0, e quindi colorare il preparato col carminio neutro od alcalino, o col violetto di metile.
OoU'apertura degli ascessi e bottoni farcinosi 1 crlptococchl sono versati fuori col pus nel qualo si trovano, e si dlffonde cos) il virus.
Questa forma di farcino ö caratterizzata da noduli, bottoni o tumori di varia grandezza, disposti In serie lungo i vasi linfatici, oppuro [liii o meno confluenti, owero irregolarmente disserainati a poca distanza .u'li uni dagli altrl. I vasi e le ghiandole linfatiche sono ingorgati e si presen-tano sotto quolla forma, da tutti conosoiuta col nomo di corde o cordon! farcinosi, ollVeiiti nel loro decorso rigonflamenti e depression! a guisa di rosario. Nol loro esordiro possono essere alquanto dolenti e caldi, oppuro non presentare variazione termometrica apprezzabile. La loro dif-fusione 6 ordlnariamente lenta; ma talvolta si diffondono abbastanza sollecitamente, o invadono un terreno di notevole estensione. Tali tumori si presentano in qualunque regione, alia testa, al collo, allevarle parti del tronco, allo ostremitä; ma piü specialmente sembrano svolgersl nei punti piü osposti alle azioni moccanicho, come alia testa, al garrese, ai lombi, alia puuta dcllo spalle, ecc. Quando la loro sede e alia testa, le ghiandole linfatiche intermascellarl partecipano sempre al processo mor-boso: s'ingorgano e passano in suppurazione; oppure s'induriscono, si faiiuo aderenti, poco o punto dolenti, rlmangono stazionarie e siraulano facilmente lacosi detta ghlandola sospetta, da cui si distlnguono, perchö sono mono nottamento dolimitati e presentano la forma di turaore piü (lid'uso.
1 tumori, bottoni o nodi, di sollte si ranimolliscono abbastanza presto por suppurazione, e se vengono incisi, n'esce il pus, il qualo per lo piü e sposso, cremoso, di color bianco o paglierl.no: ha tutto I'aspetto ilel pus di buona natura; talvolta invoco n piü fluldo ed i globetti olio lo costituiscono sono come sosposi in un liqutdo d'apparenza oleosa o nm-cilaginosa. Soventl passano in suppurazione anche alcuni tratti del cosl detli cordonl farcinosi, dando luogo ad ascessi di forma oblunga. oil
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1(10nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;1lt;quot;ALS0 FAHOINO ii PAROINO clUPTOCnCCIUCo
asoessl sono per lo piü coiaunloantl gll \m\ am gll altrl, pör mezzo dl tragltti Qstolosl.
si (laniu) porö casi, in cni l'esito in suppurazlone o non avvioiio, o solo tardl od In modo Incorapleto; si stabillsce, per es,, il processo suppurativo attorno ;nl un tumore e quesfco viene in toi modo sequo-strato c necrotlzzato.
Quosto fatto I'u ossorvato qualche volta noi ganglii linfatici iiitormu-scellari, quando la sede del male era al capo,
Non sempre perö i cordoni si sciolgono, o si fondono In ascessl; ma talvolta pervengono allo stato di induramento e di sclerosi, ed occorre estirparli, Lo stesso dicasi di alcuni tumori.
Dope I'Incisione, o I'apertura spontanea degli ascessi, lo pin^lio ehe no risultano assumono per lo piu aspetto bavoso, sordido, si coprono lt;li vegetazionl fungoso, rossiccle, esuborantl; ma possono ancho, sebbene raramente, formarsi piaghe, oho sembrano aver tendenza alia cioatrlz-zazlone.
So invece, I'apertura degli ascessi viene fatta col ferro incandosconte, oppure, dopo incisi, sono cauterizzati profondamente coi fuoco, caduta I'escara, lo piaghe risultanti assumono aspetto migliore; vi si forma piü sollecitamente il tossuto di granulazione o la cicatrice,
Raramente porn avviene ehe la prima cauterlzzazlone sia abbastanza cstesa e profonda da distruggere il virus e ridurre tutte le soluzioni dl contimiiia a piaghe semplici. Ciö dipende dal fatto lt;-lio i criptococchi hanno glA invaso territori'troppo lontani dal punto cauterizzato; e quan-tunque aon \i abbiano ancora destato il processo patologico speciflco, e porcio manchino lo relative manifestazioni, i'infozione giä ebbe luogo, e tosto o tardi si appalesa coll'eruzione lt;li nuovi tumori o corde farclnose.
Come si sede, nel quadro slntomatico esposto, sono all'inclrca i sin-tomi ehe vengono dati dalla maggior parte degli autori peril farcino.
lia malattia o primitivamente locale, e probabilmente preceduta da qualche trauma, da ieggera ferita o scalflttura iiiavvortila, per cui pe-netra il contagio, Ciö si vede chiaramente nel cavalli oho hanno forlte o piaghe; in tali casi ö in vicinanza di esse ehe si appalesano i prlmi slntomi, Alouno volle in local! o scuderie infette i casi ili questa forma di farcino si voriflcano con tanta frequenza da costltuire quasi delle vere enzoozie: le piii piccole lesioni della pelle sono o tosto o tardi ine-vitabilmente seguitee complicate da codesto morbo. Dal focolaio inizlale, oho ö il punto di penetrazione del virus, sono di mano in mano invasi territori piu lontani, Perö non raramente avviene ehe il morbo si mani-(bsti contemporaneamente in piu locality, K lecito spiegare tali fenomeni colla snppnsizione di infezioni multiple, o di trasporto dal primitivo focolaio per la via dei linfatici, di materiali infettanti nollo varie sedi.
La durata e gravity di queste forme morbose sono subbordinate a varie circostanze, e dipende il loro esito speoialmento dalle stato di nutrizione c di robustezzn dei malatl, dal grade d'lnfezlone, nouchö dalla attivitä della terapia.
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KAI.So KAKCINO 0 PAROINO 0RIPTO0O00HI0Onbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;161
In oavalli mal autriti, pooo vlgorosi, la malattia assume proporzlonl niü Gstese o ragglunge solleoltamente un ssito sfavorevole, se non si migliorano le condlzioni dl autrlzione, E sorprendente ii progresso del male in simili casi. Quando i'lnfozlone ö profonda ed estosa , il prono-stico ö tanto pii'i grave quanto ö majrgiore la difflcolW dl raggiungere e (ILstrn^frerc il virus cho si !#9632; fatto strada e si 6 moltiplicato nei tessuti.
Quindi la terapla Ö tanto pin efflcace, quanto piu pronto ed energico no Ö I'intervento,
Non sono tanto infrequent! le recidive. Queste si devono attribuire o alia presenza di criptococchi rimasti neirorganisrao, dope un'appa-rente guarigione, o a auove Infezioni.
Questo tnorbo ö sempre piuttosto grave, e soventisi presenta la con-venienza econoraica deH'abbattimento degli ammalati, sia per la sposa cho importerebbe una lunga cura, il cui risultato, nei casi gravi ö in-certo, sia ancora in vista dl togliöre un pericoloso focolaio dl contagio.
La durata minima, essendo il male limitato, o di circa un mese, e puö protrarsi a ;i. I e pli.....raquo;si.
Mentre e una tnera eccezione se guariscono cavalli mocciosi, il far-cino criptococchico nella pluralitä del casi e suscettivo ill guarigione, Rivolia e Micellone sopra 116 cavalli affetti da questa forma di t'arcino notarono 80 guarigioni, mentre sopra 23 affetti o sospetti da moccio non so no salvaiono ehe '2.
Esistendo il virus in ascessi, dentro i noduli, e aaturale ehe esso si romlera libero coH'uscita del pus. nel qualesi trova contenuto. Quindi la lettiera, le spugne, le spazzole, le striglle, i tortoni di paglia e tutti gli ogfretti ehe possono essere imbrattali ill pus sono in condizione di trasmettere la malattia,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;
L'acqua bollente a 80deg; C. distrugge il criptococco del false farcino (1). Le lavature quindi di acqua bollente o quasi bollente costituiscono un ottirao dislnfettante.
Quale mezzo di cura profllattica generale giovano un buon regime alimentare, gli eucrasici, i tonici, 1'acido arsenioso e la noce vomica. Ma trattandosi dl unquot; infezione locale bisogna al piu presto procedere all'esportazione del noduli o dei turaori, delle corde od ulceri farci-nose, occ, bruclando le parti o sostanze esportate,
II migliore topico consiste nell'appllcazione del fuoco, o Cerro Incande-scenfe, in mode da distruggere intieramente il pus, le membrane ed i tessuti ehe lo contengono,
Quando i nodi sono profondamente sltuali , il tneglio e di esportarli adoperando quale antisettico, le soluzioni di acido cloridrico 1 p. quot;200, o addlrlttura l'acqua scaldata e 90-95deg; c,
Anche per questa malattia vuol essere raccomandato I'isolamento dei
(1) S. Rivolta od l. Micellone.Del farcino criptococchico [Oiornale di anat., fisiol. e pat, degli animali Pisa 1883),
R. Bassi. Contribuzione (Uta mononrafia del farcino ariptooocehioo {It Medico Vet., vol. xxx, serie v, anno 6deg;, n. 12, die. 1883).
II Pkrkoncito, \titldltii! icgh animali Jomestici
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162nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; OHIPTOOOOCO .1 TTÜLA.TO
tnalati dai saui e sovratutlo impedire il llbero collo degll ascessi, nodi cd uloeri infette, si potrebbero tentare localmenle [e seguenti forraole ;
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Sublimato corrosivo.........gv, i
M. alcool............igt; so
Acqua un litro,
Per lavature ripotute dello ulcerl e dalle pieighe infotto.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. lessen/a di tromöntinu........gr. 100
M. alcool a :i'iquot;..........raquo; ion
Da medicare profondamente g\\ ascessi, i tragitti flstolosi e le ulcerl.
.'i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acqua comuno...........litri 10
Cloruro ili calco..........gr. 300
Acido solforico diluito no) rapporto laquo;li I a quot;) .gt; 600
Si ha rosi un'acqua di cloro ottima colllaquo; quale si possono abbondantemente lavare le parti raalate, gli oggetti o lo sostanze contaminate col vims.
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39.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Morie nei conigli dovute al Criptococco guttulato
[Cryptococcus guttulaius].
Mi vcimcro iuviati ripetute volte del conigli morti per rintracclare le cause di morie piuttosto gravi raanifestatesi nelle conigliere. Soven-tissimo la causa era la psorosperraosi; altre volte non si riscontravano ehe fenomeni di Indigestione specialmente intestinale, stercoracea, con un'abbondanza grandissima di elementi del criptococco guttulato, II grosso colon, il cieco ed il piccolo colon particolarraente erano sovrap-pieni di alimento aon digeritö, semifluido o solo umido, accompagnato da raccolta di gas esagerata nel tenue intestiao.
In questi casi non seppl attribuire la moria ad altro cho allo straor-dinario numero di elementi del Cryptococcus guttulaius, i quail pro-babilmente funzionano come gll altri saccaromiceti e producono meteo-risrno e tlmpanitide, donde Indigestion! croniche od acute e la moj'te,
II criptococco guttulato [Cryptococcus guttulaius (Robin), Saccha-romyces guttulaius [Robin, Winter), ö costituito da cellule ellttiche o strettamente oviformi, lunghe nun. 0,015-0,024, grosse 0,005-0,008, bru-niccie opaline, con l-i goccie o vacuoli scolorati, isolate o riunite a 2 flno a 6. Esse si moltiplicano per gemmazione e non era nota la forma-zione delle spore, Ned convnto anno pcu'o io ebbi oocasione di osservarla nel grosso intestino del porcellino d'India, In ogni elemento raaturo si riscontrava una, due, tre, quattro spore a plasma omogeneo e rinfranlaquo; genie una luce gialliccia analoga a quella del corpuscoli di Oornalia, ovolarl, molto allungate, disposte in vario sense nella cellula madre.
Queste spore vengono eliminate coll(^ lend e. nmntongouo cosi persistente la specie parassitaiia, ehe coiralimento e bevanda si dlffonde tra i porcellini ed i conigli colla magglore facility,.
11 regime seoco o mlsto, verde e secco, colla pulizia rigorosa delle co-
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TIGNA 01) EUPETH ToNSURANTKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 1(53
nigliore oostitulscono il mezzo migliore per Irapedlre una soverobia e dannosa Infezione della specie parassitaria Indlcata. Formole raoooniandabill:
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Polvere di carboue gr. 'i da spargere sal pavimento
della conigliora,
l'.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'i'. Polvere dl oarbone e sabbia In parti eguali da spar-
gei'si conui il N. 1.
;j.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Polvere lt;ii oarbone e calce in parti oguall da spar-
yorsi eomu i N. precedonti.
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#9632;8(tS/raquo;J
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CAPITOLO II. MALATTIE I'KODOTTl''. DA I'AKASSITI VKCETALi KLEVATl.
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40. Tigna od erpete tonsurantenbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pelarella o serpiggino
(Trichophyton tonsurans).
L'erpete tonsurante ö una malattla piuttosto frequente ehe domina talvolta enzootica od epizootica, spocialmento noi liovini e nei cavalli ; nei cani e nei gatti ö pin rara: rarissiraa poi od eccezionale negli (gt;\iiii e nei naalali (1). L'uomo ne va pure soggetto o la prende abitualmente dal cavallo o dalle vaccbe. Essa ö caratterizzata dalla comparsa alia superflcie della pelle di un numero vario di chiazze, o croste bianco gialliccie o brune, pit o mono grosse, di forma perfettaraente circolare, della largbezza della moneta di mi soldo flno ad uno sendo d'argento. Nell'uomo cbiamasi piii propriamente erpete ciroinnato e si sviluppa in special modo alia regione del raento, del collo, (lell(^ guancie e del badl, degll indivldui forniti dl barba; in corrlspondenza delle soprac-eiglia, sulle mani ed alle guancie delle eoiitadine ehe attendouo alia mugnltura del latte, puntando la testa coutro il corpo delle bovine affette da trichophyton.
L'erpete o tigna tonsurante e il prodotto della vegetazlone nell'epi-dermlde, nei follicoli e nella sostanza del pell di un fungo speciale,
(1) Ebbi occasione dl osservaro clue volte casi dl erpete tonsurante nei sulnl. La prima volta lo vidi acoldentalmente In an mafaletto a Castel Apertole in uua mia escursiono I'atta (1'auno scorso), la soooiula volta I'osservai in uu malaletto pure di 2-4 mesi d'otii in un paosello dell'Astlglano (nei settembre soorsoquot;).
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TIONA OD KKI'KTK TOMSURANTE
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sooperto da Malmsten e da Qruby, detto da essl i Triohophyton ton.'
surans, Questo ftrngo o costituito di fllamentl o spore, i prlml predominano
specialmente negli strati epider-raoidall della pelle, le seconde nej peli e attorno a] bulbo del pelo, Quando, per es., con delle croste ili tigna tonsurante degli animall, o dell'erpete circinnato dell'uomo, si stroflna la pelle ili nn boquot;viiio o del cavallo, od una parte limitata del braccio o della faccia dell'iiomo, se le spore del fungo arrivano un po' profonda-mente nell'epidermide o dentro i follicoli dei peli e vi trovano sustrato conveniente germoglia-no, mandano dei getti eil origi-nano dei rami [bi mando nella epidermide un intrecclo poco complicato ili fliamenti, Questi sono grossi mm. 0,002-0,003 , lianiio contorni ben delineati,
Fio, ii - Pelo dl Ariele affetto da Trichophyton. Olldulosi, divisi da sopimcilti ill
articoli piii o meno lunghi. 11 loro contenuto protoplasmatico 6 fluido, trasparente nella porzione basale, opalino con granulazioni splendenti, sparse nella lunghezza dei Qlamenti verso la porzione terminale. Le spore sono splendenti, lianno forma ro-tonda od male, specialmente quando sono disposte in serie e formano doi fliamenti cellulari pin o meno lunghi; oppure sono schiacciate o ret-tangolari a doppio contorno, od a contorno seraplice, con una grossezza ehe varia fra nun. 0,002-008, a seconda delle specie animali in cui si considerano; in media raisurano mm. 0,004-0,005 di diametro.
Quando le spore arrivano tra la guaina e la radice del pelo, penetrate nella sostanza ili questo, prollferano in serie linear! producendo dei flli 'piii I'ari, o delle cellule. I primi serpeggiano a preferenza la sostanza corticale, la solcano e attraversano in varia direzlone, in modo ehe il pelo Infetto diventa prima rlgido, dlritto, quindi friabile e si rompe con tutta facilita. Le spore si trovano ordinariamente a costitulre dei vori cumuli tra la flbrosa i1 la sostanza epidermoidale distaccata dalle stesse spore, le quali moltiplicandosl grandemente per la pressione a cui vanno soggette, acquistano forme e dimensioni varie. Intanto gli element! parassitaril si moltiplicano grandementei in pochi giorni tutti i follicoli ed i peli di nn pnnlo clrcoscritto della peile sono invasi dal
parasslta ; colla vegetazlone del fungo nell'epidermide, nel follicoli e nei pdi si ha Irritazione e prurito seguiti tosto da Inflammazione e
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TIUNA mi EftPETE TONSUBANTE
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16B
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forraazlono iii essudati siero-albumluosi, clie si essiccauo in crosta grlgio-clnerea circolare, della larghezza Indlcata, ma ehe puö allargarsj raag-giormsnte, Tolta una di tali crosto si vede
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sotto una suporflcie sanguinolenta, tume-fatta, con tante elevazioucGlle corrispon-denti ai follicoli doi peli.
Oomparsa una chiazza dell'erpete ton-surante supra una regiono qualsiasi del corpo, non tardano ordinariamente a tna-nifestarsi altre analoghe croste in vicl-nanza della prima, oppure lontane, segui-tinido in stesso audamento; cosi, se non si curano per tempo, dopo 20-30-40 giorni tutto il corpo si presenta coperto da quelle chiazze o croste grigiastre a superflcie disuguali, coi peli svelti, scolorati, o fran-tumati nclla crosta stessa.
Per vedere il fungo, basta preparare, con soluzione di potassa causticaal5 0|0, mi pezzettino di crosta con peli,
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1 preparati di irichojrfiyion conservati
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in glicerina modiflcano poco per volta il pia lorn carattoristico aspetto; il contennto
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;i Due peli di vitello infetti da trichophyton tonsurans.
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si restringe in modo ehe si Ca piü evidente
il doppio contorno, In un preparato ill peli d'agnello invasi dal hicho-p/üy/on, ehe conserve fin dal 1872 in glicerina, le spore appaiono quasi tutte con doppio contorno, a contorno oraogeneo, rifrangeuti una luce giallognola, del dia-
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metro di nun. 0,002-0,005.
Nei vitelli pare ehe il trichophyton trovi terreno piu confaeente al suo sviluppo, e fu visto invadere tutto il corpo da produrre depilazione generate e corapleta,
Secondo Megnin pero il trichophyton del vitello sa-rebbe una specie diversa da quello del cavallo. Il primo produrrebbe 1'erpete decalvante, ed il secondo 1'erpete
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circinnato deH'uomo. Le spore ed i fllamenti ehe carat-
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terizzano il parassita nei peli del eavallo sono invero pii'i piccoll, v. supponibile pero ehe queste differenze
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sieno soltanto relative al diverse sustrato, in cui si svi-luppano e vegetano,
Megnin osservö in breve spazio di tempo una quiii-dicina ill casi di trasmissione del trtchophyion ieX camp;-vallo all'uomo. II migliore del fcrattamenti consisteva inraquo;!
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toccare i margini dell'erpete con una soluzione clorata e nollo spolverare dopo la porzione di pelle lavata con Fio-s* - Pcio di
i inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;r ,.#9632; nnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; , i- ,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ,#9632; eavallo nffetto draquo; W-
calomelano, L euetto sembra dovuto al blcloruro iii chophyton
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160nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'KINA DU KKI'KTK TONS! IJA.NTK
mercurlo ehe si forma. II dolore6 quasi inillo; talora bastano due laquo; tre frizionj per ottenerne la guarlglone. Questo metodo presenta Inoltre il vantagglo di ndn raacchiaro In pelle,
Nei bovini, uel cavalio g nelle aluv specie animall, la cura ph'i efll-cace si pratlca mediaute la poraata di cloroaraiduro di mercurlo no! rapporto di 1 a 8, la pomata di sublimato corrosive 1:8:10:20 ed anche la pomata di calomelano. si possono inoltre adoperare I'acido fenico
( sclolto nell' acqua nel rapporto ill 2 a 5
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5 ^quot;1- J 1
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per 0/0), il petrollo . la lii'iizina preparata
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coi sapone verde nel rapporto di I a 8 g Ic formole sntto in-dicate.
La medicaziono si fa distaccando prlma io croste e ungendo
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ffl^^-'^lt''
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poscia Ig pari! malate
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'^Slfe^^ll
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colla sostanza pro-
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scolta,
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l'ir,. B'j, Sezionc d'nn pelo di cavalio con filamcmi e spore del fungo Dal Fox .
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Trattandosi di ma-
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la i l ia trasmessibile (lau'li animali ali'uo-mo, debbonsi di ciö avvisare i custodi o proprietari, g prevenire per quanto si pim i contatti degli animali sani coi malati, sebbene la tigna od erpete tonsurante non sia mai seguita da serie conseguenze. 'Sli uten-sili ehe sono slali a conlailo colic parti malate, come il giogo, ecc, debbono essere lavati con acqua boilente o con ranno pure bollente; o megllo con una'soluzione di sublimato corrosivo 1 p. 500, si potrebbe anche ugnerli colla stessa pomata ehe ha servito a curare I'erpete. poiclic cosi si r certi di ueeidere tutte Ig spore ehe per avventura \'i fossero aderenti, n in qualche modo flssate,
Devesi poi evitare per quanta si puo il contatto della faecia, del capo, delle mani ecc, colle parti malate, IVel caso di ti'asjnissione non hisogna paventare la persona affetta da erpete circinnato, perch^ questa nia-lattia neiruomo guarisco piii facilmente ancora ehe nelle specie animali coll'uso dei farmaci indicatl. Del resto, l'uomo puö guariro anche spon-taneamente in 6-7 settimane. il irichophyton /olaquo;.wraws vegetando nel-1'unghia produce una forma di malattia denominata Onichomycosis, ovvero di Onychia parassitica, ehe per guarirla fa d'uopo estlrpare l'unghla malata e medicarne la matrice infetta,
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1 nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; l'i'. Preclpitato rosse .
Sapnno verde . .
Peno liqulda. . . Si adopera come la precedente.
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.-r.
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120 120
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(Wolf)
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IRINA TKiNA FAV08Anbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 167
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;PVt Preolpltato blanoo.........gv, 4
SaponG verdo........... raquo; lüo
Pace liqulda............raquo;180
Mose, o f. ungueuto.
Da stroflnarsl sni puntl malatl ilrila polle dopo avoiil puliti con acqua u sapone,
(Wolf),
ü. l'r. Precipitate bianco..........nbsp; nbsp;gr. 50
Adipo siiinci............nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; #9632;gt; ^iki
Da incorporarsl ü freildo.
Per stroflnare lo parti malate,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Okruach).
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41. Tigna Tigna favosa AchWiOn Schöenleinü).
La tigna ö una raalattia ehe prosenta dei punti ill contattn coll'erpete tonsurante, frequentissima sulla testa dei bambini. uei qnali ö caratte-rizzata da croste gialle depre^se nel mezzo. S(!l)l)(gt;iio piii rara, venne osservata eziandio in diverse specie dl nnimali , cd c 11 prodotto dellu vegetazione uell'öpidermide e aei peli (o capolli dell'uomo) di un fungo o tnicroraicete particolare, stato doaominato, in nmag^io alle scopritore Achorion Schöenleinü, Questo parassita infatti venne per la prima volta osservato da Schöenlein nelle croste della tigna dei fanciidli, da Gruby c da Wedl nei peli e nei capelli degli individui affetti da tigna; in se-guito si c notato il suo trapassa u la comparsa, come si sun! dire s|)oi)-tanea, negli animali,
h'1 Achorion Schöenleinü ö costituito da cellule di tutte le forme, della grandezza media ili mm. 0,003-0,006, le une isolate, le altre in cumulo cd in serie a protoplasma omogeneo, rifrangenti molto la luce, munite di nucleo granuloso ben distinto, ehe formano eziandio liliimenti nume-rosi ed intrecciati della grossezza di mm. 0,003 circa, ramifleantisi in varia direzione, di differente grandezza, distribuiti cosl in modo da for-mare un rieco micelio. Le spore ed i (llamenti AeWAchorion si trovano a vegetare attorno e nella sostauza stessa del pelo o dei capelli. In guisn da produrre irritazione ed inflarnmazione della pelle, dondo la forma-zione di essudati ehe lt;i essiccano in crosta di color giallo pallido, o fulvo caratteristico,
Si riconosce quindi la malattia alia preaenza ili croste per lo piü tondeggiantl, glallastre, pallide o Culve. a superflcie esterna coneava e depressione centrale (dette percio ombilicale), luplniformi od anche caliciformi. Dilacerate queste croste in una soluzione di potassa caustica al 5 0|O, ed allestiti dei preparati microscopici all'ingrandimento ili S00, si osservano numerosi bacteri accidentali, spore e fllamenti talvolta accidental!, col predominio di spore e lilamenii AeWAcUorion nelle sue piu caratteristiche forme.
La tigna venne osservata nei ratti per la prima volta da Draper di New-York nel 1854, poi da Bazin e da Pouquel nel 1858, o da Tripler
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HINnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TIßNA 'in.NA PAVOSA
iu'1 1867. in questi animall si inauifesta con croste gialld, tondeggianti alia testa, alle spalle, lungo il dorso, o per tutto il cori)o. Se si indio la crostii ue i'imane un'ulceretta sanguinaute,
Nel gatto u stala osservata dal dottor Jaquotant nel IS(7, da Dnipei' in'l 1854, da Zander e da Saint-Cyr. Le croste ehe la caratterizzano, in qnesta specie animale, si estendono piü faeihnente per tutto il corpo e determinano prudore.
La tigna venae osservata in im giovane cane per la prima volta il.'i Saint-Cyr, poscia da Trasbol in una cagna adulta, ehe contrasse la ma-lattia dai cagnolini a cui dava il latte; in seguito ö stata notata in pa-recchie razze, ma specialmente nei pinches e nei piecoli barboni. Nel eaae li' crosic sdiio piu ^ramli, prudueono bruciore piii laquo; ineno intensn e si estendono facilmente a tutto il corpo,
Nel cavallo venne studiata da Megnin e da William Williams, carat-terizzata da croste di color giallo dorato, ma mm depresse nel mezzo, ehe compaiono solitamente al dorso, alle spalle ed ai costati, poi ai flanchi ed alle coscie. Esse produeono vivo prurito e bruciore, per cui i eavalli si fregano contro i inuri, od altri oggetti circostanti, si fanno cadere i peli, si escoriano, esulcerano, ecc; ond'ö ehe ne puo conseguire im deprezzamento pin o tneno notevole.
Anelie nel line venue osserwiln la tigna, eoiiiimieala dai gatti, ehe solevano riposarsi sul dorso del bovini. William Williams, ehe narra il prime caso di trasmissione della malattia al bue, dice di averla notata contemporaneamente sojira Ire eavalli, su alcuni cani e gatti. Pare ehe questi Ultimi l'avessero contratta prima dai topi; coll* affratellamento, comunicarono la tigna agli altri animali ill specie diversa.
[1 dottore Mourraud ha uotato ancora la tigna favosa nel coniglio, e Recorbon a Corbeil la osseivava diffusa ad una intera famiglia di cnnigli argentati (1).
WAchorion vegetandö nelle unghie produce l'onicomicosi [Onycho^ m\icosis] caratterizzata da un'alterazione profonda nella forma o nella struttura dell'unghia, o degli unghioni e zoccoli degli animali. Secondo Ereolani per/) l'onicomicosi sarebbe dovuta ad un'altra specie di Achorion, ehe egli ha studiato nell'unghia dell'uomo e negli zoeeoli dei solipedi. stata da lui deuominata Achorion herathophaffus {2).
I,a tigna adunque, essendo prodotla da im parassita vegetale, vuol essere ritenuta, come lo e di fatto, trasmessibile tra gli animali della stessa specie e di specie diversa. Perciö, gli animali ehe ne sono affetti debbono tenersi isolati, evitando anche il contatto del custodi specialmente eoi ragazzi, salvo una rigorosa pulizia in chi neeudisee ai ma-lati di tigna.
La eura della tigna favosa e tiejll animali molto serapllce, [ntanto, secondo Saint-Cyr, nel gatto awerrebbe la guarigione spontanea In im
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(1)nbsp; Recueü de MM. Vdt, 1878, p. 832.
(2)nbsp;Q. B. Eroolani, Bell'Onyohomyoosis dell'uomo e deisolipedi, Bologna lH7ii.
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OSTKOSAKCO.MA LUPPIA SPINA VENTOSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;169
Ijoriodo di Icinpi) nnii tuolto [lingo, In lutti )jii aiiiinuli s(gt; nigt; ottiono |gt;lt;gt;i sollecita guarigione mediante lavature diligentj con acqua saponata e la mGdlcazlone sulle oroste, sulle parti denudate dalle croste, o in altro naodo altsrate AoiVAchorion, colic seguenti formole:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Subllmato corroslvo.........gr^ 5
Soiogli in corrlspoQclente quantitii ili alcool, ililuisci In acqua distillatn......raquo; 500
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Subllmato corroslY(........centlgr. 1quot;
Glicerlnn............gr. ä0
Pit unzloni,
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Nitrato d'argento......... raquo; 0.50
Sugua............. * 30
Per iinziniii coinr |e precedüivtl.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Saint-Cvh),
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42. - Ostcosarcoma Luppia Spina vontosa Actinomycos e A.ctinomicosi.
I bikini specialmentQ vanno spesso soggetti alio sviluppo ili un lumorc particolare in qualche punto delle mandibole, delle altre ossa del cranio, e ill tutto lo schdctro: tumore maligno, ordinariamente giallo sulla su-perflcie del taglio, trabeccolato, ehe per Ilaquo; pin acquista vaste propor-/iinii ; spesso si esulcera e conduce al rnarasmo ed alia consunzione jili auirnali infetti. Questo tumore ö conosciuto sotto il nome di luppia, spina venfo.sa, sarcoma a cellule gipanti, a mieloplaaci, o a osteo-clasli, osieosarcoma, Inoltre, si sviiuppano talvolta dei sarcomi alia pullo, neoformazioni particolari alia lingua, alle ghiandole linfatiche, nei polmoni, ecc, i quail tutti presentano una identica natura ed una stessa specif; di parassita vegetale, od alraeno specie appartenenti allo stesso genero #9632; sx\YAclinomyccx. In gulsa ehe, tanto 7iel cos) detto osteosarcoma delle mandibole dei bovini, quanto in taluni sarcomi ed in altre neoformazioni, come quelle tnenzlonate ehe si sviiuppano in varie regioni del corpo dei bovini, ovini, maiali, cani, polli e cavalli xcuium'o trovate specie di funghi a raggio ehe si relegarono al genere Actinomy-ces. In questo genere Hartz comprese ['Actinomyces bovis, fungo ehe In da me lt;; dal prof. Kivolta ossersato nel 1W8. da me meglio descritto (i considerate come una produzione critiogamica nell' Enciclopcdia Agraria, diretta dal prof. Qaetano Oantoni e nello stesso anno 1875venne di nnovo osservato da Rivolta, il quale lo descrisse sotto la forma di eorpuseoli discoldi fatti da specie di bastoncini ramosi (1). Ma il parassita non fu bene studiato ehe nel IH77 da Bollinger (2). Venne denoral-nato dall'Hartz Actinomyces per la sua Ibrina a raiitiio analoL'a a quolla
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(1)nbsp; Giornalo di anatomia flsica e patol,, Pisa 1875. La clhiica veterinarin, Mllano 1878.
(2)nbsp; CenlralOlaU f. d. med. Wissensoh, 1877.
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0STBOSAR0OUA LUPPIA 8PINA VBNTOSA
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dei fünghl appartenenti a questo genore e per la prlma volta desoritti
dal Meyen uol ls-J7. in seguito Rivolta la denominö Discomyces boiiis.
Per vedere ['Aciinomyces bovis, non si ha ehe da esaminare il pro-
dotto della rasohlatura della superfleiö
lt;?laquo;,, laquo;p*nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; del taglio del sarcoma a cellule ^ijj'aiiti
x$yAamp;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;quot; ^p* Anbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; a mieloplaxi] , tanto frequenti nelle
^ .i4nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; a -#9632;#9632;? h Xi, l mandibole dei boviui. Esso si presenta
%t y^ #9632;%!} a .^ j $j) airocchio nude sotto la foi'raa di gra-
' Hquot;!^nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;sect; ^ 'C? rnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; quot;quot;'' bianco-giallicci, del dlametro ili
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hihi, quot;jrio circa, frequentissimamente raggruppati e posti vicini gli uni agli altri, in modo da formare degli am-iiKtssi piii grandi a guisa di gbiandole di color bianchiccio e del diametro di nun. 0,5-1. AUVsaiiH' microscopico, ogni cespuglio di AcHikiiiiiiccs apparr della forma ili una mora e frequen-temente Ig massedel micete sono cal-
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fäS|)Sä,
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i-Ä'ij'''raquo;'-'.''quot;quot;. -
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Fco, 26 Actinoniyces, - a, ßlamenti /', c, ./, cespuglletll.
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eifleate, ond'ö ehe per vederne la stmttura fa d'uopo trattare i prepa-
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rati con acido cloridrico. Sciolti cosl i sali ili calce , il fungo appare al microscopic costituito da numerosi e corti ili raggruppati e intrecciantisi flttamente assieme da far assu-raere alia inassa la forma ili una mora, Kssi si dividono, suddivldono e terminano ordinariamente alia perlferia con un ingrossamento a clava, (Hi ili sono linissiini. granulosi e s'intrecciano in inlii i si'iisi. lt;;]i in-grossamenti periferici sono omogenei, plasmatlci , molto rifraugenti una luce giallognola, a bordi retti . curvi . oppure ondeggianti. In pre-parati a fresco, fatti specialmento nella stagione estiva, mi amp; accaduto pin volte ili vedere numerose conidi molto analoghe a quelle ehe si sviluppauo AsWOidium laclis. Tentativi ili coltivazione fatti da Rivolta nel INT.quot;) Mil coniglio o dall'Hartz nel 1877. mediante I'innesto nella lingua ili nn vitello con fluido eontenente il fungo, rirnasero senza risultato ; come del pari riuscirono negativi tre innesti dn me operati col fungo in bovini adattatissimi, ili un anno e ili due anni e mezzo ili eta, nei quali m presenta piii frequente 1'osteosarcoma (1), Piana eziandio nun riusci ad innestarlo ai conigli,
Questo fungo venne trovato nei bovini, oltrechö nei sarcomi ed organi uia ricordati, ancora in ueoforraazioni particolari del rumine e cufTla, (i nelle pareti dell'intestino (Giucci) sotto la forma ili tumori o nodi esulcerati o raccolti in una capsula eonnettiva, K ancora insoluta la questione se VActinomyces sia causa dello sviluppo dei sarcomi, o semlaquo; plieemente l'effetto di tragitti Qstolosi comunieanti coll'esterno. Israel e Ponlick perö riuscirono a trasmetterlo coll'innesto in due vitelli.
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(1) L'Actinomyoes bonis ed i sarcomi nei bwim {Annali della R. Accademia
di Agric.oUura, Torino IS7K).
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OSTBOSAROOMA LUPPIA 8PINA vkntosanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;171
L'AotinomyoßS, am forma Identlca a quella desorltta, Ö stato osservato pure dal Rivolta, da Micellone e da me ne] cavallo, da Ponflck, Israel, da mo col Reymond o da Weigert nell'uomo, da Vachetta nel cane e da Rivolta nel polio. Venne eziandio riscontrato speclal-
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mente aelle tonsille del raaiale senza ehe perclö si manifestassero slntomi dl malattla. Poco dope comin-ciai'ono le osservazionl del Ponflck suU'iiorao, e quelle d'lsrael tiel maiale, nolle pecore, nel cavallo, ecc.
Ponflcl? raccolse in un suo libro i 16 casi ili actino-raicosi osservati (ino allora aell'uomo, ed ha dlmo-strato come il parassita, Aciinomyces, si sviluppi
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alia mascella, al collo, nella colonna vertebrale, alln base del cranlo, nel cuore, nel polmone, nel cervello,
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I'u;. '21 1 ilamcMiti clavHtl In mezzo :i gra-imlazioni o micrococchi.
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nella mllza, nei reni, nel fegato, nell'intestino, nei muscoli, nella pelle e nol tessuto connettlvo sotto-
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cutaneo. A proposito del raodo con cui il parassita penetra nei tessuti, riusci molto interessante il caso da me descritto ili Aciinomyces innestatosi col mezzo ili nna ferita sull'arto dl un cavallo mllitare, ehe al campo riportö nna ferita lacero-contusa, prodotta da un sasso lanciatogli contro un arto in corrispondenza dell'articolazione fe-moro-lihio-roinlca. II cavallo portato in seguito in nna slalla poquot; hoviui venne IniiUlmente curato. In corrispondenza della ferita si ebbe ana neoformazione fungosa, ehe si riprodusse dope successive abrasioni; trn-scorso oltre un anno, ossendoini stato spedito un pezzetto ili neoformazione vi trovai {'Actinomyces. Ne raccomandai quindi I'esportazione pi1quot;-I'oi.ila e roperazione venno subito praticata; ma era troppo tardi I Fl fungo avpva gih interessato il fernere o la liiiia. pci' cui lquot;aiiinialc si dovetfce uccidere (1),
l'ii caso interessante ili actinomicosi dei polmoni venne descritto da IMhis nei bovini e dal dottor Leonardo Oanali in nna, ragazzina ill in anni, inferma da circa 8 anni per bronchlte cronica, con sputo fetento ed access! febbrili intermittenti.
II prof. Majocchi trovö lo stesso parassita in un piccolo ascesso situato nella cute della regione refcro-auricolare ili nna donna a 26 anni. Egli ha inoltre snggerito i'eosina (1 p. 0[0 ill acqua distillata) per colorarlo in bi I roseo, e la fucsina (in soluzione alcoolica ; fucsina gr, 1. alcool assolulo gr. loo per colorarlo in rosso-rubino intense, o in rosso-vio-letto, risparmiando tutti gli altri element! del tessuto invaso dal fungo. Oonsidera perciö la fucsina come il vero reattivo AeWActinomyces.
cia nell'anno 1881, col prof. Reymond, ebb! occasione ili osservare un caso di actinomicos! alia pelle ill nna coscia piagata ili nna signora. Nell'anno susseguente collo stesso Reymond constatammo VAciinomyces nolle vie lagrimal! dl Individu! allelli da un'oftalmia assa! comune.
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vO Perronoito, Innesto aooidentale dell'Actinomyces in un cavallo,
To lino 1888.
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17^nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;PNEUM0NIT1? ASI'RRGirj.AHK
liiti'i'cssaulissiin;! r la recente nota iifi dottoi1 James Israel sulla dir-fusione delVAciinomyoes ne] coniglio, in segulto all'innesto, coll'intro-duzione ue] cavo addominalG di cespugli del fungo dell'uomo. In esso .si 6 veriflcato la formazione ili iniraerosi noduli e cespugli di Aoiinomyces sui peritoneo, nel connettivo e nei muscoli speclalniente dell'addotue. Johno pubblicö sull'argomento uu linportante articolo s\x\l'Enoiolopedia diretta da) Kocli di Vienna (1).
Virchow richiamö recenteraente I'attenzioae sopra I'actinoinlcosi nolle carni suine sotto la forma di punteggiature o concrezioni particolari, da lui stesso ritenute per la prima volta ili guanina, e dn me considerate sjclt;i(iiii(' otricelli del Raiiie,\ mortl e diventati sede di calciflcazione (2).
1 turaori, le ulccri, ere. prodotti e mautenuti uamp;WAciinoinyces non guariscono quasi mai spüntanearaente, La cura per riuscire vorrebbe essere praticata appena dope I'insorgenza dei primi sintomi della ma-lattia. Cosi, a quest' epoca ebbi occasione di osservare buoni rlsultati dall'uso della poraata ili sabina preparata con 1 parte di polvere di sabiaa e '2 di adipe, L'asportazione perö corapleta della parte malata ö la piü raccomandabile ; la cauterizzazione o bruciatura totale del tu-more, o della parte infetta, costituirebbe eziandio mi mezzo di cura da sperimentarsi utilmeute quando non si siano Catte delle localizzazioni in altre parti del corpo.
Praticata I'operazione, si medicheranno le ferite e le piaghe con anti-settici e caustici contemporanemente. Si potrebbero provare, per es., le seguenti soluzioni;
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Acido fenlco..........gr. 10-50
Acqua 11? ;iil I litro. Per lavature o corapresso da upplicarsi bagnata sulla parte.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Permanganate di potassa.......gr. 45
Acqua un litro. si applichi come la precedente ricetta.
|{.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r, Sublimato corrosivo in polveru.....gr. 50
Polvere ili cavbone.........raquo; 100
Da appllcarsi sulla parte g da tnantenersi mediaute corapressa.
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43. Pneumonitä aspergillare.
Si tratta di una speciale forma ili inflammazione dei polraoni a nodi (i nodetti sparsi ehe nei cavalli provocano tosse cronica, 1 nodi e nodettj sono bianco-giallicci, friabili e contengono varlamente distribuiti i lila-menti di una specie dl aspergillo, ehe puö essere il candldo, il fumigato, il glauco ml il nigrescens,
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y\) A. Koch's, Enci/klopädie devyesammlen ThierheiUiunde und Thievzucht, etc. Wien 1884 e so.
(2) II. Virchow, AoiinomyoosLi in Schweinefleisch, Archiv /'. path. Annt. 1884, pag, 544,
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I'TIAI.IS.mo (i si IAI.OKl!lv\ PRODOTTA DA UNA ML'PFA 80PRA IU POBAOOIO 171!
Si compromlo assai fticilinentQ come le spore di una specie lt;li aspergillo possano Infsttare gli animal] meno resistenti alia loro azione, quail sono iliversi generl ili uccelli, Le spore introdotte coll'arla nei bronchi, nai polmoni e sacchi aerel, vi possono attecchire, germogliare e sviluppare micelii ehe compromettono la vita dell'animale. Talc ö il case delPepi-zoozla desorltta dal prof, G. General! nei colombi triganinl, in cui venue osservato I'aspergillo nh/rrscrvH in essudatl a forma ili turaccioll nella trachea, nei bronchi e nei tubulini aerei e fruttiflcante sulla superllcie llbera del sacchi aerei addominali (1), Col signor Giordano, studentein medicina, ebb! occasione di studiare un caso
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di numerosi cespuglletti incistidati e sparsi
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nella sierosa dell'addome, nei sacchi aerei e
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nellasierosa ehe tappezza i polmoni (io\-iiii a vegetazioni sparse di una specie di asper-
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,Lrill() con tutti i caratteri del nigresoens, come dalla liuura 28.
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Si e creduto ili poter attenuare, ad es., VAsperffillus fflaucus cö\lamp; temperatura, ma sj rlconobbe tosto i'inesattezza dell'osserva-
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zione.
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Quando le spore dell'aspergilio penetrano
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nei sangue si soffermano ordinariamente nei
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I'n,. äs Micello dl aspergillo
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I'eili. OVO producono illflamtnazione graVIS- comprendeme crlstallle goecie splen-
siina quasi sempre mortale (nefrite mico-
lica mortale) (2), 'i'aii sono, per es., le forme studiate dal Kaufmann
sotto i;i direzione del Chauveau a [Jone no] 1881 e 82i
Contro queste rerunraquo; raicoticho v'k ben poco a tentare; si tratta ili im fmi^'o a micello molto resistonte ed a spore resistentissime, i/a laquo;iil-(icoltä poi della diagnosi ! un ostacolo seriissimo ad intraprendere una qualsiasi cura, ehe offra speranza di riuscita,
Tuttavia, quando mediante l'^ame degli escreati o dello scolo si ar-rivasse a diagnosticare la malattia, le polverizzazioni di essenza di tre-mentina, di fort! soluzioni di acido fenico o ili acldo timico sarebbero raccomandabili.
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44. - Ptialisrno o scialorrea prodotta da una muffa [Aspevgillus candidUit] sopra il foraggio.
Accude qualche volta ehe foraggi secchi, con tuna I'apparenza ili buona qualitä, somministrati agli aniraali li precipltino In uno stato di abbondante salivazione, ehe in termine tecnico dicesi piiaHsmo [Ptya-
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(1)nbsp; v. / parassiti dell'uomo e degli animali utili Mllauo 1888.
(2)nbsp; Perronoito e Qiorda.no, Micosi cistica aspergülaTä in mi polio, (Giornalo della A'. Aocad, di Med, di Torino, I'asc. 7. ISSSquot;).
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17-1 I'TIAUS.MU I) SC1AMIKUKA PBODOTTA DA UNA MUFFA SOPKA IL FORAQQtO
lismus, salivatio] lt;gt; scialorrea [Speiohefluss de] Todesobi), In tali cast ff\i ag'rieolloi'i (lehhoiio rixol^'crn la Ion) aUcnzioiio airaliruento, avcndo j^ia altre volte comprovata l'esistenza sui foraggi dl plante parasslte, cho sono l'unica e vera causa del male.
E noto inlalti come il voicrinaiio Mathieu ad Aucy osservasse il ptia-lismo eplzootico tiel settombre del 1852 e con minore intensity nel 18r)!{, causato da Qeuo composto di trifoglio, erba raedica od odlsaro raccolto in fretta e non beno rennentato. Le foglie e gli stell delle detto plante erano coperte da macchie brune dovute alia vegetazione di un fungo. I cavalli appena tie manglavano una piccola quantity venivano pros! da ptialismo; aprendo la bocca dei raalati vedevansi sgorgare getti di saliva dagli orflzi dei condotti wartoniani. I malati avevano bassa la terajjera-tura orale, la mucosa pallida, le ghiandole salivari indolent!, Inoltre preseutavano lieve sconcerto della digestlone, il polso piccolo, lento, con sote ardente e raagrezza, Nel bue e nella pecora il ptialismo era sempre associate al meteorisrao. La mutazione dell'alimento, le infusloni vinose, aromatiche, il solfato di soda e ill magnesia, i bagni freddi sulle ghiandole salivall, ecc, guarlvano i malati (1).
Non meno curioso ed interessante ö 11 fatto narrato dal veterinario Luatti (2). Quest! descrisse duo casi di ptialismo nel cavallo, osservati in Val di Chiana ehe ritenne prodotti dal trifoglio pratense. Una ca-valla doiret.i di 14-15 auui ehe non era tanto esercitata al lavoro, veniva alimentata alia stalla promiscuamcnlo con orbc c liilbglio pratense. Nella sera precedente al ptialismo, le si era amminlstrato una razione maggiore del trifoglio insieme ad una certa quantity d'avena. Durante la notte fn colta da ptialismo acuto, tanto ehe divenne raesta e debole. II Luatti visitando questa cavalla, fu colpito dell'estremo state di emaclazione e di prostrazione laquo;#9632;ho presentava, a cui si associavapur anco il pallore della mucosa, la piccolezza e lentezza del polso, ecc II cambia-mento deiralimento, le IVizioni, la genziana, la china, e la canfora con-dnssoi'o a guarigione la povera bestia. II cavallo del Luatti cho mangio di quel trifoglio cadde eziandio affotto da ptialismo.
Nell'anno 1868 tutti i bovini di una stalla presse Torino, vennero colpiti ad un tratto da abbondantissima salivazione in seguito alPararai-nistrazione di trifoglio secco. Dalla bocca sgorgava continuamente una grande quantita di saliva schiumosa e (ilamentosa, cosicchö poteva dirsi ehe tutte lo ghiandole salivari erano in istato di sovraeccitazione, ra-gione per cui era auraentata la loro attivita funzionale, Per esperimento si fece raangiare un po! dello stesso foraggio a cavalli, i quali 24 ore dope presentarono gli stessi fenomeni doscritti nei bovini. Sosposa Fam-mlnistrazione del trifoglio, rosso d'un tratto il ptialismo. II trifoglio era in parte, come volgarmente si dice, morto in piedi e apparentemente hello e sano. AI microscopic pcro si scorgeva tutto coperto di una nuid'a
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(1)nbsp; llivoLTA, / parassiti vegetali. Torino IsTi!.
(2)nbsp; Oiornnd' di Medicina Veterinafia pratica , pay. 113, anno 1863i
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PTIALI8U0 0 SOIALORRBA PRODOTTA lgt;A I NA MUFFA SOPBA II, FORAQOIO 175
costltuitamp;äamp;WÄspergilluscandidus, ii qualepresenta i fllaraentl fruttifor] (.ho toi'iuiiiano ('(in dllatazlone globosa guornita di lank! appendici o i)ii-sidii, sui quali si formano le spore in serle lineari ili '2-.'!-4-.quot;) lt;gt; pid sporn, lacili a stacoarsi, lt;li colore biauchicclo. E molto probabüe ehe ((iiesti esilisslmi elementJ o spore penetrlno pel coudotti escretori, si portino, nollo loro niiniiiK1 diramazioni, ed irritino cosi le ghiandole salivari. Potreljhosi aiiclic supporre ehe contengano hum sostanza velenosa di azione speciale elettlva sulle ghiandole salivari: tna qualunque sia la spiegazione ehe si voglia dare al fatto, ö pur sempre vero ehe cessando la causa cessano gli effetti,
In casi analoghi si dovrä quindi canablare il foraggio seuza spaven-tarsi menomamente dell'accaduto, poiehö dopo mutato I'alitnento cossano tntti i sintomi del ptiallsmo e {i'li animali si rimettono come prima a mangiare.
L'abbondante salivazione pun ancora essere determinata, oltrechö da (ieni ed avena mufl'ati, da inflamraazione della bocca, dalla iugestione di cevte carioflllee, ehe talvolta si trovano frammiste ai ioramp;ggi (Siiergu-laria segeialis, Arenaria serpollifolia, ecc] o della Sinapis arvemis ed alba, dalla carie o dalla irregolaritä doi denti, quindi dalle piaghe o ferite della mucosa boccale, da corpl estranei ehe restano inlissi nella cavita boccale o faringea (aghi, grani d'avena o d'orzo, ecc), dalla som-ministrazioue di cerli medicanienli fproparali di mercurio, zenzero, pope, iaboraudo, ecc), od ancora perchö la saliva ehe si segrega non vieno in proporzione deglutita per 1' esisteute disfagia spastica o para-litica, e per ostacoll lungo il decorso dell'esofago (1).
In tutti quest! casi bisogna innanzi tutto rimuovere le cause: quindi se la causa risiede nei foraggi si ripara col mutamento di essi ; se di-pende dalla carlo ilei denti si esportano od altrimenti si curano i denti uialati; so la causa consiste nella disuguaglianza dei denti si eguagliano questi con la lima o con scalpelli appositi; quando il ptiallsmo e cagio-nato da ferite o piaiihe della mucosa boccale si curano quosto ultimo con astringenti, come sarebbe I'acqua e aceto, aceto e miele, acqua e farina, acqua fresca, ecc. Se dipende da corpi estranei inlissi nella mucosa, si corca di togllerli e si corabatte 1'azione dei preparati mercuriali con infuse di salvla, di time, con soluzioni di clorato di potassa, con frlzloni di aleool canforato sulla ghiandola parotide e le applicazioni topiche su di o.sso.
Ecco alcune formole raccomandabili in simili circostanze.
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Miolo..............gr.nbsp; nbsp;100
M. Aceto ............raquo;nbsp; nbsp; nbsp;4(10
Acqua.............%gt;nbsp; nbsp; nbsp;500
Per pennellazioni od inlezlonl nella bocca o nella gola neinbsp; casi di inflam-mazione,
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(1) Oukstk, Nella traduzione del Ricaitarlo del Foerstor. Pag. 'Ml, parte 1quot;.
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17(inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; uisKAi.iA PARAUTIOA PER QÜTTÜROMI0081
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Clorato dl potasso.........gr. 50
M. Mlele............raquo; 100
Acqua un HiI'n.
Si iis;i como la precedoato.
,'i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Allunm ustii...........gr, 50
Aceto..............raquo; 100
Acqua un litro.
Si Hsu oomc lo precodenti.
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45 Disfagia paralitica per gutturomioosi Mioosi delle saccoccie gulturali).
!; questa una malattia molto rara; ue venuei'o osservati flnora solaraente quattro casi descritti dal Rivolta, Oorradi e Bassi. La sintomatologia non e ancora bene studiata, conn' del pari non si conosce ancora bene la natura del morbo. si sa perö ehe e carattei'izzata dalla vegetazlone di una specie di aspergillo in fondo ad una saccoccia gutturale seguita dallo sviluppo di una particolare ulcera, col cai-iiicia delle ulceri mocciose, la quale agendo direttamente od indirettamente sul nervo glosso faringeo (noun palo) in1 dirninuisce progressivamente I'azione flno a paralizzarlo coi muscoli della deglutizione ehe no sono innervatl.
Serabra ehe la malattia cominci con inappetenza, o con lieve getto nasale e iliilicolia a deglutire l'alimento, ehe da leggerissimo si fa sempre piü grave linchc le sostanze alimentari solide o liquide della faringe sono in parte rigurgitate per le caviia nasali, donde irritazionedella tnembrana mucosa sclenderiana e seolo nasale. L'animale non puö cos: piu con-venientemente nutrirsi, dimagra, 11 suo pelo si la rabbuffato, la pelle aderente, I'occhio languido. L'inflammazione si estende dalla mucosa nasale a quella della faringe e laringe e specialmente aU'epiglottide, la regione della gola diventa sensibilissima, e per I'angina sviluppatasi I'a-niraale tossisce anche spesso.
La paraiisi della aringe va progressivamente aumentando (inchc a mala pena l'animale puö ancora deglutire alimento molle o semiliquido come, pane bagnato, farinacei nell'acqua. Gli alimenti ordinari (fleno, erbe o avena] vengono masticati bene ma poi lasciati cadere dalla bocca, perchö, nei tentativi ehe fa il raalato per diglutirli, una piccola parte arriva nell'esofago, I'altra viene sotto sforzi disbruffl odi tosse cacciata per le caviia nasali con miiiaccia di soffocazione. Lo seolo nasale si la purulento o fetido, aumenta di giorno In giorno mescolato sempre a par-ticelle di alimento, lindio sostanze alimentari liquide o solide cadono per la laringe e trachea nei bronchi e polmoni, ove determinano una bronco-pneumonite, ehe servo a condurre a piii rapida morte l'animale.
All'autopsia si trovano nodi o punli estesi di apatizzazione semplice o accompagnati da cangrena al polmone, lesioni cronichedi inflammazione della laringe, della faringe, della mucosa nasale o piü specialmente del-
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A.HORTO läNZOOTIOO El) EPIZOOTIOOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;177
l'una o di Giitruiahe !(gt; saccoccle puttiii'iili. [n (undo ad ana dl queste, in corrispondonza del 10deg; pain e del gangllo corvicalß superiore, venne trovata un'uloera con lutli i caratteri delle mocclose, in parte coperta da orosta, in oui si rinvenlvano numerosl Qlamentl di varla grandezza intralciati, diramantisi tra nna grando qnantitä di raaterla molecolare, di bacteri o cellule purulente in via di distruzlone. Sulla superflcie libera della crosta si osservarono Qlamentl dllatati, ehe ü fecero ravvicinare dal Rivolta ad una specie di aspergillo da determlnarsi.
Oorae mezzo dl cura vlene suggerlta la puntura delle saccoccle guttural] e l'iniezione in esse di sostanze antisettiche, quali risultano dalle seguenti formole.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido fenico . .........gr. 20
Älcool.............raquo; 50
Acqua.............raquo; 1000
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Acido timloo...........gr. .')
Alcool.............raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 50
Acqua..............raquo; 1000
.'i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Snblimato corrosive........gr. 8
Acqua..............Ä 500
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46. Aborto enzootico ed epizootico.
Accade qualche volta ehe neue stalle si manii'csli l'aborto tanto nelle vacche quanto nelle altre femraine di animali domestici, Talvolta l'aborto si limita ad un cascinale. oppure si ästende ad im miniem grande di stalle. Le vacche l'una dopo l'altra abortiscono con grave danno del proprietari. Anche per questo fatto si e quindl dovuto pensare ad nna causa conume, speciflca, ehe agisse contemporaneamente e successiva-raente sopra le femmlne gravide.
Per spiegare l'aborto enzootico ed epizootico si e ricorso da Zundel e Roloff, ad es., ai bacteri, ehe verrebbero introdotti in qualche modo in vagina e nell'utero e produrrebbero cos'i l'aborto. Ma questa non lt;#9632; ehe una supposizione, la quäle non venne mal convalidata dal fatto pra-tico. Invece, 6 noto ehe la segala cornuta ö un tossico ehe agisce eccitando le contrazloni uterine, e quando si ammlnistra in certa quantitä puö provocare sperimentalmente I'aborto.
Nei dintorni di Parma pol, in localita dove domlnava l'aborto nelle vacche, venne trovata dal prol'. Valdonio la segala cornuta sopra diverse specie di graminacee ehe popolavano quei prati, per oui si pote cos'i spiegare il danno sollerto da quei proprietari. La segala cornuta, 0 scle-rozlo clavo, venne infattl trovato nolle spiche del bromo, della festuca, del Lolüim peremw, ecc. per eul si comprende quanta importanza abbia Fesame dei foraggl per prevenire i gravi accident! dovutl all'aborto epizootico.
li Pbrroncii'o, Malauic ättuli anitnali äotnesttei.
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178nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;LA I'SOUDSI'KK.MOSI NBI CÜN1GLI COCCIDK) OVIKOUMK
La segala dornuta ö una pianta parassita, un fuugo, ehe si sviluppa oell'ovarlo della segala {Seeale cerealis] allo state lt;li solerezlo (SolerO' Hum clavusj. Questo sclerozio rappresenta l'organe di fruttiflcazlone, arrestato in isviluppo, della Claviceps puvpurea,
La segala cornuta assomiglia al chicen della segala, ma ne ö plü vo-lurainosa, allungata e ricurva da somigliare un coruetto bruno-vlolaoeo. Analoga forma presenta la segala cornuta sulle altre graminacee, Essa contiene un olio grasso, tnaterie azotate, zucebero, ergotina, ecc.
Grandi dosi di segala cornuta produeono stupore, coraa, cenvulsioni, paralisi e raortc per la sua aziono dobililanto snl cuoro. I/uso protratto dl dosi meno notevoli da luogo alia cancrena secca o tnumraifleazione dolla pelle dollc estremitt\, fenomono codesto ehe si chiama ergotismo,
si preverrÄ adunque l'aborto enzootico ed epizootico eseludendo dal-l'alimentazione, per le feraraine gestanti, le plante Infette da segala cornuta.
Ma c esso seinpre prodotto dalla segala cornuta? Ecco cio ehe tion c ancora hen chiarito. Molto saviamente quindi il Minlstero dell'Agricol-tura ha disposto ehe si studiasse l'aborto in tutte le suo forme e mo-dalita difFerenti.
irWc------------
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CAPITOLO 111. MALATT1E PRODOTTE DA PROTOZOl.
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47. La psorospermosi nei conigli - Coccidium oviforme Leuok I psorospermi e la psorospermosi negli animali.
üna malattia molto grave, enzootica ed opizootica specialmente nei c(i-nigli c quella prodotta dal psorospermi, o coeeidii oviformi; malattia a cui si debbone lo piü grandi ed imponenti morie,
i psorospermi vennero osservati per la prima volta da Hake nei 1839 entro noduli del fegato del coniglio, e li ritenne per corpuscoll partico-lari canceresi. Xol 18-Jii, Nasse li descrisse col nome di cellule oviformi del fegato dol coniglio, ö nei 1848 ehe R. Virchew li ha deneminatj psorospermi. per la loro analogia coi corpuscoll ehe v. Müller nei 1841 aveva scoperto iiej4'li organi interni ed in una eruzlone vescicolare della cute doi pesci.
I psorospermi sono comunissimi nei coniglio; vennero trovati pure da Fink e da Ercolani nei gatto, dal Rivolta e da me nell'intestino delle pecere, da me e da Rivolta nei polli, dn Virchow, da Dressler e da Oubler nell'uomo.
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LA PSOROSPBRMOSI NEI OONIOtl 00O0IDIO OVIPORMB
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1 oocoldii ovilbrmi arrlvano nogii eleraentl anatomici allo stato ili germi protoplasmaticl grossj '2-'.i millesimi di millimetro circa. Ingrossando, dl-ventano sferlci a gross! granull; poscia ovall por assumers forme psr-fette lt;li oocoidli maturi. AUora si presentano come cellule piii o meno oviili, cioö con nil polo tondeggiante e coll'altro alquanto orlzzontale e Mumito del segno di un'apertura, o micropilo, Hanno membrana adoppio
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Vic. -Ji'. I, l'sorospermi di sibalo del relio dl varla grandezzn, nessuno eon nucleo In segmenta-zionc, tutti hon fonnati. #9632;' l'sorospermi del ventricolo, Oltaloghl in tutto a quclli del n, I della fipnra, non BCgmontati. #9632;gt;. Cellule ehe si snppongono stadi di sviluppo de' psoiospermi.
contonio, contenuto talino ed im grosso nucleo nel centre. II loro ilia-metro longitudinale o di mm. 0,020 0,028, il diaraetro trasversale di mm. o,014-0,020. Nel fegato del coniglio produeono la psorospermosi epatica, nolle cellule epiteliali dell'intestine [a psorospermosi intestinale. Nell'uno e nell'altro caso vivono a colonie pin o meno numerose.
Nella psorospermosi epatica ii fegato presenta qua e cola sparsi, piu o meno aumerosi, dei noduli bianchiccio-giallognoli di varia grossezza lungo il corso dei condotti biliari. Questi noduli Inuino rapparonza di ascessolini, o di piü grandi ascessi isolati o confluenti, tondeggianti od allungativatubo,uniformementediIatati, ocon dilatazione o restringimenti, Aperti, no esce una sostanza bianca come pus. semifluida, con poca coe-sione, ehe esaminata al microscopio, si lascia vedere costituita quasi in-tieramente da psorospermi coi caratteri giä indicati ed a vari gradi di sviluppo, raescolati con cellule purulente, cellule epiteliali distaccate e fina sostanza granuläre provenionto dal (lisfaciinonlo depii elementi anatomici alterati.
Nella psorospermosi intestinale. per la prosenza dei parassiti nelle cellule epiteliali cilindriche di rivestimento dei villi, si producono specie di chiazze bianohiccio-giallognole, ehe si osservano ad occhio nudo attraverso alle pareti intestinal!. Queste chiazze o macchie della larghezza d! 1-2 a 10 mm. q., rappresentano altrettante colonie d! psorospermi, i quali alllevoliscono profjrressivainente le forze digestive, finclie I'animale non si trova pit in grade di elaborare o ili assorbire il chilo. Questa specie, vivente nell* epitelio dell'intestine, venue dal Railliet relegata al C. perforans di l.euckart, (1).
Qualche volta inline non si osservano nodul! al fegato, ne chiazze allo intestino, ma si trovano uumerosissimi i psorospermi nell'andito intestinale frammlst! alle sostanze alimentari. In tutti i cas! perö, si notano piü o meno numerosi gli indicati parassiti nelle sibale evacuate da! CO-
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(1) A. Kailmht, Elements de zooloyie mddicale et agricole, Paris lissö, p. If).'!.
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180nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i,a PSOIiOSPBRMOSI nri CONliir.I 00001010 OVIFORMQ
nlgli; e per Iquot; piu i pazlent] rauoiono collo stomaco e le Intestlna dlstesl da aliment] non digerlti.
II coocidio oviforme raggiuuge lo state ill maturazlone nell'organisino animale, ma non vi si segmenta nö proliflca, Eliminate dall'organlsme, se cade in terrene asciutto, si essicca e innere, conic de] pari non germoglia se le condizioni deU'amblente non v\ sonoadatte; se invece cade in luogo caldo umido o \i si mantiene sperimentalmente, nello spazio di #9632;i4-:!()-r)() a 60 ore, il nucleo si divide priina in ilinraquo; e quindi in quattro nuclei o spore, ehe si allungano, si muniscono ili membranella cd acquistano forma ovoidale con un polo acuminate e termlnante con nna specie di rigonflamento conn' organo d'attacco, o cuscinetto a plasma ialino rifrangente nna luce giallognola, tnognunodi questi corpi ovoidali si sviluppano uno o due germi incurvati sopra se stessi e a poli rigonfli, splendenti, a plasma, rifrangenti luce gialliccia, ehe colla rottura della membrana vengono messi in libertä. Questigermi mescolaticolleerbe,colle acque, ed anche per mezzo dell'aria, introdotti nell'organismo animale acquistano presto forme pin grand!, diventano capaci di movimenti ameboidi, si annidano uelle cellule epiteliali di rivestimento dell'intestino oppure per la via del coledoco arrivano in differenti punti del condotti biliari del fegato. Qiunti in luogo adatto, penetrano nelle cellule epiteliali, si fanno rotondi e granulosi, aumentano progressivamente di volume, ac-quistando cos'i graduatamente tutte le forme di passaggio tra il germe ed il coccidio perfetto.
Questa malaltia percorre un certo periodo senza cagionare danni apparent!; pin tardi comincia la moria e allora soccombono due, tre, quattro, dieci, vent!, cinquanta conigli in pochi giorni, e successivamente, tratto tratto, si rinnovano le perdite piü o meno notevoli; pec lal modo, coni-ü'liere intiM'e \eiigone distrutte in tempo vario, ehe puö anche essere brevissimo.
llaquo;i diagnosi della malattia si fa inolto seraplicemente coll'esame delle feci del conigli sospetti, e di quelle (die si trovano nelle con!gl!ere e de-slinate pel ricovero di questi piccoli animal!. A tal uopo in una goccia d'acqua di fonte, od altr' acqua pulita, megllo ancera in nna diluzione di cloruro di sodio a 0,75 OiO, si stempra colle pinzette un po'di sostanza di un cacherello di coniglio; so ne allestisce un proparato microscopico e si sottopone all'esame con un ingrandlmento di .TjO a 400 diametri. So si ha da lare colla psorospermosi si troveranno i parassiti descritti colle lore forme e diametri piü caratteristici, con sfumatura ordinariamente giallognola pec la sostanza billare ohe li ha debolmente coloratl.
Una volta manifestatasi la moria per psorospermosi, difflcilmente si puu arrestare per la grave infezione dell'ambiente ehe si fa rapidamentö, e piiii ehe tutto pec le iesioni awenute giüi nel fegato e nell'lntestlno dei conigli. Quindi, in tali emergenze e meglio vendere al macello i piii im-pinguati, mutare di ambiente i i^agri e sottoporli ad un regime molto laute costituito di foraggio secco e di crusca, onde sottrarll alia mode ed utilizzarli per I'alimentazione. 11 pavimento dovrä essere mantenuto secco,
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OHOUl' 0 IJIl-'TUllITK KI'IÜODTIOA Ni:i POU.Inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;1^1
ben pulito, e aiiclic lavato spesse volte con düuzloni acldule, acciocchö i parasslti, cadutJ colle feci, aon trovlno luogo adatto per la loro segmen-tazlone o proliferaüioue e vengauo cos) impedite successivo infezioni.
L;i malattia sldeve prevenire coll'iglene, e chi voIgssg tentarQ l'industrla conlgliera dovrebbe iananzi tutto preparare dcovori sani, cioe asciutti, posti pi^eforibiliiiGntG a mozzogiorno, a sud-esl od a sud-ovesl con suolo a piano incliiiaio, cosiiailto con mattoni o con pietre, oppure ancliG sem-plicGinente ili tufo o sabbioso in modo cUg si possa evitare l'nmiditä, o üliminarla facilmente quando quosta si gt;' fatta. E necGssario sciegliore Ig prime coppie sane, raediante un diligente osame microscopico delle sostanze fecali; fornire un'aliraentazione piuttosto asciutta e mantenero sempre ben pulita la conigliera; non introdurre mai coi sani aniraali sospetti o malati, procedere ad ogni tratto all'esame dei progenitori o lt;l(!n'ii allievi per eliminare prontamento quelli ehe presentassero ancho im solo psorosperma sopra molti preparati microscopici,
La malattia ö trasraessibile eziandio all' uorao, al cane od ai polli. Bisognerä, quindi raecomandare ai custodi degli animali ed agli agricoltori di non dormire senza riguardi dove vi sono conigli infetti.
Quanto ai polli, essi si infettano speclalmente airintestino, eeoisintorai ili una debolezza generale, dovuta ad atonia delle forze digerenti, muoiono ordinariamente presentando fenomeni di una diarrea. AU'esame microscopico delle feci edel contenuto intestinale si trovano i coeeidii. Questi si riscontrauo, de! pari ehe nei conigli, nelle cellule epitoliali di rive-stimonto dei villi intestinali, ordinariamente a colonie ehe si vedouo sotto la forma di macchie bianco-giallognole tondeggianti, od a striature attraverso le pareti intestinali,
'quot;i cnra di questa malattia non si sa ancora praticare; o necessario perciö prevenirla creando condizioni sfavorevoli alia vita del psoro-spermi, Oltre alle indicazioni surril'erite, credo quiudi ancora raccoman-dablli le seguenti formole;
'nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Polvere di carbone........gv, loon
AI. Conere ordiuarla di logno .... kilogr, :; da spargorsi snl pavimeuto clella conigliora nun eoinplutamonte iisciuttu.
-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Calce viva in polvoro q. I), do spargorsi come la procodeute.
#9632;'gt;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Cloruro di calce q, b. ila spargers! come sopru quando si tome
il pericolo di infezione,
48. Croup a difterite epizootica nei polli.
E una malattia piuttosto frequente nel pollame, ehe si sviluppa volta a volta in questo ö (pud villaggio, ehe si dlffonde e produce raorle pjü 0 raeno notevoll nel polli, massimo so giovani, aei tacchini, nei colombj e nei palmlpedi domestlcl. Essa compare sotto forme diverse; ora si manifesta conic congiuntivite empale, ora come stomatite llmitata o dlffusa a tutta la bocca, ora come larlngite o faringite crupall, talvoltn
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CROUP (i DIFTBBITE EPIZOOTICA NKI POLtl
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auchc col iiioilosiino processo empale o dlftsrlco all'ssofago, In gulsa ehe, nci puati ove ha sede la malattia si osserva un essudato lt;gt; prodotto inflamraatorio piii o mono spesso, giallastro o giallo-polQnta ehe forma false (pseudoj membrane, le quali si adattano intieramente alia parte. Soveute si connette ('quot;ii queste forme auche nna manifestazione esterna caratterizzata da nodullni e nodi della grandezza di un grano di miglio lino di mi cece (raquo;I anche piü, ehe damio mi nspcild hümoccoluto alia parte, Quest! noduli o aocli si sviluppano attorno alia comraessura del becco, sn vari punti della testa, sulla eresta, ai bargigli, in corrispon-denza della gola ed alia porzione superiore del collo,
Quando si studiano quest! nodul! bernoccolut! ehe deformano la testa del poll! , oppure s! sottopongono ad esame d!l!gente ^ii epitelii eorri-spondenti alle different! localizzazioni dlfteriche o crupali si trova un elemento parassitarlo partieolare ehe si presenta sotto la forma ill goeeie splendent! traslueide, sferlche od ovali, oppure con forme svarlatissime della grandezza di 15-20-30 e plii millesimi di railllmetro, ehe ginnte al massimo sviluppo sporiflcano, e formano cosi specie di pseudonavieelle, o germ! della grandezza di '2 millesimi di imllitnetro, i quali rompendos! daiiiin esito ad un seraplice pezzetto di sostanza protoplasmatlca, ehe gode di moviment! ameboid! ed c capace di passare per tutte le successive fas! di sviluppo lino a quella di coecidio sferico, ovoide od irregolar-mente allungato, traslueido, bianchieclo, caratteristico della malattia.
I germ! piecolissimi co! lore moviment! ameboid!, penetrano negli spazi interciliari delle cellule epidermoidal! ed epiteliali ed arrivano nel protoplasma delle cellule del divers! strati dell'epitelio, ove svilup-pandosi irritano gli element!, produeono una inflammazione nei tessuti corrispondent! ehe viene caratterizzata da essudat! flbrinosi, ehe si con-cretano alia superflcie della mucosa e sono rappresentati da false membrane bianco-glalliccie o gialle, friabili, costituite da flbrina, cellule bianche del sangue e globuli rossi, ehe distaccat! lasciano vedere la su-pei'ßcie della mucosa sanguinante; oppure da noduli vari attorno al becco. alia testa, sulla eresta e bargigli, come giä si e notato.
I sintomi variano quindi a seconda della regione nella quale arrivano i germ! parassitari e v! si sviluppano, (losi. nei cast in cui compare sotto forma di congiuntivite essa intacea l'uno o l'altro ocehio o en-tramb! eontemporaneamente, L'essudato empale ehe vi si forma, si concreta, si ispessisce e compare sotto la forma di un disco di color ixial-liccio o giallo, ehe si applica eolla sua coneavitä a tutto il globo oculare sotto le palpebre, L'occhio viene cosi compresso e schiacciato, per cui se non si toglie a tempo I'essudato, succede la cecitä anclie quando il polio guarisce.
Se la malattia vesie la forma di nna slomatile. di nna farillgite 0 laringite, il polio tiene il becco aperto e lascia colare dalla bocca un liquido ehlaro o bianchieclo filante, Esamlnatone le parti si riscontrano le placche 0 false membrane gialle carattoristiche della malattia, sulla
lingua, alle connessure delle labbra, alia farlnge o larlnge.
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CUOUP () niFTERITR BPIZOOTIOA NEI POIiLInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 183
Quaudo pol la miilattln s] löoallzza alia palle della testa vi si ossei'vano nodi o nodull ohe la deformano e la rappresentano bernoccoluta in modo vario.
Si e creduto questa malattia Identica alia difterite dell'uomo; cosl il Nicati faceva analoga comunicazione all'/Vccademia delle Sclenze dl Parlgi (1), ma si riconobbo ehe sono inorbi affatto ilislinti (2). Tuttavia ö notevole ancora 11 fatto raccolto dal Qerhardt, della trasmissione cioö della difterite dei polli a molte persone ed a bambini avvenuta nella estate del 1W2 a Neselhausen (Baden) (3). Cold vennero importati nel settembre 1881 dall'agro Veronese 2600 polli, I'ra i quail alcuni affetti da difterite. Nella estate del 1882 nacquero 1000 pulcini; alia sesta set-timana dl etä ricomparve fra loro la difterite con carattere tanto ma-ligno ehe li uccise tutti, Perirono pure cinque gatti delio stabilimento e si amuialo un papagallo. I due terzi degli uomini di servizio in quello stabilimento caddero ammalati di angina difterica ed uno di essi comu-nico la malattia a tre suo] bambini.
Porse ehe si abbiano nei polli forme diverse di difterite dovute a specie; differenti di parassiti? K molto probabile; come non e dimostrato ehe in tutti i easi di croup o difterite dei polli si abbia sempre a fareraquo; col Coccidium state battezzato dal Rivolta Epiteliomyces croupogrenus (4).
Quando insorgono nei pollai casi ili croup o difterite, priraa cosa a Tarsi edi far uscire tutti i polli ancora sani edi laseiare nel pollaio infetto i soli gallinacei malati, 1 polli sani potranno provvisoriamente collocarsi sotto un portico, accamparsi fuori o in qualche stalla, o camera aseiutta.
I malati si enroramm medianie il distacco e 1'eliminazione, colle pin-zette o colliraquo; dita. degli essudati difterici lino alia snperflce sanguinante, clie devo eoprirsi con sostanze essiccatlve, come polveri o Carinacei (farina di meliga, di segala, ma specialrnente la prima;, oppnre niedicarsi con sostanze disinfettanti o caustiche, come sono una soluzione di acido fenico 1-5 t)|(), di nitrato d'argento 1-4()|0, di acido eloridrico o sol-forico 1-5 ()|(). Quale cura interna profllattica e terapeutica, vonno di-mostrata efflcaclssima I'amministrazione nell'alimento, a tutti i gallinacei
del luogo infetto, dello zolfo in polvere, si .....scolano per ciö 100 gramrai
di zolfo con I ehilogr. di farina, o con altro alimento e si prepara una specie di pastone coU'acqua, da ripetersi peralcunl giorhi di seguito. Nel-1'acqua da hove \i si sciolgono 5-10 gr, su 100 di solfato di ferro.
Questi rnez/.i praticati in una localita dovo dorainavaintensa Tepizoozia valsero ad arrestarla quasi d'un tratto (5),
(.li Prof. S. Sikkna #9632;- Sulla diferile cp/zoo/icn (lei polli dominants in I'ti-lermo, Napoli 1885,
(2)nbsp; Suv diverses dpizooties de diphthdrie des oiscmt.f de basso-cow el su? leurs rapports avec la diphtherie de Vespbce humaine, Paris 1879, scduta del 10 febbraio.
(3)nbsp; Berliner Klinische Wochenschrift, 1883, 10 settembre, pag. .r)72.
(4; Sull'identiid del virus dell'epilelio micosi del piociono con quello dei polli, to) Coiif/iiintirile e laringite crupale dei polli. V. il Oiornale I'Kconomia Rurale, Torino 1870,
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184nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;i iT K IC Kl. 1.1 HKJ. UAINKY NKh TB88UTO MUSOOLARB
I pollai iufeiii si devono puliro accuratamc-inte tuodiante raschiulura del pavitnento, se questo ö forinato del puro suolo, lavature abbondantl di acqua e acido soltorico 2-5 0(0 e trattamento con questo liquido do^li Qscrementi, dei graticci e di luiii gli oggetti contenuti uel pollalo, Sono da raccoraandarsi eziandio le lavature ^ inibiauchimeiito delle pareti ool latte di calce, o moglio col cloruro di calce stemprato nell'acqua uel rapporto del l-:i 0|(). (^uando le condlzioni del pollaio 1quot; perraet-tessero si potrebbe anche molto utilmente bruciarvi dentro qualche fa-scina di legno, nello scope di sceraare o togliere I'muiiliia i^il opporsi cos'i alle coudizioni ehe sono fuvorevoli al inantenimento in vita di quei ^ermi sottilisslmi, causa della malattia.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Glorm'o di calco . . .......gv. 500
Acqua.............liti'i Iquot;'
I'd- lavature ilelln sti^i o pollaio,
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Acido solforico..........$v. 500
Acqun.............liti'i 25
Per lavature come la precedonte,
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido solforico o cloridrlco......gr. 10
Acqua.............raquo; 200
Da medicare la superflcie malata sanguinante.
l.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Fieri di zolfo...........raquo; 100
Farina di meliga..........raquo; 1000
Dn spolverarsi uolln boccn e faringe dopo tolto U', false membrane.
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49. Otricelli del Rainey nel tessuto muscolare degli animali
domestici.
Nel tessuto muscolare striato, costituente le carni degli animali domestic! e particolarmente del maiale, si trovano spesso gli otricelli del Miescher o del Rainey, Miescher, nel 1843, fu il prirao ad osservare questi otricelli nel maggior numero dei muscoli di un ratto, sotto la forma ili strisce bianco-giallognole caratteristiche visibili ad occhio undo. Nel [H7M llosslinp: li ossorxava noi i'asci muscolari cardiac! dcdla pe-cora, del bue e del capriolo, e nel 1857 Rainey li descriveva nolle earn! del maiale siccome rappresentanti il prime stadio del cistlcerco della cellulosa. Plii tardi, furono oggetto di speciale studio per parte di molt! patologi e naturalisti, tra gl! altri di Virchow, di Leuckarl , di Manz, di Schmidt, di Rivolta, ecc.
To ebhi occasione di studiarli molto bene su! bovini, sidle pecore e particolarmente nello carni dei maiall, ehe frequantemente ne sono infettl. In taluni maiali si presentano rarissimi. In altri si trovano in numero stragrande sen/a ehe perciö mostrino in qualche modo di soffrire.
Se le carni hanno color rosso-Siallastro riesce molte volte facile ri-conoscerl! anche ad occhio nudo; e allora si osservano strie bianchiccie-
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OTIUOKLU DEL KAINEY NKI, TKSSUTO MÜSCOLAHE
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18B
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glallognole, dolla lunghezza dl li2 a ;ii4 di mm., della grossezza dj \fgt;
odi l|;!ili milliraetro, costltuenti gli otiicelli del Rainej', Nel topo banno gdneralniBute una lunghszza maggiore: misurano 2-3-4-5 e plu milli-metri, s()|));i nini. 0,050 0,075 di dlametro trasvorsalo. Nel lama hanno forme pifi grandi ancora, mlsurando talvolta un diametro traverso dl un rnlllimetro circa. Se si esaminano al raicrosoopio, si trovano costi-tuiti di una cuticola piuttosto grossa, cho vista nella sua supei'flcie esterna compare come fogginta a tnosaico per l'estremitä superiore ill tauti bastoncelli prisraatici a base romboedrica, ritenuti da Leuckarl siccome dai poro-canaii 1 : i quail si risolvono facilmente, in seguito all'azione meccanica dell'allestimento dei preparati, presentaudo quindl riis|)lt;i(ti) di una cuticola sottile ed omogenea guernita in tutta la sua superflcie ili ciglia. La cuticola si adatta ströttamente al contenuto in modo da rapprasentare gli otricelli dl forma allungata, o fnsiformi, colic loro estremiU'i distese, arrotondate, piii o meno acuminate; oppure diviso in taute loggie o sepimeuti (strozzature), come succede mofi'lio nel bovini; altre volte invece, coi poll od estremit^ retratte, il loro corpo gibboso ed informe d'pendentemente dalla contrazione o iion, della cuticola. A.I poll si osserva la membrana alquanto separata dal contenuto, in modo ehe rimangono spazi conici, in cui imn csistono corpuscoli reniforrai, ma solo granuli splendenti. il contenuto degli otricelli c fatto da una sostanza fondaraontale omogenea assal trasparente, gelatinosa, in cui sono situati miriadi ili corpuscoli renlformi o a forma di lava, a mezzaluna con punte acuminate o dritte, e corpuscoli rotondi omogenei con moto osciliatorio, munitl per lo piii ili due vacuoli o nuclei splendenti, ritenuti per psorospermi. Questi escono facilmente dal sac-chettino rappresentato dall'otrlcello, in seguito a lacerazione della cuticola, o ad una pressione anco leggera esercitata sopra il parassita.
(ili otricelli delraquo; Rainey vivono nelle fibre muscolari, ne solcano il contenuto, senza alterarlo menomamente, Le flbi'e, nel punto corrlspon-dente al parassita, si mostrano piii o meno dilatate, ma col sarcolemma normale. Kssi sono capaci di tnovimenti, tnigrano da un punto all'altro della flbra muscolare e lasciano evidente traccia del loro passaggio [2).
r\'ci maiali di certe razze, e in talune regionl del corpo uli otricelli del Rainey qualche volta tnuoiouo, diventano sede dl deposizionl calcari e vi si formano delle concrezioni. lo ebbi ['opportunity di studiare simili lesioni nei prosciutti provenienti dal Parmigiano. Sulla superflcie del taglio di vari di questi prosciutti si osservavano come disseminate tanto punteggiature o concrezioni ili (i^ura irreguläre, tondeggiante od allungata, bianche, dure, friabili, ehe scrlcchiolavano sotto il coltello, della gran-dezza della testa di uno spillo lino a quella di un grano di ralglio o poco piii, Immedesimate colle fibre muscolari stesse, ehe si riconobbero della
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(1)nbsp; Leuokart, Die Parasiten des Menschen. Vol. Iquot;. I'disponsa, 8' odizloue. Leipzig u. tleidolberg.
(2)nbsp; E. Perronoito, Poohe parole inlornoai corpuscolidi Rainey eco, (Moil, Vet, Torino 1869.) Concrezioni nui prosciutti provenienti dal Parmlgianoi Ibid,
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I8Hnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; OTHICELU DEL HAINKY NKL TESSUTO MUSCor.AHE
natura indicata, Vlrohow perö recenteraente ha descrltto analoghe con-orezioni nol tessuto rnuscolare dol malale dovute alia dlffusione doll'^lc-
linomlives aell'organismo.
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Coll' esanae dillgönte del
iiniliiliiii se in' ['in') Ihre la
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diagnosi cllfFerenziale.
Quando gll otricelli si
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Otriccllo delta fibro muscolare.
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trovano in gran nuraero in
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special! organ) lt;gt; region!
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muscolari. possono perö produrre sconcerti raorbosi piii o mono forti, Nell'a-prile del l^T) venne, ad esempio, richiamata la rnia attenzione sopra una bovina ehe da qualche tempo ma-nifestava una insolita flac-chezza; aveva polso venoso delle giugolari pronuncia-MssiiH(),n()iipnii'\ a pin catn-minai'G ehe stentatameute c mal si reggeva sullegam-be. II slid sguai'do perö era ili im animale saun; non aveva mal dato segno di raalattia e si manteneva in discreto stato di carne, Tomate inutili le eure del
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Fio. 311 - Otricctto del Mleschcr o del Rainey, disteso, ehe tasciii vedere t'aperturu della bocca e la guernitura dlciglia; le olglin atlorno alia bocca od alia losta sono pin IiiiibIic.
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Veterinario, venne macel-lata. All'autopsia si trova-
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rono tuttl i vlsceri sani, tranne il cuore. Un esame aceurato di questo viscere mi fece seorgere attraverso l'eudocardio, tra le fibre muscolari del cuore, nuraerosissimi punticini bianco-giallicci, ehe ricordavano gli otricelli dol Rainey, tanto frequenti nelle carni del maiale. L'osservazione microscopica ha com-provato r induzione fatta ad occhio nudo, Intanto, la presenza di quegli otricelli prodigiosamente diffusi nel muscolo cardiaco, dava raglone della flacchezza dimostrata dall'anlmale in vita, senza ehe perciö *s\\ venisse impedito di nutrirsi conveniöntemente (1).
Molto probabilmente la causa della diffusione di questo parasslta si ha nell'uso delle acque Iramonde, speclalmente stagnantl, ehe generalraente si t'a, nolle qnali possono ti'ovai'si i germi 0 pseudo-navicclle deidi otricelli del Miesclier ('redo quindi ehe sarebbe soramamente titile,
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Cl) E. Perronoito, I'roiczionc, ai, corso di anatomia patologioa, e di pafo-luyiii gimerali'., AaWKcnnomia Hnrale di Torino, 1874.
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ORANDINH 0 PANICATUUA \)K1, tlAlAjltnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;181
fornlre agli anlmall 1laquo; bevande prevlamente cotte, dö ehe perö non riesce serapre pratico. Uno studio sommamonte cornmondsvole sarebbe quello dei microorganismi ehe inquinano ordinariaraente lo acque cä\q servono ordinariaraente per abbeyerare gii animal] dornestici, Sarebbe anche a (1esiderarsi ehe i ricoverl degli animal] fossero tenutl tnegllo pnliii ili (|ii(^ll(i die si usa comuuemente.
Per la ricerca degli otricelli neue carni sj fä uso dl uu Ingrandiraento di 200-300 dlaraetrl. Per vederli perö bene nella lorraquo; costituzione fad'uopo adoperare un ingrandiraento di 500 a 600. A tal uopo, colle Corbicine si esportano fascetti rauscolarl della regione pettorale, costale, diafram-matica, lombare 0 delle estremitä. si pongono in una goccia di dlluzloue di acldo acetico glaciale l per 500; colle puntesi dilacerano ben bene 0 si allestisce un preparato microscopico, ehe si sottopone all'esarne colle norrae indicate. Se invece ie carni daesaminare si avessero conservato, come sarebbero i prosciutti, alloni si potrohbero anche fare delle lini sezioni col rasoio da sottoporsi all'esame nella stessa diluzlone or ora indicata. Per questi esamJ potrebbe pure servire la ordinaria soluzione 0,75 ad 1 per lt;i|() di cloruro di sodio.
Quando si avesse, osi credesse di aver a fare colla calciflcazione degli stessi otricelli, 0 di cespugli diamp;lVAciinomyces, allora i preparati si trat-tano con una diluzlone al quot;2 per 0|O di acldo cloridico. In tal modo i sail calcari si sciolgono e si rende visibile la intelaiatura del corpo ad esaminarsi.
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CAP1TOLO IV. MALATTIK PRODOTTK DA KI.MINTI.
50. Grandine o Panicatura del maiale,
(,'oi noiui di ffrandine, di panicfitura, d\ pramiffna, ingvamignulura 0 cachessia iiiaiigena [Ladrerie in franc , Finne in ted.), s'intende una malattia dovnta alia presenza di cisticerchi [Cysticercus cellulosae, Rud.), deutoscolici, 0 iarve mature della tenia dell'uomo, in maggiore 0 minor aumero nolle carni delle diverse regioni del corpo del maiale.
La conoscenza di questa malattia rlmonta ai tempi del Qreci; Arl-stofane (1) sarebbe state ii primo a segnalarla, Aristotele ne avrebbe indicato piii esattamente i sintomi e i caratteri delle carni ('2).
(1)nbsp; Oreste, Lezioni di patologia sperimentale oelerinaria, Milano 1871.
(2)nbsp; Eroolahi, Nuovi elementi teorico-pralici di Metodo Veterinario, Bologna 1861.
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1W
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QBANDINB 0 I'AMCATIKA DEI UAIALU
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A Marcello Maipighi (1) e ad iiarimaim i dovuta In scoperta ilella natura Ncrmiiiosa delle cos'] detto grano, costituenti I'sssenza della
malaitia, sebbene venga general-
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mente attribuita al benemerito elmintologo , Pastore (M'y/.o. di Quedliraburgo ('2;, il quale per altro ha il grande tnerito d'aver (limostrato tneglio ehe i tumo-retti caratterizzanti la malattia nel maiale sono dei vcri vei'ml vescicolari,
Noii ('#9632; perö ehe in questi ul-tiral aimi ehe col corredo ili ben condotti esperimenti Küchenmeister, Haubner, Van Benedeh ed altri dimostrarouo ehe i cisti-cei'chi delle carni del maiale, racchiusi in particolari vesci-
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cholio non sono ehe seolici (deu-
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Flo, ill. Carnc suina inquinata da ctsticcrchi Ji srossczza naturale.
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toscolici) o larve mature del
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verrae solitario (Taenia soltum) deil'uomo. li cisticercü della eellulosa e formato da una veseiehetta a membrana sottile c eontenuto tra^parente, della grossezza d'un pisello, d'un fa-giunln n di im seme di melarancio, raramente piii grande, ehe trovasi ordinariamente racehiuso in una capsula di tes-
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auto connettivo, Ad un punto della veseicola si osserva un corpieino retratto nell'interno, duro, bianco o giallognolo ehe Lraapare attraverso la veseicola, llompendo questa, il corpo citato si presenta come un sacco a elava o a pera entro cui sla invaginata la testa del cistieereo, entro-flessa come un dito di guanto (3). Questa invo-luzloue chiamasi il receplaculum cajrftis o la lanterna di Qoze, come scrlsse Cobbold.
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Se piii attentamente si psamina una'cosl delta
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Filaquo;. 38. Cisticerchi del maiale Ingranditi, - ,/. Nclla cisti avventizia; 6, disteso,
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grana, eostituente il cistieereo, si trova formata da una porzione anteriore bianco splendente, con-
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sistente o corpo, e di una porzione posteriore o vescica pallida, per lo piii ovale racchindente un liquide albuminoso, Se poi, con graduale pressione esereitata dal di dietro
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(1)nbsp; Malpighi, Opera postuma, li. Socioth Londlni, 1607, png. 84.
(2)nbsp; Ooze, Neuste Enläeckuno, class die Finnen in Hchveinefleisch keine Drii-senkrankeil sumlcrn n-ahre ll/i/.^;i,'-iii-,licr s/'mi. Hallo 1771.
(3)nbsp; Ilri.i.rn nel Ziemssen Handbuoli der Speciellen Pathologie und Therapie, vol. III.
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QRANDINE (1 I'AMCATIIKA IlKf. M UALKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 18quot;.)
allquot;avlt;'iuti se no distende delicataraente il corpo e si osserva all'ingran-dlmento d] 50-60deg;, oppure ad un Ingrandlmento di 200-250deg;, si vede aella parte anterlore la testa tetragona, ad angoli smuzzati formata da una probosclde conica a margin! convessi, oircondati da una doppia corona
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di uncini fI2-l() per ordine), gll uni piii limghi, gli altri pin cort\ ed alternatlvamente dlspostl, in modo perö ehe i margini llberi arrivano tutti allo stesso livollo, Sotto la proboscide e nel rigonflamento raag-glore della testa si osservano ie quatlro ventose o pori succliianti, ai
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190nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;GRANDINE 0 l'ANICATL'KA DEL MAIALB
quail tlen dletro il collo ohe si prolunga flno alia vescloa caudale, II collo presenta una serie iii piegho trasverse, ehe, secondo Oobbold, soiio giustamente riguardate come \h\oo di limitazione di una soquola di auolli Iraperfettamento svlluppati. Attorno alle ventose, e partlcolar-meute su tutta la faccia esterna del collo, si osservano tantj corpuscoli calcari ili forraa varia, ovall, tondl, ed anche alquanto Irregolarl ii martini convessi, qualche volta con punto centrale rappresentante il nucleo, omogenei o a strati concentrici , rifrangenti molto la luce, blanchlssimi, ehe costituiscono una specie di corazza al corpo del cisti-cerco. La testa ne presenta in minor numero, piü piecoli e verso la base; essi vanno pure diminuendo rapidamente o scomparendo affatto sulla cisti caudale Questa non 6 piu bianca, ma ha tinta pallida, mu-eosa, e forma sferoidale o elissoide,
I cisticerclii, all'ordinaria temperatura . uon eseguiscono raovimenti , o, se pur ae effettuano, essi sonn talmeute leggeri da non rendersi palesi ai nostri occhi. Ma se si pongono iieU'acqua cisticerchi freschi, uon distesi, e si eleva graduatamente la temperatura Qno alia ebullizione, ad occhio tiudo non si veggono eseguire movimenti ehe difflcilmente; se invece si distendono e se no fanno dei preparati microscopici nel-j'aequa semplice, o nella diluzione di cloruro sodico, o in qualche altro liquide indifferente, e si sottopongono all'osservazione sopra il tavollno riscaldante di M. Schnitze, esaminando all'ingrandimento di l()0-'200 diametri, a misura ehe si eleva la temperatura si vedoiio eseguire movimenti piuttosto vivaci e molto spiccati. Per tal modo, fra i 30quot; e i 45-46deg; C. si scorgono dei movimenti di contrazione e distendi-mento della testa, del collo e movimenti di rotazione delle ventose, piü o raeno attivi, flnchö la temperatura non 6 giunta a grade tale da spe-gnere la vita del cisticerco (1).
Del resto, il fatto dei movimenti nei cisticerchi vivi, venue awertito probabilmente prima da,ü-li oftalmologi, ed i professori Manfred! e Rey-taond, Graefe, ecc, ne osservarono e pubblicarono dei casi con movimenti assai vivaci nel globo oculare.
Quando il cisticerco si mautiene caldo nel modo sopra indicate e si trova nella pienezza delle sue maggiori attivita, aU'esaine microscopico presenta ancora evidentissimi attorno alle ventose ed alia proboseide dei canaletti, o vasi capillari ehe si riuniscono a due per parte e discendono nel collo del cisticerco. Questi capillari umoriferi formano alia base della proboseide cd attorno alle ventose im intreccio bellissimo, ana-stomotlco, ehe flnisce nel capillari collaterali e uniformemente dilatati del collo.
Quest) cisticerchi del maialo se vengono raangiati colle carni, o in qualche modo ingoiati vivi dall'uomo, giunti nel ventricolo, se ne di-
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(I) Xc.di amp; quosto riguardo il raio lavoroi Sulla tenaoitä di vita del Cysti-cercus ceilulosao e di allri elementi, an no lS7(i, degll Annali della Ii. Acca-deiuia d'Ayric, oppure sal [Zeitschrift f/ir Veterinair Wissensohaft, Berna I87B, ovo sonn p;irt.inohiregf,dalanieiite dosci'ltte le propriotii dal cisticorelii.
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(iUANJJJNK (J PANIOATUUA DEL UAIAI.Bnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 101
scioglle la vesoioa oaudale e comincla la conversions dsllo scollce h\ Taenia solium. Passat] noil' Intestino vi si ferraano , e ml mazzo iilt;'i lore unclni possono Hssarsi alia tnuoosa, ed essere talora causa ili sconcerti nen'osi, i quail ripetono la loro cagione dalla profonditö mag-glove o ralnore a cul arrivano.
Ma fatta astrazlone deli'apparato sintomatico diverse die puossi inani-festare, il cisticerco o cisticerchi una volta privi della vescica oaudale (proglottide abortlta] allungando 11 coilo, sguainano la testa, e gli anelii iraperfettamente sviiuppati ilc^l collo si trasformano per i primi in pro-glottidi sessualmente mature; (OobboldJ,
Non .si conosce ancora bene il modo di sviluppo delle proglottidi; non si sa cioö, se si producano dalla estremM de] collo dello scolice o parte posteriore di questo, o se pure un anello allungandosi, si scinda in due c cosi pci' divisione si molüplichi il nuraero delle proglottidi, K pero un fatto olio mentre la lesta si mnntiene analogs a quella dol cisticerco, la catena, o la serie degli a-nelli pno raggiungere una lun-
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ghezza considerevolissima,
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sect;yi0
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lesta in^rniidila
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La tenia armata del nostro intestino ('/. solium) veime cosi denominata perchö si ri-scontra ordinariamente iso-lata, e si credette die non si trovasse mal con altre nel
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grand, naturale
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medesimo individuo. Invece,
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ne vennero osservate in una stessa persona 2-3-4-5 lino a 27. 32 e 40. La Taenia solium talvolta si trova sola, altre volte colla mediocanellata, od anohe col botriocefalo,
Essa ha lunghezza di 2-:i fino a 4 metri, testa globosa eon le ventoso molto spor-
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genti (del diametro massimo
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di mm. 0,33, del diametro
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Pio, 34.
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Tftenia solium.
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traverse di 0.32). La probo-
scide o le ventose sono sovente colorate da pigmento nero, II rostrello e munito di doppia corona di nncini. in tutto 24-32, gli unl pin lunshi, j?Ii altri piii corti ed alternativamente dispostl in modo ehe. come nel cisticerco, i lore raargini liberi arrivano (utti alle stesso livello. Gli uncini pin iunghi misurano milliraetri 0,15-0,17. i piu cort] da mm, 0,11-0,13. Alia testa la scumito il coilo lungo da 24-26 mm., pol anelii stretti e sot-till, ohe graduatamente diventano quadrati, qulndi rettangolari ad angoli smuzzati. Le proglottidi mature hanno f:li angoli arrotondati, sono lunghe 8-10 mm., larghe 5-6, Le piu mature, quelle ehe si dlstacoano con
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\Q2nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; mixsuiSK q PANIOATUaA DEL m.uai.k
mfigglore facility, hanno talvolta la lunghezza lt;li m. 16-20, L'utoro oo-cuplaquo; la linea media e tnanda 8-10 diramazioni lateral! cho anoora si divl-dono e suddivldono in modo dendrllico. ]^ aperture general! si trovano
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I'ic. :i gt;. Testa IngrandUa.
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Proglottidi mature semi maturl.
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Fio. 31. Due proglottidi per
far vederc I'utero c 1c rispel-
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live rainificazioni lateral!, tngrandimento doppio.
nel mezzo doi margin! lateral!, era a destra, ora a sinistra, alternan-tisi ne! diflferent! anelli. Di mann in raano ehe quest! maturano si di-staccano e vengono eliminati; ordinariamente pern sono del pezzi pin o meno lungh! format! da un numero varlo di anelli maturi ehe si rendono liheri. Ogn! anello gode dl attivitä sue proprie; e un Individuo complete gravido di nova ad embrlone sviluppatissimo, ogn! qualvolta giunge a maiurila. Esso 6 dotato di contrattilitä e puo anche muo-versi; Heller cita senza altro ehe furono osservate delle proglottidi evacuate attaccars! a lili d'erba o salire flno verso la punta. Tali raovl-menti furono osservat! conservarsi oltre le 24 ere dupe 1'elirainazipne dal canale intestinale, ed io ebb! occasione di vederll splccatissimi (di contrazione e distendimento in tutti i sens!) in anelli maturi ed imma-turi sottoposti at riscaldamento entro un po' d'acqua sul tavolino di Schnitze. Anche in ess! i movimenti vanno spegnendos! oltre i 46-47deg; o. e cessano affatto dopo breve momento ehe furono portat! a 50deg; C.
Se s! distacca una proglottide matura, o se ne sottopone all'esame microscopico il contenuto, si trovano miriadi di ovol! 'lino a 10-12 ralla per ogni anello) a grosso e denso nuscio coatituito da tanti prism!, con! o pirainidi spesso tronchi, lungh! 3-4 c. ehe si risolvono, o si disciol-gono pin i) meno completamente, e si rischiarano sempre nella potassa caustlca dilnil.a neH'acqua nel rapporto di 0,25 - ö 0/0 (1).
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(1) Peuronoito g M.vss.v , Sull'azlone di diversi reattivi sopra il gusoio 'lella Taenia sollum lt; taodiooauellatu. Torino, aoduta del l diccmbrc 1885.
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(#9632;KANIlINK (l l'ANICATUKA DEL MAIAt.Knbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;\93
Im rado iiülia i.cnia si dlstacca mia sola proglottlde ; ordinariamente vengono eleminate a |ioz/i piü o meno lunghi forrnati da anelli tutti tnaturl. Le uova hanno fortna sferlca,
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o leggermente ovoidale, il dlaraetro
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dl 30 railleslmi dl mllllmetro.
ehe veramente i cisticerchi delle carni sulne si trasformino nell'inte-stlno dell'uotao in Taenia soliutn co lo diraostrano gli esperimenti ili al-
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levaraenti tentati da molti illustri el-mintologi. Cosi, Küchenmeisteravendo
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Pia. W Embrlone (protoscolice) di isniü munito dl sei uncini a, allo BtatoUbcro;
h, raccliiiiso ncll'iiovo, innrandilo (too volte.
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sommlnistrato ad un delinquente, tre giorni prima di essere giustiziato, l'gt;
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cisticerchi colla rainestra e con salsic-
ciotti di sangue, ali'autopsia eseguita quarantotto ore dopo la morte rin-venne nell'intestino tenue dieci giovani tenie della iunghezza di mm. :i flno a 8 minim, di Iunghezza (1). Piu
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fcardi ripete l* esperimento sopra un altro delinquente e gli amrainiströ in due volte, di cui l'una 4 mesi e l'altra
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2 mesi e l['2 prima del giorno sta-
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bilito per la morte dell' individuo,
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Fh:. 39 üovo di tenia solium col rolativo protoscolice.
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20 cisticerchi del maiale col pane. Dope la decapitazione, nell'intestino si trovarono li) tenie, delle quali 11 con proglottidi mature (2).
Lo studente Humbert di Ginevra e Hnllenbach (3) allievo della scuola veterinaria di Monaco, si sono pei primi, nel is.quot;).')-quot;)*), procacciata spe-rimentalmente la Taenia solium mangiaudo il cisticerco cellulogo del maiale. Ulla poi piü recentemente ci ha offerto un esempio eloquentis-sirao della trasforraazioue del cisticerco del maiale in Taenia solium. Quivi, come in moltissimi luoghi d'Italia, la grandine del maiali si te-neva in nessun cento e le carni degli animali infetti venivano indiffe-rentemente consumate dal cittadini; non tardarono perö a farsi risen-iire i ftinesti effetti, I medici ebbero ben tosto ad aecorgersi delverme solitarlo, ehe si era reso epidemico e dovettero pensare quäle ne fosse la sorgente per applioarvi effleace rimedio, Numerose altre prove di questo genere io potrei ancora citare, se non credessi superfluo il prose-guire sopra un argomento , la cui soluzione ha ormai trovato posto anche tra i piu increduli.
Nello stesso modo ehe il cisticerco della cellulosa portato nel ventri-colo e nell'intestino uraano si trasforma in verme solitarlo, le uova mature di questo ultimo, contenute a tnigiiaia nolle proglottidi, quando
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(1)nbsp; Wiener medioint'sohe Wochenschrift, 1855. n. 1.
(2)nbsp; Deutsche Klinik, 1860, n. ^0; LeüOKART, vol. I, pag. 234-235,
(3)nbsp; Wochenschrift der ThieheUkunde unri Viehxuohi di Adam q Niklas, ii,
18 Herhoncho, MalatlK äegii animali äomestici.
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HMnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ftHANDlNK 0 PAMOATURA DEL MAIAI.K
vengono Introdotte colle bevande, cogli allraenü o in qualohe altro modo nell'apparato dlgerente de] maialo, possono convcrtirsi ii) altret-tanti cistlcerchl. !-lt;' nova giunte a tnaturM presentano sia nol loro interno l'embrione (protoscolice) munito lt;li sei unclni; sicchö arrivate a contatto (1lt;'I succo gaslrico ne vlexie intacoata la sostanza interposta ai pi'ismi dol guscio, i quall poi si risolvono a contatto della bile (Ber-tholus), Gtli embrioni resi cosi liberi, non trovando piü teireno adatto a svilupparsi, coi loro uncini traforano le pareti intestinali e sj por-laim per tutto il corpo, ove porcorrono gli ulterior! sviluppi, flno allo stato di cisticerco e rappresentano il primo stadlo di vita del verme solitario.
E noto comp questa tenia arrivata ad una certa lunghezza . maturi continuaraente gli Ultimi anelli della catena, i quali muniti corae sono di organi ^onitali maschili e femminiii, ili tnano in mano oho svilup-pano lo uova l(i fecondano, si ö calcolato ehe la trasformazione del cisticerco in verme solitario perfetto e tnaturo necessita otto settlmane circa. Cosi, gli individui affetti da verme solitario. tratto tratto elimi-nano cogli escrementi pezzi piü o meno Innghi di anelli maturi contenenti migliaia di ovoli e per iaquot;l modo disseminano i germi della grandine del maialo. Anelio quando I11 proglottidi si putrefanno, 0 si essiccano, jrli ovoli nun 110 risentono aleuna influenza ; essi continuano a vivere 0 por-tati in aeconcio terreno germogliano,
in precedent! miei lavori ho rilevato i daimi ehe possono conseguire all'allevamento dei maiali, adoperando senza riguardi gli escrementi umani siecome materie di coneimazione. Mi ero studiato d'inculcare uei proprietär! il bisogno ehe si ha di far cessare l'abuso delle immondizie neivillaggl, in cui la pastorizia tiene un posto distinto fVa le altro in-duslrie agrarie; lt;gt; facevo notare essere ne! dintom! doi molini e dello case rural! oho piü sovente i contadin! vanno a deporre il loro soverchio peso 1 Per tal modo, mentre si alletta il terreno agrario per lo svi-luppo di radio! zuccherine, si attraggono in quest! luogh! i maiali ehe rli esse sono ghiottissimi. Del resto, non I' infrequente il caso di porci, e di altre specie domestiche, ehe appetiscono le deiezioni umane fresche, e a questo proposito sono mollo important! lo osservazioni fatte da Flemnifr nolle Indie, ove la panicatura degl! animali e l'reqnenlissima. Kfrli scriveva a. Cobbold di essere stato testimonio oculare de) disgustante spettacolo di bestiame ehe graditamente mangiava le evacuazion! umane fresche nelle vicinanze dei villagg! Indian! e di aver saputo ehe altrettanto fanno le pecore. laquo; E un avvenimento giornaliero nell'India dove i maiali sono abbondanti, il vedere questi animal! ehe vegliano sugl! indigeni, special-mente di giorno, e ne divorano gli escrementi appena sono deposti ; io credo anzi, contlnua il Fleming, ehe gl! Indigeni qualche volta siano costrett! a portare grnssi bastoni, per respingere tal! animali raquo; (1).
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(1) Cobbold, Parassiti interni degli animali dotneslioi, Traduzione ilcl dot-tore Tommaso Tommasi. Flrenze.
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UKANIilNK i) PANIOATURA DBL UAIAliGnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; IßB
I maiali d'Europa non si mostrano per nulla dogeneri da quelli delle hulio, e in molti luoghi Moridlonnii avovano un tempo gran parte nella pulizia delle ciUa e de] vlllagg] I
Ma aiiche fatta astrazlone da queste abitudini irninonde doi porci, aramesso ehe essi slano ghiotti delle dolci radicle dei tuöeri, ('#9632; naturale ehe, nei luoghi ove pascolano, col cibo ingoino talvolta anelli e nova mature di Taenia soliutn, e cosi portlno nel lorn organismo i germi della grandine o panlcatura. ehe cos) veramente succeda, lo prova la sperimentazlone diretta, e bast! citare 1'artlflciale produzione della panlcatura nel maiale ottenuta da Van Beneden (1), da Haubner (2), da Leuckart (3), da Gerlach (4) e da altri coiram-
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mlnlstrazioiie di pezzl plfi o meno hmprhi di Taenia solium per convincere serapre pin della verita di quanto si espone.
(Hi erabrlonl, o protoscolicl, adunque, uscitl
dalle nova schiuse neirintestino, se Irovano
condizloni Bsiche speciali nelle pareti del tube
digerento del maiale. emigrano dirlgendosi per
tutto le parti del corpo. /Vrrivano in tal guisa
nel tessuto imitlvo interfasciolare doi muscoli,
nelle maglie del connettivo sotto lardaceo e tra
il lardo stesso, e taluni anche nel cervello e
nel midollo spinale. (vgt;ni\i giunti, col loro rao-
vimenti destano una leggera Irritazione. per
lt;'ni s'accumulano nei vari punti ed attorno a
loro degli elementl anatomici, i quali costitui-
scono il cosi detto strato granulöse ehe li av-
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iliL
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volge. I leucociti ed il plasma arrecati dal san-
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Flo. 40. - jSe/iouc di came panicata. I cisticerchi visono rap-presentati da corpi ovali sparst.
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gue sono destinati a fornire i materiall, ehe
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occorrono al parassita nel progressive sun svi-
luppo, (ino a tanto ehe non si 6 fermata la clsti avventizia, e non si e
completato il corpo del cisticerce. Secondo le diligent! osservazloni del
prof. Gerlach, occorrono ire mesi circa pen he gli embrioni, appena
schiusi, arrivinoal complete sviluppo di clsticerchl, Cosi, somministrando
ai porci nova mature di Taenia. xnlinm, vide ehe dopo 20 giornl gliscolici
erano appena enunciati da un punticine torbido senza membrana invol-
(rente; trascorsi 40 giornl, il cistlcereo aveva la grandezza di un grano
di senapa, e la testa lasciava notare poco distinte le ventose e la
corona degli nncini. A laquo;0 glomi il parassita contenuto nella cisti aveva
lä grandezza di un plsello ed anche piü; la sua testa era rappresentata
da un nedullno bianco mancante di colle, in cui si scorgevane comple-
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(\) Annales des sciences na/ur.. 1854, t. 1, pag. 104,
(2)nbsp; Gurltquot;s. Mar/azin filr Thierarzneihunde, 1855, pag, 105.
(3)nbsp; Leuckart. Mensoheliche Parasiten, I. vol. pag. ?37. eco.
(4)nbsp;Oeri.acii, Zweiter Jahresbericht der ThierarzmischtiU zu Hannover iHfio.
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[96nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;OHANOINJä ii I'ANlCATriiA HKI, MAIAI.K
tamente format! gli unclni e le ventose; solo dopo 90 giorni vide i cisücerchi completamente sviluppati, raa capaoi ancora cl] crescere In volume, speciahnentG nella rispottiva vescica caudale, Dopo HO giorni vi aveva notato nol collo le piegature trasverse, destinate a trasfor-marsi in anelli di tenia, e la testa invaginata nella vescloa caudale. La cisti avventizia si inizia per mezzo di un tessuto connettivo delicato rieco in cellule semoventi, ehe vanno scoraparendo e trasformandosi a misura ehe 11 cisticereo iuvecchia. Una volta ehe ö completamente svi-luppata presenta anche una struttura lamellare di natura connettiva densa. Alia sua Caceia Interna qualche volta si riscontra un piano di cellule bianche, tondeggianti, le quali probabilissimamente fanno l'uf-lizio dello strato intercistico degli echinococchi. Per tal modo, i cisti-cerebi Incapsulati attendono ii tempo ed il luogo opportune per compiere
le ulterior! fasi e tra^for.....zioni in vermi perfetti, E questo terreno
adatto 10 trovano appunto, conn1 giä ho accennato, nel ventricolo ed intestiuo umano,
Non tutti i maiall sono egualmente disposti a contrarre la pauicatura. all esperimenti deU'Haubner 1 edel Gerlach [2) hanno dimostrato ehe i maiali vecchi sfuggono ürdinariamente all'infezione; anzi öerlach avrebbe trovato ehe soltanto i maiali molto giovani possono diventare grandinosi.
I maiali si presentann a un grado diverso della malattia a seconda degli anelli di tenia, o delle uova mature deglutite coU'alimento. Donde si ha la ragione di maiall, i qu Ii non lasciano vedere nolle carni ehe pochissirai cisticerchi; altri invece, ehe in tutto il loro sistema museolare sono talmente tempestatl di tumoretti, o grane, da non lasciar piü vollere quasi aleun fascio museolare eolla sua tinta normale.
Le regioni pern ehe ingenerale si manifestano maggiormente inquinate da cisticerchi, sono: la peltorale, l'ascellare, sotto le scapole, sotto la lingua, il cuore, il diaf'ramma, ed i muscoli de! treno posteriore; si trovano anche Irequenti lungo l'esofago, rarissirai invece nei polmoni, (, neiia milza, piii rari ancora nel fegato e reni, se pur in essi si possono sviluppare. Sopra un centinaio di maiali panicati da rae sezionati, io non viili mai cisticerchi tanto nel fegato quando nei reni.
Nessun sintomo patoKnomonieo vale a diagnosticare in tutti i oasi la panicatura nel maiale, sebbene gran profltto traggano i negozianti dalla presenza di queste veseichette elmintiche esistenti sotto la lingua, Questo carattere della malattia, frutto ancora di insegnamenti aristotelici, uti-lizzato giä dai cosi detti Langueyeur, non impedisce ehe nei maiali esa-minati vivi, dopo il macellamento si trovi ancora la malattia nel rapporto di I sopra 250 a 300. Egli ö perö un fatto, giä avvertito daH'Ercolani e confermato dalla giornaliera osservazione, ehe maiali altamente impln-
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(1)nbsp; Ourlt n. Hehtwio, Magazin fur Thierheühunde. Jahrg. 21, p. 109, 110.
(2)nbsp; Oeki.ach. [bid., 1869,
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(iltANIJINK O I'ASIC ATI) UA. DEI, MAI AI,K
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guatl, lt;lel peso dl 18 a 20 e piü tnirlagrammi, si presentano talvolta inffettisslmi di olsticerchi.
rnutila (quot;#9632; ancora il notare ehe una tale raalattia si deve prevenlre, riusoendo vano ogni sforzo dell'arte quaudosi ö sviluppata. Patte raris-sime ecoezionj ili morte g oal-
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clflcazione spontauea de] ci-stlcerohi , la terapeutica ö Insufflclente a guarlrla (1).
Emerge quindi, ehe il solo csaiuc del tnaiall macellatl ci puö assicurare della presenza della raalattia, ecotne si renda indispensabilel'ispezlone sanitaria in tutte le ('ilia h paesi,
II cisticerco cellulose non venue perö osservato solo nel maiale; esso ö state descritto anche nel cane. e Dupuj . Gurlt, Chabert, Hertwig o. Rivolta ne descrissero casi speciali nel cervello, uell'a-racnoide, uei muscoli e nel peritoneo. .N'oili! carni ileiia pecora lu osservato, sebbene piü raramente ancora ehe nel
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cine, un cisticerco [Cysticer-aus ovis Cobb.), molto ana-
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\\, Cuore di maialo con cisticerchi, (Dalle lezioni del prof. Oreste),
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logo al celluloso detto da Oob-
bold cisticerco degli ovini [Cyst, ovis), die corrisponderebbe alia Taenia lenella pure di Cobbold, A.nche neila scimia vennero osservati casi di cisticerchi nei muscoli , e ueiruomo pai'ticolarmente non 6 infrequente il cisticerco isolate o multiple sparso in diversi punti del corpo, oppure in gran numero in speciali regioni, ceme sarebbe specialmente il cervello (2). Nell'uomo si trova talvolta concomitante colla Taenia solium, e si ritiene ehe gli ovoli di questa possano qualche velta arrivare nello stomaco, per i mevimenti antiperistaltici dell'intestine, schludere e dar luogo all'infezione come uei casi in cui le nova vengono introdotte dal-I'esterne, analogamente a quanto succede pel maiale nei casi di comune iiifezione.
Le raisure igienlche da adottarsi si fondanosulla resistenza ehe i cisticerchi presentano ad una divers, temperatnra e sull'azione di sostanze diff'ereiiti sopra di essi. Or hene, esperiinenti nninerosi fatti a questo
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il) / maiali 6 le lorn carni. L'Econontia rurale, Torino 1868. 1,2) \r. al riguardo: I parassiti delVuomo e degli animali utili, Milano 1888.
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|9Hnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;UKANDINK i) PANtOATURA DEI M/UAf.K
riguardo mi hanno dlmostrato ehe i oistlcerohl arrestano i loro movi-menti qualcbe rara volta da 4r)-4lt;)quot; C, di rado a 47, piii frequenteraeute a 48deg; 0., qualohe volta a 4iraquo;u e serapre a 50quot; 0. Per cui si ö potuto stabi-llre, ehe in meno di B minuti tnuoiono costanteraentQ a questa tempera-tura. in guisa ehe, facendo cuocere lecarnlln modo ehe la temperatura di 4laquo; a noquot; C, arrlvi in tutti i punti e vi si mautenga per dleoi minuti almeno, si ö sicuri deli'uccisione di tutti i clstlcerchi. Ne vlene per con-seguenza ehe una eompleta cottura, ed ahche la cottura ordlnarla dei preparati sulni, vale ordinarlamonte a premunire ruomo dalla Taenia solium. Inl'atti, cisticerchi portati prlma alia temperatura suindlcata di 48-50deg; 0, e per Id spazio ralnore di 5 minuti, fatti raangiare a glovani ehe volontariamente si ofifersero per un tale genere di esperimenti, non pi-odussero nulla. Lq earni cotte anche forteraente panlcate possono quindi essere irapunemeute mangiate,
Nell'iaverno, si potrebbe molto utllraente trarre partite del freddo pet1 uccidere i clsticerehi nelle carnl, essende dimestrato da esperienze fatte ncl min laberatorio, col dott, OarM, ehe i cisiicercbi vivi muoiono in poohl minuti alia temperatura del congelameuto, Cisticerchi vivi, mess! per 10 minuti in un miscuglio frlgorifero e tolti congelati si ricoaobbero tnorti, ((line del pari morirono altri cisticerchi per assere stati soltanto cinque a sette minuti nella neve 1'ondento.
Finora io non sono riusclto a mantenere vivo il cistlcerco ({(laquo;lie earni del maiale oltre 29 giorni, Ricerche Catte in principle dell'anno scolastico 188-i-8:iin compagnia del dott. De Capitani e dott. CarltÄ mi hanno anche assicurato ehe bastano pochi mesi cli staglonatura dei salami, lardi e pre-sciutti preparati col metodi erdinari perch^ la vita cessi completamente iici cisticerchi situati laquo;eile profonditä delle earni. La staglonatura dei preparati suini costituisee quindi un mezzo efflcace per preveulre lo sviluppo della tenia nell'uemo.
Era ,uia amraesso ehe i cisticerchi delle earni muoiono in seguito a salatura intensa e prolungata, come hanno dimostrato Guzzonl, Lan-zillotti-Buonsanti e Lemoigne eon esperienze appogglate a criteri dla-gnostici da me pel prime messi In evidenza. Nell'anno scolastico 1882-83 lio volute ritentare prove anche su questo proposito e col Marita e Do Gapitani si e osservato ehe i cisticerchi muoiono in 10 ore in una solu-zione ill cloruro sodico al lö per op), e si trovarono tutti raorti i cisticerchi stati per 16 ore in una soluzione pure di sal comune al-TJ 1(2 per 0(0, e per 24 ore in una soluzione all'] per 0[0. Ne risulta quindi chiara l'azione letale del cloruro di sodio sui cisticerchi e come si riducano alia masslma semplicltä . lo mlsure Igleniche da adottarsi nei casi cli panicatura dei maiali.
11 Ministero degli Interni, in seguito a suggerimenti del Oonsiglio Su-periore di Sanita, ha tuttavia prescritto In proposito quanto segue;
laquo; I. Lo earni suine nelle quali i cisticerchi slano in rilevante nu-mero, e molto piti quando essi costltulscono un vero Inflltramento, verranne assolutamente sottratte dall'alimentazione, e al pari dl queste,
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QOHIMOOOOOH] ii TENIA KCHINOCOCClaquo;
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lo saranno i loro grassi, non poteado no le prime nö i secondi essere utilizzati so non per lo Industrie;
laquo; 2. Quando le earn! siano llevemente malate, cloö non presentino ehe Isolatj e rarl cistioerchi, potranno dtenersi oomraestibili anche In-saccate, a condlzlone ehe esse earn! prlraa di insaccarle siano ridotte in pozzi non maggiori ill iin centiraetro cubico, ehe I'insaccamento sin fatto in forme non pii'i grand! di 5 centiraetri, e, dope insaccate, siano sottoposto ad ebolllzione da mantenersl per lo meno di un'ora e mezza;
laquo;;{. [1 brodo cho no risulta dovra essere disperse od adoperato ad uso Industrlale,
laquo; 4. Queste operazlonl saranno fatte ael pubbllci macelli sotto rlgorosa SOrvegllanza sanitaria ;
laquo; 5. Eccettuato ii caso di maiali in cui la panicatura sia coal grave da costituire una vera, cachessla idatigeaa, i lardl potranno esser arn-messi ad uso alimentare quando siano previamente sottoposti ad una salatura piu forte e pin proiungata dell'ordinarla, in apposite locale del pubblico tnacello, sotto la sorveglianza immediata deli'Ufllcio Munlclpale lt;li Sanita, cd ivi tenuti per un periodo di tempo non rainore di 3 mesi.
laquo; 6. L'altro grasso del maiali panicati a qualunque grade poträ per-mettersi ad uso di condlmento, sempre ehe sia rlscaldato ad una tempe-ratura di 100quot; 0. e colato per un panno,
laquo; 7. I polmoni, il fegato, e i reni dei maiali panicati , escluso ogni altro vlscere, potranno essere destlnati al pubblico consumo, f,rli inte-stini potranno usarsi come indumento delle carni salatedei maiali sani raquo;.
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51. Echinococchi e tenia echinococco,
(Hi echinococchi sono yerrai cistici ehe rappresentano una Case di sviluppo della tenla echinococco. Essl corrispondono al cisticerco della
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#9632;quot;u;. 4^. Cisti di Ecliinococco
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PlO. Vi. - Tenin echinococco.
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200nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; BOHINOOOOOHI K TBNIA KCHlNOCuCCO
Taeniu so/ium e costituiscono una minaooia contlnua all' iglene pub-blica ed all'lndustria del bestlame, lum a ragione il coraplaato Eroolanl segnalava ^U echinococchi come parasslti piü temlbili del cisticerco e della trichina! Differiscono dal cisticerco percM godono ilcsl triste pri-vilegio di naoltiplicarsi in modi diversi, raantenendosl allo stato agamo e cistioo.
(Hi esperimenti di Siebold, di Leuckart, di Küchenmeister, di Zenker, di Krabbe o di altri, banno dimostrato, ch(! facendo ingollare a can! echinococchi dell'uomo e degli animali, si ottiene lo sviiuppo nell'intestino della tenia echi-nococco.
Questa tenia ha grandezzn insiijfiiinciiiilc, con solo ti'e o
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';; #9632;
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quattro anelli (1), I'ultimo dei quail, quando ö mature, sor-
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passa in grossezza e lunghezza unto il riraanente del corpo; lu lunghezza totale del verrae arriva solo a 3 miilim., al piti lino a miilim, 4 i[2; la testa ö globosa con proboscide mu-nita di una doppia ordine di uncini, n\i imi piü lunghi, uli altri pii'i cortl ed alternativamente disposti press'a poco (tome nel cisticerco (8-10-20-23 per ordine) ; ha quattro
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ventose retrattili ed un collo breve. L'ultimo anello e provvisto di organ! genital! hen svi-luppati. (ili ovoli sono ovoidi, deldiametro lon-gitudinale di 32-36 rnilles. di miilim., trasyer-
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saledi 25-26, 11 guscio ö grosso 3 milles, di mill, di color giallo ed appare stratiflcato come
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Fio, W.
Uovo deila tenia echinococco.
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quello della Taenia solium e mediocannellata,
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Ji^
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liii'i coi movimenti della proglottide sono continuamente
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FlO, Vi Tenia echinococco
Ingrandlta.
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evacuat! ovoli matur! dal poro genitale; inline. U proglottide si distacca e viene eliminata o in virtü de' movimenti di cui ö capace, lt;gt; cogli escrementi del cane;.
(Mi esperiment! fatti da Siebold, in 12 giovani can! ed in una glovane volpe, hanno dimostrato ehe gii scolici passano presto nell'intestino tenue, ove si trovano sempre colla lore testa disiesa. Dope 15 o 22 giorni dall'esperimento lt;rli scolici presenlano ji'ia il corpo diviso in due anelli, II 22quot; giorno dall'ingoiamento degli scolici semplici, inarticolati dell'echl-
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nococco vescicolare, comincia a comparire il terzo anello. ehe in breve si tnuniscedl organ! genltali e matura; cosicchö
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il 26deg; giorno gli ovoli sono jria format! ed il 27deg; giorno si vede 1'embrione o protoscollce corapletamente sviluppato,
Secondo Mi'gnin . la tenia echinococco del cane e la pertbliata del cavallo sarebbero due forme adulte dello stesso elminto dovute al poli-
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(1) Soprn 810 tenie echinococQO esamlnate dal 1). lt;!. Lanzi di Siena, '.t sol-tanto urano formate da quattro anelli, oltre la testa. (Comunicaziono prlvata doiragosto 1883).
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i
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EOHINOÜOCOHI n TBNIA BtHINOOOOOOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;801
morfismo molto esteso nol oampo elmlntologico, pel diverse terreno in oul i parassiti si sviluppano
La tonia echlnococco si trova ordinariamente In grau numero nal-l'intestlno del cane sotto forma iii llneette o striature bianche, ehe si vedono ad ocohio nudo siilia mucosa. Essa venne osservata nel cane domestlco, nel lupo, nella volpo, nello sciacalloe ael concolor del Brasile.
Le tenie echlnococco furono vlste produrre oltre ai fenomenl ordinär! dell'elinintiasi, accessl dl furore lt;gt; di opilos.sia, o questo molto probabil-mente succede quando piautano i loro uncinl nel parenebima del villi e ledono in qualche modo i ganglll nervosl, ehe sotto forma di cordons si trovano nol sottomueoso,
('#9632;ii ovoli maturJ della tenia echlnococco disseminati colle fed del cane, o in altro modo, sopra gll ortaggl ehe sogliono consuraarsi crudi alle mense, sulle erbe nel pascoli, sul fleno o nolle acque servono a dlffon-dere gll echinococchl vescicolari nell'uomo e negll animali, non oscluso lo stesso cane come lo ha dimostrato l'osservazione da me falta di una bella e grossa cistl nel rene dl un cane (1).
Le uova mature della tenia echlnococco, portate sperimentalraente od arrivate accidentalmente aello stomaco degli animali domestiel od anche nel nostro ventrlcolo, a con-
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tatto de! sueco gastrico ven-gono Intaccate siflfattamente ehe, nella prima porzioue del tenue, a contatto della bile, i protoscolici od embrioni si pongono in libertA. Col lore
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s(d mobilissimi uncinetti si aprono una via attraverso
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laquo;STlaquo;'quot;
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alle pareti intestinali e si
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portano nelle diverse parti del corpo, ove dänno sviluppo al secondo stadio, o di deuto-scoliee del parassita, eioeal-l'echlnococco vesclcolare o vero echlnococco.
Gli eehinococchi sono for-rnati di una vescica del In
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ä
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grandezza dl un seme di ea-
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napa flno a quella della testa di un faneiullo, piena dl un liquide limpido, incoloro, mo-
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FlQ. ilgt; (^isli di echinococco in rapporto colla cisli avventlzla. - a, Cuticola - h , gtrato parenchimalc - c raquo;Irato celluUre intercistien - rf, cisti avventizia nel pol-mone.
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bllissltno, racchiusa in una capsula connettiva, o cistt awentiz/a. La clsti verminosa e forraata di una nienibranella sottile, tenera, molle, laeilmente lacerabile, di colore
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(1) Comunioazlone latta nell'anno 18H4 all'Aooad. dl Med. di Torino.
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80laquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; BOHINOOOOOHI K TKNIA KUllINOUOCUO
bianco opaco od opalino, trasparente, dl consistenza poco maggiore dell'alburae d'uovo cotto. Bssa ö oostltulta d'vmo strato esterno lamel-lare, ialino, stratlflcatn dettp outiOOla, di natura chilinoide piii o nieno
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Fio. raquo;7. Nucleo iJfrdüQale y toniu Ji vescicola germinativa
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Fto, 48.
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Vosricola germinatlvR.
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i'ic. 'raquo;y. Testji di echinococco
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grossa, tipica in tutte le variola di echinococco; di uuo strato interne germinale o parenohimale die varia a seconda delle diverse modalita ehe assumono a\\ echinocoochl. Cosi, lo strato interne ora risulta di una sostanza omogenea bianca, o glallognola avente grande analogia colle
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QOHINOCOOOHI !: TKNIA BOHINOOOOOO
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20,'i
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sostanze colloidl concrete; ora laquo; fatto da uno strato dl colluie esago-nali piooole, quasi regolarmente poligone. in esso vi banno fibre mu-scolarl eil mi sistema proprio lt;ii vasl uraoriferi, e vi si fbrmano le vesclcole germlnative, le cisti-nido e llaquo;; teste? o scolloi deU'eohinococco. D'onde la divisions dollo oisti di eohinooocco in quelle munite dl teste ill in acc/a/ocis/i.
Nello strato parenchiraale o gerralnale delle prime si vedono giä ad occhio nudo piii o mono numerose e ravvicinate specie di granulazioni tondegglanti, della grossezza perfino della oapocchia d'uno splllo, spor-genti sulla faccia interna , dalla quale si staccano con tnolta lacilita (flg. 4H). Basta con una lamina, o col dito, o con una punta qualunque fare lieve pressione sullc medesimo perche si stacchino; talvolta si svel-lono da so stesso e cadono nella parte pin declive della cisti in fondo al liquido. Sottoposte queste granulazioni bianchiccie ed opaline aU'esame mlcroscopico^ si veggono costituire le cosi dette oisii-nMo con numero vai'io di toste sporgenti libere fuori
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della cisti-nido retratta (flg. 47), op-pure racchiuse dentro ; flg. 48 . Talvolta, come da nn punto generatore ii ringonliaiuento comune ilello strato parenchimale, si partono liber) vari picciuoli , ehe sostongono altrettante teste.
Le cisti-nido provengono dalle vesclcole geminative, die pigliano origine dallo strato parenchiraale nel modo seguente; dalla parte pin esterna, in vicinunza della cuticola, coinincia a manifestarsi nn ringonflamento ehe cresce e si fa sempre piü prominente verso 1'interno; tale ringonflamento si dilata in una piccola cisti cava fatta da im tessuto amorfo finamente granulöse , contrattlle; sulla perlferia corapaiono picciuoli, oho si contlnuano in nn corpo allungato, oho poco per volta va organizzandosi in una testa vera di eohinooocco. Dapprima le teste giovani sono aprovviste di uncini, non hanno vontoso e sono fatto da nn
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tessuto contrattlle a libro con fine
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granulazioni, ehe dänno una colora-
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Frr.. 50. Scollce moito Ingrandito con uncini,
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ziono scura alle sooiico novello: suc-cessivaraente si formano gll uncini
e le ventoso, il corpo si dilata e mosira esso pure una cuticola. dello spessore dl #9632;i mlllesimi di ralllimetro. si veggono allora eseguire del
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#9632;gt;i)4
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BOHINOOOOOHt K TUNIA B0HINO0O00O
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tnovinientl dl dllatazlone e restringiinento, ondulatoril o cnegllo ravvi-olnantlsi tnolto a quellj di un'ameba, e sesj \ult;gt;]e accettare mi paragoue pii'i conoscluto d'una lumaca. II corpo assume la forma ovale quot; tondeg-glante, e la testa -si vede sempre retratta lie! suo Interne. A misura cho ]() scollce acquista forma perfetta, si vedono oomparira alia sua super-(Icie corpuscoli caloari molto splendent) o rifrangentl luce gialtognola, ovali, tondeggianti o Irregolarmente curvi con struttura raggiata od omogenea, e ordinarlamente con un nucleo piii scuro no] mezzo.
La testa o scollce lt;li echinococco, giunto al suo complete sviluppo, ha un piccluolo striato longitudinalmente e flnamente granuloso, con-trattlle ehe sta inserto per un capo alia cisti-nido. 11 piccluolo Ö pin o meno lungo e si rompe con facilitä. Allora lo scollce si fa libero e si vede formato di una testa munita da proboscide, armata ili 44-46 uncini, c di una dilatazione con quattro ventose; poi di un corpn dentro il qnale si ritrae la vera testa. Sul corpo si veggono i corpuscoli caloari descritti, Quest! scolici godono inovimenti lore particolari, come i cisticerchi e le teste del cenuro. Cosicchö, scaldati ed allestiti In convenienti pi'epa-rnti, sottoposti all'osservaziono microscopica, fra i 25-30-40-46deg; (!. si vedono svaginare la testa, contrarsi e distendersi in vario senso, ed eseguire anche movimeati colle loro ventose, Essi muoiono perö ordinarlamente far i 47-48quot; 0., e in nessun case, da me sperlmentato al tavollno di Schnitze, resistettero vivi flno a 50quot; 0,
Le cistl-nido contengono un nuraero vario di scolici ;i seconda del perlodo di sviluppo e della loco eta. Cosl ho potuto vederne di quelle ehe contenevano una sola testa embrionale, altre ehe m^ racchiudevano, o le presentavano inserte, 10-12 lino a '20 e pii'i, a difTorenti gradi di sviluppo. Ordinariamente perö ne contengono 4-5 flno a It), piü di rado 20 a 25,
l.e cisti-nido, una volta formate cadono facilmente nel liquido, preci-
pitano nella parte piü declive
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e costituiscono quella specie di polviscolo bianco scricchiolante sotto il vetrino copri-oggötti, ehe si seilte e si osserva nei pre-parati tnicroscoplcl. Tale scrlc-chiolio ('' dovuto ai corpuscoli calcari superiormente accennati, Avuto riguardo alia struttura anatomlca, al modo di essere degli echinococchi ed alia prollfe-
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razione diversa cui danno luogo,
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Fro. ,'il. Scolice ed uncini
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si divldono in quattro forme o
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specie, ehe sono i 1quot; L'echlnococco semplice; 2deg; Iquot;echinococco exogemo; :i0 i'echino-cocco endogeno; 4quot; l'echlnococco moltlloculare,
1deg; L'eohinooocco semplice puö essere acefalooistt, oppure con teste:
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I
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BOKINOOOOGHI K TKNIA KIHINOCOCCdnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 805
ci)L'ao0falooisti setnplioe Ö anche sterile; lo strato parenchlmalo ha per lo piii mi colors giallopiüo meao intenso, dovuto Hiie trasfortnft-zioni (himiclH', ehe assaj sollecltatneute avvengono aö suoi costltuentl anatomlci. La cuticola 6 ordinariaraente piii sottlle, tna conserva i ca-ratterj propri degli echinococchi, S'incontra frequeutemente nei polmonl e nel fegato dei bovini,
bj h'echinococco sempiice con teste presenta i caratteri general! della specie; lo strato parenchlmale e ceilulare, flnamente granuloso, bianco opaline, niranienie giallognolo, con nn nuniero varlo ili cisti-aido o s'cscicole germinative piono ili teste, A qualunque grade dl svi-luppo si osservl, esso aon ii;'i mai luogo ad altre eisti dl echinococchi piii giovani! alle cosi dette cisti ßglie. Questa forma 6 cornunlssircia lei maiale; si esserva pure talvolta nei bovini e nolle altre specie domestiche. #9632;2deg; \j echinococco exogene produce cisti (is'lie alle esterno, Secondo Leuckart queste miove cisti si sviluppano aflfatto indipeadentemente dallo strato parenchlmale, nello spessore della cuticola, Pra due lamelle della cuticola si depositano e si accumulano dei granuli piccoll di ap-parenza grassosi, ehe tosto si circondano di una cuticola, come centre di un nuovo sistema di stratiflcazione, .v tnlsura ehe autnenta il numero deji'li strati cresce lo spazio interne ; il contenuto si la chiaro o si completa la cisti nuova, I.e nuove cisti verrebbero cosi a fare proml-nenza all'esterno, linche, completamente svlluppate, si rendono liber'e a contatto della lore genitrice, oppure si dividono col mezzo di mi tessuto di nuova formazione,
Questa varieta o specie si riscontra sovente nei bovini e uelle pe-core (1).
Megnin ha descritto e disegnato un bellissimo esemplare di echinococco exogene sviluppato ira i muscoli crurali intei-ni di un cavallo (2). ;!quot; Vechinococco endogenoo hlulvloxo ö caratterizzato dalla presenza di cisti flglie dentro una cisti raadre. Invece ehe nella forma prece-dente, le cisti lifdie si sviluppano sulla esterna suporflcie, in questa pro-liferano verso 1'interne, e una, volta SA'iluppate si rendono libere nella cisti madre. Numerose cisti flglie si trovano talvolta. raccolte in una cisti madre e in molti casi so ne contarono piii di cento; questa forma di echinococco e piii frequente nell'uomo, dove si vide raggiungere un volume straordlnario, Leuckart racconta di tumori di echinococchi ida-tidosi, ehe simularono perflno false gravidanze pel lore enorme svlluppo, Negli animali domestici sono invece piii rari. Tuttavia si riscontrarono nel cuore e nel fegato, per es., di bovini.
4quot; \j echinococco multiioculare e un neoplasma per lo piü tondeg-glante, costitulto da una capsula connettiva generale e da uno stroma
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(1) E. Pbrroncito, Degli edhinocooohi negli animcUi domestioi, Torino 1871.
i2) P. Meonin, Suv iihc nouvelle fbrme d'eohinocoque vdsioulairs [Journal
rl'analonne et dr. phisioloffie de l'hoimnc e des nnimaux. C, Robin e C,
Pouobet, Paris 1880).
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206
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BOHINOCOOOHI K TKNIA KCIIINOCOCCO
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di tessuto connettlvo, dlviso In tante piccole pd innumerevoll caverne di forma irregolare e di varia grandezza , alle quali conispondono cisti di ecMnococcoW contenenti gWechinococcolini. La capsula coraune
!'#9632; pin ii meno spessa, di un colore
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bianco-gialllccio, di natura connet-tiva, c clnge ditto aU'intorno ii lu-rnore. Lo strorna lt;' fonnato da sepimentJ ehe partendo dalla capsula, dividono c suddividono 11 tumore in un nuraero \;iri(i di con-camerazione, loggie lt;gt; caverne. Alle pareti delle caverns aderiscono le cist] di echlnococco ehe vennero
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Kio. BS.
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Echinoc
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gt; moltlloculare del fe-prepsrato
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denominate da me col Baraldi. echinococcoli. L'echinococcolo i-
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^ato di bovino dfl un mil
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ordinariamente costituito da una membrana di color giallo piii o meno intenso, sovente ripiegata sopm so stessa, ehe distesa e diligentemente esaminata, si vetle essere niente altro ehe la cisli d'un echinococco, piii o meno ampia a seconda dolla capacity maggiore o minore delle innumerevoli caA'erne limitate dai sepimenti accennati, Grli echinococcoli . nei casi osservati . avovano la cuticola sottile caratteristica degli echinococchi e lo strato parenchi-tnale in via di tnetamorfosi caseosa ; aderivann alle rispettive lorn loggie per i'intermezzo di uno sti'ato cellulare, analogo a quelle ehe si riscontra in tutto ic altre forme ill echinocoeco.
Le cisti di echinococcolo contengono ollre ad un liquido, gruppi di vescicole, miste grandi lt;#9632; piccole, il pii'i delle volte in uumero ragguar-devole. In un solo echinococcolo, ehe col prof. Baraldi abbiamo preparato iifil nipso di agosto 1H72, contammo una cinquantina di qnoste piccole vescicole da noi denominate echinococco lint (1), Sono questi v\\o. wow acquistano mal una eonsiderevole grandezza, e cho rimangono costan-temente piccoli come un grano di miglio, o tutt'al piii come un cece, Alln state fresco si presentano sotto la forma di cisti chiare, limpide, p quantunque no esaminassi parecohie non sono riuscito a trovarvi dello teste. Leuckart, Virchow e Zeller trovarono perö delle toste nell'Interno degli echinococcolini, sebbene abbiano dovuto osaminarno molti prime di rinvenirne, A.nche Taruffl, col dottor Trebbi, osservarono gli unclnl nell'esemplare da loro descritto, La cuticola degli echinococcolini p. egualmente ehe quella degli aitri echinococchi, chiara, vltrea, stratifl-cata, della grossezza di millimetri o.o;i() nelle grandi vescicole e di mil-llmetrl 0,010 nelle piccolo,
lo raccolsi parecchi esemplari di echinococchi moltlloculari nei fegato dei bov i ni.
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ill L'echinoooooo inoliilooulare, Ann. R. Accad. d'Agr, Torino 1872.
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ROHINOOOOOHI R TKNIA BOHINOOOOOO
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ftli eohinococohi sJ trovano abbastanza frequenteraente nfill'uomo, nei
bovini, nel zehi'i. \wg\\ ovini e capro, nei corvi e autilopi, nei caiifruri, nei maiali, nel cavallo, nell'asino, mulo e zebra, e perflno nel cane. Venne pure osservato In talune specie di wcelli, mentre la tenia dohinococco fu trovata soltanto nei cane, nello sciacallo, nella volpe e nel lupo, L'echlnococco e slato esservatlaquo; nelle rliverse parti del corpo tanto
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l i-
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He. 59, - Fignra raquo;clicmatica dHIKchinococco mollilocularc coi rispcltiraquo;i cchinococcoli cd echinococcolii a, a, a, Capsula c sepitrienti connelt.ivi. h, Cisti di ecliinococcnlo. c. Echlnococeoltni,
nöll'uomo quantojnepli animali (!osi nelTuomo venne osservato nel cer-vello, nel canal vertebrale, nell'occhio, nel cuore, nei polmoni, nel fe^ato, milza, pancreas, nei reni, nei testicoli, nelle ovaia, nell'ntero. mammelle, nel connettivo sottocutaneo, nei muscoli e nelle ossa. Negli animali finora non venne osservato nel cervello ed e pin IVequente nei polmoni, nel fegato, nel cuore, nella milza e nei roni.
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208nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;BOUINOOOOCHI B TBNIA KOHINOOOOOO
Per cio ohe si dferisce aU'echlnococco aell'uotno rimando il lettorp al mio lihro (1) , in cui si Irovauo desorittl casi inlercssantissimi di qwfsta specie parassltarla, seguiti da morte con sintoraJ varl.
(lt;ii echinocoochi noi poliuoni degli auiinaii possono 11011 essere accom-pagnatj da sofferenze uotovoli: ma quando si trovano in gran nuniero diminulscono I'area respiratoria, sono causa di tosse cronlca e qualoho volta anche ili dlmagratnento, Essi prediligono i lobi inforiori ed i marglni del polmone; ma possono truvarsi in tntti i pimti del viscere. Acquistando grande volume si rompono talvolta nei bronchi e si svotaao, Allora coi colpi di tosse vengono elitninati frammenti della cisti verminosa assierae ascolici. Oppure, si svilnppano delle inflammazioni adesive fra le pleuro per cui possono anche svuotarsi all'esterno, Nei bovini iiii echlnococchi del polmone sono ordinai'ianionte acefalocisti.
(Jli echlnococchi del euere per lo piu si sviluppano q raggiungono un certo volume senza ehe alcun sintorao ne accusi la loro presenza, Per lo piu la morte o istantanea, e segue alia rottura delle cisti neue cavitä cardiache. Qualche volta i bovini durante il lavoro, cadono e muoiono per una di siffatte lesioni. Finora soltanto i bovini ed ii tnaiale vennero riscontrati affetti da echinococco nei miocardio. Alessandrini ne ha raccolto pel pcimo un caso; 'liiiil ne decrisse parecchi casi. del pari ehe Bruclunuller. 11 Bay,Ercolani, Lombardini, Rivoltaed lo ne abbiamo descritti tutti del casi. Pare perö ehe predomini l'echinococco endogene,
II fegato si presenta spesso con un numero vario di echlnococchi di diversa grandezza, 11 loro volume varia da quello di un cece a quello ili una grossa pallottola, o della testa di tin t'ancitillo. Vi possono detor-minare inflammazione interstiziale e quindi la cirrosi, fatti di itterizia pec I'ostacolo meccanico opposto al corso della bile, pressione snlla cava, atrofla delle pareti di questa Nona o la sua rottura per deterrainare piii o meno rapida morte, in seguito all'etnbolismo. Talvolta furono viste cisti di echinococco aprirsi nelle vie biliari e versarvi le cisti (i^iie. ehe si raccolgono nei duodeno e vengono eliminate eolle feci.
Quando lt;zli echlnococchi sono uumerosi possono determinaro false ipertrofle del fegato, simili a quelle descritte dal Girard e da altri nei maiale. si narra infatti di fegati suini, con echlnococchi, ehe pesavano oltre 2 a 4 miriagrammi!
L'echinococco nella milza si presenta pure qualche volta della gros-se/za superiore ad un pugno, Due anni la, mi venne inviato un esenn-plare di questo genere raccolto da un hue in ottime condi/ioni di carni, macellato all'ammazzatoio di Torino. Talvolta le cisti ,di echinococco anche nella milza sono tnolteplici , vi possono determinare focolai di suppurazione o diventare sede di deposizioni easeose e calcari di color glallo cretaceo.
Nei reni g\i echlnococchi determinano una forma di inflammazione ehe si confonde pei caratteri macroscopici coIIh nefrlte cistlca. Nei i'^n?
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(1) Iparassiti dell'uoino e degli animali atili. Milane 1882.
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VKRTIOINK IDATIfilCNA PER OBNUROnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;209
destro di un toro zobti raocolsi una ci.sti dl eobinococoo somplico, a forma sferloa, del diaraetro dl 8 oentim, Nol rene dl un cane troval una cisti di ochinococco dalla grandezza dl una grossa noce,
Le leslonl delle cisti cho produoono gli echlnococchl aei renl si pos-sono rafi'rontarlaquo; con quollo di secreziono: producono atrofla della sostanza renale e possono anohe determlnare collohe nofriticho.
Vonnnro poi osservati eohinococohl sparsl In diverse parti del corpo; cosi Megnln descrisse un caso di numerose cisti dl oohinococco aei musooll profondl della faccla interna della cosola sinistra di un cavallo.' Bolllnger raccolse dmraquo; casi dl echlnococoo dell'aorta posterlore pure del cavallo. Purpno Inoltre notati echinocooohi delle ossa iliache, del pericardio e dl altre parti del corpo.
E state avvertito, ehe in Islanda un quarantesimo della popolazione circa soccombova in segulto ad infezlone per echinococchlj in qualche viscera importante dell'organismo. Anche da nol ^li echlnococchl sembra vadano sempro plii din'oadondosl, tauto nell'uomo quanto negll anlraall; per cui, senza voler proporre addlrlttura leggi restrlttlve sulla tenuta delcanl, parml cho gioverebbe molto la conoscenza popolare, speclalmente per parte dei macellai e del salslcclal, delle vesoiohe ptene d'acqua ch'cssi dilnno ordinariamente ai lore cani. Blsognerebbe ehe peroiö si interessassero i veterlnarl, onde opporsl, con mezzi somplici ed efflcaci, al perpetuarsi non solo, ma al pericoloso accrescersl della specie pa-rassitaria temutlsslma!
Se, ogni qualvolta si uccldono animall pel rnacello, o si sezlonano bestie morte, le cisti di echinococco venlssero fatte, dalla persona tocnica, got-tare sul fuoco; oppure, messe in una pentola a bollire coll'acqua per annientarne gli scolici, si ovvierebbe al pericolo gravisslrao per I'igieuo pubblica. Questa mlsura semplicissiraa e di aessun costo, mentre assi-curerebbe meglio la salute de^li animali domestici, nei quail e riposta una delle ricchezze magglori delle Industrie agrarie, Impedlrebbe lo svl-luppo di tenie echinococco nel lido cane attuahnente, ancora in molti luoghl, vero semenzalo di morbi incurabill e spesso fatali, tanto per 1'uomo quanto per gll animali.
Le cam! e le pelll degli animali affetti da echlnococchl possono senza inconvenient! essere utllizzate per gli usi ordlnari. I visceri privat! di-Ugentemente delle cisti parassltarle, ehe possono contonere, sono anche essi salubri.
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52, Vertigine idatigena per conuro {Coenurus CCrebraliS e serialis)
e Tonia oenuro.
Si dice vertlgln'e idatigena, una malnttia particolare dei ruminanli in genero, de! bovin! ed ovln! in modo particolare, dovutn allo svlluppo in qualche punlo deirencofalo, o della cavitä craniana, di un verme ve-Kcicolare o cistico, corrispondente allo stadio larvale, o dl deutescolico,
1i PbrrONCITOj Matattie fagli animali tiomesticr
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210
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VKKTUllNU IDATUiKNA PER OBNÜHO
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della tonia cenuro del cane. Sara qulndl utlle conoscere bene la causa di quosta tonia, ein' puö talvolta oostltulro una fonto ili fcerribllj parasslti vlveuti neU'encefalo, ael cranlo, nello speco vertebralo e relatlvo ml-(IdIIo, compresi gli invogli, il conuetjtivo sottocutanoo ed Interrauscolare,
La tenia oönuro {T.
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coenurus ECuchenraoi-ster) si distingue dallo altre touie dol cane per caratteri suoi partico-lari. Cosi, diversiflca dalla serraia per lasua maggiore sottigliezza, e dalia nKiroinaiu per la sua minore lunghezza. Ha testa globosa, quasi tetragona con probo-scide armata d'una dop-pia corona di uncinl, 12 a 16 per ordine, t,pli uni plü lunghi, gli altrl piü corti, ed altornativa-mouto disposti in mode cho il loro margine 11-bero arriva ad una
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Fig. 54. Scolicc di ceiuiro cerebrate molto ingrgndlto. Uallo Zürn).
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stessa circonferenza at-torno alia proboscide
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a lunghezza varlabile.
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Alia testa tieu dietro il collo leggermente ap-plattlto o quindi lo pro-glottidl. (Hi anelli anterior i sono cortissimi, verso il mezzo quadrati, e le ultimo proglottldi mature, molto piü lun-ghe cho larghe. Lo a-perture degli organi ses-suali si trovano da un lato solo di ogni anollo
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i;rxgt;
j. S'C. Tenla Cenuro
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Fio. 86. Cenuro cerebtale.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Fi
(Dallo Zürn).
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e si alternano irrego-
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larmente. La lunghezza
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totalo della tonia c di contiinetri 00-90, i-nramortto di un metro. Matura 20-25 proglottldi per volta, lo quali in istato di rlposo o di tnorte hanno una lunghezza di mm. 12-10, una larghezza di mm, 4-5, ed il poro genitale verso il terzo posterioro di ,un margine laterale. L'utero ha corpo centralo
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VEUTirUNR IDATIOENA PBR CKNUUOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 211
cho percorro la lunghezza della proglottlde, opresonta 12-16 ramifloazloni por parto (flg. 57). ]jo nova sonn ovoidalj ;i grosso guscio, ftitto da prismi o piramidi come quello della tenla solium, del dlametro longl-tudlnale dl mm. 0.028-0.029, del dlametro traverso di mm. 0.024. II guscio ha spessore dl mm. 0,0035.
La tenla oenuro vivo a colonle nel tenuo do) cane, del lupo o della volpe: so no conlano talvolta 50-60 a costiiuiro dei veri gomltoll, cho riempiono quasi una parte notevole dello stesso Intostino. Da un cane, al quale avevo fatto manglare un conuro di vitello, tre mesi dopo rao-colsi oltre 60 tenle, tutte mature, della lunghezza media di 90 centim.
Lo proglottidl mature, distaccate cd eliminate cogli escromentl, godono dl raovlmonti di contrazione e dl allungamento in varlo sense In modo da far acqulstare alle medeslrae lo forme piü diverse. Esse muoiono in brovissimo tempo uoiracqua scaldata a 50quot; O.
II cenuro ha forma dl una voscica tondegglante, della grossezza dl un ceco lino a quella di un uovo dl tacchino, od anche piü. Esse ö co-
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~i
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Fig. 67.
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Tre proglottidi 'anclli) mature di tenla ceimro.
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Flo. Ü8. Cenuro
dolla cavitM addominak' dol coninlio.
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stiluito da una membrana elmlntloa, di un colore bianco lattiglnoso, o da un contonuto (luido, limpido, incoloro come acqua. Questo llquido contiono gocololine di grasso, di caseo, cristalli dl colesterlna, sail mi-nerali scloltl od una traccia di albumlna. La membrana elmintica 6 piut-tosto reslstente e quando ha ragglunto un'certo sviluppo, produce gli scolici del cenuro, formati da una testa analoga a quella della tenla corrlspondente o da un collo guornlto di corpuscoli calcarl, por lo piü biauchi, a strati concentrici, ehe formano una specie di corazza allo scolice. Questi scolici si presentano ordinariamente sotto forma di corplcciuoll biancbi, ovoidali, insert! sulla faccia inlerna della membrana elmintica. Compressi pero (lelicatamonto o ailestili in preparati microscopici, si vedono formati nel modo anzidetto. (Hi scolici del cenuro si trovano
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212nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;VERTIGINE IDATIOKNA PKIl OBNURO
ordlnarlamente in gran nuraero, a colonle dl 300-400 flno a 500 e plü dlstrlbultl lt;! raggruppati In uno o plü puntJ della superfloio Interna del cenuro. si trovano perö anohe delle cisti acefalo, come lo ebb! occasione di osservarno alia faccla posterlore del fegato di un vitello.
(Hi scollcl del cenuro muoiono conic le nova e 1c proglottldi, alia temperatura di -is-.quot;)!) 0, in meno 4-5' ed al congelamento (1).
II cenuro si sviluppa nel cervello e nel midollo spinale del ruminanti causando la cosi detta veriigine per cenuro. Nei conigli il cenuro venne osservato dallo scrivento nella caviia addorainale In forma dl un tumore clstico peduncolato (flg, 08), nella came del collo e delle coscle, e nel tessuto connettivo sottocutaneo dl varie region! del corpo, II pro-fessore Marchl I'ha osservato tra i muscoli delle coscle di una lepre, II cenuro del ruminanti venne, per la sua frequente ubicazione nel cervello, chiamato Coenwms cerebralis dal Rudolfl; quello del conlglio, elevato al grado di deutoscolice appartenente ad una specie distinta, denoral-nata da 1'. Gervais Comurus serialis per la dlsposizione in serie, ehe
credette rlscontrarvi ne^li scolicl;
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ma ossi non variano nö nella lore struttura, no nella conformazlone de^li scolici; 1quot; unica differenza consiste in do cho il comiro del conlglio produce all'lnterno ed al-I'esterno cisli li^lie, cho rimangono lisso alia madre per mezzo di rela-tlvl peduncoll, Avendo latlo man-glare a cani alciini cenuri lt;\o\ conlglio, ottenni nel lore intestine numerose tenie identiche a quelle
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[quot;ro. !i9. Oncini Jci due ordini dqllo feolice del cenuro.
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ehe avevo ottenuto in analoghi esperlmenti mediante il cenuro cc-
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rebrale del bovini: per cui, molto probabilmente, non c ehe la stessa specie elmintlca in ordlnl, generi e specie differentl di mammlferi.
Ziim e Moniez accennano al Coenurus cerebralis, oho sarebbe state trovato raramente nel cervello del cavallo,
Quando s'li agnelli, le pecore e le capre, i bovini ed i conigli manglano nefjjli aliment! (verde o secchi), cello bevande o in altro mode vengono portati degli ovoli maturl della tenia cenuro nei loro stomachi, a contatto del sugo gastrico, subiscono \o. stesse alterazloni, ehe abbiamo notato per le uova della Taenia solium; glunti cioe nella prima porzlone del tenue, i protoscolicl si pongono in liherla ed emigrano nolle diverse parti del corpo, eve, so trovano terrono adatfco si sviluppano, acquistano la forma del cenuri. Se al contrario ai cani si (anno manglare i cenuri.
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(1) Ei Pbrroncito. Atione del freddv sopra gli scolici del Coonurus oero-bralis (Novombro 1884).
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VläKTIIHNK IDATIflKNA PER OENÜRO
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813
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si svlluppa nol loro Intestino In tonla conuro, Quosto raetaraorfosl alter-nantl dolla tenla conuro sono state dlmostrato sperimentalmonte, per la prima volta da Küchenmeister nel 1853, Piü tardi vennero contermate dall'Haubner, dal Majer, dal Louckart, da \'aii üc-
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iiodon , Eschricht, da Baillet, da Roll e da altri ancora; ognuno poi puö facilmente ripetero questi esperlmenti, come io ho giö fatto, e convincorsi meglio dei progress] raggiunti dall'elmintologia in quosti Ultimi sette lustri,
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GH esperlmenti specialmente eseguiti suile pecore
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e sugli agnelli, han dimostrato ehe i protoscolici
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Fio. 6I1. Corpuscoll calcari del cenuro.
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iinpio^ano 8-10 jiionii per arrlvare nel cervello, nel tessuto intermuscolare e sottocutaneo in cui si svi-luppano. Dopo questo tempo, furouo difatti trovati degli embrioni ]ugt;l connettivo Intermuscolare del collo e in aide parti del corpo. Al-l'undecimo giorno, e qualche volta soltanto dopn 18 giorni dall'inge-stione degli ovoli, inco-
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minciano i sintomi della irritazione cerebrale, g dal 14quot; al 19deg; giorno vennero giä trovate tanto fra gli invogli cerebrali quanto nella sostanza nervosa dell' encefalo degli agnelli e delle pecore , piecole cisti ili cenuro della grossezza di im grano ili miglio, (ino .-i quello di im seme di canapa, La (br-mazione di queste cisli viono iniy.iiita da punti iporemici tanto negli invogli cerebrali quanto nella sostanza nervosa dell' encefalo do^li a-gnelli e delle pecore,
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Ventlsei a quarantadue
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giorni dopo i'lnghiotti-
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Fw, 61,
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Scolicö disteso del cenuro.
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mento delle proglottidi,
si trovarono nel cervello i cenuri della grossezza di im cece, e gli animali presentavano i sintomi della vertigine per cenuro. Oinquanta giorni dopo l'infezione, i cenuri avevano la grossezza di una nocciuola e mostravano i prlmi rudimenti degli scolici nell'interna raembrana; questi scolici perö uou erauo coinplotaineutG ibnnati die dopo due incsi c le cisti del cenuro non hanuo ragglunto uu grande syiluppo ehe dopo
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214nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;VHRTUHNE IDATKHOVA. PBU OBNUUO
5-6 incsi dairavvonuta infezlone. Qualcho volta il cenuro non giungoa maturltö nel corvello, e Ui eisti abortiscono.
E notevole il ftitto ehe nel febbralo 1883 da un grosso oonlgllo da esperimeuto raccolsi uu enorme tumore sottocutaneo, nella reglone su-perlore del collo, costituito da una policisti di cenuro, o cisti multlpla,
in cui le vescicole vermlnose raoltlpli-
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calcsi per exogenia erano numerosls-
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sime, di varia grandezza, pirlforral o sferiche con diverso numero di scollol. Pesato I'intero tumore si trovo di 170 gramml, quantunque pareccMe cisti si fossero rotte ed avessero disperse il liquido (1). Molti scolici e parecchie cisti di quosto tumore elmintico ven-nero somministrati ad mi cane giä piuttosto attempato, il quale ucclso, sei mesi dope, uon presentava nel suo
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intestine ehe qualche tenia cocome-rina ed una tenia serrata.
Come si veile qui gli scolici del
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cenuro non attecchirono e non svi-
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Fir,. 02. Uncint dcllo scolicc del cenuro.
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lupparono alcuna tenia cenuro; fatto
ehe dimostra meglio come i paras-
siti abbiano bisogno di incontrare sempro terrene adatto per svilupparsi,
sebbeno la seienza non sin (Inora giunta a stabiiire con preeislone quali
siano i requlsiti necessari a forraarlo.
1 sintomi cui danno Iuoro nogli animal!, variano a seeonda dell'ubi-cazione e delle lesioni, ehe producono, Oosl nei bovlni, nolle pecore, nolle capre, occ., si osserva frequenteraento ehe ^li infetti portano la tosi.i al vento, oppure la tongono bassa, spingono innanzi, girano sempre da un lato, presontano sguardo flsso, stupido, non mangiano, oppure mangiano eontinuamente; sono talvolta furiosi, o sonnacchlosi, di-ventano cieehi q dimagrano, Localmente, si trova ordina riamente atrofla dell'osso, protuberanza gobbosa piii o meno resistente in corrispondenza della fronte. Aperta la cavitä craniana, vi si veggono le meningi ispes-site, assottigliate; la sostanza nervosa atroflzzata attorno alia cisti, od alle cisti di cenuro. Queste colla lore azione meccanica, irritano la no-vroglia o connettivo eerebrale, il quale diventa iperplastleo e forma la cisti avventizia. Tra la cisti elmintica e 1'avventizia si trova uno strato cellulare intereistico analoge a quello ile^li echinococchi, state studiato specialmente dal Rivolta (quot;2). Per gli urti e le percosse, talvolta le cisti di cenuro muoiono, o diventano centre di suppurazione, od aneora di notevoli raccolte sangulgne. Nel prime casosihanno le cisti a contenuto
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(1)nbsp; Comunioaziono fatta alia R. Acood. di Medlcina di Torino (Pebb. 1883).
(2)nbsp; Givraalc di Anal. Fix. e I'al. (Pisa, Qroolani, pag, 'lü() e segU6nU)i
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TKNIA UAHQINAIM lgt;T.:r, OANBnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;2\5
poltacoo glallastro, di natura osiseosa, grassa, caloaroa con notovolo quaulila di orlstalli ili colostcrina. Nel SGCondo caso vi si sostltuiscono dejiii asoessl; aell'ultimo caso si hanno degli Gmatomi nelle loro iliilb-rentj lasi di sviluppo e ili regressiono,
I coiuirl nol tnldollo splnalo sono causa di parallsi progrosslvo plü o meno ostoso, speolalraente del treno posterlore (paraplegia).
Inbsp; nbsp;rurainanti affetti da cenuri ö raeglio ucciderll per venderne le carni, anzichö tentarne la cura, sempre molto probleraatica.
Nei conigli invece, quando i ceuuri sono sottocutanei, si possono fa-cilmente e senza inconvenient! estirpare.
A.ramInistrato il cenuro al cane, in sei a otto settimane la tenia completa il suo sviluppo e produce nova mature, fn un cane, al quale ho fatto manglare un cenuro di coniglio, ottenni oltre a 70 tonic mature.
IInbsp; congelamento e la cottura applicati ai cervelli od ai cranii inter! dei bovini od ovini, ed ai pezzi corrispondenti al cenuro nei roslcanti, costituiscono i mezzi sicur! per uccidere tanto i cenuri quanto i cistl-cerch! cho potessero trovarsi alia poriferia o nella profondltä del cervello.
(raquo;gt;na]c misiira profilaltica, siccomc o impossibile sperare, o desideraro cho i cani 11011 siano pin i fcdoli compagni o guardian! dell'uomo o degli animal!, sarebbe necessario osservaro quando ess! eliminano anelli di tenie. In tali casi la somrninislraziono di 4 gr. di ostratto etereo di folce maschio, susseguita da quella dell'olio di ricino per la piii pronta eliminazione della tenia o tenie, e quindi la distruzione ilcllo sostanze evacuate, costituirebbe un mozzo economico sicuro per prevenire i cenuri nogli animali.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Solfato ill soda o solfato di potassa . . . gr. 15-20
Sciogli in infuso di tanacoto.....raquo; 50
Da auniiinisti'arsi la sera antocedento alia proplnaziono doll'antelmintlcü.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;il mattlno del giorno sussoguento a digiuno
Pr. Olio etereo ili felce maschio......gr. i
Aug. etere solforlco.........raquo;3
Amministra il tutto In una volta. li.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Dope iliooi mlnuti
Pr. Olio di rlolno tiepido........gr. 25
Oil esoromenti ed i pezzi di tenlo si bruciano o si trattano cogli acid! forth
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53. Tenia marginata del cane ed il relative Cisiicerco ienuicolle nei ruminanti.
Questa tonia, Taenia marginata (Batsch), o la pin lunga o la piü larga chc si riscontra nell'intestino del cane; essa misura ordinaria-mente m, 1,50; ma puö raggiungere la lunghezza di tre metri ed eccezionalmente anche quella di 5, iia testa tetragona, di un millimetro di diametro, proweduta di quattro ventose rotonde, il cui dlametro 6 di millim. 0,320 di lunghezza sopra 0,300 di larghezza. La proboaclde ö
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21(inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TBNIA MAIKilNATA UKl CANK
provvoduta di una doppla corona di unclnj, gll uui plu luijghi, pli altrl piii corti, in lutlo no] numero di 'M, cho misurano tnllliniotrl 0,19 a 0,21 i piii lunghi; i piu corti 0,11 a 0,12. El nuraero degli unclni perö qualchö-volta lt;quot;' tninore, altrevolto ö maggioro, ili modo ehe oscillano (Va i \i2 e 40. Manoa ii collo ed alia testa tengono dietro subito gUanelll brevlssimi dapprlnclpio, tna ehe auraentano In lunghezza ed in larghezza progres-sivaraente; alia distanza di mezzo metro dalla testa sono giä quadrat!; diventano posoia piu larghi ehe lunghi; talvolta arrotondatl. Le pro-glottldi mature hanno ordinariamente la lunghezza lt;li 12 a 15 raillimetri sopra una larghezza di I a ö milllmetri. 11 poro genitale ö corto ed ordinariamente si trova disposto alternativaraente ad un marglne degli anelli. Le uova sono ovali, provvedute ili un grosso guscio, del diametro lon-gitudinale ill millimetri 0,28 e della larghezza di 0,025.
Questa tenia matura 10, lö, 20 lino a (ifl proglottldi per volta, lo quail man iiiano si dislaccano, ed isolate, oppure a catene, seguono la sorte delle proglottidi delle altre tenie: vengono cioö eliminate solo o oogll escrementi, Gia neU'ultiraa porzione dell'intestino, esse eseguiscono i soliti movimenti, oho si continuano per un tempo piü o meno lungo dope I'avvenuta lore ovaeuazione. In tal guisa succede I'uscita delle uova flno a totale svuotamento dei tubi uteriui. Le proglottidi ehe non potessero contrarsi, rimangono gravide di uova. Cosl succode la disseminazione delle uova mature, le quali possono anche trovarsl a migliaia, accumulate in una stessa proglottide. Donde riufezione diversa degli animall, cho le ingoiano colle acque, o nel cibo verde o seceo,
[ngerite coll'alimento, o in qualclio modo portalc uoll'apparato dige-ronte dei ruminanti (partlcolarraente nelle antilopi, nolle pecore, nolle capre, noi vitelli), dei moltungoli {maiali opoiamochoerus penicillalus), negli scoiattoli, in talune spocio di sciinmie e nell'uomo stesso, si schlu-dono; il protoscolico emigra clall'intestino e va per lo piü a flssarsi in qualche punto del cavo addominale, ove si sviluppa. In 25 a 30 giorni si manifesta la testa colla rolativa proboscide ; dope 35 a 40 giorni sono fatte le ventose o gli unclni; in 2 mesi a :) si ha completo il parassita allo stato di ('ijxliccrciis ienuicollis, quale lo doscrisse Rudolphi.
II Cisticerco lenuicolle, o a collo sotlile, si trova frequentemente come tumoro poliposo, o altrimenti sferlco nella sierosa dell'intestino, In qualche puuto delle pleuro e del poritoneo, sulla vesclca urinarla, nel fegato, pancreas e mil/a, nogll onicnti e in qualche altra appendice d(3l poritoneo.
Ordinariamente sono mio, o duo esemplari soltanto cho si osservano in nno stesso animale, ma talvolta si trovano in gran nuraero, massime nelle pecore, nellecapre, e antilopi magre e cachottiehe; qualche volta sono in numero veramento straordlnario, come avnva uia notato Qurlt. Dal mesenterio e dal poritoneo ill una pecora provenientf da localitä piuttosto bassa ed umida no raccolsi oltre a :w. Questo cistlcerco ha forma sferica ed allungata, ed ö costitulto da una testa o scolice, da un collo e da una vosclca caudale, piü o niouo ainpia. La testa e totragoua.
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TENIA MAUuIN/VTA DEI CANKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;217
dftl diaraeti'o ili 1 mill., provveduta ill unn proboscidfi, dl unclnj o di
ventosa, proclsamonte come la tenia corrispondente, H collo per la lun-
ghozzadl 10-20mill., nei vecohi esemplari, ö pieghettato trasversalraento,
bianco, ooperto da aumerosi corpuscol] calcarei analoghl a quelii degli
altrl cistioerchl, e forma il corpo del parassita, Esso ö sottile, molle,
cavo o assai lungo; aella sua prima porzione sta ordinarlamente inva-
glnata la testa, e per
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farnela uscire fa d'uoponbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;s^
procedore nello stesso
modo cho ho indicato
per preparare i oisti-
cerchi della cellulosa. II
collo aumonta progres-
sivamente in larghezza,
sebbene dlventi piii te.
nue, meno resistente, o
si contimia colla voscica
caudale plena ili liquldo
litnpido, come in tutti i
cisticerchi. La voscica
caudale e quolla cho e-
sprimo lo sviluppn rag-
giunto dal deiitoscolico
o cisticerco.
!.a grossezza del cisticerco tenuicollo com-
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plotatnonte sviluppato,
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varia moltissimo a sg-
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Fig. 03,
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Cisticerco tenulcolle t,DMo Zürn).
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conda anche della specie
aniraale e degli individui in cni si osserva. Gosi, nelle pecore, ease rag-giunge ordinariamente la grossezza di una noce avellana; nolle antilopi invece, acquistaqualche volta lagrandezza di un grosso uovo di tacchino.
fin cisticerco tenuicollo doU'aiitilopc aveva la vescica caudale ehe mlsurava 170 mill, di lunghezza, mentre negli altri era soltanto lunga
mill. 100-120........La larghezza massima della vescica caudale non oltre-
passava raai i 25o30 mill.; la grossezza dell'intera capsula, racchiudente I'elminto, di forma sferoidale, era del diametro raassimo di Hö-öO mill. II cisticerco temiicollo si trovn quasi sempre racchiuso in una cisti avventizia, formata da tessuto connettlvo plü o meno abbondante, jiiii o mono spesso e resistente. Qualche volta la cisti avventizia ha una parete dellospessore maggioro di un mlllimetro con uno strato di cellule bianche purulente all'lnterno; altre voile la cisti avventizia diventa sede di de-poslzioni calcari, e allora si fa dura e friabile oppure si ossiflca addirlttura come pare abbia osservato nello pecore Bruckmiiller.
Accade pur qualche volta cho il cisticerco tenuicollo inuoia aella sua cisti avventizia. Allora preseuta ordinariamente un liquldo torbido, biunco-
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218nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TRNIA SKURATA DKL CANR
lattiginoso, oppuro ancho rosslcclo-bruno lt;i sooonda f'lilaquo;1 Ö avvenuta la somplice degenerazionG grassa dogli olemonti cellularl, od ancho uno stra-vaso sanguigno. I cistlcerchi tenuicolli si riscontrano Indlfforentemente iK'^li animall grassl g nei magri, ma ö naturale oho quando si trovano in gran nuraero sottraggano materlali nutrltlvl, g oontribulsoano a dl-magrlre f:li animali g possano, nei casl dl distoma nel fegato o dl stron-fjili al polmone, disporro g procipltarG piu facilmente gli animall in uno stato cachettico. Quando gll ngnelli, Ig pecore, i malali, i vltolll, occ. ingolano molti ovuli maturi della tenia marglnata, por la conseoutlva emigrazlonG degll ombrioni attraverso allo pareti Intestlnall possono andar soggetti a dolori colici, Inflararaazioni doll'lntestlno o del po-ritoneo.
I cistlcerchi a collo sottlle, essendo raccoltl nelle cavltä splancnicho c quindi non diagnosticablli negli animali in vita, ö inutile parlare dl una cura, ehe riuscirebbe in (nili I casi infruttuosa. Meglio ö prevenlrli distruggendo col fuoco, o in altro modo i cistlcerchi no^'li arnmazzatol, anzlchö darli a raanglare ai cani; poi, curando i can! affetti da tenla marglnata e distruggendone le sostanze reiette, comprosi t,rii anelli maturi.
La cura per la tenia marglnata ö la stossa di quella indicata pol cane affetto da Ionia cenuro (vedl pas. 215),
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54. Tenia serrata del cane ed il relative CisiiCCrco ji'isiforme
nel coniglio.
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La Ionia serrata, [Taenia serrata Goeze) ö lunga da 25-40 centlm.; ili rado raggiungo una lunghezza maggioro, fla testa quadrangolaro, globosa, pluttosto grossa, provveduta di una proboscldecon uncini robusti gll nni piii lunghi, e gli altri piü corti, disposti alternativamente g in doppio ordine, in numero di 34-42, 11 collo o lungo 2 a .'5 nun; i prlmi anelli sono brevisslmi, i maturi ragglungono la lunghezza di 8-10, flno a 20-24 mm. o la larghezza di 4-5 mm.; le proglottldi modlano sono quasi quadrate; la larghezza massima della Ionia ö di 5 nun. Gli anelli anterior!, segnatamento in prosslmM del collo, sono plu stretti coi marginl posteriori sporgenti, in modo da dare ai bordi della tenia 1'appa-renza di una sega. Le aperture genltali si trovano solo da un lato, ora a destra ora a sinlstra. Le nova sono un po' piii piccole di quelle della Taenia solium dell'uomo, provvedute dl un guscio molto robusto, fatto di tanti bastoncini prlsmaticl o piramidali riunitl per mezzo d'una sostanza omogonea molto resistente, chltlnosa.
Secondo Mögnln, la Ionia serrata o la tenia pettinata sarohbero duo forme adulte del medeslmo cestolde; una forma armata {Tamia serrata) proprladl un carnivore, ed una formainormo (7'aen/a pccLmaia) propria dl un erbivoro, derlvanti dalle stesso verme veaclcolare, La tenla serrata
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TBNIA SKRRATA DHL cank
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¥i trova comunlsslma ed ordlnarlamento In igt;iü osemplarJ nell'lntestino iomio. del canraquo;. Lo proiiiottidi mature dlsseminano t,rli ovoli, oho, lt;,'li-minati cogli esoreraeatl o colle stesso proglottidl, so vengono ingolatl oolle erbe, col liono, colle acquc, o in altre spucicj ili alimontl dal conigllo e dalla lepre sviluppano ael mesenterio, negll omenti, nel fegato, ik^I polmoni e nol peritoneo di quest! animali il CystiGercus pisiformis, Questo cisticorco si ft dcnominato pi
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siformis per la sna grandezza analoga a quella di un plsello. Esso si trova ordlnarlamente racohiuso In una cisti avvontlzla; so no osservano perö qualche rara volta del liberi nella cavita addominale, Sono format! da un corpo quasi sempre contralto nella cisti caudalo, bianco, per lo piu globose, raochiudente la testa invaglnata nel collo. Proparati come si fa per gli altri cisticerchl, si trovano costl-tuiti da una testa identica a quella dolla tenia serrata, rivestita, unita-monto al collo, da numeroslssimi cor-puscoli calcari, precisamente come nol cisticerco della cellulosa. Sono lunghi da C-8-14 mm, e larghi 4-() mm ; or-dinariamente hanno forma sferoidale. Talvolta In una cisti coinuno, dolla grossezza di una piccola noce, si trova un certo numoro di cistlcerchi; altre volte sono delle cisti cormini septate da membraneile di tessuto connettivo, in modo da prosontarsi con varielogge o concamerazioni; in queste stanno uno c il piu delle volte duo cistlcerchi. Queste cisti coinnni hanno
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ordlnarlamente un colore bruniccio,
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Fio. 61.
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Cisticerco pisiforme disiesraquo; cd ingrandlto.
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o si trovano libero nol cavo addo-
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minale.
Un allievo di V. Siebold, il dott. Lewald, ha pubbllcato le prime osatto nozioni sul cisticerco pisiforme e sulla corrispondento tenla serrata del cane, ehe egli otteneva sperimentalmente. V. Siebold no da una descrizione diligente nel suo citato lavoro. Leuckart nel 1856 e Monlez (1) nel 1880, no studiavano pol accuratamento la storia dello sviluppo,
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fn R. Monibz, Essai monographiquß sur les eystioerques (Traoaum del'In-stiiut ZoolOffique de LUio) Paris 188U.
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#9632;gt;2()nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TENIA. COOOMBRINA DEL OANK
iMü reoontemonte il dolt. Plana (1) rlpoteva In parte quosli stvtdl laquo;gt;ii eguale fellce risultato. Gosl, in sette glorni dai protoscollol emlgratl dallMntestiuo, otteneva priraa erabrioni alquanto sviluppati o ancora inuniti dl 6 unclni, ovolarl; quindj larve sprorvedute dl unclni ma con papilla cirouravallata. Dopo 12 glorni, trovö sulla superflole del fegato parecchi embrioni ili clstlcerchl sporgenti, della lunghezza ili 2-3 mm., della grossozza di mm. lt;t,70 a mm. 1, caudati e mmiiti ill una ostremltä, rlentrante destinata a rapprosentare la testa. Al 27u giorno, i clstlcerchl trovatl liberi nella caviti addominale, presentavano forma coolca, lunghi mm. 7-12, gross! mm. 2,5-35 colla testa entroflessa o rovesolata nol-I'lnterno,
Nei conigli i cisticerchi sono IVequoiitissimi, e spessissimo trovansi nol mosenterio raggruppati a forma d'un grappolo, ordinariamentG costltuito di 4-5-6-20-30-50 iiiili\i(lui; qualcho volta si rinvengono anche in nuraoro di 100-200 e assai piü ancora.
Anche nella lepre osservansi ordinariamentG in corto numero; e in Germania Zürn dice addirittura ehe si trovano sempre in gran numero.
Si previene la tenia serrata nol cane, distruggendo i vlsceri infetti doi conigli o dolle lepri. In tal guisa si prevennono anehc i danni mdle conialiere.
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Tonia cocomerina del cone.
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La Tenia cocomerina [Taenia cucumerina Bloch, T,ellixgt;tica Batsch) e lunga da 6 a 10 cm., flno a 40 centirnetri. Essa lt;quot;#9632; fonnata di una testa, nol cui mezzo s'innalza una grossa g lunga proboscide, guer-nita di numerosd e piccoli uncinotti caduchi, disposti attorno alia me-desima: le vontose sono piuttosto grandi, 11 cello breve e robusto, gli anelli oblunghi a forma del semi di cocomero o ellittici, (rondo il nome dato alia tenia. Gli anelli maturl lianno la lunghezza di 8-10-12 mm. o la larghezza di 3-4. Lo aperture degli organi genitall sono disposte ai bordl laterall. Le proglottidl mature, il jiiii delle volte, sono biancho, ma possono anche presentare un colore rossiccio. La tonia intiera, spo-cialmente quando e ^riovane, appare liliforme, e col mezzo deiili unclni aderisce intimamente alia mucosa, per cni nol distaccarla, molte volte si rompe. Quando si dilacerano lo proglottidl mature, si trovano le uova riunlte per lo piu a gruppi, in una massa omogenea analoga al tuorlo, a forma ovoidale, del diametro di mm. 0,050. Le uova mature, presen-tano ben dlstlnti i sei unclni dell'embrione ehe ruota dentro il gusclo. K molto facile il vedere i movimonti di questo protoscolice, ehe si con-toree in mille e'uise dentro il gusclo, raassime se .si scalda il preparato
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il) Piana, Inforno alia sqiluppo degli embrioni del cislicerco pisiforme ed alia conseouliva formazione di oellule giganli con sohinomicosi nol fvgaio del coniyli La Vetcrinaria, dlretta dai Jott. Broole Andenghi (Miiano 1881).
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LE THNIB DHL CANEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;221
o si mantiene in menstruo Indlflbronte o nell'acqxia alia tomporatura di 30-85'' 0.
La tenia oocomerlna ö frequente nell'intestlno dol cano ; speclalraente nei glovani si trova spesso in tale abbondanza da formaro doi veri go-mitoli, sonza ehe perclö diano, neila pluralltä del casl, luogo a sintomi di raalattia,
Nei gatto venne descrltta la tenia eliittica di Batsoh, ma probabilmente essa noii ö altro cho la tenia cocomorina, ed io persuaso, come van Be-neden della sua identltä, I'ho compresa sotto questa specie. La tenia ellitticao cocomorina, l'u rlnvenuta,quantunquedi rado, anohe nell'uorao.
Non ö ancora completamente risolta la questions dolle metamorfosi alternanti della tenia cocomerina, Perö, secondo ricerche fatte da Met-nikow, nei laboratorio di Leuckart, gli ovoli maturi della tenia passe-rebbero nei pidocchio del cane fTrtcodeotes oanisj, ove si trasforme-rebbero in cisticercoidi. II cisticercoide si troverebbe vivo neila cavita addominale del Tricodecies indicate, e si presenterebbe ad ocohio nudo siccome un punticino. Esso u piriforme, a corpo tnolto contrattile, di color grigio nerastro, ravyolto in uno strato chiaro. Esaminato al tni-croscopio, si scorge sonza vescica caudaie, coila testa munitadi probo-scido e quattro vontoso, con qualche analogia coila testa della tenia cocomerina.
II cisticercoide indicate e ravvolto in Una specie di cist! chitinosa, bianco-lucente, senza struttura e di certa consistenza, ehe rinnova piü volte. La sostanza del corpo, risulta di una massa cellulare omogenea, attraversata da fibre muscolari, Non mancano i corpuscoli calcari.
II cano mangiando poi i trlcodecti, porterebbe nei suo apparato dl-gerente i cisticercoidi, ehe si svllupperebbero in brevissimo tempo allo stato di tonia cocomerina.
Vi sono perö tuttora elmintologi, tra Rli altri Horing, ehe credono possa avvenire lo sviluppo della tonia cocomerina direttaraente dail'uovo, senza cho cioe I'erabrlone debba passare per la läse di cisticercoide.
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56. Le Tenie del cane.
11 cane, nostro fedele amlco, puo adunque portare con so inavvertiti i germ! di malelici tnorbi per 1' uomo e per gll animali. Questi germi sarebbero rappresentati dalle nova di tenie di specie diverse, cho vi-vono nei sue intestine, come sono: ay la /enia cc/ihwcocco,
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222nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TENIE DEL OAVALIiO
Lo tonio sono comunlsslme neU'lntestlno del oaue, il qualosposso non mostra lt;li risentirnQ alcun danno. Porö, possono determinaro IrrltabilM generale, voglla di mordere, inappetenza, dimagfrimento.
Le tenie marglnata, cenuro, serrata o cocomerlna, si rlconosoono plii facilmente, perchö il oane no evaoua sovGnte dei pezzi o del segraentl maturi. Nolle feel, si rlscontraao le nova al raloroscoplo.
La tenla echlnococco Invece, per la sim plccolezza, ö rivelata speclal-mente dalle uova ehe si rlscontrano all'esame microscoplco delle foci. Essa si trova per lo piü a oolonie numerose nel tenue del cano, perclö ö audio grande il numero delle uova die vi si puö rlscontrarG,
[gt;o tenie del cane, come si e visto, sono molto temibill; infattl la tnar-ginata diffondo il cistlcerco tenulcolle; la tenla cenuro, il cenuro nel ruminantl e noi conlgli; la serrata, il cistlcerco pislforme nei conlgli o nelle lepri; la cocomerlna vive anche nell'uemo e la tenla echlnococco diffonde I'echlnococco cistico nell'uomo e nelle specie domestlche. Qulndi il cano, malgrado tutti i suol pregl, vuol essere guardato o quando si sospettano in esso delle tonio debbesi subito curare per bruciarne Rli oscreinouti.
La cura si fa colle seguenti prescrlzloni:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Infuse ill camomilla o ill tanaceto .... gr. 30-100
Soioglivi solfato di soda o ill potassa, . . raquo; 20-30 Da sommlnistrarsl in una volta. 11 giorno sussoguonto a diginno;
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Estratto otoreo di felce nmschh.....gr. 2-4
Aggiungi etere solforico........nbsp; nbsp; raquo; 2
Da somministrarsi in una volta.
oppnro, I'estratto oteroo ill folco maschio sinbsp; dii
allo state di purozza, oil in vino. . . .nbsp; nbsp;gr, 30-50 od ancora, in un infuse aromatioo.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Olio di ricino...........nbsp; nbsp;gr. 20-30
Dopo 15'-30'. por faro ovacuaru piü rapulamontc lo tonio.
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57 Tenie del cavallo.
II cavallo va soggetto a tro specie di tenie: Teniaplicata, T.perfo-iial(( e T. mamillana. Vi si potrebbero ancora aggiungere 1'echlnococco cistico od il cistlcerco flstolare.
Tenia plicata (Rud.) Ha testa grossissiraa, ieggermente depressa nol sense delle due facce, a base rettangolare, di mm. 4-4,5 dal lato cor-rlspondente allo duo facce, di mm. 3-3,5 dal lato corrispondente ai martini lateral! della tenia; lunga m. 1,8-2. Le ventose, in numero di quattro, sono grand!, circolarl, dirette in alto e Ieggermente all'inftiorl, deldla-motro di m. 0,'l a 0,6; vlsibilisslme ad occhio nude, 11 cello ö breve, rappresentato da uno strlngimento, plicate trasversalmente o In parte coporto dalla testa, i^o porzioni antoriore e posteriore della tenia sono piu strotte; la media, piü larga; tormina sovente in punta. Gli anelli
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TENIE DEI, OAVALLO
sono oorti q molto larghi, dello spessoro dl i-'2
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Ü3
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nun.; I'lntlsra stroblla
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mlsura ram. 200 slno a 1 motro; la ra£laquo;glor larghezza degll anelli 6 di 8 flno a 18 mm. e gli anelli deirostreraitä posteriore, ehe sono piü lunghi, mlsurano mm. 1-1 li2| lo aperture
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degli organigenital! sono disposte al marginl laterall; i bordl sono den-tollaii; le uova subglobose rappre-sentanti un s^mento di sfera, ir-regolarmente cuboidl, o con altra forma pni'ü irregolarmente polle-diica; hanno il diametro di 40-00 millesirai di mill., gusclo sottilo e 1'embrlone (protosoolice) pid piccolo lt;li quella della tenia alba o denli-colata dei bovini, ma fatto nello stosso modo. Esse si trovano irre
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golarmente distribuite nel paren-chima delle proglottidi mature. Venue trovata rara nel temie degli
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Flo. '''1. Testa c porzione antcriorc dclln T. pllcata ingrandlta).
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animali del genere equus; aucor
piii rara nello stomacodi quesU animali. II nostromnseo ne possiede sette
Gsemplari, dei quali quattro sono di un somaro e tre d'un cavallo. Essi
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Fio. 60. Tcnia pcrfoliata.
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Img. 67. Tosla c porzione antoriore dclla T. pcrfoliata Ingrandlta),
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vennero raccoiti nol tenue e sono lunghi 12-16 centimetri. Diesing ac-cenna alia presenza della tenia pllcata nello stomaco del cavallo (1).
Taenia perfoliata (Goeze). i: lunga ordinarlamente 18-25-30 mm.; talvolta lino ad 80 mm. (Jli anelli sono fogliformi, lunghi ram. 0,150-0,250
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(I) DiDsma, Sistema Helminthum (Vol. !, pag. 54).
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'gt;gt;#9632;[nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;TBNIR DBIj OAVALIiO
oil audio mono, larghl 3-9 ram, Ha testa quadrata, molto groesa con grand! ventose ai lobi lateral! oho si estendono ai prlml anelll. Si trova frequente nel tenue e nel crasso del oavallo, Sono ordinariamente numerosi gli esemplarl di essa, a different! gradl dl sviluppo, ohe si riscontrano partlcolarmente verso la valvola ileo-cecale. So no trovano perö esemplari anche nella rlmanente parte dell'lnte-stino, Ohabert e Grove le trovarono spesso In grande numero senza cho noi cavalll si manifestassero sintomi di sorta. Partlcolarmente Grove dico di aver visto migllaia di tenie noi cavalll viventi noi pascoli pa-ludosi, senza cho si notassero no coliche nö sintomi di alcima malattia. In parecchi casi porö, furono osservate coliche gravlssime, taivolta anche mortali, rlovute a gravi lesioni prodotte dalle tenie perfogliate. Si no-tarono infatti ulcerazioni ostese della mucosa, od anche rottura dello intestine causate da queste tenie; donde le coliche mortali, Nell'agosto del 187.quot;) presenziai i'autopsia cli un cavallo, olio aveva molto di queste tenie di varia lunghezza e grossezza, colleloro ventose flsso alia mucosa del cieco e della valvola ileo-cecale, cho si presentava ispessita, gialliccia in alcuni punti, con deprossioni indicauti la ubicazione di qualcuna delle tenie mentovate. Casi di questo genere no vennero pure osservati da Mögnin e da altri.
La Tacnia mmnillnna venue dal Mehlis descritta per la prima volta poco diligentemente; secondo lui, sarebbe caratterizzata da una testa tetragona, ventose semicircolari, collo mancante, anelli corti ma larghi cuneiformi, a marginl dentellati, aperture dogli organi sessuali ai mar-gini con papilla. Questa tenia, ehe non raggiungerebbe mai una lunghezza maggiore di 12 mm. e una larghezzadi4 mm, si troverebbe neirul-tima porzlone del tenue del cavallo o megllo nella regione ileo-cecale. Sembra perö ehe non si tratti d'altro cho della tenia perfogliata allo state di giovinezza.
La diagnosi di queste tenie rlesce difficile, sebbene i'esame delle foci del cavallo costituisca un mezzo sicuro per rilevarle, Bisogna perö ve-derne le uova, e iter questo fa dquot;uopo un ingrandlmento di 300-400 diametri, Questo tenie non si comunicano ad altre specie d'animali.
For la cura conviene piü cho tutto la felce maschla (rlzoma di felce maschia). II cavallo si tiene a digiuno per 24 ore e alia sera del giorno antecedents alia somministrazione del farmaco si fanno prendere acqua blanca con solfato di soda, o solfato di magnesia o di potassa. Megllo, un decotto o infuse aromatico (infuse di florume di fiono, o di fieri cli camomilla, di assenzio, o di tanaceto) alia dose di un litro con sciolti dentro gr. 50-100 di solfato di soda.
II mattino del giorno susseguente si da la felco come segue i
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Radlce secoa di ibloc masohio polv. gr. . . . 50-200
Da ammlnlstrarsl nolla crusca Dope mezz'oraal ammlnlstrano gr. 50-100 di oliodlrioinoasecondadoll'ettt
o razza.
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I,A PANICATrilA NEI liOVINInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;^5
~.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. llodloo soooa polv. di foloo mosohlo gr, . . . 50-200
Incorp. con talole ü larina di sogala per farno 4-8 boli da somalalstraral
nullo stosso niuttiuo.
;?.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Estratto otoroo di foloo nmsolüo gr.......12-50
Inoorpora oon polv. di gouziaua pur farno uuo o duo boii da somministrarsi In uua volta.
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58.
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LaApanicatura noi bovini.
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(// oislicerco nelle Garni dci bovini e la rclalioa tenia mediocanellata nell'uomo).
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Come i malali, i bovini vanno soggetti ad una specialo forma (ii pani-catura, o grandine dovuta al cisiicerco della tenia mediocanellata o T. sdf/hmla (leli'uonio. Questo cisticerco ö mi po' piii piccolo del col-luloso o si vede mono spiccatamente nel connettivo sottocutaneo, uollo earn! e nei visceri divers! del corpo, per cui passa ordinariaraente inosservato. In tal modo si splegano i frequenti
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casi di tonia mediocanellata fra noi, inoiitro ii corrispondente cisiicerco non venne flnora osser-vato cho eccezionalmente, Infatti, so si eccettuano 1 casi di panicatura prodottl sperimentalmonte da me, in tre viloili nell'anno 1877 (1), non risul-tano in Italia ehe cinque osservazioni ancora inedite. Una di queste venne fatta dai dottoro Oarita, a Porto Maurlzlo, in un vitello; tre sono
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del dottor Brusaferro, cho ii trovö rarissimi nolio
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carni di tre dlversi bovini nel civico nostro ara-mazzatoio; 11 5deg; case venne osservato in questi
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FlO. 68, Anelio iii|;nm-dilo Jolla T. tnediocanellata (Dal l.cuckarl).
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giorni a Modena in un bue di 7-8 anni dai dot-tori Ferrarini e Perraguti.
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Ognuno di quosti cisticerohi ingoiato vivo dal-1'uomo, sviluppa nel nostro intestine la tonia iiienno o la tonia mediocanellata. Questa tenia ha ordinariamente la lunghezza di 4-5 metri,
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rarissimamente di piii, eccezionalmente fmo oitro
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Flo. 6'J. Uovo di Ti mcdiocantllata.
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7-8 metri. La sua testa e grossa quadrangolare ad angoli arrotondatl, larga mm. 1.800-2; le ventose grandi, sporgenti, del dlametro massimo (perlferlco) ili miiii-metri 0,536-0,620, con un'apertura interna del dlametro di mm. 0,192, corrispondenti ai 4 angoli. Invoco della proboscide, presenta nel mezzo una depressione trasformata qualche volta in una quinta piii piccola
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(1) Pjsrroncito, Esperimenli sulla produzione del cistiosroo della tenia mediocaiieliata nelle carni dei vitelU (Annall R. Äooademia d'Agriooltura. Torino 1877).
(5 PlRROKOITO, MaLUlie iegli animali iomettia
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22()nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; LA I'ANICATtlliA NBI HOVINt
ventosa. il collo ö poco dlstlnto, ordlnarlamente oontratto e quindJ piü grosso della testa. Vi si osservano in tutta la sun sstonsione, corpu-scoli oalcari piü o mono numorosi neJ divorsi strati costltuonti la testa,
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FlO. 70. I'orzionc anteriore di tenia mejiocanellata (Ua an preparato del prof. Giacomini).
11 collo o gli anelll. Gli anelll sono piü grossi o piü lunghi di quelll della Taenia solium. I prlmi anelll sono sovente laquo; come perle dl una corona da rosarlo infllate raquo;. Nolla porzlone media
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jrli anelll sono tnolto larghi e misurano in lun-^hozza 9-12 mm., lo proglottidi mature! sono lungho 12-14 mm., larghe 6-8 mm, Lo aperture genital! si aprono da im lato di ciascun anello c si trovano alternativamento dlsposte. L'utero presenta da 26-30 ramiflcazloni laterall, taivolta in ruimoro di CO in tutto o si portano verso la
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periferia, dividendosl dicotomicamente,
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FlO. 7(. Testa di tenia incdiocancllata (dal Lcuckarl
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Una proglottids matura puö contenere flno a
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'M) mila nova. Queste non sono rotonde, ma ovall
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e piu gi
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di quel
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della solium, con diaraetro cioö longitudinale di
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mm. 0,030-0,040 e diaraetro raassimo trasversale di 0,020-0,030. (di em-brioni giä format! negll ovicini sono muniti di (i unolnl; col Prof, Gia-
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I
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LA PAXICVTI'RA DEI B0VIN1
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oominl porö osservamrao non pochl ombrloni con im numero magglore di uncini, o tra iü ossi uno, in cui uo constatamtno 12 dlstribulti a ^ruppi di ti'o ciasouno,
In moilia, im uomu all'otto da tonla, seoondo Oobbold, elimina 400 segraenti lt;gt; proglottidj mature circa al mese, e per consogueuza viene nd essero il mezzo di dlsperslone di 100 millon] dl uova annualmente. Si comprende quindi, oomo malgrado
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no muoiano moltlsslme, a qualouno sia sempro dato di svllupparsi e assicurare alia specie una notevole propagazione, Quest! ovoll godono di grandissiraa re-slstenza, sia conservate a seeco, oome nei liquldi semplici o sostanze in putre-fazione; dispersi colle raaterie di conci-mazione nei prati, nei pascoli o Jiolic acque cho servono ad abbeverare gli auiiiiaii, quando vengono ingoiati dai
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FlO. 73. Cttore di vilcllo con cislicerclii (Iii^r, riJotto Dal Cobbold).
bovini arrivano in terreno opportuno per un ultoriore loro sviluppo.
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Lg uova schiudono ed i protoscqlici
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mossi in liberta nell' intestlno, come
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Fio. 72. - Tcnia medlocanellata (Grandezza ordinaria Dal Leuckartl.
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quelli (lollo uova della solium, emigrano o si portano per tutte le parti ilol corpo,
ove in due mesi e mezzo a tre mesi raggiungono ii completo stadlo di cysiieercus bovis, producendo, quando sono in grau numero, la pani-catura dei bovini.
La spocio bovina va quindi pure soggetta ad una partlcolare forma di grandine, la quäle, mentre conserva moiti oaratteri di analogia con
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2ÜK
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LA TANI ATUUA DEI BOVINI
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quolla del maiaii, nc diversifloa ossönzlalraento por la sua natura. El oisticorco dolle carni döi bovini 6 pure rapprosentato da una cisii con un corpo bianco globoso ritratto nella vosclchotta caudale, dcllu gran-dozza dl*4-8 mm. Esso si trova cos) disseminate in particolari eist! av-vontizie nello varie parti dQll'organisrao.
II cisticerco dei bovini fappresenta
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adunque lo stadio larvale della tenia inerme dell'uorao, o tonia mediooanel-lata, Esso, dice Cobbold, non puo vedersi pienamente e bone cho rom-pendo la clsti, e quando con una pres-sione delicata si costrlnge la testa ed il collo a protundere dal loro ricot-tacolo, Allora. so in un preparato microscopico si esamina all'ingrandl-
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fcan::..' #9632; ''
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inento dl 100-200, so no osserva la
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Kio. 14. Cisticerco dcllu Tenii ncllala (Utbol Ingrandita - Dal
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medioca-Cobbold)laquo;
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testa globosa con quattro ventose di-stribuite ai quattro angolidella testa,
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e perfettamente inerrae. Nella sua parte centrale, invece di una probo-seide imniita di unciiii, si scorge un infossamento ovale molte volle colla apparenza d'uua quinta ventosa. Cobbold, riferendosi a questa depressione, discorre di un succhlatoio spurio, cho faceva proiettare e retrarre a suo
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piaciraento. Talvolta perö la depressione centrale o profonda a guisa dl
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fossura con ncssun carattere delle ventose. Ed una volta mi o accaduto di osservare , in uno di questi cisti-cerchi, invece di una quinta ventosa o depressione, una proboseide piuttosto pronunciata ed Inerme cho rappre-sentai in un mio lavoro. Corae nol oy-siieercus cellulosae, il collo ö guernito Qnoalla eist! caudale di numerosissimi corpuscoli calcari; de! pari si pre-
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senta pieghettato o termina in una
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Kig. 75. - Porzlone anterlore corpo disteso)
del clsticercü Jolle cirni del vitellu mollo ingrandita.
dotto a piu Porte Ingrandimento
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vescica caudale notevolmente piü |)ic-cola.
La flgura 74 rappresenta uno di questi cisticorchi disleso e gia ripro-lello Spencer Cobbold, ehe dichiara
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avoi'lo tolto da un disegno originale del dottor Temperley Orey, siecome coiniuondovolissinin per la ohiaiezza o preclsione. La flgura 70 rapprelaquo;
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LA PANIOATUBA DEI BOVINInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; iW
senta la testa od il collo di un cistlceroo molto ingrandlto, stato fodol-raente disognato da) dottor Loi, da uno do' mioi preparati.
Le persone ehe mangiassero carni bovine con cisticerohi vivi corrono pericolo di procacciarsi la tenia, Que-
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sta si sviluppa dal cistioerco od arriva nlK) stato di maturaziono oel nostro intostino in 54 giorni circa.
[1 oysiicercus bovis rarissimainento si trova in tanta copia nolle carni da produrro una vera panicatura o gran-diiK^; nella maggioranza dei casi si rinviene isolate e scarso. Ciö cho spiega la difflcoltä ad osservarlo.
(!li(^ veramonto I'uso clollo carni bovine grandinato, formi la cagiono essonzialissima dello sviluppo dolla tenia mediocanellala nell'uomo, lo di-mostra il fatto deH'opidemia costanle di questo venno in quelle popolazioni,
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dove la visita delle carni viene raag-giormente trascurata, ed il rapportb
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l-'ir.. 76. (lame di vitcllo con cisticerchi sparai
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del dottor lluok, sullo state sanitario dei soldati inttlosi, ehe nel 1deg; ottobre 1819 combattevano per la guerra il(il Kaffro, mostra ad evidenza maggiore il fatto osposto. Allora la tenia inediocanellala sotto forma opidemica colpi gli [nglosi, cho si alimonta-vano con carni crude bovine ed ovine,
Kaschin, medico dell'armata russa, citato da t.euckart e da Cobbold, ha notato come i Burati ed i Cosacchi della rogione Baikal siano lutii affetti da tonic. Essi non preparano convenientemente la carne, no con-pletamente la cuclnano. 11 grasso, il fegato e i reni sono mangiati quasi crudi; gli animali malati sono gustati quanto le carcasse n metä impu-tridite. Nessuna tneraviglia quindi, die in 500 persone ricoverate in uno spodalo neppure una fosse esente da tenia, come assicurava il Kaschin. Siccome poi i Burati non si eibano ehe raramente di carne di inaiale, e locito ammottoro cho essi siano affetti piuttosto dalla tenia modio-canellata.
In Europa, questo cestoido, sembi'a sia .stato osservato assai estesa-mente in tutte le regioni. 11 Weisse, ha notata la tenia noi fanciulli di Pietroburgo, cho erano sottomessi ad una dieta con carne bovinacruda; osservazloni codesteche vennero ripetute in varie locality dolla Germania da altri medici. Cosi il dottor Harnier egnstatö la presenza della tenia raediocanellata in Oassel, Huber in Memmingen ; ed il dottor Schmidt, a Francoforte, vide provocata la tenia in discorso in tnolte persone cho avevano mangiato carni bovine crude e salate.
Da noi la tenia mediocanellataöcoraunissima, Gosi il MarchidiFirenze sopra 35 tenio raccolte in un anno a Firenze tie ha trovai #9632; 34 medloca-
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r.\ I'ANlCATiniA DEI BOVINI
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nellato. A Venezla il Lovi, Mlnloh ^ altrl osservarono anohö piii (Ve-quente la tenin modiocanellata. A Torino Qlacoralni (1) sopra otto osem-plari no ha trovato 4 di tenia modiocanellata. [o ho paccolto in pochi anni 60 osemplari di tenia tnediocanellata o 12 di tenia solium.
Anclic in Lombardia la tenia medlooa-
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nellata venne osservata piü frequente della soliuin.
1/ individuo affetto dalla tonia in dlscorso, elimina continuaraente delle uova e tratto I ratio degli anelli ma-turi, o pezzi ]iiü o mono lunghi costi-tuiti di anelli pure maturi. [ntal gulsa si dissenoinano le nova ehe rimangono cos) isolate, a gruppi od a grandl co-lonie, talvolta nolle relative proglottidi ossiccate. D'onde, un nuraero vario di uova ehe vengono ingoiato contem-poraneaniente iraquo;! in epoche diverse od ima inicnsita difl'orente nell'jnfe-ziono dei vitolli e del bovini di etö maggioro. Ciö cho bisogna tenore por fermo si ö cho ogni uovo puö dar en
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Kio. 7~. Sczionc di came panicnla. 1 cisticerchi vi sono rapprcscntati
da corpi ovnli spnrsi.
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gine ad un cisticorco. Puftquindi darsi
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il case di uno solo o ili pochi cisti-cerchi neli'organlsmo, conic si puö
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prosentare il ßitto di una infezione generalo gravissima prodotta da migliaia di cisticerchi, i quali possono determinare una forma morbosa, ehe Simula una tubercolosi acuta.
Nolle raie osperienze, due vitolli intensamente Infetti (per aver fatto loro mangiaro molti anelli maturi di tenia mediocanellata) malgrado una nbbondanto nlimontaziono rimasoro sempro magri, Essi prosentavano cisticerchi piii o mono nuraerosi sotto la mucosa dolla lingua, nolle rno-ningi cerebrali o noi corvelio, nei muscoli dolla testa, del collo, del tronc.o e dollo ostremiti, nei polmoni e noi cuoro, attorno all'esofago, nel mesentorio, negli omenti e nei diaframma. Analoghi risultati eb-bero gli esperimenti esoguiti dal Leuckart, dal Mosler, da Gobbold, da Simonds, da Roll, da Qerlach e dallo Zürn, come risulta meglio dal mio libro sui parassiti.
Anche nei bovini riesce difflcilissimo, so non impossiblle, il Care la diagnosi rlella malattia mentre sono vivi, od alia stessa ispezione dollo carni sfuggono ordinariameutö anche ai |)iü diligenti sanitari.
Quando si volossero mangiare crude carni bovine, bisognerebbe prima esamlnarle a line fettuccie, sfasclando e sflbrando audio la parte mu-
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(!)(;. Qiaoomini, Sul oySHceroo aelluloso liominls e sulla tenia tnediocanellata, - Torino 1874.
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TKNIK DBI B0V1NInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 881
scolare, il oonnettlvo ed 11 grasso, osservando attentaraente so vi slano cistioerohl per Gllraluarli, o dflutarne la oarnl. AJtriraoatl, ö savio oonsigllo iiKui^iiU'le cotte in modo cho la temperatura arrivi In tuttj i puuii a 48-50quot; 0. per uno spazio dl tempo non iuferioro a 5-10 ininuti, godendo il cisticerco della tenia medlocanellata lo stesso grado di re-slstenza pel calore del cisticerco della cellulosa.
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59.
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Tonie dei bovini.
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1 bovini, o particolarmento 1 vitelli, si presontano frequentemente alTetti da tenie. Queste sono di tre specie, cioe:
aj Tdcnia e.vjKinxlaquo;,
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hj raquo; dcnticulata,
cj raquo; alba. \'j si potrebberoancora con-siderare i'echinococco vosci-colaro, il cenuro cerebrale, il cisticerco tenuicolle ed il cisticerco della T. mediocanel-latu, deiquali si e giä parlato.
dj La Tat'iiUi expansa, (Rudolph!) e lunga 5-6 flno
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oltrG 8 nii'U'i ; ha testa pie-
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cola, globosa, del diametro di nun. 0,850 a 1,300, della lun-ghezza di mm. 0,600-1,140;
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Fio. ~s #9632;#9830;- Tenia denticolflta.
A Testa - I o II anolli c proglottldl anleriori; 111 c IV anclli medlani; V nnelll posteriori. /* Tcstamollo ingrandito (da Gnrlt).
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veutose circolari od ovali di-rette infuori; collo breve quasi
iudistinto per le sue iniziali segmentazionl; i primi anolli brevissimi, poscia rettangolari, sottili, quasi trasparenti, pallidi nella porzione ante-riore; gli anolli maturi sono lunghi ;{-4 nun., larghi 12-33 mm.; gii ovari irregolarmente distribuiti a different! curve! nello spessore delle proglot-tidi; gii ovoli maturi cuboidi, pin o raeno regolari a fiaiscio sottile ed a embrione (protoscolice) exacanto, ehe sta in una nicchia omogenea, sferica, con prolungaraento piramidale, terminantesi a cappucclo. Le nova hanno il diametro di rnillimetri 0,050 a 0,070; gli orlflzi genitali sono doppi, post! sopra ciascun anello aprentesi ai margini con larga od elissoidale apertura, dalla quale sporgo ordinariamente il pone, o lemnisco in forma di papilla.
La porzione anteriore 6 ordinariamente incolora, o di un giallicclo ohiaro; la porzione matura di color giallo pin o meno intenso formata di un tessuto inolle o faciimente iacerabilo. La tenia espansa matura in 4-6 settiraane. Trovasi frequentemente nell'intestino della pecora, della capra e dei bovini; venne pure osservata nolle autilopi, nolle renne
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Äfe
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TKNIE DEI UOVINI
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e nol camoscio. To no raccolsi im esomplare da un toro Zobü. Non si oonösoe ancora 11 deutoscollce dolla taenia ewpansa. Forse, ehe i proto-scolicl non abbiano bisogno dl passare allo stoto ili clsticercü in altro anlraale, per esemplo in un insetto? Ad un caprelto ho fatto mangiare ova mature ili lonia espansa; ucciso41 giornidopo, nun si v. trovato nnllu ik'' Hello carni, uö uoi visceri.
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I cata e porzionc tintcriorc dclla T. denticolnta.
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FlO. 81.
Anclli molto Ingrnnditi
dclla T, denticolata.
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Negli agnelli si troverobbe fissai frequentomente o produrrebbe talvolta danni assal gravi. Dorainerebbe in taluni luogbi anche sotto fonna epizootica, pro-rlucondo cosquot;) gravissimi danni negli agnelli. Zürn
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Fio. 7raquo;. - Tcsl zlonc anterioi T. alba.
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,r- descrisse quosta forma epizootica sotto 11 titolo dl Bandwurmseuche der Lämmer (1).
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^ La Taenia ftentowto/a(Rudolph!). Lungada 30 a 60 cm.; testa piecola con quattro ventose, ri-volto in allo cd infuori, aaelll brevissimi, anteriormento larghi da nun. 1 a 10, posteriormente lino a 25-26 mm,; gli anclli tnaturi non hanno ordinarlamente una magglore lunghezza cli3mm. II loro bordo postorioro rlcopre im po' l'anterlore ili ognl anello ehe segue; pii organl genitali sono doppi, marginali lt;'oii lemnisco dentiformo. (ili ovari hanno dlspo-siziono analoya a ([tiolla dolla tonia espansa, e molto probabilraente non si tratta ili una spocio, ma soltaoto di una variota dolla espansa tanto frequente nei bovini.
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(1) Zürn, op. oit.
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THNIK DEI 1I0VINInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 838
nj La Taenta alba (Perronclto). Ha colore bianco, lungbezza raetrJ 0,60-2,50; ö elastloa, piuttosto robusta. Appena tolta dall'lntG-stino, ordinariaraente Ö palllda, cogli anelli sovonti raoHo piü lunghi ehe larghi; testa globosa, quadrangolare, grossa piü d'un millimetre), ben distinta, di millim. 1,40-1,15 di lato, lunga poco piii d'uu mlllim.; ventose circolarl o leggermenta ovali, rivolte lateralmento ed obiiqua-nicnte in alto, del diametro di millim. 0,356-0,456; collo breve, sovente a coilaretto o depressione circolare, lungo da miliim. 1,5-5,320, grosso millim. 0,6-0,912; primi anelli lunghi miliim. 0,020-0,038, molto stretti; vaniio progressivamente aumentando di lunghezza e di larghezza, acquistando forma romboidale, logger-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .#9632;gt;''..
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monto campanulata cogli angoli posteriori ottusi , sporgentl in modo da coprire in parte l'anelio ehe so^'iio laquo; da acquistare I'aspetto di dentature piuttosto acute. Alia distanza lt;li un decimetre circa dalia testa, le proglottldi sono gih larghe oltre .quot;! millim, e lunghe li3 di millimetre circa. Nella porziene media le proglottidi sono lunghe millimetri 3,35, larghe 4,5; pori genitali gift bene apparenti, doppi, opposli, corrispondenti al limite del terzo ante-
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m^
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riore di ogni anello quando non sono contratti, II
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Fio. S\ Protoscolice maturo dcll'iiovo dcllu t. alba.
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cirro perlo piü sporgente, conico, o cilindrlco, dritto
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o variamonte incurvato, ordinariamente rivolto verso la parlc posteriori!, il piü delie void' sottile.
l,:i porziono posteriore della tenia ö piü spessa, gli andii piü brovi e pin larghi, dollo spessore di millimetri 1,5 circa, della lunghezza di millimetri 2-3,5 lino a 4-5, eccezionalmente 5-6-6,5, della larghezza di millimetri 8-9,5, raramento oltre ai 10 millimetri ed eccezionalmente 12-11. Le proglottidi mature sono ordinariamente contratte, molto brevi, della lunghezza di 2-3 millimetri. Esse hanno due uteri, uno per parte, formati da numerose leggie o scompartimenti comunicantl iVa lore. In modo die punta la proglottlde ne escono raoltissime nova. Queste sono ordinariamente in gran numero, bianche, cuboidi a base qua-drata o rettangolare, ad angoli smuzzatl ed a lati convessi della lunghezza di millimetri 0,048-0,052, qualche volta lino di millimetri 0,058. Esse sono munite di guscio chitinoide piuttosto resistente, coperto di goccioline adipose ill varia grandezza, Questi ovoll maturi contengono un embrione formate di due parti: la parte grossa, sferica, limitata da una linea perfettamente circolare. nel cui centre o pin in basso, sta collocate come in una nicchia emogenea il protoscolice fatto di un Protoplasma omogeneo seminato di numerose granulazioni pallide, con 2-4-5 nuclei. II protoscolice e collocate ordinariamente in corrispon-denza di un angolo dell'uovo e si trova provveduto di (i uncinl piuttosto lunghi, pei quail si muove reteandosi nella sua nicchia o capsula omogenea; la parte sottile ö formata da un prolungamento conico, cho tormina a cappuccio arrotondato dlsposto sopra Fincontro, I'lncrooia-
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rj4nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TRNIR DISliIiA PKOOUA
ntento dl duo assl lateral!, ehe partono dalla porzlone sferica dell'em-brione, (flg. 82),
Questa tenia qualche rarisslraa volta presenta del trattl sfumato-giallicci, o giallo-terrosi-ocracei.
si trova con certa frequenza nel tenue dei bovini glovani e adult! sonzii distlnzioue laquo;li sesso. Nella pecora ö perö mono frequente ehe no! bovini.
Monlez la osservö pure frequeate a Lilla, specialraente noi bovini uccisi al macello. llailliot la trovö ad AU'ort.
La diagnosi relativa a queste specie di tenia si fa coU'esame raacro-scopico o microscopico delle foci, nelle quali possono trovarsi tratto tratto pozzi piii o mono lunghi di tenia e quasi serapre le loro uova colla forma e grandezza Indicate.
Si curano, come nel cavallo, raediante la polvere della radice o rizoina di felce maschio o meglio coU'estratto eteroo di questo rizoma. Attual-monto Pestratto ö a tal prezzo da poter essere largamente adoporato auche nella cura degli animali domestic!.
II giorno antecedente alia cura gli animali s! tengono a dieta, solo si \mb loro amministrare acqua bianca con solfato dl soda, con solfnto ili magnesia o di potassa. II sain si somrainistra piu convonientemente in un infuso aromatico come segue:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Assonzio.............gr. 800
Fa Infuso con un litro o l|ü el'acqua bollonto. Scloglivi
Solfato ill potassa..........raquo; 100-200
Da somministrarsi in una volta.
II giorno dopo a digiuno, nel mattlno
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Rodico secca polv. di felce maschio ...raquo; 100-200 Da ilarsi nell'acqua bianca, 0 colla crusca,
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Estratto etoroo di felco maschio . . . . raquo; 20-100 Da darsi no) vino tlopldo gr. 300-1200.
4.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Estratto etoreo di felco maschio.....raquo; 20-100
M. con essenza di tromontina.....ft 50-200
Da ammlnistrarsl a digiuno in una, volta.
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60. Tenio della pecora.
La pecora si presenta frequentemente affetta da tenie ehe possono appartenero ad una od a piti delle seguenti specie :
Tenia espansa, T. alba, T. globi-puntegglata, T. centrl-puntegglata, T. ovi-puntegglata, T. ovilla, T, aculeata. Le due prime specie sono identiche a quelle desorltte nel bovini, le altre si descrivono (|iii in seguito. VI si potrebbero Inoltre considerare I'echinococco cistico, il cenuro cerebrale ed il oisticeroo lonuicollo, dei quali si e glä parlato.
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THNIK DBLLA PEOORAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; iJ35
Taenia fflobi-punctata (Rivolta). Lu ienia globi-jiunieogtata ha
testa del dianicli'o di 1 nun., luunita di quattro ventose dirette alTin-nan/.i, mancaute di probosolde e dl collo, Essa ö lunga 45-55-60 cm.; di color blanchlccio o sfuraato vorde-giallo, come il contemito dell'ln-testlno, Le proglottidi ehe contengono nova sono larghe '2 mm. e lunghe 15-17 centeslmi di m, Qll uteri, In numero di 2 in ogni proglottide matura sono globosi e comlnciansi a vedere al terzo posterlore, ed anche meno, dclla strobila, In forma di due serie lateral! laquo;il globlcini bianchloci. llt;(' uova poco numorose iiaimo forma ovale o tondegglante, del diaraetro longitudinale di 28 e trasversale di quot;24 ralllesimi di m. Ln mature prosiüitano I'cunbrioiK! K'ia fonnato o proNViuluto di quattro visibili uncini. II prof. Rivolta ehe lia descritto questa tenia, non parla di lesioni elm avesse riscontrato neli'intestino delle pecore ehe ne erano affette.
Taenia ovi-punctaia (Rivolta). La tenia ovi-punteggiata ha la testa quadrangolare, larga lt;li 50-65 centimillimetri, munita di 4 ventose;, mancanto di proboscide e di collo. La strobila, esaminata dove le proglottidi hanno gli organ! sessual! in funzione, e specialmonte dove e corainciata la forraazione delle nova, presenta visilule ad occhio undo duo linee lateral! formate da puntegginture piccolissirae, Ira cu! ve no hanno di quelle alquanto piu grosse o di forma ovale. Per questa serie di punteggiature, dipendont! in parte dai condotti deferent! pieni di sperma ed in parte dagli uteri in via di sviluppo e giä maturi, I'autore ha denominata la spfcie '/'. ovi-punciata, Le prjme proglottidi, ehe faiino seguito alia testa, variano in larghozza fra 33 centeslmi di milli-metro ad 1 inilliinetro, sopra una iunghezza di 3 centeslmi lt;li milli-metro. Nelle proglottidi mature coll'utero gravido, la larghezza varia tra 1-2 1|'2 mlllim. ; la lore Iunghezza e di 8-10-12 centeslmi di inilliinetro. GUI organi genitali maschiii e femminill sono ai iati delia strobila. Le uova hanno forma ovale e rotonda, ana Iunghezza di 20 milleslml di mllllmetro su 16 millesimi di millimetre di larghezza, con bordo liscio o coll'embrione gia formate munito di uncini.
Questa specie di tenia inflgge la testa nella raucosa, allontana, com-prlme e fa degenerare un dato numero di villi; poi, splngendola tra le glandole del faeberkühn, le comprime e pone ostacolo alia lore funzione, mantiene una irritaziono nella sostanza citogona, donde iperplasla di questa sostanza interglandolare e la forma, del noduli od elevazioncelle nei punti corrispondenti della mucosa delle pecore, ehe ospltavano la tenia ovi-puntegglata. Le elevazioncelle indicate in forma di noduli, in alcuni tratti della mucosa vennero osservate cenfluenti, in altri isolate, di una grafldezzu variabile tra quella di un pisello o di una lenti-ehia, dlpendentemente da una circoscritta tumefazioncella di una piega della mucosa.
Taenia cmtri-punctata (Rivolta). La tenia centri-punteggiata ha la testa (scolice) larga due millimetri, muiuta di quattro ample vontose e
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23Ö
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TENIE DELLA PEOORA
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mancanto affattodi (quot;quot;Ho. igt;;i stroblla ö lunga nun. 2,752a2,84i oslpro-sonta piii larga nella meti anteriore, pin rlstretta nolla sua tnotä posto-rlore. Appsna undeoimetro dalla testa, le proglottidi hanno una larghezza variablle fra quot;2 a 4 raillim.; alia distanza dalla testa di circa centlrn, 50, la larghezza delle proglottidi oscillo (vamp; 2-'.i millimotri; a 150 contimetri dalla testa, le proglottidi acquistano la larghezza di un rallllmetro c mezzo circa, liachc poi al termine della stroblla arrivano appena ad un mlllimetro, Le proglottidi sono molto spesse, e lo spessore crosce nollo proglottidi ehe occupano la parte posteriore o terminale della stroblla, In molti esemplari raaturi, ehe consorvo nella mia raccolta, bo setnpre trovato le proglottidi mature bianco-gialliccio, iiuasi rotonde, adorenti poco intimamente I'mia all'altra,
Nel centre di ogni proglottide notasi ad occhio nude, a comiaciare dalla incla della stroblla, nna niacchia cii'colaro od ellittica alquanto sporgente ; le sporgenze crescono nello proglottidi posteriori e si alter-nano nelle due faccie; quoste macchie circolari sporgenti sono formale dagli oi'uani femininei silnali aol centre delle proglottidi.
Questa parlic.olarita ha fatto denominare la iaenia ceniri-punctata.
1 testicoli sono posti ai due lali di ogni proglottide, 11 pore genitale si apre nel mezzo di uno del margini lateral! esterni delle proglottidi,
(Hi esemplari esaminati dal Rivolta, non erano ancora maturi,
lo pern n'ebbi molti maturi dalla sqnisita corlesia ilel dott. JMattozzi di Macerata, In ess) ho trovato le uova sferiche a guscio semplice, o quasi complotamente sferiche, del diametro longitudinale di 22-24 milles. di in. traversale di :l\-l'l, con sei imcinetti del protoscolice, Le protoglottidi contengono pochissime nova. Rivolta trovö questa tenia nel tenue d'una pecora ipoemica insieme a mnlti esemplari di iaenia globi-iounciaia.
La mucosa corrispondente a quatl rn lonin centri-punlate era in parte di color rosso per causa di iporemiadei villi, od in parte pallida e di color grigiastro, per causa di degenerazione pigmentale del villi raedesimi.
Nell'intestino delle pecore alTetto da iaenia centri-punciaia, il dottor Mattozzi non ha osservato altro die catarro.
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Tenia ovillä [Taem'a ovilla, Rivolta).II prof. Rivolta ha descritto sotto questo nome nna tenia mancante di testa, dellalunghezza di circa nn metro o 50 cenlim., a collo discretamente lungo; proglottidi nolIa mela posteriore della stroblla, della larghezza di 7 mm. e della lunghezza di 1 mm, Ogni proglottide ha una sola apertura sessuale, alterna, verso il mezzo di nn bordo laterale da cui sporge il pene sempre molto lungo; osce da un prepuzio otricellare flaschiforme, diretto obliquamente dall'in-nanzi all'indietro, II condotto deferente e situato nella mela anteriore e verso il margine laterale delle proglottidi, e ripiegato ed aggomitolato, ma sempre collocate verso il margine laterale od all'infuori del canale longitudinale; quindi si porta sotto la massa ovarica, attraverso tutta la proglottide e va a coimmicare coi condottini, die vengono dai testicoli marginall del late opposto,
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TKNIK KKU,A I'KCOHAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;237
Inbsp; testicoli sono in forma d'otrlcelll rotondl sltuati verso i bordl late-rail (l(ill(^ proglottidl. Dal lato in cui ö il pens, essi sono posti nella mcta posterlore dalle proglottidl e sono allMnclrca in numoro ili :iö. Dal lato opposto, occupano lo spazio compreso tra il bordo laterale oil il canale longitudinale, il lore numoro in questa regione puö essere calcolato tra i 45-50. I condottinl ehe derivano da quest! otricelli si riunlscono nel condotto deferente ehe va al pene. Ogni proglottlde ha un solo ovario, dal lato in cui ö situate il pene ed appena all'lndentro del canale longitudinale. L'ovario ö sotto forma di tre piccolo masse otricellarl. Lo due piccolo masse anterior! vicine 1'una all'altra sono reniformi e formate da piccoli otricelli aventi 1' estremitä periferica rigonfla e ro-tonda; coll'altra estremitä,ehe si puö ilire centrale, mettono in un condotto ehe si puö dire delle nova, il quäle comunicacon quelle del seme. Un poquot; all' Indietro delle due descritte masse ovariche, vi ha un altro gruppo di otricelli rotondi ehe formano le glandole deH'albumina.
L'utero comincia sotto forma Hi un condotto dapprima rette ehe si estende quasi da un condotto longitudinale all'altro nel parenchima delle proglottidl, Quindi si fa flessuoso, poi a zig-zag ed inline occupa tutto il parenchima delle proglottidl; e quando e piono ili nova, atroflzza i testicoli o si estende (ino ai margini lateral! delle proglottidl.
IInbsp; nbsp;bordo posteriore d'ogni proglottide sporge appena alquanto sopra quelle anteriore della proglottide ehe segue.
1 bonli lateral! sono spessi, un po! rigonfi, e di colore bianchiccio, Perciö la strobila presenta, verso i margini lateral! ed all' infuor! del canale longitudinale, duestriscie bianchiccio ehe risaltano sul colore inou netto dalla parte mediana della strobila stessa. 1 bord! lateral! delle proglottidl, cho mancano ill apertura sessuale, sono tagliati obliquamente dall'innanzi all'indietro; mentre quell! ehe sono sprovvisti di detta apertura, o pore genitale sono piü rotondi.
Questa tenia e molto analoga, so non identica, alia seguente.
Tacn/'a aculeata (Psrroncito). E lunga metrl 2 ed oltre; presenta duo gross! canal! per parte nella porzione anteriore, i quali nella porzione media e posteriore si riuniscono e no formano uno per cia-scun lato, grosso ed estendentesi a tutto il corpo della strobila; ha color bianco o bianco-giallognolo; testa depressa, quadrangolare, col late magglore di mm. 0,560-0,589, col lato minore di mm. 0,250-0,300, lunga mm. 0,500; ventose rivolte Infüori, divise da una depressione, del dia-raetro longitudinale di ram. 0,256-0,264, trasversale ill mm. 0,200-0,208. Oollo breve rappresentato da un restringimento o collarette del diametre di mm. 0,536. Anelli tutti brevissimi. Alia dlstanza di ram. 10 dalla testa sono lunghl ram. 0,38-0,45, largh! mm. 1,520-1,710; a 80 mm.didistanza dalla testa lungh! mm. 0,130-0,152. largh! mm. 2,432; a 20 centimetrl dalla testa gli anell! sono lungh! nun. 0,220-0,280, larghi mm. 3,164; a 2:i centimetri lungh! mm. 0,228-0,260, larghi mm. 3,5. Alia distanza di 30 centim. dalla testa, lunghi mm. 0,270-0,304, larghi mm. 3,572 e pro-
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s;38nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TBNIE nKt.i.A i'KCoua
sontano glamp; il poro genitale, A 35-40 oentlmetrl dalla testa i bordl lateral! delllaquo; stroblla appaiono glö Irregolarraente aculeati per la sporgenza doi porl gealtall; questl sono alternl, sporgentl a gulsa di tontacoll od aouiel per il lungo clrro oho oltrepassa il tnargine libero del poro genitale; la lunghezza degli anolli in questo punto ö di mm, 0,350-0,380, la lar-ghezza di ram. 3,800-4,400. Alia distanza di 00 oentlmetrl le proglottldi sonlaquo; lunghe nun. 0,380-0,570, larghe mm. 5-5,5, 1 loro bordi lateral! hanno aspetto piu irregolarraente aculeato. Porl genital! Irregolarraente alternl, sporgenti e sviluppati; cin-o d'ordinario liinlt;?() o leggermente incurvato e rlvolto verso la porzione posteriore della strobila. In questo punto il clrro venne trovato, alia base del poro genitale, del diametro di ram. 0,045, sporgente nun. 0,085-0,232 e terminante in punta ottusa. Alia distanza di nn metro dalla testa gli anolli sono lunghi mm. 0,760-1,140, larghi rara. 6-6,51 a quella di centiraetrl 130-140, gli anolli sono piii grossi, pin irregolarraente aculeati, lunghi nun. 1,140-1,330, larghi in. (1,5-7-7.5. Gli anolli hanno un solo utero comunicaulo con un unico poro genitale, posto alternativaraento ed irregolarraente ora ;x destra ora a slnistra, molto rilevato, con una punta sporgente nel mezzo costi-tnita dal clrro o pene mlcroscopicamente acuta e sotto forma di aculeo. Utero raniificato, ovaii a pareti coraposte, laraellari, grosso nun. 0,o;i. Ovari maturi pieni di nova a semplice guscio, sottiie con protoscolice exacanto, ovoidaii, del diametro di mm, 0,020-0,016. Nella porzione posteriore della tenia gli anolli divoutano piii stretti o pin grossi; quando sono maturi si distaccano con facilila dal rimanento della strobila. Oil anolli apparentemente raaturi, vennero trovati di una lunghezza massiraa di rara. 1,520-1,720 e della larghezza di ra, 9,5-10.
])i questä tenia no posseggo due esemplari pervenutimiin dono dall'e-gregio dolt. Mattozzi di Macerata, cho li ha raccolti dal tenue di due (iivorso pecore. Nulla posso dire intorno ai dann! cho puo arrecare la tenia aculeata allo pecore.
Nello pecore la dlagnosl si fa, come nei bovini, coll'esarae delle foci, e la cura si pratica audio analogamente. Solo die pli ovini avondo un valore pecuniarlo molto minore e lo tonic sviluppandosl abbastanza so-vente eplzootiche, mi viene spontanea la domanda, so i pastorl, i pecoral, raentre vanno a pascolare i loro aniraali in boschl ricchl di felci mm farebbero cosa ottiraa a raccoglierne abbondanti i rizomi per esslccarli od utllizzarli nella commie alimentazlone? So cosl si facesse, noi mosi piü propizi dell'anno, si potrebbe nell'ovile somrainistrare per alcuni giorni di seguito, od a rlprese con Intervall! di 2-'A mosi, la radice secca di felce raaschio polverizzata con un po' di crusca, nel latte caldo, in un blcchiere ill vino o di acqua calda, a digiuno dopo una conveniente dleta di 12-16-24 ore a seconda doilo circostanze.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Ini'uso in tanacetq o di assenzio gr. . . . 50-150
Solfato di soda o di potassa gv.....20-50
Da amminlstrarsl in una. sola volta.
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THNIA Dlt OONIOIiIOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;SM
ll glorno su.ssfin'Moiiio a dlgluao
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 1'r. I'olv. ill radlco di foloe masoltio . . gr. 10 a 100
Da sotntninlstrarsi una sola voitai si ripoto la laquo;liwo lino ad ofl'otto siouro,
3lt;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. KstraUi) etereo di foloo mosohto . . ^r. a-lo
Bssenza ill trotnontiQa f,rr. 10-50 da atuministrarsi in una volta.
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61. Tonia del coniglio.
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I! coniglio, froquoiilomonto affetto dal cisticeroo pislformQ in nuinoro Vcirio, sovonto in grandissltno nuiiion) nol perltoneo, oraentl o mesen-torlo prosenta qualche rara volta nol suo tenue intestino, o nol cavo peritoneale, una tonia inonne desorltta dal Goeze col noine di Tenia pettlnata ( Taenia pectinaia , Goeze). Essa ö lunga lino a '20 centimetri, ha forma ovalo lanceolata, testa piccola, nettamente distiuta dalla catena anellare per mezzo di un rigonflamento clrcolare costituito dal cello brevisslmo; anelli pure molto corti raa larghi; oriflzi genital! opposti, pa-pilllformi ed in margin!; nova sferiche a piü invogli, r Interno pisiforme ö terminate per un doppio pro-lungamento ehe Simula duo uncini. Essa si trova nol ventricolo o nol tonuo del coniglio e delle lepri.
Zeder 1'avrebbe trovata principalmente nell'lnte-stino tonuo del coniglio in autunno. Daubenton diet? ehe o piuttosto rara nol ventricolo di quosto animale. Blumenbach 1'avrebbe riscontrata nvAVAr-miie (trmala. lo no ebbi esemplari bellissimi dal prof. Oomba ehe 11 hatrovati nol tonuo del coniglio fLcpus iimidusj. DIesing accenna alia presenza di questa tenia nell'lntestino o nello stomaco (loll'ylr-ctonis marmota fin intesiinis; rafius in veniri-culoj (1).
Mognin ha notato ehe la tonia pettinata si trova frequentemente nel coniglio di garenna, ed ancho
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piii frequentemente nella cavitä peritoneale ehe nel-1quot; intestino. Quosto fatto , ignorato completaraente
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FlO, S;i. - Tonia pettlnata de! coniglio.
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dai naturalisti, sarebbe stato accennato a Mögnin dai suoi amici o colloghi cacciatori, e inoltre dai votorinari Weber' e Rossignol o dal luogotenente colonnello d'artiglieria Larome. In segulto, ogli avrebbe sovente confermata i'osservazione in numerose autopsie da lui fatto. Nol coniglio domostico perö non Fha mai constatato. Socondo pol Mögnin, questa tenia si svllupporebbe nel cavo peritoneale dal cysli' cercus pisiformis, ehe sarebbe pure comunissimo nel coniglio selvatico.
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(1) DlKStNQ, op. cit.
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BOTRIOCKPA.LO DKr, DANE
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il cisticerco in questa sna trasformazlone laquo; si allunga, la sun vosoica caudalo si atroflzza, la sua testa lt;gt; scolico perde i suol imcini, esso prende insonsibilmente la forma strobllare e flnalmsnto diventa la facnia peel inn fa v. Klt;*\i dice dl aver potuto seguiro tutte quosto trasformazioni noi mimorosi oonlgli ill garenna sezlonati, del quali conserva uaa serie di preparati dlraostratlvi (1). Perö Railliet, malgrado faoesse manglare iiioiti cistlcerohi pisiforml a conlgll, non ottenne mai la desorltta produ-ziono della tenia pettinata (2).
La cura di questa icnia nel CQuiglio riusoirebbe difflcile per la lun-ghezza grande dell'intestlno, e troppo costosa .so si volesse adoperaro I'estratto otoreo di lelclaquo; tnaschlo. si potrebbero porö leutarc i serai di zucca o la polvere di rizoraa di folce tnaschlo,
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Somi dl zucoa N. 50 per ogni coniglio,
si diumo a mangiaro ueila crusca con pane o Carina bagnata.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Radico di l'olco maschio süccu u polv. . . gr. ^'i Da moscolarsi eol tritollo o farina.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Ocirnum basilicutn.........gr, 10-20
Da somtniuist, allo stato di orbu soloo moscülato con ulimonlo vordoosocco.
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62.
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Botriocefalo del cane
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Da noi ö piuttosto froquente il botriocefalo nelcauo, e assai prima die d riscontrassG neiTuomo, noi Museo dl Anatomia Patologlca della nostra
scuola senc conservavano esemplari raccolti nel cane dai prof, Perosino ed Ercolani. La
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Flo. 8S. a) porzionc anleriore colla rclaliva testa de botriocefalo grande; /')prinü anelli; c) anelli in cui si vedono jjia yli organl genitali; d] anolli maturi,
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Fig. H. Testa Jcl botriocefalo grande.
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specie osservata 6 il B, largo [Bollmoce-
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phalus laius, Bremser) quello stesso ehe si rlscontra piu froquenteraente nell'uomo (3). La sua iiiiif;iiezza nel cane 6 di 1-2 (ino a '-i raetrl, di color cinereo brunlccio, con testa alluu-
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(1)nbsp; Jlro'i.MN, Lav. oil. Paris 1870.
(2)nbsp; K.mu.ikt. Lao, oil. Paris [880.
(15) Vedi a quoato propnsito il mio libra: I parasxili dell'uomo e dci/U ant-malt utili. Milano 1882.
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IIOTRIOOEFAI-0 UKI, CANK
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gataadue fossotteo botrl laterall, sprovvlste di undni, oollo brevlsslmo, primi ;uiolli microscopiei, i seguenü piü lunghi, organi genital) sotto forma lt;li rosetta nel mezzo dl ognl anello, aperture genitall sulla linea iiKidia della faocia veatrale o viciuo al naarglne anterlore degll anelll.
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Fia. 8laquo;. Uov.i di botrlocofalo mature e appona evacuate.
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Fir.. 87. Uovo col relative) proto^colice dopo un'Incubazionc artlficlale.
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Fig. laquo;laquo;. Uüvo scliiusü.
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Ultimi anelli maturi larghi 8-12 mm.; nova ovali con opercolo ad un polo, segmentate ehe maturano poi fuori del corpo, del diametro antero-postoriore raquo;li mm. 0,068-0,070, del diametro trasverso di 0,044.
II botriocefalo quando ö mature elimina tratto tratto pozzi piü o mono lun^'lii della sua ultima porzione della catena. Ooll'esame dello foci si riscontrano laquo;ia del resto lo nova o se ne puö cosi fare la diagnosl,
II botriocefalo grande venne osservato dal Dott. Parona Kmostü fce-quentissirao nel cane del Varesotto. In Piemonte o piu faro.
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PlO, f*9. Protoacollce del bolrinccfalo libero
nell'acqua Uncino Uolato cd Ingrandlto.
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Fio, 90. I'rotoscnlicc del botriocefalo dopo pnrecchi giornl dl vita llbera nell'acqua Uncino isolato ed Ingrandlto.
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Secondo le ricerche di Braun, si troverebbero i cisticercld (deuto-scolici) del botriocefalo nolle cami del lucolo e della trota. Ma con clö non si saprebbe spiegare il botriocefalo uol cane dove di quest! posci no fa, per lo mono, uso molto paroo I'uomo. Leuckart non oUcnno lo
16 i'EiiuoNcno, Slatattic dagli unimali dontesttci
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242nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TENIK E BOTBIOOBPALO NBL OATTO
svlluppo del cestode ingoiandone lui stesso nova mature; Inveoo Knooh sostlene d'aver prodotto plpetutaraönte il botrlocefalo nel cane, amml-nlstrandogli nova col protoscollce glk sviluppato. In gulsa cho la quo-sliono ha bisofjno ancora ill essero meglio studlata.
Nel cane veanoro osservati inoltre da Krabbe il botrlocefalo cordlforme, fosco, reticolato e dubblo. A! /gt;. laius credo ili poter riferire eziandlo 1'esomplare descritto daU'Ercolani (I) e quoll! descritti dal professore Qenerall.
La cura si pratlca come uoi casi di tenle (v. pag. 222).
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63. Tenio o botriocofalo ncl gatto,
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II gatto va soggetto abbastanza Proquentemente alia teuia ellittica od alia crasslcolle; la prlma corrisponde alia T. cocomerina del cane, la seconda '#9632; specialo del gatto,
La Tenia a grosso collo {Taenia crassicollis, Rudolphi) ö lunga da 12-60 cm., larga da 4-6 mm. anteriormente. Ha testa grossa emlsferlca, munita di proboscide circondata da 40-52 uncini disposti in due ordiui, come nella T. serrata del cane; lalunghezza degli uncini grandi, e di mm, 0,30-0,32, quella del piccoli ö di ram, 0,18; ha quattro ventoso del diamotro di nun. 0,))'.). Il collo o brevissimo e molto grosso ; i primi anelli cortissimi e i successlvi piii larghi ehe lunghi; essi diventano poscia tanto larghi quanto lunghi, e inflne, quando sono maturi piu lunghi ehe larghi. I poii genitali sono latorali ed irregolarmente alterni,
Questa tonia abita specialmente la parte media e posterlore {//eon) del tenue. Grass! e Parona la riscontrarono in novanta autopsie su cento e descrissero un case di perforazioue del tenue, ehe si suppose prodotto dalla tenia. In ebbi occasione di osservare la perforazione awenuta len-tamente nella porzione iliaea dell'intestine in una gatta alia distanza di 8 cm, circa dalla valvola ileo-cecalo, ovo esisteva una tonia crasslcolle, Nello stesso Intestino si sono trovati eziandlo degli anchllostomi (2). II dottor Romano, ha descritto nel Priuli una epizoozia nei gatti pro-dotta da questa tenia, ed avrebbe trovato una tenia crasslcolle aderente allo stomaco. Essa trovasi sola o insieme con altri vermi [T. Elitlica ascaridc mistace cd anchllostomi) (3),
La T, crasslcolle si svilnppa nell' intestino del gatto, ogni qualvolta questo animale introduce nel suo stomaco il cisticerco fasclolare, ehe assai i'requentemente si riscontra nei topi,
II cysUcercus fasciolaris ha molta rassoraigllanza col cisticerco della
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(1)nbsp; Broolani, Op. oit. Bologna 1859.
(2)nbsp; II Med. Vol., fasc. di febbraio 1886.
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(3) B. Ghassi o C. Parona, Sovra la Taenia crassioollis {VsivoXto Aamp;g\\. ki\,\
ülla Socictii Italiana di soienze na
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TKNlVi v. DOTRIOOKPALO NEL QATTOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 243
ccllulosa, o no ragglunge press'a poco la stessa forma o grossezza. vivo perö Inolstldato unloamsnte nol fegato dei sorol e del ratti,
Pallas aveva glä osservato l'analogia, cho vi era tra lo scolico laquo;li questo oistioerco e la testa della tenla orasslcolle, Questa analogla venne dopo confermata da V. Siebold e plü tardi ne fu dlraostrata In stretta parentela da Leuckart e lt;la Baillet. Questi sperlmeutatori Infatti, avendo sommlnistrato a sorci anelll maturi della teala orasslcolle produssero nol loro fegato cisticerchi fasciolarl. Davalne svlluppava pure aell'ln-testlno del gatto la tenia In discorso facendogli mangiaro il cisticerco fasciolare del sorclo. Leuckart, nolle sue esperienze sui topi, cogli anelll maturi della tenla del gatto, avrebbe pure prodotto la vertiglne da protoscolid cho erano ^iunti o si svilupparono nel cervello.
Nol gatto venne osservata pure ana specie dl botriocefalo (/gt;'. felis, Oreplln) da Creplln, da Alessandrini e dal Brackraüller. Quelle raecolto dall'Alessandrinl nel tenue di un gatto ben nutrlto venne descritto dal-l'Ercolanl come lungo centira. 64 a testa assottigliata, collo breve e grosso, anelli anteriori quasi quadratl, i raezzanl e gli Ultimi piü larghi cho lunghi, i caudali poco mono di ;} millimetri,
lo ne raccolsl recenteraente un esemplare ezlandlo da un gatto ben nutrlto e cho non aveva mal manifestato sintomi dl malattia. Ad un tratto venne colto da vonüto ed emise por la bocca un pezzo lt;li botriocefalo, costitulto da anelli tutti maturi, lungo centiin. 51, Esso corrl-spondeva alia mota circa posteriore del cestolde, ^ii anelli erano lunghi 2-3 mm. larghi 0-7, ad ovarl corrispondentl al mezzo d'ognl proglottide sotto forma di rosetta o punto scuro nerastro. Le ova erano un po' piü allungate, e piü strette, col polo opercolato piü acuminato ilello ova del li. laftts dell'uorao e del cano, del diametro longitudlnale ili mm. 0,002-0,(168, trasversale di mm. 0,036-0,040.
In seguito alia somministrazlone di 2 gr. lt;li estratto etereo di felce maschio diluiti in ;3 gr. d'etere solforico si ebbe l'eliminazione conse-cutiva dl altri 46 centim. di botriocefalo, dl cui molti anelli erano an-cora maturi. Si e poro sciupata la testa o gli anelli erano sirettissimi. In guisa ehe questo botriocefalo era lungo 1 m. circa con molti carat-tori di analogla col B. latus.
La tenia a grosso collo de! gatto, sebbene non prosenti perlcoli per altro specie di animali domestici, per le lesioni dell'intestino (pcn'fora-zione del tenue) ehe talvolta sembra produrre, sl puö suggerlre l'eliminazione seguendo le norme indicate pel cano, cho sono quelle ehe; danno i migliori risultati anehe nell'uorao. Gioe, iu^I giorno antecedente alia proplnazione del rimedio digiuno, tutfal piu un po'dl brodo o di leggera mlnestra. II mattino de! giorno ausseguente, pure a digiuno gt;i fa prendero l'estratto etereo di felce maschio alia dose di 2 gr. allo stato di purezza o sospesi in qualche menstruo indifferente. L'lntestlno del gatto essende molto brove, due grammi d'estratto sono sutllcienti o si promuove Toli-minaziono della tenia mediante Tolio dl ricino.
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344nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TBNID nut polli
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Infuso ili tanaoeto.......... gr. 80
Soiogllvi solfato ill potassQ.......raquo; 7
Da uniininist,r;irsi 11 glorno antooodonto alia cuva vorso sora.
#9632;gt;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto otoroo ili feloe rnasohio .... gr, 1-3
In capsulo ili golatina od altrimonti.
Da uinmiiii.sU'iirsi il mattino della c-ww. a ili^iuiio.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. olin ili rioino...........gr. 1quot;gt;
Da somtuiuistrarsi oaldo 10-30' ilnpu la prosa doll'oütrafcto.
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64. Tonic dei polli.
I polli si presontano froquontoraente afFetti da tonio o da ascaridi, oppure da entrambi quosti genori di parassitl, Lo tenie cho si osservano noi polli souo le seguenti:
Tenia inpundibuliforme {T.infundilmUformis, Goeze): ö lunga da 20-liH) millimetrl, larga da 1 a quot;2 tnillimetri; lia testa sferoide, ventose piccole, proboscide emisferica, munita di 208 flnissiml uncini disposti in doppio ordine; collo breve e suscettivo di gonflarsi tanto quauto la testa; anolii progressivamonte pin lunghi ö piu larghl, gli ultimi oblunghi-ovoidi col bordo posteriore spiccato. Trovasi frequente e co-piosa nel tenue dellagalllna comune, dell'otaria, delle anitreedelle oche.
Tenia esile (Diyardin): ö lunga loo millimetrl, ha testa tetragona, breve, proboscide armata di 60 uncinetti disposti sopra un solo ordine, sottiü o lunghi mm. 0,008; pori genitali unilaterali; embrione di volume variabile, qualche volta duo assieme in uno stesso uovo. Venne trovata nell'intestino gracile del polio comune.
Tenia uinuosa (Rudolph!): ö lunga da 50-330 millimetrl, oapillare anteriormente, larga oltre duo millimetrl posteriormente, testa globosa con un prolungamento conico ehe contiene la proboscide retrattile, lun^a quanto la testa, ingrossata all'apice ove ö armata di 10 uncini lunghi o quasi retti; collo lunghissimoe retrattile, del pari cIk? gli anelli; questl trapozoidi; gli ultimi pin o meno arrotondati; pori genitali unilaterali, d'ordinario irregolarmente alterni.
Dujardin 1'avrebbe pure trovata frequente nell'intestino dello oche e delle anitre.
Tenia lanceolata (öoeze); ö lunga da 30-90 millimetrl, larga da
5-8, ha forma lanceolata, testa piccolissima, globosa, niuniia di proboscide sottlle, clavata, provvoduta all'apice di 10 uncini, ventose piccolo, collo corto e sottile; oriflzi genitali Irregolarmente alterni.
Questa tenia e stata trovata dal Dujardin Ireqnente nell'intestino dolle oche.
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TENtK DEI rorj.inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;245
Tenia proglottidina (Davalno); lunga mm, 0,9: tosta ovalaro; tli;i-raetro trasversale huh. o,Js, longitudinale mm. 0,10, rostro sostltulto da uu infundlbulo (o ventosa?) molto largo (nun. 0,08), armato di 80 q piii unclnettl avonti forma di splllo, lunghi mm. (),()()quot;) disposti in doppio orilino; quattro vontose non aventl ehe il terzo del dlamotro ielVinfundibulum, armate di analoghi uncinotti, ma pin piccoli. Stro-blla aventQ quasi sempre meno di quattro articoli, il primo nottamente separato dalla testa, ma molto pin piccolo di questa; il secondo arti-colo pit'i grande della testa; terzo e quarto successivamente molto piii grandi, pori genitali all'angolo anteinoro del terzo articolo da nn lato, o all'aiigolo anteriore del quarto dal lato opposto; canale deferente lunghissimo, (lessuoso; pene in una guaina armata laquo;li spine, retrattile, zoospermi flliformi, lunghissimi, nova relativamente molto grandi (mil-liiiHilri 0,05;, pmvveilute di mi emlirione vlvacissimo. Oil anelli si sepa-rano quasi appeua formati; vivono e si sviluppano llberi, acquistano allora sino il doppio della lunghezza totale della tenia nella loro piii grande estensione: essi sono lunghi mm. 1,8, e la ineta di questa lunghezza nella retraziono; queste proglottidi hanno una grande vivacitä; esse camminano come le sauguisughe, col lato anteriore in avanti. Qualche volla due anelli separati rimangono adorenti e camminano insieme.
Davaine dice d'aver trovato queste proglottidi in numero considorolaquo; vole nel duodeno di tntli i polli esaminati noil' ottobre 1855 a Saint-Arnaud (Nord).
Tenia mariello ('/'. mallem, Qoeze), Lunga da 30 a 200 milllmetri, testa piccolissima, munita di proboscide corta e armata di 12 uncini, vontose piccole, collo breve, anelli numorosi e poco distintl, con una lunga striscia mediana longitudinalo ehe contiene lo ovaie. Tormina anteriorraente con una dilatazione trasversale ehe le raise il nome di T. martello,
Anohe questa tenia venue riscontrata raolte volte dal Dujardin nol-1'anitra domestlca e da Cresplin nella gallina.
Tenia botrioplitis (Piana). K lunga mm. 200, larga 2-1^ mm.; ha collo lungo nun. lo, pori genitali unilatora'i, ventose guornito di uncini come nella Echinoboirida di Mognin, e nella proglottina di Davaine. Essa in-sinua la tosta profondamente nell'lntostlno producondo gravi lesionl.
Vi sarebbero inoltre la T. crassula del piccioni, la T. setigera, la T. fasciaia, ecc.
Non si conosce ancora esattamente il ciclo di vita di queste tenie. Talvolta pero sono in gran numero e fa d'uopo promuoverne relimina-zione per non avere i polli meglio disposti a contrarre altre malattle piii esizlall, conic sarebbe ad es. I'epizoozia tlfoide o cholera.
Si possono talvolta prevenire colla diligente polizia. si curano me-diaiite nn buon purgante soguito dall'antelmintico corao segue ;
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240nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; C/Vi'HKSSIA ITTIRO-VEHMINOSA
i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Aloo socootrlno o oaballino .... oontigr. 15-20
in pezzotti si oaccio In goln al polio. Nollo stosso giorno si ticnu digluno I'animale.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Semi di zucoa...........N. 40-50
Per mi polio, da somministrarsi il gioi'no dopo,
Oppui'e
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Rizoma ili folco mascliio polv......gr. 100
Da mesoolarsi col trltollo. Si ripota la cura so oocorro.
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65. Cachessia acquosa o ittero-vorminosa Distomatosi.
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Questa forma morbosa si sviluppa nei bovini eel ovini, od in talano spocio solvaticho (corvlni e antilopi) in conseguonza ili vcrini succhianti, detti distomi, ehe vlvono specialinente uel fegato degli animali.
I distomi sono vermi piatti, non divisi in segmenti, ermafroditi, oc-cezionalmente unisessuali, provveduti di duo ventose, di cui ima ante-riore boccale, l'altra ventrale; la prima trovasi in rapporto con un tube digerente biforcato ehe termina dall'una e daU'aitra parte a fondo cieco.
Questi vermi in regola ge-
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nerale producono uova die schiudono fuori dol corpo degli animali ; gli embrioni o larvo nate passano un periodo
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I'K;. '.'H. .;) Cercjiria chlorotica (liaer o Dicsing) t) Sporoctstl sacciformi dolla ccrcarla chlorotica (DaU'Ercolani),
di vita libera nnotanti nelle
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Fio. if'?. Redla con-tencntc cercarie. (Dal Lonckart
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nctjuo per passare in qualche
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FtO. '.M. - Rodla dolla ceroaria
Limnci obscuri.
I DaU'Ercolani .
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modo nel corpo di mollnschi,
ove si incistidano sotto la
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forma di sporocisti odi redie.
I,o prime sono voscicolo chinsn chn sviluppano corcario; le rodin hanno
una bocca g formano, egualmente cho 1laquo; sporocisti, utia generazione
agama nel loro interno ili cercarie.
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i
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0A0I1E8SIA tTTEHO-VERMINOSA D1STOMA EPATIOO
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LG ceroario somlgliano Ria moiio al dlstomi, ma sono provvodute tli coda o non hanno orprani genltali. EsSQ I'itornano nuotanU nolle acque o si portano sulle erbe nei prati e nei pascoli, d'oude
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poj collquot; alimonto passano noil' apparato digerente delle varle si)eci(! aniraali, nolle quali acquistano forme perfette per la perpetuazlona del dlstomi parassitari.
Gi offrono cosi i troraatodi in generale, ed i dlstomi in modo particolare, 11 piu boll'esempio delle generazioni altemanii (1).
I distomi viventi parassiti aegli animal! domestici
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sono 11 Distoma epatico, 11 Igt;. lauceolato, eccezional-raente 11 grande distoma, il D. carapanulato, 11 I), conglunto, il D. cono, 11 I), ecblnato ed 11 I), della borsa di Fabricio.
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Fir,. Hi. Ccrcoria mlcrocotyla
.Dall'Krcolani)
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Distoma epatico {Distoma hepaiicum, A.bildgaard), Ha corpo gri-giastro o bruniccio, appiattito, ovale oblungo, lauceolato od ottuso ed a forma di foglia di lauro; o luii^o mm. :{') circa, largo 10-14 ; pit largo o come tondeggianto in avanti, d'nn tratto si restringe q forma nna specie di collo conico ehe sostiene la ventosa anteriore o bocca arrotondita, terminale; si restringo in modo graduate posteriormente
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l'ic. 9.S, Uovn di 1). epiitico [molto ingrlt;}'
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#9632;'io. 0(1, Distoma epatico grandczza naturals).
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Fio. 97. Cercaria caudata
ingr. (Hallo Zflm),
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I'm
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9S, Distoma epatico [Grandezza natnrale).
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o tormina in pimta arrotondata,; la cuticola e coperta da .-pine, piu o mono appiattite, lunghe mm, 0,050; dalla ventosa anteriore parte il tubo digerente, ch(^ si ramiflca per tutto il corpo; ventosa posteriore a poca distanza dalla prima con oriflzio triangolare; tra le due ventose gli oriflzi genitali contigui; pene cilindrico, saliente, rav.vollo a spira, testicoli molto grossl formanti tre masse bianchiccie situate nella por-
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(l) V. T par ass (i deU'uomo a dsgli aiiiiwUi ulili (cit. a pun, ^7lj.
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T
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;M8nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; CACHKSBIA ITTBR0laquo;VERMIN08A DI8T0MA BPATIOO
zlono anterlore del dlstoma; ovarlo bianohiooio glallognolo, a cni fa seguito nn lungo ovidotto ripiogato piii volte s()[)r;i se stesso, in modo du t'ormare auinerosa circonvoluzloni |ii(Mie dl ovoli coloratl piii o mono inglallo, ovoidi, muniti ili apercolo ad mi polo, deldiatnetro longitudinale di inm. 0,130-0,140, do) dlametro trasversale dl mm. 0,070-0,080.
Quest! ovoli possono lt;x\i\ compiere nell'ovidotto la segtnentazione del tuorlo, in modo ehe osservati nella bile delle vie iiiliari, oppuro uoirin-testino o nelle foci, presontano ordlnariamentG il lore contenuto (vitello) diviso (s trasformato in cellule distinte o confuse,
Sono interessauti i risultati delle coltivazioni del Bailletfatte nell'acqua, nella terra umida, ecc. collo uova del dlstoma epatico. Esse, oltrechö confermano le osservazioni dol Louckart, parmi apportino gran lnco nella soluzione del quesito tuttora insoluto dolla (liHusiono del dlstoma epatico e lancoolato nei bovini e nolle pecore. Secondo Baillet adunque, il 13deg; glorno di incubazione delle nova comparlrebbe in osse nn corpo nuotante e poco distinto, ehe andrebbe perfozionando lentamente le sue forme in gulsa ehe il litquot; glorno si vede fatto di alcune grosse cellule circondate da cellule piii piccolo, confuse ed irregolarl; il 37deg; glorno vi si riconosce un embrione imperfetto ehe si contrae, il quale progre-ilisci^ sempre plu in sviluppo in modo ehe dope quindici giorni circa dal suo iniziamento si trova completamente formate e schhnlo. A questo stadio esso o mono iiine'o e mono largo del guscio no! quale si trova racchiuso, ed una flna membrana limita nell'uovo lo spazio occupato daU'embrione ehe spesso si agita con movimenti piii o meno #9632;vivaei. Ad una piccola distanza dal margine anteriore esso porta una macchia opaca, apparentemente nera per la rifrazione della luce, formata di due lolii suscettibili di allontanarsi I'uno dall'altro, Nicolet ha paragonato questa macchia, per la forma dei suoi movimenti, all'apparato di ma-sticazione ehe presentano certi infusorii sistolidi e particolarmente i rotiferi.
L'embrione appena schiuso e libero nelle acque si mostra vlvacissimo in modo ehe riesce difficile seguirlo ne' suoi movimenti. Esso rasSomiglia ad un infusorio cigliato, ehe gode delle proprietä di mutare estesamente c frequentemento la sua forma. Sovente si presenta rigonflo in ftvanti o assottigliato posteriormente a guisa lt;li cone corto e troncato. Altro volte si stende in modo da somigliare una bendorella un po' pin larga in avanti, lunga mm. 0,110-0,160-0,180, grande ram. 0,028-0,035, In altro circo-stanze inline, lo si vede contrarsl, assumere una forma press'a poco rotonda e quindi girare sopra se stesso con una rapidltä straordlnaria. II suo corpo o rivestito in tutte le suo parti di clgliavibratili; al margins anteriore presenta una piccola fessura, nella quale trovasi una punta triangolare, corta, rettrattile e protrattile.
Questo eftibrione perö non progredisce oltre In isviluppo o fatto man-glare dalle pecore, dal conigliooda altre specie animali nonarrlvamai allo stato di dlstoma peii'otto. Inveco secondo rieorche fatte dal Louckart, uel Limneus pereger e nel L. ininulits darobbo luogoalle sporocisti, o
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0A0HE88IA ITTKRO-VFRMINOSA
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DI8TOMA T.ANOKOt.A'io
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349
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redie lo quail generano ooroarle costltuentl molto probabllmontö l'ul-
timo studio larv.ilo del dlstoma opatlco, Quoste corcarie mature uscite
dal corpo del mollusco, perinezzo dl im elaborato dl una ghlandola par-
tlcolare si iucistidano la brevlssimo tempo o
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rimangöno cos) vivo aspettando il uuovo osplte
cho lo accolga per trasforraarsi in dlstoma
perfetto. Esse perö hanno ancora una forma
cho dlversifica di molto dal diatoma perfetto,
e le prove fatte direttamente sopra mammlferi
per produrre sperimeutalmente il dlstoma i'al-
lirono.
Recenti ossci'vazioni mi hanno dimostrato cho oUantacinque distoml (1). epatlco) nel fe-f,rat() danno in media un uovo per ogni pre-parato microscopico di 1H mm. di lato allestlto collefeci; e 800 distomi danno 10 ova in media
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per ogni preparato,
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Nel cervi venne osservato dal Prof. Bassi un grande dlstoma [Disioma magnum), a forma
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Fio. 99. Embrlonc del di-stoma eputico poco dopo In Bchludimcnto.
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e conflgurazione molto analoghe al D. epatlco, lungo mm. 57-68, largo 24-35, spesso 2-4 mm. a produrre un'epizozia di cachessia Ittero-verminosa. Tale forma di dlstoma venne pure notato col dlstoma epatlco in pecore e capre morte per pneumonite verminosa o per idroemia (1).
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Disioma lanceolaio [Bistoma Niiiccn/aivm, Mehlls). Ita corpo ji'inl-liccio somitrasparonte, piu o mono macchlato di scuro per lo nova, lungo da 4-!) raillimotri, ottuso posteriormento, assottigliato anterior-mento, ove termlnacollo ventosa boccalo; cuticola liscia, ventosa poste-riore orbicolare, piii larga della boccale; tubo digerento costituito dalla ftirlnge, da un esofago ehe si divide per formare i due tubi intestinal! non ramiflcatl, semplici, ehe si estendono iongitudinalraente nolle due parti lateral! del corpo; oriflzi genitali contigui, situatl fra le due ventose, pone lungo, generalmente diritto; tre testicoll, di cui il posteriore piu piccolo; ovario blancastro, ramiflcato; ovidotto lunghissirao e rlpiegato m(jltlt;i volte dietro 1 testicoli, colorato in giallo, in bruno od in nero dal di dietro in avanti dalle nova; nova mature norastre, ovoidali, del diametro longltudinale di mm. 0,037-0,040, provvednte di nn ^ranrlissimo opei'colo; orilixio caudale distinto, coinunicante coi canaii nscrotori.
Le nova appena fecondate cominciano la segmentazione, e quando glungono nell'lntestino, colla bile degli animali, presentano giä i'em-hrione sviiuppato. Ma questo non schinde ehe varie sottimane piii tardi, quando pol osce a forma arrotondata e guernito di ciglia nella sua parte
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(Xquot;) R. Hassi, Sullct caohesiiia ittefo-vamp;rininosei o tnaroiaict deicervi, causata
dai Dlstoma magnum (Torino, II Medico vcleriuurio, 1875).
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250nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;OAOHBSSIA ITTBRO-VERMINOSA D1STOMA OONOIUNTO
anterloro soltanto. Esso 6 lungo mm. 0,026 0,03] ; nonso no conoscono
perö le ultimo fasi di svlluppo larvale, II distoraa lanceolate si trova comuneraente, col dlstoma epatloo, nei
condottl biliari del rumluanti, ove per la sua esllltä arriva nolle piu
piccole diramazioni produoendo talvolta gravi leslonl del fegato, cho
accompagnano la cac/iessia Htero-verMinosa,
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Esso venne osservato pure nell'uorao, no.Wu lepre, nel conlglio, uel malale e nel gatto domestico.
II Disioma conr/hvi/o ( D. conjunc/mn,
Oobb), ha corpo lanceolate, ottuso posterlor-
monto, rivestitodi piccole spine, lunge mm. 6-5,
largo l-'i, testlcoli a forma lt;li masse arroton-
date nella reglone po-
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steriore del corpo.
Venne trovato da Cob-bold nei condottl biliari d'una volpe americana, poi del cane da I,owls (i da Connel nell' uorao lieirindie. Produceclsti ed asclssi del fegato,
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Fio. I0(. Distoma lancoolato Ingrandito. A destra In (ij;iirii iaJicii la grandezza ordtnarta;
SOtlü im uovo.
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I'ic. lo;
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Embrionc
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del distoma lanccolnto.
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II Disioma campanulaio (D. campanula-turn, Ercolani), ha corpo campanulato, lungo
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Fio. 110, histnma lanccolnto molto Ingrandito,
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metri 1,5, largo (),;} in avanti e 0,5 poste-riormonto; estremitä posteriore troncata e
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terminata da un cercine muscolare in forma di campana o di imbuto. Lostesso Ercolani aveva giamp; trovato nel 18-10 nella vesclca biliare ili un cane un distemino ehe aveva denominate D. troncate (/). truncaium) con caratterl molto analogi al campanulato,
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II Disioma conico {D. truncaium, Rud.; £gt;. oonis, Oreplin), ha corpo lancoolato o quasi ovalare, lungo 3-7 ra. sopra l-'-i ill larghezza, tosti-coli come nol D. congiunto. Venne osservato nel cano o nel gatto. Ri-volta lo ha denominate Jh felineum. Produce clrrosl del fegato.
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'OAOHESSIA ITTERO-VBRMINOSA DI8TOMA EOHINATO
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il Bistoma eohinato (/gt;. eohtnatum, Zedor), ha corpo rosoo o ros-sastro, lungo4-18 mm,, largo li'i-2 iiun., lanceolato con una tosta dlstinta proweduta tutto all' Intorno di spine dritte ; tegumento seminato di piccolo spine, si trova assai ooraune noilquot; anitra doraestioa e nell'ooa. 11 Prof. General] 1'ha trovato nelnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .
duodeno di un cane,
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Neilc oarni del maiale vennero dal Duncker segnalatl dlstomlnl nvali, allungati, della grandezza lt;li una capsula trichinica (1).
La malattia lt;lel fegato prodotta da distomi si dice ilfstoma/osi o distomiasi epaiioa. Tali parassiti vivendo uoi condottl biliari dol fegato , no promuovono dello dila-tazioni ed altre alterazioni pin o mono gravl ehe conducono al di-magramento, all'idrope, od alia raorte. I distomi si nutrono special-raentedi bilee forse audio di muco secreto dalle glandole del condottl maggiori epatici, Essi producono una quantity straordinarla di uova feconde, le quail dlscendono colla bilo nel canale alimentare, ehe tra-scorrono e vongono emesse fuori del coppo colle foci. L'esame dolle foci costituisce il metodo pin sicuro di diagnosl. Cos! evacuate, se ca-dono in luoghi umidi, o nell'acqua, germogllano, si segmentano e svl-luppano gll embrioni, i quail dopo un tempo piu lt;gt; mono lungo, schiu-
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dono gia provveduti ili ciglia vi-
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bratili sopra tuttala loro superflcle, o sopra una parte soltanto a selaquo;
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l-'it^,. tii;{. DistoiiKi dellfl borsa di l-'abricio; si trova qnatchc volta nell'aovo del potlo. a Ingr. naturalc; b molto mnggiore ddvero.
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condadella specie cui appartengono, Queste six'ciali forme larvall raediante le loro ciglia sono capaci di nuoto od eseguiscono tnoviraentl, piü o mono spiccati, di rotazione o di progressione, Di essi, molti sono destinati a raorire; ma se trovano adatte condizioni di luogo e di tempo arrivano piü o mono presto al-rultimo stadlo larvale del distomi, cioö di cercarle,
Queste si trovano a nuotare nelle acque stagnanti, rieche di alghe, ma nou putrido, occ. ehe in qualche modo bevute, Infettano piü o mono
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^lj Zeilsohrifl /'. mikr. U'leisohb, 1884,
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;gt;,%nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; CAC1IKSSIA ITTBRO-VERMINOSA DISTOMA EOHINATO
Intensamontö gli anlmali. LocorcariG, arrivatocosl aogllstomach!, passano nol prlrao tratto dell'Intestino, d'onde salgono pel condotto colodoco e vaimo nel fegato. Accade talvolta ehe delle ceroario si arrestlno nolla reglone corrispondente dalla gola, discandano nolla trachea Uno nel bronchi c polmoni, per acquistaro forme perfette e determlnare la tor-mazionedi nodlinflammatorii piu o mono grand!, [ecu! pareti plü tardi si calciflcano od ossiflcano.Le cercarie, penetrate nel condotti biliarl, si trasformano in distomi; perdono successivamente la coda, acquistano gli organl genitali 0 perfezionano I'organismo intiero. Cosicchö in brevo si hanuo distomi perfotti a perpetuare Ilaquo;1 specie,
I distomi producono analoghe lesioni in tutte le specie animali. Essi si avanzano nei condotti biliari, no distendono le pareti e formano delle dilatazioni uniformi negli ovini, piu soventi sacciformi nei bovlni. I distomi lanceolati, per la lore piccolezza, si pof tano raolto in alto verso le terminazloni del condotti biliari; ma i distomi epatici ii seguono 0 si sviluppano nel condotti biliari piu piccoli, aderiscono tenacemente alle pareti dei condotti cho dilatano, Irritano ed alterano. Accade spesso di trovare nelle porzioni piu periferiche del fegato, distomi perfotti od i lore ovoli frammisti a globuli di pus colorati in giallo-verdognolo.
(o ho sempre osservato i distomi rivolti colla prima ventosa verso la terminazlone del dotti, e nel toglierll colle pinzette, sovento presentano una leggera resistenza. Ooi loro movimenti determinano catarro delle vie biliari e caduta dell'epitelio di rivestimento; colle ventose arrivano sui villi denudati dell'epitelio e sono causa di iperemia e di lavoro formative. Le ghiandole mucipare secernono una maggiore quantity di mueo, ehe si moscola colla bile, Questa diventa pin scolorata d'un giallo grigio sporco; sottoposta all' osame rnicroscopico, si troya piona ill ucva del distoma opatico 0 lanceolato; \ i si vedono granulazioni splendenti, rifrangenti luce gialiognola, qua e colä sparse, oppure ag-glomorate; si trova sostanza molecolare, cellule mucose. I distomi flnchö son \ivi nou si trovano mal nella cistifellea, anche nei casi in cui sono numerosi nei condotti biliari ed esistono gia alterazioni profonde nolla struttura del fegato,
Le osservazioni di Gerlach, ehe laquo; ixU embrioni dei distomi entrino nel corpo delle pecore nell'autunno, e ehe verso il line della prlmavera 0 neU'estate i distomi abbandonino il loro corpo, dopo esservi restati (juasi 1111 anno 9 sono intieraraente contraddette dai fatti, laquo; Se fosse vera tale asserzione, allora la cachessia acquosa cesserebbe dal destare quelle serio apprensioni, ehe si raostrano negli anirai dei proprietär! tutte le volle ehe questa malattia affligge gli armenti raquo; (1), Per parecchi ann! tenn! dietro a questa forma di elraintias! epatica, ed ho costantemente osservato i distomi indifferentemente in tutte le stagioni dell'anno (2),
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(1)nbsp; okkstk, Lezioni di paiologia sperimentale veiorinaria, Mllano,
(2)nbsp; V. / parassiii, occ. Milano 1882.
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CACIIKSSIA ITTERO-VERMINOBA D1STOMA EOIIINATOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 4Da
Talnno volte manoava il clistoma opatJoo, ma era abbondante il dlstoma lancoolato, Porse Gerlach e gl\ altrl furono Indotti in errore dall'aver osservato ovinl di zone asclutte, oppure dall'esame dl pecoro ehe vlssero iina primavora e parts (IcU'estato non plovosl,
II prooesso lento inflaramatorlo continua (; si dlffonde ai vari strati delle paroti dei condott] biliarl. AlPiporerala cronlca suecode una con* linuata einlgrazlone di cellule linfoidi, le quail si mescolano colla bile, oppure Inflltrano il tessuto ghiandolaro o lo strato profondo della parote del dutti. Quest! leucociti In parte si organizzano e producono is])essi-nionto (leih1 meinbrane, occlusione di sbocchi di canali escretorl della bile, e per I'ostacolo meccanico ancora opposto dai distomi stessl, suc-ce(l(i la stagnazione della bile nei caplllari intersolarl o nei minimi dutti; le cellule epatioho non si possono piii svuotare della lore bile e assumono una colorazione giallo d'oro ehe lo conduce all'atrofla. Frattanto, una porzione di bile trapela attraverso le pareti del vasellinl intersolarl, e viene portata in clrcolazlone! si ha cos) diffusa la tinta Itterica, ehe caratterizza la malattia,
La bile alterata e diminulta nella sua normale quantita, non puö phi soddisfare ai bisognl della digostione. I material! adlpogeni non sono piü assorblti ehe in piccola quantltä, la glucogenesi afflevolisce od iu-comincia I'astenia ilejili aniraali infetti. Kssi (piiiilt;li perdono della loro vivaeita, diventano pigri, la lana si fa scolorata, I'occhio assume una tinta giallognola; I'appetito dirainuisce, aumenta invece la sete.
Gli isolotti epatlci, costituenti la parte essenziale della ghiandola, par-tecipano del processo morboso; iioe'li spa/.i intersolarl cominclano a mostrarsi qua e la delle piccolo cellule connettlve, le quali auraentano in numero a misura ehe progrediscono le lesioni, Pormano (iosi una vera inflltraziono, ehe a poco a poco invade gli spazl o trabeccole oc-cupate dalle cellule epatiche. Un tale processo ordlnariamente comincia piii intense dalla periferia dell'isolotto, e quasi sempre megllo splegato da una parte ehe dalPaltra; progresslvamente si estende ed invade tutta I'lsola prlma occupata dalle cellule epatiche funzionanti. Cosicche, so si seziona un pezzo di fegato, debitaraente indurito e si sottopone al-I'esame microscopico, si veggono striscie di varia grandezza fatte da gio-vani cellule connottive I lute di material! della bile, con pochissltna so-stanza intercellulare. Tali striscie a misura ehe s'allar^ano, invadono una, parte maggiore degli isolotti opatioi, e ([iK^sti per conseguenza si mostrano monchi, irregolari, ridotti talvolta a poche cellule epatiche circondate dagrando /ona di cellule soinovonti. Qua e cola spars! edanche ravvicinati, s! incontrano degli element! d'un giallo d'oro, ehe sono le cellule epatiche impregnate di bile, e ehe per l'irnpossibilltä a versarla, oppure per I'ostruzione dei caplllari biliari, rimangono Inerti, non si nutrono e si atroflzzano. il fegato ehe da prima era rosso-bruno, si fa glallognolo e pol rossastro, punteggiato; le glovani cellule s! fabbricano attorno della sostanza mtercellulare, ed al temporario ramniolliinento subentra la degenerazione Qbrosa, o la cirrus! del fegato.
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851nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; CACI1KSS1A ITTEHO-VEKMINOSA DISTOMA EOHINATO
Quando i dlstomi sono in plccola quantiti'i, como aooade sovsnte negli ovini ehe provengono da Pinerolo, il fegato assume una sflimatura Kilt;il-lognola, non ix'ih per 1'iniziata oirrosi, ma per una speciale Inflltrazlone grassa cni vanno Incontro le cellule epatiche. Esse perolö presentano nol loro protoplasma granulazloni adipose, e l'araido dello Schiff viono sostituito da granulazloni glalliccle caseose e da goccie adipose, (Jn tal fatto anatomloo si trova sovente aecompagnato da uno stato di buona uu-trizione generale e anziohö nuocere alle condizionl delle carni, sembra di-minuirne la tenacltä, sicchö pigliano una colorazlone piü rosea, l'adipe si distribulsce oil inflltra meglio i lasci muscolari, e ^li ovini e bovini di Pinerolo, godono il primato per la delicatezza e qualila dello carni.
Nei bovini del Canavose sono frequentissime le incrostazloni calcari immedeslmate colla faccia interna del condotti blllari. In essi i distomi epatico o lancoolato (ordinariamente in n'raii numero) dllatano enorme-mente i dutti epatici, e tratto tratto, particolarmente verso la periferia produeono dolle dllatazioni sacciform! a guisa di bozze tondeggianti, ehe esternamente compaiono siecomo dello convessitä dure, bianchiccie a pareti solide. Esaminate internamente queste dilatazioni, si trova rac-colta molta bile filaraentosa d'un verdognolo sporco-brunastro, con buon numero ill distomi e piü o meno copiosi gli ovoli. Si vedono eziandlo dei granull di diversa forma, splendent!, sovente quadrangolarl, di ma-teria calcare; numerose cellule analoghe a quelle del pus, colorate in verdognolo si agglomerano e costituiscono degli ammassi, o delle grandi sfere, in cui il protoplasma dello singole cellule si fonde in uno solo e vol^e al tormine dolla regressione caseosa o adiposa.
Colla incrostazione dei condotti biliari, questi vengono trasformati in tubiclni a pareti sode, minerali, uori internamente, piü verdo-pioli estoniatnento, ehe scriccMolano o crepitano rompendosi quando si fa pressione sul corpo di essi. L'ispessimento delle pareti dei condotti biliari arriva fino dolla grossezza di 2 raillimetri e piü ; il processo llo-gistico si dinbndo ap;li isolotti epatici o progredisce piü o meno rapi-damente da condurre alia clrrosi vera del fegato. Si ha cioo un lavoro formativo lento nol connettivo intersolare, il quäle paralizza l'azione delle cellule epatiche, ehe perciö diventano piü granulöse, suhiscono la metamorfosi caseosa e grassa e vengono assorbite; oppuro, compresse da tutte le parti, si atroflzzano e rlmangono in site per molto tempo, prima ehe per successive trasl'orinazioni scompalano,
Non ö rare di vedere i margini del fegato assumere una colorazlone i'osea o giailo-rossiccia per l'lperplasia del connettivo Intersolare, o attorno ai dutti tenninali epatici per l'atrofla e suecossiva scoinparsa dello cellule ghiandolari, le quali, talvolta, si vedono ridotte In fine granulazione tra le fibre del connettivo; da ultimo, per im aumonto di fibre elastiche; d'omle ne risulta ehe la parte del fegato a colore mutato, si presenta piü elastica e dl consistenza grandissima,
I condotti biliari appaiono all'estemo come piastre bianchiccie di tes-suto connettivo, dolla lunghezza di 1 l\2 ad oltro 3 contiiuotri, como
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elovazionoolle Irregolarl, per lo piu oonvesse q liscio; ii oondotto blliare dllatato con Incrostazlonö oalcare si vede serpeggiante sulla suporflolo dol fegato, e sottoponendolo a disoreta pressione, fu sentire un orepito por la rottura delle conorezloni,
Gol progredire delle leslonl del fegato s'aggravano i slntomi general! degli animal!; il sangue si fa sottile, raeno eocitante, e la clrcolazlone iiioiH) attlva, lo siero trapela attraverso alle paret! vascolarl e va ad impregnare i varl organ! e tossuti dol corpo; la lana si scolora e si dlstacoa molto facilmente; I'aocumularaento d! siero no! tessuto sotto-cutaneo o nolle cavitü splancnlche termina ordlnariamente la vita degli ovini e ))()vini cachottici.
Por tal modo si spiega 11 fatto importantisslmo del Bakewell, il qualo, non si sa, so por soverchio egoismo, o por eccentricitä veraraente in-glese laquo; allagava 1 prati por alcuni glornl ove pascolavano le pecore ralgllorate della sua razza ehe olt;rli destinava alia vendlta o cho dope alcuni mesi perivano miserameute di marclaia, defraudando cos) i com-pratori cho lo avevano acquistate per propagare la razzaraquo;. Gome ezlandio si da plausibile spiegazione alia pratica di alcuni pocorai, i quali, edotti da lunga e ripetuta esperienza, impediscono cho il lore gregge s'abbever! in alcune localitd.; e si interpretano qnel fatti analoghi a quollo di Waston narrate nel 1M42 {The London Med. Gaze/.), cho cioö, una numerosa greggia di pecore sane, dope aver pernottato una sola notte in un prato umido andö tutta soggetta alia cachessla ittero-verminosa per distoma, ed una sola pecora, die era rimasta su dl un carro, perchö per via si era rotta una gamba, no fu osonlo. laquo; Anche Dupuy osservava raorire per la stessa cagione 500 pecore di diverse eta, e andarsene hn-iiuini sole 15 ehe non orano andate ad un dato pascolo umido porcho zoppe raquo; (1).
Per trovare ancora fatti di questo genere, noi non abbiamo ehe a guardare cio ehe ö succeduto o cho suecodo in talune loealita dol Vor-collese o del Oanavese. E nota, per es., la casclna detta Provanina, posla sui conllni di Leyni, per i suoi fatal! edotti sullo pecore cho vi si allovavano. Essa ha terreni sortumosi ed abbonda di acque, per cui molto frequente ed esizlale o la cachessla acquosa, cosicchö nessuno era piü pensa ad allevare pecore in ((uol territorio, ed i pastori, come postifero, lo sfuggono. Bastorä per convincere della perniciosa influenza di quel luogo sugli ovini, accennare pli esperimenti tentatl in proposilo dal complanto Berti Pichat. Egll acquistö un ariete o duo pecore di razza merinos, cho raise in un casclnale clnto da muro ove era aucho unastalla di buol; a quest! od ai viU^lli si apprestava ii hero in un abbeveratolo coll'acqua di pozzo; le pecore Invece bevevano In una spocio di vasca ehe traova lo acque da! camp! cireostanti, e nella qualo si irovavano nuinorosi mollusehi. Lo pecoro o ^11 agnelll, ehe da
(1) Eroolani, Nuovi elementi teorico-pratioi di Mamp;Xioina Vcierinuria. Bologna 185'.).
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quelle erano natl, furono sempre nutrltl con forägglo seooo, mn in poco mono di mi anno tutu erano perlti di caohessla acquosa; del vltelll o del buol della stalla noraquo; uno, nö prlraa no poi, fu colto dalla malattla.
Queste sono cagloni abbastanza comuni nol Oanavese, solo cho non dappertutto si ha lo sviluppo della malattla con fatale termlnazione; ma nolla magglor parte delle locality basso od umlde di talc fcrtlllaquo; ro-glono si haimo le stesse cause meno Intense, |)iü miti; e so non arre-cano la morte degli animal!, li condannano perö ad una malattla di fegato quando non s'assoclano ancora altri parassiti in viscerl impor-tantlssiml dell'organismo, quail le tenie, i cisticerchi tenulcolli, gli echi-nococcbi, gli stronglli del polmoni, del quagllo e dell'intestlno, ccc.
si hanno dunque anitnali bovini ed ovlni, die sebbene 11 plii delle volte sieno apparentemente sani, sj trovano lainali internamente da nomici, ehe iinpodendo il compiersi di una rogolaro e buona nutrizlone, traggono il bestiarae ad una progressiva degenerazlone. Persistendo queste cause, nessuna razza puo conservarsi forte e mlgliorare, e gli allevatori corrono il pericolo di essere pjü o mono tardl rovinati.
Ordinariamente gli agrlcoltori vendono i lore ovini prima doll'anno e sovente le jxicoro le rinnovano con allievi; polchö dicono coi maccllai, oltre I'anno di eta, gli uni o le altre son toochi, cioö cadono amraalati, diventano pigri, colle carni pallide, ed un'idrope delle cavita splacnicho, o generale li conduce a morte.
I beccai, megllo degli agrlcoltori, conoscono per pratica tutti questi fattl, e mentre giudicano le carni di quelle regioni sicoome di inferiore qualiia, sul inorcnli non compnino mai un raontone senza prima esplo-rarno Tocchio. So lo veggono turgldo e la congiuntiva tinta lievemente in giallognolo, o non i'anno acquisto dell'animale, o esibiscono un prezzo molto inferiore; e so all'allevatore od al negoziante gli vieno I'idea di lodare la mercanzia, essi rispondono senza esitanza: i vostri montoni son ffiä iocchi, o son maroil teneteli ancora qualche settimana, poi no vedrete la fine!
Ora, possiamo noi prevenire questa malattla?
Gourdon o Naudin, avovano giä osservato cho, nell'Algeria, sfug-gono alia cachessia acquosa lo pecore cho vivono presse i laghi salali, o i'illustre maestro Conto G. B. Krcolani, toccando con acqua liovo-monto salata numerose cercarie poste su di un vetro, le aveva visto sempre avvizzirsi, oscurarsi e morire in pochi istanti. Nolle vacanze autunnall del 1884, trovandomi in favorovole condlzlone per rlpetere queste esperienze ho potuto asslcurarmi della loro completa esattezza; per di piii, sono riuscito a stabilire il grade minimo ;percentuale di sale di cucina necessario ad uccidere sempre le cercarie. Mentre, per esempio. ho riconoseiuto ehe appena incoinincia la jnitrefaziono di so-stanze animali nell'acqua, in raodo da darle cattivo odore, ie cercarie, lo redie, le sporoclsti muoiono, vidi ancora sempre cho una soluzione di cloruro di sodlo2 p. op) ucclde ie cercarie in meno di cinque minuti, una diluzlone del 0,(30-1 per OjO le uccide in 20-30, una diluziono del
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OAOHBSSIA ITTEKO-VERMINOSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;257
0,25 0|0 non lo ammazza in 20 ore 5 mentre poi una soluziono del 3 e del 4 0[0 Ig uccido rapidamouto sempre in meno dl I rainuto (1).
Cosi 0. posta in chiaro, in modo assoluto, I'azlono beneflca del sale. Le larve doi dlstomj non vivono nei raoilusclii delle aequo salate, ed ii sal coiniino in una proporzione dell'l p. 0[0 lo uccido in pochi miuuti. Do! rosto, I'uso del sale non ö nuovo nella pastorlzia; fin dal pid remoti tempi ii sale comune, 0 il salgemma, era considerate come uno del piii utili condlmenti delle profende degll anlmali, polchö oltre alle sue qualitä saplde fornisce ancora all'organismo eleraenti aecessari alia sua coinposizione normale, (I sale dato a piccole dosl ha azione eccitante, auinenta I'appetlto e la sete, attiva la dlgestione stomaoale e Intestinale, rondo plü complete I'assorbimento del chilo, ^ii escrementi si faimo put rarl, mono abbondantl. La clrcolazlone diventa anche piu attiva, le mu-cose piii colorate, la polio piu sofflce 0 pastosa, il pelo pin lucente, la diuresi piü coplosa, lo carni plü solide, il sale inflne produce un'energia magglore, un sangue plü rosso, piii eccitante e autriente.
Ma il sal conmno ö troppo costoso per I'allevamento del bestiame; fa quindi d' uopo ricorrere ad im succedanee dl quelle di cucina, vale a dire, al sale pastorlzio, od al sale agrario. Nolle localltä molto infette tornano proflcui e l'uno e l'altro, poiehö mirane tutti c duo ad uno scopo unico, quello cioö di distruggere i germi del dlstomi.
II sale agrario o in gonerale poco usato; se no dovrebbe invece faro notevole consume quale correttivo del suolo agrario, Imperocchö, esse rltorna ai terreni principii ehe furono tolti (i cloruri) e si oppone alle sviluppo delle cercarie. In (al guisa diminuirebbero eziandio gli agenti di trasformazlone del distomi.
Ooll'uso poi del sale nell'econemia del bestiame 0 probabile ehe si uccidane le cercarie di mano in mano cho cello acque passano negli stomachl 0 nello intestina degli animali.
11 salo pastorlzio, quale si vende presse i magazzini governativi, si ha sotto due forme differenti; polverolento ed in formelle.
Il prime e costituito da #9632;#9632;
97 1|2 parti per OlO di salo.
Il4 raquo; #9632;gt;#9632;gt; raquo; iiolvoro di carbone, l\4 raquo; raquo; raquo; ossido di ferro, 2nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; raquo; raquo; polvere di genzlana.
Prlma, a questo miscuglio si aggiungevane ancora 2 parti per 0[0 di pesso; ma la pralica osservazione ha sconslgliato questa aggiunta, od era, in quasi tutti i magazzini si vende secondo la fermola acconnata,
Un raodo efflcacissimo di preveniro i distomi consisterebbo nel prosciu-gamento 0 volgare risanamento dei pascoli paludosi, 0 troppo ricchi di acqua. Medlante quindi il drenaggio dei prati e pascoli si riuscirobbo a togllere una delle cause prlncipalissime per la dilt'usione dei distomi,
(1) Ei Pbrronoito, SuU'azione del oloruro disodio 0 sull'essicoainento delle cercarie (AnnaU dclla U. Accad. d'Agrio. di Torino, vol. XXVII, 1884),
17 PilIirunoito, \Uilutlic Jcpli animali domeittci
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268nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; CACIIKSSIA ll'TKUO-VEHMINOSA
Questa presorizlone Iglenloa si fonda sopra un prlnolpio soientlfloo lt;li alto valore, ehe ö quniio rlferentesi alia proprlotä dl cui gode I'esslooa-monto comploto per la uccislone dello cercarie. Quoste, contrarlameuto a quanto avvleno per le larve della plurality iloi nematoolmlntl, non tollerano alcun grado lt;li essiccainento. So, per cs., dello cercarie si pongono in goeele d'acqua clio si fiiccia evaporare sopra uu vetro porta-oggettl, o sopra un vetro da orologio, appena I'evaporazlone del liquldo ö oorapleta e le cercarie sono per cosl dire essiccate, non rivivono piü, malgrado l'aggiunta dl nuova acqua. Queste prove, ch'lo ho rlpetuto molte volte, dimostrano all'evidenza il potere nostro di itnpedlre lo svi-luppo della malattla, o per lo raeno di sceinarne grandemente i dannl.
Quando la cachessia acquosa si e sviluppata, od altrlraenti, quando i distomi sono in niunero raji'jnmnlevolo nell' or^anisino, allora bisogna curarne ffli animali, A tal line niolii furono i farmacl suggeritl e tutti vennoro piü o mono vantati. Cos) gll amari (il docotto e la polvore di genziana), i ferruglnosi come il sol lato ed 11 carbonate di ferro, lo acque fermginose dove si hanno senza alcuna spesa, raescolanze tonlche od araare congiunte al sal di cucina, 1'assafetlda, ecc. diedero talvolta risultati iacora^gianti e parvoro rispondere all'aspettazione degli al-levatori o del pratici veterinari, Ma essi non soddisfacevano alia indicazione causale e so sollevavano lo forze degli animali in quel pe-riodo di tempo in cui si adoperavano, la cachessia sospesa nol sue andamento ripigllava con raaggior forzailsuo corso, conducendo sovente a morte i colpiti.
Bisognava fcrovare un rlmedlo ehe valesso ad uccidere i distomi nol legato: od esso somhra ora cssorsi trovato nell'estratto etoroo di folce maschio, il principe degli antelmintici, ehe in seguito alle niio esi)o-rienze, giunse in tempo a salvare dalla morte tanti operai gottardisti, mi-natori, fornaciai o contadini anemic! per anchilostomi o per anguillule od a guarire gli animali affetti da analoghe malattio.
11 prof, örassi ed 11 I).' Calandruccio di Catania, raediante il concorso del Ministero di Agricoltura, hanno provato ellicace i'estratto etereo di felce maschio per uccidere ed eliminare eziandio i distomi dal legato. Questo larmaco si propina, secondo loro, nella seguente Ibrmola. I'r. gr. 5 di estratto otoreo di felce maschio, ililui^ci in gr. 50 ill tlntura etorea dl Iblcü masolüo eda in una volta.
Per la somministraziono raccomandano I'uso di un sottil tube di gemma elastica lungo circa 30 centim. cho facilmente si introduce, per i tre quarti della sua lunghezza nella bocca, nol laringo e nell'esofago del-l'animale. All'estremitä esterna di questo tube si applica un imbuto nel qualo si versa il larmaco (1), Meglio e porö adoperare una sonda eso-fagoa, alia cui parte esterna si applica un imbuto per versarvi meglio 11 modicamento.
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(1) Intornu cui una malatlia parassilaria. Nota di B. QRASSlodiS. Calan-DKUOOio. Catania 1S!H4.
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CACHESSIA ITTEUO-VEUMINOSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;259
Seoondo gli stossi sperimentatori laquo; paiono utlli, ma certamente aon sono sempre neoessarle, lo Iniezionl ili loico inaschio; si pronde un graramo di estratto etoreo laquo;H feloe raaschlo, si tnesce con un grammo di tintura oterea di f'elce maschio e si metta direttamente nel fegato oolla slrlnga di Pravaz.
laquo; Lo pecore affette da oachessia ittero-verrainosa, pochlssiml giorni dopo ramministraziono do! folco inaschio nella dose sopra cennata, ehe! si puo ripetore parecchie volte, migliorano notevolmente raquo; e scompaiono completamente lo nova del distoma o dogli strongill dalle feoi. Invece, (kipo 24 a 48 ore dalla propinazione del farmaco si inoontrano numerosl dlstomi e strongill nolle foci.
Bisojrna \uirb avvortire cho talo somministrazione potrebbe avero delle serio conseguenze so non si touesse conto dei possibili inconvenionli di una profonda anestesia. La tintura oteroa alia dose di 50 gr. produce una anestpsla, ch'io vidi protrarsl fm oltre 40'.
Ad una robusta pecora biellese, affetta da distomi, ho voluto sommini-strare 10 gr. di estratto etereo di felce maschio in 48 gr. di tintura eterea di felce maschio in una volta sola, medlante una sonda esofagea all'iiopo preparata. Appena dopo la propinazione della sostanza (in mono di 1 minuto) la pecora diventö in sommo grado timpanica, il ventre si fece enormemente teso, e cadde come morta; in meno di 5' Panimale era profondamente addormentato con rantolo faringeo da paralisi della glot-tlde e velo pendolo. Ne loci estrarre la lingua da un lato o cosi si ebbe piü liboro il respire. Rimase in talc state 15' circa; dopo si ripigllarono i movimenti dello zampe, degli occhi, poi della testa; trascorsi altri 10' i movimenti si fecero maggiori, aperse poco dopo pli occhi, i movimenti crobbero ili inlensita llnche trascorsi 40' la pecora si e potuto alzaro da so e dopo un'ora, so si eccettua I' Istupidimento, si poteva dire ristablllta.
L'estratto etoreo di felco inaschio amministrato intcrnamente uccide perö sicuramente i distomi del fegato ; e questo e un gran fatto!
Esperienze da mo rlpetute hanno consigllato di raccomandare dosi piü alte di estratto in una quantity minore di tintura eterea, o darlo a pre-ferenza nelFossenza di trementina, nella benziaa, nelF olio di ricino, nel vino, nell'acquavite od anche nell'alcool ordinario dopo un digiuno di 24 ore. La somministrazione del medicamonto dove Tarsi colla sonda esofagea, o con sottile tube di gomraa come si disse piü sopra.
1quot; giorno i dieta, digiuno. 2deg; glorno;
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Estratto etoreo di leico maschio.....sxv. 10
Dlluisci in tintura eterea di felce maschio . raquo; 15-20
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto etereo di loloe maschio.....gr. 5-10
Diluisci In essenza di trementina.....raquo; 30-50
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;IJr. Estratto etereo di felce inaschio.....gr. 5-10
Sospeudi in acquavito.........raquo;50
4.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto etereo di lolco maschio.....gr. 5-10
Sospesi nol vino...........laquo;50
Questo dosi si ripetono ao occorro.
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'(innbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;urSTKONiill.I HI) EIJSTUONOII.o QlftANT)
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66. Eustrongili od Eustrongilo giganto.
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(Hi Eusirongilt sono vermi rotondi inolto grossi o lunghl, oaratteriz-zati da uu corpo cillndrico a bocoa guernita ili (gt; papille , borsa del maschio nappiforme, campanulata, senza intagli 5 spiculo seraplice 5 estremitö caudale della fommina breve e ottusa ; ano quasi lonni-uale, Vi ö comprosa una sola specie ehe ö VEustrongilo gigante {Eu-strongylus gigas, Diesing) giä note ai i)iii vecchi osservatori. Cosi, i lombrichi abitatori dei reni furono anticamente veduti dal dottor Andrea Gesalpino di Ä.rezzo, da Tommaso Bertoliuo, da Francesco Dele-stanghio, da Giorgio Volflo, da Goffredo Egenizio, da Francesco Redi e da tanti altri cultori delle scienze natural]. L'eustrongilo ö fra tutti i vermi rotondi il piü grande. Si presenta a corpo bianco, grigio, grigio-rossastro, od audio di color rosso sangue, di forma cilindrica, assotti-gliato debolmente alle due estremiti. La sua lunghezza varia fra l-l a 40 centimetri 110I maschio; nella femmina tra 20 centimetri ad 1 metro; la grossezza 0 di 4-12 milliraetri. ila bocca orbicolare clrcon-data da (gt; grandi papille. La coda del maschio ö ottusa, terminata da una borsa somplice, campanulata, come troncata a pene semplice ed esills-simo. Nella femmina l'apertura sessuale ö nella parte anteriore a 50-70 tnillimetri dalla testa; le nova sono ovoidali, seminati di rillevi ed in-fossamenti, convessi ai poll, del diametro longitudinale di ralllim. 0,068, trasversale di millim. 0,043, di color bruniccio giallastro; la coda c retta ed ottusa, Pano trian^olaiv, oblunuo, situalo all'estremitä caudale.
Piü spesso abita i reni del cane, piü di rado qnelli del cavallo e lt;Iei bovini, rarissimamente i reni dell'uomo 0 di talune specie di animali selvatici, come della martora, del lupo, della volpe, ecc. Venne pure osservato negli ureteri e nella vescica, come eziandio sul fegato e nel cavo peritoneale.
Pare ehe l'embrione dell'eustrongilo vada di preferenza nel bacinetto renale, ove si sviluppa solo, oppure con altri compagni. Ooi movimenti, e snechiando i materiali del rene, le larve prorauovono un'atrofla degenerativa dell'organo, la scomparsa della sostanza ghiandolare, per cui il rene si riduce ad ana cisti Qbrosa, qualchevolta con punti estesl di calciflcazione racchiudenti i neraato-elminti in questione.
Ordinariamente nun venne osservato ehe un solo verme nelle cisti renali esaminate ; so ne possono porö trovare parecchi, Nel Museo Ana-tomo-patologico della nostra Scuola trovasi una cisti di trasformazione del rene sinistro, da me raccolta da un cane da cacola raorto rajiida-mente. La cisti ha grandezza press'a poco del rene normale, e presenta estosi punti di calciflcazione nella capsula connettlva 0 tnem-brana cistlca. in questa si erano riscontrate tre fornmine, raggruppate
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W.MINTIASI PKK ASCAIlininbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; -il'gt;\
assiciiilaquo;, di vavia grandezza lt;' molto sviluppato, Esse pesoavano in poco llquido lattlglnoso, purulento, costituito da celluls dQ] pus. da granulj provenlanti dal dlsfacimento degli element] cellularl, da siero e da una miriade laquo;li ovoli non segraentati. Gran parte della caviia addotninale di qncsli enstrongili, troyasi occupata dall'utero e ilallo nvain pieni ili ovoli a diversl gradi di sviluppo, Liu' altra volta raccolsi una cisti verralnosa ili trasformazlone del pene pure nel cane, In cni si conte-novu uii solo eustrongilo maschio di color sanguigno lungo is centim.
Qualohe volta la cisti flbrosa In cui si ö trasformato ii rone si rompo; oppure, ii parassita si sviluppa libero nella cavita addominale. Cos) Rlvolta ti'ovo ihio volte questo nematode appoggiare sopra ii fegato doi cani da lui sezionati. Esso venne ancora trovato nel cuore del cano (Zürn).
Poco si sa intorno alia sua genesi, malgrado le iraportanti osserva-zioni fatte da Balblanl. Questi ha ottenuto lo sviluppo delle nova del-I'eustrongilo nella sabbia iimmidita, nell'acqua pura; ma tatti ingoiaro ovull contenentl l'embrione a cani, ad anguille, a carpi, a vipere, a trltoni e ad altri animali, non si ebbe alcun risultato attendibile.
La sintomatologia dell'eustrongilo o molto incerta, Generalmente esso produce dolori violent!, enmturia e fenomeni gravi simili a quelli del calculi renali.
La cura rlesce inutile. Non v' o cho una accurata pullzia ehe possa preservare i cani da questa specie elmintica.
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67 Elmintiasi per ascaridi.
Si lt;lico elmintiasi per ascaridi, lo state o condiziono particolare donii animali dovuta alia presenza di ascaridi nel tube digorente, Esso sono vormi rotondi, a forma molto allungata, assottigliati quasi ugualmente alle duo estremifcA, con volume del corpo variabilissimo nolle diverse specie. Hanno testa nnda o prowista di alette, munita costantomonte di tro papille o labbra, in mezzo alle quali si trova la bocca con o senza denti; il maschio ha pene doppio o breve, ma non protetto da borsa o espansione caudalo; lo femmine sono in genere ovipare, Lo nova germogliano fuori del corpo, nolle feel, nel letame, aelle acque e nel suolo. Gli embrioni schiudono all'aperto, oppure vengono ingoiati, racchiusi ancora nelle rispettive nova, dagli animali per svolgersi poi nol lore intestino, Secondo Leuckart, gli embrioni schiuderebbero fuori per passaro un periodo di vita parassltaria probabilmente In uu animalo inferiore; le larve mature poi arrlvate in qualche modo nell'intestino defjli animali superiori Lrinnscrohbero allo state di maturaziono sessuale.
Si conoscono giä molte specie di ascaridi viventi nei divers! animali della scala zoologica. No! qui ci occuperemo soltanto delle seguenti, ehe vivono parassite, nell'intestino dogll animali domestic!.
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#9632;202nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ELM1NTIAS1 PER ASCAUIDl NEI MAIAU K CXVAUA
ASOARIDH igt;ri maiau. Nel inaiali si trova VAscaride Inmhrieoide {Asaaris lumbricoides, Lin.); quello stesso ehe 6 cosi oomune noi bam-binl; si distingue al suo colore carniolno roseo; 11 masohio o ordinaria-raente lungo da 105-150 millira,, la feramlna 180-204 milllra,, mramente raggiunge la lunghezza di 250-450 millira. La grossezza media ö dl rall-llmetri 6,6; la testa ö nuda, munlta ili bocca piccolaa labbra oonvösse, semicircolari guernite airinterno di (inissime dentature.
11 maschio si distingue alia eslremita caiidalo conica, incurvata sopra so stessa, proweduta di 70-75 papille lateral!, di due spiouli corti, acuti leggörmente incurvati.
La femmlna ha l'estremitä caudale distosa e ottusa, i'apertura genitale tra il terzo anteriore ed il terzo mediano del corpo, ovarii doppi e fili-formi, ovidotti ed utero grandi; le nova hanno forma per lo piü irreguläre ovoide, il diametro massimo di millim. 0,050-0,070, trasversale di
millimetri 0,040-0,045, a gusoio
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sottile o liscio, coperto da un inviluppo seminato di sporgenzo e Infossamenti da somigliare al frutto del gelso, trasparente, bianchlccio o semi-opaco, gial-lastro o giallo-brunastro.
Quest'ascaride si trova comu-nissima, specialmente nei bambini (1). Secondo Leuckart sa-
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rebbe la stessa speeie ehe si trova nel tenue dei maiali. In
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Porzlonc
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Fio. 10V. anteriore dell'ascaflde lombricnidc.
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questo animals perö presenta
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una grossezza un pos minore, un togumento a strie pin strette, spiculi mono acuti e piü appiattitl, uteri piü lunghi e nova piü piccole, Dillicilinente perö si riscontra in tale numero da produrro indigestioni, coliche, e anemie.
Anche nel maiale si cura eol seme santo, colla santonina, coll'aloe, col calomelano, ecc.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Santonina..........contig. 10-50
Aggiugnl un po' dl zucearo c; fa prondere eon pezzotto ili pane
Dopo :
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Olio ili riclno...........gr. 30-50
Da amministrarsi In unn sol volta.
.').nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Assenzio volgare sceeo........gr. 25
Mettorlo col pastono o tritello da prondorsl in una volta.
Ascaiudi NEI cavai.m. Nei solipedi si trova pluttosto frequento VAscaride megalocefala [Ascarts megalocephala, Oloqüet), uno dei piü
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(1) V. 1 parassiU deU'imno e dcyli animali utili. Mikuio 1882.
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Er.MiNTiASi PER ASOAKinr n-ei RA\-Ar,i.inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ZCß
grossi nomatodi, cho vivono pnrassiti doi nostrl animali domostici. Essa raggiunge porflno la lunghezza di 30-40 oentlm., e la grossezza di 8 a 12 inillim.; si distingue ordinariatnente pnl suo color bianco-lucento o blanco-giallognolo, talvolfca audio rosslccio, Ha testa nuda colic trc grosse labbra provvedute al margine libero di numerose e flnlssime dcntature.
II masohio, piii piccolo della femrnina, presenta l'estremitä caudale l)iu appiattita, imuiita lateralmente di 75-100 papille. Feminina con apertura vulvare tra il pritno quarto e 1 tre quarti posteriori, ehe si continua In una vagina unica, la quale si divide in due tubi lunghlssimi costituentl gli ovari e gll ovldotti; nova sferiche, cho procedono rapi-daraente nel lore sviluppo erabrlonale. L'ascaride raegalocefala ablta il tenue doi cavallo, aslno e loro bastardi; non si presenta quasi mal unica; onlinanamonte sono 100 fino a 200 vermi, ehe si trovano nel-I'andito intestinale, e Zürn cita casi in cui se no rinvennoro finu a 1000.
Le ascaridi si trovano talvolta in buon numero nel tenue di oavalli ehe non diedoro mal segno di solffire elmintiasi. Agiscono [)orö mecca-nicarnente, eausando seoncerti nello fnnzloni digestive; cosi non di rado formano riegli araraassi, i quail otturano I'intestino ed impediscono I'or-dinario corso delle sostanze allraentari. In quest! casi possono produrre sintomi colici (da dolori addoininali), comicssi qualche volta con quelli della indigestione. Col mezzo dolle loro labbra armate di denti, irritano la mucosa e determinano catarro. Taluno accenna alia perforazione dell'intestino unicamente operata colle labbra dentate delle ascaridi ; ma cio sembra poco probablle, poiche la conforraazione della testa non la dimostra atta a perforare le grossi pareti deH'intestino.
11 piü delle volte yiesco facile la diagnosi dell'esistenza delle ascaridi, perche gli animali affetti tratto tratto ne evacuano. In ogni caso, i'osame microscopico dolle loci ci tnette al sicuro della lore presenza: so no trovano le nova.
La cura riesce anche semplice e si posseggono nioltc formole di certa azlone; cosi Temotico alia rloso di 1 ]i2 fine a 15 gr. in un giorno, meglio ancora so dato In boli fatti con acqua, farina e polvore di as-senzio.
Lo Zürn ci indlca ancora la seguente lormola ;
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Arsonioo bianco...........gr. 7
Aloe polverizzato..........raquo; 30
Polvero radioe genziann.......raquo; 60
Mosel con farina oil acqua q. b. por fare soi boli da ammlnlstrarne duo al giorno.
Oppure :
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Arsonioo bianco..........gr, 7
i'olvoro radioe di gonziana......sgt; 00,0
Polvoro d'aloe...........ana 30,0
Somi di lino polverizzati.......gt;gt; 30,0
tnoorpora con snffloiente quantith d'acqun per faro 'i bob dn amininistrarsone uno al inattiiio e I'altro alia sera.
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MM!
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#9632;-'i'lnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KLMl.N'TlAsi I'Ki; ASOARIDI Did OAN1 E DEI QATTl
Ascaride ni'.i vitblh {AscarisviluHQoezo), Quest'asoarlde si trova comunissjma nell'intestlno tenue dei giovanl vitelU; talvolta venue anche osservatn in grandissimo nuraero, si confuse spesso coll'ascarlde lombricoide, ma so tie distingue per avere un corpo plu cilindrico, testa piii piccola e sporgente, labbra o valve cefaliche non papilllformi, coda della femmina con appendice plu distinta ];. L'esofago ö segulto da un rudiraento ili ventricolo.
II maschio 6 lungo millim, 150-200 lino a 260, grosso 3, la coda in-curvata non presenta ehe 10-15 papllle.
La femmina ö lunga 22-37 conlim., grossa 5-l7 millim.; la vulva ö si-tuata verso il sesto anterloro del corpo. Lo uova sono ovoidall, quasi sferiche, grosse 75-80 millesimi dl mlllimetro col guscio seralnato di infossameuti concavi (2) da dame apparenza ondulata alia superflcie,
Quest'ascaride si riconosce audio all'osame delle feel, I vitelli tratto tratto no elimlnano. So si fanno preparati microscopici colle loci so no trovnno le uova, costltuenti il sintorao sicuro della presenza dei paras-siti noirintoslino.
La cura si pratica coirassenzio volgare o col tanacoto (Tnnncc/nm vulgäre] come segue:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'r. Assonzio volgare socoo.......kt. :20-ioo
Agglungi iiiiülc o polv. di genz. q. b, per flarne 1-2-1 boli da sommlnistrarsi
in un mattino a digiuno.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'r. Tanaceto volgaro socco.......gr. 30-70
Fa \--i luiii con tniele e polv, ili genz. q. b, da sommlnistrarsi in un mattino
a digiuno.
#9632;'i. 1,quot; assonzio od il tanacoto vordi si danuo a dusi dopple o triple ili quolla lodicata ai n. I e 2.
Ascauide hi'.oi.i ovim {Ascaris ovis, M. C. V.) (3). Spoeio rarissima, oho sombra rappresentare una forma ridotta dall'ascaride lombricoide.
II maschio ö lungo 70-100 millim. grosso 2, coll'estremitä caudale in-curvata, munita di duo ordini di 15-50 papille ciascuno.
La femmina o lunga 80-120 millim., la vulva si apre verso il terzo anteriore del corpo (4),
si cura come nei bovini rlducendo della mota le dosi prescritte,
Ascaride dei cani e dei gatti (A. marginaia, Rud; A. cam*, Verner; AscaHs mystax, Zeder, A. felis Qmelin). #9632; Si trova molto co-inuiKi neirintestlno del cane e del gatto -. e caratterizzata dall'avere la testa incurvata e proweduta di duo alette membranose semi-ovali; la parte media del corpo piü grossa.
(1)nbsp; lt;:. Neumann, Sur leu ascarides des boles bovines. Harm; voter., 188.1, p. 302 (con duo tavolo).
(2)nbsp; A. Railliet, EUimenls de Zologie Mädicale el Agrioole -- Paris 1885.
(3)nbsp; nbsp;Musoo Imperiale ili Vienna {Museum Caesareum Vindobonense), O. Neumann, Sur l'Ascaride du Monton, Revue V ter; 1884, p. 382.
(4)nbsp; A. Railliet, Op. cit, p. 'SM.
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Er.MINTUSI PER ASOARIDI nROT,! UOOELLI DOMESTIC]nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;86B
Maschio lungo milliin. 40-00, grosso 1, a coda incurvata e ravvolta a spira con due all poco sallentl, munite olasouna dl 26-30 papille disposte In doppio ordlno, splculi ricurvi,
Fommina lunga tnillira. 120-140, grossa 1-1,50, vulva situata verso il quarto anterlore ; ostreraitö caudale a forma conlca, acuminata e dritla, Le nova globose a gusoio spesso e reticolato, munito cioö su tutta la sua superflcie dl infossamentj e rilievi,
Se no fa la dlagnosi coU'esame microscoplco delle foci.
Si cura col felce maschio o colla santonlna.
/ 'cr un cane.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Santonlna...........contigr. 10-50
Stompra In a gr. dl miele da farsl prondoro In unn volfca.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto etereo dl felce maschio .... gr, 2-4
Aggiugnl santonlna........contigr. 10
Da farsl prondere In ana volta,
Per un guUo.
.#9632;i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Santonlna...........contigr. 5
Stompra In 1-^ gr. di miülo, da Tarsi prondoro In ana volta.
ASCARIDB NEQLI UCCELLI DOMESTIC I. Anche gli uccolli domesticl vanno soggetti alle ascarldi riferite al genero HeieraMs di DuJ. Pre-sontano quale caratteristlca uua rcn/osn preanale, due splculi sovente Ineguali Jiei tnaschi, e .'i papille preanali almono da oiaseun lato.
Sono notevoli lo Seguentl specie.
1.nbsp; Ascaris (Rud.) o HeieraMs infleooa, Zed.; vive nel tenue dei polli o delle anitre. E lunga millini. 50-87.
2.nbsp; Ascaris vesicularis, Zed.; HeieraMs vesicularis Prölich ; HeieraMs papillosa Bloch; vive nel cieco e colon del polli, dei tacchini, pavoni, fagiani e galline faraone, talvolta in numero straordinario. E lunga 8-13 niiilim.
',\. Ascaris o He/, compressa, Sehn.; vive nell' intestine del polli, ma piii rara.
4.nbsp; Ascaris macutova, Rud., Het. colombae Gmel.; vive nel intestine tenue dei piccioni, talvolta in tanto numero da produrre 1'ostru-zione del tenuo. Nella mia raccolta si conserva an preparato dimostrativo 11 una tale lezione.
5.nbsp; Ascaride crosslaquo;, Deslongchamps : nell'intestino dell'anitra. (1. HeieraMs dispar, Schrank ; vive nel cieco delPoca.
7. Ascarisperspicillum, Rud.: vivo nell'intestino gracile del tacchino, Le ascaridi uegli uccolli doraestici (pollarae) flnora non vennero os-sorvate a produrre stati raorbosl notevoli, e passano ordinarJamente inosservate anche quando si trovano in gran numero, Esse perö colic depitelizzazionl cui danno facilmente luogo dispongono megllo a contrarre il cholera od eplzoozia tifoide.
Prammenti d'aloe si pretende ehe uccidano e le facciano eliminare, Sono di sicura azione la santonlna e la felco maschio. Ala si potrebbero proveniro le ascaridi so si mantenessoro megllo puliti i pollai e si di-siiiiottassero vulta a volta inediantü diluzioni di acido sollorieo 1 p. 100.
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866nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Fir,AIUA.Sl PIBRONI PAUASSITAUI NRI SOLIPEDl
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68. Filariasi.
Pllariasi sono dette le forrao morbose cloviite a specie dlvorse lt;li fl-larie. si chiamano Qlarie vormi rotondi flliforral, dl varla lunghozza, ordinariamente molto lunghi, collo ostremltä ottuse piü o mono assottl-gllate, a testa poco distinta, continua col rosto del corpo; hauno la bocca all'estremitä piü ottusa, nuda o munitadi papille, rotonda o trlangolare; I'ano temlnale uirostromita piü acuta o precedente una coda breve. II niaschio dollo fllarie ha coda munita dl alette membranose sostenute da papille simmetrlche, piü o mono grosse, un dopplo cin-o di cui I'asta prlncipale ordinariamente molto lunga, I'accessoria piii breve e robusta servo di sostogno alia prima.
Lo fllarie sono unisessuali, ovipare, ovovivipare o vlvipare. Non si conosce perö 11 ciclo di sviluppo di Intio, per cui le mlsure igienlche al riguardo non possono ossero cho incorto. Tuttavia ci ö ffia note come lolarvo desli insetti, o talnno specie di insotti perfetti, servano come osto potquot; gli erabrioni e larve di fllarie. Oosi ö note, perle ricerche del dot-tore Manson, come la filaria del sanrjue dcll'uornn passi 11 suo periodo di incrisalidamento ed arrivi allo stato di verme perfetto in una spocio di zanzara comune nelle Indie. T,o esperienze e gli stud! del Leuckart o dol March) ci hanno provato come la filaria ottusa produca nova lo cui larve rimangono incistldate nel corpo dollo larve del Tenebrio mo-litor, cho alia loro volta mangiate dai topi procacciano nolle stomaco dl quest! piccoli roditori la filaria ottusa perfetta.
Rocentemente io ebbi Fopportunita di osservaro cho noi fossi, ovo generalmente si raccoglle 1'acqua per abbeverare i cavalll, i bovlni od altre specie di grandi animal! domestici, si riscontrano piü o mono nu-meroso delle larve di ditteri di color glallastro o rosso (larve dlt;!l Cln-ronomus pluinosus) lo quali contengono nella cavltä dol loro corpo, tra il tubo dlgerente e la polio, una, duo od anche tre fllarie piü o mono sviluppate, In esse si manifestano gli organ! gonitali, per cui si presentano progressivamente a sessi distinti maschi o feminine, flno alia quasi completa loro maturazione. Non .si sa ancora a qualo spocio parassitaria queste larve e fllarie corrlspondano; ma il fatto della pre-senza (Vequentlssiraa di larve elmintiche dl specie diverse, nolle acque cho servono per gli usi Indicatl dovrebbero far pensare ad una prepa-razione piü razlonale dollo bevande pel nostri animal! domestici.
Lo spocio di (llarie piü importanti sono le seguonti;
Pel oavallo :
1. Onc/iocervn reticolata (Diesing); Filaria o spiroptera cincinnata, (Ercolan! e Zürn): c causa del cosidetti ßbromi pnrassilari. La sua lunghezza procisa non e ancora ben nota, ma molto probabilmonto ar-
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FilARiASl FII.AUIA MXItTIPAPItLOSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;86?
riva Pino al 40 o 50 contim. II 8U0 corpo ö filifbrmo, ravvolto a spira sopra so stesso, olllndrico, bianco-luoente, elastico. Ha boooa orbloolare, la vulva pooo lontana dalla testa; la grosaezza vai'ia nel maschio da 0,14-0,10 di inillini., nella f'emniina tra 0,35 a 0,39. La Olaria cincimiata ö ovovivipara, e nc^li ovidotti si trovano dapprima gli ovoli a vario grado di svlluppo, poi gli ovoli cogli erabrionl completamentG svlluppati, ed infino nell'utero pii embrloni raloroscopicl, ehe aualogamente a quanto succode nella fllaria raicrostoraa, lacrimale, occ. vengono partoritl.
L' onchoceroa retlcolata venue trovata per la prima volta da Hermann in un cavallo inorto per tetano traumatico, Cra i muscoli e i tendini Interossei e tra le pareti (loll'artoria interossea. Pu incontrata dope nol legamento cervioale, nel legamento sospensorlo del nodello ilei solipedi (1) da Ercolani (2), Ziirn (3), Bassi, Gotti (4), Vachetta, Baruchello, Vi-gezzi, lungo i tendini doi muscoli ilossori del corpo o dello falangi, ed entro tumori flbrosl sottocutanei dello stinco.
Molte volte nello neoplasie in cui si trova Ponchoceroa descritta, si depongono doi sali minerali, ehe ne rendono piü difficile la diagnosi od il poter liberarne intiero il parassita.
La fllaria cinclnnata 6 causa dello sviluppo doi cosi dotti gangli o ipertrofle limitate dei tendini o legamenti (nodi, teronchi, flbromi), e talvolta anche della formazione di flbromi cistici mobil] sottocutanei {flbromi parassiiari), Nel maggio I8S2 il capitano veterinario cavalier Berto Michele, mi inviava dalla scuola di Pinerolo due tumoretti della grossezza di una nocciuola contenentl 1quot; onchoceroa retlcolata, 11 piü vohimlnoso era state esportato dallo stinco, H piü piccolo dalla punta del naso di uno stesso eavallo ungherese. Entrambe lo neoplasie parassitarie si sono svlluppate in 20 giorni circa. I tumori di origine parassitaria guariscono coU'esportaziono; qnesta perö non si puö sempre praticare o solo nel case di tumori sottocutanei, intermuscolari o tra i tendini ed i legamenti riesce possibile la gparigiwie coll'esportazione del neoplasma.
2. Filaria multipapillosa (Drouilly e Oondamine); Filaria f'emmina, a/mm determincmie di boitoni emorragici alia pello dei cavalli. E stata trovata da Oondamine, da Drouilly e da Trashot al centre di bottoni emorragici di cavalli ungaresi della guarnigione di Parigi. Nel 187^, nel counettivo sottocutaneo di questi cavalli, si sviluppnrono, duranto i calori estivi, in numero assai notevole, dei bottoni ehe furono soguiti da emorragie piuttosto abbondanti, ribeili ad ogni trattamento curatlvo, ehe guarirono spontanoamente al sopragglungere dell' invorno per rlcomparire alia primavora susseguonte. 1 bottoni in mono di 24 ore acquistavano la
(1) Diesing, Denhsohr. d. k, Aoad. d. Wissensch. . IX, 1855, Tav. V. fig. l'l-'14. (2 Kucoi.ani, Osservazioni sulla slruHura normale e suite alleruziuni pa-tolofjiche del tesmto /Ibroso. Bologna 1805.
(3)nbsp; Zihix, Woohmsohr, f. Thierh, u., Viehs, 1871, N. fl.
(4)nbsp; 11. BASSI, Di alCUni fibroml di origine pnrassitaria degli stinchi dei solipedi, de/erniinan/i eventwilmonte oroniehe zopp/cature {11 Medico Veter., Toiiuo Itiilö), llt;'i07Vraquo;ii parassitari, occ. Id., n. 1-4, 1885.
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im.AKiAsr Fir.AiUA papimosa
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grossezza d'una noooiuola o di una nocej erano edematosl alia perlforla e presentavano una picoola ecchimosi ;il centro, ehe si apriva qualchö ora dopo la sua oomparsa, producendo un' abbondante eraorragia. La seile prinoipale ilei bottoni ö il garrese, il cello, le spalle, il dorso ed i costati. Droullly fu il prime a sospettarne la natura parassitaria; li incise oil aporse, e dopo minute ricerdhe uel tessuto oonnettivo sottocu^ taneo vi troyö un venue bianco, flliforme e cllindrico, ooll'estreinltÄ anterioreassottigliata, lungo mlllira, 60-70, grosso milliin. 0,356, coll'aper-tura boccale Inerme, situata all'estremitä anteriore, del diametro di milliin. 0,0120; ano a poca distanza daU'estremitfl caudale; vulva del diaraetro longitudinale lt;li milliin, (),()-2{) o trasvorsale di milliin. 0,015, posta in prossimitä della bocca ; da un lato dolla testa presenta una quantity notevole di piccole papille coniche del diametro ili millim. 0,0(15 a 0,010. oil osservatori ehe descrissero rainutamente questa fllaria cal-COlarono a poco mono ili '20 mi la il nuinere ilef;ii einbi'ieni contomiU nell'utero e negli ovari. l.e femraino sono dunque ovovivipare; gli ovoli raaturi hanno diametro longitudinale ili raillimetri 0,043, diametro trasvorsale di milliin. (),()14;{. Le larve sono lunghe millim. 0,185 con una grossezza di millim. 0,0129 vicino alia testa, e ill millim. 0,0047 vicino alia coda. Drouilly o Condamine per il gran numero ili papille ehe la fllaria presenta verso la testa, la denominarono fllaria muliipapillosa. Questo verme muoro tosto ehe vione estratto dai bottoni, in eui e contenuto, o seeondo Trasbot, differisee da tutte le fllarie giä flnora note. Qualehe ora dopo ehe il bottone e stale incise, il verme si appro-fonda nel tessuto oonnettivo e scompare; uno o due
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giorni piü tardi fa la sua ricomparsa in un nuovo bottone a qualehe eentimetro ili distanza dal prime.
Tor trovare questa fllaria, Drouilly consiglia ili rädere il pelo in corrispondonza del bottone, o di medicare la parte coir unguento morcuriale o coll'essenza di terebentina. Trasbot, li ha trovati piü fticilmente nei bottoni ehe non aveano ancora dato luogo ad emor-ragia. A Drouilly spetta il merito della seoperta di questa fllaria, poiehö nel febbraio 1877, aveva giä fatto eonoscere 1' esistenza d' una fllaria nei bottoni emor-ragici del cavalli di origifte ungarese (1).
Filaria papillare (Filaria papillosa, Rud.) Ha corpo flliforme, di color bianco, assottigliato posterior-
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mente; testa ottusa, bocca piccola, ovale e terminale,
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FlO. (d!;. - I'.mbrione dl hi in i papillosa
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cireondata da otto papille; il maschio 6 lungo tnilli-metri 53-80, ha coda incurvata e munita ili due alette,
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Ira le quali esce la doppia spicula ill cui la piü [unga con evidente vagina; la femmina e lunga millim. 110-185, con vulva in prossimila della testa: e vivipara e partorisce migliaia ill embrioni, ehe
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(1) HecKcil da Mddioine Vuler.
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Pans 1879.
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FILAIUASI PIIiABIB DELL OOOHIO K DKD VENTRIOOLO DEI OAVALLlnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 869
gulzzano In tuttl i sonsl, e si trovano nel poritoneo, nelle pleuro, nelle
meningj; pin dl rado nell'uraor vltreo, noilquot; umor acqueo del oavallo
g deirasino. Socondo r.urlt si troverebbe anohe nel huo; ma molto
probabllmente la confusQ colla labiatolaquo;
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paplllosa. Ad oK'iii modo, la Qlaria pajjil-
lare non diede flnora luogo a malattle oho
slano state notate nelle grosse specie, cho
vi vanno soggette; solo quando si trova
nell'occhio essa determina la cecitä. Nel
caso di lilaria papillosa nel globo occu-
lare, conviene procurarne I'eliminazione
colla, puntura ed attivare Ig cure cho
sono indicate come successive all'ope-
razlone.
Filaria dell'occhio del oavallo. Nolle Indie domina una forma dl oftalmia verminosa, die si erode prodotta da una lilaria di specie diversa dalla lacrimaki, ehe pur venne osservata nel oavallo in Europa. 11 Kennedy ha. descritto questo nematode (lliforme, biancastro, rassomi-
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gliante a un capello flno; esso avrobbe
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corpo soitile graduataraente dall'indietro all'avanti, nel prime quarto della sua
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Fm. (üp. I'orzione anterlorc di filaria papillosa.
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lunghezza, o daH'avanti all'indietro nel Ire ultimi quarti, testa ottusa, bocca rotonda, torminale, piccolissima, limitata da ire eminonze papillari a forma triangolare; tegumento liscio, esofago corto, muscoloso, allargato all'indietro; retto occupante la quinta parte posterlore del corpo; coda acuminata con due lunghe e forti papille coniche situate lateralmente un po' in avanti della sua estremitä e dirette all'indietro. Masehio lungo niillim. 30-35, grosso millim. O,;!-0,4 con doppio pene o coda a spirale; femmina lunga millim, 22-;J2.
Qnesta descrizione, quantunque uia spoglia laquo;li parecchle inesattezzo commosse dall'autore, lascia sospettare ehe il Kennedy non abbia osser-vato esattamente. Si sa perö ehe nel Bengala, per es., nell' India supe-riore, a Madras, a Poosah, a Sumbulpore e in altri dipartimentl dello Indie domina talvolta enzooticaraente la filaria del Kennedy. E stata Inoltre notata frequentemente una deboiezza contemporanea doi lombi. Le incomplete ossorvazionl perö ehe si posseggono al riguardo, non per-mettono deduzioni important! dal lato soientifleo e pratico.
Filaria del ventricolo Filaria o spiropiera megasioma (Rud), Ha corpo biancastro, flliforme, allungato; testa disgiunta dal corpo per un restringimento o collarotto ben rharoato, munita dl 4 lobi o labbra, ehe limitano la bocca; il raasohlo ö lungo 7-8 millim. circa, ed ha iasua parte posterloro rivoltaa splra unica odanche doppia, coda ottusa proweduta dl alette mombrauose susteuute da 10 papille (5 per ognl
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270nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;PILARIASI DEL VKNTIUCOMl DEI SOUPBDI
aletta), frale quail si trova ordinarlamente sporgente il duplico pone o duo spiculi arciiti e disuguali. La femtnina ö iuvece lunga da 11-12 iiiillim., grossa milliin. 0,5: la vulva si apre a ralllira, 6 circa dalla testa, la coda tenuiiia in pmila ottusa : ö vivipara (1).
Questa filaria preferisce i folliooli mucosi doll'osofago o del vontricolo (porzlone esofagea) del solipedl. Penetra in ossi, determina la formazlone di noduli (nidi di spiroptere) della grossezza perflno di una noce, munite di una o piü aperture, dalle quail mediante prossiono, esoono fasci di parassiti assieme a pus cremoso, I noduli assumono poco per volta strut-tura Qbrosa, e quando vengono aperti si vede cho presentano una cavitä contenente vermi g pus.
Possono determinaro sconcerti nolla dlgestione e contribuire allo svi-luppo di una jrastrilo, particolarmente quando si trovano in gran nuinoro. Non si conosce ancora il clclo per cui devono passare gli embrionl prlma di arrivare allo state di verme perfetto (2).
k notevole il fatto da me osservato recentemente in un cavallo, cho stato pi'ima assoggettato a fortissirae dosi di acido (laquo;nico, alia sua murto presentava ancora duo nidi di questa spiroptere, uol sacco destro verso la K^audo curvatura del vontricolo.
Filaria o spiroptera microsloma (Gurlto Schneider). Ha corpo allungato, flliforme, bianco, assottigliato alle due estremitA; testa con-tinua col corpo non divisa da solco, bocca piccolissima orbicolare, ano come fenditura trasversale a poca distanza dalla punta caudale. La fem-mina lunga da 22-27 milliin. prosenta 1'apertura genitale sul limito del terzo anteriore col terzo medic del corpo; 11 rnaschio e piü piccolo, lungo 20 a 23 millim. presenta la coda sempre ravvolta a spira, munita di alette mombranose ehe formano una specie di borsa, dal cui mezzo esce il doppio pone. Di questo, uno spiculum di color marrono, pii'i breve, ma piü robuste, molto rigide comineia al principio della coda; T altro sotto forma di settile e lungo fllamento di color brunlccio castagno, chitinoso, un po' mono rigide, comineia talvolta dal limite del terzo posteriore delta totale lunghezza del verme, La grossezza varia tra 4 a C decimi ili milliin. (3),
Queste fllarie si osservano frequentemente muoversi libere ed a guiz-zare sulla mucosa fra le sostanze alimentari del vontricolo del cavallo o degli altri solipedl, in corrlspondenza del sacco destro. Esse si veg-gono pure moltlaquo; volte colla lore parte anteriore immersa nolle ghiandole a pepsina. La femmina ö ovovivipara e produce un numero prodigioso di ovoli e di ombrioni, i quali di mano in mano ehe maturano vengono partoriti. Questa specie di filaria non produce apparonti lesioni nolle tonache del vontricolo.
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(1)nbsp; QURLT, Pastol Anal., I, p. 351, Tav. V.; MOLIN, Op. cit.; Scuni.iukr, Op cit.; Kucor,.\Ni, Op. oit.
(2)nbsp; Weld. Silzunösbbr, d. k. Ahad. XIX, flg. 43-44, Tav. 11, flg. 17-19.
(3)nbsp; SOHNBIDBR MoNORQ, A, Reinat., p, 'J8, Tav. V, llg. 3.
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FILAUIASI 1'IAOIIK KST1VE DEI SOLIPEHInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;271
PlAOHE bstivb. [I'eliiceUi o moftcaiole, Togglaj Psortasi estivale, Lafosse), Si dloono cosl corte piagbs, cho compaiono sulla polio del solipedi In prlmavera e cho si mostrano generalmente riboili a qualsiasl trattamento ouratlvo flno alia ooraparsa dol primi freddl d'autunno, Oorre il proverblo cho ooll'unguento d'aulunno ffwarisoono ic piaghe entire por indicaro cho soltanto la stagione fredda lo oleatrizza o apparouto-inento lo guarisce, Esse sono piü frequent! nogli aslnl, poi nel oavalli e mull. Si osservano a preferenza agii artl ed al tronco. D'inverno si ri-conoscono per la depllazlone distesa cho vi corrlsponde, ispesslraento grande del la polio clcatrlzzata di color bruno o rossiccio-blancastro.
So si stadia la polio malata vi si trovauo nollo spessore nodulini piccoli, gr'ossi come un grano di miglio, tnolte volte calciflcati, ehe contengono fllarle agame osservate o descrltto prlma da Rivolta nel 1^()8, il (male ha denominate il nematode dermoßlaria irritans. U Laulanie confermö l'osservazione, cho del resto ö chiarissima nolle piaghe estive antlcbe o rocenti.
Per la cura delle piaghe estive si sono provati inutllmente molti far-raacl noil esclusi i vescicatori. Ciö ehe servo e promuoverne piü solle-cita la cicatrizzaziono ö il freddo artiflciale appilcato alia parto. Ma non guariscono, polchö colla clcatrizzazione rimangono lo filarie nollo spessore della pelle iperplastica, la quale col sopraggiungere dei tepori pri-inaverili, e quindl dol caldo, si riapre colle note piü caratterlsüohe delle piaghe estive. L'unico mezzo di cura elllcace consistorobho nolla ospor-tazione completa del pezzu di pelle corrispondente alia piaga, come si fa dei fibromi di natura parassitaria (1).
Nri kovini :
FUaria lahiaio papiiiom Filaria labiato papillare (Alessandrini). E tutto merito del grande A.lessandrini i'aver distinto questa specie di filaria dalla F, papillosa. Essa flnora non venne osservata cho nei bo-vini ed i caratteri cho lo rnrono assegnati dalle scopritore non sono esattissimi, Por cui ml permetto, appoggiato alle mio osservazioni, di oompletarne la descrizione come segue -.
Oorpo flliforme, bianco-opaco da mllllm., 0,50-] lungo 10-12 millim.; estromita anterioro ottusa, con bocca mediana, orbicolare, angusta, (!ir-ooscrltta da un labbro leggermente prominente, e da quattro papllle terminal! a larga base, mammellonate, sviluppatisslme o grosso cho oltro-passano il llvello superlore del labbro. Vulva a 2 mm. di dlstanza dalla bocca. Estromita posteriore attonuata, coda nolla Ibinmina torminata in punta apparentemente sottile e flessuosa , al microscopio perö si vede ottusa, cho flnisce in un assottigliamento breve con alia base due papllle grosse e diritte lateralmente verso la punta della coda rigonfia e seminata di aculoi papillilbnni; nel maschio doprossa e ripiegata a
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(1) S. RrvoLTA, La natura parassiHoa delle piaghe estive, ooc, Giornalc di analomia, fisica e patologia dcyli animali, Visa, 1884.
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#9632;i-J-i
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PILARIA IiABIATO PAPILLOSA H LAORIMALE
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a splra raolto tmlta (1). E vlvipera, produce un'inflnitädi larve sottilis-simo, vivonti, grosse 4 millesitnl di mm., lunghe 180 circa c 210 milleslml di iiini. comprese lecisti, polchö vengono partorlte s?iä inoapsulate entro uaa cisti sottillssirna come velaraento trasparonto e vltreo. Prosentano una
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FlO. 107. Testa cd eslre-miia nnteriore della fllaria
labiato papillosa.
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Fig. 109. Embrionl di fllaria labiato papillosa.
testa ottusa, cherlpete tri.i in on raodorudimen-talo quella della fllaria matura, ed una coda sottilc ehe va a terrainaro in punta sottllissima.
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Fio. US.
CoJa dollii fcmmina.
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La prolificita grande di queste Qlarie spiega come tnalgrado si trovino ordinariamente in
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sacchi chiusi, tuttavia vi siano sempre delle larvo ehe arrivano in salvo; o, la sottigliezza estrema delle larve dimostra come possano facilmente attraversare In pareti Intestinal! od il dia-framma, penetrare nel sangue od arrivare ossi snl peritoneo, sullo pleure nel connettivo delle diramazioni del corpo (:ra le meningi o nell'umor vitroo per svilupparsi e raggiungere forme perfette. Abita nel tes-suto connettivo estraperitoneale e nella cavitä addominale doi bovini. Vonno osservata dal Gotti in un bue quasi marasmatico, ucciso per ostinata dlarrea, lo ebbi l'opportunitä di raccoglierne molti esemplarl dal peritoneo e mesenterio, tra lo Intestlna di bovini uccisi all'ammaz-zatoio di Torino. In un vitollo pero morto di pneumonite, provoniento da Caste! Apertole, si ö osservato una peritonito \rillfgt;sa diiTusa, a villo-sita isolate a rare od a ciiUIl, prodotte da oltre 30 (ilario cho vi si ri-scontrarono vivonti nel peritoneo (2).
Ofialmia verminosada Filaria laorimale [Filaria /acrimaMs, Gnrlt). #9632; Vive sotto lo palpebre e nel condotti della ghlandola lacrimale. Essa
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(1)nbsp; nbsp;IÜKCOLANI, Op. oit., pag. 290-291.
(2)nbsp; V. BolleUino di Notixie ttararie del Ministero di Agriooltura (Direziono (iuncrak) doll'Agriooitura)) fascioolo ili novembre 1885.
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KILARIA. LACRIMALE, ESOFAQKA ED EMATICAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 273
ora piü sta ossorvata da Bartolomeo Grisoni fin dal 1429. Ciurlt (1) cho la desorlsse pol primo dice iii avcrne raocolto esemplarl anohe dal globo ocnlai'o del bovini, La ossorvarono in seguito Alossandrini, Jiaillet, Eroolanl, (2) od altri molti. lo no ebbi un corto numero di (3xem-plari dalla gentllezza del distinto Medico-Vetorinario sig. Domateis Carlo da Viale d'Asti.
Si distingue por avere un oorpo assottigliato lanto anteriormente quanto posteriormente, flliforme, bianco. La bocca e piccolisslma; la cuticola ha grosse, sporgenti e piuttosto rare strlo trasversali; il raasohlo 6 lungo millini. 12-14; le femmiae fino a 22 tnilliraötri, e sono viviparo,
Si trovano lalvolta a goraitoli nell'angolo intorno dell'occhio e in cor-rispondenza dei puntl laorimali; guizzano sulla congiuntiva doll'occhio nei cavalli o bovini, prodncendo spesso lacrlmaziono abbondantoo catarro congiuntlvale [Oflalmia verminosa). Questi piccoli vermi, ehe pel lore coloro paliido si stenta vederli ad occhio undo, partoriscono migliaia di embrioni moventlsi a guisa delle madri.
Noi casi di oftalmla verminosa vlone consigliata i'estrazione delle fl-lario con un pcmiollino, o con iniozioni sotto 1c palpebre ; oppure ancho colla pratica di frizioni oloetiche attorno agli oochi. Quando lo fllarie esistessero no! globo oculare, bisogna ricorrere alia puntura delPocchio per provocarno I'elimlnazione,
Filaria o spiroptera scuiata esophagea bovis, (Müller). Venne de-scrilta per la prima volta da Müller di Vienna, in noduli nella mucosa esofagea di bovini appartenentl alle razze polacca o ungherese. Essa ha color giallo od o lunga millini. 40-50 nel ma.schio, nnllim. 80-100 nella fominiiia. La bocca ö rotonda, la coda del mascbio rawolta a spira colle due; sollte alette, fra le quali esce il pene doppio, Le feramine mature sono viviparo.
Nel cane:
Qualcho volta il cane inuoro d' un colpo, por sincope, in causa della Filaria paptllosa kaemalica (Delafond e Gruby); Filaria immiiis (Leydy). Essa vivo parassitaria nel sangue o nel tessuto connettivo del cane. La filaria raatura ha corpo cilindrico, bianco-opaco, un po' ottuso alle due ostromita. II maschio 6 brnniccio anteriormente, posteriorraente piii bianco, terniina in punta affllata rawolta a spirale sopra so stessa, lungo millini. 130-175, grosso millini. 0,50-1. La femmina ha colore piii bianco, una lunghozza di millini. 250 sopra un diametro trasver-sale di millini. 1-1,50. La bocca ö piccola, rotonda e circondata da sei papille.
L'ostremita caudale del maschio ha due alette sostenuto da dieci papille; pene doppio, il posteriore pin corto e grosso, a poca distanza
(1)nbsp; Lehrbuch äer patholoyisohen Anatomie der SauS'Säugethiere, 1quot; Th. Berlin, 1831, p. 317, Tav. V, Qg, 1-0.
(2)nbsp; Üp. oitata, pog. 291-296, -#9632; MOLIN., Monugr. d. filar., p. 37i;-373.
18 - 1'ERRuNOiTn, M.tkMit' äiiKli animali Uomettici
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i7lt;lnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KII.AUIAHI DEL CANH l'ILAIil.V KMAT1CA
dall'ano ; vulva rallllm. 1,760 a 2 dalla bocoa. Tolte rial sanguo o dai tessuti in mi si sviiuppano rlraangono come Intorpidlte. Nell'acqua oalda a !i.r)0 a ;no o. pero esse si muovono bonisslmo o Silva Aranjo tenue vivi nell'acqua quattro masohi per lo spazlo dl 28 ore (1).
si trova piuttosto frequente nol ouore destro e nello arterie polmo nari, oppure ancho nel tessuto connettivo sottooutaneo d] qualclio regioae del corpo (2).
Quando si fcrovano soltanto iadividui masohi o feramine, rimangono, com' ü naturale, sterlli ed il sangue si presenta normalissimo, senza al-cuua larva. So invoce vi sono masohi e femmlne in uno stesso canu, si
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Fig I'd. Filaric omatichc del cane.
accoppiano, si ibcondano o la lemiiiina partorisco un numero stragrande diembrionl, cho vongono versatl neltorrentecircolatorio. Gosi si trovano clrcolanti nol sangue un numero vario ili embrioni vivacissimi tlella filaria immitis.
Delafond, Qruby e Davalne furono i primi a segnalare questo fatto. Delafond e Qruby dlmostrarono in seguito cho ^li embrioni clrcolanti nel sangue derlvano dalle (llarie adulto cho abltano il cuore. Ad Erco-lani (3) perö spolta il merito di aver posto in sodo cho quando non si scoprono esemplari di filaria immitis nol cuore, queste eslstono nol connettivo sottooutaneo di qualche reglone del corpo. Patto codesto cho ha
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(1)nbsp; Silva Auanjo, La filaria itnmiHs e la filaria. samjuinnlenta. Trailuz. dott. E. L. Bertrand. Lyon 1878.
(2)nbsp; S. Rivolta. Vi ha relazlono tra gli ombrioni di filaria immilis dol sanguo dol caiio öd alcune losloni patologlcho? ffiornale di Analomia. Fisioloffia e Patologia degli (inimali). Pisa 1877.
(3)nbsp; (i. H. Kkchi.ani, Osservakioni eimintologiche, sulla diawrfion filaria immitis, ecc, Bologna 1875.
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FII^AIUASI DHL OANB I'TLAHIA EMATICAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;275
giii trovato appogglo ancho nollo ossorvazioni di Ilivolta, di Vacchotta, di A. Ijanzillotti-Buonsanti (1) e dl Doinatois.
II modo poro con cui la ßiaria imtnitis passu uol sistema ciroolatorio del cano o perpetua la specie, non venne splegato ehe in quosti Ultimi aimi. II 17 maggio 1871), Bancroft ha trovato ehe il pidoochlo, trioo-dectes /a/us, succhiaiulo il sangue del cano vi Ingola ezlandlo lo larvo. Per tal tnodo, nello stomaco del pidoochlo si troverobboro le larvo vivacissimo, come obi)!1 oooaslone dl scoprirle Bancroft. Probabilmente nol aovollo oste le larvo percorrono gli Ultimi sladii di sviluppo larvalo poi' riloruaro nell'organismo del cane allo state di larvo mature ed aoquistare forme perfette, SeocJndo Bancroft quindi, il tricodeotes del cane, oltro al costitulre I'intermedlario della Ionia cocomerina, servi-robbo pure ili oslo per uno sviluppo progressive delle laiTe della ßiaria imtnitis, ehe in tal guisa si preparerebbero a diventare facilmente vermi I'ocondi nol cano. La lore csilitä spicghorobbe il passagglo lt;li esse attraverso 1' Intestine per giungere nel circolo sanguigno, e la lore ubicazione ordlnaria.
Nel cuore destro e nello artorio polmnnari si trovano abbastanza fro-quentemente, duo, tro, quattro e piü fllarie adulte, aggomitolate assieme. Possono cos'i diventare causa di morto per sincope, di access! epilettl-lonni piü o mono forti o ripetuti, talvolta anclio mortali. Purone eziandio osservate produrre dilatazioni e lacerazioni delle cavita del cuore (Zürn),
Lo osservazioni di Delafond e di (Jruby hanno dimostrato ehe migliaia e migliaia di ombrioni nol sangue possono essere compatibili con un certo state di salute dnrevolo per un dato tempo. Essi hanno calcolato lino a cento mila le larvo di fllaria contöiiute nel sangue di un cane, e del pari ehe Ercolani notarono ehe gli embrioni Ingrossando possono costituiro degli einboli ed arrestarsi nei minimi vasi.
Ilivolta ha ripetutamente trovato embrioni dl fllaria nol sangue d i cani cho presentavano in vita i sintomi della rabbia muta. Egli poro ebbe cura di far notare, come tra la vera rabbia muta ed i detti embrioni non vi fosse alcana rolazione (2). Secondo Rivolta nei cani col sangue inquinato dalle larve della fllaria immitis la morto potrebbe avvenire con attacchi epilettiformi o con fonomeni simili a fiuelli della rabbia muta per lesiono cerobralo, per congest,ione polmonare, pneumorragia, enterorragia, o per una forma tifica gravissima (3).
FHaria o spiroptera sanguinolmta, (Rudolphl). Ha corpo ros-sastro, filiforme, piii assottigliato antoriormente, lungo nel maschio mil-limetri 30-50, grosso 3[4-] millim. circa neila femmina; della lunghezza di millim. (50-80, del diamotro trasversalo di millim. 1-1,50. La booca
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(1)nbsp; A. Lanzillotti-Buonsanti, Sülle allerazioni ehe proclucono gli em/irioni di fllaria immitis a su una cisli con fllaria immitis nel oonnetivo in/er-muscolare di un cane. La Clinica Veterinaria, Milauo !8S1.
(2)nbsp; V. Lavoro oitato. Giornale di yiuato/iua, Fisiuluijiu e Patologia deoli animaii. Pisa 1877, p. 19.
(3)nbsp; Lavoro citato.
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27(inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;KILA.1UASI Kl) üSSll'RIDl
e ampia, circondata da sei papillc, avonti l'aspetto dl altrottanti denli. Coda del masohlo ad apioe molto ottuso e termina con una o duo spire provvedute di duo alette vesoloolose, sostenute ciascuuu da sei papllle, pene dopplo inourvato, dl cui ii superiore lunghlssimo, ii sottostante raolto breve, coda della femralna un po' depressa, ottusa, vulva in pros-simita della booca (alia distanza dl 15 millimetri dalla testa), K ovovi-vipara.
Si trova in noduli osistonti nella mucosa dell'esofago o del ventrioolo doi cani. Nell'esofsigo i tumorettl corrlspondenti ai nidi di queste spi-roptere .si vedono alia superflcie esterna. Questi noduli nol ventrioolo possono essere causa dl gastrlte.
Oreste trovö inoltre la spiroptera sanguinea sulle pareti dell'aorta toracica del cane in tumorettl rotondl od ovali, della grandezza di uu coco, protuberant! alia superflcie esterna del vaso, in numero vario, fmo a 17 (1); io ebbi occasione di osservare un nodo grosso come una noce, sanguinante, rosso e rotto nell'aorta toracica di uu cane die mori per emorragla, trombosi ed embolismo consecutivi.
Emhrioni di fllaria. Ercolani aveva giä osservato cho una forma erpetloa sotto il vontre di un cavallo era mantenuta da laquo; vermetti vivi avonti per caratterislico di teuere rlpiegata la coda sul corpo cou Cro-quenti moti dl abduzlone raquo; embrionl cho I'osservatore ha denominato Trichina uncmnfa.
Nol 1868 il professore Rivolta notava nol cane una ohlazza erpetica della grandezza d'uno scudo, mantenuta pure da embrloni di fllaria con moti abbastanza vivaci, massime della coda, del tutto analoghi ai precedent! osservati nol cavallo. II prof. Rivolta vi ha scorto la piü grande rassomiglianza cogli embrionl di ßlaria medinensis (2),
L'unguento mercuriale applicato 4 o 5 volte sulla parte, in cui auni-davano gll embrionl, guarl in pochi giorni i'animale.
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69. Ossiuridi nel cavallo e nel coniglio
Lo ossiuridi sono vormi rotondi cho prosentano quale caratlcrislica di avoro il corpo forraato da una porzione anteriore cllindrica molto grossa, hrovomento assottlgllata verso la testa, e da una parte posterlore ehe si assottiglla e va a terminate in punta piü o mono allungata. Delle ossiuridi ci interessano due specie:
1. L'OSSiuride del cavallo, delta O. incurvata fOxiuris curvula, Rud.): vive piuttosto frequente nel cioco, nel colon o nel retto doi cavalli. Non fu perö vista accompagnata da fenomeni dl rliievo ehe in casi molto rari. Ifa corpo bianchiccio-grlgiastro-brunlcclo, testa piccola.
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(1)nbsp; Lezioni lt;li Patologia sperimentale veterinaria. Vol. 111. Mllano liS74.
(2)nbsp; Jl Medico Veterinär io, 18U8, pog. 300.
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ossnmiDi
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boooa trlawgolaro llmltata da tro plcooll lobi rotondl o sallentl: la por-
zione grossa anterlore ö lunga 20-25 mlllim. ilcl diametro di 2 milliinotri,
la porziouo posterlore soltilo In (brma
di coda retta, o Incurvata lunga 20-80nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;a
o piü millim.
II masoMo ö rarlsslmo, lungo mil-nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; /
Urn. !'-12, grosso 0,8-1 mill, a sploulo graolle e acutlsslmo. Vivo nella cur-vatura diafrrimm.'itica del grosso colon del oavallo. La fcmmina ö lunga millim. 45-80-90, raramente 10-11 contiai., la vulva a 10 millim. circa dalla testa. Lo nova sono elitticho con opercolo
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Fio, Hi.
Unvn d'ossiuridc vcrmicolare JcII'nonio. -ideatiche .i quelle dell'O, atnbigua.
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ad un polo, doi diametro masslmo di
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mllllmetri 0,088, trasversale di 0,044. Esso si segmentano e sviluppano 1'em-brlone fuori del corpo; lo larve mature ingoiate dai solipedi colie acque o coi foraggi riproducono la specie nel crasso intestino. L'ossiuride del ca-vallo si diagnostica all' eaame delle
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foci e si puö combattero collquot; aloe e collo iriiezioni dal rotte (enteroclismi) di acqua salata, o con una soluzione
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Fir.. IIS. a) Ossiuride incurvata del cavallo (ingrnnd. ordlnario), /i I'or-zione posteriorc caudale ingrandita. c e J) nova ciil rclalivo einbrione.
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acquosa di acido tiniico.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pp. Aloo soocotrlno polv.........gr. 40
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Pa 4 t)nli eon micic c polv. di genz. gr. (!. Da somminlstrarsone duo
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al glorno,
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2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; IT. Acqua..............utri 10
SoioK'lieru gr. 400 di sal comune per iniozloni nol rotte.
3lt;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Aoido timico......,.....gr. 18
Acqua..............fitri 10
Per Iniozloni come 11 N. 2.
2. Vossiuride ambtgua fO. nmMf/ua/'Rxxd.) vivo nel grosso intestino del conigllo, spesso in gran numero, senza die percin si siano (inora osservato spociali malattie da essa prodotte. k detta ambigua per la so-miglianza grande coll' O. vormicolaro doll' nemo. II maschio e lungo 3 millim., la fcmmina 10-11 millim.
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#9632;Hunbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; aTRONOILOBI B DO0HMIA81
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70. Strongilosi e dochmiasi.
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si denominano cos) ,uii sconcsrti morbosi, lo anemie od anche solo la condizione qualunquo degli animali dovuü alia presenza degli stron-gili o dochmii dell'intestino. Strongili e dochraii sono vermi rotondl il cui masohio presenta aU'estremM caudale una espansione raembranosa campanulata, robusta ed angolosa, dal cui mezzo esce un doppio cirro o pene. La borsa dol maschio vale ad assicurare 1'accoppiamento colla feramina.
in questo genere si comprendono quasi tutto specie ematofaghe, cioo specie ehe come 1'anchilostoiiia duodenale dell'uomo succhiano sangue del pari ehe le sangulsughe, ed hanno perciö ordlnariamente la bocca foggiata in modo da poter ferire i tessuti per raccoglierne il sangue.
Primeggiano per Importanza lo strongilo o sclerosiomum armato del cavallo, i dochraii del gatto e del cane, gli strongili del hue edella pecora.
Strongilo o sclerostoma armato e l'anbürisma verminoso del cavallo. Tra i vermi ehe si riscontrano nell'lntestino del cavallo, lo strongilo armato ö certamente uno dei piii frequcnli, causa di fenomeni morbosi iiiü o mono gravi, ehe spesso trascorrono inosservati ma ehe possono essere seguiti da serie conseguenze. Lo strongilo armato vive nel cieco o piu particolarraento nel colon, si attacca alia raueosa e ne succhia il sangue; per cui il suo corpo ehe ordlnariamente e grigio, brunastro, o bruno, osaminato fresco si vede spesse volte grigio-rossastro od anche di im color rosso di sangue. In questo statose si apre si trovn il suo (nlio digeronte pieno di sangue co' suoi costituenti normali di glo-buli mssi. La sua forma o cilindrica, ha testa ottusa e piana, troncata perpendicolarraente al suo asse, sostenuta da una capsula interna o scho-letro chitinoso ehe limita col suo bordo anteriore la bocca orbicolare, sempro aperta, raunita di aculoi serrati disposti a guisa di una palafltta. II maschio tormina eon una borsa caudale a Ire lobi, di cui il posteriore c pin piccolo; dal mezzo della borsa esce il doppio cirro. La femmina tormina in punta ottusa, preceduta dall'ano; 1'apertura genitale si trova al terzo circa Inferiore del corpo; il maschio e lungo 25 a 30 mil-linietri, la femmina flno a 50.
Nel grosso intestino lo strongilo armato vive e si feconda. Quando si trova in gran numero puö determinant calarro della mueosa, stitichozza ed essere causa d'indigestione stercoracea e dl una progressiva anemia. Se Invece gli strongili sono in piccolo numero, i sintomi si presentano piü leggeri, o passano del tutto inosservati, In tutti i casi perö, i soli-pedi alfetli da strongili costituiscono focolai d'infezione piii o tnenogravi a seconda delle condizioni In cui vivono o sono mantenuli i cavalli.
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STRONOir.ORI F. DOOHMIASI
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(Hi st,n)ii(j;ili maturi, dopo I'ttOOOpplaiuento, oliniiiiMiio In nova, lo qnuli, moscolate colllaquo; fed, vengono evacuate. Queste nova osamlnato nolle slbale appena totte hanno forma ovale, guscio sottlle un po' ottuso al poll, del diaraetro longltudinale di rallliraetri 0,098-0,115, tras-vorsalo di iniHiin. 0,054, a con-tenuto diviso tutt'al pii iu otto
cellule,
Se queste nova cadono in luogo asoluttoed essiccano muo-iouo presto, come eziandlo peri-scono quando cadono in liquid) putridi. fie invece si conservano nollo feci umidiccie, arrivano o si mantengono in terreno umido a convenlente temperatura, come accado nelle scuderie o fuori nci rnesi caldi, in pochi giorni schiu-dono e danno nascita agll em-brioni o iarve, cho si nutrono del detriti dalle sostanze alimentari cho si trovano nelle feci. A questo stadio hanno una lunga coda e progrediscono in isvlluppo, lino a ianioche non succede la ma-
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Fio. H3.
Porzione ameriorc dello strongilo armato .
turazione larvale, caratterizzata dall'inclstldamento o incapsula-mento dellestesse larve. A questo
periodo, lo larve godono di viva-cissimi inovhnenti nell'acqua pei-settimane e mesi sen/.a svllup-par'si ulteriortnente allo stato di
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FlO. 114. I^arvc dello strongilo armato ncl loro sccondo stadio.
vita libera; es.se sarebbero destlnate a
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rnorire agame se non venissero in qualche modo ingoiate, colle acque dal
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2S0nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;sTUoNGlLOiU K DO0HMIA81
solipodi. Qui'lio solo oho sono bevate, odaltriraentl portate nollo stomaoo, colle erbe o coi foraggi d'altra imtura, da cavalll, rauli cd aslni arrivano allo stato di vita tnatura percorrendo ulteriori fasi lt;li svlluppo flno ivllo state lt;li verme perfetto.
Le larve mature giunte cosi nollo storaace ed intestine dei solipodi, si spogliano della cisti o astucchio oho \c racchiude; quindi emigrano attraverso alle pareti dell' intestine servendesl del lore restrelllne mu-nito di (gt; punte chitinose, e per la via dolle arterle si portano ;i diversa altezza della grande o plccola mesenterica, o di altra arterla addominale, Ordinariaraente si flssane alle stato di larva ralcroscopica in corrispon-denza del trlgono celiace, della grande o della plccola mesenterica, il plu dolle voile a celonie, Oemlnclano cosi meccanlcamente ad alterare le pareti arteriöse, coi loro raovimentj irritano la tonaca intirna e la inflamtnazlone (endoarterite) si diflfonde alle altre tenache; in guisachö l'arteria s'inflamma e si dilata, la tonaca media ingrossa mentre la esterna connettiva si inspessisce per la iperplasia consecutiva. Nerlsul-tano cosi delle dilatazioni arteriöse od aneurismi sacciforrai, cilindrici od irregolarmente globosi della grossezza di un coco flno a qnolla di una grossa pallettola, o della testa di un fanclullo. Aperti questi tumori, detti aneurismi verminosi, si trovano ordinariamente attaccate alia tonaca intima rugosa, assieme a coaguli Qbrinosi ehe si depongono nel tumoi'o, le larve dello strongilo in numero vario, bianco-giallicce della lunghezza di 20 millimetri circa, grosso 1/2 millimetre. Esse aderiscono alia parete interna della tonaca arteriosa alterata e dalla forma microsco-picalunghe 1(2 millim. circa, grosse 1{30 di raillim., raggiungono progres-sivamente le dimensioni su notate; fincho non hanno cioö completata la loro vita larvale, stadio codesto die viene carattorizzato dalle spo-gliarsi ehe fa la larva della vecchia pelle e del tubetto boccale colle relative papille, per assumere formedel verme adulto, perfetto, maschio o femmina a seconda delle diverse larve.
A questo punto si trovano ordinariamente nel tumore aneurismatico, tra gli strati flbrinosi, larve glA trasformate in animali perfetti ancora raccolti nella loro vecchia pelle, e larve giä spoglie di questa vestigia di giovinezza agama. Patto e ehe quando hanno raggiunto 11 grado di maturazione della 2.' fase larvale, deposta I'antica pelle, ed assunta forma sessuata, per la via della stessa arterla corrispondente o del san-gue emigrano, si portano nell* intestine attraversandone le pareti, eve perfezionano gli organi genitali, si accoppiano e si fecondano per 11 perpetuamento della specie; nppuro, erratic! si portano nel pancreas, nella vaginale del testicolo, nel mesonterio (1), ovo possono produrro ascessi di varia grandezza. In cui si raccolgono e permangono inclstidatl per lutta la vita del solipede ospite,
Intanto, l'aneurisma vorniinosa,coine giä si e notato, e causa frequents di deposizione di strati flbrinosi all'interno del tumore (trombosi) in
{[) Q, (iiiNKKAU, Strongilo urnialo cnlru un ascessu. Milano 1878.
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STRONOILOSI K DOOHHIASInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;881
quantity maggloro o minnro ; in rarissimi casi il tmrnho arriva ad os-soro ostruente con paralisi dell'lntestlno corrlspondente aU'arterla ottu-rata. IMii spesso, dal tromhraquo; si dlstacoano pezzettlnl (smboll) di coagulo, cho vengono portati alle paroti dell'intestino, producendo cosi fenoraeni varii di embolismo caratterizzatl spesso da coliche, da indigestloni, da stitichezza, ccc, dovuti ad afflevollraento d'azione dello tonaohe intestiuali.
Bellinger, cho ha messo In rllievo pnl prime I'importanza patologioa dello strongilo armato o no ha studlato tutte lo fasi di sviluppo, trovö una perfetta corrlspondenza tra la frequenza dello strongilo armato nei solipedi o quella dello coliche con meteorlsmo, chc^ si manifestano in queste .spocio animali.
Lo pareti dell'aneurlsma verminoso non sempre si mantengono elastiohe e robuste come lo abbiamo indicate; qualche rara volta esse si assot-tigliano e si rompono provocando un'emorragia Interna addominale, cho puo riusoire mortale. Altre volte divontano sodo di deposizioni calcari, oppure si ossiflcano o vi si sviluppano placche cartilaginee, od ancora, si tanno ccntro di suppurazione, Per cui, si possono avere lesioni pin o mono gravi, talvolta gravissirae, sempre molto oscure durante la vita do^li animali, consecutive all'infezlone per strongili arraati.
Soventi le lesioni e lo manifestazioni sintomatiche dovute allo strongilo armato, sono aggravate da un'altra specie di strongilo pure frequento no] grosso intestino del cavallo. Questo c lo strongilo tetracanto {Siron-gilus ieiracanihus, Mohlis). Esso ö pure ematofago e si presenta ordi-nariamente rosso di sangue, grigiastro o bruno-rossastro. Ha bocca ampia, munita di quattro lunghe papille aculeate e nel margins interno di una corona di miimti denti, o meglio aculei, somiglianti a quelli dello strongilo armato. II raaschio e lungo 12-15 millimetri proweduto di un'ampia borsa e doppio pene lunghissimo. La femmina o lunga milli-mcitri 15-20, grossa millim. 0,50-1 e presenta i'apertura genitale in prossimita dell'ano; e vivipara 0 gli embrioni non si sa ancora esatla-mente quali fasi di vita percorrano. Si sono trovate perö larve mature di questa specie di strongilo sotto 1'epitelio della mucosa (Probstmayev), e nella ^rossezza di questa tonaca Incapsulate con pus costituente |)iccoli ascossi, o piccoli ematomi o stravasi sangulgni.
Assieme allo strongilo armato ed al tetracanto si trova talvolta una angulllola o Rhabdonema del cavallo. Questo e un piccolo verme molto analogo per la forma aH'ossiuride, lungo mm. 2,5 grosso mm. 0,40-0,80, cho vivo nel grosso intestino o particolarmente nel colon, sovente in grandissimo numoro od a mllioni. Se ne conosce flnora solo la femmina i cui embrioni raggiungono lo state di maturazione sessuale fuori del corpo, nolle feel, In questo si trovano rnaschi e femmiuo die si ac-coppiano e producono larve, ehe ritornaiiü mature nei solipedi. Si tratta quindi di una specie dimorfobiotica.
La diagnosi si fa ooll'esame delle foci. So no trovano le uova e le la. vo all'esame miorosoopico con un ingrandimento di 300-350.
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#9632;#9632;iHZnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; STUONOUiOSl B DO0HMIA81 OÜRA
La cura vuolsi praticaro oomo per I'anohllostoma nell'uomo, Espe-
rien/n giÄ ripotutc mi hamio dimostralo cho I'aoldo timico e I'ostratto etereo lt;li felce maschio servono eziaudlo ad ucoidere gli strougili cd i rhabdouema del oavallo.
Anclio l'acido fenico, dato a dosi elevate, gode di proprietA antelmin-ticlio preziose, in un oavallo affetto da naolti strongili (armato lt;* tetra-canto) la somminlstrazione ili rlpetutl boll di 8-10 gr. di acido fenico valse a liberarlo quasi completaraente dolle specie parassitario. Eziandio noi solipedi ö buona regola il tenerli a digiuno uno o duo giorni innanzi, coadluvando la cura mediante i'amministrazione di buoni purganti Kalini od aloetici,
Si seguano del resto queste norme.
1deg; Giorno:
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Aloe soocotrino In polv........gr. 10-25
Miolo o polvoro di gonziaaa q. b. per rarnc uno o duo boll da soinroinistrnrsi il raattino.
Oppure.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Solfato di soda, o di potassa.....gv. 70-200
Da ammlnistrarsi in un litro di iul'iisn di florutno di flono, o mogllo di tana-ceto. Dope, digiuno, tutt'al piü acqua bianca.
2quot; Giorno: .'!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto otoro di folco maschio .... gr. 20-40
Polvoro ili gonziana q. lgt;. por farno uno o due boli da ammiiiistrarsi in una sol volta.
Oppure.
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto ötoroo ill felce maschio .... gr. 20-'io
Essenzn di tromontinn .......raquo; 70-100
si scuota bone il tutto e si amministri in una volta.
Ancora.
B.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido timico...........gr. 20-40
Fa uno o duo boli con polvoro dl genzlana o tromentlna, da ammlnistrarsi in una, volta.
Subito dopo.
6.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Vino goneroso..........litri I
Oppure.
7.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acquavito............gr. 200
In una volta.
8.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido fenico...........raquo;8-10
Polvoro di genziana q. b. dn fame un bolo dn ammlnistrarsi In una volta.
Si i'ipoto so ocoorre.
Gli strongili si vedranno pel nolle feoi, In queste dopo alcuni giorni non si troveranno piii le uova.
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STRONOUil NEI HOVINI El) OVIN1nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;^83
Stronoili nri bovini kt) ovini. Noi bovini si sono nssorvato, seb-boiio di rado, Ig soj?uenti spöcie :
aj Lo strongilo raggiato [8, radiatus, Rml.): vivo nni tnnuo c succhia sangue dalla muoosa a cui s'attacca. II oorpo h bruuiccio o ros-sastro, ii maschio ö lungo J2-1laquo; millimetri, la femmina (ino a 25 mil-limetri. La oapsula ohlünosa della boccaö munita al suo bordo inlcrno di sei donti od uncini.
hj Lo strongilo ventriooso [S, ventricosus), vivo nol tenue; ha corpo filiforme con grossa testa a bocca nuda o rotonda. II maschio ö lungo miliim. 0-8, la femmina 11-12.
6') Lo strongilo rn/lato(S. inflatus, Schneider), e raro, vivo no] colon. Ha bocca guernita di 6 papille, collo con ingrossamento ovalare ed una membrana laterale molto larga; vulva in prossimitA dell'ano o limitata da una specie di cercine.
Nolle pecore e nello capre: dj Lo strongilo ipostomo (S. hyposlomus, Rud.): vivo nol tonuo; ha corpo cilindrico, tosta troncata obliquamente, bocca orbicolare rlvolta un po' verso la porzlone centrale, circondata da sei papille, e nol mar-Kino interne proweduta di numerosi denti acuti, molto fini a guisa di sotole. Maschio lungo 10-17 mlllim., femmina flno a 24 miliim. colFaper-tura genitale in prossimita dell'ano.
ej Lo strongilo ccrnuo (S. cemuus, Oreplln) : vive nel tenue e crasso delle pecore. Ha diinonsioni come I'ipostomo; no differisce se-condo lo Zürn per la sua bocca trlangolare, munita di 4 denti sporgenti dalla cornice, o scheletro chitinoso.
fjStrongilo filicolle, od a collo sottile {S. filicollis, Rud.); vivo nel diiodono dello pecore e dolle capre. Ha corpo sottile, bianco, di rado rossigno. Testa munita di due alette piccolissime, bocca proweduta di tre papille; maschio lungo miliim. 8-10 con horsa bilobata a sei ner-vature per parte; femmina lunga 10-21 miliim., apertura genitale dietro la parte media del corpo, nova ovoidi del diametro massimo di millimetri 0,070, trasvcrso di miliim. 0,040.
gj Strongilo contorto {S. contortus, Rud.): vive nel tenuo e nol qnngllo della pecora e della capra. Ha corpo bianco o rosso, filiforme, piii sottile alle estromita, specialmonto nella sua porzlone anterioro; testa munita di due aletto semi-elittiche, bocca nuda. Maschio lungo millimetri 10-16 con borsa bilobata a otto norvature per lobo; femmina lunga 18-22 millimetri a coda acutissima ; vulva vicino alia coda, ano piii verso I'apico della coda.
Questa specie ö frequonte nella pecora e complica sposso la bronchi(o verminosa o la distomatosi del fegato, 0 Tuna o Faltra contempora-neamente.
In Germania le si e dato una importanza grandissima nella spio-gazione di taluno forme cachetiche di anemia. Da noi domina pure iiiLensamente in talune localiti\ o produce rapida cachessia, massimo
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Ü84nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; OLI ANCIIII.OSTOMI J)Er, CANR
quando si trnvii in gran numoro o eontomporiuKüi ud altra specie olmin-tiohe ilci polmonl, del fegato e doirintostino.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Assenzio volgaro frosoo........gr. 200
Fa infuso con litri duo d'acqua.
Sospeudi nol Uquldo gr, 160 di radios raquo;ocea dl fülco masohlo. Da sommlnlstrarsl in una volta a bovlno adulto, Pol boviai fiiovaiii si riducono io dosi dolla niotä o ad tin terzo.
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2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;i'r. Assenzio volgare secoo......
Fa infüso oon litri I e Ii2 d'aoqua.
Sospendi radioo seoca di foloo masohlo Da sommlnlstrarsl oomc la formola preoodeute, .'!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i'r. Assenzio volgaro seooo......
Pa infuso con acqua.......
Sospendi radlce secca di folco masohlo
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Da sommlnlstrarsl alia pooora o montone.
Per gll ovinl possono molto convenientemonto adoperarsi io formoie indicate per la oura della cachessia Ittoro-verminosa (V. pag, 259).
QU ANOHILOSTOMI DEL OANB B L'ANBMIA DA BSSI PRODOTTA. II
cane va soggetto a duo specie di anchilostomi confusi per molto tempo sotto un'unica specie, l-o strongilo trigonocefalo di Rudolf], da Erco-iani pel primo distinto in strongilo trigonocefalo ed in strong, canine, e piü recentemente dal Rallllet in dochmius trigonocefalo od in dochmlus stenocefalo. Quest' ultimo corrisponderebbe al trigonocefalo di Ercolani, mentre il trigonocefalo di Railliet corrispondo perfcttanKnito al caninum di Ercolani,
aj [Lo strongilo canino, Ercolani Dochmius irigonocephalus, Rud, Uncinarld vulpis, Pröllch) somiglia moltissimo all'anchilostoma dell' uomo. Ha corpo blanco-opaco , grlgiastro, o colorato in rosso di sangue a tratti o nella totality a seconda della pienezza e del contenuto del tube digerento, sottile, cllindrlco; porzione anteriore del corpo ordi-nariamente incurvata; testa obliquamente elevata, rigonfla e anterior-monto troncata, sostenuta da una capsula interna chitinosa costituente una vasta cavltä boccale liraltata in alto lateralmente da due mandibole munito ognuna di Ire grossi e corti nnciui rivolti ail' iadiotro e soste-nnti eiaseuno da un grosso rigonflamento alia haslaquo;. II maschio ö iungo 10 o 12 mlllimetri; la borsa caudale trilobata di cui il lobo me'diano piü piccolo; i lohi lateral! sono grand! e sostenutl da fort! linguette o costole; cirro doppio e molto lungo, La femmina ö pin grossa lunga mlllimetri 15 a 20, assottigliata allo duo estremitä; ha coda ottusa termlnata bruscamente con una corta o sottilissima punta, o appendlce mucronata, vulva bilabiata verso il terzo inferiore del corpo; ano a poca distanza dell'estretnitä caudale; ovoli ovoidali agusclo sottile tra-sparente comlaquo; quelli dell'anohilostoma deliquot; uomo, col diametro antero-posteriore di iniliiiu. 0,OGO, trasversale di millim. ü,ü4U. Le ova appena
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ULI ANCHII,OST0MI DBt CANKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;285
eliiiiinato si proscntano segmentate In quattro o otto oellule; gormolaquo; gliuiio presto fuori del oorpo, lo larvo nato si nutrono ili detrlti orga-
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FlOi HS. Uovu a dillercnie staJio di segmcntazione c di sviluppo cmbrionale del Dochmius duodenalis deiruomo. (^ueste uova corrispondono eziandio a quelle deiranchllostoma del caue
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Flo, H6. I.arve poco dopo lo schiudimento.
nici e in quattro o cinquo glorni cnmplotano il primo periodo iii vita larvale. /\. questo i)unto sono grosse 24 a 25 millesimi ili milliinetri e
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886nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(IM ANCHir.OSTOMl IiEL laquo;JANK
hmghe poco plü di mezzo milllmetro. Segregano qulndl attorno una cisti o capsula, In cui lo larvo maturano cd attendono vivo un tempo
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^^s^
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FlO H7, a, b, c, Larve incapsulato mature n cisti cnlciiicata; ä, larva matura uscita dalla cisti In sc{;iiito atla rottura di questa.
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piii o meno longo per essero portate cogli alimonti e collc bevande Hello stomaoo ed intostino laquo;Id cane, ove coniplotano il loro sviluppo fli vermo perfetto.
Questo strongilo vivo in tutto l'intestino tenue dol cano; sl attacca alia mueosa cho forisee, e nc .succhia il san^uo, produeondo oziaiulio pic-
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(H.I ANCHII.OSTOMI UBIi CANKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 27S
coio etnorragis della muoosa. Quando sono in piccolo munero passano ordlDarlamente inosservatl, a mono cho non si prooeda all'esams doile sostan/.o fecal i per vodornu lo ova.
Da noi ö Iroquente, ma sposso in piccol nuinoro noil' intestino del cane; in Francia IlailliGl e Trasbot lo vtdero produrre una vera anemia ehe venne paragonata a quella pro-dotta dair anohilostoma noil1 uomo.
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Fio. MS.
Strongilo stenocefalo (da Raillict).
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Ancho Mögnin ha osservato I'anemia nel cane prodotta da questa .specie
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Fig. Htf.
Strongilo canino (da Raillict).
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olmintica.
hj Soventi collo strongilo canino ö state trovato il doclimius stenocefalo (Railliet), il quäle ha corpo plü sottilo del precedente, testa assai stretta, capsula boccale ehe porta da eiaseun lato della sua parote ventrale una lamina chitinosa e tagliente, rotondata, al disotlo della. quale si voile un dente ricurvo ad uncino; 11 tnargine dorsale presentauna depresslone raediana, ma 6 sprovveduta di denti. II maschio e lungo 6 a 8 millim., la femmina 8 a 10 millim., lo ova sono un poco piü piccolo di quelle del dochinius precedente; nel resto i caratterl si confondono in proporzione dollo dlmensioni un po' minori. Questa specie venne studiata molto bone recentemente dal Railliet ehe I' ha osservata ripetute volte colla precedente e in Kran numero in cani anemici.
Nel cane, la cura degli anchilostomi si pratica press'a poco come nol-l'uemo; eioe, priina si libera il tube dirigente dalle sostanze alimontari mediante un purgante salino, il giorno sussogucnto si somministra Post ratio etereo di folce maschio.
1quot; (liomo :
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Infuso di tanacoto..........gr. 60
Sciogli solfato di potassa........raquo;25
Da soniniiui.strai'si in una volta.
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28laquo;
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AM ANCHU.OSTOMI D f/ANEMIA DRI OATTI
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2quot; (liorno: 2. l'i'. Bstratto otereo dl l'olcü masohlo AH'Kiiif,'iii etere solforioo . . . Bd auiiuinistra in mui volta. Dopo 5-10' ;i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'r. Olio di rlolao.......
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gr. 2-4
raquo; 2
gr. 80-30
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Gli anciiii.ostomi e l'anemia nbi qatti. - II gatto, corae il oane, va soggetto ad un'anemia analoga a quella deU'uomo, prodotta da par-ticolari anohilostorai, o dochmlus, ehe vivono noll'intestino lonue o uo sueohiano il sangue attraverso alle pareti della naueosa,
Questi anchilostomi sono dl duo speoio; lo stroagllo tubiforme o lo strongilo dol Balsamo Orivelli.
aj Lo strongilo tubiforme fsirongilo tubaeformia, Zeder; Doch-mius tuhacformia, Duj.) vioiio descrltto siecomo avente bocca aperta al disotto o trasversalrnente, duo mandibole guornite eiaseuna d'un forte donte a tre punte, di cui la media (dente medlano) e la maggiore. II masohlo e lungo mllllm. 7, la feramina 10-14; lo uovasono quasi steriche del diametro longitudinale di millira. 0,045, trasversale di raillim, 0,027. hj Lo Strongilo del Balsamo, {Lochmius Baisami, C. Parona e B. örassl) voniio riscontrato dal dottore Grassl uel 187(5 in Rovellasca, descrltto nel 1877 dal örassi col professore 0. Parona. Ha ricevuto il
battesimo dal venerando professore
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Balsamo Orivelli di Pavia. Esso ha grandissima analogia coll'aachllo-stoma deU'uomo o del cauo. No ö perö un po' piü piccolo. Del resto, la sua losta ö obliquamente tron-cata, con Uocca quasi circolaro, munita di due mandibolo, con tre denti eiaseuna, adunchi o doere-scenti dall' esto^o all' interno.
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Maschio lungo millimetri 9,5 con Iioi'sa caudale triloba a lobi latorali
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Fio. 120. a l'orzionc iinl. deH'imcliilostonia Jcl gatto por fame vedoro la bocca. b) liorsa CttUdalc del maschio. |l)a un discgno del l'rofos-s ire C. l'arona).
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maggiori,a raggio maggiore quadri-forcato, raggi minor! quasi eguali; lobo intermedio con un unico rag
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gio blforcato, colle nervaturc o bi-forcature bipartite; la base di questo raggio arriva al punto donde gli altri nascono; presse la base di questo raggio no nascono duo; pene dnplieo, sottile, lunghissimo e flliforme; femmlna lunga millim. 12 col-l'estremltä caudale retta, conica a punta mueronata ; ano Jatiforme non lontano dalla punta caudale; vulva nella parte posterioro prominente del corpo; utero bicorne; uova a guscio sottile con molti caratteri di analogia con quollo dell'anchilostoma deU'uomo.
Questi anchilostomi stanuo (issi collquot; annatura boccale alia mueosa intestinale ehe leriscouo per succhiarne il sangue. Essl si t.rovano in
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Kf.MlNTI DEL MAIALE
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889
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numero varlo find a 50-60-100-800 e piü pvoducendo slntoml (H una progresslva anemia, si llmltano ordlnarlaraente al duodöno e prlma porzione del dlgiuno per un tratto dl 20-60 centim, dal piloro. Se sono in piccol numero stanno ravviclnatl In 1, 2, 4. 5 zone, se In gran numero si osservano sparpagliati sopra mezzo metro od anche piü della imicosa.
I gatii colplti da dochralasl gravissima perdono gradatamente la natu-rale vispezza e non tardano a manifestare i caratteri di una anemia die insldlosamente invade e progredisce, L'anlmale dimagra e dopo 2, M, 4 e #9632;quot;) mgt;*] si manifesta anche dlarrea profusa di materle nerastre ehe imbrattano costantemente la coda. Diminuisce 1'appetite si manifesta talvoita il vomlto, L'andamento del morbo ö lento, massime quando gli anchilostomi non sono in gran numero.
1/ esame mlcroscopico delle feci costitnisce il mezzo sicuro di diagnosi; fatti dei preparati per diluzione delle feci neiracqua ed esaminati aH'in-grandlmento di 350-400 si scorgono piü o meno numerose le uova molto analoghe a quelle dell* anchilostoma dell' uomo.
Questa tnalattia, stata studiata molto bene dal professore G-rassi, e rite-nuta generalmente incurabile, si guarisce col metodo da me escogitato per la cura dell'anemia per anchilostomi nell'uomo.
La cura e la stessa indicata per latenia crassicolle e pel botriocefalo [V, pag. 243-244),
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71. Elminti del maiale.
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II maiale va soggetto a diverse specie di vermi ehe vivono nell'in-testino o si trovano erratici nei tessuti ed organi varii del corpo. Oosi, oltre al cisticerco delle carni, corrispondente al deutoscollce della tenia arraata dell'uomo {Tenia solium), presenta qualche volta le ascaridi nell'lntestino, la filaria strongilina neU'esofago, lo strongilo dentato, la trichina, e Fechinorinco gigante.
aj L'ascarlde del maiale {ascaris mi/la) e molto analoga, se non identica, all'ascaride lombrlcolde dell'uomo.
hj Lo stvonyilo dentato vive nel tenue; ha corpo grigiastro, testa tronca, bocca grande ed orhicolare, raunita d'una corona di finissirni uncini o denii al margine Interne, e sei papille all'lntorno. La testa e divisa lt;la un collo piii sottile e stretto dal resto del corpo piü grosso : la coda della femmina 6 acuminata lesiniforme, la vulva in prossiraitd dell'ano quasi toi'tninali'. II niaschio lia pene doppio con disposizione e struUura cguale agli allri strongili.
La Filaria o Spivoplera Rtrongilina (Rudolphi), vive in noduli nella mucosa del ventrlcolo del maiale, Ha il corpo bianco, flliforme, bocca nuda, oi'hicolare, ma non distinta dal rimanentc del corpo.
It) - PlRRONCITO, M.Uatlif Jcglt ammali dCMtttid,
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KI.MINTI DEL MAIAI.I-:
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II maschio l' lungo rnillini. 11-12, grosso iiiillini. 0,5 colla coda rav-volta a spira ['onnante un giro cotnplGto od anohe uno (* mezzo, ottusa all'estremltä con due alette marginali piuttosto svlluppate, I'ra le quail esce 11 pene unico, sottlle e lungo.
La femmina ft lunga da 15-20 millim. arossa (ina a inllliin. o,^; la
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.--r-rn^^-^Tv
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uliZIdU^
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FlO. 121. l'',cliinoriiico sigäme del maiale.
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vulva in prossirnita dell'ano; coda appiattita, quasi retta, an poquot; acula, l(! nova sono elittiche a guscio piuttosto duro e spesso,
Non si sa ancor nulla intorno al signiflcato patologico di questo pa-rassita.
cJ II rhabdonema slrongiloide del maiale venne osservato frequente in talune locality, ed il D. I.niz lo ha trovato molte volte nei iiiaiali dol Brasile. K un verme microscopico, grosso millim. 0,060 circa, lungo flno a 'i millim. Vive specialmente nel duodeno e nei digiuno; produce nova ehe schiudono neirintestino u vengono cosi evacquate delle larve, le
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BI.MINTl DBli MAIALEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 291
quail percorrono le ulteriori fasl dl vita llbera ßno alia tnaturazlone sessuale e qulncll alia produzlone di famiglle di larve libere. Queste ragglungono soltanto il periodo di inaturazioue larvale, ed aspettano dl Gssere qualche volta beA'iito o mangiate da raalali per arrlvare cosj auovaraenle aell'lntostlno a vivoreparassitarie öd a perpetuare la specie. (i' L'echtnorinco gigante ö un verme a corpo bianco brunlcclo az-zurrognolo, iiscio o rugoso trasversalmonte, molto allungato: ha forma quasi cilindrica o conlcn e tormina In puma ottusa assottigllata. La testa h inunlta di proboscido globosa armata di 5 a 6 ordini di uncini assai fortl; il collo ö brevlsslmo, invaginato, il maschio h lungo da6a 8 centim., grosso niilliin. ;i a 5 g tevminn con un appendice tnembranosa campanulata; la femraina ö iungn flno a :5.quot;gt; centim., grossa 5a7 nun., le nova sonn oblunghe quasi cllindriche, si confonde quindi ad un esame superflciale coll'ascaride, ma se no distlnguo ad osame diligente.
L'echinorlnco gigante e piuttostn frequente nei mniali delle Romagne u Toscani. si presonta ordinariamento flsso colla sua proboscide alia nni-cosa del tenue. si trovano sposso divorsi echinorinchi vicini gli uni agU altri, e producono lesionl varie ehe possono vestire gravM particolan quando sono in gran numero,
(ili echinorinchi sono ovipari e Iquot; nova vengono emesse colle feel ilel maiale edel clnghlale ; esse vanno perciö disperse nello strade, sulle erbe. nei pascoli, oppure coi mezzi del concime vengono sepolti nei campi. Ora, secondo osservazlonl delln Schneider aei suolo le nova sono mangiate o meglio ingoiate dalle larve del maggiolino; nello stomaco di queste larve schiudono, e gli embrioni si portano nol cave addomlnale, si svi-luppano e si incistidano, Oiö non pertanto lo larve del maggiolino possono ancora percorrere le ulteriori fasl di vita e raggiungere le studio di crisalMe e di insetto perfetto, I maiali ed i cinghiall iiberi o condotti al pascolo grufolano volentieri in cerca di radici e di insetti, e quando manglano il maggiolino in qualcuna delle sue Tasi di vita infestato da larve incistidate daH'echinorinco, si infettano da questa specie paras-sitaria.: cioo, la cisti nello stomaco si discioglle ed il vermetto agamo fatto libero si attacca alia mucosa dell'lntestlno e si sviluppa raggluu-gendo quelle forme giganti ehe abbiamo superiorrnente notato.
Talvolta le larve raicroscopiche deU'echinorinco emigrano attraverso le pareti intestinali del maiale e si portano In diversi punti del cavo peritoneale, nei mesenterio o negli omenti, e vi si sviluppano ragglun-senilo pero forme ordinariamento meno grandi.
La diagnosi dl queste diverse specie parassitarie, si pno ordinariatnente soltanto sospettare dal dimagramento progressive degll animal! e dalla anemia ehe si pno anche svlluppare. Coll'osame microscopico per/) delle sostanze fecall si pone fuori dubbio la loro esistenza nell'intestino, al trovaraento delle nova g delle larve corrispondenti.
La cura si pratica per tutte quoste specie in modo analoge, si pro-cura Innanzl tutto di rendere libero il tubo dlgerente mediante purgantl, Si amrninistrano in segulto gli antelinintici, come I'estrattO etereo dl
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BUONCIIITE K PNKUMONITE VURMtNOBA
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Celco maschio, I'acido tirnlco, I'acido fonico, I'asseazio volgare, il seine santo, ('cc.
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1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Infuso ili tanacoto o ill assenzlo ....
Soiogli solfato di sodn o di potassu . . .
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gr, 70-100 gt;gt; 30-60
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Da soriuiiiiiistrarsi in ana volta.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, n cligiuno,
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Bstratto Dtoroo ili relce tnaijcbio ....
Tlntura alcoolica di feloe maschio . . .
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;r. 10-15 raquo; 50
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Du somministrarsi in uua volta, si ripeto so oocorre,
.'i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido tlmico............gr, 12
Si somministra in una volta.
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72 - Bronchite e pneumonite verminosa
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Meile vie resplratorie lt;lei nostri anlraali doraestlci e ili talune specie selvatiche vivono diverse specie di vermi rotondi, del genere strongilo, ehe quando si trovano in aumero notevole producono forme raorbose piii o meno gravi, sovente fatali, d'indole enzootica etl opizootica, Sono spe-cialraente delle tracheiti, bronchiti e pneumoniti vorminosG ehe si svol-.u,(iiio; le quali per l'andamento e la loro fatale terrninazione, passano sotto la denominazione di (isi verminosa,
Le specie di strongill piii frequenti nolle vie aeree a produrre la mul-tiforme malattia sono;
a Lo sironffilo fllaria fStrongylns fllaria, lind.; ehe ha corpo bianco, gialliccio o rossigno, (111forme, sottilissimo; testaottusaa bocca orbicolare, nuda. II maschio ! lungo millimetri 50 con borsa caudale completa ad espansione laterale obliqua, preceduta da un forte rigon-ßamento, nel cni mezzo si trova 1'ano; il pene e dopplo, breve, incur-vato, con due espansioni diafane verso l'apice. La feramina e ovovivipara, lunga milliin. 70-80 con apertura genitale quasi verso la parte media del corpo; ova ovali a guscio sotiile e sempiice, del diametro antero poste-riore di millim. 0,110, del diametro trasverso di millim, 0,056; codaretta a pnnia allungata, ano vicino air estrernitä caudale.
Lo strongilo fllaria ö comunissimo negli ovini; venne pure osservato nella capra, nell'antilope, nel camello e nel droraedario.
ii. I.d strongilo bronchiale fSlrongyhts bronchialis orix .- ha corpo cilindrico, flliforme, gialliccio; femmina lunga 11 centira,, grossa ll2 millim.; testa ottusa, continua col rosto del corpo, bocca orbicolare rappresentata da un infossamento centrals deU'estremlto cefalica, nuda; apertura genitale laterale corrispondento al terzo posteriore del corpo: coda ottusa aciimiiiala, uon mucmnala: ovovi\ ipara, nova ovali a guscio sempiice sottile come velam^nto, a diverso grado di sviluppo, di segmen-tazioneedl sviluppoembrionale, del diametro massimodl mm. 0.130-0,140,
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BRONOKITG !: PNBUMONtTB VKR.MlNoSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;293
dfil diametro trasverso ili miiliinotri 74-78; embrione nell'uoyo lungo iiiillini. 0,480-0,450, grosso milllm. lt;),lt;f2-t a testa arrotondata con rlllevo moiliano papillare, coda aon ftcuta, tion acouminata aö muoronata, om movimenti serpontiniformi ; esso noi suoi tnoviraeuti, per la cedevolezza del gusclo in cui trovasi raccolto, produce gibbositfi arrotondate diverse all' Inglro.
Non ho trovalo oho duo femtnine in corrispondenza del gross! bronchi di una peoora tnorta aaemica in seguito ad enterite cronica,
cj Strongilo rossasiro fStrongylus rufescens, Leuck., Pseudalius ovis pulmonalis, A. Koch); corpo sottile, color bruno rossastroj testa non aiata: bocca limitata da tro labhra papillirornii : maschio lungo millini. lS--28 a borsa cauilale scavata posterlorraeute con duc^ leggere incavature laterali in avanti, le nervature posteriori corte e poco distinte, le mediane sdoppiate e le anteriori diviso, spiculi incurvati e striati trasversalmente; femmina lunga milliiii. 25-35 a coda in punta sinus-sata . vulva situala immediatamente iu avanti all'ano, alia base d'una piccola eminenza, ovipara, ova elissoidali del diametro maggiore di miiliinotri 0,075-0,120, grossi 0,045-0,08?.
Le nova leconde discendono negli alveoli ove si sviluppano e produ-couo focoiai limitati di pneumonite venniiiosa.
ttj Strongilo mrautisxrmn fUtrongylus minutissimus, Mögnin), Doiuina negli ovlni dell* Africa e vi produce la pneumonite verminosa analogamente allo strongilo Qlaria degli ovini dolle nostre razze.
Si distingue dallo strongilo fllnria particolarraente per le sue dimen-sioni. La femmina e lunga raillira, 15, il maschio ralllim. 10, L'uovo ha mi diametro longitudinale massirao di milllm. 0,080-0,100 trasversale di millim. 0,04(1: 1'embrione e lungo ((..'{ÖO.
/#9632;' Strongilo micruro fStrongylus miorurus, Mehlis; Strongylus vitulorum, Rud,; s. viviparus Hloch). -- Venue trovato audio negli aneurismi delle arterie delle vacche. Vive pero abitualmente nella trachea del vitelli. buoi, cavalii ed asini. Ila corpo sottile, flllforme, testa rotonda con apertura boccale circolare, provveduta di tre piccolo pa-pille : il maschio 6 lungo millim. 34-35 ; ha borsa caudale completa con profonde divisioni e due lunghi spiculi; la femmina e lunga millimetri 00-80 colla vulva in priucipio del prime quarto posteriori! del corpo. Questa specie e vivipara.
cJ Lostrongilopolmonare [Strongyluspulmonaris, Ercolani). E piii corto dello strongilo micruro (da 10-40 mm.); laquo; i maschi sono piii grossi posteriormente ehe anteriormeute; la bocca e circondata da una corona di minute papille subrotonde; la coda della femmina mucronata, discre-tamente sottile ed obliqua; quelln del maschio ottusa e tondeggiante, dalla quale partono sette linguette o costole, ehe sostengono la borsa caudale in forma di espansione raembrauosa, semi-campanulata ; la lin-guetta dorsale impari arrlva Qno alia perlferia della detta borsa, apertura dell'ano bilabblata. Le femmine sono ovovivlpare raquo;. Ercolani ehe lo descrisse assegnandogli i caratteri notati, dice di averne raccolto in gran
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2'Mnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;BH.ONOHITE E PNBUMONITE VKRMINOSA
oopla lt;lai bronchi di un vitello ohe no era stato uoclso. Soggiunge ehe Prangä gli aveva mandate dalla Francia alcuni strongili (lt;l polmone dei vitelli, die erauo riferlblH a questa sxia specie (1).
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Fro 122.
Stiongilo paradosso del niaialc. - i!i Porzione ailtcriore e testa; h porzioiie posteriore del nuucllio) i- porzione posteriore delta t'eiiiniina.
ffj Lo strongilo jiaradosso (Strongylus paradoocus, Mehlis) abita la trachea ed i bronchi dei maiall. G Bliforme, bianco o brunastro, con testa globosa; bocca provveduta ili tre papilla; maschio lungo milli-
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(1) Broolani. lt;)j). oit.
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HUONaim: k pneÜHONI k vMrminosAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;2'.gt;f)
melri 15-16 con borsa blloba, rlvolta In basso e dlvisa in oinque rajfjii per clasoun lobo; i lateral! ilivisi, ii raedlano semplioo; Coinmina vlvlpararaquo; lunga raillimetrl 32-35 con uu rlgonflaniGnto paplllare ul-IVstroiiiita della coda, ed in prossimltä lt;U sssa: vulva vlclno all'ano. Mehlis o (iurli lo descrlssero pel primi esattamdnto, ma lo trovarono assai lt;li rado nei bronchi del poroo domestico e del cinghiale. Alessan-drlni in Italia, Ohaussalt; in Francla, lo trovarono invece assai ftequonte-mente nei bronchi laquo; nei polmoni dei tnaiali tnaoellati pel pubblico con-sumo. Spinola descrlsse megllo d'ognl aitro la tisi verminosa del porci dovuta allo strongllo paradosso, lo ebbi i'opportunltö di osservare pa-recchie \'dlte questa forma di pneumonite verminosa, la quale presenta caratteri anatoralci identici a quelli della pneumonite verminosa delh* pecore. II polmone cioä infetto, ha un particolare pallore lt;la edema od inflltrazione sierosa del parenchima polmonare.
?y Strongilo del gatto. II gatto presenta assai frequentemente la pneumonite verminosa a nodulini ed a nodi sparsi, Ma non so ne co-nosce ancora la specie parassitaria perl'etta.
hj Lo strongilo tracheale {Sirongylus iracfiealis, Nat.; Syngamus irachealis v. Sieh.) venne denomlnato ancora da Diesing Sclerostomum syngamus. oil indivldui ili questa specie ordinariamente si trovano ac-coppiati in modo permanente nei bronchi o nella trachea del polli, del tacchini, (l(!l faglano, della pernice, e della clcogna nera,
II raaschio e molto piii piccolo e si osserva disposto pressapoco ad angolo retto colla femmina. Ha corpo dritto, cilindrico, di colore san-guigno pel liquide Interposto agil organ! intern!: il maschio 6 lungo millim. 4-5, ed ha borsa candale convessa, sostenuta da 12-15 raggi. La femmina Ö lunga 13-14 millimetri, grossa millimetri 0,85-1 in media, con ovidotto molto sviluppato, il numerodeile nova considerevoie; il lore svilupppo non ci e ancora noto.
Ebb! in done dal compianto öuzzoui di Milane van osemplar! di trachee di faglano con numerosi strongili tracheaii. Questi possono essere causa di moiie eplzootlche, come vennero giä osservate in [nghiiterra, in Francla ed in Iialia. M^gnin pubblicö a! riguardo un interessante1 lavoi'o (1).
Vanno soggetti a bronchite verminosa piii frequentemente le pecore, meno sovente i bovin! [vltelli e Imoi , i maiali e prli uccelli di bassacorte.
\jü tisi verminosa e comune in eerie region!, rara in altre; in (aluni iuogh! per lquot; umidita de! pascoli domina qualche volta enzootica ed opi-zootica, come ad esempio uegl! ovini di certe region! del Oanavese. Vi hanno poi atmale in cni le I'requenti pioggie lavoriscono la dlffusione della malattia specialmente nei greggl.
Data la presenza di alcuni de! verm! indicati nei bronchi, essl si ac-coppiano e lecondano, eliminano gran numero di nova o partoriscono embrioai. Le uova e le larva scendono ordinariamente flno negli alveoli
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(1) Mbonin, Sur le syngamus traohdalis des faisans. Paris 1880.
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890nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; BRONOHITK E PNEUMONITB VBRMIN08A
poimonari, ove it; uova subiscono la segmentazione e sviluppano glJ em-brioni vhv schiudono, ad allo stato llbero no^ii essudati oatarrali e jm-rulenti progredlscono iu grossezza lt;'il in lunghezza. I movimenti dl quosti smbrionj negli alveoli poimonari e dei vermi adulti nei bronchi, sono causa di irritazione q ili inflainmaziono lenta, alia quale tien dietro una maggiore secrezione di muco (catarro) c la formazione di pus negli alveoli poimonari. CJnessudato sieroso impregnai tessuti, cho corrispondono alia porzione del polmone infettato dai parassiti, determinandovj anche la sua impermeabilitä aU'aria atmosferica indispensabile per la sanguiflcaziono. 1 polmoni sono piii o mono estesamente colpiti ila tale forma di bronco-pneumonite, a seconda laquo;lei numero laquo;lei parassiti, ehe si trovano nei bronchi o negli alveoli poimonari. La malaUia assume quasi sempre andamento cronico. A misura ehe si diffondono le lesion! ai polmoni, cresce la tosse ed aumenta I'escreato muco-purulento ehe si emette. Ma in tutti gli animali, unico mezzo per diagnosticare la tisi venninosa, consiste nellquot; esaminare ad ingrandimento Iquot; escreato o sostanza ehe si emette coi colpi di tosse. Quando trattasi della malattia in discorso si rlscontrano numerosi gli embrioui, le uova e gli strongili capaoi di dlffondere il morbo; ed e appunto per mezzo delle raaterie mucose emesse per le narici e coi colpi di tosse, ehe si diffonde pit facilmente la ma-teria, venendo cosi sparsi i germi nei pascoli, sulle erbe, ecc.
Alle lesioni poimonari e bfouchiali conseguono talvolta 1' impedi-mento del respire e la soffocazione, come succede ordinariamente nolle galline, In tutti i casi la malattia procede lentaraente; ed a misura ehe si estendono le lesioni nella sostanza polmonare viene sempre piii osta-colata I'ematosi; il sangue diventa povero di material! nutritivi, si fa piu sieroso, la pelle diventa molle ed aderente alle costole, 1quot; animale dimagra, la lana si distacca a grand! ciocche, Iquot; occhio si fa sempre piii pallido, le pecore malate rimangono dietro le altre e la respirazione si fa frequente: ordinariamente si formano dei versament! nella cavita del petto e dell' addorae. tumefazioni edematose sotto il ventre, a^rli arti e sotto la gola, linche 1'animale, non potendo piii alimentarsi e nutrirsi, precipita in uno state cachettico di progressiva consunzione, e muore. L'esito finale della malattia viene nella maggior parte dei casi accelorato dalla presenza dei distomi ael fegato, e dagl! strongili nel-T intestine e nei quaglio.
La cura razionale della tisi venninosa eostitui lino a quest! ultimi anni un problema dei piii difflcili, pel quale non si era ancora trovata una soddlsfaceute soluzione. Spettaal dottore Q. Levi I'onore di averdimo-strata la possibility di poter uccidere i vermi rotondi ehe si trovano nelle vie resplratorie a costitulre la causa essenzialissima della malattia (1), Egl! pel prime, coll'iniezione laquo;li lodio e di essenza di tere-bentina neila trachea e nei bronchi di un montone raalato, in tre uiorni
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^1) 1). lt;i. Levi dell' Univorsitö di Pisa Manuel pratique des (njdotions
Iranhrali'.s dans le oheval, Pag. 259, Pisa IHH.'i.
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HRONCHITK K I'.VKI.'.MONITE VKKMIN'OSAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 297
riusol a llberarlo completam^nte ilei parassltl, ehe ne Ingombravano i bronchi, mentre lo guariva del oatarro oronico dovuto alia presenza del vermi stossi o dei loro prodotti (uova a larve). Prove di questo genere ripetute estesatneate in Franola dal veterinarlo Eloire sopra peoore e vitelli Infstti dledero ?li stossi splendldl rlsultati (1). Eloire adoperava (nel vitelli affettl da bronchlte verrainosa) 10 gr. al giorno di una tne-scolanza di olio ili oliva, 100 di essenza di terebentina, 2di acido lenico o 2 di olio di Cade. Alia stessa dose il dottorn Levi ha adoperato la soluzione Jodioa e i'esseoza di terebentina (jodio 1, joduro potassico 5, acqua 100) alia dose di 5-10 Rr. e I'ossenza di ti-eineiitiiia alia dose di 5gr, I'er cui, (;oi motodo Levi si ö latto un passo giRiuite nella terapia di un morbo ehe talvolta dominando enzootico ed epizootico produce noto-volissime perdite.
Le iniezioni tracheali e bronchiali non presentano il minirao incon-veniente, mentre agiscono direttamente sui parassiti,
Davanti al trovato del dottore Levi passano in seconda linea i tenta-tivi suggeriti dal compianto Ercolani col fumo di tabacco, I'eterizzazione e la cloroformizzazione, sui quali inezzi I'esperimentazione non si e an-cora pronunclata. Seoondo Qerlaoh, I'amminlstrazione interna del creosote (63 gr, sciolti neH'acqua da ararainistrarsi a 100 capi pecorini) vale a guarlre la tisi vermlnosa,
II professors Nunian narrö di aver ripetutamente usata con vantaggio contro la tisi verrainosa dei vitelli la seguente formola:
Assafetida.............gr. 30
Olio di Chaberl...........raquo; 00
Acqua..............raquo; 500
Ne soramiuistrava un cucohialo al giorno in una mezza pinta di latte per ogni vitello.
11 Sen inline, riguarda il solfato di ferro come vero speciflco della tisi verminosa, e consiglia la seguente mistura divisa in due dosi da consumarsi in tre giorni da 100 pecore ;
Solfato di ferro .........gr. 100
Radice di oolamo aromatico.....raquo; 300
gt;gt; di angelioQ........raquo; 300
Farina arrostlta..........raquo; 150
Questo miscuglio puö essere apprestato alle pecore. Se le pecore sono arrivate al punto die abbiano perduto I'appetito, si stempra il tutto in 500 grammi d'acqua e se ne fa un infuso ehe si sommlnlstra a^li animali.
Credo ehe toruerehbnro soininainente giovevoll esperimenti t'atti nello scopo di vedere se 1'estratto eteroo di felce maschio non avesse anche azione mortale sopra raquo;li strongili del polinone nelle varie specie di animali domestici.
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di Recueil de MM. Vät, - 1883, Fascleolo di Nov.
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29Hnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; TIUCOCHKAU
Ciirando anncnli afTetti da (|uesta malattia, non dovosi dlmenticard
mia sana e lauta aliiiicnl.a/iniH', aiulala anoora dalle sostanzo aroma-liclu! e aniaro e dal sale pastorix.iose I'appeiito vicn meno nei paüionti.
Quando In un armento compare la pneunionite vorminosa, dcvc^si tosto procedero alia soparazione degli auimall sanl dai malati; liilli i soggdtti cluraquo; tnostrassero sintornl dl bronohite vorminosa dobbono allontanarsl dai pascoli acciö non si diffonda la malattia, Le fumigazloni a scopo cura-tivo provocando la tossö o 1' eliminaziono di escroato oarico di voiani, embrionl, o uova, vogliono esser fatte in luogo appartato, suscettivo di mia completa dislnfezlono mediante quelle sostanzo tro\a(o di sicura i'ilicacia pi'r uccidnro le nova c \o larve doüii allri strongili. Per la disinfezione servono ottimamonte I'acido solforico, cloridrlco e fenico diluiti nell'acqua uel rapporto dein al .quot;gt; 0(0. I due primi sono preferi-idli per il prezzo,
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Olio d'olivo...........gr, 100
Bssenzo ili terebentina........raquo; loo
Acido fenico...........raquo; 2
Olio di Cado...........raquo; 2
Per iniezioni tracheali nei bovini. Le inlezioni si possono fare 3-4 giorni consecutivi, con 5-10 gr. ili liquido, a soconda dell'etä e dnl vo-lumo dell'animale, sospenderle per qualche giorno o riprenderle yev '2-'A volte liiKdn'1 si abbia ottenuta la guarigione (1).nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Eloirf.).
73nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Tricocefali.
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Neirintestino di talune specie di animali domestici si trovano eziandio piii (i meno frequenti specie di vermi compresi nei genere Tricocefalo, al quäle vennero assegnati i seguenti caratteri #9632;
Corpo allungatissimo formato di due parti : l'anteriore, piü sottlle laquo; piü lungo, ehe contieno l'esol'ago, o porzione torulosa dell'intestine, tormina colla bocca; la posteriore,raquo;che nasce con un rapldo rigonflamento e contiene il rimanente intestino, gli organi genital! e termina in punta ottusa, alia cui ostmrniia trovasi 1' ano. 11 pone ö semplice tubulare, circondato da una guaina rigonfla lt;gt; vescicolare, collocate all'estremitä posteriore ; l'ovario ö semplice, ripiegato sulla parte posteriore, termina in avanli con un ovidotto ehe si apre sulla vulva, situata nei punto di congiunzione delle duo parti del corpo j uova oblunghe, a guscio re-sistente, spesso con operculo speciale, traslucido al due poll,
I tricocefali vivono nei cieco e neirintestino colon del mammlferi, i-c specie note piü importanti sono il Tricocefalo tU.y/ur, lo (ill'me, il dc-
(1) Cmo Qriffini, Rapporto letlo in seno alia Societä Medico-Veterinaria Lombarda I l marzo 1886.
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THICOCEKAF.r
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presso e ii orenaio. II T, dispar 6 proprio dell'uomo, Le altre specie vivono parassite nci bovlnt, ovini, cani e sulnl.
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Tricocbfalo affine ('/'. afflnis, Rud.) o dei rumluanti: ha testa larga con due rigonflamenti lateral! vesoioolarl a guisa di ali; papille dolla benderella nastriformi, longitudiaali, piü marcate ai marglni, 11 maschlo Ö large 80 milllm., dei quali oinquantatre sono occupati dalla parte anteriore sottile; pone acutissirno, lungo niilliin. (i, raccolto in una guaina tubulosa, cilindinca, molto lunga, guernita di spine acute hen pronunclate. La femmina e larga da 60 a 70 mlllim.,
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la coda e ottusa, uova larghe milllna. 0,07').
Abita il cieco delle pecore, delle capre, del cervo, di rado anche quello dei bovini,
Le uova di questa specie eliminate colic feel, dope alcuui mesi si segraentauo, organlzzauo 1'embrlone, die si mantiene vivo per molto tempo ael proprio
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guscio. Quando le uova coll' erabrione maturo ven-
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gono ingoiate dagli animali, arrlvate uel cieco, schtu-
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Pia. i2;t, llovo di tricocefalo
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dono e in quattro settimane la larva completa il suo sviluppo, acquistando forme sessuate perfette (Leuckart .
Se sono in piccolo numero ordinariamente passano iuavvertiti, So in grannumero, possouo produrre catarro intestiuale e disporre all'anemia, niassinie se si Irovano con altri elminli icogii slronji'ili, ecc).
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Tricockfalo dbpresso {7\ deiiressciuscuhis, Hud. T.vulpis, Fröl): ha caratteri molto vicini al tricocefalo crenato; pero, le parti component] il lore corpo sono alqnanlo deprcsse. 11 pene del maschio e piü lungo ehe neu nella specie precedente, la guaina e tubulosa o clavata. Tanto il maschio quanto la femmina misurano in lunghezza da 45-75 mm. od hanno entrambi color nero, Le uova sono lunghe millimetri 0,083, larghe mlllim, 0,030.
Si trova nel cieco del cane e della volpe. E comuuissimo nel cane affetto da stronglli e dalla consecutiva (1).
La diagnosi si fa coll'esame delle fed. Se ne trovano le uova.
La cura si pratlca come per le tenie e gli anchilostomi,
Tricocefalo crknato (T, crenatus, Rud.): n maschio e bianco, lungo 40 millimetri circa: la femmina e brunastra. lunga da 45-50 millimetri.
Abita ordinariamente il cieco del maiale e del cinghiale. Qeneral-mente pero si ritiene sia le stesso trichocephalus dispar dell'uomo. Difatli, i suoi caratteri zoologlci si confondono in tutto con quelli del tricocefalo dispari dell'uomo.
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(I) Railt.ikt, El ments fir. Zoologie mddicale si agricole. Paris 1885-86.
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300
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ANQUir.r.OLE PaBUOORABDITI
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74. Anguillole - Pseudorabditi.
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A.ngullloIe, Pseudorabditi steroorali o Rabdonemastron-tiiloidosonodoi vonui rotondi intestinal! mlcroscoplci, chs frcquont onion te con vivono con spocio di strongili o di anchilo-stomi. o ehe godono del triste prlvilegio di maturare fuori del corpo o diffondere la specie. Nel cavallo, per eserapio, sono state descritte da Prob-stmayer delle ossiuridi vivt-
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In;, ti.'i. Larva di rabdonema quale si tiova ncllc feei ap-pena evacuate.
pare viventi ncl cioco, lequali non sono altro ehe anguillole o rabdomeni, [o ebbl occa-
sione di osservaruo talvolta doi milioni ncl prosso intestine del cavallo (particolar-nionte nel ffrosso colon). Sono
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i. 42i. Psoudorabdite stcrcoralo o Rabdonema stron-giloide doll'uomo allo statt) di vita lihera. a Fein-inm.i mat lira ; b maschiu inaturo; c larva inalura.
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TRICIIINOSI 0 TIU0H1NIA8]
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30]
JlllOlKSllti
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tutte femmine lunghe millim. 'i,quot;)lt;), gr
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(raquo;HO C(
i vario grado m svuuppo.
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p(3r lo piü poohe ova con embrlonl
k probablltnsnte questa spe-
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cie ehe produce larvo, lequali nolle feci raggiungono lostato ill vita perfetta e prollferante, ehe (ece credere all'Ercolanl alia dimorfobiosi degli stron-fiili del cavallo,
Anche nellu pecora, nel ma-iale e nel conlglio vennero osservate analoghe specie el-mlntiche viventi nel duodeno o nel digiuno, e foramp;e anche in altre porzionl dell' int(!-stino. Esse producono larvo cho maturano nolle feci e di-sperdono cos) i germi della specie elmlntlca.
Nel niaiale 11 Rhabdonema ha una lunghezza ili milli-metri :i,7.')0 sopra una gros-sezza di mm. 0,080 circa '1.
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75. Trichinosi o trichiniasi.
MaldtMa
pfodoltu duiia Trichina.
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Coi nomi di trichinosi o trichiniasi si Indlca unaspeciale malattia dovuta alia presenza noilquot; organismo dell' uomo e
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degli animall della trichina
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spirale. Questo verme venue scoperto a Londra da Hilton
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I'lOi ISfi Pscudnrabdilc stercoralc a ffmrnirid ntatnra ; b nova a diverKO stadio di Tiialura/jnnc; C larva scliiusa.
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e da Wortmand nel 1832 nel
tessuto muscolare dell'uomo. Ni^l IKifr) Owen lo descrisse Cormandone un genere ed nna specie ehe clenominö Trichina spiralis dalla forma a
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(I) H. (iitAssr. L'anaulUula inleslinnle, A. Lutz, Ueber in Brasilien öeo-bachtete Darmparasiten des Schweines und anderer Hausihiere, sowie übet das Vorkommen derselben Arten beim Menschen. 1885.
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302
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TKIOHINOSI lt;i TKIOHINIAS]
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spira, chlaquo; assums nolle fibre tnuscolari e aelle cist! In oui si fcrova rac-colto, I.a trlchiua venne osservata nel 1841 da Leidy ael muscoll del maiale, con forma identica a quella con oui si presenta nei muscoli deU'iiomo, Ma queste ed altre osservazioni analoghe I'atte sull'uomo e sugli auimali, non acquistarono mai seria importanza patologioa ch^ dopo 11 I860, epoca in cui, allo Zenker, si offri in Dresda I'occasione ili studiare la malattia nell'uorao proveniente da carni Infette ill maiali macellati,
Nol gennalo I860, ima ragazza, cho t'u soinpre raollo robusta, venne coita da particolare malattia ehe si differenziava dal Lil'o per dolori vio-
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Fio. r27. Trichina moscolare isolata.
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li'iui (i continui alle braccia eel alle gainbe. La povera ragazza mori dopo alcuni giorni ehe si trovava all'ospedale. Praticatane I'autopsia, all'esame microscopico del tessuto muscolare di tutto il corpo, lo Zcukei-trovö, colla piii grancle raeraviglia e Interessanoento, un nuraero inflnito di trichine viventi e nel muco Intestinale un gran numero ili trlchlne mature, provvedute cioö di organ! genitali e proliferantl nell'intestino. Fatte indagini a! rlguardo, lo Zenker giunse a scopriro la causa della infezione neila ragazza, Gos'i, seppe ehe, nella ramiglia ove essa si trovava a servire, si era ucciso un maiale o ehe tuttl coloro ehe ne avevano mangiato le carni crude si erano ammalati [liii o mono gra-vemente. Pole Inoltre osservare la trichina nei preparatl ancora rl-
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TRIOIIINOSI 0 THIOIIINIASInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 308
iiiiLsti dello stesso malale, a stablllva il rapporto genetico fra la trlohlnu del raalale e quella deiruomo. Con espepieiizo dirette siigll animali riesol amettereiu evidanza la trastnlssiono della trichine col mezzo delle carni,
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mentre Virohow e Leuokarl con raateriali
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IU
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infettl, ricevuti dallo stesso Zenker, po-
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terono studiare la vita, i oostuml ed il clclo evolutivo del temulo parassita.
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In in! modo si ö potuto mettere in sodn ehe la trichina b mi verrae rotondo, microscoplco, ehe vive allo stato perfetto
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neli'intestino e passa un periodo larvale
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A) -quot;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; '[Q
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nei muscoli deli'uomo gt; degli animali, producendo cosl due forme morbose di(-ferenti: la (richinosi intestinalß o la //#9632;/-
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Sczlonc di carne tricliinosa. ggono quattro trichine inci-
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chinosi muscolare. I.a prima lt;'#9632; dovuta allo sviluppo e maturazione dolle trichine ehe si trovano nelle carni dentro 11 tubo Intestinale; la seconda, aH'emigrazione ed
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al progressive sviluppo del trichinotti
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nelle fibre muscolari delle diverse parti
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del corpo,
So, ad es., carni Infette da trichine viventi sono raangiate dall'uomo, o vengono dato a mangiaro ad un conlglio, ad un cane, ad un gatto ecc, colla digestione stomacalo 1lt;' cisti si disciolgono e le trichine si fanno libere nol ventricolo, donde passano nGll'intestino. Nel tubo dlgerente in duo giornl ii due giorni e mezzo circa, completano il lore sviluppo e raggiungono piena maturiW sessuale. 1 maschi aumentano (juasi del dopplo hi lore lunghezza e grossezza, misurano maturi la lunghezza di millim. 1,3 circa, la grossezza ill millira. 0,040, g si pronunclano i due caratteristici zalll posteriori, il testicolo ö tubulare, con una vescicola ed un lungo condotto semlnale ehe terraina alia cloaca situata all'estre-mili'i posteriore del corpo; manca il cirro, e 1'accoppiaraento si corapi^ per mezzo della cloaca ehe si rovescia e fa sporgenza fra i due zalli. Le femmine triplicano o quadruplicano le Ionraquo; dimensloni arrivando cosl della lunghezza ill 3-4 millim. sopra una grossezza di 0,060; hanno I'a-pertura genitale tra il 1quot; e il 2deg; quarto anteriore del corpo. Maschi o femmine s'accoppiano e si fecondano, ed al terzo glorno dall'infezione Tovario presenta glä ovoli in segmentazione del diametro gt;li milli-rnetri 0,020. Quest! ovoli si sviluppano entro I'utero della madre in mi-nuti embrloni [lunghi millim. 0,120, gross! millim, 0,003 anteriormente 0,007 posteriormente), ehe fin dal sesto giorno schiudono e vengono par-toriti 80-100 per volta, Ogni femmina ne puö produrre 10-15 mila In tutto e cio in 20-30 glorn! circa. Cominciano cos) i prlmi sintomi della /ric/irtiosi inleHlinale, a mono ehe In carne sia poco Infetta o mangiata in troppo piccola quantltö.. Ordinarlamente in seguito ad un buon paste di carne trlchinosa, e soventi anohe poohe ore dopo, si fanno osservare i
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TR1011INÜS1 0 TRICHINIAS1
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dlsturbi gastro-lntestlnall, corae im certo malessere, perdlta dell'appetlto, trlstezza, nausee, vomlturazloni lt;gt; vomitl, sete aumontata, peso allo sto-maoo; pin tardi, dolorl Intestinali, evacuazioni alvlne piü o mono ffe-quenti, diarrea e febbre. I sintoral ili^ila trichinös! intestlnale sl pronun-ciano meglio ill terzo e quarto giorno dall'lngestione della carne infetta. Kssi perö variano moltissirno a seconda del grado d* infezione, (lella quantita ddla carne mangiatn, del modo con cul venne cucinata, ilcl-l'otä dcnrli indivldui e laquo;11 altre cause non aucora ben note.
Le trichlne neonato non trovando terreno adatto per svilupparsi nel-l'lntestino, corainciano tosto ad emigrare, Ksse attraversano le paretidel-rintestino/e giovamlosi anche della ciirolazione si portano in tutte le re-yioni dol corpo ; arrivano cos'i a contatto immedialo delle Obre muscuiari ehe penetrano, si adagiano nel contenuto contrattile e vi si sviluppano.
La presenza del triohlnotti nelle flbre muscolari ne altera profonda-tnente la struttura e costituzione chlmica. Innanzi tutto, coi moviraenti, determinano una prollferazione del nuclei muscolari; il contenuto contrattile .si trasforma, perde le sue striature, diventa fragilissimo, granu-
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Fio. 129. Trichina muscolare incistldata. Da im preparato dei muscoll della linmia i .
loso, e passa per una parte a nutrire gü embrioni, l'altra parto subisce la degenerazione granuläre, caseosa e grassa. II trichinotto cresce ra-pidanaente; s'allunga da mm, 0,065-0,080 al giorno, per corapletare il suo svilnppo larvale , allo stato di trichina muscolare, In 14 giorni.
II sarcolemma della flbra muscolare, In corrispondenza ilel punto oc-cupato dal trichinotto, subisce una dilatazione ehe si (a magglore mentre si Inspessisce per la formazione della cisli trichinica. AI 6deg;o70 giorno, quando cloÄ ha raggiuntn la lunghezza di millim. 0,400-0,500 circa, la giovine larva si dispone a spira, ehe si la sempre piü stretta e serrata
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(1) E. Pkrronoito. I.a trichina spiralis in Italia. Triohinosl muscolare in iiji. cane rlriie noslre razze, Torino 1877,
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TKIOMINOSI ii THtOHINIABl
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;i iiiisnra cho progredisco lo sviluppo del parosslta ^ la forinaziono dolla cisti.
Questi process! morbosl IniziatJ aolle dlvei'se fibre del tnusooll, si ac-ooropagnano con ipereoila attorno ad ogni punto occupato da glpvanl trichiiie: il oonnettlvo ira le fibre infette diventa proliferante e le cellule seinoveiiti, ehe si raccolgono attorno alle capsule ini/.iali, separano sostauza Qbrillare ; si ha oosi una vera miosite parassitaria ed intor-stiziale nci diversi punti occupati dalle larve U'ichiiiiche. Si puö lutanto facilmente arguire la gravltä delle lesioni e
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del sinlomi prodottl lt;la mlgliala e tnigllaia di triohinotti spars!nel tessuto muscolare ili tutto il oorpo I
Al quot;ilquot; giorno dall' avvenuta Infezione le prime larve trichiuiche emigrate dall'iutestino si trovano completaraente svlluppate, tnco-miimia quindl la forraazione della cisti o capsula (richinicii, la cpiale si complela in 5-6 setti-maue (fig, KiO).
La cisii o capsula trichinica, in cul stanno raccbiuse una, due. tre e talvolta anchequattro trichino, ha ordinariamente flgura elittica, rararaente sferica. Qualche voiia presenta i due poll arrotondati amp; nettamonte definiti : sovente pern vi si ossei'vano prolnnganienti conic! ehe danno alia forma elittica della cisti quella fuslforme o cedratiforme. Quest! pro-lungatnenti perö non sono costantl, o talvolta raancano ambedue completamente, Le cisti ici-
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chinlche hanno sempre il dlatnetro maggiore
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nel sense dolla diroziono longitudinale delle fibre. La loro massima lunghezza e d! mezzo
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Pio, no. - cimi contenente la trichina.
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millimetro circa, e la media varia fra mil-
limelri 0,320 a (),#9632;!.')(): il diametro minoie o trasversale e di mm, 0,160 iu media. La parete della cisii e d'apparenzä omogenea molto rosi-stente a^ii acidi ed agli alcali per lasua natura chitinoide, La sua gros-sezza varia da millim. 0.010 a millim. 0,030; e piü sottile nella porziöne media delle cisti e va gradatamente aumentando in spessore a misura ehe si avvicina a! poll della cisii, ove si vede di uno spessore anche maggiore deli'lndicato per i prolungamenti conic! delle cisii stesse. Al-I'interno dolla cisii, specialmente in corrispondenza delle due estreraitä, si trova una sostanza flnamonte granuläre con nuclei splendent!, elm corrispondono ad altrettanto cellule, i cui bordi sono poco distinti, Tin lardi succede la deposizione dei sail di calco, i quali comlnciano a ma-nlfestars! sotto forma granuläre sopra la pareto oslerna dolla cisti, Questi sali si presentano in seguito sotto la forma di corpuscoli splendent!, ehe rlcordano i corpuscoli calcari dogli scolici dei cestoid! in generale, solo
ii Psiironcito, Malatlie degli animali domestici
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TRIOHINOSI 0 TR1CHINIA81
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ehe liarinn fortna tnouo regolare. La daposizlona do] sal] si fa sempro dullquot; esterno all'lnterno, ma lo strato plii profondo della clstl puö resi-stere lungbissimo tempo alia loro lavasione ' tnantenersl uii'atto traspa-rente anche quando il rlmanente della capsula ö grandemente opaoato, La calclnazione della eist! trichinica costjtulsce im fatto normale, e co-mincia ordlnai'lamente qualche mese dope la sua oorapleta formazione. Fuchs e Pagenstecher hanno pern trovato capsule trichlnlohe caloißoate dope 100 glorni,
Nelle cisti a parete calclflcate le triohlne Ai\,()ii() per moltisslmi amii. liasti rlcordare i cas] ill KöllJker e ili Middeldorf, i quail tro-varono ancora viva la trichina 19 anni dopo I'avvenuta infezione. La faviia di'lla capsula ripete ordinariamente la forma esterna, ma ö piii regolarmente ovale o sferica. La trichina quaudo o sola, ne occupa piii comunemente la parte pin contrail'. Se due, tre, quattro tri chiiii' si trovano in una medeslma capsula. allora si presentano piii vi-ciuo alia parete o in contatto con essa, Fra il nematode e la cist.i si trova uno spazlo variamente sviluppato, ripieno di una sostanza fiua-mente granuläre, protopiastnatlca, con un numero maggiore o minore di nuclei grossi, splendenti. sferici.
Quosta sostanza nelle giovani cisti, in cui non e ancora incomlnciata la calciflcazione, presenta debolraente i conflni di altrottante cellule, le quali si fondono piii tardi e vanno poi soggette a calciflcazione (1).
Sovente in corrispondenza lt;li uno o di tutti e due i poll della cisti trichinosa si accumulano cellule adipose in numero pin o meno grande.
La trichina o la trichinosi possono svilupparsi in tutte le specie domestiche e in molte selvati-che. Fra gli animali domestici, il maiale e quello ehe piii frequentemente no va soggetto e ehe piü dlrettamente cl Interessa. Pare ehe esso prenda la malattia dai topi, dalle volpi e dai gattl ,uia affettl da trichinosi, poiclie questl aniinali man-i in. i3(. ciraquo;ii trichinosa giano i lopi eil i raili, ai quail danno la caccia. fra nbre muscoiari e cellule Come poi questi Ultimi si inlbttino non si sa ancora; e poro posto t'uori dubbio ehe l'iiomo di-venta ordinariamente trichinöse facendo uao di carni snine Inquinate da trichine muscolari.
Nel maiale non vi hanno sintomi caratteristici della trichinosi: si sono osservatl del suini ehe in vita non mostrarono raai la beuche me-noma alteraziono, montro all'autopsia presentarono grande numero di trichine nei muscoli di tuttfi il corpo. I fenomeni morbosl si confondono
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(h Tommasi-Ck' ijki.i. Ln trichina spiralis e Ut malattia prodotla da essa, Torino, 1863.
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TRIOIIINOB] 0 TRIOHINIÄB1nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .'i(t7
con quell] lt;li altre tnalattlo. Durante i prlml period] della triohinos] musoolaro piii forte si fa sentlro ii dolore e plii grande si presenta il perlcolo, Sorpassato I'lnoistldaniento delle trlohino, i malali diventano plgrj per IMnaalzlone delle flbre muscolar] alte'rate; raa se rinfezione non o slraordinarla sembrano riacquistare una salute coinpicta.
Le trlchlne Incapsulate viyono degll annl in mezzo al tessuto rausco-lare senza cagionare alcune volte ii benohö raenomo disturbo; il loro nuraero nel muscol] certe volte ö prodjgioso ; calcolasl die in 10 gr^mml circa di carne \i possano essere oltre a 15 mlla trichine o quindi in mi chllogramnio dl carne muscolare oltre ad un milione dl trichine. si comprende come, date oircostanze favorevoli, possano infettarsl piu o mono intensamente molte persone con poca carne suina.
La dlagnosi della trichlnosi negli animal] riesce impossiblle, durante la loro vita, a meno die non si sappia giä prima, o megllo si sia pro-vocata artlflcialmente la malattia. Si potrebbe con un trequarti da saggio escindere da vario parti del niaiale, couvoiiionlemente assicurato, pez-zettlni di carne. e poi fame I'esame microscoplco. Ma questo mezzo non riesce sempre facile per il firosso strato di lardo da cui sono coperte le earn] del maiale. Meglio e i'esame microscoplco diiigente delle earn] dopo il inacellamento degll aiiimali. Ad occhio nudo, se le trichine sono giovani o di data recente, non si scorgono lesioni apparent!. Se invece sono vocchie o calciflcate \i si vedono pin o mono nuraerosl punticini bianchl, o bianco glallognoll, meglio apparent] so si fa uso di una lento ehe ingrandisca 10-20 volte.
Procedendo in questo raodo sopra tutti i suini prima di abbandonarne le preparazioni crude al commerclo, si poträ pramunire In societA dalla trichinös].
E notevole i'ossorvazlone fatta dal Ohatln delle trichine incistidato nel lardo e nel tessuto connettivo di diverse region] del corpo.
Le trichine predillgono certe region! del corpo Rjsulta infatti dalle osservazioni di Müller, ehe i muscoli coccigei si presentano d'ordinarlo pin intensamente e frequentemente infetti. Secondo le osservazioni del dott. Eulenberg, il punto di concentrazlone massima delle trichine e co-stituito dal pllastrl del diaframma. 1 muscoli addominali e gll intercostal] sono anche piu coninneinento inlet Ii. In modo ehe. quando si vuole o si deve procedere all'esame microscoplco delle carnl del malali macellali, colle forbicine si distaccano fascetti di fibre muscolari dalle region! indicate e si dllacerano ben bene nella dlluzione dl cloruro so-dico (nel rapporto di 0,75 0[0), o di acido acetico (nel rapporto di 1 su 000-1000). Questa dllacerazione si fa colle ordinarie punte o con due spill] sopra un vetro porta-oggetti: si preferlsce trattare il preparato con una goccia d'acqua acldulata coiracldo acetico glacialo (1:1000] nello scope di renderlo piiichiaro; vi si colloca sopra 11 vetrlno copra-oggettl e si sottopone all'esame microscopico a 100deg; o 200deg; dlametri d'lngrandi-menlo, salvo a portare il preparato ad Ingrandlmenti magglori, quando la presenza di altrc lesioni nolle carni potessero simulare Fesistenza
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HI IK
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TK10HIN0SI O T11ICHINIAS1
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dollo triohiue. Se Iq capsule deiio trlohlue fossero glä calciflcate, allora blsognerebbe trattare i preparatl tnioroscoplci con altri reattivi pid po-tenti. L'acido solforico o raeglio ancora I'acitlo cloridrlco, godono della proprietA di sciogliere i sail minerali indicati; porciö facendo uso di essi (raeglio nel rapporto di 2-5 (i|()), si ottengono In breve 1^ cisti spogliate del sali oalcari, e si rendono \ isibili Ig trlchine. Ripetendo cotesti esami su varie preparaztoni ili fascettj di (Hire tolti su diversi punti del corpo, si ö maggiorraente certi della saniia o meno delle carni del maiali, ehe servono per la nostra aliraentazione.
F;a cura dolla trichiuosi muscolare ö ancora un pi'obloraa da risolvere. Noiruorao specialmente veanero tentati la magglor parte del farmaoi, ma sempre seuza risultati, o con esito infausto, Solo nei oasi di trichiuosi intestinale credo si potrebbero utilmente sperimentare I'estratto etereo di telce maschio (! l'acido limico nei modi con cui si sanno ora curare le piii gravi elmiutiasi da anchilostomi e da anguiilule (.1).
La trichina vorrebbe essere adunque prevenuta tanto nell'uonno quauto nogli animali, si riuscira a prevonirla nei suini, per esemplo, costruendo
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: ^ ^^T^
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Fio. in.
Gili coiitcncntc mw trichina comprena tra fibre muscolari strialc, con a destra ciiuiuc cellule adipose.
mi po' raeglio del corauno i porcili, in guisa da non averli in corapagnia del sorci, i quali costituondo flnora i soli vori colpevoli di comunicare la trichina ai raaiali, non dovrobhero formarne accidentale pasto. Qnindi, pulizia e migliore fabbricazione dei porcili.
si previene la trlchinosi neil'uomo Qlimlnando dall'alimentazione le carni infette, o sottoponendole preventivameute a quelle operazloni cho, valgono ad ucciderne i parassiti, Perciö fa duopo innanzi tutto 1'esame microscopico di fascetti di fibre muscolari di quelle regioni dei maiali ehe abbiarao notato pin frequentemente infette. Dappertfttto, non esclusi i piccoli villaggi, dovrebbe praticarsi, scrupolosamente I'esamo microscopico delle carni suine, per assienrare la perfotta saluhrita dei pre-parati ehe passano alia mensa dell'uotno ed anche per mantonere alle
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(1) V. a questo riguardo; / parassiti deU'uomo e deyli animali ulili, Mllano. 1882.
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TRICHINÖS] lt;) TRICHINIA.8I
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nosti'c i'a/./c quel prestlgio ill un'assoluta Immunity laquo;lall seinbrano flnora avar goduto,
Le carnl suine (presciuttl, pancette, eoo.) in qualunqi rate provenienti da luoghi Infetti dovrebbero ezlandio ossore sottoposte a rigorosa visita, acclö iidii si ripeta l'allarme lt;lol 1879, in sa-gulto al trovamento, da nie fatto jiol 1deg;, della trichina in presclutti amerlcani c'he jiia erano in \,(,ii(lita nci aegozi (Ji tutta Italia.
GHi aiiiniaii n le carni preparate ricono-sciute trichinöse dovrebbero essere esclusoi
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propa-
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#9632;#9632;#9632;iiiBB^Bi
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Pia. l:t:i. Fibre muscolarl contenenti trichlnotti i'J una trichina inclstidata Inarandita.
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dal commercio e distrutte, a mano ehe non si vogliano sottoporre a conveniente temparatura per nssicurare la morte dai parassiti in tuttl i punti della loro grossozza,
Rssendo risultato da mie osporienze mollipli-catecho In trichina, come tutti gli altri elminti ß corrispondanti larvo, lanto llbara quanto in-capsulata, muore a 48-50deg; G, in mann di S mi-nuti (1), ne viene per consaguenza ehe la cot-tura ordinaria di tutti i preparatlvl suini vale a premunirci dalla infeziona. Anche nei casi di maggiore ed intensa infozione si potrebbero egualraeute e senza pericolo consumare le carni, il iardo ed il grasso. Ma quando per la ripugnanza, ehe pure ha la sua parte maggiore, non si voiessero utilizzare le carni, si potrebbe estrarne i'abbondante grasso facendo a piecoli pezzetti l'animale e portando il tutto a cottura completa. L'adipe colato costituirebbe un pro-dotto alimentare od Industriale pregevolissimo,
T^n altro modo per rendere innocue !(gt; carni trichinöse consiste nei sottoporle a grado in-
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Fio. 134. - Mi perfetto Ji Trichina
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ischio ingrandito.
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(1) La trichina spiralis in llalia Caso di triohinosi muscolare in im camdeüe nosire razze. Ksperienze sullacottura dcWt carni. {Annalidella li. Acead. d'Agria. di. Torino, 1877 o IHml.
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TUICIIINDSI ii TlilCIIINUSI
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tsuso ill fraddo, Ool oongolamento lo trlchlne rauoiouo. Audio I'ai-rumioatura prolungata e la stessa stagionatura delle carni vale ad ucclderne le trlchlne, conao lo hanuo dlmostrato su vasta soala o pra-ticamonte le grandl qnautitA ill preparati sulnl, ehe oi provenuero Infettl dall'Arnerloa. Igt;i essi, ben pochl presentavano k* triohlne ancora vlve: in tnolti osperlmenti fatti nel mio laboratorlo raediante il riscal-damento al tavollno dl Schnitze le trlchlne si inantennero serapre o com-pletarnente Immoblll, od eseguirono debole raovimento d' allungamento dovuto pluttosto alle condlzioni Qslohe diverse In oui si facevano i pre-
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FlO. Ci'i. Cisti conteneilte Ulla trichina Ira IUhc muscolari con d destm cellule adipose.
parati mlcroscoplci. Reckllnghausen a Strasburgo, Gütersloh a Westfalla trovarono senopre morte le trlchlne nelle carni sulne provenientl dal-I'America. I professori Corradi ed Oehl di Pavia ottennero Identic! rlsul-tati, sia facendo mangiare le carni a conigli, cani e polll, come anche introducendone del pezzetti nello stomaco ill animal! operati con flstola gastrica. La prlma delle mlsure pi'eventlve sarebbe perö sempre quella di far cuocere le carni trichinöse, o semplicemente sospette. \ai cottura ordinaria dei salumi ö sufflciente ad ueeidere le trichine, ehe vi pos-sono essere contenute, conn' lo provano lo seguenti esperienze,
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1quot; L'n losso ili vitollo ili un anno, clollo spessore ili 7 centim, circa e della larghezza ill centim. 0 l|2 dopo 10' di cottum noir acqua presentava la tera-peratura iii 53deg; ('. nol centro ; dopo 20' ili cottura il termometro segnava nel divorsi punt! contrail 63deg; ('., ÖSquot; e 66deg; ('.
2deg; I'ii pozzo ili natica ili buo, clollo spessore ili 8 centim. e della grossezza ili mi decimetro q. messo iieH'acqua bollonto, dopo 20' il contro era sangui-nanto o segnava la tomporatura ili 47quot; C; dopo 35'di cottura si sono trovati (is! o 7nquot; c. Ora, ö note come pozzi 'Ii lesso della grossezza Indlcatasl facclano cuocere almono per un'ora, La teraporaturu quindi si olovera ancora di moltl gradi.
3deg; Tu prosciutto del peso ili Kl;1. 6,05 messo a freddo nell'aoqua q sotto-posto a cottura, quando comlnclö I'obulllzioue In tomperaturu contrale del prosciutto venue trovatlaquo; ili 2'oquot; (',.: dopo 'mv di cottura il tormomotro segnava in puntl centrall 35deg; e -I'lquot;; dopo due ore ili cottura, vennero trovate le temlaquo;
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TR1CIIIN0S1 () TltlCIIINIASInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .'511
poraturo ili -IfJ, 55, 68, 62, 04 a 67quot; 0, aoi dlvarsl punti oantrali. Nol oentro ilül grosso strato ili larclo ohe rlvestlvo il presoiutto, il terinoiiietro sagnavu 64deg; C.
4quot; Un altro prösolutto del peso ili kg. 8 dope 2 ore lt;* U- ''i oottura Ua pre-sentato aei punti oeatrall le temperature ili 44deg; 112quot; c;., dopo ore .'i e ö' ili cottura, 02, 65, 74, 7x i|^ q siraquo; c. aei diversi punti central!.
5quot; Un terzo presoiutto del peso ili kg, 7, dopo #9632;'! ore e 25' ili oottura , hn dato le seguenti temperature, corrispondunti o centri profondi diversi , olo6 (i7 ^i?, 71!, 71 e 7.quot;i0 ('.
(iquot; Un quarto presoiutto del peso di kg, 7, dopo tre ore ili cotturn preson-t,;iv;i le temperature seguenti nei suoi oentri piü profondi i 51, 59, 5laquo;, (il i]?, 67quot; C,
DIeoi minuti dopo die il presoiutto venno tolto dall'acqua, nel punto in cui In temperatura uon era i^Ih' ili 51deg; C, si ü trovatn ili #9632;quot;gt;^,, C,
In prosslmita dolla parte medin del femoro, si sono trovati 05quot; li2; nel centro del lardo periferico, 07deg; C,
Tenuto qulndl conto oho i prosoiutti si [anno cuocere da oro 2 lyi .#9632;! :i ore a l|2, u soconda dolla loro grossozzu g peso, si puö ossero certi ehe il presoiutto cotto uon puö trasraottere la fcrichinosi.
7ü I'm pezzo ili ventresca fasciata, del peso ill granimi 500, a forma cilin-drica, tnesso oell'acqua in ebolllzione, dopo 22' ili cottura presentava nol centro 14deg; 0.; ili)|iii 52' ili cottura, la temperatura era sallta nei punti piü central! a H7quot; c.
8quot; Una ventrosca nun fasciata, del peso ili kg, (i. dopo ore 1 l|l ili cotturn prosentiivlaquo; nello parti put profondamonto centrali la temperaturn diOOel^C, si noli die le vontresche si laiino ordinariamonto cuocoro per una a duo ore ili sogiiiUi n partlri' iln (|iniiiilii riicqua coininiMa a bollire,
9deg; Lingue messe nella pontola col presciuUi. L'obollizione dell'acqua non lia cominciato die dopo un'ora. Trnscorsi 8' (8' ili cottura) nol punto centrale del corpo della lingua (parte muscolaro piü gi'ossa) di un vitoilo, si ö trovatn In temperatura di liil0 C; dopo 20' di cottura in una lingua ili hue (esplorata anche la parte centrale pin grossa o carnosa) 58deg; C; dopo 55' ili cottura in un'altra lingua di vitollo, nella sua porzione centrale piü grossa, 89'' C: dopo un'ora ili cottura in una lingua ili bue (porzione centrale dolla parte tnusco-
lai'o jiiu grossa), siquot; (;.; ed in un'alti'a lingun press'n pi..... della stessa gros-
sezza, dopo 2 oro e \\-i di cottura si ebbero 90deg; C. in mono ili .'!' dall'immer-sione del tei'mometro nella parte centrale piü grossa,
Una lingua di maiale dopo un' ora o 45' di cottura segnava pure, nel centro dolla parte piü grossa, 90deg; C,
l.o lingue ili vitello e ili maiale si ['anno cuocere due ore, quelle dl mauzo o di hno #9632;gt; uvc o \\i a li oro, a cominclare sempre da quando I'acqua entra in ebolllzione,
10.nbsp; In un oo.s'i detto oj'eoo/M'owe dl maiale (reglone dell'orecchio), dopo un'ora o .')]i ili oottura, vioinn all'occhio, ho trovato la temperatura ill 90deg; C.
11.nbsp; Muso (testa vloiuo e compreso il grugno) dopo 2 oro dl oottura, 05deg; C. I pezzi di testa ed il muso si fanno cuocere ordinariamente duo ore; dopo
se ne distaccano le carnl dalle ossa, si Insaccano e so no fanno i cosi detti salami di testa, pel quail si ooiitinua ancora la cottura per l|^ ora.
12.nbsp; Un salame di testa dopo un'ora di oottura, nella sua, porzione centrale, segnava 86deg; C.
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318
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SC.UilllA 0 KIKiNA
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I'm sooondo siiiainc di to'sta, fatto dl oarno ixon pritnu oottugt;i del peso di kji'. 2,160 o del diaraetro ili oentlnii '#9632;', dope - oredl oottura, nel oentroi pre-.süut;L\'ii la fceniperatui'H di 83deg; C,
Cn terzo saliuiii; ill tesfcu detto ill oonssrva, del peso ill leg. 2,200, 1'Q.tto tre mesl prima, dope 8 ore ill cottura preseutavu pnyr iwUf parti oenti'ali la temperatura ill 83quot; ('.
13,nbsp; Uun salsiooia all'aglio, deilo luaghezza ill 10 cent, e del peso ill 120 gr. dopo 17' oho venue messa nell'acqua bollente, presantava \n. temporatura in-terna ill 85deg; C
14.nbsp; I'n iiozzd di luiimintf di maiale dopo I ora o 1(4 ill oottura, malgrado il rairi'oddamento rapido oho deve avvonli'e in una parte cos': spugnosa, diede la temporatura ill 86deg; 0.
Tutti quest! esperitaenti dlmostrano i|iiliiill evidentemente laquo;'In; I'ordlnarla oottura i! siiilli'lrnir per olovare la temporatura oltro a quolla aecessaria per ucoidere costantomente, non solo I cistlcerohi delle tenle oapaoi ill prendero .st;iii/.a nel corpo uniano, como dioo Cobbold, ma anoho le trichine ehe, secondo le mlo osservazioni sperimentali, non sfuggirebboro alia legge gonorale ill re-sistenza vitale |)t'l caloro, da mo dimostrata porln plurarita degli elmlnti pa-possiti dell'uomo e dogli auiniali I).
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5e5£raquo;6
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CAPITOLO V. MALATTIR PRODOTTR DA A.RACNIDI.
75nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Scabbia o rogna.
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La scabbia o rogna ritenuta per molto tempo siccome una malattia prodotta da alterazione de^li umori, o discrasica, dopo l'introduzione ilol microscopic aello studio della patologia si o riconosciuto essero co-stantomonU' dovuta ;i parassiti della classe degli aracnidi, della f^mlglia degli acarini. Questi acarini hanno tutti una conformazionc e siruttüra aualoga e vivono sulla pelle, nell'epidermide (tra gli strati epidermici), o sopra qucsta, piantandone il rostro fino al vivo in modo da produrre prurito e contomporanoamente iiiüi i sintomi di quella malattia parti-colare della pelle ehe 6 conosciuta sotto ii nome di rogna o scabbia. Tali sintomi sono: sollevamenti deirepidermide, rogusitä, polo dritte e scolorato, oscoriazioni, ulcerazioui in diverse parli del corpo a seconda delle varie specie di acari ehe producouo la rogna e le differenti loca-lizzazioni del parassiti.
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I Pebronoito, Veber die LebenzähigkeU des Ci/slioercus cellulosae und andere)' Kingeweideioürmer, In Moloschott Untorsucli.; a nel Zeltschrift f. Vet. Wiss. Bern. isTO. AiukiU della R. Accademia di ayricoltura di Torino I'STii. Sulla lowHln di vita di'l oystioercus aallulosae e di aUri elminti.
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SUAHItIA i) KO(iN,\
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318
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(ili acui'i dolla rogaa si distinguono in sarcopti . dermatodeoti, slm-bloti c dsmodecti: d'onde la rogua sai'ooptioa, dsrinatodeotlca, slmbio-tica e deinodeotioa.
I sarcopti vivouo negli strati epldermici g vl scavaoo gallerle, veri ouniculi nei quali si naoltiplicano; si trasraettono tra specie e generi
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W
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Fio. VM. DermatodecUü DoirErcolanli
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I'if. (37. Sarcopte
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diversi ili anitnali domestic] non risparmiando eziandio i'uorno, Kssi pro-ducono la rogna sarco'piica,
I derrnatodecti, lt;gt; dermalocoptes, hanno un rostro atto a perforare i'epidermide, ma non scavano gallerio; vivono sopra la pello col rostro piantato flno al reticolo malpigliano o sul derma. Non si trasmettono ehe tra animaii
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della stessa specie e producono la rogna detta dermaiodeotica
1 simbioti hanno un rostro molto analogo a quelio dei derrnatodecti e vivono dove sono
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Vi^
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piii folti i poli. Si trasraettono anche ilillicil-mente tra animaii della stessa specie e sono causa della rogna detta simbiolica.
Questi tre generi ili acarini hanno tutti la forma di ana testuggine ed il corpo non ar-riva ehe a 200-300 millesimi di nun., al mas-simo 4':j(f millesimi ili mm,
I demodectl vivono nei follicoli dei peli e nelle ghiandole sebacee producendo la rogna demodectica; sono vermiformi ed hanno coda jirossa e lunga.
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Fw. IH8. Symbiotcs IDaU'Ercolanl)
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214nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Ki.AHHIA i) liOQNA
Roqna sarooptica. La rogna sarooptloa ö la plii teraibilo per In sun facile dlffüsione. Vanno soggettl alia rogna sarooptica la soimla, i sollpedi, la capra, rarissiinamente la pecora, il dromedarlo, il lama, il raalale, il cane, il gatto ed il conlglio. L'uorao si Infetta dl rogna ol-trechö col sarcoptes scabiei, o S. kominis proprlo, ancora col sarcopti dolle diverse specie animali notati,
Kella soimia 6 il sarcoptes dell'uomo ehe si riscontra. Esso ha corpo sferoidale, dorso munito dl squamme ed etninenze coniohe acuminate. II moschio e lungo nun. (),quot;i40 . largo nun. 0.200: la femmina o lunota
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Fio. 139. Sarcoptes dell'uomo
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FlO. 140. Sarcoptes Suis
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mm. 0,450, larga mm. 0,350. Le nova souo ovali, liscie, laquo;-rosse milli-inetri 0,160 x 0,110.
Le scimie affette da rogna si fregano la parte malata e si producono lacilmente delle escoriazloni e la caduta dei peli. Raschiando profonda-mente repidermide e facendo preparatl microscopicl nell'acqua, in una soluzione acida, od in altro liquido, a 100-200 diaraetri vi si trovano ,ffia ?li acari.
La rogna dalla scimia passa facllmente airuomo, al cavallo, ecc.
La cura e semplice, Oonsiste nell'uccldere i parassitl, si pratica prima una saponata con acqua calda . poscia si medica eon poraata (ii creosote, oppure con ostratto ili tabacco,
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I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Creosoto.............
Incorporn con adipe snino.......
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I laquo;o
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per unzioni.
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SCAHHIA 0 IKK.NA
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3U
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a.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i'i'. Mstratio ill (abaooo.........gr. 50
Pilulsol in aoquci..........'s ^,'quot;
o I'u unziimi.
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,'!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Foglia ili tabacoo.........
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fr. lo 200
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Aoiiuii.............
in deooziona per uuzloni,
Sarcoptes del maiale [Sarcopies suis, Gurlt; Sarcoptes squammifertts, Purst.), La femraina ha corpo grigiastro, rossastro il ranschlo; cefalo-torace diviso da solohi profondi in quattro anelli colorati; |);ii)ill(! dorsali triangolari, grandissime, molto acute; spine dorao-addominali grand! v forti ad estreraltA quasi smuzzata ; i peli piü forti e sotolosi cho nel sarcoptes deii'uoino e dol cavallo.
N'oinu1 osservato prima sul cinghialG da öurli e Spinola, poi sui maiale da Müller, Qerlaoh e Dolafond, Qorlach coU'esperimento dimoströ
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Fir. Ul. Cunicolo delln scnhhin in cui si vedc una femmina di narcoptes con nna serio di nova u divcrso grado di segmentazione e di svilnppo embrionale.
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11 suo trapasso all'uomo, fatto codesto ehe appoggia le osservazioni cliiiichquot;' sulla medesima trasmissione del Oeminern , Bontekoe ed Tlo-ckermeyer. Megnin osservö il sarcoptes suis sopra mi cinghiale dol Ceylan morto nel giardino zoologico del Museo lt;li Parigi.
Quali sintotni della rogna del maiale e del cinghiale sono descritto piü o mono vaste cadute ill setole, croste squamose nericcie, pelle tu-mefatta e corrugata.
La cura si pratica conic per la scimia. si pulisce prima la pelle con acqua calda ;i 12-44quot; C, avvertendo ehe gli acari muoiono presto alia temperatura di 42-43deg; G, Poscia si moclicn con decotto di tabacco nel rapporto di 1 .-i Id od a '.20,
Sarcoptes equi, di Qerlach, Esso c piii rotondo, d'un quarto pin piccolo del sarcoptes dell'uomo, col quale venne da Piirstemberg confuso,
Ha corpo ovale, allimgato, grigio perlaceo nella femmina; rossastro nel maschio; ceftUo-torace diviso in quattro segraonti ben distintl,
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316nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;SOABUtA 0 ItuuN'A
plastroni evideutl rossastri speoialraente nel maschio; sei papilla dorsall coniohe, acute; in media 14 spine dorso-addomlaali, lunghe, Porti g dritte; unoini del secoüdo artlcolo della zampe anteriorl e dell'estreraltä del tarsi forti, acutl e molto inourvati.
La rogna sarcoptica del cavallo comincia d'ordiuarlo alia testa, si propaga quindi al ooU'o, alle spalle, al dorso, Oorapalono tante piccolo elevazioncelle, pustolette ehe destano grande prurito; pii aniraalJ si iVe-gauo, no risultano ulcerazioni, uscita ili pus sleroso mescolato a sangue e ail essudato albuminoso, ohe si essiooano in orosticina; ii polo si fa iiio. rabbuffato, s'incurva, la pelle pare solcata. So sono abbandonati
a so, i sarcopti in breve si tnoltl-
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plicano ed ii)\a(l(jiiu tutto ii corpo, promuovono lo stato di magrezza, pol la consunzione ; oppure jrli nni-mali terminano con grandi escorla-zloni, inquietudine, stato cachettico, e piu facilraente sono colpiti da ibrmo di moccio.
Per ricoaoscore con mezzo scni-
plice si! si tratta di rogna sarcoptica
o dennatodectica basta. secondo
Qeiiach, raschiare croste non an-
cora medicate e fasciarne la so-
stanza sui braccio ; so la rogna ö
dormatodectica, dopo un' ora si
fanno sentire delle punturo, indizio
codesto siouro cho i dermatodocti
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linnnn pimilntn il loro rostro nelia
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Fio, 142. Sorcoplos del cnvnllo
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nostra epidorinido : se invece non
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si fa sentire il prurito cho dopo
12 ore. vuoi dire ehe si tratta di i-ngna sarcoptica. Questa specie di
rogna del cavallo in vista coraunicarsi anche all' uomo, e secondo al-
cuni anche ai bovini ed agli altri animali.
La cura si pratica prima con buona saponata; in seguito adoperaudo il docotto di tabacco o Tost ratio ill tabacco, come giö si disse, oppure
I#9632;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Acido fenico......nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; i. io
Incorpora non adipe sulno.......raquo; 200
Per unzioni,
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Essenza di toreljentiuu........gr, \-gt;i\
Sapone vordo...........raquo;120
Per ivi/.ieni una volta ai giorno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Haubner).
3,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Creosoto.............u,-. 45
Alcnoi ordinarlo..........raquo; 450
Acqua di (quot;onto........gr. 1200 a 1350
Pratlcaro dalio lavatura ad Lin cava.110.
^(iKllLACU).
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SCAHHIA 0 Km,NAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;:i|7
l,;i roffna sarooptioa dolla octpra ö dovuta al sävcopies capvoe iii Piirstemberg, Esso ha corpo tondegglante nella femmlna , ovoide nel masohlo, cefalo-torace leggermente dlvlso iig'suoI. segraontl 5 papllle cu-ttuiee ad ostremita libsra poco acuta, un po' arrotondata, talune sola-iiionic acuminate, ma corte.
Questo sarcopts venne trovato dal Müller ili \iigt;iiiia soprn la capra naua ilquot; Egitto : ae invin esemplari a tuttl i dottl ehe lo richiesero e tra fjli altrl anche a Pürstemberg ehe ne stabil) la specie S. caprae. 1'cro , nolla capra europea esiste indubbiamente un sarcopies speciale laquo;he si confonde col S, homiuis. Esso produce forme ill rogna gravis-sime ehe ^i diffondono rapidaraente tra le altre capfe laquo;'il all'uomo stesso, nel quale si moltlplica, e si trasmette dall'uno airaltro Indivlduo colla stessa Cacilita, con cui si propaga la scabbia prodotta dal sarcopies del-r uorno, Henderson osservö trasmessa la rogna da una capra, a LB ca-valli di una stessa stalla ed ai palafrenieri ehe li custodivano (1). II veterinario Wallraff avrebbe ossei'vato 1015 capre rognose spettanti a 10 annoiiti coinposli di 2596 cap!; prinia chquot; ogli fosse chiainato, 'i.quot;)(i capre circa erano glä niorte di rogna, si trasraise eziandio all'uomo s ad intere famiglie, ai cavalli, ai buoi, ai maiall ed alle pecore (2). [o ebbi pure occasione di osservare lo sviluppo primitive dolla rogna in una capra o la secondaria trasmissione dolla malattla ad altre capre, ai custodi, alle famigliö di questi, e a paroechie persone ehe con eo-storo obbero contatti diretti. Per eui, o giuocoforza ammettere ehe il S. caprae europaeus goda di tutti gli attributi, e (orse di magglori an-cora, del n. fiominis.
si guarisee come noi cavalli. Si potrebbero anche adoperare lo for-molo seguenti ;
I. Pr. Foglle di tabacco..........nbsp; nbsp;gr,nbsp; 120
Acqua (per farno decotto].......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;720
Solrato di ramn...........nbsp; nbsp; nbsp;gt;nbsp; nbsp; nbsp;;{n
Per lavuturo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forstku).
1. Pr. Bonzina..............nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp;;!lt;)
Alcool..............nbsp; nbsp; nbsp;gt;gt;nbsp; nbsp; nbsp;50
Per lavature.
La rogna sarcoplica del cane o prodotta dal sai'coples canis di i-Iert-wig. Questo sarcopte o anche somigllantissimo a quelle dell'uomo, ma d'llR circa piii piccolo. Quale carattero particolare si nota anche un colore piii scum delle zampe. Non si scorgono differeiize dal sarcopies oulpis (Pürstemberg) ed ! molto analogo, se non identico perfettamente, ai sarcopies lupi 0 sarcopies scabiei crustosae, Fürst. Masrliin lunghezza, mm. 0,020 raquo; grossezza, raquo; 0,180 Pommlna lunghezza, s 0,400 raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;grossezza, n 0,310
(1)nbsp; The velarinarian, London, [851.
(2)nbsp; Fai,ke. Handbuch niler inneren und äusseren Kran/;heilen elc. 187laquo;.
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318nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; SCADIIIA il KOiiNA
(JoYo, luughezza, raquo; 0,140
raquo; grossezza,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 0,080
#9632;Walz osservö questo sarcopies nel 1807 sopra uua volpe oho presen-
tava la coda coperta dl croste, Nel oaue ö abbastanza frequente la rogna
sarcoptica, la quale cominoia ordinariamente dalla testa e si difibnde
alle altre region! del corpo, Fu vista da molt! la sua trasraissione al-
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Fio. 143. Sarcuptes del cane.
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Fio. U4. Sarcoptcs del cane vislo dalla l.iceia ventrale hal ['uisl .
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1'uomo; ma senza medicazioiie ill sorta guarisce di sollte spontanea-mente, ciö ehe dimostra come il sarcopies del cane costituisca una specie particolare, la quale non trova sulla pelle doU'iiomo i materiali noces-sari per prosperare e proliferare.
Nol canlaquo; si potrebbe inolto convenientemente curare col bagni caldi a 42-43deg; c, e con unzioni delle sostanze ^ria indicate.
II decotto di tabacco b il piü innocente. Tuttavia possono essere indicate le seguenti formole ;
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1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Creosoto............
[ncorp. con adipe suino.......
Per unzioni.
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jr. io
raquo; 120
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2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Halsamo peruviano........
Olio di ravizzona.........
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30 8
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Mose, o f. linimonti, Per unzioni.
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'ORSTKK I.
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'!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Stiraco li(|iiiili)...........nbsp; nbsp; g\gt;.nbsp; nbsp; 60
Olio di oliva.............nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 4
Baisamo peruviano.........nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 4
Per frlzionare dl 5 In 5 glorni i punti raalatiinbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Iarmer)
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SCAIIHIA lt;gt; KdliNA
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;ji9
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La roi/tKi, lid cawsllo ö dovuta ;ti sarcoples ocwieli ill Mogaiii; Sar-copies del dromedario Mi P, Gervais, I caratterl dellaspeole sono i Pem-rninu ovale, allungata, iii color bianco-roseo; rnaschlouu po' plu ovoide c rossastro; solchl del cefalo-torace poco apparentl; papille dorsall meno apparent! lt;i meno acute, plastron] meno colorati, meno evident! ehe nel sarcopies egui e sm^s.
P. Gervais lo studio pel prlmo sui lama e sul dromedarlo ; Megnin lo rinvenne e lo desorlsse qulndl sopra una glovane glraffa provenlente da Anvoi'sa e sopra un antllope affetto da rogna.
La rogna del dromedarlo si cura come quella del cavalli,
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La vogna snTcoptica delle pecore si deve al savcoptes ovis, Megnin, Questo i'' mi po' piu piccolo del sarcopies cctp7'ae dl Fürstemberg; nel resto lion differisce affatto ed 6 egualmente pericoloso.
^[(,lJ:nill lo osservö sui muffloni del giardino zoologico del Museo ili Parlgi, del quail vari sono morti per l'intensltä della malattia, Lo trovö inolti'c in un' affezione psorlca della faccia e del collo ili due giovani gazelle d'Africa,
Secondo Megnin si awiclna straordlnariamente alia specie S, hominis, Molto probabilmente e quella ehe fu vis(a domlnare estesamente nelle pecore del Napoletano (V, in proposito Oreste) (1).
si cura come la rogna dermatodectica.
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La rogna sarcopticn del gaiio si deve al Sarcopies cali, Hering; .s. minor. Purstemberg; sio-rit/i/cs noloedres, Bourg. e Delafond, Venne descritto per la prima voltn da Hering nel
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18:i8: ma come glustamente osserva Megnin. il nome di S. cati non vi 6 adatto perchö e slate osservato, ollrechc nel gatto sul coniglio (Gerlach), sui coattl (G, Collin), snl surmolotto [Mus decumanus, Pallas' da MeKiiin stesso.
Secondo quest'ultimo autore i 3|4 del topi
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ehe vivono a Parlgi o nei dintorni, sono
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allelti da tale specie dl rogna,
Anzi, stando al Megnin , quewti sorci
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Flo, (Hi, Sarcopies del giitlo c del coniglio.
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sarebbero la causa dello svlluppo e della diffusione della malattia anche nei gatti, nei conlgli, ecc,
II sarcopies noioedres si distingue pel sue corpo molto piü piccolo dl quelle del -vircop/cs glä descritti, pin tondeggiante, a rostro meno di-stinto dal torace, e questo insensibilmente iliviso ne'suoi segmenti; te-gumento piu cedovole e meno Porto ; due peii lateralmente alia testa molto lunghi, in avanli; nessuna setola laterale: un paio di setole anali corte ; tarsi terminati da t uncini acutl ineguali ; ventose plu grandi
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(1) P. Ohkste, Leziuni di patoloffia sperimentale veterinaria, Milano, \Hll.
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32fl
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S( AIII1IA ii lillciNA
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ehe negli altrl sarcopti. Masohio due terzi |gt;iii piccolo della fsmtulna; quarto pain iii zatnpe terminate da una veutosa ; fetnmiua oolla vulva in t'ormfl ili fessura trasversale sotto-toraolca a labbro anterlore prlvo iii peli; zampe posteriori terminate ciascuna da una lunga setola. Ova ovoidi, di color grigio e diafhne. Larve exapode; nini'a come la lem-niiiia matura, grossa porn solo come il maschlo, senza traccia laquo;li ovl-cinito, in'' di ova ih'II addome,
Maschlo grossezza, mm, 0,090-0,100 lunghezza mm, 0,120
Fciiniiiiia raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 0,120-0,140nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; (raquo;,l()()
Xinl'anbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 0,100nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; (t,r2(raquo;
Larvanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; laquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;gt; 0,070nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 0,090
Ovanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 0,050nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; 0,080
Qucsto savooples forma niili e gallerie, vescicole e croste ill varia
grossezza ed estensione. La cogna tanto no! gatto quanto ne! couiglio
coraincia dal capo o si diffonde alle altre regloni del corpo.
La cura riesce molto difflcile, e quando il sarcoptes in discorso s'iu-troduce in una conigliera, so nun si prendono a tempo misure rigorose (inisco per spopolarla,
Nel gatto, Adam ha trovato molto giovevole I'acido fenico adoperato in pomata. Audio pel coniglio potrebbesi utilmente sperimentare,
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Aciilci fenico............gv, 5
Inc. con aclipc suino.........n 100
I'rr unzioni due volte .'ii giorno.
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[iOONA NR1 I'Oi.i.l,
Sarcoptes mulans [Ch, Robin), Quosto sarcoptes, scoperto da Reynal e Lauquetin si distingue facilmente dalle altre specie congeneri per la sim forma globosa ovalare, colore biauchiccio grlgiastro, della grossezza
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di poco inferiore ad un mezzo milli-metro; ha rostro largo e breve, palpi niiiiiiti ciascuno di mi corto paio di setole; cefalo-torace a segment! poco (listinti : nolla leminiiia Ic zampo sono brevi e terminano con un tarso a due uncini ineguali, duo setole brevi odue aculoi, senza ventose; nel maschlo il corpo ha forma pin allungata, la meta circa piü piccola cho nella femmina, zmiii[i(' pii'i sporgentl coniche e terminate tutte da lunga ventosa e da setole.
La femmina h ovipara, le ova ovol-ilali, bianchiccie del diametro longl-tudinale di mm. 0,130, trasversalo dl
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I lo. 146. Sarcoptes inutans del poili
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mm, (t,os.quot;). Larva exapoda munita di
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ventoaa ad ogni zampa.
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raquo;wp
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SOABBIA 0 UncNA
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381
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Qucstii specie vive purticolannonte sulla pelle elt;l ai pled! dei galll-iiiicoi specialmente del pollaiuo domestlco. [o ebbi l'opportunltä dl os-servarla estesamente In uno stablllrnento ili polliooltura posta nolle vi-ciimn/e di Torino. Ne erano afJ'etti tanto i poll! di razze indigene quanto quelli di razze straaiere, e qüale oärntteristlca piu spiccata si notavano lo zampe, flno alia punta delle unghle del pledl, coperte da una grossa orosta dl color bianco giallicclo, scabra, ehe rotta comparlva sotto il derma sanguinante. Ail'esaine delle croste si vedevano numerosissimi gli aoari aei loro dlversi stadi di sviluppo.
II prof. Rivolta descrisse una iinova, specie di acaro aei polli e nel t'agiani produconte la rogna nodulosa (1). Anohe il prof. Caparlni do-scrisse un nuovo acaro del polli Del 1HN0.
La rogna del piodi nel pollarae si guarlsce distacoando le croste o tnedicando colla diluzione di aoido fenioo :i-ö 0|0.
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Rogna derma.todeotioa. Questa finora soltanto nel cavallo, bo-vini, pecore e coniglio.
JS'el cavallo e rlovula al der-matodecies e^w^ (Gerlaoh), dcr-maiocopies egui diFiirstemberg. Quest'acaro ha testa poco spor-gente, palpi a corte sotolöj cefalo-torace a segmenti poco distinti, con cinque paia di peli dorsali, quattro paia sotto-toraclcl e ventral!; femmina lunga mm. 0,800 grossa mm. 500, col terzo paio di zampe cho terminano con due lunghe setole; maschio lungo mm. 500, grosso mm. 300 col-1'organo genitale complesso tra le zampe posteriori, provveduto dquot;un paio di ventoso copulatrici globularl.
I dormatodecti vivono a so-cietä numerose in regloni circo-scritte del la pelle del cavallo, e piü particolarmente al ciuffo, alia criniera, alia base della coda, alia faccia Interna delle COSCle ecc, dove cioe possono essere meno disturbatl.
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sp(icie ill rogna si e osservala
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Fir.. Ilaquo;.
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Dcrmatodectes dci cavalll.
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(1) Rivolta, Delta rogna nodulosa dei polli e del fagütni, Giornale di ana' touiia, fisiologia e patoloffia. Pisa. 1H77-7V).
2t 1'ebfonciio, Malattic Jcfili animali Jomeslici.
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322nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;SCAHIIIA 0 ROONA
Noi luoghi presoelti u loro diiüora tnanifestano i slntorai della rogna der-matodoctica, chosono: piudore forte, dosquaniaziono abbondante, caduta del peli, tumefazlone della polio in punti olrcosorlttl, allargamento olrco-lare delle alterazioni e formazione dl croste. Esposto un cavallo afl'ettu da dermatodectl al solo, gil acari si portano superilolalmente sulle croste, per ritlrarvlsi sotto quando si fa rlentrare in laöuderla, Se delle croste raschlate dalla superflcie del corpo affetta si pongono nella carta bianca, dopo poche ore si veggono I dermatodectj abbandonare le
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Flo. U8. licrmatodtcic. del cavallo l)a (ierlacli
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croste-e vagare attorno. Kssi resistono per mesi ed anni nelle senderie inabitate e per la loro grande resistenza danno luogo a recidlve dopo molti mesi di apparente guarigione.
Quando si trovano in aumero grande sopra uno stesso cavallo, emi-grano e si portano sopra altri solipedi salendo poi per gli arti e le barbette : si portano ad abitaro luoghi pifi sicnri. II dermatodectes del cavallo noil attecchisce sopra altre specie domostichc; posto sulla
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SCAHB1A lt;) KOliNA
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#9632;AZ)
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pelle dell'uomo pianta ii suo rostro aeH'epidermlde, poi se no distacca spontaneamente. si oura come la rogna sarooptioa ad ö di piü facilo guariglone.
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Nei bovini, vi Ö il (lermaiodectes bovis (Gerlach); piü piccolo del JK equi; ha pero Identic! caratteri zoologici ; la rommina ö luiiga mm. (),lt;)()(), grossa (),;)50 ; il masohlo h Umgo mm, (),4()0, grosso 0,300, Produce la rogna dermatodectloa ancora detta psoroptica caratterizzata da prurlto
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Fro. U9. Dcrmatodectes del hue (femmina).
grande al capo, al collo, poi al dorso flno alia coda, si producono papu-lette, ehe si rompono, quindl compare essudato giallognolo ehe si es-sicca in croste, sotto le quali vivono i dermatodectl. Quest! portati sulla pelllt;i dell' uomo raordono meno profondamente ed i fenomeni ehe producono sono anche meno gravi. Si cura come nei cavalii.
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Petrolic.............gr. I no
Olio d'olivo............raquo; 25
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324nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;si'ahiiia 0 kouna
Negli ovini vi 6 il Dermalodeotes ovis (Gorlaoh); Psoroptes ovis ili Mognln, speclale degli ovini, assai comune da uol. Esso Ö causa iVo-quente laquo;li ouzoozie od eplzoozie di rogna aella i)econ!, specialmente in autunno e ueirinverao, Differisce dal /gt;. bovis per avere zampe piii sottili, I'uncino terminale meno robusto ed inourvato, i piastroni ohiti-misi (i((i dennascheletro tneno apparentJ od Incolori,
La rogna dermatodectica delle pecore ö attaccaticcia ai massitno grado; basta osservarla sopra una pecoi^a ili un gregge, porche dopo
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Fig. 150. nermatodectcs ovis, femminii.
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alcuni giorni si veda dlffüsa a molte compagne. No lesloni ehe la ca-ratterizzano sono piuttosto gravi ed hanno molk) della rogna sarcoptica. Compare in region! circoscritte della pelle del dorso, del costato e del colic con prurito, macchie rosse a poi veve pustole pin o meno grandi, racchludenti pus denso, cremoso, giallognolo; la lanacade, osl
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BOABBIA lt;gt; uooNAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;325
distaooa, por poco olie ^i tragga, a oloocbe, senza lt;;h(* I'animale rlsenta alcim doloro j pin tardi coiapaiono oroste od ulcorazionl; le peoore e s^'li aguelll dlmagrano, llt;' lattantl perdono ii latte e possono anobe mo-riro di esaurirneuto.
La frequonza ed i daiini ehe produce quosta specie di rogna nelle pecore (' oontinuamente causa di disposizioni igieniche internazlonali specialraente iVa la Svlzzera e I'ltalia. E una iii quelle malattie ehe per la loro Ira-
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Fio. IBS, Sarcoptea deH'iionio, maschio.
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Fiq, IS3. Sarcoptea deU'uomo, femmina
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Fig. i'M. Dormatocdes do^ii ovini.
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portanza bastano a reclamare I'implanto stabile di un servlzio Saui-tario Veterinario al confine.
Per la cura, i pastori fanno ordlnariamente uso ilt^i mozziconi iii si-garo ehe raccolgono nei caffö e per la strada ; la lore azlone pare piii pronta lt;li quella del decotto del tabacco. Iticorrono pure molto util-mente all'olio di Cade. L'estraUo di tahaeco, qualo era trovasi in com-raercio, dilulto in varia proporzione nell' acqua ö sovratutto commen-devolissiiiio. Zundel lia trovato eflloacisslrnl i bagni confezionati come segue :
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326
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SOABBIA 0 HOiiN'A
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Per ognj 100 peoore si prendono gr, 1500 di aoldo fenico, gr. 1000 di calce viva, gr, 3000 di carbonato di potassao dl sapone vorde. Quoste differenti sostanze si riducono in una pasta densa, cho pol si soioglle In 360 litri d'acqua oalda. Si propara cosi ii bagno in un grandetlno; ognl pecora viene tuffata nel liquldo e lavata con una spazzola.
si rlpete ii bagno dopo 2 o .'} giorni se ocoorre.
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Nel coniglio vi ö il Dermatoäeoies ouniculi o Proroptes ouniouli di Megnin, il quäle ö soraigliantlssimo al Jgt;. ovis c bovis; ne ö perö un poquot; plü grosso; la femmina ö lungamm. 0,650, grossa 0,400, il maschio ö lungo mm. (raquo;,500. grosso 0,350, Vive nella conoa deU'orecchio dei co-uigli piuttosto frequenteraeute, e produce otiti piii o tneno grav!, lal-volta gravissirae, seguite anche da parziale encefalite. i conlgli molto infetti portano ordinariamente la testa inolinata da im lato, Queste forme di inflammazione dell' orecchlo esterno si guariscono
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colla pulizia ed iniettando rlpe-tule volte nell* orecchlo acqua scaldata a 4r)-480 G, oppure al-cool ordinario.
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I'm. ISP, S a v co p tes.
ROONA SIMBIOTICA. rgt;a ro-gua simbiotica si osserva nel cavallo, nei bovlni o nel cane. Nel cavallo e nei bovini sa-
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I'i'i. 1b4. Simbiotos Jcl hue femmina
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rebbe prodotta dalla stessa specie
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Hi acaro -. dal Syntbiotis bovis
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(M
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equi (Gerlach), Dermaiophagm bovis (Pürstemberg), Quest'acaro o mono grande del dermaiodectes, la femmina misura ram, 0,400 per 0,250, il maschio mm, 0,160 per 0,090.
1 parassiti predlligono le regloni ove sono pin foltl i pell, a vivono a colonle nel cluffo e dietr'o le pastole, speclalmente nel cavalli comuni, Si
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SCABB1A 0 ROGNA
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387
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nutroao deirepiderralde o produoono prudore, die aumenta o .si fa in-
tensq o torraentoso partlcolarmente lt;li notte, dopo il layoro, I cavalli si
iVegaiio hi zampe, battono forte dei pled! sul pavlmento, si mordono e
sprangano calci. La polio si fa calda, tumefatta, dolente; vi si formano
talvolta orepacee o ragadi: i peli si presentano rabbuffati, dritti, scolorati
o oadono facllmonto ; lo setole del
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citifib a della orinieras'intrecoiano,
eperil pruritograndeehe iparas-
siti (letcnninano ha fatto credere
talvolta agli ignoranti la potenza
del folletto. Noi liovini i simbrioti
si trovano a preferenza verso la
radice della coda. per cui questa
specie di rogna venue anche detta
rogna caudale , caratterizzata da
prudore e abbondauto desquama-
zione alia radice della coda. Vi si
formano eziandio croste, orepacee
c ragadi dolorose. Si cura come la
rogna sarcoptica e dermatodectica.
OTITH DA ACAKl NBL CANE E NEL
oATTO. Specialmente il cane va
soggetto ad una grave forma di
inflatumazione dell'orecchio c; del
condotto uditivo esterno, dovuta ad
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una specie di simbiote detto Cho-
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Ik;. (5(1. Simbiotea Jel hue.
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fiopies ecaudatus da Megnin, Sar-
copies cynotis da Hering. In con-
seguenza di questa forma di acariasi fui'ono ossorvati accessi epilettici
mortal!, si trattadi mi acaro trasmesslbile, a forma igt;iu allungata delle
specie precedonli, ovolde, bianco-grigiastro, coipezzi dello scheletro ed i
piastroni piü evidenteraente rossi. La femmina ö lunga mm. 0,450, grossa
millimetrl 0,250. Il tnaschio o lungo mm. o,:j()i), grosso 0,200.
Si guarlsce Iniettando noirorecchio acqua a 4.quot;)-48'J 0., e lavando con ossa ripetutamente il meato uditivo esterno.
Si potrebbe anche guarire instillando alcool, o decotto di tabacco.
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ROGNA DBMODECTIOA. Questa specie di i'ognu e pluttosto frequente nei cani bracchi, a pelo raso o corto, e si deve alia presenza nelle ghiandole sebacee o nei follicoli del peli del Detnodeos folliculorum di Owen. Quosto acaro vermiforme venne osservato prima da Simon nei 1842 nell'acne dell'uomo, nei 1843 da Tulk nol cane. La femmina e lunga mm, 0,4()() circa, grossa mm. 0,040; il inaschio e lungo milli-metri 0,300. Le uova sono cuorlformi (cordiforml) e da esse si svilup-pano le larve ehe s'allungano, diventano exapode e poi con otto zampe.
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328nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; SCA.BBIA 0 KOUNA
Quando gü aoarl sono in piccolo auraero, non danno luogo a sintomi gravl: i cani non mostrano dj soffrlrna, Se inveoe, oome talvolta acoado, si trovauo 1O-1SJ-15-20 e piü deraodex nolle ghlandolesebacee e fanno ressa
no! follicolo del pell, allora
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dilatano folliooll e lume dt'lii^ gblandolo, irrltano ii
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'hM
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Fio. 188.quot; Demodex Folllculorutn.
derma, producono suppu-
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I'm. 1b7.
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SimbioK's del bovini.
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razione e si formano dellft
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specie di pustole. La pelle divenla rossa, bernoccoluta, rlepilatacon numerosi ascossolinl nol derma o in'i follicoli ii(gt;i pell. Ksaminato il pus, ll contenuto iloi follicoli o laquo;lello ghlandole sebacee, all' ingrandimento di 200-300, si trovano s'i acari a dlfferente stadio ili sviluppo, cominciando Hai corpi cordlformi fino all'acaro adulto,
Talvolta la rogua demodectica rlraane limitata per molto tempo; altre volte invöco, si diffonde e conduce a morte gli aniraali ehe prima di-ventano puzzolenti e marasmatlci, se non si fanno uccldere. Essa resiste generalmeute a tutti i niezzi di cura. Quando fosse limitata converrebbe I'esportazlone del pezzo di pelle infetto. Se e diffusa e meglio consi-gliare 1'uccisione deiranimale. Del resto, si potrebbe tentare la pomata di creosote, la pomata di cantaridi coadiuvati coi bagni di solftiro di potassa.
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Pr. Cantaridi polverizzata . . Inoorpora con adipo sulno. Per unzloni.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pi'i Subllmuto corrosive . . .
[ncorporu con adlpe suino Per unzloni.
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gr. in
raquo; 60
(Huusascd). gr. 10
raquo; 80
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KTIHIASI iiKGI.I UCCKI.I.I NKl, OAVALLO ZEOOHE SDQU ANIMAI.Inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .'fö9
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76. Ftiriasi degli uccelli nel cavallo.
Inbsp; polli cd i colombi prsseotauo spesso un acaro conosoiuto sotto il uoiik1 Ijpproprio ili pidocchlo, ehe si moltiplica talvolta cos) grandemente da minacciare le grand! specie animall, ehe si fcrovauo in prossimitä dei polial o delle colonibaie. I piccoli acarl sono doi dei-raanlssi [Dcrma-nissus nvAwn), i quali a grandi colonie si portano talvolta sul corpo del cavallo per succiarne il sangue, producendo prurito e pizzlcore grandlsslrao, Essi hanno raandibole consistenti in un lungo stiletto fili-forme nella (femmina. e in ixna lama lanceolata ed articolata nel ma-scliio. llanno corpo ovale, un po' depresso con estremitä posterioro piii grossa, arrontondata e seminata ili setole. Quando il dermanisso 6 (liKimio ha colore bianco giallastro; ben pasciuto, si presenta ili color rosso sanguigno pel sangue ehe ha sueeiato, Questa specie c notturna; di giorno rimano nascosta nolle pareti e anfrattuositä il(!i pollai e co-lombai; lt;li notte Invade la pelle degli animall per succiarne il sangue,
L'invasione o istantanea e Ig punture determinano cos] forte e grave dolore da renders qualche volta furiosi gli animali,
IInbsp; cavallo si gratta contro i corpi circostanti, col piedi batte il suolo (3(1 il proprio ventre e si morde talvolta persino tanto forte da lacerarsi le carni. La irrequletudine a cui si abbandonano i cavalll ö straordinaria o si mostrano in segulto quieti, llncho il dolore ö vinto dall'insoppor-tabilo prurito. Alle punture susseguono vescichetto sulla polio, alcune delle quali isolate, altre confluent! su una superflcie pid o mono estosa; le vescichottlaquo; si rompono e 1'epidermide distaccata cade coi peli: riman-gono cosl piccole chiazze denudate dall'epidermlde, rotonde, delladimon-siouo di una lenticchia lino a plu di un centimetre quadrate; la polio depilata si copre d'unasottil crosta dio presto si sfoglia e cade, si asso-clano poi ordinariamente escoriazioni; ulcerazioni, ecc, da sfregamenti,
Si ottiene la guarigione allontanando il pollaio dalle scuderie o stalle. Del rosto, il pollaio o colombaia Infetti si possono disinfettare in modo da ucciderno tutli gli acarl lavando accuratamente e abbondantemente il pavlmento e le pareti ehe contengono i dormanissi vivi con acqua bollonte; oppure si adopera una diluzioue di aoido solforioo nell'acqua,
Pr. Aoido solforioo...........gr. 1000
Aggiungi acqua..........litri 20
I'er luvaro il pavimonto.
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77. Le zecche sugli animali.
Le zocche sono i piu grandl aracnidi parassiti, ehe si incontrano sulla |)ell(3 doi nostrl animali domostici. llanno intte corpo appialtilo, ovalare 0 trapezoide allungato con rostro terminale retrattilo a dardo maxillo
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')30nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; r.K ZBOOHE su(if.i animai.i
laiiialp. guernito al dlsotto dJ quattro a ilioci ordinl laquo;li denti aoutl con cul staiino flssi alia pelle tllt;vli animali. liO zeoclxe, od iwoäes, passano
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im perlodo laquo;lella loro vita tiöl
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)os(!lii, particolarmente nei cespugll late-
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ral! alle strade e sull1 erba; plü tanli
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si attaccano al corpo del buoi, delle pecore, do! cane, ecc, per sucolarne il sangue, lt;lel quäle si mostrano avldlsslrae e vivono.
Le sjjocie parassite ilos'li animali do-
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mestici sono le seguenti #9632;
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Fto.
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. 189. Zecca comune Ixodes rtci-nits', at l\ primi stadi di vita; c, rf, stadio di vita aduita individui Ji-
};iiinil; t*,,/', picui di sanguc.
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quot; 'quot;i ZÜCCa del bm fTwodeS rrli-
c/t/if/xs o rcr/uriKs): ö lunga millimetri 2 a 4 1|2 quando ö vuota, 10 a 1quot;) millim.
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quando ö plena di sangue: si attacca ai buoi eil alle pecore. Nei bovini fu osservata penotrare sotto la pelle e proilurvi specie di foruiicoli.
// La zecca egiziana Txodes aegypticums o I. Savignyi, V. Gervais): la piü grande ehe
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si conosca ; si trova comune In Egltto ed in
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Algeria e produce tal-volta la morte dei buoi per la estenuazione. 11 maschlo e lungo nun. 8 a 10 sopra 4 a 5 di grossezza; la femmina
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n lunga inillim. 24 sopra
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l-'ic. 160. - Zecca canina [Ixoäes Hii'iuiift del Latrcitlo)
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Vu\. Kil. Ixodes reduvius o zecca rosaa.
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15 di grossezza. Venne
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portata in Prancia col bestiame algerino. cj L'Iacodes A/pcrmo f'Lroüc* Algeriensis, Megn.) e un poquot; meno grosso del precedente e venne trovato in grandissimo uuinero sui bovini afrlcani, ordinariamente coWIxodes egiziano,
il' Wlooodes Dugesii, P. Gervais. La femmina matura e lunga 14 mm. e grossa 8; il maschio e lungo 3 a 4 e grosso 2 a ö mm. di color bruno carico; ö comunissirao nei mezzoglorno della Prancia, abbon-dante sulle pecore alricane e sui bovini dell'Algeria. cj L'Txodes Fabricii, Aud. ehe vive sui bovini. /gt;' L'Ixodes scapulatus, Megnln, pure del bovini; questo ha rostro piü breve del reduvius e presenta due seudetti a ventaglio alia base di eiaseun lato del rostro.
gj La zecca caninu rfxodes ricinm)', ha color grigio nerastro ed una lunghezza di lö a 18 millim. quando e plena di sangue. Vive pa-rassita lt;lel cane, della pecora, del bue e dell'uomo, o tu vi.lt;ta In ialuni anni e in aleuni luoghi tnoltipllcarsl cos'i grandemente, ehe buoi e ca-valli pasoolantl ne restarono .si)()ssati e perfino ue morirono.
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I.K ZBOOHG SU(;M ANIMAl.lnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; '131
Queste diverse specie dl zeooheo taaodes sono abbastanza grosse lt;i;i es* sore vedute anohe dai bovarl, per cul costoro Istruiti lt;lni dann] ehe possono talvolta produrre, dovrehbero al pascolo e nelle stalle esaminare i loro anlmall e dlstaooarne a viva forza le zeoohe quando vl si trovano attaocate.
UNA SPBOIB KI ZE1COA l'ATALB PB1 OOLOMB1 ;
Nolle nostre colombale ö piuttosto frequente I'A'iy/as refleoaus di i-a-treille o Rlnjnchoprion eolmnhae di Herman , moltlaquo; vicino al fjonoi'o Ixodes, Ha perö corpoovoide, rostro inferiore lungo tnillim. 1,90, dardo lungo 1 millim. raunito da eiaseun lato della sua l'accia inferiore di due ordini di denti col principio del terzo ordine In vicinanza della punta ehe ö troncata ed arrotondata; mandlbole terminate da un arpone a
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Fio. 102,
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Ar^as rcliexus.
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ire denti: palpi mascellari a qualtro articoli cilindrici : zampe a sei articoli con tarsi ad ambulacro duegrandl unghle od uncini incurvati; femmina nerastra sopra un fondo giallastro, lunga 5 a 7 mm., grossa 3 a 4; maschio Iuiiko 4 mm., grosso 3, pin regolarrnente ovoide della femmina, di color bruno uniforme, Le ova sono gialie regolarrnente ovoi-dali, grosse un terzo di raillimetro e lunghe mezzo milllraetro; le larve hanno 6 piedi, sono globose, lunghe mezzo millim. (ino a 2 millim., la ninla e lunga millimeli'i 4 e grossa 3, Predilige i giovani piccioni, ehe uccide quando si trovano in numero notevole.
Bisogna quindi vedere volta a volta le colombale e le nidiate per prevenire una rnoria per Argas.
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#9632;kr%raquo;b
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332
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I'TlltlASI
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CAPITOLO VI.
MALATTIR PRODOTTE DA INSRTT1 R DA CROSTACE
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78.
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Ftiriasi.
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Fra lo nialattle prodotle da iasettj dobbiamo annoveraro innanzi lutto la fiiriasi [Plitiriasi] malattia o condizione tnorbosa, dovuta alia pre-sciiza sul corpo degll animali domestici di lalime dello numerose specie di pidocchl esistenti. Non fa d' iin))(gt; spendere molte parole per iinli-care ciö ehe siano i pidocchl, Kssi sono degli insetti atterl (senza all) a inetarnorfosi incomplete, ehe vivono parassiti dell'uomo e doirli aniraali. si distinguono in due famiglie, quella cloö del pedioulini e quella del rh'ini: sono tutti ovipari e lo nova ehe depongono generalmente agglutinate [attaccate) ai peli, allo setole ed alle plume si chiamano lendini.
i pcdiculini hanno testa variabile, rostro retrattlle armato di doppio ordine di uncinetti e di un organo pungente formate di 4 setole, bocca foggiata a succhiatoio corto, tubulare. Comprendono 4 generl, cioö i generi
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Fin. 163. Ematoplno del bue.
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Fio. I(i4. Ematopino dci vitL'Mi.
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Fio, I6:i.
Tricliodectes.
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Ped/cuivs. PfiHrius, Peäfcinu* ed Haematopinus, Sui nostri animali domestici si trovano particolarmente specie di ematoplni, eioe pidooohi succiatorl di sangue.
Inbsp; ricini hanno testa scutiforme, grande, orizzontale; bocca munita di mandibole alto a masticare. Essi non succiano sangue, ma rodono e masticano i peli e le squamme epiteliall.
Nella scimia si trova 11 pidocchio detto dello scimle (Pedioulm eurij-gasier, Burmeister).
IInbsp; pidocchio del ca/oallo, asino e mulo, {Haemaiopirms equi et asini, Denny) si riscontra di preferenza alia regione cervlcale del collo, alia criniera, alia nuca, talvolta diffuse sulle diverse parti del corpo; Hm color castagno brillante, lungo tnillimetrl 1,50-3, Esso trovasi solo, od ac-compagnato col piccolo pidocchio del oavalloo Trichodeotes equi, Denny,
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KTIRIASInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;833
Fl pldooohio del bovint (Eaem. eurystemus, Steph.) b pin sottlle ili quello del oavalll e si trova speoialmente alia cervioe ed alle spalle, Sni vit(*lli si rlsoontra accldentalraente rematoplno del vltelli [Haem. vituli, Denny) ehe si rltlene identico a quello del sollpedi,
Sovente sulla pelle dei bovlnl si trova eziandio un trHchodectes [Tri-eAodeoies scatoy^s) a produrre prurigine e caduta del peii sopra una piu o tneno vasta superflcie.
Sui bufali si rlscontrano VHaemal, tiihcrcalatu* di Burmelster.
Sul eameln Vllaem. carneli del Redi.
Nelle pecore si riscontra talvolta ii Trichodectes spherocepftalus ill Nltsch, dlstinto pel suo color fulvo.
II pidocchio rlella oßpra [Haem. stenopsis, Burra.) ha color rosso bruno, lungo tnlllitn. .quot;5-0, molto sottile. Tra i pel! della capra si trova talvoita ezlandio il Trich, climax ili Nitz, o Trich, caprae lt;\l Gurlt,
II pidocchio dei maiali [Haem. suis, Denny.) vivo specialmente tra h^ coscie e lo ascelie dei suini; ha colors bigio lucente.
Nel cane si trova {'Haem. piliferus Bum., pidocchio giallastro, iungo niiilini. 1,5-2. Sovente si trova col Trichodectes (ntus piü grosso, giallastro, ehe si untre di poll.
Nol gatto vi ö ii Trichodectes sub-rostraius, 'SUz.
Sulla pelle del conifflio, tra i pell si trova talvolta piü o meno ab-bondante ['Haem. ventricosus di Denny.
Sul porcellino d'India e frequento il Oivopus gracilU ed il Q. ovalis di Nitz.
Tra h^ penne del nostvopollame si trovano dei ricini, ehe si nutrono, comlaquo; si disse, di penne e di squamme epidermoidali; cosi 6 frequente nei gallinacei il Menopon pallidum, sui colombi il Af. giganteum, sulla gallina faraona il M. munidae, sul tacchino il M. ed il Trmolon xtra-mineum, sul pavone il M. phacostomum, sulle oche il Trmofnn con-spurcatum c sgualidum, di Denny.
In generale i pidocchi su tutte le specie doraestiche determlnano pru-rito, per cui gW animali si fregano contro i corpi ehe lore stamio vicini, donde si possono avere escorlazionl, tuinefazloni e contusion! della pelle maggiormente favorite dal sudlolume, in cui si tengono gli animali. Cosi si ha quella schifosa raalattla conoscluta sotto la denominazione di phtiriasi 0 morbo pedicolare degli antichi, causa talvolta di odori ri-buttanti e fetenti ehe tramandano gil animali.
Oli animali affetti da pidocchi, sebbene lautamente nutriti, flniscono col dimafrrire e diventare marasmatici. D'onde futility grande della pulizia.
La diagnosi riesce facile : hasta andare contro pelo colla mano ed esaminare attentamente tra i peli e le setole per trovarvi i pidocchi vivi o le lendini.
La cura ö anche molto semplico ; consiste nell'uceidere i parasslti e gli insettl molesli. Con buon governo della mano, colla pulizia accurata del bestiame ed un regime nutriente si prevengono i pidocchi. Per la uccisione dei pidocchi riescono molto opportune le lavaturo con docotto
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384nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;KSTHI
di tabaooo e piii cho tutto I'infuso, il deootto o I'unguento di strafi-
sagria. La benzina sotto forma di uiizioni merita poi lanbsp; pref'eroaza sopra tutto le altro sostanze, A.nche l'essenza lt;li treineutiiia, l'alcool, Ig dilu-
zioni di acido fenlco l-.'i p, OjO ed il petrolio servononbsp; ottlraamente plaquo;r io scopo.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Olio di lavanda...... ... gr.nbsp; nbsp; nbsp; 75
Sugna porclnn...........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;8
Mose, e f, unguento. lJer frizione.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; {Ejj':tti).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Benzina.............gr.nbsp; nbsp; nbsp; 30
Olio ili papavero..........raquo;nbsp; nbsp; nbsp;120
Mesc, e r. linimento. Per frlzioue.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Vogel).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Benzina.............gr.nbsp; nbsp; nbsp; 60
Sapone vorde...........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;'io
Acqua di fonte..........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 500
Per lavature.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Qillb).
#9632;\. Pr. Olio ill tromoutinu.........gr.nbsp; nbsp; nbsp; 30
(illn animalo rotico........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;.')()
Per I'riziononbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Porstor) (I).
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79, Estri.
Estri sono detti degli insetti a duo all (ditteri), come mosche, cho vivono allo stato porfetto nei boschi o uei pascoli, allo stato di lar\u sopra o nol corpn do^li anitnali. Kssl orano pik uoti afjrli [ppiatri greci o roinani, ma Vallisnieri lt;quot;' stato il primo ad indicare le differenze esi-stenti fra i vermi lt;gt; le larve d'estro e cosl a togliere uua oonfusione do-plorevole nol carapo scientiflco.
Le piii importanti specie di estro sono :
1.nbsp; L'estro equino (Oastrus o Qastrophilvsequi, Fabr.), lecui larve vivono iiella mucosa dollo stomaco dei solipedi.
2.nbsp; L'estro saluiare [Oastrus o Qastrophilus pecorwm, Fabr.), le cui larve abitano lo stomaco ed il retto dei solipedi.
3.nbsp;L'cxlro emorroidale [Qastruso Oasirophilushaemorrotdale, L.), le cui larve vivono nol retto dei solipedi.
4.nbsp; L'estro nrmile {Gmtrun o Qastrophilus nasalis, 01k), le cui larve vivono nolle cavitä nasali, esofago, stomaco o duodeno dei solipedi e capre.
5.nbsp; L'estro ovino [Oestrus avis o Caephalemia ovis), le cui larvo vivono nolle cavita nasali g seni corrispondentl dolle pecore.
(gt;. L'tpodormn dei hntini [UippndcrhUi hon's), lo cui larve vivono nol connettlvo sottocutaneo dei bovini,
7. L'ipoderma equt [Hippoderma equi), le cui larve vivono nol connettivo sottocutaneo dei solipedi.
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(I) V. Hicettario citato di FÖRSTER o ORESTE.
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KSTKI
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KSTRI Dl'lL CAVALLO:
A)nbsp; nbsp;L'cslro equino allo stato pei'fetto ('#9632; lungo 12-14 mm., con duo punti foratl airestremo delle ali; ha toraco copeilo di poll giallogt; rossastri rail e neri dietro la sutura; feniinlna ad ovldotto lungo e largo, arlicolato ali'o.stromita (lell'adilonio e ripiogantesi sotto il vcntro.
Le feminine s'olano sui solipedi,
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spociahnonte dalla flne ili luglio al princlpio dl ottobre, nolle ore plii oalde del giorno, e vi depositano 1laquo; ova sopra i peli, Una sola Ibminina puo deporre flno a 700 ova, tondeg-glauti a forma allungata, da prima di color bianco, piu tardi glalle, ehe
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aderlscono ai peli per mezzo di una
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sostanza glutinosa ehe li avvolge nel
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Pia. 166. Kstro del cavallo.
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discendero daU'ovidolto. Quest! ovoli
schiudono e le piccole larve si muovono tra i peli. (ioi lore aoulei od uneinetti determinano prurito, per cui i cavalli si leccano e le larve vengono cosi messe al sicuro, nella bocca; da questa passano per I'eso-fago coll'aliniento ed arrivano nel ventrlcolo ove si arrestano e si fls-sano alia mucosa dello stomaco. Nidlate Intiore si11quot;quot;0quot;0 in tal modo alia loro naturale ubicazione, per cui si trovano talvolta del solipedi (cavalli, muli ed asini) ehe presentano la mucosa dello stomaco gremita, o in gran parto Infetta dalle larve ill questa specie di estro. Quivi cre-scono in sviluppo, da prima sono piccole e blanche, poi glalle' e quindi di un color glallo-rossiccio o rosso vivo, lunghe 18-20 mm., grosse 8, costituite da undici anelll a forma cllindrico-conica. L' ultimo anello porta le stigme od aperture area a forma di scudetti neri. Dal secondo all'ottavo anello, ognuno di quest! porta al suo margine posterlore due linee di spine ehe vanno aumentando di volume dall'avanti all'indietro. Nella mucosa queste larve produeono depression!, callositä, ilepiteliz-zazioni, ulcerazioni, donde gastriclsm!, indlsposlzion! continue e dima-gramento degli animal!. I cavalli ehe ne sono afletti s! trovano meglio dlspost! a contrarre malattie Infettlve, come rinfluenza, ecc. Esse perö non rimangono sempre nello stomaco degli equini, ma dopo aver rag-giunto la completa maturazione larvale se ne distaccano o vengono eliminate colle feci. Egli e particolarmente in luglio ed in agosto ehe si eliminano eolle feci le larve mature, le quail poi se cadono in terrene asclutto in 24 ore si vedono mutare colore, diventano d'un rosso pallido e si inerisalidano ((iia.si nere, da cui dopo 28 a 40 giorni esce la mosca o Qastrophilus equi perfetto, ehe rltorna uei boschi e ne! pa-scoli per rlprendere trli amor! e perpetuare la specie.
B)nbsp; nbsp;L'estro salulare, allo state di mosca, e bruno neraatro, lungo 12-16 mm., a petto nero, torace con peli giallastri o bruno-giallasti'i. I-a I'emmina ha ovldotto non ripiegabile sotto I'addome ; le uova sono nere, lunghe mm. 1,25, e vengono deposte agglutinate ai peli della pelle
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KSTUl
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de] bovini e oavalli. Le nova sohludono e le larve si muovono produ-condo pi'iirito. doiule uii auimali si leccano (3 Ingolano cosi le lai'vo cho glunte nello stomacodel solipedi si sviluppano e completano la loro vita larvale in novo mesl circa, raggiungendo la lunghezza ili 14 millimetri oil uu colora rosso dI sanguo. Queste larva hanno le spine del marglno posterloi'e degll anelli piccolissime o alternantisl in duo ranghi, evldenti
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dal 2deg; al 9deg; anelio.
Si soffermano qualche volta nel retto e sonraquo; in-flne eliminate colio loci. A.ppena fliori, si Incri-salidano e |dopo 4-8 set-tiraane si trasfornig,no in insetti perfetti,
C) L'esiro ewior-roidale fa sentire il sun i'onzio particolare In lu-glio ed in agosto nolle campagne, si distingue pel sue colore aero, ad all ialine, senza nerVa-ture trasversali posteriori e senza macchie, a
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Mucosa del ventricolo di un cavallo con molte larve J'estro.
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gambe nerastre, addome
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a peli bianchi alia base, neri nel mezzo, rossi posteriormento, lungo 10-12 mm. Le feramine di1-pongono i loro ovoli a lungo picciuolo piccoli e neri, sui peli delle labbra, di'lle all, del naso e particolarmente sui peli tattili. Le larve oho no
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Fro. ItiS. h'.stro equine GaslropMlm equi . - a Uovo .-idorciilc ad raquo;n pelo : h larva del medesimo; c nel primo periods dl itvilnppo; ./ bouicins; e Insetto perfetto unto molto Ingrandlto).
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nascono per le narici, e per la bocca passano nella farlnge, quindi nel-I'esofago; seguono il corso delle sostanze aliraentari e vanno a flssarsi in pnnli dlversi della mucosa dol roitn intestine dei solipedi. Completano
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KSTltO OVINOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; .S,T7
il lofo poriodo larvalo in quosia rogiono, ove raggiungono una lunghezza di nun, 14-16, la grossezza lt;ii mm, 6, assumendo una colorazlone rossa, Lo spine sono piii plcoole ohe nelle larve del Oasirus egui, disposte In due ordini alternantisl, Interrotte sull' Squot; e 0deg; anello. Appena mature vengono evacuate e si Irasfonnano in orisalidi oviformi, aero, lunghe 14 mm., grosse 5-6, dalle quali poi in 28-40 glorni sortono gli Insettl pei'fetti.
Nel retto, ie larve d'estro produoono irrltazioue. Si diagnosticano coiresplorazione manuale o sempllceraente esaminandone la porzlono ultima della mucosa del retto. Se no potrebbe pronuiovero 11 distacco cogli enteroollsrai di acqua oalda a 42-43deg; 0.
D) L'esiro nasale e lungo mm, 12. La femmina depone le nova ovoidali e blanche come la specie precedente, Le larve si portauo nelle narici o nel tube dlgerente, si soHermano specialmenle nel duodono del sollpedi e capre, raramente nelle narici, esofago e stomaco. l,c larve mature sono lunghe mm. 14 circa e vengono eliminate colle foci. Se cadono In luogo asoiutto si incrlsalidano e si trasformano in insettl por-letti, come kII altri estri in 30-40 ffiorni.
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ESTRO OVINO ;
EJ L'esiro ovino (Oestrus ovis, Scwab, o Caephalemia ovis) alle stato perfetto si presenta come una raosca grlglo-giallastrfi, lunga 10-13 millimetri, temutisslma dagli
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ovini. Quando Infatti ie pe-coro si avvedono dell'estro cercano ribellarsi colla corsa, oppure si aggruppano e na-scondono I'una contro I'altra la testa i greggi interl si ino-strano coljiiti da terrore tanto pavcnlano la Caephalcmia o-vis.' Le femmine assalgono gli ovini in agosto o settem-bro, particolarmente in mon-tagna, o vi depositano le uova
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attorno alle narici e sulla
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testa. Lo larve schiuse, col mezzo dei loro uncinetti, ser-
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Vk. 169, Porzlono postcrlore di una kirya di cslro per fame vedere le iraclicc (apparalo rcsplratorto .
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peggiano tra la lana e si por-
tanosulla mucosa nasale fin nei seni mascellari, frontali e delle cavicchie ossee, nella Caringe, laringe e trachea. Esse progrediscono rapldamento in isvlluppoe godono di movlmenti pluttosto rapidi; si nutrono ili muco, di siero e di pus e in nove mesi circa completano il loro svlluppo larvalo, arrivando cosi della lunghezza di 28-.'}(l mm. Le larve mature se cadono in torreno socco incrisalidano e da pupa passano allo stato di insetto perfetto in im niese e 1[2 circa.
#9632;is Pbrhoncito, Mtilaltie digit animali domeslici.
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ass
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ESTKO OVINO
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Le larve deU'estro ovino produoono oatarro lt;ioi scni o della mucosa nasale; an Inn) cnovlmontl Induoono dolor] lt;li testa (br(i, trlstezza, balordoue e talvolta anche secondarie menlnglti ed encefalitl. Roloff ha ossorvato la tabu loinbare frequente aegll ovlnl afl'etti dall'estro, PUi frelaquo;
quenteiaente lo po-
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core coir estro sono irisii, tengono la testa bassa, sbuffano o starnutano spesso, liaiino soolo unilaterale (i bilaterale, tnu-CÖso o imico puru-lento, dimagrano lt;gt; vengono mandate a! macello,
Talvolta imioiouo col sintoml di una
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violenta meningito,
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Fio. HO. - Kstro pecorlno ((Estrus ovis). - a insctto perfetto; b larva ingrandita; c ninfa dalla partc ventrale.
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od alia autopsia si
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riscontra inflamma-zione cangrenosa della mucosa nasale o del seni; iperemia intensa delle meningi e d(Sl cervello, kirocefalo; nei soul frontall alia base delle corna, gcc. 10 duo a 70-80 larvo viveoraorte sepolte nel muco o pus. I'ii'i di rado queste larvo si trovano anche nella laringe e nella trachea. Per guarire lo pecore dall'estro vennero conslgllati gli starnutatorii
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Fio. 111. Estro bovino flfypoäenna hovis) a insctto pcrfett ij /' larva, ambi Ingrandlti; c ninfa in forma di botlc.
perchö appunto questi medicamenti possono promuoverne r artidcialo elimlnazlone. Qeneralmente perö non servono, come di ratio ricsco pra-tica la trapanazione dßi soul. Tuttavia In taiuui casl potrubbero tontarsi le seguentl Ibrinolo :
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ESTKO HiiVINO
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Bsttonloa polverlzzata.........nbsp; nbsp; j,ri'. 'i2
Asaro...............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;32
Cardo Bonodetto...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;38
Tabaooo polverlzzato #9632;#9632;........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;8
Elloboro bianco...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 8
Buforbio..............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;I
M. beno assiome o adopera oomo polvore starnutatoria.nbsp; nbsp; nbsp; (Tabourin).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Tabaooo in polvore..........nbsp; nbsp; yr- üquot;
Da adoporarsi como la polvore prooodeuto^
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. lissoiizu dl trciiiüiitina..........nbsp; nbsp; gr. 1quot;
Per inalazionii
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3b0
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IPODBRMA BOVIS :
L'ipoderma boots allo stato dl mosca, o d'insetto perfetto, ö oero vel-lutato, lungo mm, 14, a faccia cenerognola con peli blanco-giallicci, nero-lucentl nella porzione posterlore del torace, con due linuo longi-tudlnali ili pelJ neri alternantisi con tre linee dl peli gialli in avanti della sutura, terzo segmento addominale nero, il resto fulvo, como pure la inoti'i terminale delle gambe.
Vivo comunemente uoi pascoli e noi boschi. Noi giorni piii caldl dol-I'estate e piii particolarmente dal lugllo al setterabre, iioll(3 ore moi-i-dlane, si gotta sui bovini in campagna (al lavoro ed al pascolo) e le feraraino no depositano lo uova nella pelle medlante l'ovopositore. Le uova deposte schludono sollecitamente o le larve ehe no nascono si trovauo capaci lt;li perforare la polio e ridursi nel connettivo sottocu-taneo, ovo .si sviluppano e raggiungono la lunghezza di 2()-2() mm., la grossezzadi 10-12. Ordinariamente occupano la regione dorsale, lorabare, dellagroppa, superiore dei costati ed impiegano 9-10 mosi per acqulstare lo stato lt;ii maturazione lar-
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vale. Queste larve quando souo piccolo producono no-duli picciui senza forma distinta; progressivamente i noduli parassltari divon-tauo convessi, gross! como
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un coco, una nocciuola, ad
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Via. 17-?.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Fio. ns.
i.arva dcll'cslro bovino.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'emmiiiu dell'eslro boylno,
(Dall'ErcolaniJ.
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un uovo di picciono, con tutto I'aspotto di gross!
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(oniiicoli, ma prowisti In alto nel punto piii culminante, o da un lato a varia altezza, di una aportura tondeggiante di color nero a bordo calloso, a cui corrispondono lestigme della larva d'estro. Questa ha forma oblunga-ovoide ed 6 costi-tuita di 11 aneili e della testa sottile o poco distinta dal corpo, rivolta verso i tessuti ehe Irrlta ed inflamma, Le larve producono in tal modo essudato sieroso e pus dl cui si nutrono : da prima souo blanche o inolli, poscia gialio, piii dure, pol hrune. Mature, oscono dalle loro nicchie o cadouo al suolo. Quivi in 1-2 giorni si incrisalidano o In un rnoso
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340nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KSTKo BOVINO
circa arrivano allo stato ill insotto perfotto, iii naosoa cioe oapaoo lt;li perpetuare la specie. Nodi parassitarl couteneutl larve deiripodenna f^i fcrovano sopra le
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Flo, 174, Questa Qgura del Gayot rapprescnta stornelli, ehe :il pascolo estraggono col becco le larvc dcll'asslllo (Hypoderma bovisj.
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vacche, sopra i buoi ed i vitelli In aumero vario, talvolta isolati, altre
volte perfluo in numGro iii 50-70-100-120 sopra uno stesso animale. Ven-
riero oziandio riscontrate lt;la Mögnin e da altri,
sebbeno lt;li rado, sotto la polio doi cavalli, e dal
Berretta una volta sotto la polio deiruomo,
Le vacche ne risentono Influenza e diminul-scono la produzlone del latte; i Imoi perdono di valore per le cicatricl o tori cho presentano.
Sono raccomandate, quale mezzo preventivo,
le stroflnazioni forti al tronco ed un buon go-
vorno dolla mano, le lavature rlpetute con decotto
di foglie di noci nell'aceto, o con soluzione di
'P \nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;assafetida.
Quando lo larve si sono sviluppate riesce utile il procacciarne 1'elimlnazione comprlmendo forte collo dita verso la base i corrispöndentl noduli (tumorotti). So non si potessero espellere in tal raodo, converrebbe colle pinzette fcogllerle, ba-gnando dopo le parti con acqua fredda, aoqua e acoto, occ.
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Secondo Loiset, Joly, ßoulin od Ercolanl vi sarebbe un ipoderma proprio del cavallo,
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Brunor, Mögnin e rnolti altri insistono no!
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Fw, 173, Larva di mosca.
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negare cho si tratli di una siioui(; divorsa dalla
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precedente. I inc/zi provonlivi e curativi dovrobbero dol rosto essere analoghi
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BIMÜUE l.ioii,lA BERINATAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;34J
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80. Simulie
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Sono dei dltteri succhlatori dl sangue, como p:li stomossi q 1*' zanzaro, ehe si gettano talvolta ;i stormi sugli anlmali domostici. Lg speclo piü interessanti sono la simulia cinerea q la maculaia,
La simulia cincrcii. ö lunga ;! mm., d'un grigio carico, con antenne nere, torace ;i tre llnee nere poco ilistmili, piedi neri.
Si trova nei raesi caldi nelle grandi foreste ilol centro e nord-est dolla Francin; si getta specialmente sui cavalli e uci punti dove la pelle ö piü Ana, sovratutto aUMntorno della conca deH'orecchio; determinano punture, pi'un'lo e molestia agli animali,
La simulia macchiata h molto somigliante per la grandezza colla precedente.; si presenta come un moscherino lungo mra. 3,2, grosso 1,1, cenerognolo con una punta azzurra. Le prime fasi di sviluppo le passano nelle aequo come le zanzare, L'animale perfetto compare, come la simulia cinerea, nel tnaggioegll vennero attribuite nel 1783 le morti di 52 cavalli, di 131 bovini, di 316 pecore e di 100 maiali, Nel 18301g loro punture avrebbero prodotto la morte di 100 e piü cavalli e bovini; nel ISfi.'i Tisserant le incolpava di essere stale la causa efflciente dl una eplzoozla, ehe dominava nel cantone dl Oondrieux, estesa ai grandi o piecoli anlmali domestici. Quando le simulie sono in piccolo numGro, al piu produeono llevi tumefazioni, ehe scompaiono senza aleuna cura in poche ore; so si trovano in gran numero, le regionl invase diventano rosse, tumefatte, dolentl, si sviluppa febbre piü o mono intensa seguita talvolta dalla morte. Nel casi gravi bisognerebbe applicare l'ammoniaca, od anche i bagni Creddi coadiuvatl dalla compressione per fare escire il veleno.
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81. Lucilla serinatfi.
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La lucilla lerinala o serinata ö anche un piccolo moscherino ehe Gerlach ha considerato quäle causa di grnvissime perdite negli ovini dell'Olanda. 'ili insetti perfetti invadono le pecore, vi depongono \igt; uova nelle regioni dove la pelle e piü sottile, solle la lana, e partlcolarmente in viclnanza dell'ano. Le larve ehe schiudono, munite di particolare rostrello, si piantano nel derma ed arrivano cos) nel connettlvo sotto-cutaneo, La pelle diventa crivellata e seminata di numerosl forl nel quall si trovano le vlvaclsslme e numerose larve, causa di cangrena e della morte dello pecore quando sono In gran numero le uova deposte dalle lucilie. Sopra la parle nialala si raccoglie per lo piü a forma di foltro la lana cho copre, per cos'i dire, la pelle ulcerala.
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3i4nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;MHXOFAOO OVINO PUtOI
Si ritiono chR \ma dollo cause pii'i favorovoli per lo svolpimonto dolle larvo parassite sia la lunga lana, della quale sono ordinariamente prov-veclute le pocore olandesi, Sospettata perö I'lnfezlone si debbono tosare fili ovini, visitare spesso lo regloni preferibilmentecolpite per medicare le parti malate con soluzioni ill acido fenico o di acido solforico,
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido fenico...........gr, 30
Aloool..............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 100
Acqua..............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp;1000
per raedlcazloni locali,
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido sollbi'lpo...........nbsp; nbsp; gr.nbsp; nbsp; nbsp;25
Acqun..............raquo; 800
per applicazioni sulla parte malata.
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82. Melofago ovino.
11 melofago degli ovini [Melophapua ovinus Lat.), opidoccMo mosca o zccca della pecora, vivo tra In lana, sulla peile degli ovini succhian-donc il sanguo, K lungo 3-4,4 ram,, di color glallo ruggine, senz'ali, con testa prominente, proboscide biflda e lunga quanto la testa, palpi al-lungati, tomentosi, antenne nude occhi linearl piccolissitni, torace stretto munito di duo stigme per eiaseun lato; addome ovale, bruno, peloso con due macchie scure superiormente; zampe vellutate, unghie dei tarsi bidentate, per cui si possono trattenere sulla pelle.
II megllo ö fame ricerca tra la lana ed ucciderle, oppure si ungono le parti malate colle stesse sostanze ehe servono per liberare lo pecore dai pidocchi,
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83 Pulci.
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Le pulci, come ö noto, sono frequent! ed abbondanti apecialmente snl cane e snl gatto. ISsso hanno tutte corpo appiattito latoralmente, ca-renato superiormente ed inferlormente, ovale, costituito di dieci anelli embricati assieme, testa clipeiforme sottile, munita di mandibole spadi-formi festonate e di una linguetta stilettiforme, rlgida per lo punture. II penultimo anello addominale porta uno scudetto incavato, uniforme, nol cui centre sta piantala una aotola spinosa. Le pulci sono tutte ovl-paro e succhiano 11 sanguo dal corpo degli animali, sui quali passano lo stato di vita perfetta,
si crede generalmente ehe lo pulci del cane si trasmettano all'uorao. Ciö non ö 11 cane va soggetto ad una specie particolare di pulce (la Pulcx canis o serratfeeps o P. mnrlia) d'un rosso pin carico di quelln dell'uomo [P. irritans) ehe si distingue jiei salli cospicui (;l\o spleen
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.MnsoilK, STOMOSSI K TAPANInbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;34.S
sulla polio, sui pavlmento o sul buoIo, E lunga 3 mlllim. olrca, grossa millim. 1,5, producG 2-3 ova per volta ohe vengono doposto nelle fen-dlture del pavirciQntl, del canils, del palchettl, eoc. ove scbludono,
Le larve vivoao ill do-
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triti organici e dopo una ventlna di giorni si incri-salldano per passare poco dopo allo state ili liisetto porfetto, o ili pulce ehe Invade in seguito il corpo del cane od anche ruomo, Sopra ili noi perö non puo prosperare e produce pas-seggero incoraodo.
La pulce del {/a/to {Pu-icx caii, o felis) ö cri[4
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piü piccola lt;li quella del
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CilIK!.
Aiiclio i jHccioni lianno
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rm. nn. Ln Pulce, a Lnbbro supcriorc ; b mandlbolc o apparato pungentc ; c pttlplquot;, d Ubbro inferiore ; a p;ilpi delle brevl e non visibili tnascelle (tutto molto Ingraiidito),
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una particolare pulce giallo bruniccia, somigliante alle precedenti. Trovasi abbondante spocialmonte nolle nidiate doi piccioni.
Pulce penetrante. Questa pulce {DermatophUus, G. M.; RJiyn-choprion peneirans, Oken) dotta chique igt;iiiin\ tique, ton, nigua a seconda delle rogionl, ö propria dei paesi caldi e particoiarmente del Braaile, l-la la testa atta a perforare e vivo suiruomo, sul cavallo, buo, snl cane, maiale, gatti, pecore, sui topi, ecc; succhia sangue e produce talvolta gravi lesionl. [o ne ebbi raoltein regale dal D.r Lutz ehe le aveva raccolte da sorcini nel Brasile.
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84. Mosche. stomossi o tafani.
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Lo mosche non vogliono essoro considerate come parasaite, ma piut-tosto come agenti maleflci in talune circostanze. Esso infalti, portandosi indifferentemente sulle sostanzo contenenti germi morbosl [virus, con-iagi) o quindi sugli anlmali sani, sugli alimenti, ecc. possono servire a trasmettero le malattie infettivo lt;^ le parassitarie in generale. Cosi, ad esempio, supponendo un cadavere carbonchioso, carni o semplicemente sangue carbonchioso, le mosche oho vi si portano sopra si imbrattano la probosclde del virus, rimangono cioö germi (bacilli o spore] carbonchiosi sulla o nella tromba e gettandosi quindi I'inaetto sul corpo deli'uomo, dei cavalli, dei bovinl, ecc. se si depositano sopra una superflcie depi-tolizzala inociilano la malattia, in tal guisa vogliono intendersi trasmessi i casi di carbonchio (lafili aniraali all'uomo col me?zo delle mosche.
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^4quot;1nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; UOSOHE, STiiMossi v. TAPANI
Li^ moscho ventiaro Inoltre Inoolpate lt;li servlre ill mozzo oflicuco dl trasmlssionö del lifo, della peste bovlna e possono servlre eziandlo a dtf-fondero il mal rosso del muiali, 11 raoccio del sollpedi, eco. le asoaridl, gll strongili, ecc, trasportandone le uova o le larve ralcroscoplohe, Esse quindi aon ö ehe inooulino dlrettamente lo malattle, ma servono a tras-metterle ogni volta ehe arrivando sul eorpo degli animali trovano una superflcle depitelizzata e vi deposltano i virus od i miasmi (i baoteri in generale), od ancora trasportano le uova o \o. larve mature degli ellaquo; miiiti sopra le sostanze allmentari,
Del resto le raosehe vogliono essere considerate come Insettl molestl, o sono infatti molestissime;
a) la mosca corvina, frequente nei cespugli, sugli alberi e nei pa-sc(ili, ehe si getta a storml sugll animali per succhiarne 11 sudore ;
b)nbsp; la mosca vomiioria',
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c)nbsp; la mosca cadaverina cho depone le sue ova nelle ferlte, sulle piaghe, nolle ui-cori degli animali domestici, le cui larve danno Vn.yjcUn verminoso alle soluzioni di conduuita;
d)nbsp; la mosca meteorica cho ö Li piii insistente ed Infesta, quando il tempo o piii burraseoso : a torrae si getta sulla testa, at-tornn adl occhi e nei meato tiditlvo dlt;!,uii animali producendo talvolta oftalmie ed in-
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flamiunzloiie tlogll orecchl ;
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r'n; 17:. La moscn vomiioria (Musea vontitotici con larva c ninfa.
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e)nbsp;la mosca carnaria ehe depone le sue
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larve nol propuzio del cavallo, del hue, del
vorro, deirnriete; nella vulva e nella vagina dolle femmine domostiche, come del pari nolle ulceri, nolle ferite e uollo piaghe come la cada-verina.
oll reche molosli, possono lalvolla diventare perniciosi gli siomosssf, die a dilleren/a delle inosche hanno ua rostro o proboseide sagliente, penetrante, rotraltile e rigida colla quale traforano la polio e no succhiano il sanguo. Essl possono perciö in taluni casl diventare piii facilmente gllagenti trasmissori di malattie virulenti, quail il earbonchlo, portandosi ad esempio, da ua anitnale Infetto sopra uno sano. 1 frequent! casl di trasmissiono del carbonchio sotto forma di pustola mallgna si debbono specialmente ajrli stomossi, Mdgnin, Infatti, In stomossi ehe avevano suc-chiato 1'icore di una risipola-cancrenosa di un cavallo, trovö nella tromba im liquide pieno di bacteri della putrefazlone analogamente a quelle cho colava dall'arto malato dell'animale, Lo stesso Mögnln ottenne posoia voluminöse tumefiizioni inoculando a cavalli sani 5 u (i trombe di stomossi, ehe avevano succhiato I'icore della risipola-cangrenosa.
Da noi il piii lemihilo o lo s/fjnio.rijs calcitrans, die pure sia state qualche volta causa di iliU'uskme del carbonchio Ira gli animali cho vi-vouo alle stato selvatlco;
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MoscilK, STOMOSSI E! TAPANI
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Merita pure oonsiderazione Vippobosoa eguina [ffyppobosoa equina, Latrellle) oonosciuta plü particolarmente sotto ii notne di mosoa cavni-imu. Essa si getta sul oavallo, sul bue, cane o pecore, ma particolarmente sull'asino per sucohlarne il sangue. In estate e in prinoipio del-I'autunno si trovano spesso In gran nutnero sotto la coda, fra le asoelle, sotto il vontro, fra le coscic e sui flanohi, ove deterrainano un prurlto Inoomodo anziohö un vero dolore, L' ippobosca equlna ohiainasi pure pidocchio mosca del cavalll, pel suo modo di comportarsl,
/ iafani sono dolle forme di mosche a oorpo largo, testa depressa, tromba sagliente e perforante, a labbra terrainali allungate, antenne a tre articoli, all ordlnariamente scartate, ehe vivono di sangue ehe suc-chiano dai nostri animali, Essi si portano eziandio dall'uno all'altro capo, dalTuna all'altra specie e possono, come tdi storaossi, servire a diffondere le malattie contagiose.
Dei tafani sono interessanti specie del gQXXQVQPangonia, del gen. Ta-harms, Chrysops ed Ilaemalopotn.
11 genere Pangonia ha la Pangonia dellanuora Caledonia di Mägnin, bruna, lunga 16 mm., a tromba munita di stiletti e lame barbulata su-sceltive di porforare la pelle pin spessa, fosse anche quella del bufalo. Essa si getta sopra tutte le specie di animali domostici piu grand!.
Dei tafanidl vi sono ;
a)nbsp; il iafano nero, ehe e nero lucente, lungo mm. 18, testa nuda nel maschio, vellntata nella fommina, torace a pell grlgi, ali fuliglnose.
b)nbsp; 11 tafwno bovino, die colpisce a preferenza i bovini; ha color bruno, una lunghezza di mm. 27: palpi, faccia e fronte giallastro, zampe giallastre ad estremitä norastre, ali a margine esterno giallastre.
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4 laquo; \
FlO. 178. L'ippobosca cquinanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; FlO. MV. 11 lal'ano bovino.
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c)nbsp; II iafano el'auiuhno ö grigio nerastro, lungo 20 ram,, ad antenne nere, torace vellutato grigio, con quattro rlghe bruno, ha tie linee di macchie blanche sull'addome, zampe blanche, giallastre col piede nerastro, ali a margine esterno bruno.
d)nbsp; II iafano susurranie: e lungo mm. 15, ha la faccia e fronte blan-ca8tre,palpi nerastri, occhi lineari arcati e porporini, torace con cinque linee biancaslre, addome con tre linee di macchie giallastre, all quasi ialine.
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,'i4Hnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; OHOsTACKI PENTASTOMI
e] 11 iafano rustico; t* lungo l;quot;) inm. circa, di oolorgrlglonöra8tro,pell spess] oglallastri; palpi, facoia e frontegiallastri; antennedi color ruggtne.
/') II piccolo iafano pluviale o Iiaetnatopota pluvialis Mslg; Ö fre-quontisslmo specialmente nelle vallato alpine; si distingue al suo oolore grlglastro, corpo stretto, un po' applanato, Esso Invade senza ronzlo gli animal! e r uomo, ne succhia il sangue o deposlta nella ferlta un pnrticolare veleno ehe tumcia la pario e produce, notevole plzzicore.
g] 11 piccolo tafano, ehe accieca [Cfirysops caecutiens, Meig) ö comune In tempi temporaleschi della stale in talune regionl calde. E lungo ram. 9, color noro, occhio d'un verde dorato con raacohle o Unee porporine. 11 maschlo ha faccia glalla, con duo macchle nero-lucenti, la femmlna ha tre macchle contigue, Si credeva ehe fosse solo dell'Africa; venne invece trovato pure in Europa. II Mosquitos bovis degli Spa-gnuoli, ehe in talune locality della Spagna accieca i buoi, non ö chi! la specie in discorso.
Si prevengono gli effetti molesti e dannosi di tutti questi ditteri, e particoiarmente dell' ippobosca equina, facendo use di lavature con do-cotto di foglie di noci nell'aceto, coda benzina, colla decozlone od estratto di tabacco, colle lavatura di liscivia, di acqua salata o di senapa.
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85. Crostacei Pentastomi.
Anche fra i crostacei vi sono specie parassile. Tra questi vi hanno le linguaiule (Lingualula, Ouvier) o pentastomi [Pentastomi, Rud.), die sono dei parassiti a corpo vermiforme piu o mono allungato, de-presso o cilindrico, pieghettato trasversalmente, come forraato di anelli, crenato agli orli, con bocca quasi orbicolare, inferiore, accorapagnata da due paia di uncini semplici o doppi, molto incurvati, ehe si ritrag-gono in cavila distinte, a pene semplice papilliforme in prossimitä, della testa.
Dei pentastomi si conoscono ed hanno intoresse patologlco: a] II Pentastoma tenioicle [Linguatula iacniovtes, Ijimk; Pcn/n-
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r
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stoma taenioides, Rud.). K un parassita stale ritenuto dal Ohabert pei una tenia [taenia tanceo/(ün) ehe ha corpo lanceolate, molto assottlgliato posteriormente, bocca situata fra gli uncini disposti a semicerchio. 11 maschlo 6 lungo 18 mm., largo 2,25; la femmina e lunga mm. 50 a 100, larga mm. 4 in avanti, e mm. I posteriormente, di color grigio bian-castro, rossastra quando e plena di ova. Queste sono tondeggianti od ovoldali, rossastre, lunghe ram. 0,080; producono un embrione lungo mm. 0,130, grosso mm. 0,060, a corpo depresso spatuliforme, corto, con un'estremitä anterlore grossa provveduta di art! rudlmentali uncinatl e di un'estremitä caudale ristretta, dentellata.
Quest'embrlone, state bene studlato dal Leuckart, si trasforma In una larva a corpo bianco, lunga mm. 4 a 6, larga mm. 1 a 2, assotligliata
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0RO8TA0BI PENTA8T0M1nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 347
posteriorraento, anellata con degll ordlni trasversall dl piccolo spine 5 bocoa rotonda od elllttloa, collocata tra i due unolni anteriorl.
11 pentastoma adulto venne trovato nel senl frontali, nelle cavita nasal! o nella farlnge del cane, del cavallo, del mulo 0 del lupo. Alle stato di larva iiicislidata fu trovata sotto il perltoneo e sotto 1laquo; pleure del-l'uemo, della capra, della pecora, del bue, di antilopi, del porcellino #9632;d'India, del gatto, del porcospino e del leone (1). lo Tho trovato recen-temente ravvolto nel peritoneo presso il bacino In una scimia.
Nelle narici eseni corrispondenti, del cane e del cavallo, il pentastoma produce sintomi di catarro, scolo, sbuffl e tosse, per gli sforzi fattl dagli anlmali ehe tentano sbarazzarsi del molesto ospito ed inquieto raalessero, I cani sovratutto scuotono il capo, lo fregano contro corpi circostanti lt;! sul suolo. In taluni si uoio pure notevole propensione a moniereraquo;, onde si temette di rabble, sospetto ehe fu tolto dall'assenza di tutti gli altri sintomi propri di questa inlermitä (2).
La diagnosi sicura riesce molto difficile; quale cura vlene indicata la trapanazione del seni e le Iniezloni dl decotti dl plante amare 0 di una soluzione alcoolica di creosote.
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;rr. Croosoto............gr. 2
Alcool Ol'd.............raquo; lt;i()
Acqua..............raquo; 50
i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Croosoto............gr. 2
Alcool debolo...........raquo; lOti
(Ercolani).
hj Pentastoma denticolaio {Pentast. deniiculatum, Rud.). Venne os-servato con qualche frequenza nel legato e nelle ghiandole linfatlche mesaraiche della capra. Hermann lo trovo incistidato nel polmone del bue.
Si distingue pel sue colore bianco a corpo acuminato da im'estreniila, lungo 4-6 millim. depresso dal lato ventrale, un p gt;' convesso dal lato dorsale, solcato trasversalmente e come dentellato ai bordi a bocca ollit-tica situata fra le due fiossette jiiii anteriorl ehe hanno un solo uncino; lo altre quattro piii inferior! sono munite ognuna di ;i uncini chitinosl.
Nel polmone possono dar iuogo a tossi croniche, nelle ghiandole mesaraiche simulare una tabe.
!: inutile parlare di cura dal momento ehe non si possono diagno-sticare.
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(1) Mioonin, Op. fit.
(2.) EaooLANi, Op. cit., pag. 110-111
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'#9632;'^nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;liKl.l.l: INI''I.\.M.MA/.I()NI 11 PhOaOSJ IM liKNKKAU':
OAPITOLO VII.
MALATTIR ACCIDRNTALI.
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86. Dollo infiammazioni, o flogosi in goneralc,
I progrossi tlolln patologia hanno ili molto modiflcftto il concetto oho si aveva ili quasi tutli i morbi, o particolarmente do] raultiformo cho si chiarna inßammazione o flogosi. Con questi sinonirai noa si possono piu indlcare osattamente i process! morbosi vari, ehe caratterizzano la inflaramazione ed era i patologi anzlchö deflnirla preferiscono studiarla nelle diverse sue manifestazioni. Poichö, ad eserapio, noi vediamo ehe la inflammaziono delle pleure puö essere caratterizzata unicamente da iperemia o congestione con loggero lavoro formative, oppuro da raccolta liquida nel cavo toraclco, da essudato übrinoso sotto forma di false membrane od ancora da pus, da essudato emorragico o da forme varie di nodi lt;gt; nodulini la cui natura puö variare moltissimo, Non ö quindi possibile defluiro la infiammazione o flogosi, a meno ehe non si voglia considerare in mode sommario e complessivamente ritenerla equivalento ad uu processo di lesa nutrizione eome ha fatto lo Schiff.
NeU'inflammazlone ora predtrniina la congestione, ora la essudazione, ora la neoformazione o la regressione degli element!, ecc.; per cui le infiammazioni vennero distinte in congestive, essudative, produttive, degenerative, ulcerative e cancrenose.
Si dicono congestive, quölle nelle quail il carattere predominante 6 IMperemia o congestione (afflusso grande di sangue alia parte).
Nelle essudative, per diffusione e flltrazione attraverso alle p.iroti doi capillari e dei piccoli vasi, si ha la Pormazione di un essudato libero, Interstiziale o parenchimale, a seconda dei punti in cui si svolgono le flogosi. L'essudato varia poi moltissimo nella sua costituziohe chimica ed anatomica, ed a seconda della natura dell'essudato le inflammazloni sono essudative, sierose, flbrinose, crupali, difteriche, catarrali, ecc
Nolle infiammazioni produttive si ha lo sviluppo e I'accumulo di miovi element!, ehe possono godere di una vita breve, come il pus, oppure acquistano caratteri di permanenza, come sono le neoformazioni con-nettive.
Nolle infiammazioni degenerative, gli element! de! tessuti od organ! tnflaramati degenorano e si distruggono, come si veriflca uella maggior parte degli organ! parenchimatos!; esempio nel fegato, nei reni, ecc.
Nolle infiammazioni n/crrnlire o cancrenose, si ha come niomonlo predominante la morte degli element!, al cui disgregamento consegue
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IIKU,K INm M.MAZinNI 0 PhOOOSl IN QISNERALKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;340
ruicora, s(! si tratta dl parti suporficiali, la oangrena so di organ! pa-renoblmatosi,
Troppo a lungo ol oondurrobbe I'esame partioolaregglato dl queste diverse formo ill Inflaramazlone; basterä rlcordare ancora ta distlnzione, die dl assa si fa, In aoute e oroniolw a seconda ehe il prooesso, cho le caratterlzza, percorre rapidamente oppure lentamenfce i suol stadi, qua-lunque no sla I'osito,
LMnflammazione vlene rapproseatata da slntomi propri, e dl essa, sono generalrnonte consideratl sicoome cardinall il rossore, il tumore, il ca-lore oil il dolors, I'altorazione funzlonale della parfce, la febbre e I'ipe-rinosl.
11 rossore porn nou costitulsce un carattere esolusivo dell'lnflamma-zlono, potendosi avere rossore di una parte senza olio In essa esista inflammazlone; al contrario, si danuo laflammazionl senza rossore, come o appunto il caso della keratite (inflammazlone della cornea lucida).
La turaefazione costituisoe tino (l(ü caratterl piu importantl dell'inflam-mazlone; maauch'essa non ö indlspensablle, come ezlandio puö raancare il dolore e 1'aumento di temperatura della parte Inflammata.
L'inflammazione ill una parte ö quasi sempre accompagnata da alte-razione funzlonale della parte stessa. Uno del sintomi pin frequent! del-l'inflammazione, ö la febbre caratterlzzata da aumentata temperatura o da acceleramento del polsi; ma neppure quosto forma un slntomo co-stanto di tutte le (logosi, come altresi puö non esistervi I'iperinosi (aumentata quantitä ill flbrina nel sangue) senza ehe per ciö cessi di esservi flogosl limitate, Quando porn si appalesa con sintomi rilevanti, l'lntensitä della febbre trovasi in rapporto diretto col grado dell'inflammazlone.
Emerge quindi chiaramente, come l'inflammazione non sia rappresen-tata da un unico processo, ma bensl da un complesso dl process! mor-bosi cho variano a seconda dell'agente Irritante, della specie, del sesso o dell'etä, degll animal!, e a seconda della parte od organo leso. La Inflammazlone pun quindi terminare in modo svariatlssimo e a comin-ciaro dal caso piu favorevole. In cul s! ha la risoluzione, andando lino alia oangrena, le piü diverse succession! morbose fornirono argomento s[)ecialo dl studio agl! anatomo-patologi.
So cosl diverse sono le inlianmiazioni, svariatissimi dohbono essere i motodi curativ! cho all'uopo sogliono raccomandarsi. In tutt! i casl, il solerte raedlco-veterinario sa porre In pratica qiiei raezzl cho la sclenza suggerlsce piii efflcacl per combattere le varie formo di flogosl.
Per la cura delle Imflammazlonl in generale v'ha una categoria di rlmedl, cho si acqulstarono il titolo di antiflogistiol (contro la (logosi), L'appllcazlone di essi pun variaro all'inflnito; non sard perö Inutile ri-cordare, come la cura antlilogistica possa venire suddivlsa In generale o locale,
La generale si fa ponendo gll anlmall raalati nolla piii pei'fetta tranquillity, in amblente ad aria puraefresca, mantenendo la piü rlgorosa pullzla del ricoverl o non dimenticando tutte quelle norme, ehe sono
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r!50nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;DSIiLB INl'IAMMAZKINI 0 PIiOGOS] IN OUKKKALE
raccomandate dall'jglone iloi brutl dornestlcl. Gosl, tornano proQttevo-lissime Uj bevande od i bevoroni freschl, nol quail slano sololtl suli di-luentl, La razlone vuol essere scemata pii'i o meno notevolmsntoasooonda (|(!l grado della febbre cho acoompagna la infiammaziono.
Gome mezzo depletivo giova pure it salasso; ma (|Uösto vuol essere parcamonto applloato (I). So mi animalo bon nutrito puo, in coi'ti casi, tollorare un corto numero dl sottrazionl sanguigne, non blsogna porö esagerarne i vantaggl, Imperocchö quosta pretesa panacea smodatamonto applicata da] seguaol tlello teoriche di Broussals, vGnne troppo froquenraquo; teraente sperlmentala nociva anziohö utlle. 11 pregiudlzlo cho ii mngne si gvuxsii jii!' spesso del solito ö penetrate negli agricoltorl, e parlico-larmente nei contadlni ö invalso I'uso di salassare s'i aniraali sani al-niono una o duo volte aH'anno, salvo a praticare un numero raagglore di sottrazionl sanguigne nei casi di qualsivoglla malattial
A du ebbe I'opportunitä di conoscere da vlclno i metodi d'allevamento o di governo degli anlmali, generalmente invalsi nella piuralita del contadlni, non sarä sfuggito come nella primavera d'ogni anno si reputlno necessari i salassi p(M' ogni specie di animali domestici, masslmaraente quando questi si trovano nelle |iiii florlde condlzionl di salute. Perche cio? Forse cho it sangue costitulsca un liquido di facillssiraa sostitu-zione? II liquor sanffuinis o un composto di molt! principii Ria assi-mitati, e In parte organizzati ed organizzablli. It sangue contiene sclolti i material! di nutrizione di tutti i tessuti, epperciö anzichö spregiarlo conviene custodirlo colla piü scrupolosa religlone. Le assurde pratlohe del salasso sono, pur troppo, mantenuto attive o perpetuate da quolla plagasociale costitulta dalla numerosa falange dl emplrici, ehe con grave danno deH'agricoitura si trovano sparst nette campagne ad esercitare 1'arte dlfflcilisalma della veterinaria. Oostoro essendo in pieno possesslaquo; della inanualita opoi'atoria ehe richiedo la pratica del salasso, non sanno ordinariamente far altro ehe sottrar sangue dagli animali. Per tat modo, spesso accade ehe domestico bestlame affetto da semplice indigestione soccomba vlttima dell'emplrlco, come altrettanto frequentemente bovini o cavalti coltl nei porlodo di incubazione dalle febbrl tilbidee, sono ita|j;li stessi mostioranti procipltati in una prostrazione tale di forze da rendero piü tardi infruttuoso ogni tontativo igienico o terapeutico.
Insistiarao su questa nocevolissima pratica, perchö essa si e fatta strada nei contadlni e particolarmente nei margari, i quali edoltl dalla loro ignoranza, sapendo salassare, si credono al disopra di ogni cultoro
I
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; della scienza, malgrado it danno ehe spesso no risente it bilancio loro
e dotte stalte di quelli, die hicaulamento t'anno ad essi ricorso per la cura del bestlame.
Con cio, noi non vogliamo assotutamente proscrivore il salasso, ehe in corli casi e utilo, efflcacissimo per risolvere congestioni, ehe altri-
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(I) V. i liivori dl BlZZOZBRO v. San QUIRICO Sur/li olfetti del salasso {Archivio
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licr le scienze inediche. Torino 1883-85)
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OKI DKI.I.K [NPIAMMAZIONI 0 l'-I.OGOSl IX QBNBRALEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 801
mnnti potrebbero dJvontare raortali. Vorremmo soltanto cho si applioasse ii tempo opportune e imlla pjü.
La quantity di sangue ehe puö venire estratta In una sol volta da un aniniale deve varlare a seconda della specie e dell'etä, Nel cavallo adulto si possono estmrre chil. '2 li2 a ;i, nel bue ;i a 4 chil., nella pecora e capra da 50 a 100 grarnml, nel raaiale 100 a 300 grarami ili sangue.
Quando non v'ha assoluto bisogno dl sottrazioni sanguigne e meglio ricorrere al solfato dl soda, al solfato di magnesia, al nitro, al sah; arnmoniaco, al creraor-tartaro. Essi hanno azione sedatlva, rinfrescanto e limitano il ricambio della materla; massime il sale di Glaubero e efllcaco ililucnlo del sangue, ehe per ciu si rende plii (iuido, scorre piü facil-mente nel vasi, produce abbondanti evacuazioni e favorisce la risoluzlone delle Inflammazioni. II tartaro stibiato, il solfuro d'antimonio ed il kermes minerale hanno poi azione elettiva sui polmoni, e massime il primo c indicalissimo nelle pleurili (inliaiiiina/.ioui dello pleure), nello pneumonltl (inflammazioni del polmoni) ed in altre inflammazioni acute.
La cura locale (quando e praticabile), ehe i proprietari possono da se esercitare sulle parti inflammate, consiste nella sottrazione dl calorico inorce l'applicazione lt;li sostanze fredde, come sono 1'acqua vegeto-mi-gt; nerale, 1'acqua fredda, il ghlaccio, i miscugli di ghiaccio pesto con sale nolle scope di ottenere una maggiore diiniimzione della temperatlira ; una soluzlone allungata di tlntura d'arnica, ecc; quest! mezzi riescono di incontestabile azione antiflogistica tutte le volle ehe agiscono dirot-tamente sulla parto inflamraata.
Senza dllungarci maggiormente su questo argomento, crediarao ancora opportune segnalare il mode con cui si debbono governare gll animal! nel periodo di convalescenza, dope sofferta piü o mono grave inflamma-zione di qualche viscere importante dell'organismo.
Le gravi ed estese flogos! essende accompagnate da febbre continua o remittente a vario grade di intensitä, si coraprende quäle e quanto dohba essere il consume ehe si fa del material! deH'organismo, E perciö naturale ehe nella convalescenza si abbia inflacchlmento e debolezza generale. In questo frattempo il proprletarlo deve prevenire le ricadute e I'insorgenza di altre piü serie malattie. Bisognerö quindl sottoporre gli animal! a buon regime aliraentaro! si incomincierä eon una piccola ruzione ehe si va progressivaraente aumentando flno alia ordinaria quantity di alimento.
Nello scope di evitare le indlgestioni e buona regola di somministrare ai convalescent! tratto tratto delle decozion! di genziana, sale pastorizio od altri tonici cd eccitanli, non dimenticando sevratutte un giudizioso governo della raano in una stalla hen ventllata, provveduta di poste con soilice e pulita lettlera,
L'acqua vegeto-minarale si prepara colla formola sugiioiito ;
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Estratto di saturno.........w- 20
Acqua dlstillata ..........litrl I
Si rende pin attlva aggiungondovi ghlaccio,
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^croruroöalöloöklmto' '. 'T 3 j PWduoo da 0 a 88laquo; dl freddo.
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Cloruro sodlco In polvoro raquo; '! '
(Xnova FnnnnCDpca lU;l.(/a).
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87. Febbre.
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Sold) ii uomo di febbre s'lntende I'aumento della tomperaturadel corpo, con accresciuto numoro lt;lei polsi 0 pulsazioni, La sua oonosoenza ri-mouta al tempi piii aniichi e da [ppocrate n noi ha continuamente oc-oupato I'attenzlone degli studios! di cose tnedioho.
I Qreci la denominano TtupsTlaquo;laquo;, donde il norao di malattiö plretlche die si da anohe alle febbri. 1 Latlni la denomlnarono febris, da I'crmo, divamjiurc, nomi tratti dall'osservazione ehe nel processo febbrlle csiste sempre un auraento nella tomperatura del corpo. Calor praeter na-hiram.
fill antichi, per splegare la febbre, aramettevano giä, la penotrazlone nol corpo di sostanze straniere insolublli negli umori, contro lo quali I'organismo reaglva per elitninarle. In tale roazione süccedeva aumento di tomperatura por produrre la cozione [i-ocAin) delle sostanze eterogenee e la loro trasformaziono in sostanze solubili, le quali venivano eliminate per mezzo delle secrezioiii, donde i sudori profusl e le urine sedimentose. (Hi antichi, qulndi, davano tutta rimportanza alia elovata loiuperatura del corpo, opinione e concetto cho venne pin tardl dimostrato vero da Boheraave e da Do Haeu. Quest'ultimo fu il prlmo nel passato secolo ad applloare il termometro nolle malattie ed a determinare 1'elevazione di temporatura nella febbre. Tale sintomo ebbe ancora maggiore conferraa scientifloa nolle osservazioni lunghe e pazionti di Barensprung, di Traube, di Zimmermann e Wunderlich, i quali posoro in sodo cho I'aumento di temporatura e i'unlco sintomo costante in tutti gli stadli ed in lutlo le forme di febbre.
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Temiiaratura del corpo cdlo stalo nemo ed in riposo.
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Cavallo Puledro . Vacca Buo .
Vitello-VitGlla . Pecora 0 Capru Agnelli (! Gaprottl Cano glovano . Cane adulto Maiali
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I'oreollini.......ino. rgt;
Gatto........89raquo;. l
Polli ü Capponi.....i^0.
Oche........Idraquo;. 8
Oonlgllo.......38deg;. 9
Dopo il pusto la temporatura aumenta di O^S-Olaquo;^ 0.
I iiiiisehi hanno ternparatura tnlnore ilollu luimuiiii; lino a quot;quot;,5 C.| i giovani animali una loiupcratura piu alevata ili quolla del veoohi.
Inbsp; forzati tnovimenti del oorpo possono aumentare la toraperatura dl [-2' o qualciio frazione ill grado (1),
Goi'lach confermö l'lmportanza diagnostlca dell'aumento di temporatura negli anlmaU e giunse cos) a stabillre, ehe, per es., la peste bovina ö proannunziata da un'elevazione di temperatura, analogamente a quanto succede nella polmopera, nel oarbonohio, nel tifo, ecc.
Vi fu perö un tempo in cul si dlraentlcö ii fatto dell'elevata temporatura e si diede tutta l'lmportanza alia frequenza doi battiti dol polso. Dg Haeu lo tenno in conto di sintomo patognomonico. Ma ii polso pre-senta modificazioni molto svarlate, dlpendentl da cause different!; cos! a seoonda della forza Impellente del cuore e della frequenza delle sue contrazloni il polso puö essere forte, debole, debolissimo, flliforrae, fro-quente o i'aro, aritmico, Intermittente, ineguale. A seconda della quan-tila di sangue, ehe puo essere oontenuta nell'albero clrcolatorio, il polso puö essere pieno e vuoto; a seoonda dollo state delle pareti vasali puö essere duro, molle, celere, lento, dlcroto, scoccante, E quindi molto difficile stabillre un polso costante nella febbre; per di piii il medesimo puö andare soggetto ad intermittenze ed a frequenza maggiore in seguito ad impressioni od a cause diverse, le quali non hanno nulia a ehe fare colla febbre.
Media delle pulsaz ioni in un minulo nolle diverse specie di animali domeslici (Girard e Rlgot, Dolafond e Meinot).
Adnltonbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (liovimenbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Vccchio
Cavallo.......danbsp; nbsp; 36- 40nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 60- 72nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 32-38
Asino........raquo;nbsp; nbsp; nbsp;46- 50nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 65- 75nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 55-60
Buo........raquo;nbsp; nbsp; nbsp;45- 50nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; ,nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 60- 70nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 40-45
Montone o pocora . . . ^gt;nbsp; nbsp; nbsp;70- SOnbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 85- 95nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 55-66
PorOO........raquo;nbsp; nbsp; nbsp;70- 80nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp;100-110nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 55-00
Cane........raquo;nbsp; nbsp; nbsp;90-100nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp;110-120nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; 60-70
Gatto........laquo;nbsp; nbsp;120-140nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp;130-140nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .nbsp; nbsp; .
IInbsp; polso puo ofl'riro notevoll variazioni nella sua forza, frequenza o regolarith a seconda della specie degli animali domestiol, Pofii, il sesso, la razza, il tem-peramento, la costituzionn, la forza, la statnra, la gravidonza, ladigestlone, il riposo, il lavoro, lapaura, la collera, la gioia, la ternparatura dominante o am-biente, ecc.
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(1) Uqomno Mosso, Influenza del sislema nervoso sulla Icmperalura animate (Arch, per le scienzo mediche, Vol. X, n. 1).
23 Pirronoito, Mafattts ätrli antmali doineitict.
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351nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; KEHHRK
Dohbiamo quindi ritoucre, ehe, sebbena nollii fobbre vi .sia in ^enoralo aooeleramp;zlone del polso, tuttavia il sintomo o carattere patognomonico ö I'aumonto della temparatura, cho, socondo gli osperlmenti aumerosidi Liebermelster, ili Barensprung, lt;li Leyden, si dove ad una occesslva produzione di calore per I'aumentato scambio dl matorialj noi tessuti in genorale, Ora, quali slano le cause dl acoelorata circolazlöna, dl au-mentata attivM nogli element! anatornloi, e quindi di esagerato scambio di matoriall noi tessuti non riesco sempre feicile lo Indagarle, Per le malattie intettive, nella plurality dal casi (coi raetodl raodernl), si puö facilmento dimostrare la pvesenza doi mlcroparassitl uol sanguS; come abbiarao fatto per ciascuna di lt;|uo]io ben note nclia proprla natura, Kssi moltiplicandosi producono una specie di fermontazioue (1) od intaccando in qualche modi) le cellule sanguigne, o del tessuti, no aumonlann I'at-tivitä nutriiiva, fuuzionale, formativa, donde la maggior elevazione della tomperatura del corpo e la manifestazlone dolla febbro,
Inbsp; microparassiti, o fermonti del sangue, corrispondono alle sostanze flogogene e pirogene di Billroth, le quali, nella plurality del casi, appar-tengono al grande scorapartimento doi fermeuLi vivi o bactori,
Questo sostanzo (logogeue, pirogeue, o bacteriacee, penetrate uel sangue fanno sentiro la loro azione sul sistenaa nervoso o specialraente sul midollo spinale e sul midollo allungato, come lo hanno dimostrato lo esperienze dirette doi Tscheschichin,
Che veramente la t'ebbre sia dovuta alia penetrazione noi sangue di sostanzo estranee, o pirogeue, c dimostrato dal fatto sperimentale | o Billroth in seguito airiniezione nolle vene degli animali di leucina, sol-furo d'ammonio, d'idrogeno solforato, vide prodursi sempre aymonto di temperatura e soventi aache un aumento della frequenza del polso.
So una ferita un po' grave si cura col metodo antisottico, guarisce sonza suppurazione e senza febbre. So invoce si cura coi metodi antichi vi si sviluppano essudati o pus, nei quali si moltiplicano germi talvolta Innocenti, altre volte patogeni, cho penetrati noi sangue producono la febbre [febbre irawmalica o di reazione),
IInbsp; cholera del poll!, il carbonchlo, la poste doi ruminanti, ccc, come si ö visto, noi li produclarao avolonla coll'innesto del virus nolle specie; animali suscettive di prendere queste diverse malattie accompagnate por lo piii da febbre violenta,
Billroth, in animali affetti da un processo inflammatorio localizzato ad un'estremitä con febbre leggera, inlettö nel sangue umori raccolti mdla pai'te inliammata o per t-al modo vide esagerarsi la febbro e svl-lupparsl quando mancava. Quest! esperimenti diraostrano come le sostänze pirogene nolle [ebbri slntomatiche da infiammazione si producano nel focolaio inflammatorio. Quando tali sostanzo non vengono assorbite, non si ha la febbre.
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(1) li carOonchio, mezzi prevenlivi c curatioi, Torino 1885, pog. 244.
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t'BBBREnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;8B8
Con altra serie ili osperlenze Billroth provö ehe oerte sostanze Introraquo; dolto nol sangue non produoono punto aumento ili temperatura, e Cra qiio.stlaquo;^ vi ha I'aoldo butlrrloo, ii oaprollco laquo;d ii oarbonato di ammonlaoa. Weber oonfermö quest! rlsultatl,
Wobcr Inlettando sostanze Innooue, oome 1'acqua e la glioerlna, non ottenne lo svlluppo dl fenonlmi febbrlll, Osservö pun' cho so la trasfu-siono del sangue si fa accurata succede nö aumento ili temperatura, no frequenza lt;lol polso. cho perö Inlettando del pus fresco e [ins flltrato, non altemto da putrefazione, si produce ugualrnente aumento ili temperatura, o talvolta aumentata frequenza del polsl, Ma noi sappiamo ora, come nol pus vi siano specie diverse dl raiorococchi detti piogeni, gli stafllococchi bianco, aureo e citrine, generatori del pus.
Una volta si parlava molto della febbre essenzlale. Nol sense antico ()iios(;i fobbre non puö esistoro, a mono cho nun si voglla ritenere come I'espressione della fetica esagerata, ili forti emozloni, eoc. La febbre 6 sempre una conseguenza di processi morbosi iocallzzati in qualcho parte del corpo, oppure di materiali flogogeni o pirogeni (mlcroparassiti) di diversa natura penetrati nol sangue.
Lo febbri si distinguono a seconda delle cause in aj Febbri nuloinnliclii', quando sono respresslone ili un processo floglstico per es., un po' esteso o laquo;li un organo molto importanto por la vita;
hj Febbri da infezione (contaglose e non contagiose, reumatiche, traumatlche, occ);
Lo febbri vonnoro iliviso da (aliini in tre gruppi: 1deg; Febbre semplice od irriiativa, In cui I'alterazioue funzionale del sistema nervoso ö moderatamente alterata.
2quot; Febbre astenica od adinamica, da causa infettante o da Insuf-floiente nutrizione (Febbre tifosa, septicemia, febbre carbuncolare, occ.). 3deg; Sinocao febbre iperstenica, quando vi ha grando alterazione del centri nervosi in organismi molto forti.
A seconda del tipo le febbri si dlcono continue, so si presontano dn-rante tutta la malattla con leggere differenze di temperatura di mezzo grade circa; remiiienii, quando le differenze di temperatura superano un grade; inlermiltenii, se fra s'i accessi di elevata temperatura vi hanno stadii, in cui la temperatura disoende e si mantiene normale.
Le febbri intermitienti possono essoro ancora quotidiam, quando compalono oj^ni giorno, ierzane, ofjni due giorni, quartane, ogni tre glorni inclusivarnonto.
Le febbri a seconda deirandamento si distinguono in acute e croniche, Le prime possono ancora essere acutissime, le ultimo si confondono qualche volta colla cosi dotta febbre tnbei'colaro, o megllo febbre etica, caratterizzata dalla consnnzione, dal marasmo, per cui questa fobbre o ancora detta marasmatica.
Le febbri torminano o con la guarlgione completa od incompleta. rgt;a guarigione completa, o rlsolUZlone della febbre, puo avvenire in modo
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366nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; STOMATITK
rapldo, subitaneo, ed in questo caso si dice ehe termina per oisi; oplaquo; pure si rlsolve lontaineute, dlmlnulsoe gradatamente i suoj sintomi fino alia totale loro soomparsa, ed allora si dice ehe termina per tisi. Quando awengono successlonl morbose e si locallzza la naalattla In qualohe or-gano 0 vlsoere, si dice ehe e avveuuta pseudoorisi, oil antichi spiopa-wamp;iio \s.pseudo-orisit lt;gt; meglio le succossioni morbose, atnmetteado cho le sostanze estranee, causa della febbre, invece di venire espulse dal-1'organlsmo, si depositavano nel viscera ehe cadeva malato.
A seconda delle cause della febbre blsogna appropriarvi adatta cura. Blsogna in ogni case combatterne la causa, e quando questa 11011 e uota si curano i sintomi. Si cerca cioe, di moderare la teniporatura e di so-stenere le forze dell'animale.
Sono moderatori della tonipcuatura I'antipirina, I'acido lenico diluito nell'acqua, amministrato per la bocoa o per enterocllsmo, le bevande Iroddo, le limonate cloridrica e solforica, le diluzionl di sublimato corrosive 1 p. 1000, 1 p. 2000, ecc, i sali diluenti in generalo.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido olorldrico.........#9632; gr. 10
Diluisoi in 5 lltri d'acqua. Da omministrarsi oome bevanda o per enteroolismo. ?.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Acido solforlco...........gr. 5
Dilnitici in quattro litrl d'acqua. Da amrainistrarsl oomo enterocllsmo.
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88. Stomatite.
Stomatite e rinfiamniazione della bocoa. Essa puo essere generale o parziale, limitata cloö alle labbra, alle gengive, al palato, alia lingua, ecc.
Alle labbra si possono prosentaro lerite ed ulcerazioni ; alle gengive si osserva talvolta una colorazione rosso-violacea con emorragie capil-lari nello scorbuto del cane; al palato si presenta talvolta frequente la tumefaziouo della mucosa (palatlte), alia lingua sono conumisshno forme indammatorie (glosslti) diverse e le ulceri da piante foraggiere, Queste ulceri si notano nei bovlni, ehe pascolano i panici {pamcuTncrux (jalli), le cui aristo si piantano nelle papille, neH'opitolio verso la base della lingua, e producono una llogosi locale ulcerativa. Nei vitelli vonne os-servata la difterite boccale caratterizzata da fialse membrane giallognolo ehe distaccate lasciano vedere la mucosa sanguinante. Qualche volta la lingua del bovlni dlventa dura, flbrosa (lingua lignea), molto grossa per infiammazione inlei'stizialo lenta e neoformazione connettivale o d'altra natura. Nei divorsi punti della mucosa boccalo si osservano talvolta delle ferito prodotte dai denti o da piante I'oraggere, da punte, occ; si notano inoltre del tuinorelti o papillomi per lo piii plccoli, sparsi 0 raggruppati.
Nelle bocca si svilnppano qualche volta anche le i-anule di Vegozio, o idrOfflOSSO dovuto ordinariamonto ad obliterazione dei condotti warto-
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AN01NAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;357
liiani per la penetraziono in essi di arlste, Ri'ani d'avona, ecc. In quesio caso, aperta la bocoasl vedonodue tumorettl tondeggiantl, assal dolorosl sotto la llngun, lt;quot;iiisa dl abbondantlssirao bave, snte grande, difflooltä tli mangiai'eedi deglutire, Oolla spaccatura del condottl si guarlsoe 1'anltnale. In generale, le stomatitl, glossltl, ecc. si guariscono raolto semplloe-inonlo con acqua e aceto, sah; ed aceto, osslmiele semplico, soluzlonl di clorato di potassa (!-') p. 0(0) o di solfato d'allumina (3-3 p. 0(0). Con-temporaneamente si damp;nno foraggl tenerl, bevande farinose, pappe, ecc. Nei casl di lingua dura e grossa, sono raccomandate le scarilicazioni o le successive medicazioni local! antisettiche preparate coU'acido fenlco (1-2 p. ()|()) (1). Le neoformazioni si esportano e si cauterlzza la parte sanguinante col farro rovente, oppure col nitrato d'argento.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Acot.o buono di vino........gr. 350
Cloruro di sodio.........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(gt;()
Acqna di fonte..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;89O0
Per iniezioni nella bocca.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'v. Acido cloridrlco..........nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;8
Miclü.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 180
Farina di segalo.........nbsp; nbsp; nbsp;)Nnbsp; nbsp; nbsp; nbsp;120
Acqua.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;1400
Per iniezioni come il IS. Inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Fohsteio.
:i. i'r. Tlntura di ralrra.........nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp; !.'gt;
Miela.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;00
Si medicano piü voile ;il giorno le ulceri,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; iHauhnkki.
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89. Angina.
Angina si dice Pinfiauimazione degli organ! corrispondenti alia reglone della gola; quindi I'angina puö ossere interna ed esterna. L'interna puö liniilarsi alle (onsille, alia mucosa della laringe, della faringe ed esten-dersi alia porzione anteriore dell'esofago. L'angina esterna corrisponde airinfiaininazione delle parotidi, del muscoli e connettlvo corrispondenti alia gola.
Sintomo caratteristico e la sensihilita alia gola. Gli animal! t.occati in questa regione rlsentono doloro, ed hanno febbre quando la malattla e acuta ed e pluttosto grave o gravlsslraa.
L'angina pub essere acuta e cronica, calarrale somplice, flemraonosa, empale o dlfterica, rararaente eraorragica; talvolta neoformatlva.
Nell'angina laringea 1'animale elimina le bevande per le narici, per cui si ha complicazlone ordlnaria di inflammazlone della mucosa nasale e scolo. Questo pern non e vischioso, ne purnlento come il inoccioso.
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(1) Hkiuno, Corso di operas/on/ di ohirurgia veteHnaria, Versione ita-liana del prof. Hassi. Torino 18()8.
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388nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;FM SSKiNK I'KIUOIUCA, oKTAI.MIA INTKRMITTBNTK, BOO.
La iiiucds.'i si presonta iperomioa, turaefatta, inflltrata di essudato sie-roso, siero-flbrlnogeuo e flbrinoso dolento nolle forme aoute ; oon Ispes-siiiieutu del sotto-mucoso e color grigio ardosiaco nolle ferine oroniche,
La cura si pratica colle inalazioiii (Ml applicazioni fredde od einolllenti f'S^^Vkilfenbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;nelle forme acute; eccitantl e vesci-
f'; - '-'ilK*^nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; catoril nelle forme oroniche.
^'bE I. I'r. Delia Salvia . . . ,nbsp; nbsp;^v. 45
BmB Acqun (per f. Inf.) .nbsp; nbsp; raquo; 480 Soiogl i
quot; W^ Wi Borace.....nbsp; nbsp; nbsp;raquo; .'io
i/^B^Vinbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Mi1'1'-......raquo; Ilaquo;0
f^H^^fflWilUnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Acet.n......gt; ISO
feSi^BK^i^i'nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;per fare iniezinni nrlla, cavitii beecalü tro ^5^f||^raquo;rakislii \nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; \ilt;\\r :il yionionbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; fliaiTWiol.
fejMt^^^^raquo;a^/\nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;';*. I'l'. Spii'iie raiilbr. . . .ur. 121) rVwI^KK^ft Inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; AinnKiniaca Ihp . . ^ 30
Bl^^HK|^inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Ol. di teivb. ... ., ir,-;io
Per friziononbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forster).
ix^iRjAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;3. Pr. Alcool......gr. 100
sSlir('.-Äll,iA;i-:lJ^^lMj| |nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; AiniiKiiiiaca liipiidanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 40
Olio di torobentinn . raquo; .'i0 s. per friziono noi bovinl f/nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (L. Brusasco).
m
IBfjelMMT/nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; vv3nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 90nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Flussiono poriodica , of
#9632;*nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ''nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;talmia intormitt.onte, flussione
AfViamp;LJtiMh,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; lunatica.
Viquot; ' .....;
Vione cosl chiamata una raalattia
degli occhi propria della specie equina.
,,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;,,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Alcuni parlano dl essa nei bovinl e
nelle pecore; ma flnora non si hanno
Fm, ISP. Palato o fnrlnge del cavollo,nbsp; nbsp; nbsp;fatti ahhasiaiiza (lilliostrati per peter
Vennctoltaln mucosa dal lato deslro,nbsp; nbsp; nbsp;(|j|.(! (.|u. ftnche qu^sti aililllilli lie va-colla mncosa e llt;i strato glilnndolare Jdnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;'
velo palatino (Dal Chauvbau),nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; dano SOggGttl. Tale oClallllia ha I'lce-
vuto il nome di flussione- lunatica o semplicementG di luna, perchö si credeva ehe corrispondesse, nei suol access!, alle compiute fasl della luna. Da talunl e stata denoininata flussioneperiodica per la specie dl periedi, clio taliino volte se^uo nella sua comparsa; ma il sue vero nome si e ili ofiatmia intenniitente, poiche non sempre tiene un andamento regolare e periodiccopy; nei suoi attacchi. Colpisce piii frequentemente il cavallo, piii di rado il mulo, o ancora raeuo frequentenjente I'asino, Costituisce una malattia molto
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FMJSSIONR PBRTODIOA, OFTALMIA tNTEHMlTTENTBj BOO.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 359
temuta, polohö Qnlsce quasi serapre per aoolecaro gll anlmall. Regno ordlnariaraente In modo sporadloo, qualcho volta perö domlna ancho enzootioatnente, raasslniamente In alcune rogloul della Francia e del-l'Italia, oomö sono le provlncie del Poitou, la nostra Lomolllna o la Lombardia.
Assale gll aniniali ad accessl lt;'igt;ii sintomi in gran parto comuni alle altre oftalmie, per oui nel diagnostlcarla debbesl sovratutto tener conto dell'andarnento,
Oolplsce i cavalli in Intto le eta. specialrnente nell'etft ili mezzo e durante Peruzlone del denti. si osserva perö (alvoila in puledri gioyaraquo; nissiini, come pare in cavalli adultl ili !lt; 0 12 anni.
1 sintomi äeWortalmia intermitiente hanno in so poco di carattori-stico o variano a seconda ehe sono o l'una o I'altra parte dell'organo vislvo colpite da inflammazione, Qualche volta, ad eserapio, le lesionl hanno sede nolle membrane plu interne e piü iraportanti dell'occhio, come la coroide e la retina; alfcre volte saranno gli umori, la lonte cri-stalllna ehe diventano sede lt;lol lavorlo morboso, come I'umor vitreo, ecc. oppure compare sotto forma dl ana iridite (inflammazloue dell'lride o dlaframma dell'occhio), di una desmetito (iiifianiniaziono dolia inemhrana dell'umor acqueo o del Descemet), oppure si localizzerÄ alia cornea luclda od alia congiuntiva,
Da cio si vede quante forme diverse puo assumere 1'accesso di flus-sione lunatica, o quanto different! ne debbano per conseguenza essere i sintomi Curleri della malattia: gll anlmali diventano tristi, tengono la tesla bassa, hanno fotofobia, cloö sensibilitä grande sotto la impres-sione della luce visa. Altre volte si presenta d'un colpo o allora si fa osservarn tumefazione delle palpebre, massimamente della superiore, la congiuntiva oculare diventa rossa, molto iniettata, con aumentata tem-peratura ilella parte. Gli aniniali cercano di sottrarsi alia viva Incc, cho loro troppo addolora , e tengono ili continue chiuse le palpebre. Dal-l'occhio malato colauo abbondanti lacrime, ehe pare acquistino propriety irrltanti; ove passano fanno cadere i peli, \i lasciano traccio profonde ed ordlnariamente un solco. L'occhio hen presto s'intorbida, la cornea lucida diventa quasi sempre leggermente appannata, aumenta la sua convossilä, ed ha luogo un'apparente idroftalmia con distensione della camera anteriore dell'occhio.
Nell'umor acqueo, attraverso alia cornea, si vedono fllamenti o liocchi blancastrl fibrinosi, ehe si precipitano nel fondo della camera anteriore; qualche volta per la grande iperemia od afflusso ili sangue al-I'iride, assieme all'essudato alhuminoso ed ai globetti liianchi oscono dai capillari anche globettlni rossl cho danno la tinla rossa ai flocchi de-scritti. A questo punto per io -pii'i si sviluppa la febbre ili reazione, il polso si fa piu frequente, si desta una sete magglore. Dope sette od otto ij-iorni ordlnariamente si calmano i sintomi, cessa la febbre, i flocchi albnminosi si precipitano In fondo della camera anteriore e per la co-niinciata niotamoriosi caseosa e granulo-grassa degli element!, ehe entrano
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KI.USSIONK I'J'UUüDIO/Vi quot;l-'l'AI.MlA INIKICMITTICNTK, ÜOQ,
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nella sua composizlone, assumono nella roagglor parte dei casi oolore di foglla tuorta. Questo deposito ha (|u;isi sennpre forma serailunare, m\ ö (i(;tL() dal suo colore di foglia morta. Poco per volta questo depo-siio si ridlscioglie, Intorbida di nuovo I'uitior acqueo c viene qulndi riassorbito. La presenza del deposito serailunare di color foglia morta viene ritenuto dalla magglor parte del trattatistl siccorae un segno della vera luna; ma non puö oonsiderarsi come assolutamente oaratteristioo di questa tnaMtla, poiohö nella inflammazione catarrale dell'iride, tanto frequente aei puledri delle mandrie, si presentauo gli stessi sintoml. Peru la caduta delle olglia e la specie di canale formato dallo soolo delle la-crime costitulscono assieme al predetto deposito, un complesso di dati ehe assicurano I'esistenza dell'oftalmia Intermittente,
(ili attacchi durano uu tempo piü o nieno lungo; talvolta si compiono in 10 a 12 giorni, altre volte in 15 o quot;20, perslno in '2 a .'{ giorni e qualche rara volta passano inosservati ai custodi degll animali.
Gli attacchi si ripetono anche piü o raeno frequentemente, e non se-guono ehe ben di rado i periodi regolari, die taluni hanno creduto di osservare come carattere costante della malattia, Qualche volta si ripetono ogni 20 o 2.quot;) giorni, nitre volte sono piü frequenti, ma non man-cano casi di intermittenze prolungate lino a 2 o ;i mesi, ad 1 anno, a 10 mesi: ed e in quest] Ultimi casi ehe lalvolta 1'occhio guarito non ne porta le traccie. Se perö gli access] si snecedono con frequenza, allora I'occhio impicciolisce, si atroflzza, la palpebra superiore presenta per conseguenza varie pieghe nel sense della sua lunghezza, con una ver-ticalmente nel mezzo.
L'oftalmia intermittente attacca d'ordinario un occhio solo, altre volte flnito I'accesso in uno, coraincia sull'altro: 1'occhio impicciolisce, si spro-fonda QGll'orbita, I'iride cangia di colore, la pupilla non puö pin dila-tarsi no restringersi, la lente cristallina sovente presenta, dopo due o tre attacchi, alcuni punti bianchi, ehe sono vero segnale della incipiente cateratta, la qnale flnisce poi per completarsi ed acciecare I'animale. Talvolta le lesioni, essendosi formate sotto la retina, la malattia tormina per arnaurosl, cioe per insensibility di quella sottile, complessa od es-senzialissima membrana. II piü delle volte termina perö nel prime modo, e secondo Amont, ehe ha fatto osservazioni in proposito, su 20 casi di flussione lunatica, IN flniscono per cateratta e due soli per amaurosi.
Si sono tentati innumerevoli medicamenti per curarla, ma non si ot-tenne mai nulla di concludente, per cui si continua a ritenerla come malattia incnrahile. Da taluno venne trattata come le febbri intermit-tonti, colla china e suoi succedanei, ma senza risultato. Si fece pure ricorso ai purganti drastic!; si e osservato perö ehe quest! in alcuni casi accelerano la scomparsa dell'attacco, ma non guariscono radlcal-mente il morbo. K peraltro innegabile ehe amministrando in sul prin-cipio dell'attacco sail diluent! e diuretic!, come solfato di soda e nitro, per alcuni giorni di segulto si ottiene molte volte la cessazlone dell'attacco o se progredisce, i sintoml sono meno allarraanti. Kiescono gene-
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FLÜSSIONE l'KKKJhlCA, OFTALMIA INTEIiMITTläNTB) BOJgt;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 8Ö1
raiments utllJ i solitl colllrl o baguuoll ffedcH (adoperuti nellfl ootnunl of't.iliiiic, Interne od esterne) con acqua vegeto-mlnerale, aoqua ghiao-olata, acqua e aceto, Infuso lt;ii florj ill sambuco con .ilcuno p:ocoie dl tintura d'oppio, e l'amministrazlone interna del dettl sail diluent! del
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Flo. t^l. O, nervu oltlco; /', aderolica; c, coroldea; ./, retina; e, cornaa; laquo;, /;, cerchio e corpo ciliare ; /', Inserzione del process] ciliari;,/, lente crlstaltina; k, capsula del cristallino ; /, corpo vttreo; 'laquo;, raquo;, camectt anlcriore o dell'unnor acqueo ; 7, membrana ßbrosa delle palpebre; /, pelle Jeilc palpebre; raquo;, conglunllva; laquo;', guaina flbrosa dell'orbita. (A. Chauveau c S. Arloino) Trat' lain ä'anatomta comparata degll anlmali domestici. Prima traduz, ital. dl FeDi Borchktti e Viru CoLUCCi; Torino iS8(raquo;.
sangue. I malati vogliono essere tenuti all'oscuro, a regime dietetico, rinfrescante. Giovano pochissirao i salassi, tornano di qualche utilitä i setonl ed i vescicanti applicati al collo, lt;gt; sulle guancie.
I tentatlvi fatti nollo scopo di trovare un riraedlo, ehe vaiesse aguarire I'oftalmia Intermittente, essende andatl falliti, molti si diedero a studiarne le cause per trovar modo di evitarla o curarla con raezzi igienicl.
Si k osservato ehe le condizioni del suolohanno ünagrande Influenza suiio svlluppo della flussione lunatica. Nolle locality umide, ad es., arlaquo;il-lose, e molto frequente la tnalattia, e si ö pure, verifleato ehe facoiulo emigrare gli animali giä stati colpiti in terrenl asciutti a base oalcare guarlscono senza ftiroi nulla, Oosi guariscono gli equlni lunatlol in Val d'Aosta (Faletii).
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Hi'rinbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; FU'SSIUNK PßKIODIOiV) OPTAliMIA INTERMtTTKNTB, KCC.
II clim.'i vi ha pure una grande Influenza: Boulay e Reynal oretlonp ohe la causa tnagglore stia nell'uralditö dell'atmosfera, Ancho la dlspolaquo; sizlone del ricoveri, la loro costruzlone in looalitä fangose, pantanose, aglscono potentemente sullo svlluppo della tnalattla, Del pari esercitano un'asiione I'avorevole sullo svlluppo ill essa la coltura laquo;lei foraggl artl-(iciali in terrenl bassi e umldi, i quail perolö danno erbe molto succose, acquose, poco rloohe In prlncipli nutrltivl. Gli allmenti pure sono cou-siderati come causa, so non deterrainante, almeno predlsponente. Si 6 osservato dii'atti die I'uso dl flsni aimuuii'aii, in qualche modo avariatl od alterati iiredlspongono a pid frequent! casl di malattia.
iS'iun dubblo ohelcavalli di temperamonto atletlco, ili forme masslcciG, a tosia grossa e pesante, con occhi plccini, vanno pin soggetti ili^uii altri a contrarre la malattia; per cni si o da taluno voluto sostenerla come eredltarla oil avonte anche una ragione nellastessa consanguineltä., Cortamente cIk^ quest'ultima condlzione ha una graudo impor-tanza, poiohö con essa si flssano malori accidentnll o fugaci; e fcuttl sanno come i li^li per io pin ricevano dal padri non solo Io buone, ma ancho Io cattive
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Ssj
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fc
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Fig. IS3. Sezioni trasvorsc dclhi cornea Incida. A-i Membrana propno della cornea Uicida, In cut si vedono i fasci ondll* Intl dl SOStanza connettiva; 2. epltelio della cornea Incida col rivesti-inenlo cpiteliale della congtuntlva. M-i Membrana propria della cornea Incida; ^. membrana anisia dello stralo intcrno o della membrana dell'mnor acqueo.
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II
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qualiia morali 0 flsiche. L'ereditarietö si dovrä
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B
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ancho ritenere come una causa, non glA nel sense ehe per essa si trasmetta la malattia, ma la disposi-zione a contraria; quindi, so non sopraggiunge la causa occasionale, I'animale passa intieri i periodl
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della sua vita senza ehe venga colpito dalla flusslone
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l-'io. IX^. - Se/ione tras
versa della retina.
(Chauveau e Ahi.oino,
op. citauii
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intermittente,
Quantunque flnora non si sla pervenutl a conoscere
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la vera causa di una malattia, ehe consorva in tutti i casi carattori spociali, tuttavia nun possiamo in aienn modo accettaro Io opinioni degli antichi ippiatrl, i quail credevano clio ogni attacco
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corrlspondesse ad una distlnta fas
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della
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una
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Riteniamo inveoe, come cose di fatto, cho I'umidita sovratutto del-I'atmosfera, un suolo pantanose ricco di marcite, Io nebbie continiie slano
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OPTALMIA B8TERWA ED 1NTERNAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;-'^'.T
agent] ohe plö dosli altri Influlscono suiio svlluppo della malattla. Tiasti ricordare ehe nel Pollou, ehe si trova press'a poco in queste cdiidizioni, i puhnlri, dope pochl glornl o pochi niesl dalla nascita, cadono quasi tutli colplti dalla malattia, e si ('#9632; dovuto perciö plgliare la determinalaquo; zlone dl venderli prestissimo. Quosti puledri poj portatl in altre reglonl, aventi ollma e poslzlone diversi, guarlscono In breve tempo senza cho il piu delle volte si facciano ossorvare altri attacohi. Nella nostra Lo-mellina, dove si era traplantata una bella razza di cavalli da tiro pe-sante, si dovette desistere da ulteriorl progress!, poiehö tuttl i prodotti venlvano colplti dall'oftalmia intermittente,
La (iiissioiio lunatlca 6 malattia gravissima. compare ad intermittenze con andamento lento ne'suol perlodi: perciö vi hanno quaranta giorni di garanzla. Puö acoadere ehe mentre il perlto e aorainato d'ufflclo, la malattia non si pres^ntl eon fenomeni caratteristici, poiehö d'ordinario viene nominato troppo tardi; allora saramp; bene chiedere al pretore 30 o 40 giorni di tempo per assicurarsi delln esistenza del morbo. Non fa d'uopo ehe si osservino le recldive, poiehö in questo caso il tempo concesso per la perizla si dovrebbe protrarre troppo a lungo, essendo del resto la malattia caratterizzata da sintomi, sui quali, se il veterlnario non puo giurare patognomonici, puö almeno dire di crederll coscienziosamento appartenenti all'oftalmia intermittente.
91. Oftalmia esterna ed interna.
ortalmia signiflea Inflammazione dell'occhio, ehe puo essero esterna ed interna. Oftalmia esterna si dice i'inliammaxione dello membrane o parti esterne dell'oechio; Interna se interessa le membrano interne (irite, eoroidite, retinite), is\\ umori (galoidlte, desmetite), o il cristallino (eateratta). si puö quindi presentare sotto forma di inflammazione dello palpebre (blefarlte), della congiuntiva (congiuntivite), della cornea iuelda (cheratlte),
E piuttosto frequente i'oftalmla da corpi estranel penetrati sotto o in-lissi nella congiuntiva, eome granellini lt;li sabbia, ariste, ece. In questo case si rinmovoiio i eorpi estranel iniettando sotto le palpebre acqun fresea o estraendoli colie pinzettd. Si praticano dope frequent) lozioni con aequa ghiacciata .sem[)lice, con acqua vegeto-minernle e ghiaccio, con tintura d'arnlca.
La cheratlte puö essere catarrale, ulcerativa o con stafiloma. L'ulcera si fa spesso nel contro della cornea o si cura coi seguenti collirii:
1. Pr. Soll'ato di zinco.........-nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp; :i
Acqua di fonte..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 200
Tintura anodlna..........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;2
For Instlllare nelPocoblo.
Gli opacamenti bianchi corneali si curano megllo col seguenti collirii;
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Fr. toduro potassloo..........gr. 'i
Acqua (fistlllata..........raquo; 400
Per lozioni IVoqiumti e Instlliato sotto le palpobro.
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364nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;KI'H.K.SSIA, MAL OADUOO, MAI. HI S. OKlVANNI
£nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Inf. florl ill oamomilla........bp. 30
Sublim, oorv...........oeatigr, 2-0
Tlntura d'oppio.........gocolo 10-20
Per tsttllare a gocoie pin volte nl glorno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Hbrtwio).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Zuoohero bianoo (in. polv.......gv, 2
Per insulllazloiii suii;i cornea.
Nella congiuntlvlto oatarrale aouta i
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Pioii ill sarubuoo.........gr, '.'ii
Fa Infuso con gv, 1000 iPaoqua.
Aggiungi Carbonato potas. puro........raquo; 8
Tlntura d'oppio..........raquo; 10 (May).
Nfl catarro congluntivale cronlco:
1. Pr. Caloinclano............nbsp; nbsp; gr, 4
Burro fresco...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 18-15
Incorp. par f.
Se ne roette tre volte al glorno suH'occhlo un pezzettonbsp; grosso come mi cece.
L'oftalniia interna si combatte, oltrechö cogli antlflogistici generall ; locali, coi calmanti sulPocchio, vescicanti sull'occhio o al lati laquo;lei collo, alle guancie, ecc.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Belladonna erbacea (foglle)......gr, 25
P. doeotto con gr, 500 d'aequa por frequentl bagni all'ocohlo malato,
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Calonielano............gr. 2-1
Estr. ili belladonna, oppure estr. dl glusq. raquo; 2
olio d'ollvo...........raquo; 15
Mesc. e ('. linimenti. Se ne introduoono delle goccte 2-'.i volte al glorno fra le palpebre mediante
una penna o li^ plnzette.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (IIkutwio).
:i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Solfato di utropinii.........centig, Ö
Acqua dlstlllata..........gr, 15
Da Introdursi a goccie 2-',i volte al glorno snl globo occulare. (Naoel).
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92. Epilessia, mal cadueo, mal di S. Giovanni.
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Malattia nervosa intermlttente chlaquo; compare ad access!, caratterizzati da perdita di coscienza o convulsion! pin o meno violent!, general! o parziall. Oli access! durano 3, 4, 10, 15'; compalono con Intermlttenze piü o meno lunghe, laquo;11 poche ore, di 1-2-3-6-8-10 e piii glorni, Tal-volta si presentano del prodromi, specie di aura epiletiica, sensazioni Insolite nell'organlsmo, cho perö raramente negll animal! si esprimöno. Ordinarlamente I'accesso succede Istantaneo, I'animale si mostra stupido, barcolla e cade, eon Insensibility generate, convulsion! toniche e clo-niche, trismo, salivazlone abbondante, cogli occhi ruotant! nelle orblte, semlchiusl, dilatazione e restringlmento della pupilla. Gl! animal! s! con-torcono In millo guise, battono del capo sul suolo, si contondono, donde facili complicazionl di encefalitl, idrocefalo acute, quindl epilessia acuta. Perdono talvolta le fee! e le urine Involontarlamente. Dopo 3-8-15' si rimettono In piedi, cessano i moti convulsivi, hanno sguardo fisso, pare si destino da sonnocattivo, tristi, abbattuti, con respirazione rallentata. Qualche volta rialzati si inettono a correre senza sapor dove, urtandd anche contro gli ostacoli. Qualche volta gli animali non cadono nop-
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HNOBPAUTHnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 866
pure, allargano le gatnbe o rlesoono a stare in pled! con moti convul-sivi, tremori, spasmi ad alcune rogioni inuscolari; oppure abbandonano il proprietario, corrono, si lamentano .con voce cainhiata, per catlere rovesciati sul dorso. In poche ore ritornano a! loro prlmo stato.
La dlagnosi riesce ordinariamente facile. La proRiiosi dev'essere sempro prave. Gli anirnali da macello e ineglio uccideiii. I cani onlinariamonto muoiono, i cavalli ed I bovini ne sono raramente attaccati.
Lafosse olibe 255 can! epilettici sopra 25 mila consegnati alia sua cli-nica di Tolosa, mcntro non iquot;ha osservato ehe sopra 22 su 'SO mila cavalli, o su 1 sopra 16 mila bovini.
Quali cause o lesioni (leU'epilossia vennero nolati dei cisticerchi nel cer-vollo (uomo, cane e maiale), lilarie nel sangue, tenie echinococco, cenuro e serrata noirintestino del cane, ispessimenti, piacche, esostosi ed altre neoformazlonl delie naenlngi e paretl oraniane. Ascessl, idrocefalo, edema del cervello, rammellimento cerebrale, degenerazione adiposa o calcare dello cellule norvose. Talvolta pero non si riscontrano lesion! apprezza-bili. L'opilessia e frequente nel cane affetto da cimorro. In questo caso pare ehe il virus penetri nel protoplasma delle cellule e ne promuova cambiamento molecolare. La ragione sicura poro non ci e nota.
La cura deve quindi variare a seconda delle cause. La epilessia da cimorro si guarisco combattendo la malattia ibndamontale (V. pag. 47 e 48). La epilessia da vermi intestinal! si guarisce cogli antelmintici (V. cura delle tenie). Altrimenti, si adoperano gli antispasmodici, i se-dativi, gli ipnotici. II bromuro di potassio dato alia dose di 10-80 gr. nei solipedi e bovini, e nei cani da gr, 0,20-1 ha prodotto ottimi risultati.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Sciroppo di valoriana.......gr. 20-30
M. Sale ammoniaco........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 1
Si da a cucchiai at oanl Regime carnc arrostita.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Solfato di rame..........ccntig. 40
Aoqna di lauro coraso.......gr, 1
Acqiui distillata..........raquo; 100
Da darsi a ouoohiaini da caffe.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Cloruro Idrato..........gr. 2-5
Acqua distillata..........raquo; 100
Muoilag. di gomma arabioa......raquo; 15
Da darsi a ouoohiaini.
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93. Encefalite.
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Si dice encefalite la inflamma/iono deU'eiicefaio. Essa pno essere generals o Umitata al cervello, oervelletto, mesooefalo e midollo aihm-gato, oppure circoscritta ad una o pin parti di questi organ!.
L'encefalite clinicamente si distingue in acuta e cronica a seconda dell'amlamonto, ed i sintomi possono essere inolto varii in rapporto collo differenlissime lesioiu. Si ha quindi talvolta sovraeccitazione grande e furia, gli anirnali spingono la testa contro i corpi ehe hanno davanti.
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BNOBIfALtTfl
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Oppuro sono colti da parallslj da coma piü o mono profoüdo, da stuf piditii, con sguardo lisso. pupllle dilatate, oongluntlvö rosso, Inappetenzaraquo; talvolia trattengono gll alimenti nella bocoa cd altri slntoral moltepllol. si comprende come debbano essere molto varii i sJntoml, in quanto ehe si puo avere oaratterizzata da oongestlone attlva o passlvö döll'en-cefalo, o dl taluna delle sue part,!, eon ateromasla dalle tonaohe arteriöse, degenerazlone calcare della tonuca media delle arterie, otturamonto o
restringlmento Hraltato dl queste.
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si possono averestasi ed emorragie caplllari (ecohimosi), infarti omor-raglci, (bcoiai apopletticl ed ema-lomi, ehe possono produrro paralisi incomplete o complete e la morte per apopiossia. In cotali ca.si si hanno i raminoliinionti cerebral! distinti in raniniollimento i'osso, do-vuto alia Inflltrazione del sangue nell'interstlzlo del tessuti, in ram* mollimenlo glallo [ior la trasformalaquo; zlone Inizlata nel sangue emorra-jrico, e nel rammollimento bianco, in cul si ha degenerazlone grassa del tessuto nervoso.
L'encefallte puö avers! sotto forma ossndativa eon raccolta sierosa noi ventricoll cerebral! (Idrocefalo), oppnronel parenchimadell'encefalo (edema cerebrale); 1'essudato puo anehe essere flbrinoso, emorragico e puralento. II pus puo essere in-flltrato tra jjrli elomenti, come puo
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FlQ. Ilaquo;i.
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- ICncctalu visto di sopra. [Dal Chauveauj,
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raccogliersi in particolarl ascessi
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piü o mono grand! in punt! divers!
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del cervello. Si puo avere una en-cefalite lenta, in cu! vi o proliferazione della neuroglia cho conduce alia sclerosi cerebrale e ad una progressiva scomparsa dalla sostanza nervosa per i'ispessimento dovuto alia sostanza Interstlziale,
Nell* encefalo, eon slntom! pin o meno apparent! si puo avere lo svl-Inppo di noduli leucoeiuioi, dl noduli mocciosi, di tul)ercoli (gt; noduli tu-bercolari, dl sarcomi, dl endotellom!, dl gllomi, dl fibroid!, di lipomi, di encondronil. di osteoml, dl noduli del canero o fatti di embolismo; come si puo ozlandio notare la degenerazlone granulo-grossa degli elomenti nervosl, la degenerazlone calcare, I'amiloide o la pigmentale.
Si possono trovare no! cervello a produrro delle forme di encefaliti, per lo piü croniche, parassiti dl varie specie, come il cysUcerCUS Camp;llu-losae nel maialo, il oysiicercus bovis nel vitello, il cenuro cerebrale,
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KNCKKAMTU
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jjii eohinooooobl, fllarlo, trichlno, g l'estro ovlnö. balla riatüi'a iiinb-ronte rlelle cause, ohe possono pi'odurro un'enoefallte si öompronclö fa Jravltö tnagglore o mlnoro ehe puö assumere la ttialattla,
Molte volte rencefallte ö cousociata a meninglte ehe si presenta con sintoniJ molto analoghl,
La dlagnosi rlesoo abbastanza facile; la prognosi vuole ossere slt;!iii|)i'(', grave e la oura rlesoe per lo piu Inefllcace, Tuttavia souraquo; da conslgllarsl
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Vic, IK!). luKdalo visio nclla sua fnccia Inforlorc Hal Chauvamp;au).
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nelle forme acute le appllcazioni fredde sul capo, come le doccie fredde, ghiaccio pesto In vesciche, rivellentl Intestinali, rubefacenti e vescicantl per promuovcre posslbllmeiite lo spostamento dell'lperemia cerebrale,
Ncille forme croniche giovano ^rli stessi medlcamenti, ma se si tratlasse di animali da carne, il raeglio e di mandarll al macello. Bliminato il ccrvello si potrebbe senza alcun lucpnveniente utillzzarno le carni.
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368nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; MIKIMTK, SPINITK
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pi*. Aloo sooooMno.........gp, io-üo
Miolo o polvürü di genzlanaq! b. por faroan bolo daamminlstrarsl al oavallo con klrocülalo o tuoningito cronica.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Vv. Solfato di potassa..........mt. 00
Fiori di arnloa polv.........raquo; 'M
liaoelio di ginspro contuse......raquo; 30
Far. soc o aoqua q, b, por un elottuarlo. Una doso al mattlno e I'altra alia alia sera al oavallo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (IIaynk).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Nooe vomica polverizzata.......gr. 15-30
Rail, d'altoa polvorizzatn......raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;60
Aoqua q. b. per Tan; I boll, dd ctarsi uno al mattlno, I'altro alia sera al navallo dopo la foraggiata.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Weiss).
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94. Mielite, spinite.
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Mielite o mieiilido, spinite, rachialgia, ecc. signiflca IMnflaramazione del midollo spinale, ehe puö essore estesa o limltata ad una regione, od a punto oircosoritto dello stesso midollo Essa puö essere acuta o cronica caratterlzzata da iperetnla, e.lt;sudazioni, lavoro formativo, neoforraazlonl difl'use o circoscritto. .soventl complicate con moningite e infiaminazioni dello speco vertobrale.
Le spiniti succedono, il piii dello volte, in segulto a cadute lt;li travi o di forti pesi sul dorse degll animall. Possono pero anche svilupparsi sotto I'azione di cause Ignote, roumatiche, ecc.
Gli animali presentano sensibility grande lungo la spina, sono rlgidi, se coricati stentano a rimettersi in pledi, hanno paralisl, paresl, o paraplegia. Nolle forme acute vi ha ordinariamente febbre intensa, an-siota di respire, Inappetenza, ecc; nolle forme croniche predominano i fonomeni della paralisi o paresi.
Per lo piii solo nolle forme acute si puö sperare una guarigione me-diante i sali diluent!, il tartaro stibiato, ecc. internamente, e I'applica-zione del freddo, degli astringenti, del rivulsivi lungo la spina.
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Mesoolanze fHgoriflohe.
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in peso Abbassa la iom|icrauiia i
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1.nbsp; Novo e ghiaooio pesto . .nbsp; nbsp;p.nbsp; nbsp;ü ) . .nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; . J d
Sal man no......nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;1 J
2.nbsp; Nitrate d'ammoniaoa. . .nbsp; nbsp;p.nbsp; nbsp;l Acqua........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; l
3.nbsp; Solfato di soda.....nbsp; nbsp; p.nbsp; nbsp; S
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a 6deg; a 21quot;. da 10quot; a 15quot;
da -*-lilquot; a 17quot;.
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Acido olorldrloo.....nbsp; nbsp; raquo;
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ö
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i. Nevo ........ p. 3 J da 6deg; a 48quot; (od
Gloruro dl caloio idrato, . raquo; 4
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MK.NINGITK UINITK K CATARKO NASALKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 360
#9632;
95, Meningite.
si dice meningite la Inflammazlone (icpjli involuorl dell'enoefalo laquo;s del midollo spinalo. si distingue in meningite cerebrale olt;l in meningite spimilo. Talvolta la meningite ö oerebro-spinale, oome in talune forme tubercolari tlei bovini, occ.
La meningito puo ossoro limltata alia dura madre, ali'aracnoide od alia pia madre, oppuro coniprendo soltanto duo, o tutto o tro queste membrano.
Anche nella meningite si possono avere diverse forme di essudati, c quindi la meningite accompagnata da raccolta slerosa tra gl'involucri cerebral! e spinall, lt;gt; caratterlzzata da essudato gelatlnoso, flbrinoso, purulento, emorragico; come eziandio si puo avere sviluppo di ascossi, rti ematomi e delle varie forme di neoformazioni, ehe per lo piii carat-terizzano menlngiti oronlche assieme alle cause parassitarie.
Si pretende ehe la meningite cerebrale dia pluttosto luogo a sintomi di furia, menlre la encefalite a sintomi comatosi.
La prognosl e la cura sono come per l'enoefalite e la mielite.
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96. Rinite e catarro nasale.
Si dice rinite o corizza [in/reddaturn, raffreddorc) rinflammazlone della pituitarianasale; catarro nasale, la inflammazlone delle cavitä nasal! caratterlzzata da semplice scolo. Prima si ha rossore della chlenderiana da iperemia, quindi secchozza della mucosa; subentra dope aumento di se-crezione delle ghiandole nuicipare ed esfogliazione epltellale della mucosa, quindi 11 catarro, caratterizzato da uno scolo mucoso grigiastro dapprima o poscia giallognolo, frialiile per la dogenerazione ehe awiene negli element! oellulari del catarro.
II catarro nasale puö esser acute e cronico.
L'acitto percone rapid! i sue! period!, il catarro cronico invece pro-cede lentamonte ed e molte volte una successione rnorbosa del catarro acuto.
Il catarro cronico puo essere unilaterale o bilaterale e lo scolo ehe serve a caratterizzarlo, non e terrno, no si appiccica alle frog! nasal! (V. do! raoccio, pag. 148). Se vi ha tumefazione delle ghiandole sotto-mascellari, questa e molle, non dolorosa, o le ghiandole non sono ade-rent! al tavolato osseo. Altrimonti, si ha gliinndola sospeüa e catarro nasale cronico sospetlo di moccio, In questo caso Faiiirnale vuol essere tenuto separate dagli altri e messo fuori cormnorcio per non compro-mettere gü interess! de! proprietär! di altri cavalli.
ii 1'raquo;ilt;roncito, Malattls dsgli animali domttHei
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371)nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ENKISKMA 1'UI.MONAUE K SOTTOCUTANEO
La prognosl varla a seoonda della forma o della natura riol oatarro. II oatarro aouto guarlsoo ordinariam^Qto collo serapllol curlaquo; Igieuiohe, IVizioni snccho alia pello, ecc; il cronico invoco neoesslta una cura oc-citanto, coiuo sono le iiialazioni di essenza di troinontina, di aoldo fcnico, di canfora, occ.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Canfora polv...........gv, 2-8
si sovrapponga ad aoqua bollente por laalozionii
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Eissenza dl trementlna........gr, 10-50
Sospendi In gr. 100 d'acqna. Per polverlzzazlonl nolle narici, nel case ill oatarro oronioo.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Polv, bacohe di ginepro.......gr. 16
Sale amimmiaco..........raquo; S
Far. soc. e acqua q, i). per f. elottuarlo. So no da una dose al mattlno, I'altra alia sera.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forstbr),
I casi di catarro nasale cronico, con ghiandola sospotta, si curano coi dislnfettantl, eocitanti, irritant! o lüiideiiti, come so si trattasse dl moccio (V, pag. 154).
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97. Enflsema polmonare e sottocutaneo.
Enflsoma polmonare si dice la raccolta esagerata di gas o di aria con dlstensione delle vesdcole polmonari (enflsema vesclcolare), o nel connot-tivo interalveolare (enflsema interalveolare), interinfundlbulare (enflsema interinfundlbulare), o interlobulare (enflsema interlobulare). Nell'enflsema vesclcolare si ha dlstensione dello pareti degli alveoli, quindl una pro-gressiva paralisi clio conduce a rottura dello vescicole ed all'enflsema prlma interalveolare, poscla interinfumlihularo o interlobulare. In questa ultima forma di enflsema, comunisslma nel bovlnl, si trova I'ariaad inflltrare il connottivo interlobulare. Talvolta Paria si fastrada tra il mediastlno, fra i muscoli del collo, ed arriva sotto la polle; si puö avere cosl un enflsema sottocutaneo, ehe dapprlma limltato, dlventa progressl-vamente esteso o 'gonoralo , detto ancho pneumo-derma. In questo case I'animale si presenta come , , f*irquot; I8quot;'nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Irapagllato, tumido, con crepltazlone ovunque si
Lobnlo polmonare.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;j inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; J,
Fig. Bchemmielaquo; compi'ima la polle. L enflsema generate sottocutaneo
(dci cmauvbalaquo;), succede speclalmente negli asini In seguito a sforzi
polmonari per tosso, come dietro la somministrazione
di medicamonti liquidi cho cadono nella trachea, nel bronchi e polmoni.
I^a raccolta d'aria nel toraco per rottura dello ploure polmonari o
forito penetrant! nel lorace si dico jmeumotorace.
Contro ['enflsema polmonare non vi ha cura ehe valga. Se si tratta di enfisema sottocutaneo, bisogna cercare, raedlante lagraduala presslone e quando aocorre mcrce le soarlflcazloni, dl far uscire I'arla,
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I.AKINOITE, TKACHE1TK
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98. Laringite, tracheite.
L' inflamraazione della larlnge puo essere aouta o cronica. L'aouta e oaratterizzata da tosse superfl-cialo dovuta alia grande senslbllltä della inucosa. Gli anluiali tossiscono appena aono toocati alia regione della laringe. La mucosa da prima arrossata, iperemlca, si copre dl essudato oatarrale (laringite catar-rale), o crupalo, a pseudo-membrane (laringite crupale). VI ha difflcoltä di respiro, talvolta con rantolo o pericolo di soffocazione.
Vi puo essere edema della glot-tide, cioe inflltraziono di sioro nel sotto-mucoso da diminuire il lumo della laringe.
Nel catarro-cronico della laringe si ha ispessimentü del sotto-mucoso, color grigiastro ardesiaco della mucosa o secrezione abbondante di essudato catarrale. Vi puo essere ossiflcazione delle cartilagini ari-tenoidee producenti forte rantolo laringeo. Sulla mucosa larlngea di bovini vennoro ossorvati polipi mucosi.
Analoghe lesioni 1c puo presen-tare la trachea, la quäle inoltre puö essere appiattita (appiattimonto de-gli anelli tracheali), come eziandio puö presentare ossidcati anelli car-tilaginel. All'ascoltaziono si sente la sede dei rantoli e rumori abnorm i.
l.Pr. Polv. sem. dl fellandrio gr, 30 Soll'o dorato d'antlmonio raquo; 4
Far. soc. e aoqua q. b. per I'aro clet-tuario. Da darsl motii alia mattina, mcta alia sera nel catarro acuto. (Fokster).
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V'ig. 1fi7. Larlnge, trachea, bronchi e polmoni del cavallo (Dal CHAUVF.AUi.
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S12nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; imoNCHlTR E PNBÜMONITB
a.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Polv. ill ooutar...........gr. 8
Anmioiuaca canst, liq.........raquo; SO
Olio di lauro...........raquo; 120
Per unzloni Inngo la tracliea dui bovini.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Foustkk).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Tartaro stibialo ..........gr, 10
Polv. di rail, d'altea.........raquo;ho
F. sei oartoooi eguall da Bommlnlstrarsi In duo giorni. Uno ognl soi ore.
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99. Bronchite e pneumonite.
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La bronchite puö essere liraltata ai grandi, medii g piccoli bronchi, come puö essere estesa dalla trachea ai minimi bronchi (bronchite dlf-fusa) con infiammazione degli alveoli ed infundibull polmonari (brouco-pneumonite).
Nella bronchite acuta si ha iperemia della mucosa dei bronchi, de-squamazione eplteliale, quindi tosse secca con febbre ^e la bronchite ö Rrave, Dope 1-2 giorni si ha iporsecrezione mucosa ricca di cellule biancho e quindi tosse umida. Le mucosita dei bronchi sü distaccano o vengono eliminate per la bocca o per le narlci.
Praticata I'ascoltazione al terzo superiore del costato ed alia trachea si sente rantolo mucoso ; gli anhnali rimangono ordinariamente in piedi, hanno respirazione rantolosa, stridula, accompagnata talvolta perflno da sibilo. Aggrumandosi I'essudato mucoso puö avvenire dispnea e ortopnea con pericolo di soffocazione.
Quando volge a guarigione i sintomi dopo 5-6 giorni dlminulscono d'intensitÄ, c dopo 10 a 16 giorni si ha la guarigione. So termina per bronchite cronica allora si ha I'inspessimonto della mucosa, la tosse si fa ad accossi e si rlpete 6-8-15-20 volte di seguito a intorvalli differenti, profonda, rauca c segulta da abbondante espettorazione.
Soventi la bronchite si oomplica con pneumonite, oppure si svolge la pneumonite indipendentemente dalla bronchite. Nella pneumonite catar-rale semplice, si ha dapprima la iperemia intensa dei polmoni, si inlzia poco dopo la neoformazione e quindi si ha la spatizzazione rossa o in-durimento rosso del polmono. Questo poriodo di acutezza dura 5-8 giorni caratterizzata da tosse secca, stentata, dolorosa, respirazione frequente ma addominale, subcnlra quindi il 2quot; stadio caratterizzato dalla epatiz-zazione grigia, vale a dire da essudato catarrale purulento ehe si rac-cojilie negli alveoli o negli iufundibuli polmonari. Dopo :3-4 giorni I'essudato purulento comiucia la dogenerazione granulo-gi'assa e questo pro-dotto assume una colorazione giallaslra, ehe caratteriz/.a I'epatizzazione gialla, o 3deg; periodo della pneumonite, seguito ordinariamente dalla guarigione ilegli animal! per il riassorbimento od elirainazione degli essudati raccolti negli alveoli cd infundibull polmonari.
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BOtSAQGlNE mi SOLIPHDI 0 BOLSEDINDnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 373
Iax pnonmonito oatarrale puö essore parzlalo o totale, Ilmltata ad un [obo od Intsressante i duo lobi polxaonarl. Quando I'essudato puvulentoj si raoooglie neglj alveoli e Infundibuli le pareti di quest! si trovano sotto-poste ad ima presslone grande e vaiuio soggettl a necroblosi, donde la forraazione dl ascessi o dl ascessolinl corrispondentl a pochl Infundibuli, ad un lobulino od a piii lobull polrnonari e la formazione lt;li vomicbe piii o mono grand!, talvolta grandisslme.
Ailro volte, I'essudato purulento, raccolto negli infundibuli o negli alveoli, subisco la degenerazlone caseosa e rimane cosi per molto tempo a caratterizzare la pneuraonite caseosa cosi frequente nei bovini. Oppure il pus subisco la degenerazlone calcare e rimangono cosi come del con-crementi nei polmonl; oppure il pus, In segulto alia degenerazlone caseosa e siquot;iss''i i viene riassorbito e rimane nei punto corrispondente all'ascesso o voraica una cicatrice dl varia grandezza.
Puöawenire ehe la neoformazione connettiva ne.trli alveoli prenda il soprawento o allora si ha una progressiva degenerazlone flbrosa del polraone.
La pneumonite puö ancora essere sarcomatosa, o carcinomatosa, nolaquo; dulare, primltiva o secondaria, ordlnarlaraente cronlca, ehe conduce a morto gll animal] come se si avesse a fare con una tubercolosi pol-m on a re.
Come si vede, la curadeve variare molto a secondadella natura e delle cause; in generaleperö laterapia non da i migliori risultati. Bl piuttosto I'igiene e il coadluvare le forze degll animall die conducono alia guari-giono quando questa e possibilo.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Nitre depurato...........gr. 60
Sal dl Glaub............raquo; 500
Polv. di rad. dl alten.........raquo; 00
Acqua q. b. per f. elett. Da darsl ad un buo la sesta od ott,'iv:i parto oj,'iii una o due ore.
(Heutwig).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Solfato dl soda....... . . . . gr. 00
Cremortartaro...........raquo; 45
Fieri ili zolfo...........gt;s, 15
Da darsl al oavallo con tosse oronica una volta al giorno.
(Demateis).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Smni di fellandrlo ac(|.........gr. 15
Acqua..............nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 120 per f. inf.
Zucohero di saturno.........nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 0, 25
Da darsl ad un cane ofmi 4 ore mezzo cucchlaio ad annbsp; nbsp;cucchiaio pieno da tavolanbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Hertwiq).
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10Ü. Bolaaggine dei solipedi o bolsedine.
La bolsagglne conslste in una alterazione particolare nei movitnentl respiratorii, caratterlzzata dal cosi detto contraocolpo, o con)) de fouet ehe si osserva esplorando il flanco del cavalli e di altrl solipedi. L'lnspl-,
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374nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; BOMAQOINB DBI BOIiIPBDI 0 BOLSBDtNB
razinno si conipio regolarmente, i flunchi si olovano sonza dar sögni di altorazioni partleolari; I'esplrazlone Inveoe si fa In due tempi; il flanco oomlnola ad abbassarsl, s'arresta, pol si ripiglla e flnlsce il suo movl-raento; e questo sintomo di intercessions o interruzlone nell'atto espi-ratorlo (oontraccolpo) aocorapagnato da tosse rauoa e stentata, senza ehe neiranlmale slano manifesti segni febbrill, venrte elevate al grade di raalattia detta iolsaggim o bolsedim. I Tedesohl perö, ammettonoglA I'esistenza della bolsaggine quando vi ha un'alterazlone del mote doi (ianchi durante la respirazione; per lore cioö basta ehe vi sla aplressia completa, un moviraento irregolare nello estendersi e nelcontrars] delle pareti addominali, ondeggiaraento di fianchi, tosse secca od umida, per-che esista la bolsaggine; essi non attribuiscono percio la raassima impor-tanza al cosl detto oontraccolpo; da noi invece, perchöun oavallo, un undo od un aslno si possa diohiarare bolso ö necessario ehe presentl il oontraccolpo o cou2) de fonet.
I Tedeschi distitiguono poi ancora la bolsedine in umida e secca a seconda ehe i'irregolaritä del mote del flanco e aocompagnato da tosse umida, oppure da tosse secca.
Taluni parlarono della bolsaggine nei bovini, e nei giornali di me-deeina veterinaria sono riferiti uno o due casi di questo state morboso singolarmente nei buoi; non meritano perö particolare attenzione, pol-che so anche i bovini andassero soggetti a questa malattia, io sareb-bero rarissimamente.
La bolsaggine ha andamento lentissirao, i cavalii quantunque bolsi possono ancora rendore lunghi servizi tanto alia sella quanto al tiro leggero e pesante. Continuano a consumare la loro razione di foraggio, ma il pii'i delle volle dimagrano; neu mancano per6 i casi ill cavalii bolsi in buonissimo state di nutrimento.
La malattia domina in eerie regloni, e invece rarissima in altri paesi o mm si conosce affatto in talune localita d'Europa. 12 frequente in Italia eil in Krancia ; in Spagna non si ö inai osservata prima ehe si Introducessero i foraggi artlflciali; in Africa ed in genere neile provin-cio meriilionali sonvi rarissirai casi; al contrario nei cavalii del Nerd o piü ancora nei Dalmatini e frequentissima; questi ultimi, tanto utili trottatori, finiscono ((uasi tutti bolsi.
Quale sia la vera causa della bolsaggine non si conosce ancora; si sono fatte migliaia di sezioni a cavalii ehe in vita presentavano ben caratteristlco il oontraccolpo, ma nulla di certo si e potuto stabilire. Lo piü svariate lesioni vonnero osservate accompagnare la bolsaggine; cosi renfisema, epatizzazioni parzlali del polmone, aderenzo tra le pleura polmonari e costali, aneurisrai del cuore, tumorl comprimenti sulla trachea, appiattirnentidi essa, ecc, idrotorace, dilatazioni del ventricolo, pregresse epatiti, cisti voluminöse delle ovaio, ecc. ecc. Talvolta non si incontrano lesioni grossolane di sorta e per spiegare I'esistenza della bolsaggine si e dovuto ammettere la presenza di lesioni nervöse, quantunque queste non siano sempre riconoscibili. Da tale fatto nacque la
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itor.sAOCiNR tiki soLipicnr o bolbbdininbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;375
distinzione della bolsagglns In idiopntien e stniomatioa, sebbeno essen-zlalmento la bolsagglne sia senapre sintoniatloa.
Per poter Spiegare la bolsagglne Idlopatloa vennero postfl in scona tro distinto teorie, L'una sostenuta oaldamente flal Demoussy, aramette-rebbe come causa la dilatazione anonrismatica del vasi polmonari. f.a seconda tooria ha 11 suo piii grande patrooinatore nelPillustre Delafond e sarebbe prodotta daH'enflsema polmonare. Secondo una terza opinlone, oaldeggiata dal prof. Perosino, consisterebbe in una lesiono del nervo pneuitiogastrico, Diftittl, ponendo allo scoperto questo nervo alia regionreg; cervlcale di un solipodo e molestandolo colla corapresslone o con altrl agenti (isici o chimici, il piü delle volte si vede insorgere il caratte-ristico contraccolpo; so non ehe, 1'aniraale viene colpito anohe da ran-tolo, da un Impedimento tale nel respire die talvolta cade asflttlco e muore; cio ehe non si osserva nei easi ordinari di bolsagglne.
Ammettendo, ad esempio, una lesione in uno o in tutti duo i nervi pneumogastrlcl in progressive svolgiraento si giunse a splegare molto bone Fandamento di raoltissiml easi di bolsagglne. Alia lenta e progres* siva paralisi del tiii)i nervosi consegue 1'afflevolimento della potenza assimllitrice negli elementi muscolari delle vescicbette polmonari, alveoli od infundibuli, ai quali vanno a dlstrlbuirsi le ramiflcazloni nervöse paralizzate. I-e (ii)re muscolari sottratte all'azione dei ganglii nervosi ehe si trovano nolle vescichetlc aereo sono presto invase da degene-razione granulo-grassa, e perclö partlcolarmente quando i cavalli sono lanciati alia carriera, nolle violent! inspirazioni, negli sforzl polmonari succede facilineiite la rottura delle vescicbette polmonari, e 1'aria squot;in-liltra tra gli alveoli nel eonnettivo Interinfundlbulare, d'onde si ha quale conseguenza naturale della lesione nervosa I'enflsema polmonare, rite-nuto dal Delafond come la causa del contraccolpo.
Se l'allmentazione e fatta con fleno in grande quantita, 1'addomG di-venta perdente e voluminoso, il veiitricolo subisce una particolare di-stensione, e per la pressione maggiore ehe esercita sul diaframma sarebbe d' impaccio alia regolare respirazione. In Prancia agronomi e veterinari andarono lino al punto di fame una speculazione. Un distinto agronomo e ricco proprletario comperava tutli i cavalli bolsi chotrovava e li mandava no' suoi poderi. Cola li sottoponeva ad un lavoro moderate e li nutriva con pocbissimo fleno, molta paglia trita, segala cotta, orzo cotto, amministrava quotidianamente del sale, e qualche volta anche del diuretici. Ed in vero, que.sto regime continuato per un certo tempo, valse un bei numero di volte a far cessare il contraccolpo. Ma talora ciö non basta; i cozzoni praticano salassi e dicono ehe si ottengono buoni ri-sultati, inassimamento sottopnnendo ancora i cavalli al regime verdo.
Se si tratta di bolsagglne incipiente, il tartaro emetico dato alia dose di tro o quattro grammi al giorno, oppure i'estratto gommoso d'oppio eolFestratto d'aconito e 1'applicazione di uno o due setoni al petto rie-scono talvolta a guarirla. Qlovano pure sempre le frizioni secche rube-facenti sulla periferia del corpo, le coperture ed un regime rinfre-
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376nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;BOIiaAOdlNG DGl SOMl'EDI 0 UOI.ISKIHNK
.scaiit(\ II (iono si dovo assoliitanieiile abljaiidonare; pluttosto si dovnV ainrainlstrare la paglla taglluzzata, poioUö plü rlcoa di material! respl-ratorll. Tornano sommamente utiii le oarote ed i tuberl in geuerc. La farina di segala, la segala cotta, I'orzo cotto, occ.
Amniessa I'esistenza dell'onflseraa polmonare rlosoe plü facile la spie-gazlonedol contraccolpo, slntomo patognomonico della bolsagglne. Infatti, neiranlmale bolso rinsplrazione si compie come nel casi normal! ed in un tempo solo; Fosplrazione invece si compie in due tempi non potendo effettuarsi regolarmente ed in un solo atlo. L'espirazlone compiuta in due tempi caratterizza il contraccolpo o colpo di frusta.
L'opinione del Delafond trova dunque appoggio nella teoria caldamonte sostenuta dal Perosino; ed invero, in tutti i cavalli raorti boisi s'incontra I'enfisema polmonare jiiu lt;gt; meno esteso, Questa lesione spiega ancora la tosse rauca, stentata, profonda, con tirabro particolare, il soflQo lt;gt; cu-raore di sofllo, il rantolo crepitante ehe si sonte al terzo mediano del costato con l'ascoltazione e ehe va serapre piii aumentando flno ad ac-quistare la Intensity del sibilo polmonare. Quando la bolsagglne ö bene dichiarata si osserva ancora uno scolo mucoso continuo dalle narici, ed un lieve Ingorgo molk! delle ghiandole llnfatiche intermascellari.
II polso si mantiene pressochö normale; rimane pore sempre un po1 debole, i battiti del cuore plü forti, e la risuonanza delle pareti toraclche e aumentala quando non esiste versamento sieroso nella cavita del petto e non vi ha epatizzazione polmonare. I cavalli diraagrano, la pelle di-venta piii aderente alle parti sottostanti, il pelo si scolora, GUI animali consuraano ancora la loro razione, ma per lo piii I'assirailazione riesce liiii difllcile, e le feci tnolli od asciutte sono serapre abbondanti.
Secondo la teoria del Demoussy, la bolsagglne consisterebbe in una dilatazione varicosa o aneurismatioa del vasi polmonari e no sarebbe causa il regime aliraentarlo: il fieno non 6 adatlo pei cavalli, nolle pro-vincie meridionali si ha I'erba tutto I'anno, si hanno i datteri, il latte di cavalla, la paglia d'orzo e I'orzo In grani ehe si forniscono quale ordinario alimento. II Qeno o non si amministra o si appresta in picco-lissima parte. In [spagna, flnchö il regime giornaliero del solipedi si tece consistere in paglia d'orzo, erba verde, grani d'orzo o d'avena, non si conobbe mal la bolsagglne; corainciata la coltura dei pratl e del fieni, comparve la tnalattia. 1 partiglani di questa teoria spiegano il modo d'agire del (iono ammettendo ehe esso produce un sangue molto ricco, di elementl solid!, e ehe per conseguenza circola con maggiore lentezza; donde secondo loro, lo stato aneurismatico e varicose dei vasi polmonari. L'anatoraia patologica perö rlvela rarlsslmamente queste lesion!, per cui non si possono rltenere come oarattere costante della bolsedine. II Demoussy appoggia ancora la sua teoria sui casi frequenti di gua-rigiono di incipiente bolsagglne col solo mutamento di regime; tutti i mezzi poi riconoscluti di qualche elTicacia da! Veterinär! e da! mercanti di cavalli per far cessare u mascherare il ribaUhnento, sarebbcro pure in sua sosteniziono.
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HOI.S.U1GINK DEI SOUI'EI'l I) BOtBGDINBnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 817
Un farmaco di cui venno vantata refllcacia si ö l'arsonico o moglio I'aoido arsenloso. ESSO agisco come altoranto o come tonico; da I'orza ai process) della digestione e facilita la respirazlone. Pare vei'ainente ehe abbia un'azlone olettiva sull'organo polmonare e sulla pello, Dopo una oura ben fatta ooll'aoldo arsenioso il pelo diventa plü lucente, iiiü ooloratOi hi perspirazione outanea aumenta, l'attivltä respiratorla e ac-cresciuta, dlmlnulsco la tosso, ristabilisce la secre/ione mucosa del bronchi, tonifloa gll elemoiiti costitutivl tkillo vescichette polmonari. Questa edlcacia deirarsonico viene ainmessa pure dai tossicologi, i quaii dicouo ehe esso ravviva e ringiovanisce. E noto come in Germania si laccia uso deirarsenico tanto per gli uomini quanto per gli animali; le doiine Fadoperano per conservare lo attraenti lore forme di gioventu, I'reschezza, ecc. ed una pelle geiililissiiua per finozza, ecc. lino ad una eta attempata. Ai eavalli si arnministra per favorlre i lore process] nu-trilivi e vederli pin belli ed allegrl. Accado perö nou di rado die impor-tati nel nostro paese, cessata rainminislrazione solita deirarsenico, in breve moslrino il pelo rabbufliito, lisionomia piu nielanconica ed uno spossamento generate. L'arsenico e uno di quei veleni ai quali 1'or-ganismo si abitua. Devesi, nel eavalli, comiuciare la propinazione a gr. 0,50 al giorno e tutte le settimane aunienlaro la dose fine a 2-.'l gr., allriinenti non viene piü risontita la sua benelica azione.
Per combattere il venofizio eventuale 0 procurato coll'acido arsenioso devesi far uso della magnesia calcinata, dell'ldrato di magnesia o del perossido di ferro.
Nella oura della bolsaggine alcuni hanno raccomandato I'uso delPoppio, degli antispasmodicl, deH'arnica. Lquot;arsenico perö e quello ehe ha dato i migliori successi.
La bolsaggine costituisce vizio grave e pu6 venire mascherato, se-condo taluni, coiramministrazione di miglio, di pallini di pioinbo, an-guille, pesci crudi, fleno greco e di altro sostanze note specialraente ai cozzoni e a certi negozianti di eavalli. Queste sostanze darebbero luogo ad indigestione [tarticolare, ehe mantiene il flanco teso e non perraette ehe si vegga alcuna anormalita nel sue movimento, salvo un po' di fre-quenza ehe puo I'aeilmente attribuirsi alb* corse, ecc. Alcuni ammini-strano perflno 1'oppio, il vino e rlescono cosi a produrre un intorpidi-menlo nel moto delle intestina. Vi hanno percid 40 giorni di guaren-tigia, a meno ehe con patto speciale il venditore dichiari di non voler guarontire il cavallo dalla malattia in questione.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acido arsenioso...........gp. ,'i
Fa sei cartine eguali da amministrarsi sopra fette di pane, una por oinscun giorno.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido arsenioso...........gr. 8
Fa sei cartiue da soirmiinistrarsi una al giorno nella 2' sottimana.
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Acido arsenioso...........jlt;r. H
Fa sei cartine da darsi nella 3' settiiuana. Dopo si ripiglia.
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OARDITH E PERICAHDITR
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101. Cardite e pericardite.
Canlite ö I'iaflaminazlone ilol cuore, pericardite quella raquo;lol perloardio, Moltlaquo; volte si assoclano Insieme, specialmente quando la causa oonslste in corpl estranel pungent!, die, ingolati cogli alimentl, emlgrano attra-verari al ruiniuo od alia cullia. si portano nella oavltA toraoica e si piantano nel perlcardlo 0 no! cuoro, come sucoede abbastanza frequentequot; mentc nei bovlnl, La cardite e la pericardite possono adunque essere traumatiche, o reumaticbe acute e cronicho, primitive e secondarie.
Nella pericardite si puö avere raccolta sierosa nel perlcardlo, oppure uu essudato tlbrinoso, purulento od eraorragico, come si puö eziandlo
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F10. 1SS. Cuorc Jcl cavallo c i principal! vasi, laccia sinistra.
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avere uua pericardite villosa, 0 da neoformazlonl d'allra uatura comt! sono i noduli mocciosi, i tubercolari, i sarcomi, i cancri, I'lspessimento del comiettivo, brlglie connettivo, corpi mobili 0 poliposi, lipomatosi 0 fibromatosi, ecc.
La cardite puö essere interstiziale, acuta 0 cronica con ossudati negli interstlzl, tra le fibre muscolari, oppure con neoformazlone oonnettiva
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PtBURITBnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;8T9
Interstiziale, tuberoolaro, Barooraatosa, teleangeotasioa o parassitarla.
Nollo forme cronichi^ si ha ordlnariiiinnnto la sostituziono dc^l tessuto coiinotlivo alle (ibro muscolari, cosicchö il cuoro si presenta alterato nol colore e nolla forma.
Nella cardlte e perlcardlte trauraatlca si ha ordinarlamente ispossi-mento grande del perlcardlo, aderenze fra I'esooardio e I'epicardio, rac-colte di pus o di sangue, o ims v sangue contemporaneamente, essudatl fibriuosi e sierosi, neoformazione connettlva no! miocardio, tnlvolta asoessl nello stesso cuore, ed all'esame anatomico del vlscere si trova il corpo estraneo ehe puö conslstere in una lama dl coltello, o in uno spillo, In un fllo di ferro od altro corpo estraneo pungente.
I sintomi sono molto varii: si haiino disordinati i raovimonU od i ton! del cuore, polso giugolare, didlcolta di resplro, indlgestioni frequent!, febbre rernittente, edemi alle eslremita e sotto ii potto, e la morte segue dope un tempo maggiore 0 minore, ehe puö anchquot;essere di mesi ed anni.
Se si tratta di animali da macello il meglio e di utilizzarne le carni e non aspettare la morte, ehe potrebbe compromettere per la facile septiseirda, la commestibilit;\ di esse. Quando gli animali non possono uti-lizzarsi [)ol macello, debbonsi curare cogli antiiiogistici in generate e speciaimente colla digitale, col nitro ed il solfatodi soda quali moderator) dei movimenti del cuore, dilueiili del sangue e diuretici.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; l'r. Digitale purpuroa........contigr. 50
Kstratto di giusq.......... raquo; 80
raquo; dl bei lad.......... raquo; 50
Polvore di genziano.........nbsp; nbsp;gv, 2
Mose, e I', plllole N. 20 da darsene ad un cane quattronbsp; al giorno.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'i'. IDstratto dl aconito ..... ...nbsp; nbsp;gr. 2-5
Assafetlda............raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 15
Had. di valer. polv.........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 60
I'olv. di rad. d'altoa od acq. q. b. por I', plllole 3
Da darsi al cavallo una pillola ogni tro ore.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Johme) (1).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Foglie soccbo di digitale.......gr,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;12
Miole o polvere di liquirlzia q. b. da f. '! boli da somnninistrarne uno ugni otto ore.
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102. Pleurite.
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i'leurite e rinfiammazione della pleura. Kssa si distingue in acuta fl cronica, in totale e parziale, in traumatica, i-oumatica, septica, spc^ci-(ica dl varia natiira, in destra e sinistra. Taluni la dividono ancora in stenica od astonica.
La pleurite acuta e caratterizzata da iperemia intensa accompagnata
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(1) Hicellario cit., pag. (i70.
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alaquo;Unbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'LEIHITK
da doioro ai oostati, ad un costato od a parti lt;ii questo, da Gssudato sieroso o flbrinogene, eraorraglco o purulento, ehe si raocolgono nsl cavo pleuritico; da essudato Qbrinoso sotto forma ili ftilse raerabrane o di ammassi di varia grandezza sulle pleure, La flbrinosa si lt;lice ancora pleuriie secoa,
La pleurite cronica invece non ö d'ordinario palesata da dolorl forti ai costatl, cd ö invece caratterizzata da ispessiraento delle pleure, da briglie di tessuto connettivo die si estendono tra la pleura polraonare e la co-stale, tla neoformazionl vlllose isolate, od a clocche, o polipose, da neo-inniiazioni sarcomatose, carcinotnatose e tubercolari.
La pleurite trauraatica ö dovuta a ferite penetrant! alle qualj sussegue rnolte volte la pleurite settica per la penetrazione di germi morbosl nel
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Fio. IS'.1. Scziono toorlcH del cavo lorncico per ftir vodcrc la diaposlzlone ik'llo pleure.
cavo toracico, oppure anche a corpi estranei pungent! entrati per I'eso-fago, o dai ventricoli, specialmente nei rumlnanti. Nei bovini la fllaria labbiato-papillosa da luogo spesso ad inflammazione villosa,
II sintomo predorainante nolle tonne acute e il dolore pungente ehe gli animal! sentono alia pressione passando colle dita attraverso agll spazi intercostal!, la respirazione corta, frequente od accelerata; tosse secca, interrotta. All'ascoltazione, rumore di sfregamento; la febbre e continua quando la pleurite si manifesta estesa.
La prognos! dove essere sempre molto riservata; la cura si fa co! senapisml e col vescicatorl! al costato, sali diluent! Internamente nolle forme acute; colla toracentesi ripetuta per eliminare gli essudati liquid!.
La toracentesi si pratica anche nolle forme cronicho quando occoito.
Zudel suggerlsce la seguente formola i
I.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; F'r. Olio di oroton..........gr.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;2
Essenza di trementina........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; jo
Etere..............raquo;nbsp; nbsp; nbsp; go
Alcool.............raquo;nbsp; nbsp; nbsp; gg
Per frizioni sotto il potto, Invece del senapisml.
Internamente si amministra la scilla, eon mi poquot; di digitalenbsp; od aeonito.
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iiASTKITK ENTBRITB li CASTKITE-KNTKIllTK
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'381
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La sollla si dii allo seguentl dosl: (l)
Solipodi u bovlul . . . danbsp; nbsp; gramminbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;s-i'r)
Ovini ü malali ...raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 0,50-2
Ganl.......raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 0,10-0,30
La diginale si dii;
Solipedi q bovlnl ...raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l,50-4,8
Ovini 0 umiali ...raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;0,20-0,50
Cani.......raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; o,lo-i).50
L'aconitn noi cavalli (la 21 gv., QOi i)iilud)'i lt;?nbsp; nui vitclli da OODtigr. 15 a granmii 1,50.
Nitro:
Solipodi o bovini . . . danbsp; nbsp; gramminbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;15-45
Ovini e malali ...raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;4-10
Cani.......raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 0,30-1
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103. Gastrite Enterite o gastrite-enteritc.
Si dico ffostrile P inflammazione dello stomaco, enterite I'inflanima-zlone dell'lntestino, gastro-enierite I'inflammazioncopy; contomporauea dollo stomaco od lutestiua. lissa puo lirnitarsi ad uiia porzione del tubo Inte-
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l'u;. 490t Stomnco del cavnllo A cardtaa; /gt;' piloro.
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(I) F, Ciiiai'I'kuo v. II. Bassi , Compendio di farmaoologia velerinaria, Torino 1879.
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UASTRITH
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BNTBIUTH D (iASTRITK-KNTKRITK
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stinale, o presentarsl generate ed estesa fi gran parte, od a tutto il tuho Intestlnale. Interessa soventi la sola muoosa, o la poritoneale laquo; tutto e tro lo tonache iiitestiaali.
Dal puutodi vista clinico taato la gastrlte quauto I'enterlte si dividono in acute o cronicho, In reumatica o traumatica. Vi e 1'entorlte catar-rale, o catarro intcstinale ehe puö essere acuto o crouico, in cui si ha essudato oatarrale In quantltä raaggiore o minore uello inaterie di roio-ziono aoeompagnata da febbre o neu.
L'enterlte puo essere acutissima, come nella uialattia delle cosi detto glnestre o del bosco, frequente noi ruminanti, piü rara nel cavallo, do-vuta ai teneri germogli resinosi.
L'enterlte puo essere oroupale con dolor! violent! airintostino o febbre alia. Si produce un essudato pseudomembranoso aderente alPepitelio
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I-'ig. IÖ1 Slomaco del cavallo visto intcniamcnlo A sacco sinistro; J! sacco dcslro ; C rigonliameiilo duodenale.
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FlOi filä Sczione verticale della nmcosa del sacco destro dcllo stomaco B cpitclio ci-lindrico; CStrato ghlandolare; /) derma mu-coso. i. Fibre liscie longltudlnall della tonaca muscolarc; -J. fibre circolari; ). vast,
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della mucosa, ehe viene ordlnariamente ellminato sotto la forma di un essudato tubilorme ehe imita la forma del canalo intestlnale,
Nello stomaco od Intestino si possono avero la formazione di tumorl flbrosi peduncolatl o non, di polipl mucosi, di sarcomi, di tubercoll, di cancri primitiv! o secondarl; si possono averc inoltre delle cnteriti mi-cotiche, dovute cioe a bactori od a microparassltl piii elovati.
Si hanno abbastanza freqnentemente nel cavallo i ealcoli ^aslrici ed intestinal!, costltuiti da fosfato ammonlco magnesiaco; es! osservarono (lelK; incrostazioni calcarl dollo pareti dell'intestino ehe condussero a morte gli animal! eoi sintomi di coliche.
Vi aono poi tutte le forme di enteriti parassitarie di cui si e parlato pih trattandosi delle singolo specie di protozoi o di elmiiiti.
La cura, come si vede, deve essere molto varia, o tranne nei casi in cui si ricorre agli specifici, ordlnariamente si procede combattendo i sintomi eoi mueilaginosi, oleosi, calnianti, ipnotiei, anestetici, rinfro-scanti, eee.
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INWOBSTIONBnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;383
Nolla ciilorito da tonori germogli si raccoinanda la seguente lonnola i
l.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; rr. Foglle di nmlva..........gr. 600
Fa deootto con dleol' litri d'aoqua da ammlulstrarsl In beverone al oavallo od
111 I)11U.
3. I'v. Rad. di altoa..........nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp; 15
Aoqua ..............nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 300 por 1'. docot.
Sale anmro...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 45
Olio di lino...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 00
Da darsi 4 volte ad una peoora nol oorso dol giorno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (May).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Radice d'altea...........nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp;ho
Fa dücotto con acqua litrl 3.
Aggiugni 'ilio dl riolno........raquo; 100
Da amminlstrarsi in tre volte u cavalli o bovlnl,
4.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Aoldo solforico..........gr. 1-4
Diliiitlaquo;!i nell'aoqua ucl rapporto dl 1 a 500 alraono. Per laro limonata solforloa.
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104. Indigestione.
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Si (ilco indigestione la permanenza oltre I'ordinario dosli aliment! indigestl nello storaaco o nell'lntestlno. Si distingue peroiö una indigestione stomaoale, ed una indigestione intestinale, acula o oronica,
Vquot;ha inoltre una forma di indigestione detta vertiginosa pel fenonemi nervosi, coi quali si raanifesta.
L'indlgestlone stomaoale dol cavallo Ak luogo sposso a sintomi di it-terizia, a convulsloni e morte per la prossiono del ventricolo a pareti tese sul fegato. Si svlluppa spocialrnonto nei cavalli doi carrettieri, ehe si fanno lavorare molto e cho sono ipoemici.
Si cura coi tonic! o gli eccltanti, como il deootto di genziana, la ca-momilla, il vino, I'alcool dlluito nell'aoqua, col solfato di soda, I'aloe soccotrino. Clistcri dorivativi con ucqua e sapono.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Radice di genziana........gr. 200
Fa deootto con 3 lifcri d'acqua. Da amminlstrarsi in 24 ore.
Da ripetersi so oocorre.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Radloo lt;li genziana........gr. 50
Fa deootto alia colat. di 1000 ^r. d'acqua.
Agglungere aloe sooootrlno......gr. 20-30
Olio dl ricino..........raquo; 50-80
F. s. a omulsione.
Da somminlstrarsl In una sola volta al cavallo nell'lndlgestlone vertiginosa.
Si ripeto alPuopo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (L. Brusasgo).
Nei bovlni la Indigestione puö presentarsi como sovra pienezza del pan-zone, 0 del millclbglio, 0 ill tutto lo dilatazioni gastriche. L'indigestione
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:{8lnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;MKTKOKISAIO K TIMPANITIDH
cronica si munil'osta il piü delle volte oolla nstruziono lt;lol miUefogllo. Ija oura si pratica come nol cavallo, cioe col tonici ed eccitauti, cogli emetici.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;it. Radioo di ganzlana........gr. 120
Cuool per tuezz'ora In un lltro o mezzo d'aoqua; agglungl alia oolat.
Salo amaro............gr. 180
Da diii'si tre volte in un giorno,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Hai'unkr).
8,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'r. Tartaro stiblato..........gr. 2-8
Miolo o poivoi'o di genziana q. b. per fare un hole, da rlpetersi duo a tre volto nolle 24 ore. Come ooadiuvantl;
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; l'i'. [nfoso di camomilla........lit.ri 1
SologU solfato di soda........gr. 100-200
Da rlpetersi oooorrendo nolle 24 ore.
4.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Vino generöse..........gr. 800-1000
Si fa soaldare lino ai 35-40* n. o si amministra.
5.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Serai di lino...........gr. 500
Fa deoozione con 10 litri d'aoqua.
Da sommlnistrarsi come bevaada.
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105. Meteorismo o timpanitide.
Si dice meteogt;ismo la tumofazioiie del ventre causata dalla prosenza di una soverchia quantity di gaz nello vie dlgerentl, nollo stomaco o stomaci od intestina. Quando la sovrapionezza di gaz produce una tale tenslone dei fianchi da rendere il ventre enormemente dlsteso, il meteorismo si denomlna anche (impanile o timpanitide per la rlsuonanza timpanica ehe assume il flanco battendolo o percuotendolo col pugno o in altro modo.
II meteorismo puö essere acuto o cronico. E acute quando si sviluppa in modo rapide; per es., in seguito alt;i una accidontale indigestione, od ancera dietro 1'uso di foraggi vordi.
E cronico il meteorismo quando accompagna un'indigestione pure cronica, o vi hanno disturbl piuttosto gravi nolle vie digerenti. Cosi, ad esempio, nei casi di catarro stomacalo ed intestinalo, nei casi di el-mintiasi, dicalcoli, di dilatazioni gastriche od intestinali, di neotbrma-zioni diffuse 0 sotto la forma di tumori nei tube gastroenterico, ecc.
II piii trequente meteorismo consegue alTuso del lieno suhbollito, od in soverchla quantity somministrato. L'orba medica, la lupinella od in modo partlcolare il trifoglio, in ispecie il trifoglio rosso, quando i bovini e gli ovini vi si mandano a pascolaro prima ehe la rugiada o la brina siano evaporate, 1'erba tagliata il giorno innanzi ed ammucchiata in guisa die cominci la fermentazione, costituiscono altrettante cause co-muni del meteorismo o della timpanitide.
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ME'I EOKISMO !#9632;: TIMP VNITIDK
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Veugono conslderatl come allniBntl oho dlspongono alia titnpanltlfle etl ul inoteorlsmo la vacola, il grano saraceuo, le blade ft'esche, i tuberl mI-teratl In qualohe raodo, i ranunooli, il papavero, la clouta ecc, raasshne quaudo i forag|l vevdl indlcati sono dlvoratl eon grande ingordigla,
Talvolta il raeteorlsrao e la tlinpanltide sono anche prodotti dall'ar-resto di corpi estranel nell'osofago o uelle Intestlna, da corpl estranei pungent! (aghi, pezzi ill flic di ferro, ecc.) piantati nel rumlne o nolia cuffla, da neoformazionl varie, eoc.
In ognl caso, i ferment) (bacteri, saccaroinicetl, ecc.) die si trovano cotnpresl noi foraggi verdi, (quot;1 anche quelli ^ici eslstenti nel panzone del ruiniiianti o nel ventricolo del cavallo \i si moltiplicano e producono
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Fir,, 1,43. - Stomiici del Inic - .1, A'niminc ; Costremiti esofagea ; D cuffla; £ millefoglio , f quaglio
il*al Chauveau o Ari.oing .
uiia particolare l'ermentazlone ehe caglona lo sviluppo ili anidride car-honica mcscolata a proporzione varia ili ossido di carbonio, di Idrogeno solforato o di aria, sempre perö colla magglore prevalenza flell'anidrlde carbonlca. Quando i foraggi sono secchi vi predoraina I'ldrogeno carbo-nato, gaz imflamtnablle die produce flatulenze partlcolarl.
in rarl casl il tneteorismo 6 prodotto dall'arla atmosferica, Quail slano i ferment! ehe producono le fermentazioni indicate, non ci e ancora ben iioid e mancano osservazionl a! riguardo,
La tlmpanlte spesso si manifesta rapidamente poco dopo I'ingeslione deil'alltnento, raentre gl! animal! sono al pascolo; si rlconosce all'e-norme sviluppo ehe acquista Taddome; il flancoslnlstro dlventa esage-ratanipnte teso, con suono timpanico, uii animal! cessano d! mangiare,
i Pkhhonciio, Malattic degli animüU Jnraquo;n'.\lici.
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WETEORISMO B TIMPA.NITIDE
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noii niiniiiano, gemono, tengono la testa bassa, j-'ii artl anterlori dlva-i'icati per dispnsa ed ortopnea, eruttano spesso; il iliaframma ed il pollaquo; mone sono coraprossi In avanti g minaooia la soffocaüione. tJii occhi si taniio sporgentl, In giugolarl turgldo, cola dalla bocca saliva fllamon-tosa, si manlfesta scrosclo dei denti, Aggravandosi o perslstendo |o stato tnorboso I'animalf) stramazza a terra e in preda a sudorl freddl muore.
Ncl meteorismo e timpanitide cronica la tensione dei flanchi ö minorlaquo;!, I'anlmale non mangia, o mangia svogllato, non rumjna, ha per lo piü stitichezza, talvolta diarrea. \'i hanno period! dl miglioramento e di peggioramento ehe si alternano e durano vario tempo, si ha inline dl-magrimento progresslvo.
Quandoil meteorismo, o raeglio, la timpanitide ö prodotta dall'erba dei prati giova molto I'aceto forte comune. in seguito alia somministrazione ill una bottiglia ill aceto il meteorismo scomparo per lo piii in 10-12'. Come agisca questa sostanza non ö hen sicuro. Sembra ehe la sua azione eccltante sul rumino e sulla cuflla, caustica sulle erbe e mortale sopra molti fermenti, favorlscano i movimenti degll stomaci, 11 passagglo del ixaz nell'intestlno ed in parte il rigurglto ili quest! per la bocca, mentre I'erba come concotta dimiiuiiscß la sua facilitä per la fertnentazione ed i fermenti sceraatl in quantity, in un substrate poco favorevole ritar-dano la produzione ili nuovo gaz. Fatto (#9632; ehe questa semplice cura messa In pratica dal dlstinto s'eterinario sig, Chiaria di Trino ha pro-dotto sempre ottimi rlsnltatl,
Nel casi in cui la timpanitide od il meteorismo sono caglonati da indi-gestione di trlfoglio si trova indicatlssima rammoniaca, ehe si amministra alia dose di 15 a 30 gr, nei bovlnl disciolti in un lltro d'acqua, o raeglio di infuse di camomilla. L'ammonlaca gode della proprletä dl combinarsi rapidamente coll'anidride carbonlca libera nel panzone producendo cosi 11 carbonato di ammoniaca, ehe ha azione purgante ed eccltante sullo paretl del rumlne e della cuffla; donde la risoluzlone piii raplda del so-verchio accumulo di gaz nolle dllatazionl gastrlche dei bovini,
Se il meteorismo ö mantenuto da grave indlgestione per esuberante quantitä di allmento verde raccolto pel panzone, difflcilm.ente rammoniaca o I'aceto arrivano a sedare la fermentazione ed il pericolo sempre maggiore dell'asflssia rende necessaria prima la puntura col tre quarti, poscia col coltelio.
II taglio si pratica con histori o con coltelio in corrispondenza del mezzo del lianco sinistro; si attraversano le paretl adrlorainali ed il pan-zone stesso, ed il taglio deve pratlcarsi sufBcientemente grande ed esteso da poter eliminare dal rumine, mediante plnzette, cucchlaiood altro, I'ali-mento verde. Pa d'uopo flssare per quanto si puö le labbra della ferita del rumlne con quelle deiraddome ende impedire la caduta ilelle sostanze alimentarl nel cavo perltoneale, ehe potrebbero essere causa di perlto-nite cronica od acuta ed anche di morte. Questo edicace ed Intlmo rapporto dellc labbra delle t'erite si otliene mediante un trequarti par-
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MKTKOKISMO K TIMPANITIDEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 3laquo;7
ticolare ji larga ed applattlta vagina, Sovente perö manoa il necessario strumento e si dove d'urgenza pratioare I'operazlone.
Dopo I'estrazlone delle sostanze allrnentarl si medica la f'erita con un-guento di^wiivd, o mogllo e piü sempliceraente, con uoto o tronientlua in parti eguali, spalmat] sopra gross! piumacoioli lt;li stoppa, si forma cos'i una piaga a bottoncini ross] carnoi, cho tende a oicatrizzazione. Prevenendo sempre la caduta tiollo sostanze allrnentarl e medlcamentose nel cavo perltonsald, contlnuando la raedioazlone anzidetta, medlante dicta parca, speclalmente lt;li fleno, so ne ottiene la corapleta guarigione in un mesa al piü, Dappriraa clcatrlzza il panzone, pol la lerita della parete addorainale.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Ammoniaca liq............gr. 15-30
S])irit() di vino...........raquo; (i'gt;
Da darsi in due volte al bus moscolati in '140 gr, d'acqua.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Heiung).
gt;.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Ammoniaca llq............gr, l
Aoqun, dlstlllata...........raquo; 180
Da darsi alia peoora In una sola volta.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Forstbr),
:!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Fiori di camomllla..........gr. 100
Acqua..............raquo; 1000 per f, inf.
Araraoniacn ii(|............raquo; 40
Acquavite.............raquo; 100
Da somminlstrarsi ben moscolato assieme In duo volte od un bovine adulto,
Qftando i rimoili suggerlti non bastano, in Germania usano taluni quosto mezzo oho rilevo dal compianto Berti Pichat e ehe venne descritto dall'Oppermann.
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laquo; Aporta la bocca dell'animale \''\ s'intromette una specie di grosso morso ill legno rappresentato In M, M dalla flgura 104, si asslcura dletro
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MKTiOolUSMi) K TIMPANlTIDJä
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la fronte colla coreggia dl cuolo C, V, 0, Sollevasl la di lui testa quanto si [mo, e per raperturä D situata nel oentro di detto raorso, si fa pas-saro i'esti-cniiia A del tubo (iessibile A l! ehe soorges] uolia fig, 196, il quale 6 cotnposto di un fllo ili ferro ravvolto a spirale e rlcoperto dl cuoio, LVstivmita A porta una specie d'ollva, di oorno, vuota con moltl pertugl e comunicante coll'lnterno del tubo, L'altra eskremltö B termlnft (#9632;du un Imbuto purdi corno, [nslnuando destramento il tubo nell'esoftigo medlante aspirazlono prodotta alia bocca dellMmbuto is, i aamp;z Internl
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#9632; raquo;laquo;#9632; ^
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.................... f.U #9632;#9632;...................................................
Flo, 195,
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penetrauo pei for! dell'oliva A nel tubo; e in I'orza della innraquo; elasticity o deila pressione esercitata su di essi dallo storaaco dell'anlnaale, entrati
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I'li;. 196.
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iiol tubo ne sfuggono rapidamente per quell'apertura B, L'aspjrazione accennata si puö produrre introducendo il canuello di un clistere chluso nol detto imbuto e poi aprendolo (run tratto. Perö i'uso di questo tubo A B, riesce indugioso perchö la sua introduzlone nella gola incomoda (! indispettisce I'animale onde fa doi moti ehe potrebbero produrre qualche inconveniente.
laquo; Tale apparecchio puö tuttavia servire ad altri usi. Ad esempio quando qualche pome od altro oggetto ingoiato rlali'nniinalG si fosse fermato in gola, so il tubo A H, conciliabiimentG colia sua fliessibilitä ha pure una certa resistenza, servirA per rimuoveree spingere Innanzi quell'ostacolo. In qualche case il descrltto rnorso della flgura 194 per gli aniraali restii a bere liquidi mediclnali puö servire, versandoli per quell'apertura lgt;, intantoehe ooinc si o detto, si tieue elevato il rauso dell'aniraale me-desimo raquo;.
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MKTUORISMO K TIMPAMTIDKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 389
11 Treguarii oonslste in un ferro trlangolnro appuntlto A 1' (Fig. 197) con un manlco M ; il ferro Ö insinuato iioll.i cannula 15 0 dl metallo con duo for! s e munlta di quo! disco rappresentato In c.
Dopo assiourato bene I'aniraale, so si tratta dl un bovlno si pianta il
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Fio. 197.
trequartl nel punto piii oulralnante medlano del flanoo sinlstro como osprlroe la Ha. 198. Cioö, si penetra nel centro della concavita del fianco, corrlspondente allo spazlo trlangolare tra In apoflsl delle vertebre lom-bari, la cresta dell'anca, e il piü ehe si puö presse I'ultlma costola, ossia nol punto F della flg, 198, vi si appunta contro colla slnlstra mano il desoritto treguarii iuclinato un po' verso I'alto e un po' verso Tanca dell'anlmale e colla paltna della mano destra percuotendo la testa O
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Kio. 108.
(Fig, 197; del naauico, con nn sol colpo si fa penetrare lo strutnento in guisa ehe il disco C (ivi) si appllchi sulla peilo; ed allora trattenendo ae fa d'uopo questo stesso disco si sfodera o si ritira il ferro del (requarti. In lal mode rimane confltta la eannula I! C e subito d'ordlnarlo n'esee il gaz. Siccome questo ö serapre raescolato ad una certa quantity di idro-geno carbonato, quando si operasse di node bisognerebbe guardarsl dul iume per non susoitare un incendlo.
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390
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KI'ATITK
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I gay. escono da prlma lt;;oii Impeto, poscla con minor forza sin'i a die sia e(fettuato lo sgonflamento (1). Oessato il ((iiale, si toglle via la .#9632;ui-nella e per alcual glornl si bagna ripetutamente nella giornata con acqua e aceto, o acqua con tintura d'arnica o seraplicemente con acqua fredda. Se la tirapanitidQ ö molto grave e I'anirnnlG sta corloato bisogna lialzaiio
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Fie,. 199.
con due larghe clnghie in 4 persone come si vede nella flg. 199, e ope-rare come nella flg. 199, incui perö il trequarti 6 puntato troppo innanzi. Come euro successive sono indicati il riposo e un paio di giorni di dieta, Se non si rinnova prontamente la rutninazione si da per parecchi
giorni un lit.ro di vino eon inlusi aromatic!.
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106. Epatite.
Si ilico epatite rinflammazione del fegalo. Kssa puo essere reumatica traumatica, biiiare, da parassiti animaii, calcolosa, da incrostazioni cal-cari e iiooformaliva. si distingue clinicamente in acuta e cronica, in parziaie e totale, in stenica ed asteuica.
Puö ancora essere superflciale, periforica o parenchimatosa; risiede spesso particolarmente tielle vie biliari sotto la forma di catarro acuto (i oronico del condotti biliari.
L'epatite parenchimatosa puö essere rappresentata da degenerazlone acuta delle cellule epatiche, oppure da proliferazione delle stesse cellule.
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(1) Berti Pichat, IsUluxioni di Agricoltura, vol. iv, puglt; 8Ö9.
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BPATITKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 391
L'epatite suppurata ordinarlamsnte si presenta sotto la forma di ascessl piü o raeno grandi in diversi igt;Miiii döl fegato. Questi aöoessi sono laquo;lo-vuti a del miorococohl particolarl piogeni, I quail Irrltano meccanicalaquo; rnente e provocano la formazlono ilH pus.
L'epatlte intsrstiziale o Intersolare conduce ordinariamente alia clrrosl epatica parzlale o generale, caratterizzata dapprima da inflltrazione ill cellule linfoidi del connettivo Intersolare laquo;'d Interaclnoso, da Ispessilaquo; meuto pi'oprossivo- di questo, du formaziune di zone necrosate, da neo-fonnazione dell'epitelio nei canallcoli biliari con progresslva raagglore consistenza della sostanza del fegato, H fegato si fa giallo, rosslcclo,
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km-.
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Vic, H)ü. Sczionc d'un lobulo cpntico sccondo Cl. Bernord.
VII Vena epalica inlralobulaiv VP ramo Interlobnlare dclhi vena porla R maglle Jella rete
capillare del lobulo C cellule epatichc B canalicoli biliari I' loro orifjinc nel lobulo.
Dal Chauveau c Arloinlaquo; .
bernoccoluto, sovente con villositä alia perltoneale; poscia giallastro-bianchiccio, spesso coi condotti biliari a pareti grosse, bianco-glallo-^iiolc, ec(!.
si possono sviluppare nel parenchiraa ed alia periferia del fegato, noduli raocolosi, sarcomi, tubercoli, cancri, flbromi, lipomi, ecc.
Nelle forme acute di epatite si ha febbre, tlnta icterlca generale, do-lore a! fegato, per cui I'animale sta inourvato a destra.
Nelle forme croniche vi ha sovente tlnta generale glallognola od it-terizia, dolore di fegato ottuso, progressive dimagramento.
Giovano 11 bicarbonate di soda, il sale ammoniaco, ecc, 1 rlvellenti intestlnail, 1 purganti drastici, come I'aloe ed 11 rabarbaro,
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Aloe soocotrino pol.........gr. 10-40
Agg. miele g polv. di gonzlt; q. b. per fare l boll. Da somminlstrarsl no] oavallo In dodlcl ore.
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#9632;fa
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3Ö8nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ooLiOA
8,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'r. Aloe socooti'ino |)ol\.........gv, 20-60
Aggi iiiiuk'. lt;! polv. ili H'c'ii^- M- ''#9632; l,,!l' ''l|'0 ' bolli Du Bommliiistrarsi nol bovlni In dodlol oro.
I!.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;rr. Elabarbaro: Dosi purgative;
Noi solipedi............gr, 870-360
Malall.............raquo; 'M)-\20
Cani e Qattl...........y 4-15
üosi nun purgative;
Noi solipedi............gp, S-Ki
Ovini o maiali...........raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;8-8
Cani e gattl............raquo; 0,84-1
(Viborq).
Le ultinu' ilosi si umministr.-mo 3-4 volte :ii glorno noi casi ili ittertzla.
SI prepara in bolo con tnlele o polvere ill llquirlzla.
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107. Colica.
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Si dice colica qualunque dolore Intenso ehe ji'li animali risentono al-I'addome, per cui si damp;nno a movlmenti dlsordinati i si guardano il Banco, si coricano poi si alzauo, ecc. La colica puö essere dovuta ad indlgestlone, ad elmintlasl (tenio, asoaridl, strongili, trichine) a perito-
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l-'ii; 201. Vi;i[a generate deU'iiUostino del bovinl.
.1 Orlglne Jd duodeno /gt;' porzione Oottuntc del tenuo C termlno del lonue I) coco /-,' piinla del coco /#9632;' colon (ill por/ionc tornihinlc dcirintcstlno. - I. hiser/ione Jd canal cuUdoco; .i. hisc/. del canalc panevcatico (Dal Chauvieau e Ahi.oinc).
uitc o ad enterite, ad intasamenti focali (iudigestione o (;r)ii('a sterco-racea), a pares! ed a paralisi dell'intestine e quindl a dilatazioni dello stesso intestino, a dejjeneraziono caseosa, grassa e caicarea delle pareti dell'addome o delle tonache intestinal!, ad inflammazione del reni o- della vescica. ecc.
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I'UHITONITKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; liOS
dome si vsde, lo oausedolls oollohGsono molto numoroso; lo piü gravi sono quölle du* non si possono oombattorG, como la oolloa da porfora-zlone dell'lntostlno, da rottura dello stomaoo, da oalooll latestinali.
La diagnosl rissoe sempre molto difflolle g la prognosl incerta g rl-servata.
La cura ilevo corrlspondere alia causa.
Per sedare i dolor) pGrö g quando non (isiste iebbi:e si adopora l'eterG solt'orico, il cloralio, l'oppio od il laudano.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Etere solforioo...........gr. 8 ;i 80
Da aramlnlstrarsl ai solipedl e bovinl In gramml 200 ad un Utro dl Infuso dl oamomilla.
2,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr, Etere solforioo...........gr. 3 a 10
Da arnministrarsi In gramrai 100 dl infuso dl camomllla ai malall ed ovini.
L'oppio si amministra ai bovinl o solipedl alia dosn dl ^ a 8 gr.; agli oviui j,ri'. 1-4, ai maiaii gr, 0,50-1,
Nei neonatl viiellini o pulGdrini, ehe non si fanno poppare il colostro puo il meconio accumulai'si e Cormare conie uu ammasso o concremento, ehe acclude il piccolo colon, donde promitl grandi, movinionti convul-sivi. sudori profusi, (roddo alle eslremita e inorte dogli animal! per meteorismo e Irritazione Intostinale,
Qulndi, pei neonati, non bisogna'mal dimenticaie il colostro o lade immature dolle madri, Nei caso si temosse l'insalubritä di quosto colostro si potrebbG sterilizzarlo portandolo due o Ire volte a 5Bdeg; C, per un'ora di seguito eatro stufa stGrilizzatrice, od a bagno marla,
La colica stercoracea si cura coi purganti drastlcl, cogll eccitantl del tube digGrente e cogll enteroclismi abbondanti.
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108. Peritonito.
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Peritonlte e I'inflammazionG del peritoneo, Essa puo essere acuta o cronlca, roumatica e traumatlca. In quostG diverse forme ili peritonite si hanno tutti gli Gssudati gih ricordati a proposito della plGurito, come si puo avere raccolta liquida nei cavo perltoneale per sempllco idropisia (idrope-ascite) dipondonte, per es,, da cirrosi epatlca, si possono avere casl di peritonite caratterizzati anatomlcamente da iperemia, rossore o lieve ispessimento lt;l(d peritoneo, caduta dell'eiidotelio e qulndi raccolta di essudato siero-albuminoso nei cavo peritoneale. TalvoKa la peritonite e caratterlzzata da un essudato sleroso, ehe si rapprende a contatto del-l'aria sotto la forma di una massa gelatinosa glalliccia, eon o senza ab-bondante siero, Oppure, la peritonite e caratterlzzata da false membrane o masse (ibrinose, come si puo averedel pus od un essudato emorragico. ünlinariamonte nella peritonite acuta si ha dolore alia parte (colica perltoneale), föbbre i lt;xU animali si guardano la parte malata, presGntano polso piccolo e frequente.
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Nella perltonite oronioa si puö avere lo sviluppo laquo;li villositA isolate o a ciocohe, uoduli dl saroomi dl varla struttura (|u;( lt;gt; cola sparai o diiiiisi, ill pollpi flbrosl, ispesslmenti bianohi laquo;lol perltonoo lt;la iperplasla del coimettlvo, nodulJ tuborcolarl, lipomi, oncondromi, canoro epitellale secondario, ecc. Quests Corme varie dj peritonlto cronloa si aocorapa-
gnano ordinariaraenta con racoolta li-quida nel cavo addominale, raccolta cho puo essere sierosa, siero-flbriiiosa, puru-lenta ed emorraglca, o sempliceraente fi-brlnosa o purulenta,
Quando causa della peritonite sono delle ferite penetranti nell'addonie, si ha a lernen! la sepsi, o peritonite septica, pu-trida, ehe piii facilmente conduce a tnorte gli aniraall. E sempre mortale quando la peritonite dipende da rottura dell'in-testino o della vesoioa, da ernie stran-
Fio. 80raquo;. - Sszlono verticallaquo; deH'addomenbsp; nbsp; nbsp;goiate, ecc.
perfarvedera la disposlslono del pe- Nella peritonite aculanbsp; nbsp;con lebbre e
rltoneo. 6'purletnle -/J. /?, G vi.nbsp; nbsp; nbsp;(lo|n|,j in)i(,nsi ftIl'a(Jc[ornenbsp; nbsp;coilVeilgOllo i
scerale (Dal Chai'veau lt;- Auloinlt;;i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;0
calmanti e jzli oppiacei internamente: 11 calomelaao, il laudano, gli oleosi, i mucilaginosi. Esternaraente i cala-plasmi freddi, poi i rubefacienti, Olisteri oleosi e mucilaginosi, Se vi hanno essudati liquidi se ne procura I'eliminazione colla paracentesi addominale ripetuta.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Calomelano............gr. '-i
Oppio pur.............raquo; 1,25
Far. ill semi ili lino.........raquo; 15
Acqua q, b. per f, un bolo.
Sornministrnte due ili tali ihisi.
Da darsi :il cnvallo una pillola il raattino,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forster).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Carb. dl potassa..........gr, (30
Polv. dl bacohe cli ginep........raquo; 180
Kar. ed acq. q. b. per 1'. elet.
Ha darsi al cavallo ognl 3 ore la quarta parte,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Hertwiq).
si (lit pure nei bovini trascorsa la veomonzu dellMndamiuaziono e quando ae rimasero a\\ essudati.
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Nefrite.
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Nefrite ö l'inflammazione del reni, Essa puo essere traumatica, reu-matica, stonica od astenica, acuta o cronica. La traumatica dipende da ferite, contusion!, commozioni dei reni: ordinariamente e accompagnata da emorragia e quindi da) piscia-sangue od ematuria vera. La reumatica puo presentarsi sotto forma congestiva, essudatiya o aeoformativa,
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NRFUITK
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Si pun averc ai mil congBstions forte dipendsnte lt;la vi/.io oardJaco, o ila loslone della oava posteriore, quot; per I'Gffotto di talunl virus. Nella uialaltia delle glnestre si ha anohe iporemia intonsa del reni, soventl con emorragia. No^ii avvelenamenti con cantarldi si possono avere analoghe lesioni. In soguito alia degenerazione amiloide del glomeruli malplghianl o ad embolisrao delle arterie tertnlnali del reni, si possono avere oongestioni passive, stasi, ecchimosi, inflltrazioni emorragiche, in-farti emorragioi, enaatomi lt;iii anche I'edetna lt;l(^i reni, od inflltrazione sierosa del parenchima del reni,
Nolla net'rite congestlva si ha esfogliazione deirepitelio (nolVilc de-squamativa): i roni sono rosso-bruni, ricohl ili sanguo e si puö avere albumina nelle orine, assierae a del cilindri costitulti dalle cellule (lt';
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Flo. SO:!. Olomernlo Malpighianonbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Fmc-,. 9nV. Rene di bovino (Visto di sopra).
Dal Chahveau e ARLOINO).
tuboli uriniferi non coinpletamente degenerati. Quando la iuflamma-zione si fa parenchimatosa allora si hanno i cilindri ialini nolle orine.
si puö avere una nefrite lt;ia micrococchi nolle cellule epiteliali del tuboli uriniferi, come veune giamp; dimostrato uei bovini.
La nefrite e soventi Interstiziale, particolarmeute nei bovini: i roni diventano bianco-giallicol, ipertroflzzauo lentamente per la ueoformazione connettiva Interstiziale, Talvolta si forraano anche tlegli ascessi piti o meno numerosi, oppure il pus vione eliminato coH'urina di mano In inano ehe si produce. La nefrite iuterstiziale ö proddtta spesso da calcoli.
Possiamo poi avere lo sviluppo di sarcomi primitivi o secondari, di tubercoli. di cancri; si possono avere eziandio varie lorme di degenoa
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396nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; mmw
razione tleiröpltelio del fcuboll urinirerl come la degeneraziüne albumU
noido, la degenerazlone graimlo-grassa, l'amlloide e la pigmontale.
La gaugrona del reni avvleue in seguito a stasl od a dlsturbi gravi delia circolazlooe; allora la sostanza del reni dlventa Irapregnata dJ sucohl o si spappula colla piii grande faoilitA. Nei reni si possono avere ancora delle cistl di secrezione (nefrite clstioa sempllce e oomposta) e
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Fio. W-'. Smuiura del renc, Bgura raquo;chematicu iDnl Chauveau l- Auloini-/.
cisti elmlntiche. Queste forme difl'erenti di nefriti si prosentano sotto forma acula, oppure sotto forma crüiilca o louta.
Quando si svlluppa la forma acula, gli animali sono Irrequieti per la coiica nefriticaj calpestanq col pledi, portano sotto il ventre i pledJ posteriori e li tengoho aliargati, I'andatura si fa vaciliante per la pa-resi del treno posteriore; trascinano rlgida la gamba corrlspondente a] rene raalato; alia pressione delia regione lombare gll animali manlfe-
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NEKRITE
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stano dolorl intonsi se riuiiarnnui/idiic v periförlca si trova anohe aumento ili teraperatura ai lombl. i/urina ö rara, viene emessa con dolore, dapprima giallognola, piti tardl glallo-scura, rosso-bruna o mlsta a sangue. lt;lt;\i anlmall conservauo ordlnarlamontG la poslzlono come nol-I'atto ill inlngoro, hanno grande debolezza del treno posteriors, talvolta con paraplegia, L'esplorazionQ rottale rivela la voscica vuota e dolore grande ai real.
L'esame raicroscoplco delle urine costituisce im mezzo diagnostico molto importante. Per questo, si raccolgono in un bicchiere a calico, vi si lasciano in riposo qualche ora per esaminarne ii sediraento.
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FlO. 2tilt;j. Sezinnc di roue Jo! cavallo.
La nefrite cronica segue ordinariamente l'acuta. So pero esordisce lenta e si mantiene cronica, riesce piii difflcile riconoscerla, ma se si Men conto della debolezza incrociata degli arti posteriori; dei movimenti barcollanii e delle alterazloni dell'urlna, si puö dlagnostlcare esatta-mente la naalattia.
iya cnra della nefrite deve variare a seconda della forma ehe non sempre si puo con rigore diagnosticare. Nolla nclrite acuta con febbre stenica vennero trovati utili i saiassi parcamente appiicati, rammini-strazione interna di bevande mucilaginose ed oleoso con calomelano, oppiacei, piccole dosi di can Cora.
Se la nefrite dipende da ingestione lt;li cantaridi, la canlbrae I'antidoto il piü raccoraandato. So la nefrite e traumatica si fanno applicazioni fredde sui lonabi di acqua vegeto-minerale, di tintura d'arnica e meglio ancora di acido fenlco nell'acqua mantenuta fredda col ghiaccio. So non e traumatica si tenno frizioni alia regione iombare dl pomata emo-tica, 0 vi si applicano senapismi.
rv'ei casi di nefrite calcolosa la canl'ora trova sempre un'utile appli-cazione. Quando si manilesta il dimagramento, e laniniale volge alia
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398nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;OISTITH
oonsunzlone sono raooomandatl laquo;li amari, In partlcolar modo la mirra, lo zucchero di saturno, il giusquiarnOj occ.
Nella nefrite cronioa gioVano i rivellenti esterni, i preparatj di tre-mentina, come Pessenza di trementina e sovratutto un regime nutritivo cd i purganti salini per mantenere sbarazzato I'lntestino grosso.
I Pi*. Calomelano............nbsp; nbsp;gp,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;8
Estratto ili glusquiamo........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; -l
Farina semi ili lino.........nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (5(1
Acqua f. q. b, per fare quattro boll.
So no ilii mid ofiiii due o tre ore nci oavallo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Hertwiq).
~. Pp. Canfora.............nbsp; nbsp;gp,nbsp; nbsp; nbsp; 4
Olio di lino...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;180
Polv. gomma arabioa........nbsp; nbsp; nbsp;^gt;nbsp; nbsp; nbsp; 45
Alielo crude...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;150
Acqua di (onto..........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 720
M. r. emulslone.
si da al cavallo cd al buo in 1111a vulta.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Hehtwig).
.'!. Pp. Canfora trit..........'. .nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp;15
Cremortortaro..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 60
Solfato di potossa.........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 350
Farina semes di lino ed acqun q. b, per farnbsp; elettuario.
Da somministrarsl al cavallo in un glopno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Haubnbr).
4. Pp. Canforn.............nbsp; nbsp;gr.nbsp; nbsp; nbsp;20
Nitrato di potasso.........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;100
Far. sinn, lino ed acq. q. b. da far un elettuario,
Da atntninistrarsl un'ottavo parte ognl tro ore al buo.
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110. Ciatite.
Cistite e rinßammazlone della vescica. l'uo laquo;ssore acuta e cronioa, traumatica e reumatica, calcolosa e neofbrmativa. La traumatica o do-vuta a ferite, contusioni, ecc; la reumatica pnu essere catarrale, .quando esordisce e si localizza alia mucosa; reumatica vera, quella ohe esordisce dall'invoglio peritoneale; raramente la cistite ö croupale 0 difterica. Si dico cistite calcolosa la inflamraazione dovuta a calcoli; neoformativa quando ! caratterizzata dallo sviluppo di neoformazioni sotto la forma di nodi, di papillomi, di villositfl, di lipomi, di sarcomi, tubercoli e car-cinomi,
Queste diverse forme di cistite possono presentarsi con sintomi della cistite acuta, oppure conic cistite cronica
La cistite acuta c resa palese dalla ffebbre, da dolori colici e qulndi da IrroquiotiKlinc ncjrli animali e da stitichezza; il malato s'accoscia sposso per urinare con iscuria, disuria 0 stranguria; lo orine sono sedi-raentose, rosso, talvolta saiiguigne; vi ha meteorlsmo, rospirazione ire-
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CISTITHnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 399
quente toracloa, sudorl. SI ha molte volte rltenzione d'urlna per oonlaquo; trazione dello sflntere del collo della vesoica, Ooll'esplorazione rettale sl trovu la vesoica plena laquo;li orlne e dolente, oppure vuota con tenesmo vesoloale. Nei casi di oalcoli vescicali l'urinasl emette ad intertnlttenze, spesso con coagull sangulgnl. Quando v'ö cangrena della vesoica l'anl-raale e colto da sopore, da debolezza e non tarda a manifestarsi la morte.
Nella cistite oronica con Ispesslmento della mucosa, villositä (cistite villosa), da calcoli, renella, polipi, sarcomi, cancroidi, carcinomi, ecc. si ha ordinarianiente ellmiriftzlone dolorosa dl orlna fllanta, qualche volta sangulnolenta verso la flne del getto.
Ai calcoli nel collo della vesoica puö succedere talvolta la rottura della voscica. In quosto caso la vesoica sl presonta contratta e vuota nel rondo del baolno, l'aniraale i'a sforzi espulsivl; cessa il dolore e l'aininale si dispone talvolta a mangiare; il ventre si tumefä, si svi-luppa perltoniteed uremia, Accade talvolta ehe la rottura della vescica e caratterizzata sol-tanto dall'iscuria. Dopo la rottura della vescica. pel riassorbimento dell'urina nel cavo addoml-nale, si ha odore urinoso lt;lel sudore. Llpp osservo im maialc ehe visse otto giorni dopo la rottura della vescica, e Cruzel vide buoi ehe sopravvissero lino a trenta giorni alianbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;.,.....
1nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; lie;. ?n7, Vescicn
rottura dello stesso viscere.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;e termlnazlone dlun uretere.
Laparalisl della voscica e rlvelata dall'usclta continua dell'urina a goccie senza ehe l'animale s'accoscii e ne risenta dolore (incontinenza d'orina). Talvolta la cistite e consecutiva a metrite dopo il parto.
Quäle cura, si raecomanda quella suggerita per la ncl'rite, colla difi'e-renza ehe per la cistite soventi il cateterisino ed una cura chirurglca trovano la loro Indicazione.
Sono pure raecomandate le Iniezionl oleo-mucllaginose nell'uretra e nel retto e l'araminlstrazione Interna di ipnotici e di sedativ! per cal-rnare il dolore.
Nella cistite cronpale Haubner ha raecomandate iniezionl in vescica di una soluzione di solfato di rame.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr, Dec. di rad. d'altea.........gr. 780
Oppio puro............nbsp; nbsp; nbsp;raquo; 2
N'if,. dl potassa..........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 15
M. e amp; tre dl tall dosi da amministmrsi una al mattino,nbsp; unanbsp; al mozzogiorno (; un'altra alia sera, al cavallo.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; iZiii!\).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Solfato di rame..........gr. 30
Acqua di fönte..........'s 350
Per Iniezionl nel croup della mucosa vesoloale.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Haubnkr),
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Teste dl papavero.........N. ö
Facciansi bollire in acq, rente alia col. ill gr. 1200
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400nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;MBTR1TE
* Aggiungi
Oppio puro............raquo; lit
Lauclano liquido..........^gt; s
Du araminlstmrsJ a bloohlori nci oasl ili iseuria spastloa per rltenzlone troppc
prolungata dolle urinenbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Pietro Brusasco) (1).
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Illnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Metrite.
L'inflammazione deirulero chiamasi metrite. Essa puö essere acuta o oronica, reumatica quot; trauraatica, parenchimatosa o flemmonosa, od ea) oaeuo; puö ancora essere ili natura septlca o tifica.
hu metrite cronlca puö presentars] sotto la forma di ispessimenti del sotto-sieroso o della tonaca siorosa dell'utero, sotto forma villosa alia tonaca peritoneale, o polipo-villosa, oppure si presenta come consecutiva alia oatarrale acuta con ispessimento del sotto-mucoso, ascessi, ispessi-raento grande nella pareti dell'iitero da iperplasln del connettivo, tumorl poliposi (pöllpl mucosi, (Ibromi, miomi a fibre liscle, ecc), Ln metrite puö essere sarcoraatosa, lubercolare, carciuomatosaa seconda della natura varia delle neoforraazioni.
La metrite acuta, quando si presenta sotto la forma dl un'endome-trite oatarrale, ha specialmcnte sede nella mucosa lt;m1 o ordinarlamente accompagnata da vaginite oatarrale. si manifesta con febbre e dolori alTutero, iperemia grande alia mucosa uterina, lavoro formative esteso eziandio alia mucosa della vagina ehe si presenta ugualmente rossa; la vagina e la vulva sono tumefatte, calde, asoiutte, dolenti, e dolenti sono pure i lombi. (ili animali stanno colla spina Inarcata come per urinare, e remissione dell'urina e dolente. Cola dalla vulva un umore dapprima sieroso, sottlle, ficco di oellule epitellali; piu tardi avviene ipersecro-zione mucosa, tavolta lo scolo si fa hnuco-purulento, verdognolo, striato o non ili sangue.
Se la malattia volge al bene diminuisce lo scolo purulento, continua il mucoso, afflevolisoonn i sintoml general! e si stabilisce quella forma di malattia oonosoiutn sol to il nome ili catarro dell'utero, detto anche lliissi) bianco.
I,'inliammazioiie si propaga talvolta al connettivo sotto-mucoso o quindi all'lnterstiziale ed anche al peritoneo (metrite flemmonosa di Spinola o parenchimatosa). I sintoml sono pin gravi, la malattia si sviluppa rapida-mente, la febbre si fa intensa, il polso accelerate. L'iperemia intensa airutero e causa talvolta ili emorragla (metrorragla) oppure ili forma-zione di pus, ili edema alle tonacho deH'utero, lt;li essudato slero-albu-mlnoso, o albumino-flbrinoso interstlziale, sulla peritoneale oppure anche sulla mucosa. II dolore lt;quot;#9632; grave, e si manifesta con sintoml di colica,
(I) L. Bkusasco, Nuooo dizionario terapeutico ragionato, Torino ISTci.
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METUITBnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;401
cuio irrequletudlne, le femratne si coricano po] si rialzano, geihono, soiio spesso colplte iia slnghlozzo, Risentono ancho dolore grande ai lorabl, iianao stitlchezza, Incurvamento dolia spina, resplrazlone accele-rata toraoioa,
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1!)nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 1raquo;
\l \/EKMORCKf.H so
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Kia. 208. OrRani genitall della glumentn, Isolntl e aperti In partedlal Chauvsau c Arloino).
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L'iperemia intensa dell'iitero put) essere causa di stasi e quindi con-durre alia gangrena delPutero, o di semplice rallentamento dolia circo-lazione, causa di trombosi delle arterle e della vene uterine, quindi embolia delle arterle polraonari, pneuraonite erabolica e morte.
46 I'eruoncuo Malaltie degli antmall domestlci,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I
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MKTItlTH
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Tra lo tonacho utorino possono lormarsi ascossi pd aversl OOsl pioomia oil oinbolia, rottura di ascessl, oaduta del pus nsiraddorae, perltonlte acuta o moi'to.
Dopo il parto puö succedere la metrlte settica o qulndl la fobbre puer-perale (vedi pntx- 18 a 17).
Coll'esplorazlone rettale si sente I'utero tumefatto e dolente; magglor dolore poi si produce coU'esplorazlone vaginale, Se rimasero nell'utero Invogli Cetali si ha per lo plu scolo dalla vagina fluido, sporco, oero-verdognolo, o sangulgno icoroso fetente. Vi si agglunge spesso anche clstlte, FiO tnammelle sono floscie, awlzzite, dolenti, il latte leggermente rosslgno. Le mucose apparent! rosso, le congluntive asolutte ed Ipere-miche o quindJ con scolo abbondante dl lagrime, respirazione toraoioa e difflclle; ordlharlamente parallsl del treno posterlore, stupore o coma, scrosoio dei denti. I fiaiichi e h'- ostromita si coprono di sudori froddi; d'ordlnarlo in tre o quattro glorni si ha la morte.
La raetrite e.v vacuo suocede naturalmente al parto: si deve a questo ehe I'utero iperemico, durante la gestazione, viene tenuto teso e la oir-colazione qulndl succede regolarmente. Effettuatosi rapldaraente il parto puö continuare la congestlone e prodursi emorragia per mancata pres-sione interna, donde rnetrorragie gravl con o senza metrlte.
La metrite traumatica consegue alle violenze, grafflature, ferite, ecc., ehe si producono per le manovre grossolane del margari durante il parto.
Le forme di metrlte cronica possono essere una terminazionedell'acuta, oppure la metrite si svolge lenta lt;gt; si contlnua in tale state per molto tempo, come awiene nella metrite neolbrmativa colic sviluppo dl nodi o tumori maligni.
I sintomi variano moltissimo a seconda delle lesioni. Tratte tratto si accompagnano con access] febbrlll, con nausee e vomiti nei carnivori, con salivazione abbondante e schiuma bavosa nei ruminantl. Si rico-nosce mediante I'esplorazione colla mano.
lia metrite catarrale guarisce ordiuariamente in otto o dieci glorni, oppure passa allo stato cronico. la metrite cronica o lenta finisce quasi sempre col marasmo e la morte dell'animale.
La cura varia a seconda della forma di metrite, die si ha da com-battere.
La metrite acuta stenica si cura coi depletivi, piccoli salassi, Famrni-nistrazione deU'emetico col solfato di soda, saluitro, camomilla, sale ammoniaco, digitale purpurea, oppio, estratto d'aconito per lenire il dolore. Applicazione di ghiaccio in vagina, Iniezioni d'acqua di malva nell'utero; uel retto cliteri oleaginosi, Prizionl di senapa o senapismi al tronco.
Nella metrite acuta astenica 'con fntulo tifoso) sono indicati i tonici, gll amari, e gli antisettici.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Piquot;. Tannino pure...........gr. 8
Acqua di fonto..........ngt; ,'i50
per Iniezioni,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Förster).
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ORCHITKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 403
a.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; pp. Borooo.............f-'f- 1deg;
Acqua rli pozzo..........raquo; 1000
Per iiiiczioni.
;).nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pp. IiiI'iiscj ill sabina preporato oon 60 gpammi ill foglio o
700 graraml d'aoqua. Agglungi
Cpeosoto.............gr. i'rgt;
Pep iniozloninbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Weiss Hkc.)-
#9632;i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pp, Poglie di saliiiui..........gP, 15-30
Carhonato dl potassa........raquo; 15
SI prepapl In tplpla dose.
So ne aminlnistra una ogni 6 ope sotto fopma d'lnfuso, alia vaoca nella pi-tonziono delle urine.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Hekino).
5.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pp. Acido fenioo...........gr. 10
Acqua.............raquo; 1000
I'er ippigazioni nell'utero.
(i. Liquldo antlsettlco adoperato dal D. Pinard alia terapepatupa di 48ü C, alia dose d'un llti'o, sotto fopma di inlezlonl noll'utopo.. ogni mezz'opa alle par-torlentl.
Pp. Acqua.............gr. 1000
Biodupo ill mepcupio........raquo; 0,05
lodupo di potassio . . ......raquo; 0,05
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112.
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Orchite.
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Si dice orchite Pinfiammazione dei testicoli. Spesso si trova associata airinflammazione degli Invogli del testicolo.
Sovente I'orchite e traurnatica, ma pun essere ancho reurnatica, su-porficiale, parenchimatosa, suppurativa o neoforniativa, acuta o cronica.
Neli'orchite acuta si ha tumefazione o dolore grande della parte ao compagnato spesso dalia fehbre.
Neirorchite cronica s ha dolore ineno intenso, ordinariamente senza febbre o per lo piü con progressive) aumento di volume nell'organo rnalato. Quest'aumonto di volume puo essere dovuto a neoformazione connettiva tra i tuboli seminiferi da orchite interstiziale, talvolta accom-pagnata da deposizione di sali calcari in diversi punti del testicolo. Puo svilupparsi sostanza cartilaginea sotto la forma di encondroma. Si sono osservate delle cisti sierose, mucose e colloidi, come eziandio delle cisti dermatlche, del sarcoml e dei cancri a vario sviluppo e grandezza.
si ha ordinariamentG consoclata l'opldldimlte e le neoformazlonl si estendono dal testicolo ai condotti escretori del some.
Le orchiti acute ordinariamente si guarisoono col riposo, collquot;appli-cazione di adatti sospensori e lquot;uso dl antiflogistlci locali, come la tin-tura d'arnioa nell'acqua, I'acqua vegelo-mlnerale, colPapplioazione del
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40lt;lnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; MASTOITB 0 MA8TITE
I'roddo, oppure ilc^li eraolienti, quail i cataplasm! ili farina dl lino as-sociati alle unzionl di olio dl glusqulamo,
Nolle forme cronlche per Id piü si adoperano i risolvöntl, quail I'un-guento mercuiiale, pomate dl loduro tli potasslo, eoo,
1. I'r. Decolto dl lüffllü di ^iusquiotno preparato con gr. 50 di ei'ba di giusqulamo e 700 gr, d'acqua^ Carbonato d! potossa........raquo; 15
Per ripetutl bagni durante ii giorno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (Hehtwio),
'#9632;i.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;l'i'. Ungnento raereurlale........^rr. 'V)
lodo pni'o............raquo; 8
AI. e f. unguento.
For unzionl due volte al giorno, Se no adopra oiasouna volta un pezzetto grosso come una noce avollana,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Seeh),
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Acetate di saturno.........gr, 1,25
Acqua distillata..........raquo; 180
Estratto di giusquiamo........raquo; 0,35-0,75
Si fanno frequent! bagni ulio scroto.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Forsteu).
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113. Mastoite o mastite.
Mastite si dice la inflammazione delle mammelle, Essa succede abba-stanza frequentomenfe dopo ii parto, durante I'allattamento, od il pe-riodo di secrezione lattea (V. pag. U9).
Fatta eccezione del casi in cui la causa e infettiva, dovuta cioe a micro-organismi (1), la mastite puö essere conic le altre inflammazioni acuta o cronica, parziale o generale, superOciale o parenchimatosa; raramente ö prodotta da calcoli lattci o concrementi nei condottl ga-lattofori.
Le forme acute sono caratterizzate da iperemia intensa alia parte, da dolore e spesso da lebbre. LMperemia e causa frequente di tumel'azione edematosa, oppure flemmatosa. Puö succedere la formazione di pus e quiiidi di ascessi nolle mammelle, come eziandio si possono svolgere delle mastiti lente fibröse, mocciose, tubercolari, sarcomatose e carci-nomatose. Le mastiti lente o cronlche sono ordinariamente caratterizzate da indurimenti particolari, ehe si svolgono nei quartieri delle mammelle per neoformazioni dl dlversa natura, ehe prendono il posto della sostanza frhiandolare.
Le mastiti acute semplici si guariscono generalrnente coi refrigeranti applicati localmente, come la terra bolare, cataplasmi di farina di segala od anche di semi di lino, le applicazioni dl olio di giusquiamo per di-minuire il dolore, occ. (2).
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(1)nbsp; Tu. Kitt, Untersuehunffen über die vevtchiedenen Formen der Knie-rentzündung. 1885.
(2)nbsp; V. in proposito il Hioellario citato di Fokstku o Ohgste,
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gt; -
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PLiBTOKAnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;405
Le forms oroniohe si ourano coi rlsolventl, oome soao la potnata di [oduro potassico, merourlale, oec.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Acotato di siitunio.........gv, 90
Canl'ora krlt............nbsp; nbsp; raquo; 4
Axlipe sulno............raquo; liJ*gt;
Inoorpora bene.
Per unzionl sulli! mammelle, l volte al glorao.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Wkinmann).
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Unguonto d'altea.........nbsp; nbsp;t,rr. 30
Unguento raerouriale........raquo; 15
Olio di glusquiamo.........raquo; 30
M. o f, unguento. si tnedloa tro volte a! giorno.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; (May).
3.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;i'r. Canfora.............gv. 8
[noorpora con
Ailipo sulno...........raquo; HO
Per unzionl.
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114.
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Pletora.
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Nolle oondizioni norraali i globuli rossi del sangue si trovauo in rap-porto di 350 a 400 sopra un globulo bianco. Quando la proporzione dei globuli rossi ö aumentata, si dice ehe vi ha pletora. So inveoe sono aumontati i globuli bianchl
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si ha ipoemia laquo; anemia, leucooiiosi o leucemia.
La pletora o dovuta ad un regime troppo lauto, od a poco esercizio, a tnan-canza o difettoso lavoro, a troppo prolungato rlposo.
Essa o oaratterizzata da polso pieno, forte e duro, da colore rosso delle con-giuntive e dollo altre nui-cose apparent!, da battiti del cuore pure forti, mov i-menti tardi, pigrizia, son-nolenza, diaposizione alle congestioni, alle vertigini
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Cristalll Ji cmina Iplgmento lt;gt; matorllaquo;
colorunte del sangue).
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od all'apoplessia o rottura
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l-m. 109.
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di vasi nol cervello,
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L'anlmale pletoricoö or-dinariameute ancbe molto impinguato, ha grande ricchezza di sangue rosso-scuro, cuore e vasi turgidi di sangue, Iperemia generale e special-mente del fegato, cervello, polraoni e reni.
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IPOBMIA lt;gt;l) ANKM1A
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Si riconoscc meglio col citometro 0 emocitomctro del iiizzo/ero, stru-mento oho serve a valutare Iji quantity ill emoglobina e la rioohezza In globuli rossi del sangue (1).
si combatto la plotora con regime parco e noii troppo nutrlente, col-I'eseroizlo o moderato lavoro, colle bevande plü abbondanti, col sail lt;U-luenti. Quando si teraono Iperemie o congestioni ai cervello, al polmonl, al fegato, ecc. tornano utili i salassi.
1,nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;I'r. Solfato di soila :
Pei solipedi o bovini........gr. 50-100
Per gli ovini o maiali........raquo; 10-30
Pei oani.............raquo; 2-8
Si auiiniiiisti'aiio soiolti nella bevanda ogni giorno, a volta a voltn.
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115. Ipoemia od anemia
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Si dico anemia od Ipoemia la dirainuita quantity di sangue, o del globuli rossi. Anemia (senza sangue) vera non si puö intendere aell'animale in vita; meglio quindi adoperare il vocabolo ipoemia, ehe suona dimi-nuita qnantitA di sangue,
II sangue povoro di globuli rossi ö piü sieroso, mono colorato, |)r(;(lis-pono agli ederai od inflltrazioni sieroso nel tessuti o negli organi, spe-cialmente nel connettivo sottocutaneo, od a raocolte sierose nolle cavita splancnicho.
(ill animali si prosentano deboli, fiacchi, non possono lavorare, sudano facilmente; hanno pallide le congiuntive, le altre mucose apparent! e la pelle stessa; il polso c debole, piccolo, i battiti del cuore pure deboli e l'requenti. Sono predisposti alle indigestioni specialmente stomacali e stercoracee. I bovini anemicl presentanospesso ostruzione del miUefogiio, ehe puö avere gravi consoguenze.
L'ipoerala e dovuta ad insufflclente alimentazlone, a malattie croniche o pregresse doi polmonl, delle pleure, del fegato, dell'intestino, ecc, a profuse emorragie, a parassitl vari e specialmente agli strongili e scle-rostomi, ai distomi, ascaridi, ecc.
Si combatte rimovendo lo cause, somministrando aliment! di facile digestionlaquo; o rlcchl ili prinelp! alibili. Si coadiuva la cura dietetica me-diante i proparati di ferro, i tonici e gli amari.
La trasfusione di sangue puo essere applicata nei casi di gravi emorragie in animali di valore notevole.
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; I'r. Solfato di ferro..........gv. 30
Radiea di calatn. arom........raquo; 60
Bacohe di glnopro.........raquo; 60
Far. ed acqua q. b. pur f. olott. Da darsi nolle 24 ore al cavallo ed al bue.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(Weiss).
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(11 (I. BizzozEiRo, Miorosoopia clinica, 2' ediz. Milano.
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EBOM.IZIONK lt;ilgt; OKTICAUUnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;407
i. I'r. Solfato ferroso..........^r.nbsp; nbsp; nbsp; I a 6
M. Bloarbonato ili soda.......laquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ü a 12
Da aiiiniinisti'arsi in tre ilosi üj,'iiali liello lt;J4 OPO ai inaiali,nbsp; nbsp;oapre 8 pocoro.
3. iv. Solfato ferroso..........gr.nbsp; nbsp; nbsp; 10-70
M. Bloarbonato dl soda.......raquo;nbsp; nbsp; ao-ioo
Da anuninlstrarsi in tru volto aelle 84 ore al oavallo o bue.
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116.
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Ebollizione od orticaria.
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E una malattia particolare esantematica caratterlzzata dalla comparsa rapida alia pelle di piceoli tumorettl 0 bottonclni (tonfl) ciroosorltti od arrotondati, piü 0 mono numerosl e ravvlcinatl, eho si manlfestano par-ticolarmente 110I cavallo e nei bovini. Talvolta i toufi si presentano a bordi regolari come placche, soventi molto estesl, separat] |j;li uni dagli altri per mezzo ill solchi piu 0 mono lunghi 0 profondi. L'ebollizione e spesso preceduta da febbre; altre volte Invece compare I'eruzlone alia pelle senza movimento febbrile. 1 bottonclni 0 tonfl si manlfestano indl-stlntamente su tutte le parti del corpo, ma piü partlcolarmente alle spalle
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Sezionc dclla pelle
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Fio. 21quot;. /;' epidormidc, h ghlandoU sudoiipara, 7 ghiandots sebacea.
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u al costato, lungo la colonna dorso-lombare, alia groppa ed al collo. Nei bovini sono ordinariamente abbondanti anche alia faccia, alia re-glone perinoale 0 sulle mamniclli'.
Si distingue una forma di ebollizione parziale od un'altra generale. La prima, piü leggiera, ö caratterlzzata dalla comparsa dei tonfl special-raente al collo, alia reglone dorso-lombare, sul costato ed alle natiche. In questo caso I'animale si mantiene ancora vivace, allegro, con appetite e loggiero prurito in corrispondenza dell'eruzione. I/ebollizione generalo
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'10Hnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;CONCHUZIOM CM.COM OONOKGMBNTI KilAHRDl'lI.I, BOO.
si prssentA con eruzione estssa a pressochö tulle i(^ parti (](gt;l oorpo, accoinpagnata da febbre, talvolla anohä grave, prurlto grande, par oui gli animal] si sfregano e si produoono escorlazlonl, crepacoe lt;gt; ragadi e quindi una dermatite successiva, ii polo si fa dritto o scolorato, la pelle aderente alle costole, sj formano delle croste talvolta oonfluenti ehe arreoano dolore, como prurigine, alle parti, in questa forma di ebolli-zione si ha generalmente febbre prima dell'eruzione alia pelle, febbre ehe si fa continua e puö durare a lungo, massime quando avvengono delle complicazioni come sono la bronchite, la cardite, I'enterite, ecc. La diagnosi dellu malattia ricsscc facile, liasla dare nuo slt;iuardo all'ani-inale, palparne la pelle per accorgersi tosto della forma morbosa con cui si ha da fare,
L'ortioarla parziale ordinariamente guarisce cello semplici cure ifi'ie-niche in otto a dieci giorni, senza ehe riraanga traccia della sua com-parsa. Quando invece e generale, febbrile, puö essore seguita dalle succession! morbose gravi aceennate, sebbene nellapluralM del casi essa guarisca pure in poco tempo.
Un regime rinfrescante, bevando acidule e lozioni con acqua tiepida alle parti piü malalo, le coperluro valgono a procacoiarne ordinaria-menle la guarigione. Nci casi |iiü gravi lt;'#9632; indicato il creraortartaro, il solfato ill soda e talvolta anche qualche salasso. Per distaocarne le croste si adopera I'acqua saponata, e dove vi ha grande prudore, esco-i'iazioni o croste le frequent! lozioni di una soluzlone di acido fenico 1 p. 0[0 nell'acqua tornano giovevolissime.
Quando vi ha lumela/.ione delle membra le passeggiate, le frlzloni secche od irritant! alcooliche sono sufficient! a guarirla piuttosto rapi-damente,
1.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Cremortartaro...........gr. 100
Solfato di soda..........raquo; 150
Div. In tro cartocci eguali, da aitimiiiistrarsl :il cavnllo una al giorno in beve-roggio.
2.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Pr. Cremortartaro...........gr. 130
Solfato di magnesia.........gt;s 180
Div. in due cartocci eguali, da amministrarsi uno al giorno ai bovini adultt.
;?.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Pr. Cremortartaro...........gr. so
Div. in tre cartocci eguali, da amministrarsi in duo giorni al malalo.
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117. Concrezioni, calcoli, concrementi. egagropili, incrostazioni.
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Quando taluni component! dell'organismo abbandonano lo stale llquido per diventare solid! formano le concrezioni. Queste plgliano diversl norai a seconda della lore costituzkme, del loro modo di formazione e svl-
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CONCKK/.IONI OAMOLt (.ONOHK.MKNTI EQAQROPtLI, HOC.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 409
iiinpo. Cos), si ohiamano |iiii proprlamsnte incrostazioni, lt;|ii(jlle in lt;;ui i prinoipil ohe abbandonarono lo stato liquido per diventare solid!, com-prondono iiella loro massa gll olernonti istologici di un tossuto senza distruggerli: os., lo incrostazioni calcari doi tubj biiiarl nei bovinl in seguito al distoma epatlco.
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Infiltvazioni sono dette U'. oonore-zioni, in Olli i princijiii solidificuli si deposltano nel sono dogli elenaentl anatomici stessl, sostituondone !;gt; so-stanza organloa: es., lo indltrazloni calcari nei muscoli, nol oonnettlvo, eco.
Scdimenti si dioono lo piii (ino oonorezioni; renviie quelle ehe si pre-soutano sotto la forma di flnissima arena, costituite da sostanza aniorfa, oppure oristallina, conic accade spe-
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cialmente nolle vie orinarle del bo-
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vini: nei reni, negli ureteri , nella vesoica e nell'urotra,
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Fio. 2n.
Forme chc assume in certe condizioni il fosfato .immonico magncsiaco.
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Calcoli o bezoardi si dicono lt;loi veri coi'pi o concrezloni dure, lt;ii oonsistenza lapidea, ehe si trovano nei serbatol ilopli apparati secretori, o nolle vie di secrezione e di escre-zione. Essi hanno uu nucleo serapre piccollssimo, molte volte micro-scopico, costituito da cellule epiteliall, da un frammento di coagulo sangulgno, da un grano ili biada, ecc.
Concrementi si denoiainano delle produzioni o corpi estranel duvi, di consistenza il plu delle voile anohe lapidea, ma con nucleo grandlaquo;', per
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^laquo;x ^
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Flo, '21*2. Ciist.ilh di fosfato ammonico-muimcsiaco.
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lo piu formaio di sostanze vegetali o peli, ehe no diminuiscono nole-volmente il peso.
Egagropili sono dei coiicrenieiiti, od aniniassi di peli agglutinati col mezzo di muco e di sali, in modo da (brmaro delle specie di pallottole piii o mono dure, a superflcie lovigata, lucente o non, coi peli costitutivi appareuti lt;gt; mascherati completaraente dalla speci(! di vernice, die no leviga la superflcie.
I calcoli, i conorementi, e lo egagropili variano raolto nella loro gros-sezza, forma, strutlura ed anche nel modo di sviluppo.
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410
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CONCIiK/rONl c.u.cou
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(#9632;ONCKKMKNTI KGAOKOPIM, KCC.
Quanto alia grossezza possono essere tnloroscopioi, oppure i\o\ dlametro di ]-gt; deolmetrl; i calooll ed i oonoretnontl acqulstano tälvolta an volutno veramento straordinario. 1 piii grossl si trovano nel ventrloolo od Intelaquo; stiua del sollpedi.
La forma ilei calcoli ö per lo piu rotonda, sierica, oppure sferoldale, elllssoide, laccottati, concavi o oonvessi, od irregolarmentG angolosj ase-oonda dell'organo in cui si formano, en a seconda dolla lore costituzloue.
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Fio. il3. Cristulli di acldo urlco.
La superflcle o ora liscia, pulita e'flucente; ora ineguale, cospersa ill incavi, fori ed asprozze piti o meno acuminate. Sezionati i calcoli so no vede la struttura a strati concentrici di sali amorfl o cristallini preci-pitati ffli uni accanto agli altri, o raegllo laquo;i'li uni sngli altri in modo da raoltlplicare la grandezza del calcolo colla sovrapposizione di nuovi strati. Qualche volta perö la struttura ö raeno apparentemente stratiflcata, I calcoli hanuo un nucloo tnolto piccolo, i concretnenti Invece nn nucleo sempre relativamento grande ; nel rimanente non differiscono dai calcoli.
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IV.. 2U. .i Crlstalli Ji acido urico b Crlstalli Ji ossalalo dl calce.
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Fio. 84B. Crlstalli dl ossolato cii calcc,
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Fw. 216.
Urattj acido di soda.
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La coucrezioni si sviluppano ordinariamente In seguito ad un rallou-tato movimento del contenuto degli organi, in seguito ad ostacoli mec-canici al libero corso delle stjstanze alimentari, all'afflevolimönto della contrazione ilollo parti, a restringimento di condotti, od anche ad alte rata secrezione degli organi, alia somministrazione ili sostanze tnolto rieche In sail minerall o poco adatte per glj anlmall aquot; quali si ap-prestano.
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CONCKKZloNl OAtOOIJ 0ON0RBMENTI Koauiiopii.i , KCC.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 411
Ordlnariamente la formazlone dei oalooli ooroiaola attorno ad una oellula epiteliale, ad un grandllo lt;li sabbla o ad un altro corpo estraneo qualunque; perohä attorno ad essi, per un'afßnitä, obimioa partloolare, prooipltano i sail minorali sotto forma oristalllna lt;h] araorfH, si oosü-
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Vic. 217. Xantina
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Via. 318 Cristalli di cislina.
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tuiscono cosi deffli strati piü o mono gross! e piü o meno abbondanti. Fürstemberg ha ammesso ehe un calcolo costltuito da 720 strati poteva formarsi in un anno circa.
La costituzlone chimlca dei calcoli varia a seconda del punto in cui si sviluppano! in generate predominano il fbsfato ammonico-magneslaco, i fosfatl e carbonatl terrosl, 1'acido
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slliolco, sostanze organlohe, cloruro di sodio e di potasslo, traccie di ferro, cistina, ecc.
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FlO. 219. Urato di atnmoniaca.
I calcoli, i concreraenti ed ega-groplli producono efifetti, cho va-
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riano a seconda dellquot; importanza
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FlO, 250 (jislulli di tirosiiia.
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dell'organo o della parte In cui si trovano, a seconda della lore grandezza, del loro peso e della loro forma. Gosi, un calcolo vescicale ö sempre meno grave di un calcolo uretrale, un calcolo ehe si trovi nel tenue puft produrre la morlo piii rapida-monte e piü sicurainente di un altro calcolo della stessa grandezza ed
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OOMORGZIONI
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OALOOLt OONORBMßNTI
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BaAQROPILI, K C.
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anohd mamp;fsglovo ohe si trovl nal colon, iin oaloolo piccolo, e dl poco poso, Ö ordinarlamonto tollerato per molto tempo ncll'apparato gastro-eniorico dl un cavallo; un oalcolo gigante Invoce, produce colla pres-slone öangreaa doll'lntestlno e la morte rteiranlmale.
1 calcoll angolosi semlnatl laquo;li asprezze acuminate sono ordlnariamente seguitl fia oirotti raorbosi pin rapldl (gt;ii Intensl, perchä Irrltano le mu-cose, le iiiiianiiiiaiio e producono rapldamente processl cangrenosi,
li(! coucrozioni si distiuguono generalraente a seconda delle cavita o canal! In laquo;'ui si trovano e sviluppano, Oosl si dlvidono In calcoll salivari, in concrezloni gastrlche ed Intestlnall, in calcoll pancreatic!, biliaii, urlnarl, In lattei o raamraarl, ed in calcoll del condotti seminiferi.
I oalcolt salivari si sviluppano nei condotti delle ghiandole salivari e speolalniente noi condotti stenonlanl, wartoniani e del itivini. Acquistano varla grandezza, sono per lo piii blanch!, lucenti, del peso di 20-50-200 gramml, costitult! essenzialmente da carbonate e fosfato calclco e da materle organlche,
Essi producono l'obliterazlone e la rottura del condotti escretori, si incistidano o producono atrofia progresslva della ghlandola.
Caicoli gastrici, Sono rar! noi cavalli, piii rar! ancora, ma ordlnariamente in gran numero ne! cani, ragglungono il dlametro di poclii millimotri flno di un decimetre e piii. Noi cavallo si trovano talvolta molto gross! o sono forraati dl fosfato ammonlco-magneslaco, di acldo sllicico, materle organlche, ecc.
Pel loro peso possono determinare sconcert! nella dlgestione, collche e cangrena dello stomaco, quindi la morte dop'ii anlmali.
Nel rumino o cullla dei bovini, nel crasso o stomaco del maiali si trovano le egagropili di varin grandezza o numero come pallottole leggere.
Calcoli intestinali. Si tr.ivano soltanto nei cavalli, specialmento nel colon o coco, di vnria grandezza, del peso di pochi grammi flno a |iiii chllogrammi. La costituzione chimlca ö come quella dei calcoli gastric!.
Ne vanno soggett! specialmente i solipedi dei mugnai. Danno luogo per lo piii a coliche leggere da prima, successivamente piü gravi, poi mortali per la cangrena e rottura deirintestino,
I concreraent! si trovano oltreche nei cavalli anche nei maiali (1 ruminant!.
Calcoli Mlicwi. Sono frequenti nei bovini, rar! nolle altre .specie domestiche. Si presentano di grandezza varia, tondegglanti, piccoli, gross! come un cece od uua noce. Per lo piii sono efflorescent! all'aria, rosso giallo-verdognoll, o verde-scurl. La costituzione chimica ö molto com-plessa o s'avvicina a quella della bile, qulndl vi ha pigmento, muco, grasso, sali billarl, calce, soda, ecc.
Producono coliche opatiche o possono essere causa di itterizia per l'ostacolo meccanlco ehe formano a! corso della bile noi condotti biliari maggiorl, dl epatlte acuta o cronlca, e partlcolarmente di oirros! o delaquo; generazlone flbrosa del fegato.
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Tino (i TIOOHIOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;-IIS
CalOOli jiancn.'n/ici. Sono rarissimi ed hanno press'a poco la stessa forma e oostituzlone del calculi salivarl. si presentano per lo piii stra-lificati, oostltulti di 91 p. OjO cli carbonato calcico, con un po' di carbonate di magnesia e di materie organiohe,
Calooli minari. -- Possono essere renali, ureterali, vesclcali, ure-trali e prepuziali. Nei renl sono talvolta microscopioi, o a forma ill reneiia, od anche molto grossl, a superflole liscia od irregolare, aeminata di puiite od asprezze, Producono nefrite calcolosa, ureteriti, cistiti e uretriti calcolose e coliche piii o mono gravi.
Nel cavallo .sono blanco-glallicci o sporchi-brunicci. Nei bovini hanno ordlnarlamente forma ili perle elegantl, color corallo, o giallo ramose motallico lucente; nei can! sono griglastri. II costituente princlpale o 11 carbonate calcico, nei cani porö predoraina la cistina.
Cdlcoli lallei n rmmmari. Si presentano sotto forma ill sabbia lattea (Verheyen), di calcoli veri e lt;li faisi calooli (Fürsteraberg) nei condotti galattofori.
Producono forme lt;li mammlti o mastoite speoialmente nei bovini.
II Gamgee ha descritto oalcoli net condotti seminifert di un becco costituiti di solfato e fosfato di calce, di fosfato di magnesia e di una piccola quantity di sostanze organiohe.
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118. Tiro o Ticchio.
Sotto la generica denominazione di ticchio o tiro si comprendono certe cattlve abitudini o aberrazioni istintive dej,rli animali ehe non formano sempre un vero stato morboso, ma ehe possono diventar causa di gra-visslmi accident!, II ticchio si osserva frequentemente nel cavallo, asino e mule, pin di rado nei bovini e nei malali, Alcuni autori hanno mol-tiplicato il numero del ticchi: il Rey, ad esempio, vi comprende anche 1'accavallamento delle estremitä anterlori, i movimenti serpentini della lingua, il leccare la greppia, il pascersi di sostanze non alimentari, ed ancora altre abitudini cattlve del cavalli ehe d'ordinario pigliano nel-i'ozio quando si lasciano molto tempo in iscuderia,
Sono perö generalmente ammesse tre sole forme di ticchio, cioe il lira d'orso, il tiro al vento ed il tiro d'appoggio o fermo, Quando il cavallo si cullasulle estremita anterior! movendo anche il collo e la testa, si dice ehe ha il firo delforso (volgarraente f'n la tela, tense). Questo vizio. o cattiva abitudine, ehe alcuni cavalli contraggono, fi considerato come male Move, di nessun inconvenionte, sebbene v'abbia chi pretends ehe ii\\ animali si rovinino gli arti. Generalmente perö viene tenuto in cos) poco conto, ehe in nessun paese forma vizio redibitorio,
11 Ni'O al cento e male molto plu grave. II cavallo porta la testa in alto, allarga la bocca, contrae i muscoli del collo e dell'addome e fa sen-tire un rumore parlicolare dovuto all'introduzione ill aria nell'apparato
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TIRO 0 T1CC1I10
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dlgestlvo, Gil eflfettl ill questa forma di tlcohlo sono progressiv! ed orlaquo; diuarlamente, come iiei tiro fenuo, si produce dilatazlone del oardias, gastrlclsrno, ecc, Nei bovlnl e moito frequente il tiro volants, ed il pro-fessore Mangoslo aflerma di averlo quasi serapro osservato aooonipa-gnare la tosse permanente e cronloa.
il tiro fermo o d'appoggio costltulsce la plii cattiva forma di ticchio, si erode prodotto dalla oontrazlone spasmodlca dei musooli del collo e delle ganasce, per cui il cavallo o afferra col dentl un corpo qualunque, oppure vi fa sopra appogglo, tnentre fa sentire un rumore partlcolare, dovuto, secondo taluni, ad eruttazlone di gas del ventricolo, secondo altri, a deglutlzlone di una quautiia varlablle d'arla atmosferica. Prelaquo; gano (* si consumano il marglne anteriore, o IMntiera superflcie del t,a-volato del denti Incisivi, ed aperta la bocca al cavalli, si vede tosto un irregolare consumo di ess! per isbieco. II Lieutard ha osservato ehe vi soulaquo; cavalli i quail afleirauo cos) bene il corpo strauiero, ehe ia precoce consuraazione delln corona dentale si fa regolarmente, e se non si esaminano Neu bene le abitudinl degli anlmall riesco facile rimanerne /ngannati.
[1 ticchio d'appoggio ed il ticchio volante furono quasi sempre visti consociati ad irritazione delln mucosa del ventricolo e delle Intestlna, e sia ehe questa no form! la causa prima. o soltanto I'efFetto della cattiva abitudine contratta dall'animale, e perö un fatto innegabile ehe i cavalli ticchiatori provano talvolta un vero bisogno di soddlsfare al vlzlo di ticchiare.
I cavalli di truppa sono quelli ehe piu degli altri contraggono il ticchio al cento o d'appoggio, Lasciati nell'ozio, se uno si pone a ticchiare, gli altri per imitazione pigliano lo stesso vizio: si sono visti cavalli di squadroni intieri presentare tutti quanti o il tiro fermo o il tiro volante, o le duo forme ad un tempo.
I cavalli ticchiatori sono sempre magri, il pelo generalmente scolorato e vanno spesso sogfrctti a coliche dette ventose o flatulente, a cagione dell'aria ehe introducono nel loro apparato digestive.
E tuttora insoluta la questione sulla causa del rumore ehe si fa sen-tire alia gola; se sia, cioe, effetto di una eruttazione, oppure della in-troduzione di colonne d'aria nelle vie digestive. II Lieutard ha fatto esperimonti in proposito; penetrando con un dito sotto I'esofajio, asse-risce di avere sentito un fremito dall'alto al basso e non dal basso al-1'alto come era generalmente ammesso. Kgli fece ancora altre esperienze i cui risultati collimano a far oredore ehe il rnmore accennato sia es-senzialmente dovuto allingollamento di quantitä diverse dquot;aria, ehe in tal guisa viene portata nel veiiti'icf)lo ed intestiuo. Cos), per precisare meglio II valore dei fatti osservatl, mis*! anche allo scoperto I'esofago di cavalli ticchiatori, vi fece passar sotto un fllo traendone i capi, ed ha per tal modo osservato la cessazione del ticchio. Raccogliendo pol in partlcolarl vesciche le sostanze ed il gas ehe si Introducevano nel-1'esofago quando un cavallo tlcohlava, e pratlcandone Tanaiisi ohlmica
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TIRO 0 TIOOHIOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 115
ha trovato cho le priine orano cosUtuito da semi)Ii('e nuieo provenleute dalla bocoa, ed il gas da aria atmo.sforica. Ha voluto ancora corcaro so I'arla provenisse dalle nari, oppure dalla bocca; per talo scopo praticö la trachoolomia sopra 1111 cavallo affotto da tioohio, lino le nail e vide cossare ognl fenomeno di tlcohio dovuto all'lntroduzlone d'aria per le cavita nasali nell'apparato digestive. E probablle perö ehe ia gravitä di tutte queste operazioni disturbasse anobe in parte llaquo;; abitudini press dagli aniinali nella vita normale; sarä quindi prudenza, di lasciare ancora sospesa la questione ed intanto ammettere die uel ticchio avvlene comunenieQte IMntroduzione d'aria nel ventricolo, mache possono anche effettuarsi vere eruttazioni, massirae quando il ventricolo si trova sover-chianiente disteso da gas ed il cardlas in modo abnorme dilatato,
I cavalli, una volta die hamio contratto I'abitudine di ticdiiare, lanuo poi questo per un prepotente blsogno die rlsentono: tanto e vero ehe, mangiando I'avena, aflferrano pid o meno frequentemente la greppia coi denti e lasciano andare perduta buona parte delta ioro razione, Pertanto, I'osservazione dimostra come, In seguito al malvezzo, possono avvenire iesioni durevoli nell'apparato digestive, quail sono una distensione del tube esofageo nella sua porzione cardiaca, e una irritazione durevole del ventricolo. 1 cavalli ticchiano ad una corda, ad una catena, a ca-vicchi, alia greppia. al timone, e quando non trovano punto d'appoggio conveniente, ticchiano al vento. Donde si capisce come questa ultima forma di ticchio non sia una modilica/ione della precedente o tiro (ermo, compiendosi gli stessi fenomeni, ed essendo le stesse manifestazioni mor-bose ehe susseguono.
Si sono provati innumerevoli mezzi per guarire il ticchio, ma i risül-tati non furono soddisfacenti. Hi c pyovato a tappezzare i margin! ed il fondo della greppia con pelli di animali, lasciandovi i jieli a sporgere, accio ne provassero ribrezzo e non vi si appoggiassero per ticchiare; si e tentato spalraarli con stereo, con assafetida e con taute altre sostanze. I cavalli per un certo tempo mostrarono veramente ripugnanza ad ap-poggiarvi sopra i denti ; ma poi si rimisero a ticchiare. Si e sperimen-tato ad inflggere punte acute dove i cavalli usavano formar punto di appoggio; ma appena tolte le punte si videro di nuovo a ticchiare. si e provato applicare al coiio dei cavalli ticchiatori un collare stretto di cuoio, ehe impedisce le conlrazioni dei muscoli del collo ; il pin dello volte pero si e osservato ehe tale espediente non basta, come ne fanno fede gli stessi reggimenti di cavalleria.
A'isto ehe i cavalli pi'esentano il tiro fermo si ö pensato di guarirli togliendo Ioro davanti tutti i corpi dnri, e ahbandonandoli liheri nella scuderia, privata In antecedenza della greppia e della rastrelliera. Per un [in' di tempo i cavalli non licchiavano ; ma pol colli dal blsogno lic-chiavano al vento se prima avevano 11 tiro d'appoggio.
Insomnia per guarire il ticchio si e tentato di tutto e non si Irala-sciarono perflno operazioni chirurglche, senza perö ottenere mai nulla di soddislacento.
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'Ufinbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Tino 0 TIOOHIO
II Jart Inglescopy;, vaune non lt;,' molto, a splegave come sorge il tlcchlo dl nppogglo, Egll premstte chödesso 6 setnpre I'effetto di cattlve abltudlni, ehe i palafrenleri ih^ sono la causa, polohö, mGntre li stregghlano, däinio loro sovente coi pugnl, urtandoll vlolentemente o ai flanchi, o al costato, (i in altro luogo per farnell star forml, I cavalli glovani, cos) maltrattati, ad iijrui colpo aproao la bocoa, cotninciano a morsicare la corda della testiera, poi la greppla, e qulndi tutti 1 corpi ehe loro si trovano da-vanli.
Come mezzo profllattico, prescrlsse perclö ill vigilare sui palafrenierl ehe non uslno violenze ai cavalli, raassime so quest! sono giovani, quando pratlcano loro il governo della raano, iicciochö; il malvezzo ao-qulstato per sfogo dei dolori ehe sofftono sotto I'azione della stregghia-tura, non si cangi in difetto vero ed abituale, Suggerlsce poi come metodo di cura una museruola apposita da lui delta strumento antitic-chiatore; questo conslsterebbe di cerchi rnetallici, al quail .stanno (isse delle punte in modo ehe ad ogni raomento ehe ranimale cerca di fare appoggio per ticchiare, viene dolorosamente ferito. L'istrumento e eon-I'ormato In modo da permettere airaiiimale di raanglare come jili altrl; questo apparecohio ö molto In uso in [nghilterra; da noi inveee e po-chissimo conosciuto (1).
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(I) Parte patologicn dolVEnciclopedia Agraria,, diretto dal prof. Gaetano Cantoni. Torino lH7;)-75.
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ArPKNhlCUnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 417
APPENDICE
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Disinfezione dei vagoni ferroviari ehe servono per il trasporto degli animali.
I vagoni cho servono per il trasporto do] bestiame possono diventare inezzi di dilTusionn (l(gt;lle malattio contagiose e quindi costituire veri Tocolai d'infozione di tnalattie diverse. So, per es., in im vagone ehe abbia servito al trasporto di un cavallo moccioso o cimorroso, si in-troducono senz'altro cavalii sani, questi possono Infettarsi dei virus ehe itnbrattano le pareti ed il pavimento del vagone. Se in gabbie , stie o carri ehe abbiano servito per polli infetti da colöra, o per maiali affetti da mal rosso, i polli ed i maiali cho si introdncessero in seguito potreb-bero contrarre alia lore volta lo stesse malattie. Analogamente si po-trebbe dire di molti altri morbi contagiosi. Donde rutilitä ed il bisogno delle disinfezioni per tulelare gli interessi dei proprietari, agricoltori e industriall,
Queste disinfezioni aU'estern si praticano da parecchi anni e vi e per Id piii organizzato un apposito servizio sanitario zooiatrico, ehe compie con serieta il sue mandato. Non in tutti i Govern! si adoporano pero le stesse sostanze; cosi sono adoperati in
Prussia :
11 vapore acqueo a 100quot; 0, (per carri chiusi); Acqna calda a 70deg; O. (compressa contro le pareti); Soluzione alcalina calda costitnita di
oOO gr. di soda o potassa in 100 litri di acqua; Soluzione di cloruro calce.
1 raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; e 12 acqua;
Acido carbolico (fenico) del comraercio : Viene impiegato con ß parti di latte di calce.
Sussonia -.
[I vapore acqUÖSO, i'acqua calda, la soluzione alcalina e la soluzione di
cloruro di calce come in Prussia; per di piii si fa uso: dell'acido fenico 2 parti in 100 d'acqua; delta polvere disinfettante di Krüger;
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; Ritghen:
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; alTacido fenico di Shonfeld di Lipsia li2 ad
57 PlRRONClTO, MaLittie degti aHinuiIi Jomcstici.
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418nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;AITKNDICK
1 kg. su 16 (ii acqua; 16 d'addo lenico 24 solfato di lerro e 60 di gesso.
Austria i
Vapore acqueo a 2 atm. (120deg; 0.);
Acqua calda col 0,5 0(0 di soda o potassa caustica;
Soluzlone acquea con 2 0[() di aoido Penlco;
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo; raquo; i) 0(0 di solfato ferro o :{ 0i0 lt;ii oloruro zinco;
Ove non si possa usar acqua, sono indicate le fumigazioni di gas cloro preparato con 1 parte di oloruro di calce; 2 parti di acido cloridrico;
oppure -. B parti di sal comuno, 2 di bioss. di manganese polverlzzato, 4 di acqua, 4 di acido solforico concentrato.
Ungheria;
Polvere Petri ehe si scioglle in vasi di ferro o di terra e si spalma con pennello.
Rmncnin:
Soluzione di 1 parte di acido lenico in 100 d'acqua ;
10 0(0 acido lenico e solfato di ferro, mescolati in varie proporzioni se-
condo la temperatura dell'acqua; Lavacri eon soluzione calda di soda, seguita dopo essiccazione da miscela
di: 25 parti di cloruro calce e 50 di acido cloridrico.
Olanda: Cloro gazoso; Cloruro di calce; Acido solforoso; raquo; fenico.
BeAgio;
Acqua a 100quot; In forma di proiezione mediante lancia; Soluzione alcalina a 70*;
1nbsp; di cloruro di calce in 10 d'acqua;
2nbsp; 0(0 di acido fenico in acqua.
Russia:
Fino a questi Ultimi tempi venne adoperato ii vapore acquoso ad alta pressione mediante locomotiva. II getto si proiettava sulle paroti interne del vagone fintanto ehe Tacqua ne esciva eompletamente chiara. Per tal modo la disinfezione consisteva in una pulizia completa mediante vapore acquoso ad alta temperatura. Ora perö, dalla gentilezza del chia-risMiuo collega prof. Sernmer di Dorpat, seppi ehe per recente ordine mi-
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APPENhICEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 419
nistorialG i vagonl, ehe hannu servlto al trasporto lt;li animali infetti, dope la pulizia, raschiameiito, e 1'aziono di im getto dj vapore soaldato oltre i 100deg; C, si dlsinfettano anoora naediante una duplloe lavatura con una soluzione di sublitnato oorroslvo -i p. OiO.
Francia;
Un decreto doi Minlstri del Lavori Pubblici e dell'Agrlcoltura proscrive (a scelta delle Societä ferrovlarie) per la disinfezione dei carri bestiarai le seguentl sostanzei Soluzione (nell'aoqua) del 2 0[0 di cloruro dl zinco;
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; solfato di zinco;
raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo; nltro solfato dl zinco.
Si proscrive inollre il vapore ad alta pressione per la lavatura, assi-milato aU'acqua a pieno getto di pompa.
Vengono ezlandlo adoperatl: I'acido fenlco 1-2 0(0 noll'acqua; il fenato di soda 1-2 OiO nell'acqua.
Pero, in considerazione doll'insuOicienza di questi antisettici, in Francia si sperimenta dal 1885, dietro proposta del Dolt. Redard, il vapore acquoso a 110quot; 0. (1) come io 1' aveva giA piii razionalmente proposto fin dal 1883 (v. oltre).
Italia:
Da nol si e ohiaccherato molto tna non si e concluso nulla. Il Ministero di A.gricoltura pero fin dal 1882, preoccupato dei danni ehe contlnua-mente ridondano all'agricoltura ed al commercio degli animali, d'accordo con quello dei Lavori Pubblici, aflidava a me, lo studio della disinfezione dei vagoni ehe servono per il trasporto del bestiame, Io mi accinsi all'opera coadiuvato in molti esperimenti dal Cav. Ing. Olivetti, capo del laboratorio chimico delle ferrovie allora A. I. Oosl, mi sono dato a provare I'azione delle diverse sostanze ritenute siccome le mi-gliori antisettiche sopra virus di differente natura e specialmente sul virus carbonchioso, ehe allo state di germe, spora o corpuscolo infettante gode della piu grande tenacitä di vita.
Fra le numerose sostanze provate furono riconosciute di azione sicura per uccidere il virus allo state di germe, il cloro, il bromo, il iodio, il sublimate corrosive ed una elevata temperatura (v. pag. 119 a 122) (2).
laquo;II cloro, il iodio ed il bromo adoperati allo state gazoso o nella forma liquida avrebbero azione mortale sulle spore in un tempo inferiore ai 3(4 d'ora, ad un'ora; ed il sublimato corrosive sciolto nell'acqua nella proporzione di 1 per 400 a 500 ucciderebbe eziandio i germi infettivi in meno di 40 minuti. In guisa ehe, se si dovesse adoperare il cloro, lo consiglierei sotto forma di acqua di cloro, perche questa se e ben pre-
(1) V. IMlettinn di nofizie agrarie. Anno VII, 1886. Oennaio, N. 3, pag. 107, (Si) V. II Carbonchio - Afezzi prrvenliri n cicrndvi. Torino 1885,
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parata UCOlde i virus pin resistenti in nipno di U[4 d'ora; oppure il bromo scioito nell'aoqua al punto tnassllno di saturazione.
laquo; L'anidrlde solforosa non ha alouna azlone suiie spore del bacillus; anthraois anche dopo duo o tre giornlj I'aoldo fenico e 1'aoldo salicilico In completa saturazlone neH'acqua a caldo non uccidono ii virus oar-bonohloso costituito da germ! audio dopo qualohe giorno; il permanganate di potassa riesce inefflcace audio dopo 28 ore ehe venne adoperato in soluzione satura, g molte altre sostanze ritenute dl azione antisettica sicura non hauuo alouna azione sopra le spore del bacillus anthraois, Sarebbe state necessario attenersi al bromo, al oloro, al lodlo ed al su-blimato corrosivo se I'esperimento sclentiflco prima e pel i'esperimento pratico non avesse dimostrato applicabile il vapore acquoso jier la di-sinfezione dei vagoni.
laquo; Affermato, con ripetute prove eseguite nel mio laboratorio, ehe una temperatura calda uiuida, con vapore acquoso spinto a 150deg; C, valova ad uccidere le spore del bacillus anthraois in meno di 12 mlnuti, con una lettera in data '.raquo; scorso dicembre proponevo ali'Ingegnere in capo delle P, A. I. di procodere a quellfi prove, ehe si esegulrono nei giorni 12 gennalo, 12 e 16 febbraio ]wa.
amp; Nella prima prova del 12 gennaio, di accordo col si?, iiip. Olivetti, incaricato dall'Onor. Amministrazione, si fece I' iniezione di vapore In un vagone con caldaia a 5 atmosfere e 1|2 di pressione. Si coutinuo per 17' durante il qual tempo la pressione disease a 4 atm. e li2. So-spesa l'operazione per mezza ora, si riprese rimraissione di vapore colla stessa macchina alia pressione di 4 atmosfere e mezza e si coutinuo il getto per 26 iniiiuti.
laquo; Prima del coniiuciaineuto delle prove si erano collocati sopra assi-celle dei quattro angoli del vagone ed in altri punti ancora, 26 capsullne contenenii virus liquido od essiccato. Terminata l'operazione si trovarono queste capsuline in gran parte pieue di liquido pel condensamento del vapore acquoso. Si raccolsero in una boccetta tutti questi liquidi, in una camera I'redda si lasciarono predpitare e col deposito formatosi ho inoculate un certo numero di animal! e pratlcai anche molte colture per vedere se vi fossero ancora delle spore virulente vive. Morirono degli animali iuoculati e le colture riuscirono ancora in parte germinanti, ciö ehe ha dimostrato ehe non tutto il virus delle singole capsuline mori malgrado I'immissione di vapore acquoso nel vagone alia pressione di 5 atmosfere o mezzo a 4 1[2, per uno spazio di 42 minuti.
laquo; Questo fatto ml provava ancora quanto potesse essere grande il di-spergimento del calore prodotto dal getto d(^l vapore nel vagone. Intanto, ripetute ancora le prove in laboratorio col virus alle state di minimo germe mi persuasi die se e necessaria una temperatura caldo-secca di 120quot; 0. almeno per 10' per essere sicuro della sua uccisione, una tem. poratnra caldo umida di 100deg; 0. per 10' e sufllciente ad annientare la vita dei minimi germi causa di differenti malattie contagiose del be-stiamc.
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laquo; t'ropo.si quiudi dl rileutare la prova col vaporlaquo; aoquoso spinto ael vagone a pii'i alia temperatuTO,
laquo; si provvldero termometri a massima per ralsurare la tetnperaiura iu-terna del vagone, si pratlcö il raooordaraento del va^oao con una loco-motiva ed il glorno 12 febb, ooll'lng. Olivi^tti si 6 prooeduto ad uu se-oondo esperimonto dl (lisinlb/iouo.
laquo; Prima di couiinciare resporimonlo si collocarono nei punti supposti piu f'reddi del vagone 26 capsuliue di virus essiccato alia temperatura di 32-33deg; C.; si coinincio il getto alia pressione di 9 atmosfere, cioe a 170raquo; C. e si coatinuo con tale pressione fino al 17quot; minuto; discese quindi la pressione a 8 ][2 per risalire subito dope a 9 atmosfere flno al 20deg; minuto. Trascorso questo tempo aperto il vagone si trovarono le capsule tutto al loro posto eccettuate 3 ehe furono rovesciate dalla vio-lenza del vaporo.
* La temperatura interna in cinque pnnti diversi del vagone, si rico-nobbe di 104 1(2, 101, 104, 102, 102 1|2 G. pel cinque termometri ri-spettivamente.
laquo;In quasi tutle io capsuline contenonti il virus si era condensato una notevolo quantita di vapore acquoso.
laquo; Raccolto il virus coll'acqua ehe diluiva lo portal in laboratorio o con esso ieci niolte colture ehe riuscirono coinplotamente negative. Col sodimento del liquido foci numerosi innesti a porceilini d'India, ehe riuscirono tutti infruttuosi. Cosicche resperlmento sarebbe riusclto comlaquo; pletaraente favorevole e si avrebbe ottenuto la morte di una gran quantita di virus essiccato in 20 di immissione del vapore acquoso alia pressione di 9 atmosfere circa.
laquo; Nello stesso glorno 12 febbraio (1883) si e fatta una seconda prova di 10' con un vapore acquoso dapprima alia pressione di 9 atmosfere gradualmente discesa a 6 il 10quot; minuto. Nell'lnterno del vagone si dis-posero di nuovo i termometri, come nei 1quot; esperimento, e attraverso alle pareti dello stesso vagone si fece penetrare un termometro ehe segno progressivamente le diverse temperature, ehe furono raceolte come segue:
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clusivamente. Aperto il vagone si trovarono i termometri ehe segnavano le seguenti temperature interne 96 Ii2, 97, 97, 98 e 98quot;.
laquo; Queslo esperimento compiuto senza mettere nei vagone del virus, avrebbe mostrato perö la sua insufflclenza ad ucciderlo nei 10 miuuti, in cui si fece durare il getto del vapore.
laquo; II 16 febbraio (1883) si e rlpetuto resperlmento collo stesso vagone e con una macchina a 9 atmosfere e 1(2 di pressione. Si sono collocate
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di nuovo 20 capsuline conteneiiti virus liquldo od essiccato nei punti prosuinibiliiKiiito piii ffeddi del vagone; si collocarono iieiriiiteruo i 6 tei'iiioiuotri a massima ci si coiniuoio alle -i o '!' pom. !' inimissioiiG lt;li vapore alia prossioao di *.gt; atmosfero a cui si tnantenne oostantetnente i si cesso la operaziono dopo ligt; mimiti e 1|2, trascorso il qual tempo si aperse il vagone per vederne i risultatl. Le capsulino del virus erano tutte al loro posto con ima quantita raagglore o minore di vapore condensate, 3 pero vennero stravolte dalla corrente e franturaate.
laquo; Si raccolse il virus virulente dentro una boccetta e collo stesso liquide si lavarono bene le capsule per raccoglierne tutto il virus. II liquide raccolto si lascio in riposo, e quindi col deposito inoculai 12 por-collini d'lndia ed ho pralicato 20 colture. Queste riuscirono inl'ruttuose ed i porcellini seno ancora attualmente vivacissiini.
laquo; Le temperature interne del vagone erano di 103, 104, 101 1[2, 100 li2, e 100quot; C.
laquo; Ripetuta la prova per 15 minutl alia pressione di 8 atmosfore si ebbero le seguenti temperature interne: 99, 100, 101, 101 1(2 e 102deg; 0.
laquo; Debbesi pore notare ehe in questa seconda prova si aveva il vagone gia caldo e quindi con una dispersione minore di calorico.
laquo; Le prove fatte ci assicurano quindi ehe il vapore acquoso si puo mantenere nei vagoni ad una temperatura di 100deg; C. per 10-12', tempo sufliciente per uccidere i gormi infettivi ed in modo particolare il virus carbenchioso, iinmottendovelo pvv uno spazio di tempo non inferiore a 20' alia pressione di 9 atmosfere raquo; (1).
laquo;In seguito alia inia relazione diretta all'lng. in capo Comm. Kossuth, dietro accordi intervenuti f'ra le tre principali amministrazioni ferroviarie italiane si riunirono in Torino a conCerenza nei giorni 29, 30, 31 marzo e 2 aprile 1883 i signori:
Pyof. Car. Pbrroncito, Delegate del Ministero d'Agricoltura e Com-morcio ;
Comm. Kossuth #9632; Comm. Stanzani Cav. Bonazzi Ingegmre Olivetti, per le Strade Ferrate dell'Alta Italia;
Ing. POZZOLINI, per le Strade Ferrate. Romane;
Ing. Cav. Rossktti Ing. ALZONA, per le Strade Ferrate Morid.'
Am. Scolari, Segretario, alle scope di studiare le modalita pratiche per attivare an sistema di disinfezione del carri a bostiame
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Credo utile riprodurre il rerbale di quella conferenza per i suoi in-inbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; teressanti particolari:
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(1) V. mia Relazione al sig. Ing. in Capo Comm. Kossuth, in data 23 feb-braio 1883.
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AI'PENDICKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 423
laquo; Assumondo la prosklonza della riiniiono, il sjg, Oomm. Kossuth si fa ad esporre lo varle fasi per oui ebbs a passare la trattaziono lt;li questo Importante argomento.
laquo;Rioorda come la questions sia stata sollevata fln dal prinoipio del 1881 dal Mlnlstero d'AgricoItura, Industria amp; Commerclo, il quale, preooou-pandosi della influenza ehe i mezzi di trasporto del bestiame possono esercitare sullo sviluppo e la difl'usione di malattie epizootiche, fece presents la necessltä di provvedore alia dlsinfezione dei carri ogni qual-volta abbiano servito pei detti trasportl; come a richiamare su di ciö Tattenzione dell'AIta Italia s'aggiungesse pure il f'aito delle Crequenti lagnanzo mosse dalle ferrovie estere, spocialmente Tedesche, circa lo slato di sudiciume in cui spesso giungono sullo lore reti i caiTi a bestiame italiani; come i primi studi eseguiti dal sig. Prof. Perroncito, coadiuvato dal sig. Ing. Olivetti, conducessero il servizio Trazione e Materiale delle Ferrovie Alta Italia a proporre Fimpiego di diluzioni di acido solforico nel rapporto dal 4 al 5 p. 0(0; come perö le praliche esperite dalla Direziono dell'Esercizlo per far accettare questo sistema dalle altre ferrovie non riuscissero, .perche vi si oppose assoiutamente la P. L, M. ritenendo ehe I'acido solforico, anche cosi dilulto, i)otosse avore azione dannosa al legname ed alle ferramenta lt;lei veicoli; come allora la cosa venisse rimessa al Ministero, il quale diede esplicito in-carico all' egregio sig. Prof. Perroncito di procedere a nuovi studi e ineltersi poi d'accordo colle Araministrazioni Ferroviarie Italiane per istal)ilire un sistema ellicace e praticamente accettabile.
laquo; Conchiuse riferendosi alia qul allegata relazione ehe esaurito il sue compito, presento in data '2;j febbraio u. s. il suilodato sig. Professore e dalla quale risulterebbero conslgliate per la distruzione degll eventual! genni di infezione le iniezioni di vapore acqueo umido a tenupe-ratura non Inferiore ai 100 C: Invitö qulndi i signorl Oonferenti ad esprimere il loro avviso sull'applicabllitä di tale sistema.
laquo; Dietro il dübbio espresso dal Rappresentante delle Ferrovie Romane ehe i germi d'infezioni possono essere contenuti anche in taluni prodotti animali, come letame, pelli, ossa, ecc. la qnal cosa e conferniata dal sig. Prof. Perroncito, i Oonferenti trovano ehe, oltre al trasporti del bestiame, anche quelli delle accennate materie debbano formar oggetto di certe precauzioni: per quest! perö, affine di non estendere la disin-fezione ad un soverohio nunaero di veicoli, credono possa bastare una disposizione per la quale, allorehe si tratti di trasporti a carro complete, si debbanosempre Inpiegare carrl aperti; si avia In tal modo la sicurozza di non trasmettoro ad animali vivi i germi maleflci ehe even-tualmente vi Ibssero riinasti.
laquo; Passando poi all'esame del sistema di dlsinfezione proposto, dal punto di vista della sua pratica applicazione molti e gravi inconve-nienti si fanno manifest!.
laquo; Innanzi tutto v'hanno certi carri a bestiame, cioe quelli a gabbia per gli ovini e gli aperti pei suini, cui dotto sistema non e punto ap-
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plioabile, salvo Implant! speoiali o molto oostosl. ye n'ha pol un'altra oategorla, quella cioö del oarri souderta, pvi quail I'lnlezlone lt;li vapore a tetnperatura elevatissitna rlusclrebbe assai daunosa, glacchö ne sareb-bero fortetneixte deteriorate lo stoffe rlcoprentl i battiflanohl #9632; occorre-rebbe qulndi, per evltare talo luconvenlente, smontare quei pezzi ed applicar loro altro modospeciale tli dislnfezione, d'ondeunaconiplloazione ohe non tornerebbe corto indifferente, si avverte inoltro cho siccome i trasporti lt;li bestiame si fanno da noi su vasta scala (sulla rote deil'Alta Italia si haimo circa loo,ooo carri all'anno) e questo movlmento si con-centra per sollto in alcune locality e in certe determinate epoche, ac-cadrä talvolta ehe una stazione debba dislnfettare parecchie decine tli vagonl: in tai caso, posto ehe i'lnlezlone abbia a durare 20 mlnutl e quindi cho per oiascuu carro, compreso le manovro, occorra una mezz'ora almeno, si rlohlederebbe, per dislnfettare tutti i carri presentl, un tempo assai protratto, il qnale non potrebbe venir diminuito ehe adoperando contemporaneamente, per la produzione del vapore, piü locomotive e squadre numerose dl personale, oppure impiantl speciall i quail eleve-rebbero enorraemente la spesa della disinfezionc ^ia per .se stossa abba-stanza ragguardevole, essendosi calcoiato ehe il sold consumo di carbone (da 50 a 60 Kg.) aminontera a non mono tli due lire.
laquo; Un'altra conslderazione importante viene poi messa innanzi, ed e ehe senza menomainente revocar in dubbio il risultato scientifico eminciato dal sig. Prof, Perronclto, non e certo ehe in pratica esso si ottenga tutte le volte e per tutti i carri. Cosi, mentre nolle prove fatte prima della Oonferenza con una pressione di it atmosfere circa, si era raggiunta la temperatura di 100quot;, nello esperlmento eseguito a! Deposlto in pre-senza della Oommissione, la temperatura massima rimase Invece di qualcbe grade Inferiore ai voluti 100quot;, e cio per essersi adoperato il vapore di una locomotiva mantenuta solamente a 7 atmosfere circa, affine di stare nella condlzione In cui praticamente verrebbe a trovarsi la massima parte dello locomotive di riserva delle varie Stazioni,
laquo; Si fece inoitre notare dai rappresentanti delle Ferrovie Meridlonali come certe parti del vagone, specialmente sul paviraento, avessero mal-grado la raschlatura, il legname in condizioni tali die sotto la superflcle potrebbero benisslmo aiinidarsi raquo;lei germi, i quail non sentirebbero ehe assai debolmente I'influenza dell'elevata temperatura prodotta nell'in-terno del carro e cosi una operazione tanto costosa si renderebbe Corse in alcuni casi fin anche inefflcace,
laquo; Davanl.i a tutte queste difflcoltä si domanda so non si potrebbe, pur ricorrendo al vapore, adoporario in forma di proiezione mediante iancia come si usa nel Belgio, operazione la quale avrebbe almeno il vantaggio di essere molto piü pronta,
laquo; Ma il sig. Prof. Perronclto esprlme i'avvlso ehe essa non bastl a di-struggere i germi, ed Infatti I'esperlmento ehe se ne fece al Deposlto, dope quelle della iniezione, la dimostro affatto insufliciente, non essendosi raggiunto dopt) due minuti con una pressione di 6 1[2 atmosfere,
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APPKNSIOBnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;(iS
cho una temporatura (ii 70deg; cent, circa (1), non corto valevolo a di-strufrgere tutti i germl.
laquo; Dopo cio, aveudo ii Rappresontante (idle Ferr. Romane riohlamato I'attenzione dei Oonfersnti sulia possibility ili adoperare, invoce dei va-pore, ii paz cioro, oppure I'acqua di cloro, con cho si avrobbe il vanlaquo; tagglo di poter procodero siiuultaiioaniGnto alia disinloziouo di piii carri, il sig. Prof. Perronolto diohiara die i'azlone dell'acqua di cloro per un ora circa sarebbo abbastanza ollicaco.
laquo; Senoncho i Oonferentl espriraono il dubbio cho Tazione stessa cosi protratta, possa tornar dannosa al legname, ed il timoro ehe, qualora invece fosse usato il gaz cloro, rlesca nocivo alia salute del personale, in ispecio per quegli Agenti ehe dovessero sposso o piii volte di seguito ripetere una simile oporazione.
laquo; Tuttavlala Oommisslone, non rawisando mezzo pratico il portare un veicolo per un'ora a contatto dell'acqua di cloro, stimö opportuno pro-cedere ad una prova modianto fumigazioni di gaz cloro, la qualo si esegui infatti nel giorno 31 marzo, e lo sue risultanze permisoro al Prolessore Perronolto di argulre ehe, ove I'azlone del cloro fosse protratta per piii ore, la completa dlsinfezione del carro sarebbe raggiunta: non si crede peri) di llssare il tempo minimo occorrente, lo esperiraento non essen-dosi prolungato abbastanza per poter dedurne una conclusione assoluta-mente certa; quanto alia spesa, si presume ehe sarebbe sensibilmente inferiore a quella nocessaria per la inlezlone di vapore.
laquo;Rlmarrebbe ora a vedersi so i'lmpiego delle dlluzloni di acido solfo-rico possa realmonte produrre sensibili alterazioni al materiale, come ebbero a sostenere le ferrovie francesi, ma per porre in soflo questo punto occorrera un esperimento protratto per alcuni mesi, esperimento ehe la Commissione trova di consigliare.
laquo; Frattanto perö, mentre per le considerazioni sovraesposte, i Oonferentl deplorano di non poter indursi a proporre i'applicazione di un sistema di dlsinfezione per tutti i carri ehe servirono al trasporto di bestiame, grosso o niinuto, essi riconoseono la couvonionzn, dal punto di vista di quell'interessegenerate di eui ebbe giustamente a preoccuparsi il Ministero d'Agricoltura, Industria e Oommercio, ehe si attui un prov-vedlmento efflcace nei limit! della pratica possibilltä, o cioe almeno in quei easi nei quail ö maggiore il pericolo di infezione.
laquo; Entrando in quest'ordine di idee, e premesso cho in ogni case il la-vaggio dei carri a bestiame dovrebbe essere esegulto eon somma eura, In modo da renderll veramente puliti (al qualo proposito si nota ehe, cosi facendo, si oliminerebbe intanto ogni motive di reelami ed addebiti da parto delle ferrovie estere, le quail mossero contro di noi eccozione non per la mancata dlsinfezione, ma per la mancata pulizia), la Commissione e d'awlso ehe la dlsinfezione si potrebbe praticare solo per quei veicoli, dai quali sia state scaricato ([ualche animalo morto durante il
(1) La lancia dirigeva il vapore d'aoqua sul bulbo d'un toniioinotro ii nwssima.
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#9632;12Ünbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Al'l'KNiUClO
vlagglo, 0 notoriamento infctto o presoutauto caratteri cho lo roiulano sospotto d'lnfezione; poichö, cosl limitaiilt;lola, mentre si avrobbo gia un provvedlraento atto a rirauovere le maggiori probability ili oontagio, sa-robho tolto I'ostacoio dl una spesa soverchia e Inadeguata al prevediblle effetto pra/tlco, e sopratutto IMnconvönlonte della complioazlone e dolla perdita di tempo veramente enorme, nonche delie considerevoll peroor-renze a vuoto cui si andrebbe Incontro sottoponendo lutli i veicoli ail una oflicaco disinfezione.
laquo; A questo punto, o visto tutte le dlfflooltä rilevate, il sig. Prof. Perraquo; ronclto esprime Pavviso ehe le Ammlnistrazionl ferrovlarie dovrebbero [)or uu piii completo raggiungiraento dello scope, stabillre uno speoiale servizio di ispezione sanitaria. Ma i rappresentanti delle Amministra-zioni stesso nun credono ehe trattandosi di Interesse cosi generale, possa Incorabere a questo I'adozione di un tale prowedlmento, bensi in coe-renza all'idea osprossa dal sijx. Prof. Perroncito, e persuasi ehe in questo caso nessuna misura di iniziativa puramente ferroviaria possa condurro ad un risultato serio, pratico e completo, f'anno voti ehe venga istituito dal Governo 1'aocennato servizlo, cui le ferrovie si rivolgerebbero per aver lume in casi special! e sopratutto quando dominassero epizoozie, pur non dissimulandosi ehe ciö possa qualche volta produrre conflittl col personale t'orroviario e quindi imbarazzi nolle Stazioni.
laquo; La Oommisslone conclude pertanto formulando le seguenti proposte : laquo; 1deg; Pel trasporti a vagone complete di pelli (natural! o conciate), lane gregge, letame, ossa, unghie o detriti animal! in genere non si adoperino mai earri chiusi.
laquo; 2deg; I carri ehe hanno servito al trasporto di bestiamo, grosso o minuto, vengano sempre, tosto dope lo scarico, accuratamente puliti medianto lavatura e raschiatura.
laquo; Alle Stazioni nolle quali si verifica il inaggior movimento di bestiamo in arrive, si provvedano mezzi sufflcienti per eseguire a dovere siflatta lavatura (ehe attualmente, malgrado le esplicite dlsposizioni esistenti, non sembra possibile per mancanza del uecossario); oeeorrendo, si for-nisca anche un' apposlta pompa a vapore semovente, analoga a quella in uso presso alcuni Deposit! locomotive dolle Ferrovie Alta Italia per la lavatura delle caldaie.
laquo; 3deg; I carri, da cui sia state scaricato qualche animale niorto durante il viaggio, o notoriamento infetto, o ehe dia luogo a sospetto di malattia, vengano, senza lavatura interna, etichettati per la disinfezione, ed in-viati in alcune loealitä, da stabilirsi dalle varie Amministrazioni, per ivi essere dlsinfettati secondo quol processo ehe ciaseuna Amministra-zione trovora di presecjgliere.
laquo; Prima di chiudere la discussione, i Rappresentanti delle ferrovie Me-ridionali manifestano il dubbio ehe Feffettuazione di unaqualsiasi disinfezione possa addossare alle Amministrazioni forroviarie una responsabiiita verso gli speditori di bestiamo. I Conferenti pero, mentre ritengono ehe il lore mandate non si estenda all'esame lt;.li questa pregiudiziale ehe,
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AI'PENüIClOnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 427
ovg fosse accolta dalle rispettivo superiority, trouchorebbo ogni tratta-zioue in maleria, sono di awiso ehe, quando la dislnfezlond vonga li-mitata nel modi da loro propostl, sarebbe certamonte ridotta a )jcu pooo questa oventualo responsabilitä.
laquo; Da ultimo la Commissiono esprimo il parore ehe la spesa dolla disin-fezione debba venir rifusa, medlante una tassa flssa, dal destlnatario di quel bestiamo ehe Tha motivata, quäle compenso del daiiuo recato alia Amministrazione ferrovlarla col trasporto dl merce infetta o sospetta di infezione.
laquo; Torino, li 2 aprile 1883.
laquo; Firmali: E. Perhoncito KOSSUTH STANZANI Bonazzi a. Olivetti g. B. Pozzolini Rosselli Alzona L. Scolari, segretario raquo;.
Oosl stände le cose, non si puö far a ineno ehe di raecomandare al Governo una sollecita orgauizzazione di im sorvizio veterinario [ler la efiottuazione della migliore pulizia e dello disinfezioni dei vagoni, ehe servono per il trasporto del bestiame, pollame, dello pelli, lane gregge, letame, ossa, unghie e detriti aniraali.
Qualunque sia il metodo ehe si voglla adottare, poeo importa, l'es-senziale e ehe sia efllcace ed attuato sotto la direzione o la responsa-bilita di un personale teenico ulliciale. In tal modo soltanto si potranno prevenire gli immeusi danni, ehe si debbono alia diffuslone dei morbi epizootici e contagiosi.
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FINE.
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FESTE DEI RUMINANTI
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(V, palaquo;. 88.31),
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Da E. SbmmBR dl Lorpat (1).
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['IG, 1.
(ilobuli bianchi Bominuti laquo;li mici'o-cocchi; glolmli rossi; micrococclii isolati, a duo e n catenelle (stvep-toeoeclii),
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Fii,-. 8,
Micrococclii isolati. a duo, a fro e a catcnollo costituite da un mi-nu'rii vario ili cocci.
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Fig, 3, l'i'upavato ili sanguQ con inlcvococohi.
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PlO. 4, Kibvo inuacolari Invase dal miorocoochi.
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(1) Reime fur ThierhcHkundc und Thio-zuchf. Heraus, u. redlg, v. ÄLOI8 Koch Vienna.
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1 N JJ I O E
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Preftizione dell'Rditora................Pug-nbsp; nbsp; nbsp;i
dell'Autore .................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nr
PARTE G EN ER ALE,
Malattie Infettive...................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;vi
Del baoteri.....................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; ivi
Metodi pin comunl ili ptcerca dolle varie specie baotoriohe nei li-
quldi 11 nei golldi doll'organlstno animate......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; x
Del mlcroäcopio...................'nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp;xin
Avvertenze per 1'uso dol tuicroscopio............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;xiv
Avvertenze per clii nan avesse ancora il tnioroscopio......nbsp; nbsp;raquo; xxiv
PARTE SPEC I ALE
CAP1T0L0 1.
M A I. A T T I G 1 N F E T T I V K.
1. iüpizoozin tifoido o choiera iit;i gallinaooi.......I'ay.nbsp; nbsp; nbsp; 1
y. Peste dei maiali Mai rosso o trial rossino Jei maiali ...raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 8
3,nbsp; Ploemin dei vitelil neonati Inflamniazlone deli'oinbelico
e vusi ombelicali [Uai conladlni atnburia)......nbsp; nbsp; gt;gt;nbsp; nbsp; nbsp; 11
4,nbsp; Septicemia - [nfezione putridlaquo;...........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;13
5,nbsp; Febbre viteilare Fobbre puerperale.........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;15
(i. II vaiuolo ne^ii aniinaii domestici..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 17
Vaiuolo vacoino (Cow-Pox)............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;is
Vaiuolo nei cavalli (horse-pox)..........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;19
Vaiuolo peoorino o Sohiavina...........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;20
Vaiuolo dei maiali...............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;2;i
Vaiuolo dei caul................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;ivi
Vaiuolo nolle scltnmie.............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;84
Vaiuolo nei galiinacel..............nbsp; nbsp; gt;gt;nbsp; nbsp; nbsp;ini
7. Peste o tifo del rurainanti.............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;25
s, Febbre aftosu nei bovini, taglione, zoppina lombardu . . .nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;;il
0. Diarrea q dissenteria (l(!i neonati vitellinl........nbsp; nbsp; gt;gt;nbsp; nbsp; nbsp;37
10,nbsp; Mastoito contagiosu dolle vacche lattifero........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;39
11,nbsp; Asciuttarella Agalassia contagiosa dollo pocore o dolle
capre lattU'ere................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;40
12,nbsp; nbsp; Clmorro equlno.................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; lt;|-gt;
Cimorro sotto forma benlgna...........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;43
Cimorro mallguo................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;44
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INDICE
Barbone doi bufali...............Pag,nbsp; nbsp; 40
Gituorro dol oani.................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;47
Cimorro sotto forma oatarrale..........nbsp; nbsp; igt;nbsp; nbsp; nbsp;4H
CiniDiTo sotto ibi'iua gastrloa...........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 49
Cimorro sotto Ibrma norvosa...........nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; igt;'i
Cimorro esantematioo..............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;60
Morbo ooitale, Sililidu equina, Malattia dl Annover, Tabe
dorsale..................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;52
Dell'esantoma o morbo coitalu bünigiio.......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; ivi
Morbo ooitiilo maligno.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;53
Pnenmonite doi fgt;'iovaiil vitelli c malaletti Pneumonite
del neonati bovini o malaletti..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;58
Pneumonite orupale del oavallo...........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;015
Polmonea o Polmonera Peri lt;i pleuro-pneumonia ossmla-
tiva contagiosa...............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;85
Corizza oangrenosa, febbre oatarrale maligna doi bovini,
catarro maligno-oangrenoso, o anasaroa del bovini. . .nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;72
Inliuonza o febbre tifoide dol oavallo.........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;74
Kmatiiuiria od Ematuria uei bovini..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;80
Uabbia o Lyssa, idrofobia.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;8:i
Rabbia ncl oavallo...............nbsp; nbsp; *nbsp; nbsp; nbsp;87
Uabbia noi bovini...............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;88
Rabbia nolio pecore o noilo oapre.........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; ivi
Rabbia no! porco...............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; M
Rabbia nel gatto...............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp;ioi
Rabbia noi polli o piooioni............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 8lt;.;
Reumatismo..................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 90
Artrite doi giovani animali.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;94
Caohessia ossifraga cd osteomalacia..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 96
Kobbri Intermittent!................nbsp; nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; nbsp; 99
Febbre perniciosa od intermittente perniclosa......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 101
Kobbri tifoidee Tifo indigeno...........nbsp; nbsp; laquo;104
Tetano Mai del cervo Incordatura........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 107
Carbonohio Antraoe Carbonchlo od antraoe vero od omatico (Sangue di milza, mal del sanguo, ecc,
mal sanguigno)...............nbsp; nbsp; raquo;112
Acetone o carbonchlo äintomatico, carbonchlo essenziale di Cliabert Coscia nerao quarto nero E!nflsema.carlaquo;
bonchioso, rorbiciono.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 127
Tubercoiosl negli animali domestlol..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 134
Tubercolosl bovina o t.isi perlacea.........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 137
La tubercolosl nel solipedl............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 143
La tubercolosl nel oani.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 144
La tubercolosl nolle pecore o nolle capre......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; Ivi
Tubercolosl nel malale.............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; M
Tubercolosl nella soimmla............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 146
Tubercolosl noi conigli e noi porcollini d'lndia.....nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; ivi
Tubercolosl noi polli..............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 147
MoCCio o Karoino................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 148
Moccio oronico................nbsp; nbsp; raquo;151
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15,
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17.nbsp;
1laquo;.nbsp;
19.nbsp;
20.nbsp; nbsp;
21.nbsp;
22.nbsp;
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23.
21. 25. 26. 27. 28. 89. 30.
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INI.ICKnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 431
34.nbsp; Mooolo o niorva delle peoore...........I'ay. 155
35.nbsp; Bronohite da vibrioni negli ovlal..........nbsp; nbsp; raquo; 166
36.nbsp; Pneamoalte baoillare noi vitollini rta latto.......nbsp; nbsp; raquo;157
37.nbsp; Stotnatito ulcorosa ed opatito aodularo hactorica nogli atfiiollinbsp; nbsp; nbsp;raquo; ivt
38.nbsp; Kalso Farolno o Paroiuo öriptoooooUioo........nbsp; nbsp; raquo;159
3(J. Morio noi conij?li dovuto al Criptococco guttolato.....nbsp; nbsp; raquo; l(J2
OAPITOLO II.
MALATTIK PRODOTTB 1gt;A I'AUASSITI VEOETAU ELKVATI.
40.nbsp; Tigna od orpote tonsurante Pelarella o gerpiggine ...raquo; 163
41.nbsp; Titfmi Tigna tavosa..............nbsp; nbsp; raquo; 167
4ü. Osteosarooma Luppla Spina ventosa Aotlnomyoes
e Actinomicosi................nbsp; nbsp; raquo; 169
43.nbsp; Pneumonite aspergillare..............nbsp; nbsp; raquo;172
44.nbsp; Ptlallsmo osoialorrea prodotta da una muffa sopra II foraggionbsp; nbsp; nbsp;raquo; 173
45.nbsp; Disfagia paralltioa per gutturomicosi.........nbsp; nbsp; raquo;176
4(i. Ahorto enzootioo ed epizootloo............nbsp; nbsp; raquo;177
OAPITOLO III.
MAI.ATTIK PliOOOTTE DA PROTOZOI.
47.nbsp; La psorospernaosi noi conigli Coccidluni oviforme Leuok.
I psoroapermi o la psorospermosi negli anitnall...raquo; 17H
48.nbsp; Group o difterite epizootica nei polli.........nbsp; nbsp; raquo;181
49.nbsp; Otrlcelli del Kainoy nel tessnto musoolare degll onimali
domestic!..................nbsp; nbsp; raquo;184
OAPITOLO IV.
MAI.ATTIK PRODOTTK DA KI.MINTI.
50.nbsp; Qrandlne o Panioatura del maiale..........nbsp; nbsp; raquo;187
51.nbsp; Eohinococchi e tenla echlnococco...........nbsp; nbsp; raquo; IÖ9
52.nbsp; Vertigine idatigena per ccnui'o o Tonia oonuro......nbsp; nbsp; raquo; 209
53.nbsp; Tonia marginata do! cane od il reiativo Cislicerco fenuicoUe
noi ruminanti................nbsp; nbsp; raquo; 815
51. Tonia serrata do! cane od i! reiativo Cislicerco ptsi/brme
noi coniglio.................nbsp; nbsp; raquo;218
55.nbsp; Tonia cocomoriua del cane.............nbsp; nbsp; raquo; 220
56.nbsp; nbsp;- Le Tenio del cane................nbsp; nbsp; raquo;221
57.nbsp; Tonio del oavallo................nbsp; nbsp; raquo;222
58.nbsp; La panioatura noi bovinl..............nbsp; nbsp; raquo; 225
59.nbsp; Tonio dei bovini.................nbsp; nbsp;raquo;231
80. Tonio della pooora................nbsp; nbsp;raquo;234
01. - Tonia del coniglio................nbsp; nbsp; raquo; raquo;39
62.nbsp; Botriocofalo del cane...............nbsp; nbsp;raquo; 240
63.nbsp; Tonio e botriocofalo not gatto...........nbsp; nbsp;raquo;242
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f)4. laquo;5. 66. 67.
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INUICK
Tenie ilei polli................Pa//.nbsp; nbsp;244
Citohossiii aoquosa lt;gt; ittero-verminosa Dlstomatosl , , ,nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp;240
BustrongUI copy;d eustrongtlo glgante..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;200
Klmintiasi pop asoarldl..............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;2(il
Asoaride dei maiali...............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;202
Ascuridi noi oavalll...............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; ivi
Aiscarido noi vitolli................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;264
Asoaride ilüj,'li ovinl............ ,nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; {Vf
Asoaride dci oanl e dei gattl...........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; iVi
Asoaride negli uooelli domestiol..........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;205
Pilarlasl 1 no! oavallo: flbroml porassltari........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp;266
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Bottoni emorragioi della pelie ...raquo;nbsp; nbsp;267
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Fllarla paplllosa........raquo;nbsp; nbsp;208
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; niegastonia.......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 269
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; miorostoma.......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;270
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Piagho estive..........nbsp; nbsp; raquo;271
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;Noi bovini: tilaria labiato paplllosa......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; ivi
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; esolagoa.........nbsp; nbsp; raquo;273
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;No! cane: (ilaria paplllosa ematloa......nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; ivi
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Kmbriono di fllarla...... .nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;27(1
Ossiuridi nel oavallo 0 noi ooniglio.........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; /,-,
Strongilosl e doohmiasi; Strongilo 0 sclorostoma arraato e
I'aneurisma vertninoso del oavallo......nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;278
Strongill nei bovini od ovinl.........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; *nbsp; nbsp; 28.'!
Gil anchllostoml del cane e I'anemla da essi prodotta . .nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;284
Gli anchllostomi e I'anemla dei gattl......nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;288
Elmlnti del maiale..............nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;289
Bronohlte 0 pneumonite vermlnosa........ ,nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;29'gt;
Tricocefali...............nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ggg
Trlcocefalo afHne...........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ^nbsp; nbsp;299
Trloooefalo depresso...........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; ,gt;nbsp; nbsp; ,-,,/
Trioooefalo crenato............nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;ivi
Anguillole #9632; Pseudorabditl............nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;300
Trichlnosi o tricliinlasi..........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;;jqi
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68.
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70.
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7:..
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0AP1TOL0 V.
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MAF.ATTIK PRODOTTB DA ARAONIDI.
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75. Scabbia 0 rogna......
Rogna sarcoptica: della aolmrala............nbsp; nbsp; raquo;
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; del maiale..........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; dol oavallo...........nbsp; nbsp; ,,,
della capra...........nbsp; nbsp; raquo;
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; del cane ..........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; del comello.........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; raquo;
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;della pooora.........nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;,gt;
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; dol gatto 0 dol ooniglio......nbsp; nbsp; raquo;
Rogna noi pulli.......nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp;ft
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312 314 315
ivi 317
ivi 319
ivi
ivi 320
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INDICEnbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; 433
Rogna domiatodectica: ncl cavallo........Pag.nbsp; nbsp;321
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; noi bovini.........nbsp; nbsp; gt;gt;nbsp; nbsp; 323
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; negli ovini.........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 324
nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nol oonigUo ........nbsp; nbsp; gt;gt;nbsp; nbsp; nbsp;ivi
Rogna sirnbiotiea...............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;32(i
Otite da acari nel cane e nel gatto.........nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp;327
Rogna (lomodoctica...............nbsp; nbsp; ^gt;nbsp; nbsp; nbsp;ivi
76.nbsp; Ftlrlasl degll uooelll nel cavallo...........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; aa'.i
77.nbsp; Le zeeche sugli auiiuali..............nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; ivi
Una specie di eeooa latalo pei colombl........nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 331
OAPITOLO VI.
MAI.ATTIK PHODOTTK DA INSETTI K DA CKOSTACKI.
78.nbsp; nbsp; - Ftlrlasl....................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp;332
7'.). Estrl.....................nbsp; nbsp;raquo;nbsp; nbsp; 334
Hstri del cavallo................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 335
Kst.ro ovlno.................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 337
Ipoderma bovis................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 339
80.nbsp; nbsp; Sinmlie....................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 341
81.nbsp; Lucilia serinata.................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; nbsp;ivi
82.nbsp; Melofago ovlno.................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 342
83.nbsp; Pulcl.....................nbsp; nbsp; raquo;342
84.nbsp; Mosclie, stomossl e talani.............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 343
85.nbsp; Ci'ostacei - I'eiiliistonii..............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 346
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CAP1TOLO VII.
MALATTLB ACC1DENTAU.
86.nbsp; Delle intiammazioni o flogosi in generale........nbsp; nbsp; raquo; 348
87.nbsp; Febbre....................nbsp; nbsp; raquo;352
88.nbsp; Stomatite...................nbsp; nbsp; raquo; 356
89.nbsp; Angina....................nbsp; nbsp; raquo;357
90.nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; Flussione poriodica, oftalmia int,ormitt,ent,e, flnssione lunaticanbsp; nbsp; raquo; 358
91.nbsp; Oftalmia esterna ed interna............nbsp; nbsp;raquo; 363
92.nbsp; Kpilessia, mal coduoo, mal di S. Giovanni.......nbsp; nbsp; raquo;364
93.nbsp; Bncefallte...................nbsp; nbsp;raquo;365
94.nbsp; Mielite, spinite.................nbsp; nbsp; raquo;368
95.nbsp; Menlnglte...................nbsp; nbsp;raquo;369
96.nbsp; Rinite e catarro nasallaquo;..............nbsp; nbsp; raquo; M
97.nbsp; Krdisenia, polrnonare e sottocntaneo..........nbsp; nbsp; raquo; 370
98.nbsp; Laringite, traoheito...............nbsp; nbsp; raquo;371
99.nbsp; Bronchite e pneumonite..............nbsp; nbsp; raquo; 372
100.nbsp; Kolsaggine dei solipedi o bolsedine..........nbsp; nbsp; raquo; 373
101.nbsp; Cardite e pei-icardite...............nbsp; nbsp; raquo; 378
102.nbsp; Plenrlte....................nbsp; nbsp; raquo; 379
103.nbsp; (iasti-ite - Enterite o gastrite-enterit.e.........nbsp; nbsp;raquo; 381
104.nbsp; Indigestiono..................raquo; 383
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434nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; nbsp; INDTCB
105.nbsp; Meteorismo o timpaiiitide............lgt;ag.nbsp; nbsp;;}84
106.nbsp; Epatito....................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 390
107.nbsp; Colloa.....................nbsp; nbsp; raquo;302
108.nbsp; Peritonite...................nbsp; nbsp; #9632;raquo;nbsp; nbsp; 393
109.nbsp; Nelrite....................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 394
110.nbsp; Cistite....................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 398
ill. Metrite....................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 400
112, Orohite....................nbsp; nbsp; raquo;413
1 Ki. Mostoite 0 mastite................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 404
111.nbsp; Pletora....................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 405
115.nbsp; [pdemia od anemia................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 406
116.nbsp; nbsp; Ebolllzione od ortioaria..............nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 407
117.nbsp; Gonorezloni, oalooli, oonorementi, egagropili, inorostazloni .nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 408
118.nbsp; Tiro 0 licchio..................nbsp; nbsp; raquo;nbsp; nbsp; 413
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A P P B N D10 V,
Disinfezione del vagoni forroviarJ die servono per il trasporto
degli animal!................gt;gt; 417
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NUOVA PUBBLIGAZIONE Dell'ÜN10NE TIPOGRAl*'ICO- EDITRIC K T0RINKSE
TRATTAT0
ANATOMIA COMPARATA
UEUM
ANIMAL! DOMESTIGl
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ADOLFO CHAUYEATJ
IHHK'niilti: iim.i.A SCUOtiA \|:'1KH1.\ \Hi.\. faoFESSORE IM amp;1E01GINA si'!;itl.Ml:.\) Al,l: i: COMfARATA A1.1,A l'A(;in,i'A in USDIQINA DI LIONG
Riveduto e aumentato colla collaborazione di S. ARLOING
Frof. ulla Scuoln Vetednado Direttore del Lamp;boratorlo di Medicina sperimenlalo
ilelln Facolla ili Medicina di Lioue
Prima Traduzione italiana sulla terza edizione francese
a i;uha DEI lion on [
FEDERICO BÜSCHETTI k VITTORIO COLUCCI liilicrdmenlo rivcdula eil aumoiilaln ill Noic per la parlo ilaliaua
laquo;#9632;lt;gt;ll'ai|{|i(iiilii ili mi,i
A p p e n d. 1 o o ti i I S rr O Ij O O 1 A O 10 rs E 11 A I j 13
Del Dott. TOMMASO LONGO
I'lnf. di Aimiouiia presso In B. 8ouola lt;U Medioiua vetorlnavia di Toriuo.
tLLUSTHATO CON CIRCA 500 FIGURE INTERCALATE NK.I. TESTO HOLTE DELLE QUAI.I STAMPATE A l'lil GOLORI
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PROGRAMMA
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1
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l grande amore ehe ai nostri giomi si portö in llalia agli sluclii di Zooiatria e di quanto ha rapporto all'Anatomia istologicu
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f^-' dell'uomo e degli animali, alia comparazione delle forme e del modo di funzionare degli organl interni, indussero la nostro Ditta ad assumere la stampa, in lingua italiana, del magistrale Trat-Mo di Anatomia comparata deyli Animali domestici, dettato dall'illustre A. Chauveau, Direttore della Scuola veterinaria di Lione, il (iuule si
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acqulstö meritata stima in tutta Europa, speclolraente lt;l()|)(raquo; ehe il dotto professore S. Arloinq \gt;\ aumentö di preziosi dati anatomicl,
Premesse alcune nozionl general] partendo dall'uomo il Chauveau passa in esame anatoraico la nunjerosa classe dei mam-iiiifori e degll accelli, scegllendo animali tlpi, come il cavallo, l'asino, il hue. la pecora, la capra, il dromedario, il cane, il gatto, il maiale, il coniglio, pei primi il gallo, la faraona, il gallo d'India, il colorabo, l'oca e l'anitra, pei second! tnostra come le differenze tra gli uni e gli altri ehe, a tutta prima, sembrano gran-dissime, m realtö non hanno caratteri si)ic(quot;ili. In questo esame of^li da iina particolareggiata descrizione anatomica dei singoli loro organi.
Nella parte dei mammiferi egli mostra una speciale predilezione pel cavaJlo e lo si trova sempre presentato quäl tipo di confronto cogli altri animali in modo ehe lo studio del nobile destriero 6 completissima in ogni sua parte.
Dopo la deflnizione e la descrizione anatomica il Chauveau enu-mera e classiflea le varie specie di animali domestici, ue mostra la organizzazione interna, i rapporti ehe le varie parti organiche tianno tra loro. spiegando il modo di funzionamento dei grandi apparecchi interni degli animali. dividendoli in nove grandi sezioni: 1deg; di locomozione; 2deg; digestive; 3deg; respiratorio; iquot; di secrezione orinaria; 5deg; circolazione del sangue; 6deg; i nervi; 7quot; i sensi; Squot;oii organi della genevazione; 9deg; embriologia.
Suddivide queste sezioni in varii capitoli:
La la sezinno della Locomozio.nk, abljraccia i capitoli delle ossa; de! modo col quäle queste stanno riunite, ossia delle arücolazioni; \ muscoli, od organi attivi della locomozione.
La ^ della Digestione, contiene le considerazioni generali Intorno agli organi digerenU;\Q descrizione degli organi preparatori qA essen-ziali alia digestione ne'mammiferi; mentre si studia Vapparecchio digermte degli animali domestici.
La 3a della Respirazione, tratta esclusivamente degli organi respi-nitori cd anwess* ne'mammiferi e uegli ucceUi.
La -i'quot;1 della Secrezione orinaria, oltre la desorizi-om degli organi essenziali della secrezione orinaria. tratta di quelli di cscrccione, cioe degli ureteri, della vescica orinaria. dell'iirelra e delle capsule spprnrenali.
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Suggio Uelle indsiuni del Trallato di Anatomta eo
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I I
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Siif^io delle incisioni del Traltato di dnalomla comparata,
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La 5a discorre della Circolazionb In generate, descrivendo nel tempo stesso il more col suo invogllo; delle arterie in generale, dellii loro posMone; delle vene, in modo generale e speciale; doi linfaticl; della cii'colazione del sangue negli uccelli.
La öa dell'lNMERVAZioNE, abbraccia il sistemanerveo in generale; raquo;11 organi camp;ntroM deWinnervozione, cioe Vencefalo e il midollo spinale ; i nervi dell'uno e dell'altro; 11 gründe simpatico, e 11 sislema nervoso deg'li uccelli.
La 7a del Sensi, si occupa deirlaquo;//W//o, del //^.s/o, dellWÄo, della
L'8a della Generazione, tratla ininutaineide degli organi genital! del maschio e della femmina uei mammiferi e negli uccelli.
La 9a sezione dell'EMBRioLOQiA, svolge le fasi delVovolo e delle sue modiflcazioni dopo la fecoridazione; äegVC invogli fetali üq'soll-pedi e degli altri mammiferi domestici; dello svüuppo delle diverse parti del feto in generale; dell'uovo degli uccelli e sue parti.
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La nostra Gasa non si limiterä a presentai'e agli Italian! la tra-duzione letterale dl questo apprezzato trattato, ma lo arricchirä di note ed aggiunte degli studii fatti in Italia sull'anatomia comparata, mostrando in molti casi la prioritä delle scoperte.
So la Francia, la Germania e l'Inghilterra vantano dotti professor! ehe fecero progredire la scienza anatomica, la patria nostra possiede moltissimi studii sulla materia, dimenticati in grau parte, dovuti (per non parlare dei trapassati) agli egregi professor! Bizzo-zero, Lessona, Ganestrini, G-iacomini, Golgi, Perroncito, Perosino, e varii altri.
Alcuni fra essi, non solo ci incoraggiarono, ma ci promisero il loro appoggio nella pubblicazione.
Desiderosi di presentare un lavoro perfetto, pregammo l'egregio prof. Tommaso LONÖO, il quäle gentilmente accettö, di voler rive-dere la traduzione, di arricchirla degli studii ehe da varii anni Egli sta raccogliendo uell'ISTOLOGIA GENERALE, uei quali verri\esposto l'organismo ne' suoi rapporti lisici, chimici, morfologici e fisiologici, e da di ogni tessuto una minutissima descrizione.
L'impegno posto dai traduttorl e il nome del revisore ci damp;nno lidneia ehe gli studios! di anatomin eomparatn accoglieranno bene-volmente la nostra pubblicazione, tanto pin ehe essa formerä il
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trattato pin completo die vi sam sulla materia in Italia, e vdene ordinato in modo da tomare utilissimo agll student] dj Medicina, agli iilliovi delle Scuole di Veterinaria, di Agrlcoltura, iii Gomizi Agrari e a qunuli sta a cuore il progresso di qviolhi scion/,;! ehe noii solo toma proflttevole all'iiomo die dagli animali domestic] ottiene aluto di forza, prodotti e una gradevole compagnia, ma previene mollraquo;! malattie tvasmessibili all'uomo, quali il carbonchio, la trichinosi, la tenia, e le altre ehe tornano di grave danno per l'economia sociale e rurale.
II Ti'allalo del doll, (llianveim vervi'i illustrato con 408 bellissime ügure intercalate nel testo, molte delle quali tirate a laquo;ine o ire colori, L'ISTOLOGIA e le parti aggiunte verranne pure accompa-gnate da figure diligentemente incise.
Torino, Gennaio 1880.
Per i.a SocietA
LUIGI MORIONDO, Direttore.
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(Üoiiöt^iont ITjyteociniioue.
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I. Tutta 1'opera sarä compresa In .iO o 35 dispense di :gt; fogli di stampa, Ö pagine IS, in-Squot; grande, illustrata con molte figure nel toslo.
i'. II prözzo d'ognl dispense c flssato a L. 1.
'A. Le spese di porto e dazio sono a carico degli Associati.
!#9632;. Se ne pubblicherö possibilmente una dispensn ogni 20 giomi a par tire dal Dicembre 1885, in modo ehe ['opera sin compiuta In due anni.
5. Le associaziöni si ricevono in TORINO, presse la Societä Editrice, via Carlo Alberto, 33, e dalle sue (iliali in Roma piazza S. Silvestro, 75. piano Iquot;; Napoli, Strada Sant'Anna del Lombardi, 36, piano 1quot;. Catania, Largo Gandolfo, 3; Flrenze, via Ghibellina, 96; Palermo, via Macqueda, 187; Cagliari. corso Vittorio Emanuele, Ki, piano 3deg;, e dai principali Librai.
(i. Gil Associati ehe si Iroveranno I'nori di queste cittä potranno inviare la loro adesione direttamente alia Societö Editrice, in Torino, via Carlo Alberto. 33, accompagnata da yaglia postale di lire cinque, da rinno-varsi di cinque in cinque dispense.
Sono ptifblicate le prime Dispense.
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Dichiavo to sottosci'itto. di üssociävmi per copie del Trattato di Anatomia comparata degli Animali domestici.
Firma Indirizzo
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